Senigallia Atto

Relazione finale approvata dalla Commissione consiliare speciale sull’alluvione

Delibera del Consiglio Comunale N° S-SG/2015/77 del 28 gennaio 2015

Presentazione
Approvazione
28.1.2015

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 1 
Seduta del 28/01/2015
OGGETTO:	COMMISSIONE CONSILIARE SPECIALE SUGLI EVENTI ALLUVIONALI DEL 3 MAGGIO 2014 E SULLA PREVENZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO ISTITUITA CON DELIBERAZIONE N. 27 DEL 04/06/2014 - RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE
L’anno duemilaquindici addì ventotto del mese di gennaio alle ore 18:00  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Allegrezza Elisabetta-*17 Marcantoni Fabrizio-*2 Angeletti Margherita *-18 Marcellini Massimo-*3 Battisti Paolo*-19 Monachesi Enzo*-4 Brucchini Adriano*-20 Papa Caterina*-5 Bucari Simonetta*-21 Paradisi Roberto-*6 Bucci Vania*-22 Pergolesi Enrico*-7 Cameruccio Gabriele*-23 Perini Maurizio*-8 Canestrari Alan-*24 Quagliarini Luciano-*9 Cicconi Massi Alessandro-*25 Ramazzotti Ilaria*-10 Donatiello Giulio*-26 Rebecchini Luigi C.D.*-11 Fiore Mario*-27 Rimini Enrico*-12 Giacchella Massimiliano*-28 Romano Dario-*13 Girolametti Carlo*-29 Salustri Maurizio*-14 Gregorini Mauro*-30 Sardella Simeone-*15 Mancini Roberto*-31 Sartini Oliviano*-16 Mangialardi Maurizio*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 22

 Shikova NataliyaConsigliere Straniero Aggiunto*- Rana Mohammad IsmailConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Meme' Maurizio, Paci Francesca Michela.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Enzo Monachesi nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Il Presidente del Consiglio MONACHESI: come sapete oggi è un Consiglio particolare, lo abbiamo già chiamato così in altre situazioni, è un Consiglio dedicato, quindi ci occupiamo oggi e domani probabilmente perché in unica convocazione siamo convocati oggi e domani, ci occupiamo esclusivamente delle relazioni che sono state prodotte dal lavoro delle due Commissioni, una Commissione speciale e la commissione speciale di inchiesta. Ora ci occupi amo del punto numero uno all’ordine del giorno e quindi valutiamo e affrontiamo la relazione della Commissione speciale che naturalmente presiedevo io, la relazione la presento quindi io visto che nel caso della commissione speciale siamo in presenza di una sola relazione.
Come sapete questa Commissione, come d’altronde la Commissione speciale d’inchiesta, sono state votate all’unanimità dal Consiglio e quindi ha un suo carattere ben specifico. La Commissione che sono stato onorato di presiedere aveva come obiettivo la valutazione del post evento alluvionale, quindi noi ci siamo concentrati su quello che è stato fatto dal 4 maggio in poi, quello che doveva essere fatto nell’immediatezza e quello che deve essere messo in campo per raggiungere il massimo livello di mitigazione del rischio, quindi questo era l’obiettivo della Commissione. La Commissione che ho presieduto era composta dai capigruppo e dai Presidenti delle Commissioni permanenti, naturalmente presieduta dal Presidente del Consiglio. Abbiamo svolto il lavoro in una maniera molto precisa ma anche molto semplice che poi alla fine è risultata anche abbastanza efficace, abbiamo proceduto in questa maniera, abbiamo deciso di convocare nello stesso momento tutti i responsabili del nostro fiume, quindi noi abbiamo proceduto per nove sedute dove in queste nove sedute, a parte le sedute iniziali e finali che servivano per organizzare i lavori prima della Commissione e alla fine naturalmente per organizzare la relazione, nelle sedute centrali noi abbiamo in maniera contemporanea audito il dottor Ferretti per quello che riguardava la Regione e quindi la Protezione civile, il dottor Principi per l’Autorità di bacino e l’ingegner Sbriscia per la Provincia. In un secondo momento abbiamo naturalmente sentito anche l’ingegner Valasciani sempre della Provincia per quello che riguardava soprattutto la situazione dei nostri plessi scolastici. Questo sistema di lavoro che abbiamo deciso insieme in Commissione ci ha permesso di individuare immediatamente la persona giusta che potesse rispondere a qualsiasi domanda venisse presentata, qualsiasi questione volevamo affrontare nella seduta stessa, quindi abbiamo proceduto in questa in questa maniera. La relazione che io vi presento è una relazione che naturalmente raccoglie esclusivamente le informazioni che sono emerse durante le audizioni, la nostra, lo dico perché abbiamo cittadini che sono presenti e quindi magari hanno necessità di qualche definizione e qualche spiegazione in più, la Commissione che ho presieduto io naturalmente era una Commissione Pubblica, hanno partecipato molti cittadini, a differenza della commissione speciale di inchiesta non era secretata, quindi gli atti non sono stati mai segreti, le audizioni erano sempre pubbliche e aperte. Questa relazione tiene conto esclusivamente di quello che è emerso come informazioni riferite dai soggetti auditi, dagli interlocutori che sono stati ascoltati, in piena collaborazione e naturalmente abbiamo esaminato anche documenti che ci sono stati prodotti, quindi la relazione si articola su sette macro punti che sono questi: naturalmente cosa è accaduto il 3 maggio come cappello, non come approfondimento della questione, poi il punto due la gestione delle emergenze la prima assistenza alla popolazione, i danni subiti dai cittadini e dalle attività economiche, gli interventi a favore degli alluvionati, i rapporti con gli enti sovra ordinati, gli atti di competenza e i provvedimenti relativi, perché tutto questo non accada più e quindi quali sono le opere necessarie ed urgenti e naturalmente l’ultimo punto, la conclusione, con delle brevi valutazioni.
Partiamo dal punto primo. Un’alluvione catastrofica perché questo è quello che emerge da tutte le audizioni, sono i termini che vengono utilizzati più spesso, sono quindi i termini più appropriati per spiegare quello che è accaduto al nostro fiume il 3 maggio, una massa enorme di acqua, quattordici milioni di metri cubi complessivi, spazzati via oltre cinquanta metri di argine di fiume nelle varie zone da sopra Borgo Bicchia travolgendo quindi la nostra frazione, Borgo Molino, via Capanna, la zona dell’ex Piano regolatore, zona via Rovereto, il lungomare, le zone adiacenti la Rotonda e Ponte Rosso, oltre a via Della Chiusa e zona Cannella, queste sono le zone colpite direttamente. Qualcosa che per potenza, modalità di estensione del fenomeno non si era mai visto prima a Senigallia, forse anche perfino superiore alla disastrosa alluvione del 1940, sì perché non si è trattato di una esondazione, questo l’abbiamo chiarito più volte, bensì della rottura di un argine, sponda destra, evento che quando si verifica è di portata catastrofica. Evento calamitoso di eccezionale portata verificatosi con modalità imprevedibili ed anomale rispetto al passato tanto che il Governo centrale non ha esitato, su richiesta della Regione Marche, e qui io cito un virgolettato, a dichiarare lo stato di emergenza ed emettere apposita ordinanza, la numero 179 del 10 luglio 2014 con questo virgolettato interventi urgenti di protezione civile in conseguenza delle eccezionali calamità atmosferiche verificatisi dal 2 al 4 maggio nei territori della Regione Marche. Abbiamo parlato di portata di straordinaria dimensione, quindi disastro alluvionale e quindi adesso passiamo a ciò che ha procurato la portata assolutamente eccezionale di questo evento che ha procurato purtroppo la morte diretta di una persona e quella indiretta di altre due, ha distrutto beni mobili e immobili, ha portato gravissimi danni a strutture pubbliche e private, danneggiato migliaia di abitazioni, adesso faccio questo elenco perché poi vi darò i numeri precisi, svuotando le abitazioni di mobilio, suppellettili, memorie, affetti, compromettendo irrimediabilmente attività economiche, inondando di acqua e fango strade e piazze, un’emergenza difficile e complessa ma superata comunque in dieci giorni con la gestione efficace degli interventi messi in atto con un’assistenza pronta a tutta la popolazione colpita. In sintesi la nipote la relazione riporta quanto detto in Commissione sulla quantità e sulla qualità degli interventi messi in campo. Cominciamo con un dato, quello degli uomini e dei mezzi. I soggetti che sono intervenuti, i soggetti istituzionali, perché magari non abbiamo ben preciso quanti corpi e quanti enti sono intervenuti nella gestione della prima emergenza, sono i seguenti: la Prefettura, il Dipartimento Regionale di Protezione civile, i Vigili del Fuoco, la Polizia di Stato, la polizia stradale, il 14° reparto mobile, i Carabinieri, Guardia di finanza con i relativi sommozzatori che ricordiamo molto bene, il Corpo forestale dello Stato, la polizia municipale, la Capitaneria di porto, l’Asur, la Caritas, la Croce Rossa, la Provincia di Ancona, il Comune di Montemarciano. Senza l’impegno e la mobilitazione delle persone che per le prime due settimane hanno lavorato ventiquattro su ventiquattro con dedizione e competenza coordinata dal Comune, non sarebbe stato possibile operare il soccorso alla popolazione e il ripristino della rete viaria cittadina. I vigili del fuoco hanno impiegato 381 operatori, 96 mezzi per un totale di ottocento interventi di soccorso, durante l’emergenza alluvione anche il comune di Torino ha messo a disposizione un contingente del proprio personale di polizia locale insieme ai comuni a noi più vicini che sono Ancona, Pesaro, Jesi, Mondavio, Mondolfo, Monteporzio, Castelfidardo, San Lorenzo in Campo, Osimo, Recanati, Trecastelli e l’Unione dei Comuni Misa e Nevola, così da permettere 146 turni di servizio ulteriori a quelli già programmati. Un numero come vedete enorme di uomini e mezzi del volontariato che sono stati coordinati dal Comune di Senigallia e dalla Protezione Civile Dipartimento regionale. 940 sono gli interventi dei volontari che si sono adoperati principalmente nelle attività che conosciamo ormai perfettamente: lo svuotamento degli appartamenti, delle cantine dall’acqua, la rimozione del fango negli appartamenti, giardini, cantine, pulizia delle strade, supporto di attività di gestione del traffico, attività di vicinanza alla popolazione, distribuzione dei pasti e assistenza quindi generale alla popolazione. Anche qui vi do un  po’ di numeri perché secondo me e secondo noi della Commissione i numeri ci hanno reso veramente chiaro, se ancora non lo fosse, l’entità sia della calamità ma anche della grande solidarietà e della grande qualità dei servizi di quello che è stato messo in campo dal 4 di maggio in poi. 251 sono le associazioni che sono intervenute, naturalmente non le posso elencare tutte, le persone impiegate sono 3.761, 940 l’avevo già detto prima sono gli interventi, 1654 i mezzi utilizzati dalle associazioni di volontariato. Altro apporto è stato importante naturalmente è quello della Caritas che ha coordinato 700 giovani volontari nella prima fase fino ad arrivare a un massimo di 1.500 dal secondo week-end. Ruolo importante hanno avuto anche i social come SOS alluvione, lo ricordiamo perché sono riusciti a mobilitare volontari da ogni dove, quindi da fuori regione, da tutte le città della Regione e anche essi sono stati coordinati dalla Caritas. Tutto ciò ha un costo e i costi che sono stati sostenuti dal Comune di Senigallia sono i seguenti per quello che riguarda il volontariato. Per alloggiare i volontari abbiamo speso 30.000 euro, per i pasti 25.000, per i mezzi, quindi la benzina, il diesel, le idrovore, la fornitura abbiamo speso 20.000 euro per un totale di 75.000 euro. I principali interventi effettuati nelle immediate ore post disastro sono stati questi: 572 ore di autospurghi, ore di lavoro totale, per una spesa complessiva di 87.720,50 euro, il coordinamento e la rimozione dei veicoli alluvionati che sono stati più di 1.500, più di 1.500 i veicoli alluvionati rimossi, vi dico che a Genova i veicoli rimossi sono stati 700, così almeno abbiamo un termine di paragone, pulizia delle strade 519 ore di pompaggio fango con autobotte per un costo di 76.000 euro, 152 ore di pulizia caditoie per un costo di 29.572,80 euro. Altra operazione importante dal punto di vista dei numeri è stata quella relativa alla raccolta dei rifiuti e il conseguente naturale conferimento in discarica. Bene abbiamo conferito in discarica 4.880 tonnellate di indifferenziato, 1276 tonnellate di ingombranti, 280 tonnellate di RAE, per un totale di 6.437,70 tonnellate di rifiuti avviati allo smaltimento e al recupero. A questi naturalmente si sommano i 2.250 metri cubi di terra e, come voi ben saprete, per operare con questi numeri è stato necessario e determinante utilizzare e individuare un’area di stoccaggio che era quella presso il casello dell’A14 che ci ha permesso di utilizzare un trituratore che è stato determinante per un conferimento e un’eliminazione rapida del rifiuto. Naturalmente è stato necessario occuparsi anche di derattizzazione e disinfestazione, quindi è stata messa in campo un’operazione di derattizzazione su tutti i tombini delle zone adiacenti al fiume, la zona del piano regolatore e il centro, la disinfezione è stata effettuata nelle ore notturne mediante una stazione mobile dotata di atomizzatori, naturalmente controlli puntuali sono stati fatti secondo indicazioni precise di cittadini su segnalazioni di possibili agenti inquinanti. 
Controllo delle acque. Anche qui è stata messa in campo una task force che si è occupata il 5 maggio immediatamente di verificare l’acqua potabile e i risultati sono stati immediati e positivi. L’8 maggio invece è stato emanato un divieto temporaneo precauzionale della balneazione e il 12 maggio l’ARPA Marche ha effettuato i relativi prelievi delle acque marine di Senigallia con la solita modalità, quindi più di dodici prelievi lungo i quindici chilometri di costa, e grazie all’esito favorevole con ordinanza del 16 maggio veniva revocato il divieto di balneazione temporaneo e precauzionale. Altra operazione immediata post alluvione è stata quella della rimozione dei tantissimi e numerosissimi rifiuti spiaggiati, quindi parliamo di spiaggia, il ripristino naturalmente del livellamento della spiaggia dal molo all’Hotel Excelsior perché come voi ben immaginate la stagione non era alle porte, per alcuni alberghi era già cominciata, la sistemazione quindi di strutture e infrastrutture per la stagione balneare estiva che era già stata avviata. Gli interventi per la stagione estiva, abbiamo verificato, sono stati assolutamente prioritari per l’Amministrazione in quanto l’estate è fonte di lavoro e di reddito per migliaia di famiglie senigalliesi, quindi era assolutamente una priorità e abbiamo verificato e questo è avvenuto. Gli edifici pubblici coinvolti, dove è stato necessario un intervento di ripristino, sono questi: la piscina delle Saline, la scuola Leopardi, la scuola Marchetti, Palazzetto dello Sport di via Capanna, l’ex GIL, l’ex mattatoio riferito al canile alla parte relativa al Centro Ambiente, il circolo Arci Borgo Molino e l’ex CIF. Anche qui abbiamo verificato che il ripristino e gli interventi fossero avvenuti e abbiamo ricevuto naturalmente il dettaglio dei lavori e abbiamo potuto verificare. Ruolo importantissimo dal punto di vista dei plessi scolastici lo ha avuto la Provincia, noi abbiamo approfondito il tema in maniera specifica con l’ingegner Valasciani della Provincia che si occupa dei plessi scolastici, il primo intervento, come ci è stato spiegato, è stata la messa in sicurezza degli impianti i tutti i vari istituti, quando parliamo di impianti parliamo di caldaie, impianti elettrici, impianti idraulici, questa operazione su tutti i plessi scolastici della Provincia è costata 580.000 euro immediatamente stanziati e immediatamente eseguiti i lavori. Il Bettino Padovano, il Panzini, il Liceo Medi naturalmente sono risultati i plessi scolastici più colpiti, come tutti sanno, oggi questi tre plessi scolastici sono tutti funzionanti, soprattutto il Bettino Padovano che destava particolare preoccupazione perché i laboratori che sono parte importantissima della scuola erano stati completamente devastati, invece le scuole hanno aperto tutte e sono state immediatamente funzionanti, a oggi la Provincia ha investito 2.380.000 euro, restano da impegnare per lavori da eseguire per 350.000 euro che sono esclusivamente destinati alla ristrutturazione dell’Aula Magna del Liceo Medi che verrà sistemata alla fine di questo anno scolastico, ma c’è già un progetto esecutivo, quindi la Provincia non si è fermata, ha  lavorato sul progetto e metterà in campo i lavori questa estate.
Vi do altri dati che sono quelli delle spese per la gestione dell’urgenza, l’assistenza alla popolazione, l’assistenza  ricovero, per questo l’Amministrazione ha speso 450.000 euro, il costo dei volontari come dicevamo prima sono 75.000, il noleggio dei mezzi 1.900.000, lo smaltimento dei rifiuti che abbiamo dettagliato prima 1.200.000, il totale 3.625.000. Il fabbisogno invece stimato per il ripristino del patrimonio pubblico è questo. Gli interventi per la sistemazione dei corsi d’acqua 195.000, messa in sicurezza di viabilità e infrastrutture 7.100.000, ripristino degli edifici pubblici o destinate al pubblico 1.030.000, quindi per un totale di 8.325.000. 
Dopo tutte queste cifre andiamo a vedere che cosa è stato fatto come prima assistenza alla popolazione. L’amministrazione naturalmente grazie all’unità di crisi ha svolto un’attività di coordinamento per i volontari e per la protezione civile e si è occupata dell’assistenza sanitaria e veterinaria, assistenza alla popolazione e alle scuole, compreso il censimento dei danni che poi sono quelli in gran parte che io vi ho esposto e prodotto. Come sapete sono stati istituiti aperti degli sportelli, dei gazebo, di aiuto ai cittadini che sono serviti anche per la compilazione dei moduli di censimento dei danni, naturalmente aperto sempre lo sportello in viale Leopardi in aiuto invece i gazebo aperti in zona Borgo Bicchia, Borgo Molino, zona Portone che erano aperti dalle 8 alle 20. Naturalmente a disposizione dei cittadini i volontari della Caritas, è stata anche istituita una segreteria proprio per l’emergenza che veniva utilizzata anche per l’erogazione dei beni di prima necessità ed era allestita presso il seminario vescovile. I servizi sociali hanno svolto come sempre un grandissimo lavoro perché hanno ricevuto e preso in carico 251 chiamate dal 5 maggio fino al 23 maggio; 66 sono le persone accolte in tre strutture alberghiere e sempre istituito e coordinato e seguito dai servizi sociali è stato attivato un servizio di aiuto e di supporto psicologico composto dagli psicologi specializzati e accreditati alla Protezione civile. L’assistenza il Comune, come voi sapete, l’ha gestita e l’ha affidata come coordinamento alla Caritas che ha gestito gli innumerevoli contatti attraverso l’SOS Senigallia, ha gestito i trecento pasti al giorno della prima settimana fino ai centocinquanta delle settimane successive. La Caritas ha inoltre gestito la distribuzione di vestiti, cibo, materiale di pulizia e tutto il sostegno relativo alle persone e alle famiglie. colpite.
Ora veniamo ai numeri dei danni subiti dai cittadini e dalle attività economiche che emergono dalla documentazione che ci è stata consegnata, naturalmente andrò per macro cifre. I residenti coinvolti dall’alluvione sono stati 7.727 che compongono 3.587 famiglie; le unità abitative ricadenti nella zona alluvione sono 9.707, le famiglie che hanno perso tutto sono 1.250, sono 542 le aziende invece colpite che si suddividono in queste macro attività: 280 esercizi commerciali, 95 attività di servizi, 85 attività artigianali, 5 attività agricole e 77 altre attività economiche. I soggetti privati hanno segnalato danni per 134.000.000, le attività economiche hanno segnalato danni per 46.000.000, i costi del Comune per l’emergenza e il pronto intervento sono 4.200.000, questo sempre relativo ai danni, i costi del Comune per il ripristino del patrimonio pubblico 8.325.000. Adesso parliamo invece degli interventi diretti a favore degli alluvionati. Il fabbisogno stimato segnalato all’Amministrazione comunale è quello di 134.000.000 milioni, le attività produttive abbiamo detto 46.000.000 quindi per un totale di 180.000.000. Sono stati molti gli interventi a favore dei cittadini, sono stati circa quindici, parliamo di deliberato, quindi operazioni della Giunta comunale che subito dopo il disastro ha studiato e deliberato questi interventi a favore della popolazione colpita, io adesso faccio un elenco rapido, molti li conosciamo, sono 1) la soppressione con decorrenza immediata fino al 31 dicembre del 2014 della riscossione dei diritti fissi e di segreteria previsti per il rilascio della carta d’identità, 2) l’esenzione dal pagamento del servizio di refezione scolastica buoni pasto e delle rette degli asili nido fino al 31/12/2014; 3) trasporto scolastico aggiuntivo per le famiglie rimaste senz’auto, servizio attivato fino alla fine dell’anno scolastico appena trascorso, 4) possibilità di effettuare le operazioni di ripristino degli immobili danneggiati riconducibili alla tipologia di intervento, quindi parliamo di manutenzione ordinaria, senza nessuna comunicazione al Comune, 5) dilazione dei pagamenti delle bollette delle utenze Prometeo su richiesta dell’utente; 6) dilazione per sei mesi dei pagamenti delle fatture emesse dalla Multiservizi dal mese di maggio 2014, a fine anno il confronto fra l’utilizzo del mese di maggio 2014 con quello di maggio 2013 ed esenzione dal pagamento del consumo extra; 7) rimborso spese per rimozione auto alluvionate entro il limite massimo di 60 euro e rimozione direttamente da parte del Comune delle auto alluvionate che creavano problemi alla viabilità, all’igiene e alla salute pubblica; 8) sospensione in centro storico dei divieti della ZTL per favorire la mobilità e i collegamenti all’interno della città compresi i soccorsi, agevolazione conclusa naturalmente a giugno 2014; 9) contributo per l’utilizzo da parte dei soggetti interessati dall’alluvione per servizio di autospurgo per un massimo di 1.000 euro; 10) acquisizione disponibilità ditte negozi per forniture a prezzi agevolati e relativo elenco sul sito comunale delle ditte convenzionate; 11) COSAP esenzione fino al 31/12/2014 per tutte le occupazioni permanenti ubicate nella zona colpita, ad esempio le attività economiche e i passi carrabili e per quelle temporanee ricadenti nel semestre successivo all’alluvione; 12) TASI da abitazioni principali colpite dall’alluvione riduzione del 50% dell’imposta dovuta con ISEE inferiore a 40.000 euro; 13) TARI abitazioni principali colpite dall’alluvione esenzione per i sei mesi successivi all’alluvione, TARI per le attività economiche colpite dall’alluvione riduzione del 50% per i sei mesi successivi dall’alluvione, TARI sospensione dei termini di pagamento prima rata per tutte le utenze ubicate in zone colpite a prescindere dal fatto che abbiano subito danni diretti; 14) esonero totale fino al 31/12/2015 dal pagamento dell’affitto della sala consiliare in occasione di matrimoni nel caso in cui uno dei due sposi risieda in una delle zone alluvionate o vi abbia la sede della propria attività produttiva; 15) interventi per il ripristino delle attività produttive, i lavori possono essere avviati subito dietro presentazione di semplice comunicazione anziché aspettare i trenta giorni di inizio lavori o rispettare altri termini di legge. Ulteriori agevolazioni il Comune di Senigallia le ha messe in campo lanciando un appello al mondo economico e artigiano realizzando un elenco di ditte disponibili ad aiutare la popolazione colpita, in pratica queste aziende sono state inserite in un elenco e hanno dichiarato di fornire beni e servizi a prezzi scontati pari al 50% del del costo di listino. Sensibilizzati anche gli istituti di credito ad erogare finanziamenti agevolati, nessuna comunicazione necessaria per la manutenzione ordinaria e per le operazioni di ripristino degli immobili danneggiati dall’alluvione e i proprietari di appartamenti che abbiano deciso di concedere il proprio immobile in locazione temporanea a canone concordato per aiutare persone colpite dalla alluvione beneficeranno di un’aliquota IMU agevolata allo 0,4 e dell’esenzione dal pagamento della TASI. 
Adesso passiamo al fondo di solidarietà che è un’altra un’operazione molto importante. Il 15 maggio la Regione ha chiesto lo stato di emergenza come voi sapete al Ministero per un risarcimento di danni stimati di 180.000.000 di euro. La Regione Marche ha stanziato un primo contributo per interventi di sostegno alle famiglie in situazione di disagio economico di 141.776 euro e implementato il sostegno alla promozione turistica, per la raccolta delle contribuzioni delle tante persone, enti e associazioni che hanno manifestato la volontà di essere vicini ai cittadini colpiti dall’emergenza è stato attivato il conto corrente SOS emergenza alluvione, questo conto dedicato e aperto presso la Banca Etica patrocinato dal Comune e gestito con la collaborazione della Caritas tra le tante donazioni significative naturalmente vi rappresentiamo quelle più evidenti, ci sono quelle della Fondazione Cariverona per 500.000 euro, della CEI per 500.000 euro e tantissimi altri hanno poi contribuito utilizzando questo metodo, io ricorderei anche l’Indesit che ha donato 120 lavatrici, l’EBAN che ha deciso di intervenire presso il nostro palazzetto dello sport e tanti altri. Il Comune di Senigallia la Fondazione Caritas poi hanno realizzato un percorso comune e condiviso per la gestione dei finanziamenti di enti istituzionali sovraordinati e del fondo che vi ho appena presentato, naturalmente la collaborazione era rivolta alla erogazione dei contributi per le famiglie. L’intervento si configura con una misura straordinaria e urgente volta a dare una risposta incisiva e rapida alle famiglie colpite dall’evento alluvionale, quindi con un protocollo d’intesa tra comune di Senigallia e Fondazione Caritas si concedono contributi straordinari per il ripristino delle condizioni di fruibilità delle abitazioni e/o il reperimento di alloggi alternativi alle famiglie colpite dall’evento alluvionale del 3 maggio. I contributi erogabili nella misura massima di 3.000 euro per ciascun nucleo familiare non potranno comunque superare l’importo complessivo disponibile alla data di pubblicazione del presente avviso, io adesso vi sto leggendo l’avviso è anche un po’ scoordinata questa cosa, perché effettivamente l’avviso è già stato pubblicato e questa è una cosa che è stata già realizzata, l’importo comunque era di un milione, voi lo sapete bene, qualora si fosse verificata la disponibilità di ulteriori finanziamenti il Comune si è impegnato all’erogazione di contributi ai beneficiari scorrendo nell’ordine della graduatoria. I dati del bando sono questi richiedenti sono stati 392, il numero di domande pervenute 393 ma semplicemente perché un residente ha presentato due volte la domanda quindi una gli è stata annullata, i dati di chi ha partecipato al bando sono questi: l’età media dei richiedenti è stato di cinquantotto anni, i richiedenti adulti quindi sotto i sessantacinque anni sono stati 246, i richiedenti anziani quindi sopra i sessantacinque anni, 146. L’età del richiedente più giovane è stata ventitré anni, l’età del richiedente più anziano novantanove, i disoccupati che hanno avuto accesso al bando sono stati tredici, il valore ISEE medio di chi ha presentato domanda è stato di 17.858 euro calcolato sui 385 ISEE presentati regolari o comunque regolarizzati su richiesta degli uffici. Il valore dell’ISEE minimo, anche qui per darvi dei dati, è stato zero, ci sono stati dei richiedenti che avevano un ISEE pari a zero e il valore massimo dell’ISEE presentato è stato di 51.000 euro. Il numero dei richiedenti con valori ISEE superiore a 40.000 è stato dodici, io mi fermerei qui sui dati perché poi sono tutti i numeri relativi alle persone che hanno presentato le domande di istruttoria, invece penso che sia utile sottolineare che un analogo bando è stato predisposto dall’assessorato alle attività economiche con il contributo della Camera di Commercio del Comune di Senigallia e quindi anche le attività economiche hanno potuto partecipare a un bando simile. 
Adesso affrontiamo i rapporti con gli enti sovraordinati, quindi le attività di competenza e i provvedimenti relativi. La presenza del Governo è stata percepita immediatamente con la visita del Primo Ministro Matteo Renzi la domenica 4 maggio, accompagnato dei ministri dell’agricoltura Martina e dal ministro dell’ambiente Galletti che insieme al governatore Spacca hanno incontrato il Sindaco. Qualche giorno dopo è stato in visita nella nostra città il ministro della sanità Lorenzin che ha particolarmente approfondito i danni procurati alle strutture sanitarie e in particolare alla Casa di Cura Villa Silvia colpita in maniera pesante. Costanti e fattivi sono stati nelle settimane seguenti i rapporti con gli enti sovraordinati. La Regione è stata sempre presente con degli interventi in particolare nella fase dell’emergenza, l’11 maggio nella Sala Consiliare del Comune di Senigallia si è tenuta una Giunta regionale con l’assunzione di impegni precisi da parte dei singoli assessori regionali, la richiesta del Sindaco fu di un accordo di programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari sia per la mitigazione del rischio idrogeologico che per la ripartizione delle risorse economiche, tempestiva ed efficace la richiesta da parte del Governatore al Governo centrale per la proclamazione dello stato di emergenza. La Protezione civile è stata sempre al fianco del Comune partecipando puntualmente al COC e ritornando al Governo la presenza del Primo Ministro il pomeriggio del 4 maggio con l’impegno assunto qui in sala consiliare di approvazione del decreto dello stato di emergenza che è stato e non era solo condizione necessaria per avere risorse per interventi urgenti messi in atto ma anche condizione per tutti i provvedimenti possibili conseguenti allo stesso. Il Sindaco tenuto continui rapporti sia con il ministro che con i Ministri coinvolti per le rispettive deleghe.  Importante è stato il coinvolgimento dei Parlamentari marchigiani affinché nelle rispettive sedi parlamentari si impegnassero per un’approvazione tempestiva dello stato di emergenza, un incontro lo convocò il Sindaco immediatamente dopo il 3 maggio. L’approvazione dello stato di emergenza è assolutamente un momento da ricordare per la sua tempestività, infatti in data 30 giugno il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza in conseguenza delle eccezionali avversità verificatesi nel giorni 2-4 maggio in tutta la regione Marche, in data 7 luglio è stata avviata dal capo dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il prefetto Franco Gabrielli, una nota da parte del Governatore della Regione nella quale vengono riportate le richieste necessarie per rispondere in maniera adeguata alle esigenze che la situazione calamitosa ha prodotto sul nostro territorio, il 10 luglio è stata approvata l’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la numero 179, nella quale solo stabiliti i vari adempimenti a cui dovranno attenersi da una parte gli Enti territoriali dall’altra i cittadini e le imprese, ordinanza che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 15 luglio. Da quella data sono state attivate tutte le procedure per la ricognizione dei danni subiti dal Comune, cittadini e imprese, al fine dei risarcimenti possibili. 
Ora arriviamo alla parte finale della relazione che noi abbiamo come Commissione voluto intitolare Perché non succeda più. La Commissione dopo aver acquisito informazioni ed atti su quanto realizzato per superare l’emergenza e aiutare le famiglie e le attività economiche, dopo aver preso atto dei rapporti istituzionali attivati tra Comune Regione e Governo centrale per adottare tutti i provvedimenti possibili, in primis la dichiarazione dello stato di emergenza, mirata a ridare a tante famiglie una normalità di vita cancellata dalla furia dell’acqua di quel 3 maggio e alle attività economiche costituite da piccoli artigiani, commercianti e aziende a conduzione familiare condizioni di ripresa che significa anche la salvaguardia di tantissimi posti di lavoro, la Commissione si è concentrata e ha concentrato la sua attenzione e la sua analisi su cosa è necessario fare affinché quanto accaduto non succeda più in futuro per tutto ciò che possa dipendere dall’uomo. Questo chiedono i commissari, ma questo chiedono i cittadini che ancora vivono la paura addosso ogni volta che si verifica qualche precipitazione abbondante. Le audizioni ascoltate e interloquite in Commissione dai funzionari della Regione Marche e della Provincia, secondo la normativa vigente l’una proprietaria del fiume e l’altra delegata dalla prima alla cura e alla manutenzione dello stesso, e dal Sindaco del territorio su cui scorre l’ultimo tratto del Misa, hanno portato la Commissione a formulare le seguenti considerazioni. 1) le condizioni del fiume. Prima di leggere le considerazioni faccio una piccola premessa e un piccolo cappello dicendo che le due Commissioni hanno lavorato in un tempo relativamente secondo me ristretto, avremmo avuto probabilmente bisogno di più tempo, quindi molte cose che magari voi non vedete scritte sono comunque accadute o si sono verificate o ci sono stati approfondimenti ulteriori in seguito al termine del lavoro delle Commissioni perché comunque le Commissioni hanno impiegato circa venti giorni solo per redarre le relazioni il che vuol dire che le audizioni datano di più di un mese fa, quindi se non ritrovate cose che sono accadute nell’ultimo mese vi ho dato la giustificazione se ci fosse la necessità. Le condizioni del fiume: il fiume non si distingue più nel verde paesaggio di campagna in quanto all’interno nel suo alveo troviamo di tutto, la vegetazione sugli argini favorisce l’insediamento di animali inoltre la vegetazione costituisce intralcio al regolare scorrimento delle acque, appare evidente il lavoro di manutenzione che è in atto in questi giorni come è certo perché già effettuato quello del ripristino degli argini post alluvione, ma è necessario legare gli argini ricostituiti con quelli preesistenti mediante griglie metalliche. Possiamo affermare che molto è stato fatto sin d’ora ma molto di più è ancora da fare. È necessaria una revisione del piano di emergenza del nostro Comune alla luce e in virtù delle nuove esperienze, è quanto mai necessario e auspicabile che vengono effettuate con cadenza regolare simulazioni che vedano la popolazione coinvolta, quindi è necessario in futuro programmare una manutenzione precisa e a scadenze regolari proprio perché è impossibile escludere che fenomeni eccezionali come quelli del 3 maggio non si ripetano bisogna lavorare molto sulle opere di mitigazione per raggiungere la massima sicurezza possibile. Sappiamo che l’asta del fiume Misa sarà arricchita di tre nuove stazioni di telemisura, più due stazioni aggiuntive pluviometriche, per un totale di spesa a carico della Regione di circa 50.000 euro. Questo servirà ad infittire la maglia di osservazione e contribuirà a calcolare meglio la stima dei tempi di corrivazione. Il PAI redatto e approvato dal Consiglio regionale nel 2004 dopo dieci anni e dopo gli eventi alluvionali recenti questo piano va dagli organismi regionali deputati aggiornato con le informazioni che abbiamo oggi in possesso vista anche la trasformazione del territorio e i rilievi post alluvione dovranno chiaramente essere parte integrante del nuovo PAI. La mitigazione del rischio si ottiene soprattutto realizzando ulteriori due aree di laminazione, o vasche di espansione, una a monte del Comune di Ostra, frazione Pianello, e l’altra a monte del Comune di Trecastelli, con l’effetto di compensare le piene di ciascun ramo ed evitare quello che è accaduto il 3 maggio, la piena contemporanea e istantanea. Risultano estremamente urgenti opere di manutenzione su tutti i fossi presenti sul nostro territorio ma su tutti è prioritario l’intervento definitivo ed importante sul fosso del Sambuco. Dal punto di vista urbanistico la Commissione ritiene utile verificare se cancellare le previsioni di piani interrati garage nelle zone individuate dal PAI a rischio R4 e valutare se è il caso di rivedere gli indici edificatori nelle aree colpite duramente dall’evento alluvionale, sostenere tutte le politiche e le azioni che tendono a migliorare la permeabilità del suolo. Riteniamo indispensabile che sia prevista in un futuro prossimo una Commissione Consiliare Permanente che si occupi di difesa del suolo, del territorio e della prevenzione contro il dissesto idrogeologico. È necessario un confronto con gli organismi sovraordinati, Provincia, Regione e Governo, per l’individuazione e la programmazione e conseguente finanziamento di tutte le opere pubbliche necessarie ed urgenti per un risanamento idrogeologico definitivo e sicuro e quindi chiedere la deroga temporanea al patto di stabilità per la realizzazione di tali opere. Egualmente con deroga al patto di stabilità è necessario valutare e mettere in campo sollecitando gli organismi competenti tutte le opere necessarie al ripristino degli istituti scolastici e delle strutture sportive danneggiate dall’evento attraverso lo stanziamento di relativi fondi e relativo monitoraggio. Altra azione che è stata valutata positivamente e che deve essere sostenuta e deve proseguire è la costituzione del gruppo di lavoro proposto dal Sindaco Mangialardi dove Autorità di Bacino, Provincia e i comuni della media bassa Valle Misa dovranno individuare le opere ulteriori alla vasca di espansione di Brugnetto necessarie per raggiungere il più alto standard di sicurezza. Il Sindaco di Senigallia che non ha competenza sul fiume in Commissione ha dichiarato la necessità di un’azione cogente e dinamica da parte della Regione e della Provincia per mettere in definitiva sicurezza il fiume Misa, a tal fine con la proposta del Sindaco dello scorso 20 giugno all’Autorità di bacino regionale, alla Commissione straordinaria della Provincia di Ancona e al presidente della Regione Marche, la proposta naturalmente del Sindaco è quella della costituzione di questo gruppo di lavoro interistituzionale tecnico-operativo per la sicurezza del fiume Misa cui il Comune di Senigallia, pur non avendo nessuna competenza e responsabilità in materia di gestione del fiume, intende far parte a pieno titolo. L’iniziativa sollecitata e auspicata a Senigallia ha spinto il comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino nella seduta del 29 luglio del 2014 con atto numero 65 ad approvare la delibera ad oggetto: Piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico PAI DACR n. 116 del 21/01/2004 articolo 6 e 7 delle norme di attuazione assetto di Progetto del Bacino idrografico del fiume Misa colpito dall’evento alluvionale del 3 maggio 2014: costituzione del gruppo di lavoro. Con tale iniziativa politica ed istituzionale l’amministrazione di Senigallia è stato già detto intende portare in quella sede tecnica che vede la presenza di tutti i soggetti titolati e del Comune di Senigallia la richiesta di eseguire una serie di interventi che sono prioritari quali la verifica e il rafforzamento degli argini, l’escavo, la riprofilatura del fiume e la realizzazione delle vasche di espansione così come abbiamo sopra descritto. La Commissione nell’ultima seduta ha preso positivamente atto che tali proposte di intervento sono attualmente disponibili e pari a 4.420.000 euro erogati dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare sia per mezzo delle altre risorse rese eventualmente disponibili dalla Regione Marche che sono 350.000 euro sia infine da altri soggetti in relazione ai pareri relativi ai procedimenti previsti dagli articoli 23 deve norme del PAI vedi mitigazione del rischio in funzione urbanistica.
Vado a concludere. La Commissione ritiene che siano stati condotti con efficacia e tempestività gli interventi relativi al periodo post alluvione caratterizzato questo periodo da un grande emergenza declinata come descritto nella prima parte della relazione. Naturalmente si chiede che il rapporto istituzionale con gli enti sovraordinati è stato positivo nella fase d’emergenza sia mantenuto solido affinché tutti gli impegni assunti verso la nostra città e la popolazione colpita dall’alluvione vedano una conclusione con esiti positivi e completi rispetto a quanto promesso con atti normativi. La Commissione invece pur registrando con estremo interesse a conclusione dei suoi lavori l’azione politica che si sta mettendo in atto, interpreta la preoccupazione della popolazione colpita e della città tutta finché non vedrà perseguiti quegli obiettivi di messa in sicurezza del fiume tenendo in attenta considerazione quanto indicato dei commissari. In questo senso la Commissione chiede l’impegno del Consiglio comunale anche tramite, come sopra indicato, la costituzione di una Commissione Consiliare che sarà chiamata a vigilare e monitorare l’azione politica e di controllo tenendo presente quella sorta di decalogo che i commissari hanno ritenuto necessario enucleare al termine dell’importante e proficuo lavoro svolto. 
Per il lavoro fatto sento il dovere di ringraziare tutti coloro che con il proprio contributo sono stati istituzionalmente coinvolti, ringrazio soprattutto i capigruppo, i Presidenti di Commissione e tutti i soggetti che con grande disponibilità hanno risposto alla convocazione per essere auditi e l’Ufficio di Presidenza che ha organizzato e coordinato.
Questa è la relazione della Commissione, spero di non essere stato troppo noioso ma è difficile non entrare nei dettagli così come abbiamo fatto, lo sarà penso anche per le relazioni dell’altra Commissione. I lavori si svolgono in questa maniera, apriamo ora la discussione generale e quindi permettiamo a tutti di intervenire sulla relazione presentata dal Presidente, quindi apro la discussione generale.

Si dà atto che sono entrati gli Assessori Ceresoni, Curzi e Campanile e i Consiglieri Canestrari, Allegrezza, Paradisi e Romano: Presenti con diritto di voto n. 26.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): ringrazio chi ci ascolta e ringrazio i cittadini presenti perché le cose che diremo stasera stanno importanti. Saranno importanti soprattutto, e adesso andrò anche a dire i motivi, le questioni che si affronteranno domani rispetto alle relazioni presentate dalla Commissione speciale. Innanzitutto e ne parleremo domani quindi non voglio aprire questo capitolo, ma ringrazio l’ex Presidente Mancini, ora consigliere comunale, della Commissione speciale sull’alluvione perché domenica a San Rocco con la sua presenza e la presenza degli assessori e di alcuni consiglieri della maggioranza  che sono potuti naturalmente intervenire a loro piacimento  e si è avuto modo di avere un confronto secondo me serio e approfondito su quelle che sono state appunto le origini del disastro del 3 maggio, le cause e forse anche qualche responsabilità, questa quindi è la cosa fondamentale da individuare secondo me, questa è la cosa che i cittadini vogliono e si aspettano da noi. E vengo ad oggi. Oggi questa relazione è stata voluta prevalentemente dalla maggioranza che governa questo Consiglio comunale, è una relazione dove vengono snocciolati dati, cifre e nomi già ampiamente descritte nella stampa, già descritte nel giornalino comunale, io ho partecipato ai lavori quando ho potuto perché a scanso poi di equivoci che si potrebbero creare ogni volta mi sono giustificato quando non ho potuto per motivi personali stretti al Presidente del Consiglio quando non sono potuto venire al che lui una volta mi ha detto lo sappiamo, non ti preoccupare, quando puoi vieni. Le volte che ho partecipato non mi ha entusiasmato perché sono i tecnici, gli ingegneri a dover dare delle indicazioni precise e puntuali su come il fiume e su come questa tragedia non si debba più ripetere. Come tutti saprete ormai  la prima idea delle vasche di espansione della Società Aquater risale a trent’anni fa e quindi sono trent’anni che si sa che debbono essere fatte le vasche d’espansione, si sa che le vasche di espansione dopo trent’anni non sono la soluzione migliore in assoluto, anzi potrebbero causare secondo alcuni esperti dei danni ulteriori e comunque basterebbero per un decimo dell’ultima alluvione che c’è stata per esempio, perché dopo mezz’ora a detta degli ingegneri presenti che hanno partecipato ai lavori, dopo mezz’ora la vasca sarebbe piena. Io speravo che qui ci fosse un lavoro molto più approfondito su quello che si doveva fare dopo perché questa era l’intenzione, creare una commissione per il dopo, e invece vedo che ci sono le solite cose  che sappiamo tutti e che non sono state secondo me approfondite e infatti io non ho partecipato neanche alla votazione finale di questa Commissione, non l’ho licenziata.  Naturalmente un ringraziamento a quelli che si sono dati da fare durante quel tragico evento naturalmente anche da parte nostra  va tutto il ringraziamento e va tutta la solidarietà, e poi un susseguirsi di nomi cifre e dati che come ho detto  in questo momento ormai non servono più perché già sono stati ripetuti decine e decine di volte e non ci aiutano a capire, sono un plauso alla maggioranza e al lavoro del Sindaco, ma non c’era bisogno di fare questa cosa secondo me. Ho dei punti sulle cose da fare perché dovrei discutere questa relazione ma mi permetto di sostenere le forze e di tenerle per domani punto per punto. La cosa importante che secondo me c’è da sottolineare di tutta questa relazione è il punto sette delle cose da fare quando il Presidente ha detto riteniamo indispensabile che sia prevista in un futuro prossimo una Commissione Consiliare permanente che si occupi di difesa del suolo, del territorio e della prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Questa è una richiesta che ho fatto io personalmente e che mi ha fatto piacere che la Commissione e il Presidente l’abbiano accolta perché è inutile parlare del passato e perché secondo me il ruolo del politico e quello che dal prossimo Consiglio comunale, da quando si insedierà, sia obbligo fare una Commissione che tutti i giorni per cinque anni, per i prossimi cinque anni, dieci e se ne serviranno quindici, si occupi di monitorare questa situazione, si occupi di fare pressione nei confronti della Provincia e della Regione, si occupi e si preoccupi della salute e del benessere dei cittadini e su cosa fare. Questo secondo me è un punto fondamentale, cosa che avevamo richiesto anche sulla sanità perché quello è un altro capitolo che magari tratteremo in un altro momento. Su questa relazione non ho altro da dire, è una serie di luoghi comuni, reiterati, veri, perché ci mancherebbe nessuno ha contestato i dati, luoghi comuni, alcune cose che non sono vere, catastrofica alluvione, assolutamente non preventivabile eccetera, eccetera, e questa è stata un po’ di demagogia politica a favore della maggioranza. Mi spiace dicevo di domenica, gli incontri pubblici dove la cittadinanza si può esprimere tutta, perché qui c’è il solito balletto di cifre tra maggioranza e opposizione, il solito balletto di accumulo di responsabilità, purtroppo anche in questa occasione non siamo riusciti ma mi ci metto anch’io naturalmente,  la responsabilità è di tutti, quota parte, non siamo riusciti a fare un lavoro per la comunità, o qualcuno ci ha provato ma non gli è stata data retta. 
Vengo al punto, io leggo adesso capirete il perché, ci tengo a leggere alcune righe perché il mio intervento sarà molto breve, le iniziali di quella che è la relazione del Presidente del Consiglio. Come ha detto lui prima, il Presidente del Consiglio, si è formata questa Commissione composta dai capigruppo e naturalmente il Presidente della Commissione è il Presidente del Consiglio Enzo Monachesi, e poi ha naturalmente sviluppato alla fine, anche se io ho partecipato  quota parte e non ho votato la relazione finale, hanno partecipato tutti i Capigruppo e alla fine appunto il Presidente Monachesi ha presentato questa relazione scritta di suo pugno ed è stata votata. Vado a leggere, ma sarò breve, ci mancherebbe non la leggerò tutta, vado a leggere dei periodi. Sabato 3 maggio la nostra città e tutti noi abbiamo vissuto una tragedia collettiva ed individuale, una catastrofica alluvione che ha invaso con violenza una parte consistente della nostra città. Le case, le vie, le piazze, distruggendo e trascinando via le cose più care, svuotando le nostre stanze di ricordi ed affetti, spazzando via in poche ore quanto realizzato con il lavoro di una vita intera. Ancor di più portandosi via la vita di tre cari concittadini, una ferita profonda ha segnato la nostra città e da quel giorno niente sarà né potrà essere più come prima. Ci siamo trovati di fronte a un evento calamitoso di eccezionale portata verificatosi con modalità imprevedibili inevitabili ed anomale rispetto al passato, eccetera eccetera. Allora voi penserete che io stia leggendo la relazione del Presidente Monachesi, quella che ha scritto lui, no io sto leggendo il giornalino comunale, il  giornalino comunale non si faceva da due anni, tranne che per una volta, guarda caso sotto elezioni perché il Presidente Mangialardi doveva dire che non era colpa sua e che ha fatto tante cose belle, ha trovato magicamente i soldi, sia la pubblicità sia una parte dei soldi dei cittadini perché questo lo paghiamo noi cittadini, tutti noi cittadini, anche le persone che non votano il Sindaco Mangialardi o che non hanno votato, e quindi il Presidente Monachesi nel suo incipit e in tutti i dati sono uguali, nel suo incipit ha copiato, letteralmente ha copiato, perché io ho letto il giornalino, lo ha copiato, quindi significa che il Sindaco Mangialardi, scusi il Sindaco non lo sapeva naturalmente, non ha scritto lui questa cosa, non lo sapeva ci mancherebbe non mi permetto di fare il processo alle intenzioni, significa che il Presidente Monachesi ha truffato, perché questa è una truffa, ha truffato la buona fede dei consiglieri comunali che sono rappresentanti delle istituzioni e ha truffato la buona fede dei cittadini. Lui ha copiato e incollato quello che i dirigenti del Comune, perché questo lo preparano i dirigenti, ha copiato e incollato quello che i dirigenti del Comune appunto hanno scritto un mese fa nel giornalino che è arrivato nelle nostre case, quindi questa Commissione che doveva parlare di quello che si doveva fare, non c’è assolutamente niente tranne il mio punto che è veramente l’unico qualificate e definito,  quello di darsi da fare da subito, incontrandosi sempre con tutti i responsabili per evitare che si continui, per il resto sono solo dati e cifre che già conoscevamo da tre mesi che ci hanno mandato in tutte le case a spese nostre e in più oggi lui ha ricopiato, perché anche i dati poi le cifre naturalmente sono gli stessi perché non c’è nulla da inventarsi, ma addirittura copiare, questa quindi è la relazione del Sindaco Mangialardi. Non ho null’altro da dire perché è un senso di irrispettosità,  di maleducazione, di mancanza di senso delle istituzioni da parte del Presidente Monachesi, io spero che, ma non perché siamo sotto campagna elettorale, ma spero che si dimetta subito, perché se una persona non è neanche in grado di scrivere di suo pugno un atto istituzionale fondamentale perché comunque rimarrà agli atti di questa città per quello che è successo, lo copia dal suo Sindaco, questa è la relazione del Sindaco Mangialardi. Se cambiamo l’oggetto, cambiamo l’ordine del giorno, al prossimo Consiglio comunale il Sindaco Mangialardi come tutti ha il diritto ci mancherebbe di presentare, lo presenta e parliamo. Però veramente questa è una cosa vergognosa, lei se invece di parlare fuori dal microfono Presidente si scusa e da le sue dimissioni perché è una cosa vergognosa, cioè lei ha copiato quello che ha scritto il suo Sindaco, allora tutti quanti capiamo la cosa, ci scusiamo con lei, lei si scusa con noi, la capiamo, ci scusiamo con lei perché  a tutti può succedere di non essere in grado di scrivere o far comodo  di copiare, e poi dopo ce ne andiamo a casa. Anche i cittadini che sono venuti qui, cioè questo è uno schiaffo nei confronti dei cittadini, è uno schiaffo nei confronti di chi ci ascolta perché è una mancanza di rispetto totale e assoluta, lei ha truffato la buona fede dei consiglieri comunali e dei cittadini. Questa è una truffa.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: quella che il commissario, perché lui è vero è stato più volte giustificato dal Presidente, quindi capisco che questo errore in cui lei incappa è dovuto al fatto che non ha partecipato e quindi non avendo seguito i lavori, noi abbiamo preso la relazione che il Sindaco ci ha consegnato, l’ha presa la Commissione come si fa in questi casi e abbiamo deciso di adottare quel particolare pezzo della sua Commissione come corrispondente alla realtà, tant’è vero [si registra un contraddittorio fuori microfono] l’ho ascoltata, mi ha dato del truffatore, adesso le spiego la modalità della stesura di questa relazione, lei non c’era ed era giustificato lo sottolineo, quindi capisco che il suo errore è dato da questo fatto, la modalità della stesura di questa relazione è passata attraverso tre bozze che noi abbiamo preparato insieme ai commissari e i commissari hanno determinato la stesura ultima, che non è la mia è quella della Commissione, perché è passata al vaglio di ben tre riunioni dove da un primo semplicemente scheletro dove si parlava di punti e temi, si è passati a una prima bozza, ad una seconda e poi alla fine a quella finale, quindi quella parte non è un segreto come lei sa, fa parte della relazione del Sindaco che è stato audito in qualità di Sindaco nella Commissione, ha consegnato della documentazione e quella documentazione la Commissione ha deciso fosse corrispondente alla realtà, così come le vasche di espansione ulteriori che noi riteniamo essere determinanti sono state proposte, ci ha invitato l’ingegner Sbriscia a sostenerle, dopo se non servono o non servono, io non ho fatto il tecnico, io ho preso quello che è il risultato del lavoro della Commissione e lì ho fatto un collage, è vero, ho fatto un collage di tutti quelli che hanno partecipato e abbiamo deciso insieme che questa fosse la stesura definitiva.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): è stato oggetto di dibattito, io me ne sono accorto ieri sera, le relazioni erano state presentate, io l’ho letta, l’ho studiata e me ne sono accorta ieri sera, quindi non lo potevo dire prima perché me ne sono accorto ieri sera. Il Sindaco Mangialardi è stato audito in Commissione, non sono state riportate le parole esatte, identiche del Sindaco Mangialardi audito in Commissione, è stato copiato l’articolo del giornale comunale, quindi mi sembra una cosa diversa. Terza cosa io l’avrei scritto, qui nella relazione avrei scritto Maurizio Mangialardi e poi si continuava. I cittadini non lo sanno.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: ha consegnato una relazione il Sindaco, così come ha fatto in ogni dove, quindi ha ragione lei che è noioso sì perché l’ha consegnata dappertutto e abbiamo preso anche noi quella relazione.

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): parto dalla fine, parto dal consigliere Paolo Battisti e dalla sua Presidente, perché vede il punto non è io ho voluto mettere il collage e l’ho detto anche in Commissione, il fatto è che lei può fare quello che vuole, ma quando presenta una relazione a sua firma lei o virgoletta l’espressione e riporta che quelle sono espressioni del Sindaco che fanno parte di una relazione o di un articolo pubblicato da un giornale, ritenendolo quindi completamente fondato quello che scrive, oppure si deve esimere dal farlo. Lei non può mettere a sua firma cose che ha scritto il Sindaco Mangialardi, e non è un fatto di mera forma, è un fatto di sostanza, perché le Commissioni speciali, anche quelle non di inchiesta, vengono fatte evidentemente, da una parte, e poi andremo a vedere anche questa Commissione in particolare, ma da una parte vengono fatte ovviamente per investigare, fare attività ispettiva, controllare l’operato della pubblica amministrazione, dall’altra essere poi di stimolo e di impulso nei confronti della pubblica amministrazione. Quindi non è che il controllato può scriversi la relazione che fa il controllore, per intenderci, cioè ci vuol poco a capirlo Presidente Monachesi ma evidentemente il suo senso delle istituzioni è talmente alto che lei vola talmente alto che non arriva a questo livello che è medio, diciamo non è altissimo ma quantomeno è medio, ma il suo livello è talmente alto che evidentemente non se n’è accorto di questo clamoroso errore che Paolo Battisti ha chiamato una truffa alla buona fede dei consiglieri comunali e sottoscrivo le parole del Consigliere Battisti, è un fatto grave.
Andiamo alla relazione. Io senza bisogno di nessuna giustificazione del Presidente, ancora questa concezione ottocentesca da Costituzioni concesse, Battisti è stato giustificato dal Presidente, delle sue giustificazioni a me e credo a tanti consiglieri di opposizione non ce ne frega poco o niente, non è che le chiediamo di giustificarci quando non ci siamo, non siamo a scuola per fortuna, siamo in una libera Assemblea democratica, quindi non abbiamo bisogno mai, né il Consigliere Battisti né altri, a parte Mario Fiore che ovviamente chiede sempre la giustificazione e la benedizione dell’Amministrazione, ma noi non abbiamo bisogno della giustificazione del potere costituito. Detto questo io ho premesso all’inizio dei lavori di questa Commissione in Consiglio comunale e pubblicamente che non avrei partecipato ai lavori della Commissione speciale in quanto la ritenevo perfettamente inutile e quasi un doppione voluto rispetto alla Commissione d’indagine e d’inchiesta. Questo perché? Perché evidentemente tutto ciò che era indicato come obiettivo della Commissione era quello che avrebbe dovuto fare quotidianamente il Consiglio comunale, ma leggendo comunque quelli che erano poi i compiti della Commissione speciale almeno in parte ci poteva anche essere qualche elemento di utilità, cosa che in realtà non si è registrato, perché se andiamo a vedere gli scopi per cui era stata istituita la Commissione speciale al punto uno vi è l’adozione di ogni tipo di iniziativa affinché siano adottati dagli enti sovraordinati provvedimenti, atti di competenza, agevolazioni fiscali e quant’altro; poi il confronto con gli organismi sovraordinati: Provincia, Regione e Governo; la valutazione al punto tre di mettere in campo e sollecitare gli organismi competenti per tutte le opere necessarie per il ripristino delle strutture danneggiate, al punto quattro promuovere la ricerca dei fondi destinati agli alluvionati; al punto cinque garantire il regolare svolgimento della stagione turistica; al punto sei verifiche e avvio di tutti gli enti competenti di procedure per l’indennizzo dei danni subiti; punto sette il nuovo PAI; punto otto attività di impulso e costante monitoraggio che è una ripetizione di quello che era stato detto prima; punto nove adozione di ogni altro tipo di atto di iniziativa e di competenza, cioè nulla c’è scritto. Di questi punti quali ha sviscerato la Commissione? Praticamente nessuno. Basta leggere, da pagina tre a pagina diciotto si parla di come è stata gestita l’emergenza, che non era richiesto dalla Commissione, il Consiglio comunale non ha mai chiesto alla Commissione diteci come è stata disciplinata l’emergenza,  non c’è scritto, nessun punto che il Consiglio comunale ha dato a lei Presidente quale Presidente di tale Commissione e ai commissari di dire diteci come è stata gestita l’emergenza, non c’è scritto da nessuna parte, e voi avete fatto un polpettone di come è stata gestita l’emergenza. Ovviamente in modo brillante, geniale, ovviamente in modo efficacissimo, tempestivi e il Sindaco Mangialardi era già nel gommone, appena l’acqua è arrivata era lì nel gommone, poi si è incagliato ma non doveva nemmeno essere lì e quindi si gestisce, sindaco sa che le voglio bene, lei lo sa che io le sono vicino in questo, però ci sono dei limiti quando si scrive una relazione. E allora voglio dire tutta questa parte non c’entrava nulla, siamo stati bravi, siete stati bravi, ovviamente non vengono messe le criticità del fatto che non sono state date puntualmente a tutte le famiglie le macchine che aspiravano l’acqua, non si dice che non è stato consegnato il numero telefonico del COC a tutte le famiglie alluvionate, non si dicono tutte quelle criticità, ci sono famiglie che si sono rivolte al sottoscritto, io ho fatto da ponte con l’Amministrazione che a quindici giorni dall’alluvione  non avevano ancora ricevuto la visita della Protezione civile, potrei fare i nomi di queste famiglie di cui ho mandato i nomi al comandante Brunaccioni, che devo dire poi è intervenuto immediatamente sulla mia segnalazione, ma dopo quindici giorni, sulla disperazione, perché chiamavano e nessuno rispondeva, di tutto questo non emerge nulla in questa relazione, siete stati bravi, tutto a posto, tutto bene. Il problema è che il Consiglio comunale non ve lo chiedeva nemmeno di fare questo tipo di approccio, di fare questo tipo di relazione, quindi la gestione dell’emergenza poteva anche essere in qualche modo descritta ma nei limiti, nei limiti in cui fosse servito ad indicare poi nuovi impulsi, nuovi parametri, consigli anche tecnici di come sopperire alle mancanze, invece qui si dice è andato tutto bene, la gestione emergenza è un capitolo chiuso. E non è vero, la gestione emergenza è stata molto critica, da una Commissione speciale forse ci saremmo dovuti aspettare la sottolineatura di queste criticità ed eventualmente degli input o comunque delle strade da percorrere per risolvere in futuro i problemi legati proprio alla gestione dell’emergenza. E tutto il resto lo stesso, quindi da pagina tre a pagina diciotto si parla fondamentalmente dei fondi che sono stati distribuiti, la Caritas, i volontari, i danni subiti si rifà la ricognizione in modo molto sommario dei danni subiti, ma da pagina tre a pagina diciotto la Commissione fa tutt’altro di quello che gli era stato richiesto. Da pagina diciotto a pagina ventidue, cioè quattro misere paginette, si comincia a dire qualcosa su quanto il Consiglio comunale ha chiesto alla Commissione, quindi in realtà su quattro pagine si comincia a sviscerare qualcosa, dico sviscerare usando un eufemismo perché in quattro pagine in realtà Presidente non si sviscera niente, infatti lei non sviscera assolutamente niente, dice delle banalità, dei luoghi comuni, diamoci da fare, vogliamoci bene, le traduco in termini meno noiosi di quello che ha fatto lei, ma sto dicendo quello che ha detto lei prima, vogliamoci bene, diamoci da fare, facciamo di più, da oggi grande attenzione, eccetera, eccetera, eccetera, nel concreto assolutamente nulla, se non l’idea, quella lanciata dal consigliere Battisti e ripresa da lei, che è sicuramente condivisibile di una commissione permanente sui problemi del fiume, della sicurezza ovviamente territoriale, del rischio idrogeologico. Dopo di che dice una cosa sbalorditiva, perché quando io nell’ultimo Consiglio comunale ho fatto presente al Sindaco Mangialardi, il Sindaco mi ha ripreso, non si può fare lo sai che non si può fare. Io che notoriamente  parlo in modo del tutto incompetente perché non so le cose, Sindaco di solito quando parlo non riesco mai a provare quello che dico, avevo detto ma piuttosto che fare tutti questi grandi discorsi eccetera del perché non abbiamo speso i soldi per il fiume nel momento in cui vi era la necessità legata ad un pericolo imminente  dell’incolumità pubblica perché era evidente che il fiume da anni, da decenni, è manutenuto malissimo, gli argini non erano rinforzati, c’è un bosco anziché un prato negli argini, ma perché non è stata chiesta una deroga al patto di stabilità, non si può fare, per carità, ubi maior minor cessat. E poi leggo Sindaco che nella relazione, scritta non so se da lei o dal Presidente Monachesi a questo punto, pagina venti, confronto con gli organismi sovraordinati per la individuazione, programmazione e conseguente finanziamento di tutte le opere pubbliche necessarie ed urgenti per un risanamento idrogeologico definitivo e sicuro e quindi chiedere la deroga temporanea al patto di stabilità. Quando l’ha detto Paradisi ha detto una coglionata, quando lo scrive il Presidente Monachesi o il Sindaco che dir si voglia questo diventa il Vangelo. Ma scusatemi, ma io voglio dire un minimo di coerenza logica voi ce l’avete o date fiato alla bocca per parlare, perché quando lo chiedo io non si poteva fare, quando lo dice Monachesi tutto diventa possibile, per carità Monachesi è quello che ha fatto cambiare tutti i regolamenti ad personam all’inizio legislatura perché non poteva entrare nelle Commissioni, quindi Monachesi può far tutto, però devo dire che francamente un po’ di coerenza e di rispetto delle posizioni quando vengono assunte bisognerebbe averlo Sindaco, mi auguro che lei oggi dica l’altra volta ho sbagliato effettivamente la deroga al patto di stabilità si può chiedere soprattutto nei casi in cui vi è la sicurezza e l’incolumità delle persone signor Sindaco, quindi mi fa piacere che anche su questo Monachesi o Mangialardi mi danno ragione dopo avermi smentito. Dico soltanto, sbaglierò, Monachesi quindi, non Mangialardi ma Monachesi, quello che voglio però dire è che magari se questa deroga al patto di stabilità l’avessimo fatta prima che le vacche uscissero dalla stalla forse sarebbe stato meglio no, visto che gli elementi c’erano tutti. Faccio un esempio. Io nel 2011, dopo l’alluvione che aveva coinvolto la frazione Brugnetto, zona Molino Marazzana chiesi ripetutamente la convocazione della seconda Commissione, si svolse più volte anche in presenza della popolazione alluvionata e del Comitato e chiesi ripetutamente, si ricorderà Sindaco perché era una sollecitazione che ho fatto a lei e al Comandante Brunaccioni, di cominciare a fare una serie di esercitazioni, una ne è stata fatta dopo la mia terza richiesta, se lo ricorderà perché fu oggetto di polemica questa cosa, una ne fu fatta, finito, e solo per quella parte di popolazione, si chiede oggi certo è giusto, ma mi domando ancora perché non è stato fatto anche allora come era stato effettivamente chiesto anche dal sottoscritto e come era nella logica delle cose e come peraltro il PAI prevedeva. Detto questo, e vado alla conclusione anche se vedo che ho altri tre minuti, no, non ho sforato vi ricordo che il Regolamento prevede quindici minuti che il Presidente Monachesi lo fissa a dieci per proprio arbitrio ma è quindici secondo regolamento, quindi ho ancora tre minuti. Rispondo al Sindaco mi ha rubato trenta secondi, lui è bravo per questo lo sa fare, vedo anche che c’è tutta la fila dei suoi candidati della nuova lista vicina a cui faccio gli auguri ovviamente, so che sono tutti in prima fila Sindaco, complimenti  perché è sempre tempestivo, ancora non si sa se sarà il vostro candidato perché sta lottando per la Regione però abbiate fede casomai vi porterò nella mia lista se volete, se farò una lista. Bene finisco e vado in conclusione del mio intervento. Oggi finalmente si chiede la revisione del piano di emergenza del Comune. Era ora devo dire, domani ne parleremo ovviamente più approfonditamente anche ma lo affronteremo domani. Quello che però a mio avviso oggi va in qualche modo sottolineato sulle conclusioni di questa relazione è questo, vale a dire che alla fine il Presidente Monachesi o comunque chi ha redatto questa relazione chiosa dicendo che gli interventi sono stati fatti tutti con efficacia e tempestività post alluvione. Ora io capisco, ognuno ha la propria posizione, però non è la commissione speciale che deve chiudere e chiosare in questo modo, quasi per chiudere il cerchio, diventa quasi una sorta di compitino finale in cui c’è una soluzione collettiva in cui si lascia alla città un documento, guardate che siamo stati tutti bravi, questa è la prova, è la relazione della Commissione speciale. Ecco io credo che questa è una caduta di stile che si poteva comunque evitare. Faccio una battuta finale, Presidente me lo consenta, lei snocciola dei dati importanti sulle persone impiegate, gli interventi, i volontari arrivati, vi faccio presente che nel parallelo voi diffondevate i dati turistici del 2014, vi comunico che nei dati turistici del 2014 ci sono anche le presenze di centinaia e migliaia di volontari, non è più presente il Consigliere di opposizione che va in maggioranza Rimini ma vi potrebbe confermare che gli albergatori nel momento in cui arrivano le presenze all’interno degli alberghi mandano una scheda al commissariato di polizia, anche gli amici della Polizia di Stato presenti oggi lo potrebbero ovviamente confermare, e mandano anche non una scheda ma inseriscono autonomamente attraverso un sistema telematico, inseriscono telematicamente nel sito della Regione Marche che va direttamente nell’Osservatorio per i dati turistici le presenze negli alberghi, quindi voi avete festeggiato, avete fatto cin cin sul numero di presenze che erano gli alluvionati, i responsabili della protezione civile, i gruppi di volontari arrivati, perché quelle risultano come presenze sul territorio di Senigallia e i residenti fuori città che hanno la seconda casa a Senigallia che sono venuti una settimana dieci giorni a Senigallia per sistemare le case. Ecco questo è stato il turismo del 2014. 

Il Consigliere BRUCCHINI (Vivi Senigallia): riteniamo, noi del gruppo consiliare Vivi Senigallia, che la relazione del Presidente della Commissione Speciale Enzo Monachesi rappresenti in modo puntuale in tutti i suoi passaggi e contenuti tutti gli aspetti della fase post alluvione del 3 maggio 2014, evento catastrofico di portata imprevedibile. In ordine di importanza il primo atteggiamento è quello della solidarietà nei confronti delle famiglie che hanno subito gravi danni alle abitazioni e soprattutto alle tre famiglie che hanno perso loro congiunti. La solidarietà va estesa ai titolari delle attività produttive che hanno subito gravi danni alle loro strutture, subito dopo va sottolineata l’azione tempestiva di tutti i soggetti istituzionali preposti al primo soccorso alle persone e l’azione dei volontari, il tutto coordinato dall’istituzione preposta guidata dal Sindaco. Tornando con la memoria a quelle giornate drammatiche esprimiamo la nostra piena solidarietà istituzionale ed umana al Sindaco Mangialardi che più di ogni altra figura istituzionale è stato toccato dall’evento calamitoso. Dopo la prima emergenza ostacolata anche da gravi fattori imprevedibili, vedi blackout telefonico e la contemporanea situazione di crisi anche in località limitrofe, il Sindaco ed i responsabili delle altre istituzioni hanno svolto un’azione responsabile ed efficace che ha condotto in tempi significativamente brevi, due settimane, allo sgombero di strade e spazi pubblici ed ha ridato alla parte della città colpita dall’evento quel po’ di coraggio necessario per intravedere una via d’uscita ad un momento di imponderabile sconforto. L’atteggiamento dell’Amministrazione comunale, Sindaco e Assessori preposti, è stato quello di sfida nei confronti di una situazione drammatica dal punto di vista istituzionale ed umano, con il coraggio e la determinazione necessari sono state affrontate nelle sedi istituzionali e sui luoghi del disastro in mezzo alle persone, le cogenti problematiche causate dall’evento con l’adozione dei provvedimenti più idonei in relazione alle specifiche necessità. Vanno sottolineate le azioni amministrative adottate dal Comune nelle settimane e nei mesi successivi finalizzate agli sgravi fiscali, ai rimborsi alle spese sostenute per gli sgomberi in fasi di emergenza ed ai contributi erogati alle famiglie ed alle imprese colpite dall’evento. Nella relazione del Presidente Monachesi sono puntualmente riportati i dati inerenti gli interventi di soccorso, i mezzi utilizzati, le persone impiegate, le opere dei controlli svolti per la tutela della salute dei cittadini, i costi di tutte le azioni messe in campo, gli interventi di ripristino delle strutture pubbliche, dati che evidenziano un’azione tempestiva ed efficace che non trova riscontro in situazioni analoghe avvenute recentemente in altre città a seguito di eventi disastrosi come quello che ha colpito Senigallia. Inoltre l’Amministrazione comunale si è fortemente impegnata nell’organizzazione della raccolta fondi con la Caritas diocesana e la successiva erogazione degli aiuti alle famiglie e alle imprese, nei confronti del Governo per la decretazione dello stato d’emergenza, decretazione che è avvenuta in tempi decisamente brevi, nei confronti della Regione per l’assegnazione al comune delle somme da erogare alle imprese intervenute nelle fasi d’emergenza, nei confronti della Provincia per il ripristino delle strutture scolastiche, nei confronti della Regione e della Provincia per le misure necessarie per la messa in sicurezza del fiume e dei corsi d’acqua affluenti affinché eventi di cui trattiamo non si ripetono più. Tutto quanto sopra esposto mette in evidenza quanto sia stato fatto a fronte dell’evento alluvionale certi che in ogni circostanza avversa come quella di cui parliamo, per quanto grande sia l’azione messa in campo non è mai sufficiente ad alleviare il danno materiale ed umano alle persone direttamente colpite, alle quali rinnoviamo la vicinanza e l’auspicio che le loro difficoltà abbiano fine al più presto. Il gruppo Vivi Senigallia ringrazia le istituzioni e le associazioni di volontariato, in particolare la Caritas, che hanno affrontato la grande calamità che ha colpito Senigallia il 3 maggio 2014.

Il Consigliere BUCARI (PD): penso che sia importante e meritevole il lavoro fatto dai membri della Commissione speciale perché si è cercato di ricostruire credo non senza difficoltà quei tragici momenti del 3 maggio e quell’evento di eccezionale portata, quell’evento calamitoso che si è verificato con delle modalità imprevedibili e anomalie rispetto al passato. Questi sono stati i termini più auditi penso in quella Commissione e quindi non un fiume che esonda, ma piuttosto un fiume, abbiamo visto che spazzando via cinquanta metri di argine, fuoriesce ed esonda con sei milioni di metri cubi di acqua alimentando un nuovo fiume fuori dal suo alveo naturale all’interno delle vie cittadine con dei tempi così repentini, così immediati, che di fatto ha lasciato pochissimo tempo alla protezione civile per darne comunicazione e per dare assistenza ai residenti. Un evento calamitoso di portata così eccezionale nonostante le opinioni personali di qualche Consigliere tanto che il Governo centrale non ha indugiato nel dichiarare immediatamente lo stato di emergenza. La relazione descrive poi il grande lavoro coordinato dal centro operativo e dalla Protezione civile nella gestione dell’emergenza sottolineando anche il grande impegno, la grande mobilitazione di migliaia di persone, donne, uomini, ragazzi, tecnici, volontari, che per due settimane hanno lavorato con dedizione e abnegazione e hanno reso possibile il ripristino di una prima normalità. Penso che meriti anche di essere sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalla Caritas in collaborazione con i servizi sociali del Comune che si è rivelata una grande mossa vincente quello di aver creato una rete di interventi differenziati ma coordinati da un’unica cabina di regia proprio per evitare i doppioni, per evitare zone d’ombra o per dimenticare di tralasciare alcuni. Naturalmente tanti e ingentissimi sono stati i danni subiti dai privati e dalle aziende, abbiamo sentito poco fa i numeri, danni che difficilmente potranno essere risarciti nonostante le tante azioni meritevoli messe in campo dall’Amministrazione che forse qualcuno non ha ascoltato, ma che sono puntualmente elencate da pagina dodici a pagina tredici, per mitigare i danni e cercare di venire incontro ai tanti bisogni dei cittadini. Forse sicuramente sono stati interventi insufficienti ma sicuramente ha rappresentato tutto quello che il Comune ha potuto fare. L’impegno dell’Amministrazione comunque non finisce con tutte le operazioni elencate perché ci batteremo tutti affinché le famiglie e le imprese continuino ad essere attenzionate. Ci impegneremo a trovare altre risorse chiedendo appunto deroghe al patto di stabilità per sostenere l’economia della città che ha subito un durissimo colpo e che ha fatto peggiorare la già critica situazione lavorativa di molti. Però penso che meriti anche di essere sottolineato come si sia voluto deliberatamente evitato di piangerci addosso dimostrarci ai media nel momento più difficile, quelle immagini tragiche della nostra città sommersa dal fango e dalle acque per cui si spalava pensando all’estate vicinissima perché su tutti pesava la grande preoccupazione, la prospettiva quasi certa sembrava il 3 maggio di veder compromessa la stagione balneare anche perché ecco l’alluvione è arrivata là dove mai era arrivata, è arrivata al mare e invece i dati di alcuni giorni fa, nonostante le sottolineature del consigliere che mi ha preceduto, indicano che Senigallia ha raggiunto i vertici del turismo regionale nell’anno incredibilmente più difficile, nonostante anche tutte quelle campagne di allarmismo e di disinformazione quando si parlava della qualità delle nostre acque, nonostante tutto Senigallia è stata premiata per il suo impegno, per la sua determinazione ed è stata riconosciuta un’eccellenza nel turismo marchigiano, e di questo io penso dovremmo andarne orgogliosi tutti, maggioranza e minoranza perché è la nostra città, non è la città di un partito dell’opposizione o della minoranza. Di questa relazione vorrei sottolineare Presidente un aspetto, la situazione delle nostre scuole, gli interventi di ripristino e messa in sicurezza di alcuni plessi scolastici. Sapevamo delle condizioni dell’IPSIA, del Panzini, del Liceo Medi. Naturalmente i più colpiti, il primo perfettamente funzionante, lo stesso il Panzini, il Liceo Medi resta ad oggi senza una aula magna ma abbiamo sentito dal responsabile della Provincia che ci sono le risorse già stanziate per provvedere alla sua prossima sistemazione. Naturalmente non dobbiamo dimenticare la scuola dell’infanzia San Gaudenzio, la palestra del Corinaldesi, gli altri istituti, il plesso della Leopardi e della Marchetti che sono stati colpiti in maniera più lieve ma comunque hanno subito danni ingenti e che sono però regolarmente ritornati alla piena efficienza e alla piena normalità grazie anche, questo vorrei sottolinearlo, alla grande operosità e generosità di tante associazioni, fondazioni private e di tanti genitori e cittadini qualunque che come sempre in questi momenti sono stati fondamentali nel creare quella sinergia tra  pubblico e privato facendo sì che anche l’impossibile potesse realizzarsi. Concludo quindi dicendo che interpretando la preoccupazione condivisa della popolazione colpita della città tutta condivido e la conclusione della relazione della Commissione, impegno cioè a vigilare, a monitorare l’azione politica e di governo per la messa in sicurezza del nostro fiume affinché vengano stanziate le risorse per fare gli interventi necessari e che siano gli organi competenti a metterle in atto. Interventi necessari che abbiamo visto sono tanti che vanno dalla pulizia degli argini, dell’alveo del fiume, nuove modalità per monitorare il fiume, nuove tecnologie per allertare, riconsiderazione della perimetrazione del PAI, realizzazione di aree di compensazione idraulica lungo tutto il corso del fiume, rivisitazione dei piani urbanistici, tutte misure che ci vedono d’accordo e quindi penso che tutti possiamo condividere queste conclusioni affinché nella speranza che quanto successo il 3 maggio non si possa più ripetere.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: prima di dare la parola a Paradisi confermo che nell’incontro con l’ingegner Valasciani responsabile dei plessi scolastici della Provincia ci informava che a febbraio avrebbero presentato il progetto esecutivo dell’Aula Magna del Liceo Medi, vi informo che nei prossimi giorni, quindi anche con anticipo, questo progetto verrà presentato alla scuola, quindi in linea anche con quello che era stato riferito, cioè gli impegni vengono mantenuti e questo è un segno di quegli impegni.

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): il Consigliere Bucari che evidentemente non sa ascoltare e ancor peggio non sa leggere gli atti amministrativi ha detto che io avrei detto male perché quello che dicevo di cui accusavo la mancanza è a pagina dodici e a pagina tredici, è esattamente invece quello che avevo detto che c’era, proprio non sa né leggere né ascoltare lei Consigliere Bucari. Io ho detto che quello che doveva, e come dai, una mi accusa e io non posso rispondere, ha detto che non so leggere e quindi le rispondo, che lei non sa leggere, quando l’ho detto la Bucari sta zitto, quando lo dico io e dai. La prendo come azione cavalleresca nei confronti di una signora Presidente non con la sua solita faziosità ideologica militante. Io avevo esattamente detto, e ho finito, che qui c’è un polpettone su tutto ciò che l’Amministrazione comunale ha fatto e infatti a pagina dodici e pagina tredici c’è scritto la Giunta comunale subito dopo il disastro ha deliberato alcuni interventi a favore della popolazione che di seguito riporto uno, due, tre, quattro, cinque, lei si riferisce a questo. Perfetto. Io ho detto hanno scritto ciò che ha fatto la Giunta ma non hanno speso una sola parola su quello che il Consiglio comunale chiedeva alla Commissione, cioè indicateci ulteriori interventi da fare, strade da percorrere, era la Commissione che doveva andare a dire alla Giunta cosa doveva di più fare, non doveva essere il riassuntino di quello che ha fatto la Giunta. Consigliere Bucari perché poi si dice Consigliere e non Consigliera, Consigliere Bucari impari a leggere prima di dar fiato alla bocca al microfono.

Il Consigliere BUCARI (PD): brevissimamente per tranquillizzare il Consigliere che so leggere e so scrivere e quindi mi spiace ma nella mia dichiarazione avevo appunto sottolineato gli interventi messi in atto dall’Amministrazione che erano elencati a pagina dodici a pagina tredici. Ho risposto.

Il Consigliere GIROLAMETTI (Città Futura): credo che non sia inutile ricordare che fu questa maggioranza che volle fortemente questa Commissione speciale sull’evento alluvionale e ci tengo a sottolineare questo perché sostenemmo che questa Commissione poteva essere da subito utile alla città perché doveva avere una funzione che altri non avrebbero potuto svolgere per noi mentre, senza sottovalutare l’importanza di una Commissione d’inchiesta, dichiarammo che la Magistratura poteva intraprendere meglio e a pieno titolo una azione di indagine per individuare eventuali responsabilità. Per aver sostenuto questo concetto di semplice buonsenso venni apostrofato come paggetto del Sindaco. Ma veniamo ai compiti che questa Commissione aveva ricevuto dal Consiglio comunale e sintetizzando la Commissione doveva sostenere l’Amministrazione e il Sindaco nelle richieste dello stato di emergenza, doveva sollecitare provvedimenti di carattere fiscale come la sospensione delle scadenze e le agevolazioni tributarie a carico dei cittadini colpiti dall’alluvione, doveva promuovere la ricerca di fondi destinati agli alluvionati e individuare i criteri per la loro devoluzione, doveva fare una valutazione di quanto necessario per garantire la stagione turistica indispensabile per far ripartire l’economia della nostra città, doveva sollecitare gli organismi competenti per il ripristino degli istituti scolastici e le strutture sportive danneggiate dall’evento, avrebbe dovuto e doveva stimolare il confronto con gli enti sovraordinati per individuare, programmare e finanziare le opere di mitigazione del rischio idrogeologico, inoltre chiedere alla Protezione civile regionale la rivisitazione del piano di emergenza e alla Provincia e alla Regione un aggiornamento del piano di assetto idrogeologico. Dalla lettura della relazione di questa Commissione, che io credo non possa essere attribuita solo al Presidente perché mi viene ricordato io ho partecipato solo all’inizio, non era di mia competenza questa Commissione, ma mi è stato riferito che è stata sottoposta al vaglio della Commissione più volte, più volte rimodificata collegialmente e quindi votata, quindi direi che è la relazione della Commissione non del Presidente. Dalla lettura della relazione si può dire che buona parte degli obiettivi sono stati centrati grazie al lavoro di tutti i commissari, del Presidente Monachesi innanzitutto, se non altro per la presenza continua e a tutte le Commissioni. Ma una cosa va detta innanzitutto, se i turisti e chiunque altro sia venuto dopo due mesi ha Senigallia non ha visto i segni dell’alluvione, e questo è un dato che chiunque di noi può aver constatato di persona, basta avere delle persone, degli amici, dei conoscenti, dei parenti che non abitano in città e molto preoccupati di quello che avevano visto in televisione sono poi inevitabilmente venuti a Senigallia, chi prima, chi dopo, chi dopo quindici giorni, chi è ritornato dopo un mese, chi è ritornato dopo due mesi e quello che dicevano dopo due - tre mesi era ma qui non ci sono i segni dell’alluvione. Io credo che proprio grazie a questo è potuta ripartire la stagione turistica, non a ciò che ci viene raccontato che fa molto colore, grazie a questo che è potuto ripartire tanto da superare San Benedetto, e dopo diversi anni mi dicono, per i volumi di attività economica legata al turismo. Questo si deve a questa Amministrazione ma anche al grande senso civico di tutti i cittadini senigalliesi, che tutti hanno collaborato, tutti si sono sentiti coinvolti. Questo è un merito che questo Consiglio comunale deve riconoscere alla città di Senigallia. I danni causati dall’alluvione sono stati ben descritti nella relazione ma rimaniamo ancora stupiti dalla grande partecipazione, questo ci fa ancora più stupore, oltre ai danni la grande partecipazione delle associazioni e dei volontari. Solo in questi frangenti capita purtroppo di accorgersi appieno di quanto sia importante l’associazionismo nel nostro territorio e di quanto sia radicato il sentimento di solidarietà a Senigallia. Questo è un bene prezioso che nessun Le Pen nostrano si può permettere di intaccare. L’Amministrazione comunale e il Sindaco si sono presi la responsabilità di impegnare risorse che non avevano pur di far fronte all’emergenza e se non fosse stato riconosciuto dal Governo nazionale lo stato di emergenza sarebbe stata la bancarotta, ma ne valeva la pena. Gli interventi e i costi sono ben documentati nella relazione e quindi non li cito, occorrevano nervi saldi, scelte giuste e non lasciarsi travolgere dalle polemiche perché era in gioco l’economia della città. Possiamo dire con orgoglio che chi ha la responsabilità di governo di questo Comune e il Sindaco in primo luogo, ha superato una prova difficilissima. Tante criticità sono emerse dai lavori della Commissione e queste vanno riconosciute e dichiarate. Innanzitutto le opere non eseguite per la mitigazione del rischio idrogeologico, la manutenzione del fiume eseguita solo occasionalmente e purtroppo spesso del tutto assente, la mancanza dei fondi e di conseguenza il mancato trasferimento dalla Regione alla Provincia, il sistema di monitoraggio del fiume centralizzato nella sala operativa unificata della Protezione civile regionale per niente adeguato, un piano di emergenza che va graduato per condizioni diverse di rischio, è una necessità, un PAI che dopo più di dieci anni va aggiornato con le nuove conoscenze. Per tutte queste necessità condividiamo la proposta della Commissione di istituire una commissione Consiliare permanente per la difesa del suolo, del territorio e della prevenzione del dissesto idrogeologico. Questa proposta mi fa particolarmente piacere perché questa proposta è la mia, questa proposta è la proposta del consigliere Girolametti nonché commissario della Commissione d’inchiesta. Io voglio ricordare che di assenza in assenza probabilmente il Consigliere Battisti era assente anche nella Commissione, era una delle prime, di costituzione in cui il consigliere Girolametti nonché poi commissario, fece al Presidente Monachesi questa proposta in Commissione, è agli atti, si può leggere, è esattamente una proposta del Consigliere Girolametti fatta alla commissione quando il commissario Battisti era assente come nella stragrande maggioranza dei lavori della Commissione. Mi spiace per il Consigliere Battisti ma questa volta il Consigliere Battisti ha accolto una mia proposta. [si registra un contraddittorio fuori microfono] assolutamente. Allora accogliamo oltre questo con favore anche la proposta di un tavolo di lavoro composto dall’Autorità di Bacino, la Provincia e i Sindaci dei Comuni della media e bassa valle del Misa e ovviamente il Sindaco di Senigallia perché non è più pensabile, non è più accettabile che i Comuni e i loro sindaci non abbiano competenze sui loro fiumi, per questo deve cambiare la legislazione che regola le competenze e le responsabilità sul fiume, in particolare su quello del Misa per quanto ci riguarda. Però infine va ricordato che tutte le autorità e tutti i tecnici hanno definito eccezionale quest’evento alluvionale, basti solo dire che ci sono state due piene contemporanee, quella del Misa a monte della confluenza e quella del Nevola, seicento metri cubi al secondo è stata la portata del fiume in campagna e sappiamo che in condizioni ideali la portata massima del fiume in città è di circa trecento metri cubi al secondo, seicento in campagna, trecento metri cubi il massimo della portata all’interno del centro cittadino. Quattordici milioni di metri cubi di acqua si sono riversati nel fiume, cinque - sei milioni sono usciti. Di fronte a questi numeri ogni commento è credo superfluo, tutta quell’acqua dentro il letto del fiume Misa non ci sarebbe mai stata, ma non considerare eccezionale questo evento sembra quasi autolesionismo.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Battisti sto parlando con lei, le do la parola certamente ma anche per aiutarla le ricordo che ho registrato che il suo intervento io lo sottolineai come positivo in quanto già presentato dal consigliere Girolametti in una seduta precedente, quindi eravamo felici che ci fosse questa assonanza e questa unità di intenti su questo, quindi questa è una cosa reale.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione)  grazie Presidente per questa precisazione verbale, ma non mi fido assolutamente delle sue parole, ma al di là di questo non mi fido neanche delle parole di Girolametti. Al di là di questo io avevo fatto una proposta, allora Consigliere Girolametti lei è un signore grande che ha superato la cinquantina, a me dispiace che lei sia stato nei miei confronti veramente offensivo e becero come se io fossi il peggiore dei ladri e dei pusillanimi. Lei ha ribadito, mi assumo la responsabilità di quello che dico, lei si deve vergognare, e con me non l’ha mai fatto in cinque anni, si deve vergognare perché per tre volte strillando e urlando [si registra un contraddittorio fuori microfono] perché strillando e urlando lei ha detto che io ero assente, io ero assente, io ero assente. Io sono stato, ho anticipato nel mio intervento, sono stato assente per gravi motivi personali, innanzitutto ho partecipato a quattro riunioni, non sono stato sempre assente, era anche inutile essere presente in questa Commissione come ha giustamente detto il Consigliere Paradisi, quindi lei è un pusillanime e lei si deve vergognare perché se questa cosa lei non la sa  [si registra un contraddittorio fuori microfono] lei è un pusillanime perché le spiego tranquillamente poi termino Presidente, perché giocare politicamente su una disgrazia personale di una persona, io non ero presente,  non sono potuto essere presente alle riunioni di questa Commissione per motivi gravi personali, se lei ci gioca sopra facendo della polemica politica lei è un miserrimo pusillanime e si deve vergognare. 

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: per favore Battisti è chiaro il suo intervento. 

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): io ho fatto l’unica cosa buona, come ho detto, di questa relazione è il punto sette. Io non ricordo che il Presidente abbia detto anche Girolametti l’ha presentata quindi siamo tutti contenti, allora l’abbiamo presentata in due, cinquanta e cinquanta, l’ha presentata prima Girolamentti, è più bravo Girolametti, lei ha più di cinquant’anni, lei è un professionista, ma non si vergogna, ma che facciamo i bambini, e finisco, stiamo facendo i bambini a chi è stato il primo, ma facciamo il bene della comunità, pensiamo ai cittadini no che lei mi viene a dire che è stato il più bravo, si vergogni.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Battisti per favore ci lasci proseguire i lavori, è stato molto chiaro come sono stati chiari tutti, io la invito comunque o invito tutti quelli che pensano che siano state dette delle cose inesatte di acquisire la registrazione, c’è il file, siccome dopo non si fida di quello che dico io. Battisti per favore, Battisti la invito a prendere una posizione meno minacciosa. [si registra un contraddittorio fuori microfono] Battisti grazie, ci permetta di continuare i lavori, grazie Battisti, diamo la parola a Mancini Roberto e invito tutti  [si registra un contraddittorio fuori microfono] mi permettete di riprendere in mano la situazione e se aspettate faccio l’intervento, chiedo a tutti, Giunta compresa, Sindaco compreso, devo esprimermi Sindaco e il vociare qui sotto è fastidioso, allora chiedo la cortesia a tutti di ristabilire una situazione decente di lavoro, quindi do la parola, Sindaco per favore, do la parola a Girolametti che ritengo abbia il diritto assoluto di intervenire, ma immediatamente dopo non permetterò a nessuno di continuare sulla falsariga di quello che è accaduto ora. Dopo darò la parola ai consiglieri che sono presenti e iscritti a parlare per proseguire i lavori, altrimenti li interrompo e sospendiamo.

Il Consigliere GIROLAMETTI (Città Futura): non abuserò di questo tempo. Io gli insulti, miserrimo pusillanime, e quelli molto più pesanti detti fuori microfono ma sentiti da tutti i Consiglieri qui vicino a me, bene non ne terrò conto perché voglio essere veramente generoso e considerare nel dibattito politico che qualche volta qualcuno possa veramente travalicare i limiti come capita spesso, devo dire che al consigliere Battisti, futuro candidato Sindaco veramente gli capita spesso, troppo spesso, lui sta abusando della pazienza e della generosità di tanti e tanti consiglieri. Allora io voglio essere generoso anche questa sera però ci tengo a precisare una cosa, non entro mai nei fatti personali dei consiglieri, me ne guardo bene e neanche questa sera sono entrato nelle questioni personali dei consiglieri, ho tenuto solamente a rivendicare come mia proposta quella fatta propria da questa Commissione e sostenuta ovviamente da Battisti, e immagino da tanti altri perché se è stata fatta propria dalla Commissione immagino che sarà stata condivisa dalla maggior parte della Commissione, solo che mi sembrava del tutto arbitrario e oltretutto scorretto il rivendicare da parte di Battisti, l’ho sentito anche domenica nell’incontro pubblico a San Rocco, rivendicare come propria questa proposta, non è così, se ne faccia una ragione, ha condiviso una mia proposta, non so se questo le crea qualche problema, forse le creerà qualche problema, a me no, non mi crea alcun problema, e sul fatto delle assenze io ho sottolineato che il Consigliere Battisti forse, anzi probabilmente, non era a conoscenza di questa mia proposta perché era assente perché è stato più volte assente ma senza entrare minimamente nel merito del perché fosse assente, io non mi permetto mai di entrare nelle questioni personali dei consiglieri, e con questo chiudo.

Il Consigliere MANCINI (Partecipazione): rispetto alla relazione sua e della Commissione che lei ha presieduto vorrei entrare nel merito di alcune questioni perché mi sembra che soprattutto il capitolo che si intitola perché non succeda più sia un capitolo secondo me un po’ troppo povero, non se ne abbia Presidente, cioè nel senso che siccome i compiti di questa Commissione oltre a quelli che venivano ricordati prima erano anche quelli legati all’individuazione di interventi, scelte, propositi da adottare che riguardano appunto il fiume, il suo assetto, la sicurezza e così via, devo dire che mi sembra che ci sia un po’ poco, che dovremmo aggiungere, e siccome questa Commissione io credo che una volta istituita dovrà proprio lavorare a fare un programma di interventi per il fiume, allora credo che sia anche opportuno pronunciarli ed elencarli, vedere l’insieme delle questioni che sono necessarie per il futuro e per affrontare con maggior sicurezza gli anni a venire nei confronti di una presenza particolare di un fiume torrentizio  come il Misa che non è che so possa superare così perché se quello è il carattere del nostro fiume bisogna prepararsi a conviverci. E allora ad esempio quando nel punto uno, le condizioni del fiume, si fa riferimento al modo di legare gli argini, quelli rifatti, con gli argini preesistenti mi sembra che sia un po’ poco nel senso che per quanto riguarda le condizioni del fiume occorre una revisione complessiva degli argini. I nostri argini, stiamo parlando dei problemi, ringrazio l’attenzione veramente molto tesa che c’è rispetto all’elenco dei problemi concreti che sto facendo, occorre una revisione complessiva dei nostri argini che hanno cent’anni, tra l’altro anche degli argini in muratura come è stato anche indicato dai tecnici della Provincia che hanno partecipato ai lavori della Commissione, quindi  bisogna rivedere tutte le arginature, dalla bassa di Ripe fino alla città. C’è il problema poi, sempre per quanto riguarda le condizioni del fiume, di liberare il fiume dai detriti, dai banchi di terra, dagli inerti che nel corso degli anni si sono accumulati, in modo particolare negli ultimi decenni quando appunto è cambiata un po’ la conduzione delle campagne, ci sono state tante modificazioni nel rapporto con il fiume legate anche alle trasformazione dell’agricoltura e alle trasformazioni dell’economia. Noi oggi abbiamo un fiume che è molto interrato e lì bisogna liberare il fiume da tutto quanto nel corso del tempo si è depositato all’interno del suo alveo riducendone ovviamente la portata. Poi dopo, io lo dico per il pubblico soprattutto e perché resti a verbale, c’è il problema anche del dragaggio nella parte finale del fiume perché appunto nella parte finale del fiume, Presidente se magari si ricorda ogni tanto, magari una campanellatina, ma lo faccia lo stesso che richiama l’attenzione. Il dragaggio della parte finale del fiume perché comunque è legato anche lì al problema dello smaltimento delle acque. Altre questioni legate sempre al fiume e ai problemi della sicurezza c’è da risolvere ad esempio il problema delle paratie, le competenze attuali prevedono una sistemazione piuttosto macchinosa, le paratie sono conservate a Senigallia, dobbiamo telefonare in Ancona affinché vengano installate, ad Ancona telefona ad una ditta che sta alle Casine di Ostra poi dopo tutto questo giro le vengono ad installare. Quest’anno non ha funzionato perché c’erano le strade intasate d’acqua e non sono arrivati, poi dopo i vigili hanno fatto da soli, quindi questa procedura ovviamente va rivista, così com’è non funziona, grazie Presidente. C’è poi un altro problema che diciamo è presente in tutto il corso del fiume, del fiume ovviamente arginato  quello che interessa noi, che riguarda le portelle, cioè le portelle che servono a immettere l’acqua dei fossi nel fiume oppure possono servire anche per far scolare l’acqua dei campi esterni, i campi fuori dagli argini quando ci sono delle piogge molto copiose, quest’acqua resta lì, ristagna rovinando anche le coltivazioni, un tempo c’era un sistema di portelle che faceva sì che l’acqua in accumulo  nei campi entrasse nel fiume, questo sistema qui con gli anni non è stato più curato e non funziona, va ristabilito, anche questo altro problema da aggiungere, da tener presente.
Poi dopo ci sono altre questioni, io velocemente le elenco con qualche brevissimo accenno. Si parla della revisione del piano di emergenza. Parlare della revisione del piano d’emergenza è importantissimo, a parte il fatto che bisognerebbe iniziare a calendarizzare, questo ha ragione, a una cadenza regolare le simulazioni, non si stupisca Presidente perché io sono abituato a stare sui fatti. Direi che poi dopo anche per il dibattito che abbiamo avuto, magari avremo anche prossimamente, c’è il problema ad esempio anche di una più precisa verbalizzazione degli atti e delle decisioni che vengono prese dal Comitato Operativo Comunale, c’è rispetto all’emergenza la revisione delle zone riconosciute come zone a rischio, sia zone a rischio massimo, dove è a rischio la vita delle persone, R4, oppure alle zone sempre a rischio, le R3, dove è a rischio l’incolumità delle persone, quindi diciamo bisogna pensare anche a quali ambiti di territorio questa emergenza debba essere riferita. Va molto bene il fatto che ci siano delle altre stazioni che misurino l’andamento del fiume e la situazione idrometrica, questo va molto bene, però bisognerebbe anche avere chiaro queste stazioni fanno capo a chi, il grosso problema che noi abbiamo oggi, non solo noi a Senigallia, credo tutti coloro che insistono sull’asse del Misa ma anche degli altri fiumi è che i Comuni appunto non sono titolari delle informazioni in tempo reale sul fiume stesso, allora su questo credo che occorra ragionare per una revisione nel rapporto tra la sala operativa e la Protezione civile regionale e la Protezione civile comunale locale, bisogna pensare ad un’integrazione tra questi servizi, a livello locale si deve tornare ad essere titolari delle informazioni, credo che i sistemi tecnologici oggi ce lo consentano. Poi c’è un problema anche di revisione del sistema di allertamento, cioè l’allertamento delle popolazioni che abitano nelle zone a rischio bisogna cercare di rendere un allertamento efficiente e sollecito, anche nell’ultima vicenda l’allertamento è stato un po’ a macchia di leopardo, ci sono state alcune zone dove c’è stata maggiore efficienza e altre dove ce n’è stata meno. Poi dopo in questo discorso di un piano di emergenza efficiente bisogna anche pensare, mi permetto di chiamarlo un sistema di assistenza cooperativo, cioè nel senso che molte volte noi cittadini pensiamo che il sistema di emergenza funziona se le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, i vigili urbani, in tempo reale, con immediatezza, proprio subito dopo l’allerta, riescono ad arrivare in tutte le case dove c’è bisogno, in ogni alloggio dove c’è un anziano, in tutti i quartieri, in tutte le strade e così via, perché poi  naturalmente nella popolazione, come tutti sappiamo, ci sono delle fasce di popolazioni magari anche per età, per situazioni personali che hanno maggior capacità di reagire e ce ne sono altre che invece si trovano in difficoltà e si trovano in una situazione di debolezza  nei confronti dei problemi che vengono posti da un’esondazione che arriva dentro casa. Io quello che vorrei dire è che noi dovremmo nel discorso delle simulazioni e della partecipazione popolare alla gestione dell’emergenza, pensare ad un piano che coinvolga localmente di più le persone, se noi dobbiamo pensare che ci debba essere un vigile del fuoco per ogni anziano che abita da solo probabilmente non ce la faremo mai, non bastano i vigili del fuoco per tutti gli anziani soli che vivono a Senigallia come nelle altre città, e allora in questo senso dovremmo trovare un sistema cooperativo, un sistema dove i vicini di casa, delle persone che magari si dichiarino disponibili, che magari abbiano delle capacità, quel sistema del volontariato del quale noi giustamente spesso ci vantiamo perché Senigallia è una città dove c’è molto volontariato, ci sono molte esperienze positive e importanti in questo senso, bisognerebbe trovare il modo di coniugare questo nel momento dell’assistenza perché appunto può rappresentare ciò che fa la differenza, io so che vicino a casa mia ci sono un paio di persone anziane, magari verificando queste cose, facendo delle simulazioni e così via, io so che in quella determinata situazione c’è il vicino che sarà soccorso dall’altro, dobbiamo trovare un sistema cooperativo altrimenti difficilmente possiamo pensare che gli apparati che ci sono arrivano e pensano per tutti perché siamo di più  ovviamente. Vado verso la conclusione. Parlando prima di R3 e R4 ovviamente bisogna rivedere il PAI per quanto concerne Senigallia e appunto Senigallia dovrà fare le sue proposte alla Regione in questo senso anche perché qui dice, su questo ad esempio Presidente non sono d’accordo, dice aggiornato con le informazioni che abbiamo oggi, io penso che le informazioni le avevamo anche prima. Dopodiché tra i problemi grandi che abbiamo resta quello della strozzatura del fiume alla foce, è un problema enorme, è un problema che coinvolge anche i nostri ponti, i piloni, l’altezza dei ponti e quindi tutta una serie di questioni tra l’altro che sono anche molto costose, molto impegnative, però nel momento in cui facciamo un programma di massima, individuiamo una serie di problemi ce li dobbiamo mettere tutti, anche quelli che sono più impegnativi, quindi il problema della strozzatura alla foce e dei modi che potrebbero essere adottati per ovviare  a questo problema che non è sicuramente da poco. Poi dopo c’è la questione delle cosiddette vasche di espansione, abbiamo capito, oggi è abbastanza diffuso questo punto di vista, che quella prevista verso il Brugnetto è limitata, probabilmente così come era stata pensata nemmeno del tutto sicura, l’avevamo detto, oggi questa coscienza e un po’ più diffusa e soprattutto il fatto che probabilmente ne occorrono di più e di più piccole dimensioni  per poter meglio assolvere al compito per il quale sono previste. C’è il problema giustamente che viene ricordato del fosso del Sambuco che tra l’altro è prioritario, è prioritario perché credo che nessuna zona del territorio di Senigallia è stata così tanto soggetta alle alluvioni come quella, anche alluvioni in tempi recentissimi, quindi c’è una priorità di attenzione, come nel momento in cui andiamo a rivedere le zone R4 e R3 bisogna che ripensiamo anche ad alcuni parametri urbanistici, condivido, alcuni parametri urbanistici che sono appunto legati a queste zone, soprattutto qui ad esempio R3 è una sigla che non viene fuori, io ce la metterei,  perché ripeto è esperienza abbastanza diffusa in altre realtà dove con l’emergenza non viene pensata solamente al riconoscimento del grado massimo di rischio ma anche agli altri. Ci sono altre sottolineature, avremo modo ancora  di parlare di altri aspetti, questi io credo  che andavano ricordati perché penso che questa parte della relazione dovrebbe essere arricchita, non rinunciamo adesso a porci i problemi, poi dopo già c’è il tempo che passando talvolta fa sì che alcune cose vengano accantonate o se ne perda l’urgenza, adesso è il momento di mettere all’attenzione tutto ciò che deve essere messo all’attenzione e poi dopo questo deve diventare un programma di lavoro, UN impegno prioritario ovviamente per l’Amministrazione.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: mi concedo abbiate pazienza dieci secondi di fatto personale. Vede Mancini, arricchire è chiaramente possibile sempre, assolutamente benvenute sono tutte le esposizioni, tutti i particolari, tutte le questioni che possono appunto migliorare, perfezionare e arricchire, però le dico questo Mancini. Pensi lei Mancini che a un certo punto dei lavori della nostra Commissione avevamo talmente tante questioni sul tavolo, avevamo talmente tante domande sul tavolo che abbiamo deciso tutti insieme con la collaborazione dell’ingegner Sbriscia, del dottor Principi, della Regione nella persona del dottor Ferretti, che abbiamo deciso di metterle per iscritto, inviargliele e poi i rappresentanti di questi enti responsabili del fiume sarebbero venuti in una seconda occasione con delle risposte precise. Quel contributo che lei ci dà oggi se ce l’avesse dato allora noi l’avremmo sicuramente utilizzato, il contributo che lei ci sta dando oggi, invece oggi, una cosa che io non farò quando si parlerà della relazione che lei ha presentato, lei oggi si è posizionato su una sedia e una poltrona comodissima perché è molto comodo arrivare oggi e dire questo, quello, quell’altro. Il contributo è stato dato e ha prodotto questa relazione. Qualcuno poteva dare qualcos’altro? È stato impedito da qualcosa? Da qualcuno? Io penso che sia stata un’occasione persa, naturalmente tutti i contributi che arrivano oggi da lei saranno presi in considerazione perché come abbiamo detto la commissione diventerà una Commissione permanente e quindi tra qualche mese speriamo che chi prenderà il nostro posto seguirà le indicazioni della Commissione.

Si dà atto che esce il Consigliere Papa: Presenti con diritto di voto n. 25.

Il Consigliere REBECCHINI (Gruppo Misto): io parto proprio da quello che lei Presidente ha detto adesso. Noi abbiamo avuto due Commissioni che hanno lavorato sull’alluvione, una speciale e una d’indagine e d’inchiesta. Forse ne sarebbe bastata una e quell’una secondo me, a differenza di quanto dice il consigliere Girolametti, avrebbe dovuto essere quella d’indagine e di inchiesta perché avrebbe compreso in essa tutto, anche a quello che la Commissione da lei diretta ha fatto. Perché dico questo? Dico questo perché è giusto parlare sul futuro e del futuro, ma non si può prescindere da quanto successo, come è successo e perché è successo. Andiamo avanti dicevo quella sera quando sono state istituite le Commissioni, ma andiamo avanti con coscienza e conoscenza di quanto accaduto affinché le criticità, le lacune, gli errori emersi, le inefficienze,  non si abbiano a ripetere. Io per questo motivo ho perorato di più l’altra Commissione. Per forza di cose adesso due gruppi hanno lavorato su due cose, magari accavallando anche gli stessi argomenti per cui qualcosa che poteva essere in una non c’è, qualcosa che poteva essere nell’altra non c’è, ma comunque ormai le cose sono fatte quindi è giusto discutere di tutte e due le Commissioni e trarne beneficio dai lavori di queste Commissioni, quindi non ho detto questo per fare polemica che non serve più.
Io approfitto del tempo che mi è dato per ripetere due cose che vado ripetendo ormai da più di un anno, anzi da anni quasi, ripetiamo anche, ho visto nella Commissione a cui ho partecipato, che spesso si parla di cadenza storica, si fa riferimento alla cadenza storica degli eventi, io dico che della cadenza storica degli eventi è giusto parlarne e si deve parlarne, ne dobbiamo tenere conto per sapere come è successo, quali danni ha provocato,  come riferimento, ma non possiamo parlare di cadenza storica per attuare una sorta di statistica, per dire è successo oggi, succederà tra quarant’anni. Non è più così, ma non è più così non solo perché il clima è cambiato, perché anche su questo la scienza, i tecnici, qualcuno dice che non è vero tra l’altro, ma è il territorio cambiato. Se noi andiamo a vedere una fotografia del 1960, senza andare molto indietro, una fotografia di cinquanta anni fa, vediamo che il territorio è completamente diverso, quindi il territorio è diventato più impermeabile all’acqua, a parte poi la diversità di lavorazione della terra eccetera che comporta anche quello l’abbandono di metodi antichi ma efficienti di chi lavorava la terra, però a parte questo è il territorio che è diventato più impermeabile e quindi noi come possiamo fare riferimento alla cadenza degli eventi che si sono succeduti nei vari decenni, quindi questo secondo me quando parliamo di cadenza storica non lo dobbiamo fare a fini statistici per parlare di possibili eventi che potranno accadere dopo. Un’altra questione, anche questa mi sta a cuore e che voglio sottolineare ancora una volta. Competenza della Provincia, giusto, la competenza è della Provincia, bene, anche se bisogna poi approfondire e dire che non è che possiamo essere esenti di tutto, perché se io mi accorgo che qualcosa non va io Comune devo pure far presente a chi ha la competenza di quello che non va. Se domani crolla un cornicione per il Corso il Comune intima al proprietario di aggiustare il cornicione e se il proprietario non lo fa e quindi può essere causa di danno per i cittadini interviene il Comune rifacendosi poi sulla proprietà. Però la competenza, chi deve intervenire sul fiume è la Provincia, va bene, non voglio fare polemica su questo. E allora dico io si sta attuando un atto criminoso, a Senigallia in tutta Italia, si sta attuando un atto criminoso perché le Province che hanno la competenza sui fiumi, sulle scuole, sulle strade provinciali, vengono oggi depauperate, vengono dissanguate nel silenzio più totale, cioè le Province hanno questa grande competenza, le vogliamo chiudere? Chiudiamole, però dobbiamo dire prima a chi vanno assegnate queste competenze che non sono di secondo ordine. C’è il caos più totale adesso perché il Governo dice che devono essere le Regioni a stabilire, poi in maniera fantasiosa dicevamo e alle province abbiamo tolto i Presidenti nominati, i Consiglieri nominati, c’è un risparmio certo, non si parla invece delle competenze importanti che hanno le Province che sono lasciate così per aria. I fiumi direi quasi sono abbandonati a se stessi, nella Commissione, non io, ma il tecnico della Provincia, è venuto a dirci che nel 2014 c’erano per gli otto fiumi della Provincia di Ancona solo 122.000 euro. Che facciamo con 122.000 euro, ma nemmeno un monolocale si restaura con 122.000 euro. Dobbiamo aspettare le catastrofi per avere finanziamenti perché oggi arriva qualcosa ma non quello che servirebbe, e questo ancora una volta sono stati i tecnici stessi della Provincia che hanno parlato di cifre grandissime che servono per mettere in sicurezza il fiume e che non ce l’abbiamo. Mi preoccupa questo silenzio verso questo che sta succedendo sulle Province, io non faccio il difensore per carità di mantenere l’istituzione Provincia, però voglio essere il difensore di quelle competenze che qualcuno le deve avere, e il silenzio da parte dei Comuni, da parte dell’ANCI Sindaco, lee presidente di un’ANCI regionale, non bastano i comunicati, non basta l’intervento sporadico, bisogna creare io direi quasi una massa critica …………

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: allora i consiglieri che hanno necessità di confrontarsi con i colleghi sono pregati di andare nelle stanze laterali altrimenti infastidiscono l’intervento del Consigliere.

Il Consigliere REBECCHINI (Gruppo Misto): grazie Presidente, in effetti è così. Non capisco anche il silenzio delle stesse Province, dell’UPI, dell’Unione province italiane,  molto leggeri sono questi interventi che ho letto sulla stampa nei confronti del Governo nazionale, abbiamo Province che sono in default oggi, e c’è ancora questo silenzio, mi viene da dire che c’è quasi una sorta di non voler disturbare il manovratore, però questo manovratore ci sta portando fuori strada, quello che sta succedendo oggi nelle province è inaccettabile, su questo mi auguro che si possa intervenire in maniera più forte da parte dei Comuni e che anche noi si faccia la nostra parte. A questo aggiungo anche quello che succede per esempio, a proposito dei tagli, sui vigili del fuoco, il Corpo dei vigili del fuoco. Leggevo proprio ieri che quarantamila vigili del fuoco sono precari, sono chiamati i cosiddetti discontinui, non so se a Senigallia ci sono, non ho verificato, non ho avuto il tempo, i discontinui, una volta lavorano, attenzione perché a qualcuno farebbe anche comodo, volontari vigili del fuoco, no sono gente pagata, che vuole lavorare, però hanno tagliato le risorse e quindi anche qui …………

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: scusi Rebecchini. Prima sono stato generico, adesso dico Bucci, Rimini, Cameruccio, Donatiello, Girolametti, Battisti, se avete la necessità di parlare vi prego di uscire dall’Aula perché io faccio fatica ad ascoltare Rebecchini, in maniera egoistica lo dico va bene.

Il Consigliere REBECCHINI (Gruppo Misto): io finisco dicendo è giusto guardare attorno a noi, abbiamo sollevato questioni che ci riguardano direttamente, io sono convinto si interverrà, ben venga questa Commissione, io non sono stato né il primo né il secondo, anzi non l’ho mai detto ma ho in mente una proposta ancora più forte, però adesso non è il momento qui di dirla, però accetto questa proposta di una commissione sulla sicurezza del fiume, però non dimentichiamoci poi di andare a guardare anche quali sono le radici dei problemi perché non basta dire chiediamo alla Provincia di fare questo, di fare quello, oppure dire la responsabilità è della Provincia, qui ci sono responsabilità politiche ben chiare, voi fate parte di un partito che governa, allora fatevi carico anche di queste importanti questioni che penso di avere sollevato.

Si dà atto che escono i Consiglieri Mancini e Paradisi: Presenti con diritto di voto n. 23.

Il SINDACO buona sera a tutti, ai consiglieri che sono presenti, al pubblico che ci segue da casa attraverso Radio Duomo E la visione tramite lo streaming del nostro Comune. Io Presidente devo ringraziare lei E la Commissione per il lavoro che è stato fatto, per il ruolo che Presidente lei ha assunto, quello che tenta di portare a sintesi, i contributi, gli approfondimenti, le considerazioni e le valutazioni che penso siano state messe a disposizione nel momento delle audizioni con i passaggi dei vari soggetti che sono stati invitati, quelli che hanno permesso penso di capire di più, capire meglio e approfondire in modo adeguato. Io penso che il lavoro della Commissione, ringrazio Girolametti, perché vedete perdiamo il senso, la Commissione che è stata votata con delibera 27 del 4 di giugno dava dei compiti attraverso un voto unanime del Consiglio comunale, non possiamo fare gli atti e poi ci dimentichiamo, ci diamo i compiti e poi ne vogliamo altri, ci diamo obiettivi e poi a rendiconto vorremmo sentirci dire altre cose. Ma questa è una cosa curiosa, perché non parliamo del voto in Grecia o del Presidente della Repubblica, così almeno ci capiamo, stiamo parlando dei nostri morti, delle nostre famiglie devastate e delle nostre aziende inginocchiate, parliamo di questo. E noi anche su questo ci permettiamo, oggi che c’è una relazione che da una traccia, da indicazioni, di fare un’altra cosa, e Presidente che lei è riuscito ad arrivare a una sintesi che non era la sua ma che era della Commissione, questo penso che sia il compito istituzionale di chi decide di mettersi a disposizione temporaneamente per quel ruolo e con quell’obiettivo. Il ruolo era Presidente di una Commissione, l’obiettivo era preparare una relazione che avesse la capacità di raggiungere quegli obiettivi, questo, magari poi ne parliamo domani, non c’è stato lo stesso atteggiamento proprio per l’altra Commissione, non c’è stato, ma questo siccome qualcuno dice, poi preso dai morsi della fame, che stiamo sul pezzo, io sto sul pezzo e rimango a valutare il lavoro che è stato fatto. Vedete potreste immaginare che il Sindaco abbia svolto un ruolo di verifica e controllo del lavoro che si stava facendo, bene io la relazione della commissione l’ho letta questa mattina, esattamente quello che farò domani mattina leggendo le due relazioni delle Commissioni anche se sono state, una quella bocciata, è stata già presentata ai cittadini. Io ringrazio la Commissione, i componenti, perché non hanno voluto rifare la ricostruzione, quella dell’evento dove ancora si richiamava la telefonata del Sindaco di Ostra al Sindaco di Senigallia, quella che è stata oggetto di sottolineature veementi anche all’interno di questo Consiglio rispetto alle competenze sulla proprietà e sulla manutenzione del fiume, anche in maniera elegante Presidente e commissari, non avete detto la proprietà è della Regione e la competenza della manutenzione è della Provincia, così è, lo diamo per scontato oggi. Come diamo per scontato oggi Consigliere Girolametti, l’elenco che lei ha letto, il 6 di giugno e in quell’elenco degli obiettivi che oggi vengono risottolineati come scontati ma ve li siete dati voi e ce li siamo dati noi quegli obiettivi che oggi sembrano scontati, sapete perché? Perché oggi sono passati quei sette mesi e gli obiettivi che ci siamo dati, dico purtroppo, sono stati già raggiunti e sono già nel dimenticatoio di tutti, perché vedete mettere in campo tutte le operazioni per addivenire alla dichiarazione dello stato di emergenza, avete fatto anche un bel lavoro, ai sensi dell’articolo 5 della legge 225 del ’92, che oggi è stato dichiarato a differenza di quello che è successo alle diciassette altre realtà che sono accadute dopo il 3 di maggio su scala nazionale, mica era così tacito, io non lo dimentico, non lo dimentico che ci dicevano che Renzi era venuto a fare i selfie a Senigallia, io mi sono dimenticato, che erano venuti i Ministri per fare le passerelle a Senigallia, io dicevo guardate che non è così, qui son venuti a prendersi degli impegni e l’impegno è che questo Comune, senza un euro a bilancio, non c’era nemmeno il bilancio ma questo è un piccolo inciso, senza un euro a bilancio, stava intervenendo per ripristinare i danni subiti su quei cinquecento ettari di terreno con un metro e mezzo d’acqua dappertutto e lo facevamo con competenza, con pianificazione, con coraggio, con coinvolgimento e senta un Euro. E guardate che anche questo passaggio, ovviamente che l’abbiamo fatto pensando, non era così scontato perché in altre realtà italiane, tutte, Genova compresa, prima di intervenire le amministrazioni fanno le verifiche di bilancio, quindi intervengono quando almeno c’è l’orizzonte della copertura, noi non avevamo un euro, ci siamo assunti la responsabilità, e io ringrazio, come si dice, tutto il Consiglio comunale? No. Lo ringrazio tutto? No, ringrazio quel Consiglio comunale che ha votato il debito fuori bilancio per garantire quella copertura per quattro milioni e duecentomila euro perché quei Consiglieri che l’hanno votata si sono assunti responsabilità personali e non siamo tutti uguali, no, non lo siamo, perché quello vuol dire aver amore per la città, quello vuol dire farsi carico dell’evento, quello significa responsabilità che non è quella della poltrona, è quella di rimettere in piedi e alleviare il dolore perché questo qui c’era scritto, questo Presidente c’era scritto. È scontato oggi? Vi devo dire che era scontato il confronto con gli organismi sovraordinati Provincia, Regione e Governo per l’individuazione e la programmazione e il finanziamento di tutte le opere pubbliche necessarie e urgenti per il risanamento degli argini, era scontato? Era scontato salvare la stagione estiva? Adesso di solito infierisco quando non c’è Paradisi ma stasera è stato particolarmente brillante, non ce lo siamo detti da soli che la stagione estiva rispetto ai numeri è stata eccezionale nonostante, che però dobbiamo computare chi è venuto qui con i propri mezzi e che è stato computato per far tornare i numeri del turismo senigalliese, solo Paradisi può fare una cosa del genere, una cosa che quando uno è all’angolo si inventa una alchimia, per questo lo apprezzo tantissimo. Oggi è facile e vi ringrazio perché mentre noi ci muovevamo con uno scartamento, non era legato Presidente agli obiettivi della ,Commissione noi abbiamo fatto tutte quelle pagine che oggi diamo, da pagina diciotto a pagina ventidue, avete raccontato che avete messo in campo un rapporto con tutte le istituzioni per far sì che ci fosse una risposta adeguata. È vero avete messo in campo un’operazione così scontata, è vero della riduzione di tutte le imposte locali, tutte possibili, scontatissima tant’è che a Genova hanno pagato l’acqua esattamente per quello che hanno consumato, noi l’abbiamo fatto in tempo reale, la gente ce lo chiedeva, noi avevamo già fatto gli atti, abbiamo pensato di chiedere l’esenzione per i nostri ragazzi negli atenei distribuiti in Italia, ma non per fare come dice qualcuno i bravi, ma perché tutto quello che doveva essere fatto che era nelle nostre disponibilità e vi assicuro che ne avrei volute altre di responsabilità e di possibilità, tante altre, perché son convinto che se le avessimo avute noi forse non sarebbe nemmeno successo, guardate un po’, questa è la presunzione. Abbiamo cercato di fare tutto dentro un meccanismo non così semplice, perché gestire la partita, oggi qualcuno si agita e forse domani sarà molto peggio, quando poi ci sono le responsabilità prima di chi è il fiume e poi della manutenzione, e poi la telefonata, e poi il figlio andato a prendere a casa, e poi e poi e poi quando non c’è più niente si individua il PAI. Questo è stato bellissimo, siccome nel piano stralcio del PAI, la proposta della Regione iniziale siccome Borgo Bicchia e Borgo Molino non sono nemmeno indicati, allora ci dicono però, siccome noi non abbiamo deperimetrato niente, però bisogna prendere in considerazione anche le aree R3  perché così potrebbe rientrare il ragionamento su Borgo Bicchia e Borgo Molino, guardate un po’ le due aree dove ci sono stati i nostri morti. Però per farle rientrare perché l’obiettivo non era questo, l’obiettivo è un altro, devono trovare il capo, sicuramente quello che han trovato non lo è, però devono trovare il capro espiatorio e quindi hanno fatto un’altra cosa. Non ho paura domani di utilizzare gli aggettivi che servono perché non si gioca su una partita così, non si sta un po’ e un po’, si fanno le battaglie, perché poi dopo la politica è una cosa, la vita è un’altra, no no se uno è un infame è un infame punto. E allora il lavoro che avete fatto è molto utile poteva, esserlo ancora di più anche se son convinto che una Commissione di politici e tecnici anche presi dall’agone del momento è più complicato da gestire sul piano anche dei rapporti e anche dei sentimenti. Vi faccio un esempio. Il sottoscritto su richiesta della Provincia ha emesso un’ordinanza per l’abbattimento di 780 alberi protetti, pioppi bianchi, querce, 780 alberi più un altro paio di mila che non sono protetti. Io avrei sfidato, questo per dirvi come il sentimento incide nella gestione, io avrei sfidato chi oggi ci da tutti questi bei consigli, cosa dovete fare, dovete fare l’escavo, e poi dovete manutenere gli argini, e poi dovete togliere gli alberi, e poi dovete allargare no la foce la strettoia, e poi dobbiamo togliere i piloni. Vi devo rifare l’elenco? Io ho buona memoria. Abbattuto un albero protetto a Borgo Bicchia, invio direttamente alla Procura da parte di un comitato e quasi condannano il tecnico. Gli interventi sugli argini, lo faccio in maniera laica, gli interventi sugli argini bisogna farli, ma dopo lì ci sono le tane degli istrici, ci sono i caprioli che arrivano, ci sono le volpi, dopo cosa succede? Quella è una fauna che viene compromessa. Vi devo dire le foto che abbiamo visto ogni volta che c’era mezza ruspa, non quei due diavoloni che ci sono adesso che scavano, no mezza ruspa dentro il fiume? Vi devo dire cos’è successo nel dibattito cittadino per aver tolto gli alberi senza mai che uno avesse chiesto perché lo fanno, per aver tolto gli alberi lungo il fiume davanti a piazza Manni. Io mi sono divertito, nessuno si è posto un problema, se questi lo fanno forse ci sarà un motivo, nessuno se pur non avendo le competenze, e qui Rebecchini un plauso all’onestà un po’ come dire, postuma perché se in Consiglio comunale a giugno qualcuno avesse alzato la mano quando c’erano le slide che dicevano la colpa è la tua perché il fiume e la manutenzione la devi fare tu, non la vigilanza che è un altro tema, ma in italiano l’utilizzo dei termini ha un significato, se qualcuno quel giorno avesse, davanti a una platea inferocita, non è vero, fomentata, sicuro, avesse detto guardate la proprietà è di questo e la manutenzione è di questo. Ma come potevamo? Se qualcuno si fosse ricordato che nel 2011 allerta ben gestita anche quella, perché non è vero che non c’è il COC, perché non è vero che non ci sono i verbali, non è vero, come non è vero, a verbale, che il Sindaco è stato salvato dai vigili del fuoco. Io i vigili del fuoco non finirò mai di ringraziarli, mai, perché sono stati coraggiosi, sono stati molti di più di quelli che sono in televisione questi giorni, sono stati veri, insieme a tutti gli altri, ma l’unica roba che non hanno fatto è stato salvare il Sindaco dalla rotatoria come dice qualcuno, però questo glielo diciamo domani. E allora quando nel 2011 c’era quel sifonamento sulla curva di fronte al Foro Annonario e veniva fuori l’acqua importante che dava l’idea che l’argine fosse in difficoltà, noi abbiamo fatto da parte nostra e la Provincia da parte sua una verifica, e è stata fatta una platea di cemento armato per far sì che quella struttura fosse messa in sicurezza. Eppure il dibattito cittadino era su quattro oleandri che avevano mezzo metro di terra e che erano tutti tenuti con i tutori da tutte le parti, un arbusto che diventa un albero, lo teniamo su per far vedere che c’è, ecco quello il dibattito. Io avrei voluto vedere cari commissari se oggi avessero tagliato i 780 alberi protetti dentro l’alveo, non sull’argine come prevede il Regio Decreto del 1904 che dice da quattro metri a destra a quattro metri a sinistra non ci deve essere niente, io l’avrei voluto vedere, ma su Facebook quante ne avrei viste, io però lo so leggere, c’è qualcuno che ancora è fisso a guardare il video dell’allerta distonica e dicotomica tra Memè e il Sindaco, un consigliere comunale giuro che ci ha ragionato giorni e giorni, l’ha visto e rivisto, approfondito, l’ho guardato, lì c’è qualcosa che non va, il Sindaco dice che l’allerta è arrivata alle sette della mattina e invece il Vice Sindaco dice che l’ha avuta la sera alle ventidue e già bravissimo e capace come sempre aveva già montato le paratie per il giorno dopo perché lui è un veggente. Peccato che era un video di tre anni prima e non hanno avuto neanche la compiacenza di guardare la data. Il minimo sindacale per uno che ha un ruolo dentro il Consiglio comunale, minimo sindacale, anzi quel tema è stato alimentato per creare discredito, per creare un processo di delegittimazione, e poi magari facevano finta di stare in mezzo agli alluvionati e a spalare, un piccolo inciso. 

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Sindaco deve concludere.

Il SINDACO: Presidente, non ho detto niente prima quando ho visto un siparietto pieno di insulti verso un consigliere comunale, doveva prendere i campanacci o sospendere il Consiglio comunale perché ho sentito anche quello che è stato detto fuori microfono da un consigliere comunale a un altro consigliere comunale. Ma devono andare in Ucraina, lì si buttano i consiglieri comunali dentro i cassonetti, non dentro il Consiglio comunale di Senigallia quando parliamo di un’alluvione, non lo permetto Presidente perché poi fare tutta questa storia dei buonisti a braccio non va bene, non va bene per le regole democratiche, per il rispetto che dobbiamo avere per i nostri cittadini, per quello che rappresentiamo, non va bene. Non ho finito Presidente, mi dispiace, mi tolga la parola, non ho finito, [si registra un contraddittorio fuori microfono] guardate io concludo qui, ovviamente riservandomi gli interventi domani che saranno anche un po’ più carichi di tensione purtroppo, perché la verità davanti a una tragedia deve essere la nostra luce, deve essere il nostro faro, e allora Presidente mi piacerebbe dire che lunedì iniziano i lavori di rafforzamento degli argini, mi piacerebbe condividerlo ma capisco che magari c’abbiamo da insultare il consigliere Girolametti e non ci interessa. Lunedì inizieranno i lavori del rafforzamento dell’argine perché questa Amministrazione, questo Sindaco si è fatto carico degli impegni che venivano dati dentro la Commissione e mi sono mosso, abbiamo reperito le risorse, magari ne volevo molto di più, ce lo meritavamo molto di più, però serve, per obbligatoriamente realizzare la vasca d’espansione, e dico pure se ci sarà questo Sindaco la vasca di espansione si farà, senza se e senza ma, perché è da trent’anni, dov’è un po’ diversa e ci vogliamo fare il fiorellino perché è nato trent’anni fa, non accadrà, chi non la vuole sottoporremo ai cittadini un referendum sul Sindaco, oppure facciamo finta ancora di niente, la cassa di espansione, sì ma, Mancini prima ha detto sì ma bisognerebbe vedere, ancora dobbiamo vedere, dopo trent’anni. E intanto però abbiamo reperiti altri quattro milioni e quattrocentomila euro, il sottoscritto non altri, grazie alla Regione e grazie allo Stato abbiamo avuto quella richiesta di partecipare in maniera diretta dentro il tavolo di lavoro formale dove il Comune di Senigallia e gli altri Comuni stanno dentro per condividere le decisioni, noi attiviamo il Contratto di fiume per coinvolgere i comitati cittadini nella condivisione, noi abbiamo fatto fare un verbale di somma urgenza per realizzare il rafforzamento dell’argine prima di tutto a Borgo Bicchia per garantire quel territorio e soprattutto per evitare che quell’argine si rompa di nuovo perché la responsabilità di quei quattordici milioni, Consigliere Bucari, quattordici milioni di metri cubi poi qualcuno ci dirà eccezionale, non eccezionale, io so solo che c’erano cinquecento ettari con un metro e mezzo, qualcuno mi deve dire dove è uscita l’acqua e dove sarebbe andata a finire, consigliere Girolametti, se non avesse rotto l’argine, quell’argine non si deve rompere più perché quello è responsabile dell’alluvione a Borgo Bicchia, a Borgo Molino e dentro il piano regolatore e davanti alla Rotonda fino all’hotel Ritz e fino al Lungomare Marconi. Quello noi lo garantiremo, mi sarebbe piaciuto dirlo, è finito il tempo ma ce ne sarà tanto altro domani.

Il Consigliere RAMAZZOTTI (PD): siamo arrivati alla fine di un lavoro lungo e importante che ha visto impegnato questo Consiglio comunale, una Commissione e tutti i consiglieri comunali. Abbiamo dato il via a questa Commissione il 4 giugno, quindi praticamente un mese esatto dopo l’alluvione, e dobbiamo dire per correttezza delle cose. Mi dispiace molto, sono molto amareggiata, però è anche una fotografia della realtà, di come questa città è amministrata. Di fronte a un problema così serio e così grande come l’alluvione, e anche alle soluzioni che servono per l’alluvione, vediamo una minoranza completamente che ha abbandonato l’Aula, banchi completamente vuoti a parte tre consiglieri comunali, questo è il segno di come di fronte alle problematiche, ai problemi non tutti quanti i Consiglieri affrontano le questioni allo stesso modo. Tutti dovevamo andare a cena, tutti abbiamo una famiglia, tutti abbiamo degli impegni, ma di fronte ai cittadini è necessario e doveroso che certi impegni si portano avanti fino in fondo, non semplicemente quando vanno urlate alcune ragioni, quando vanno convinti alcuni elettori e poi dopo non si portano avanti nei fatti e nella concretezza delle cose quotidiane. Questa città non si merita simili consiglieri comunali che di fronte a una tragedia grande come quella dell’alluvione fa soltanto show delle proprie convinzioni e poi nel momento di prendere atto, di confrontarsi, di ragionare sulle questioni da fare si allontana, se ne va perché? Non lo so il perché. Non so neanche giudicare il motivo di questa assenza, sicuramente è un’assenza grave, un’assenza preoccupante, un’assenza che io mi porrei ben chiaro in mente quando dovrò andare a scegliere i prossimi consiglieri comunali che di fronte a un problema così importante prendono, se ne vanno e lasciano l’aula. Ecco questo credo che sia purtroppo il più brutto spettacolo che questo Consiglio comunale ha dato di sé, questa poca sensibilità nei confronti di quanti, 1250 famiglie che hanno perso tutto, noi oggi parliamo di quello che questa città si è presa il compito di fare di fronte a 1250  famiglie che hanno perso tutto, una tragedia, forse oggi avremmo dovuto adottare anche un atteggiamento diverso Presidente, un qualcosa, anche un minuto di silenzio prima di cominciare, forse anche di più per ricordare la tragedia di chi è morto ma anche di chi ha perso tutto o molto, perché anche questo c’è, non è un Consiglio comunale come un altro, non è stato un lavoro come un altro quello che abbiamo svolto, è stato un lavoro che trasuda della sofferenza e della fatica di tantissimi abitanti della nostra città. E allora qui oggi Presidente, lo volevo fare ma lo faccio, mi alzo in piedi, non l’ho fatto mai, ma mi alzo in piedi per fare questa relazione perché credo che ne abbiano diritto del rispetto dovuto i cittadini che noi qui forse anche indegnamente a questo punto, molti in tanti rappresentano, perché qui dietro oggi c’è tanta, tanta fatica, sofferenza che tutti forse constatato ma che oggi è compito nostro trovare le soluzioni. Forse quella volta ci siamo tutti quanti dati da fare ma oggi siamo stati votati, chiamati in questi cinque anni a risolvere i problemi della città e questi vanno fatti, non si può lasciare l’aula in una situazione del genere, è scandaloso, mi piacerebbe che ci fossero i giornalisti, i fotografi a fotografare i banchi vuoti. Non c’è un voto, anche noi possiamo andarcene, non c’è un qualcosa che ci tiene legati qui, ci tiene legati qui la responsabilità, la serietà di un impegno che si assume di fronte ai cittadini e di fronte al quale dice che cosa faccio io adesso per te? Come mi muovo io per te? E sono rimasta veramente un po’ diciamo delusa veramente sia dal ruolo della maggioranza che è qui tutta compatta, ma soprattutto da quello della minoranza che di fronte a questo atto avrebbe, deve dare, il suo contributo, perché la sofferenza non ha colore politico, quello che è successo non ha colore politico, allora non si può strumentalizzare anche una cosa come questa, va insieme pensata una soluzione e insieme va tracciato un cammino che porti a fare questo. Il 6 giugno ci siamo radunati qui in questo Consiglio comunale, eravamo molto divisi sul da farsi, avevamo proposto due tipi di Commissione diverse, una la maggioranza, una la minoranza. Perché il 6 giugno? Perché fino al 6 giugno abbiamo tutti quanti spalato fango, abbiamo tutti quanti aiutato tante persone che non avevano più niente, ci siamo tutti rimboccati le maniche, ci siamo sporcati per andare ad aiutare i nostri cittadini. Questo l’abbiamo fatto spero, penso un po’ tutti. Appena possibile ci siamo riuniti qui in questa sala pensando ancora a quella città devastata in parte dall’alluvione cosa fare. E due erano le proposte. Una quella che diceva troviamo un colpevole, cerchiamo il capro espiatorio, un’altra che diceva aiutiamo la gente, troviamo una soluzione per farci carico dei problemi di chi non ha più niente. Anche su questo abbiamo ragionato, abbiamo cercato di capire che la minoranza poteva essere utile e importante, abbiamo acconsentito a questa richiesta, anche se io sinceramente non la condividevo, non credevo che fosse così importante e fondamentale dedicare tutte quelle energie alla Commissione d’inchiesta, credevo che fosse importante e fondamentale trovare le energie per sanare i bisogni dei cittadini e fare in modo che non accadesse mai più, per questo doveva essere impiegata la nostra energia, però siccome siamo un consesso unitario benissimo, facciamone due. Lavoriamo a due proposte, una che sia d’inchiesta, anche perché era giusto, ne faceva parte anche la nostra richiesta, di capire che cosa era successo, questa era la prima parte del lavoro, ma non era l’unica parte del lavoro. Il lavoro vero era dare risposte a una città che era stata messa in ginocchio da un’alluvione che non ha purtroppo, e fortunatamente diciamo, uguali. Tante volte ho chiesto a tanti cittadini che vivevano nel quartiere del portone di raccontarmi le precedenti alluvioni, per capire, ma in tanti mi hanno detto che la devastazione, la forza di questa, non l’avevano mai vista, mai, a partire dal 1955, quindi parliamo di un evento catastrofico unico per questa città e quindi unico, grandioso, doveva essere l’impegno del consiglio comunale tutto, per questo ben vengano, facciamo una commissione d’inchiesta e una speciale che si occupi, io avevo sperato fino in fondo che ci fosse l’impegno di tutti in modo particolare in questa seconda commissione, per dare risposte ai cittadini. Ma purtroppo così non è stato, c’è stato un accanimento quasi terapeutico, e vedremo anche domani, per cercare un colpevole che non c’è, e non c’è stato il contributo, neanche minimo, per dare un sostegno ai cittadini che ne avevano in realtà bisogno. E questa è stata una cosa secondo me grave, e la mancanza della minoranza questa sera lo è ancora di più. 
Che cosa ha fatto questa Commissione? Ha cercato innanzitutto, forse non ci ricordiamo, ma il 6 giugno non c’era una scuola ancora capace di funzionare, con l’urgenza, con la forza, e qui ringrazio il mio Sindaco perché in quei mesi si è dato da fare forse come nessun altro Sindaco, di fronte all’alluvione è stato così capace velocemente e rapidamente per far sì che le scuole riaprissero tutte a settembre, che oggi con i tempi di lavoro della burocrazia, con i Bilanci bloccati, è quasi un’utopia pensare che con quello che era successo avrebbero riaperto tutte le scuole, invece così stato. E non è stato un caso, non è accaduto così in tutte le città alluvionate, non è accaduto così, perché c’è modo e modo di amministrare, c’è modo e modo di far fronte ai problemi, e questo secondo me è stato il segnale più bello, dire a tutti gli studenti guardate che la vita di Senigallia riprende come se niente fosse, in pochi giorni sono state liberate, mi ricordo come se fosse adesso, i giorni successivi all’alluvione sembrava di stare in una città bombardata, una città del dopoguerra, cataste di immondizia dappertutto, mi veniva da piangere soltanto a girare nelle strade, ancora mi viene il nodo in gola a ripensare a quelle scene, eppure ugualmente, con tanta rabbia dentro, ma in pochissimi giorni abbiamo fatto tornare le nostre strade pulite, splendenti, come se niente fosse successo, anche questo non è stato un caso, non accadono così, non è stato ovunque così, e allora anche su questo va detto, nome e cognome di chi è stato capace di fare questo. E dobbiamo ringraziare, a prescindere da quello che voteremo la prossima volta, il nostro Sindaco per aver fatto questo, dobbiamo ringraziarlo perché ha permesso a questa città di risollevarsi in così poco tempo. Poi voteremo il prossimo maggio chi vogliamo, ma intanto questo va fatto da parte di tutti, maggioranza e minoranza, perché questa è la realtà dei fatti. Abbiamo aiutato tremila famiglie che avevano difficoltà economiche, sono stati dati contributi raccolti da questo ente comunale alle persone più disagiate immediatamente, non mesi, anni dopo, immediatamente. Qualcuno ha avuto poco forse,  mille, duemila, tremila euro, ma intanto sono stati dati per permettere di ripartire, perché molte famiglie non ce l’avrebbero fatta da sole, non ce l’avrebbero fatta, e ringrazio anche per questo il mio Sindaco per aver permesso a tante famiglie disagiate, con difficoltà, terrorizzate, distrutte da quello che era stata l’alluvione, di poter ripartire. Come anche abbiamo permesso di ripartire a tante piccole aziende, molte piangevano, sono venute anche in terza Commissione disperate, noi chiudiamo purtroppo, non ce l’abbiamo la forza per ripartire, anche qui abbiamo dato contributi a fondo perduto a quelle aziende piccole e piccolissime che altrimenti non ce l’avrebbero fatta. Abbiamo interrotto il pagamento dei tributi, e non era  anche questa una cosa ovvia, scontata. Alcuni non hanno pagato nulla per due mesi, altri sono stati diradati, è stato tolto il costo delle mense scolastiche, tutto quello che è stato possibile fare è stato fatto ovviamente ripartendo il posto anche su quegli altri cittadini non colpiti dall’alluvione che  giustamente si sono fatti carico anche di questo e sono fiera di questa politica, di queste scelte, abbiamo votato un Bilancio, un debito fuori Bilancio assumendocene la responsabilità, il Sindaco l’ha ricordato, ma non è una cosa facile, tant’è che la minoranza non l’ha votato, tant’è che la minoranza non l’ha votato, perché non è una cosa ovvia, assumersi quella cifra così consistente sulle nostre spalle, però siamo chiamati a governare e l’abbiamo fatto, abbiamo governato, sapendo quello che rischiavamo ma sapendo che c’erano in ballo tante scelte, tanti servizi e tante ditte che avevano lavorato e che dovevano essere pagate, altrimenti fallivano pure quelle, anche questa è una responsabilità. Abbiamo chiesto, io mi ricordo Presidente più volte a chi è venuto, ci siamo confrontati con gli enti sovraordinati perché è ovvio la competenza del fiume non è nostra, alla Provincia e alla Regione gli ho chiesto personalmente diteci cosa va fatto perché questo non accada più, scrivete un protocollo di intenti perché questo lo faremo in due-tre anni, quello che volete, ma intanto da oggi dobbiamo sapere con certezza cosa serve a questo territorio perché non accada più. Ci hanno visto così risoluti secondo me, anche così forti nelle nostre richieste e hanno collaborato tantissimo, devo dire a onor del vero che sia la Provincia che la Regione hanno prestato immediatamente venendo in tutte le Commissioni, partecipando ai lavori, stando lì a volte fino a ore impensate della sera ragionando su quelle soluzioni, è stato detto che vanno per prima cosa rafforzati gli argini, non deve più accadere che un argine si rompe, e lo diremo domani, non c’entra niente il PAI, possiamo l’ho detto anche l’altra volta, perimetrare fino a Marzocca se vogliamo, se ci fa contenti, e poi? Lo fermiamo così un fiume? Non è la soluzione il Pai. Certo vanno indicate quali sono le zone più soggette a un’alluvione, vanno indicate sul territorio ma non è l’allargamento del PAI la soluzione, io anzi lo eliminerei del tutto se potessi, purtroppo non si può, perché un fiume torrentizio come questo, un pericolo di esondazione l’avrà sempre purtroppo, ce l’hanno detto i mega esperti arrivati da Milano, da dove? Un fiume come questo un pericolo ce l’avrà sempre, ma lo dobbiamo ridurre al minimo, no allargare il Pai, il contrario, dobbiamo restringere il Pai, e lo restringiamo quando? Quando sono certa che il fiume non esonda più, questa è la meta. No, è allora allarghiamolo ovunque. Abbiamo risolto il problema? Assolutamente. Dobbiamo trovare il modo perché il fiume non esondi, questa è la soluzione del problema, no dire alla gente vi si potrebbe allagare la casa, il tuo garage potrebbe essere allagato, è una soddisfazione per i cittadini di Senigallia sapere che faccio parte di un R4, certo questo va detto là dove c’è questo pericolo, se non siamo in grado di prevenire questo pericolo, ma dobbiamo dire ai cittadini guardate, il Comune, la Provincia,  la Regione farà di tutto perché il fiume non esondi più o quando esondi faccia meno danni possibili, questo è lo scopo di questa Commissione, questo è lo scopo della politica. Per cui dico ben vengano, dobbiamo chiedere, siamo nel 2015 ci sarà un modo per rendere gli argini più sicuri, erano sicuri nell’ottocento, vuoi che non siamo capaci nel 2015 di trovare una strategia edificativa che renda sicuro un argine, la cercheremo, pretenderemo che venga fatta, li aumenteremo, nell’Ottocento so che avevano aumentato il livello degli argini, si faremo più alti se serve, però dobbiamo dare a questa città la sicurezza che un fiume che passa al suo interno non esondi più, non rompa più un argine. È stato incredibile pensare che è caduto cinquanta metri di argine rotti nel 2014 perché questo è la cosa grave e forse qui vanno cercate anche le responsabilità, che cosa è successo, quali meccanismi si sono creati che hanno portato a una cattiva manutenzione di tutto questo. Come altra cosa è ovvio, ci hanno detto che l’unica soluzione è creare due vasche di espansione, e qui ha ragione il Sindaco, si puntano i piedi finché non vengono fatte, si puntano i piedi perché sono queste purtroppo le uniche possibili soluzioni. Certo anch’io l’ho chiesto, una volta c’era un torrente scolmatore, quello ovviamente avrebbe aiutato, non è più possibile farlo, abbiamo un territorio ormai compromesso, non c’è possibilità di avere un altro torrente La Penna come c’era nel passato che potesse aiutare questo fiume ogni venti, trenta, cinquant’anni, ogni volta che ne ha bisogno e allora vanno pensate altre soluzioni e le vasche di espansione sono le uniche possibili in questo momento. Ben venga, grazie a tutti i commissari e al presidente per i lavori di questa Commissione, perché lascia a questa città un programma chiaro, lascia a questa città che cosa va fatto, un lavoro preciso che il prossimo Consiglio comunale si assumerà di fronte ai cittadini la forza e la volontà di portarlo avanti.

Il Consigliere DONATIELLO (PD): condivido l’intervento del Capogruppo del PD, Ilaria Ramazzotti e devo dire per quello che riguarda la relazione che complessivamente la Commissione speciale, presieduta dal Presidente Monachesi, ha fatto un buon lavoro, l’ho detto anche in sede di Commissione nell’ultima riunione, secondo me sia per le riunioni che sono state fatte, sia per l’audizione che è stata fatta da parte del Sindaco, del dirigente della Provincia, ing. Sbriscia, dell’Autorità di bacino e del rappresentante della Regione, abbiamo avuto modo di approfondire e di ascoltare esperti nel settore che ci hanno dato una serie di indicazioni. Sono intervenuto perché mi preme dire alcune cose, alcuni aspetti contenuti nella pagina diciotto e successiva dove si parla del perché non succeda più, e questo è giusto, l’abbiamo scritto, anche se qualcuno dice che è poco, è sintetico, però sono punti molto importanti, ce ne sono dieci, di questi dieci sottolineo quello riguardante il PAI. A mio avviso bisogna studiare, bisogna capire, forse bisogna rivedere e proporre alla Regione un nuovo esame del PAI sulla base dei dati così come è scritto nella relazione dell’alluvione del 3 maggio del 2014, quindi noi ci dobbiamo assumere questo impegno perché vengano riviste alcune cose che secondo me è importante rivederle. Il quarto punto sollecitato in Commissione per quello che riguarda le vasche di espansione, si parla di tre vasche di espansione, ma in effetti non ne abbiamo nemmeno una a oggi, quindi bisogna spingere perché venga realizzata la prima vasca di espansione, sempre in Commissione l’ingegner Sbriscia ci ha detto stiamo studiando, stiamo prevedendo alcune aree dove poter realizzare altre due vasche di espansione, quindi con tre vasche di espansione potremmo ridurre notevolmente il rischio idrogeologico, quindi è auspicabile, si capisce che le cifre sono non dico eccessive però ci vogliono diverse centinaia di migliaia di euro per poter realizzare queste opere, però ecco la politica per il possibile deve spingere sia a livello di provincia, anche se la Provincia oggi ha diciamo sempre la competenza sul fiume, però da un punto di vista economico non so quante disponibilità hanno, però a livello regionale, e questo l’abbiamo detto in Commissione, che se non ci sono subito i soldi bisogna prevedere nel giro di un mandato o tre - quattro anni i vari interventi che bisogna fare con un ordine cronologico per mettere in sicurezza il fiume e di conseguenza la città e i centri abitati, perché non si riesce a fare a mio avviso tutto in un’unica soluzione, però avendo le idee chiare su quello che si deve realizzare, penso che nel giro di un mandato, ma forse è troppo, anche prima bisogna fare tutte le opere per mettere in sicurezza la città. A me piace dire la città e i centri abitati perché è un nostro dovere farlo. Che cosa ho maturato con questa esperienza di questi anni e ultimamente partecipando ai lavori della Commissione speciale? Che ognuno, anche il consigliere comunale, gli ingegneri esperti ha la soluzione. Per me la ghiaia bisogna lasciarla, arriva l’altro e dice no, la dobbiamo togliere. Le piante, ieri sera ho partecipato a una riunione a confluenze e ognuno diceva la sua. Non possiamo a mio avviso noi politici dire si deve fare così, così, così e così, perché, almeno io, non ho competenze per dire qual è la soluzione migliore e penso anche che nemmeno un tecnico, anche se è bravo, illuminato, possa avere la soluzione per dire mettiamo in sicurezza la città e si fa in questo modo. A mio avviso ci vuole un’équipe, un gruppo di esperti che hanno già esperienza nel settore e che ci danno le soluzioni. Noi ci dobbiamo solo impegnare, o chi ci sarà dopo, quindi mi rivolgo al Sindaco Mangialardi, impegnare a che ci siano i fondi per poter realizzare le opere e dare incarico e mandato a persone, non uno, forse noia ce la fa uno da solo a fare un ragionamento complessivo, a più persone, più tecnici, alte professionalità nel settore che diano delle risposte giuste, quindi l’auspicio e l’invito che faccio adesso alla Giunta ma al Sindaco Mangialardi è quello che in un prossimo futuro che venga dato l’incarico a persone competenti per risolvere questo problema.

Il Consigliere CAMERUCCIO (Gruppo Misto): non sto molto bene per cui ero indeciso se prendere la parola o meno, la prendo perché a partire dall’intervento del Sindaco, sempre ma in particolare dall’intervento del Sindaco e dalla Capogruppo Ramazzotti chiaramente sono emersi degli elementi di carattere politico amministrativo che io penso vanno corretti e va riportata la questione nei giusti termini rispetto al ruolo e alla responsabilità che tutto il Consiglio comunale ha e che i consiglieri comunali solo consci del ruolo di rappresentanza di tutti i cittadini, di tutti i cittadini, consci del ruolo che abbiamo per cui chi governa e il Consiglio Comunale in genere deve dare risposte ai problemi dei cittadini. Tanto più rispetto ad una vicenda drammatica, una tragedia come quella che è stata per Senigallia il 3 maggio 2014, 542 attività messe in ginocchio, poco meno di 1300 famiglie che hanno perso tutto o quasi e tutto quello che è stato detto, proprio quel senso di responsabilità c’è, non è accettabile che qualcuno ce l’ha, qualcuno non ce l’ha, per quanto mi riguarda tant’è che c’è la presenza, in questo momento sto prendendo la parola, è stato detto da questi banchi più volte e in più circostanze rispetto al fatto avvenuto il 3 maggio che il dovere verso la città, verso i cittadini, verso noi stessi che siamo prima che  consiglieri cittadini, era nella doppia direzione, una ricostruire la verità, ricostruire la vicenda, ricostruire l’accaduto, cosa era successo, cosa si è verificato in quel giorno, in quei momenti precedentemente al fatto e successivamente dopo, da un lato ricostruire la verità e dall’altro ricostruire la città, fa rialzare la città dalla situazione in cui purtroppo si era trovata, famiglie, attività e quant’altro per effetto della alluvione. La doppia direzione che si è concretizzata nella istituzione delle due Commissioni, commissione speciale e commissione di indagine e di inchiesta, nessun capro espiatorio, nessun colpevole, si trattava e si tratta,  lo si è voluto scrivere nella relazione, e qui Sindaco nessuna relazione è bocciata o è promossa, così come da Statuto, così come da Regolamento, la Commissione, l’altra quella speciale di indagine o di inchiesta, ha svolto i lavori, ha concluso i lavori, dopodiché una relazione del Presidente ha avuto il voto di alcuni commissari, altri commissari ne hanno predisposta un’altra, questo è il quadro, non c’è la relazione promossa e la relazione bocciata, ci sono due relazioni, sarebbe stato auspicabile, e io l’ho dichiarato anche in sede di Commissione, una relazione condivisa da tutti per rispetto nostro ma soprattutto per rispetto e per esigenza di chiarezza dei cittadini su quello che è successo, coscienti che tutti lo sappiamo che c’è la Regione, che c’è la Provincia, che c’è il Comune rispetto alle competenze o quant’altro, rispetto al quadro complessivo, per cui non è che uno è bravo o uno è somaro, ognuno svolge il suo ruolo, lo svolge cercando di svolgerlo al meglio rispetto a quel doppio binario che dicevo prima che da un lato si doveva ricostruire, capire quello che è successo, quello che ha funzionato, quello che ha funzionato meno, se si poteva fare meglio, quello che non è stato fatto o quello che poteva essere fatto rispetto a un percorso o rispetto a cose che anche stasera sono state dette ma che domani sera avremo modo di riapprofondire in maniera più puntuale e più attinente proprio rispetto alle relazioni della commissione di indagine e di inchiesta. Tornando a questa Commissione è chiaro che questa Commissione, tutti condividevamo Capogruppo Ramazzotti, non è che qualcuno la voleva e qualcuno non la voleva, semmai era qualcuno, in particolare la maggioranza, che non voleva quella che io ho chiamato per ricostruire la verità, ciò che è successo il 3 maggio e voleva soltanto questa, mentre abbiamo sempre detto, e dai verbali risulta, da questi banchi, anche se può essere argomentato tramite più Consiglieri, i due livelli di lavoro e di svolgere un’iniziativa forte e concreta per rispetto dei cittadini. Perché se c’è un fatto chiaro ed evidente che è successo è che l’alluvione è stata democratica, ha colpito tutti, non ha guardato in faccia nessuno, per cui per tutte le zone, per tutti coloro che sono stati colpiti, che siano famiglie, che siano cittadini, che siano attività economiche, andava fatto un percorso di ricostruzione dei fatti e dall’altro un percorso di azione e per le leve dirette che ha proprio il Comune e le famose leve fiscali che il Sindaco e la Ramazzotti Capogruppo hanno toccato, non è che non era scontato, per noi era dovuto tant’è che nella Commissione Bilancio, rispetto alla previsione iniziale sulla proposta fatta dall’ufficio, da colui che ha predisposto la proposta rispetto alla dilazione delle scadenze fiscali c’era scritto che qualora non fosse stato concesso lo stato di emergenza da parte del Governo queste misure sarebbero decadute. In Commissione proprio su iniziativa dei rappresentanti di minoranza, su input all’assessore Paci, abbiamo chiesto che questo fosse tolto e che queste misure fossero proposte senza alcuna condizione, ci dovevano essere comunque e basta e anzi anche altre leve dovevano essere attuate che sono di competenza del Comune, che sono di competenza di quella che è l’azione dell’Amministrazione comunale in temi di Bilancio o di carico fiscale rispetto alle famiglie o rispetto ai privati che sono stati coinvolti. Perché ci sono leve che sono direttamente di competenza del Comune, dopodiché gli input, lo stimolo alla Provincia, Regione, Governo c’è tutto, perché giustamente l’obiettivo qual è? È  quello che i cittadini oltre a quello che è stato fatto, quello che è stato fatto ma non è che con, tutto aiuta, qualcosa è stato fatto, ma il cittadino, chi in mezz’ora ha perso tutto, chi lo ristora? Questa è la responsabilità della politica tutta, dal comune al governo, quindi secondo me io non accetto e respingo al mittente le dichiarazioni che faceva in maniera veemente la capogruppo Ramazzotti, deve essere più calma e tranquilla perché ha dimostrato semmai [si registra un contraddittorio fuori microfono] posso parlare Presidente oppure, se mi devo fermare mi fermo, è inutile, se posso parlare parlo e gradirei essere ascoltato, grazie, se è possibile, se non è possibile ne prendo atto. Allora io dico che specialmente su vicende come questa ci vogliono comportamenti e azioni conseguenti e coerenti rispetto al nostro ruolo e rispetto a quello che si aspetta la città e si aspettano i cittadini. Per cui non c’è quello che è bravo e quello che è meno bravo, quello che strumentalizza, quello che non strumentalizza, tanto più che siamo a gennaio e purtroppo non vorrei che qualche intervento, e mi riferisco in particolare anche alla capogruppo Ramazzotti che risenta troppo della scadenza che avremo a breve perché certe vicende devono essere affrontate al di là del periodo e al di là del momento per rispetto dei cittadini che deve essere massimo perché si governano con le risorse che ci danno i cittadini tanto più rispetto ad una vicenda drammatica e tragica come questa che tutti ne siamo consci. Per quanto mi riguarda lo sono al massimo e lo sono stato da sempre e ognuno per quello che può fare. [si registra un contraddittorio fuori microfono] posso parlare Presidente, il clima non ritengo che sia quello adeguato perché se c’è il rispetto per le posizioni, in questo momento parla Gabriele Cameruccio, esprime delle idee, fa delle riflessioni a voce alta, a microfono, a nastro magnetico rimarranno come diceva qualcuno, per cui se uno può essere ascoltato parla, perché? Perché vuole dare un contributo serio a quello che è il dibattito rispetto alla tematica di stasera, cosa che mi è sembrato di capire in qualche intervento, mi riferisco in questo caso, sta poco bene, ero indeciso se intervenire o no perché sto andando a casa, Presidente non è mi deve ripetere quello che io ho detto, io dico quello che voglio dire. Rispetto a quello che è stato detto e rispetto a questa relazione, a cui ho potuto partecipare soltanto a qualche riunione iniziale perché poi non sono stato più capogruppo, perché le cose vanno ricordate e vanno puntualizzate a onor del vero per tutti, perché la verità come dire aiuta tutti, la verità fa bene a tutti, io dico che questa relazione praticamente, dico come già altri hanno detto che di fatto rifà un quadro di quello che abbiamo sentito o  abbiamo saputo tramite riunioni o commissioni o quant’altro, una due, tre, quattro, cinque volte. Rispetto agli interventi previsti, rispetto alla domanda che poi il cittadino si fa o i cittadini si fanno, ma possiamo stare tranquilli di qui in futuro? Si farà di tutto e di più per fare in modo che non ci sia un fiume che rispetto a quello che prevedeva il Regio Decreto o rispetto a quello che era un fiume quarant’anni o quarantacinque anni fa che era bianco adesso c’abbiamo le piante, gli arbusti, la vegetazione o quant’altro, rispetto al fatto che il fiume per come è adesso e rispetto per quella che è la portata rispetto all’evento che è successo anche quel fiume nelle migliori condizioni il fiume sarebbe insufficiente e attualmente è anche ridotta per effetto che il fiume non è stato adeguatamente manutenuto? Io lo pongo come questione in generale e lo pongo rispetto al dibattito, rispetto ad una commissione, rispetto a impegni che secondo me rispetto a qualche anno di cui si è parlato invece bisogna che i tempi si restringono, lo dobbiamo a noi stessi ma prima di tutto ai cittadini e alla città.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: non ci sono altri interventi, quindi chiudiamo qui il punto uno all’ordine del giorno, aggiorniamo la seduta a domani per affrontare le relazioni della Commissione speciale d’inchiesta. Buona serata a tutti.

      
Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Enzo Monachesi	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 3 giugno 2015 al 18 giugno 2015 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 19 giugno 2015	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 14 giugno 2015, essendo stata pubblicata il 3 giugno 2015
Lì, 15 giugno 2015	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,