Senigallia Atto

Graduatoria concorso vigili urbani e autocertificazioni

Interrogazione del Consiglio Comunale del 28 febbraio 2017

Presentazione
Discussione
28.2.2017
  • 9.3.2017
  • risposta
    (in 9 giorni)

Proponenti

Il sottoscritto Mandolini Riccardo, Consigliere Comunale MoVimento 5 Stelle, con la presente interrogazione,

PREMESSO CHE

le norme in materia di autocertificazione sono attualmente Contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445,

- Con l'autocertificazione il cittadino è tenuto a rendere sempre dichiarazioni veritiere;

- secondo quanto previsto dall'art. 76 del D.P.R. n. 445 del 28/12/2000:

  1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del Codice penale e delle leggi speciali in materia,

  2. L'esibizione di un atto Contenente dati non più rispondenti a verità equivale ad uso di atto falso..

  3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per Conto delle persone indicate nell'articolo 4, Comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale,

  4. Se i reati indicati nei Commi 1, 2 e 3 sono Commessi per ottenere la normina ad un pubblico ufficio o l'autorizzazione all'esercizio di una professione o arte, il giudice, nei Casi più gravi, può applicare l'interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione e arte.

le amministrazione procedenti sono tenute ad effettuare idonei Controlli, anche a Campione, e in tutti i Casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive secondo quanto previsto dall'art. 71 del D.P.R.

fermo restando quanto previsto dall'articolo 76, qualora dal controllo di cui all'articolo 71 emerga la non veridicità del Contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera.

TENUTO CONTO CHE

 

Nei giorni scorsi è emersa la notizia di irregolarità relative alla compilazione di autocertificazioni necessarie per poter accedere alla graduatoria per assumere i Vigili Urbani e, nello specifico, tali irregolarità riguarderebbero voti gonfiati all'esame di maturità cornportando di fatto anche un maggior punteggio in graduatoria.

CONSIDERATO CHE

Un cittadino che ambisce a ricoprire la carica di pubblico ufficiale dovrebbe essere il primo esempio di integrità ed onestà e dichiarando il falso non solo viene meno a questo requisito fondamentale, ma commette anche un reato,

VSTO CHE

I quattro aspiranti vigili urbani, una volta emersa la dichiarazione mendace fornita, non solo non sono stati esclusi dalla graduatoria come previsto dall'art. 75 del D.P.R. del 28/12/2000, ma sono stati semplicemente ricollocati nella posizione spettante se avessero dichiarato il vero

INTERROGA IL SINDACO

sul perché gli aspiranti vigili scoperti a rilasciare false dichiarazioni in un Concorso pubblico non siano stati esclusi dalla graduatoria come previsto dal D.P.R. n. 445 del 28/12/2000, ma semplicemente ricollocati a discapito di chi, invece, ha rispettato la legge.

 

Risposta

 

Egregio Consigliere,

faccio Seguito alla Sua interrogazione relativa all'oggetto, qui pervenuta il 28 febbraio scorso e all'impegno preso nella seduta consiliare del 1° marzo di farLe avere risposta scritta.

Al riguardo le inoltro copia della nota protocollo 16123 che ho ricevuto in data odierna e con la quale la Dirigente dell'Area Risorse Umane e Finanziarie fornisce dettagliate risposte ai quesiti da Lei sollevati

 

Distinti Saluti.

 

Oggetto: Relazione in merito all'interrogazione scritta presentata dal Consigliere Mandolini in data 28/2/2017 relativa alla “vicenda delle graduatorie dei vigili urbani e delle autocertificazioni false“.

In riferimento all'interrogazione in oggetto si espone quanto segue.

 Il Comune di Senigallia ha espletato, nell'anno 2016, una selezione pubblica per titoli ed esami per la formazione di una graduatoria di agenti di polizia municipale per assunzioni a tempo determinato, Sulla base di apposito avviso pubblico, approvato con determinazione dirigenziale n. 371 del 7/4/2016.

La selezione si è conclusa con l'approvazione della graduatoria finale, in cui si sono classificati n. 69 candidati (determinazioni dirigenziali n. 677 del 15/6/2016 e n.905 del 28/7/2016).

 Successivamente l'Ufficio Risorse Umane ha accertato per n.4 candidati che:

 - la votazione finale del titolo di studio, prevista dal bando di concorso fra i titoli culturali utili all'attribuzione di punteggio, dichiarata dai n. 4 candidati è risultata inferiore a quella effettivamente posseduta;

 

- gli stessi sono invece risultati effettivamente in possesso del titolo di studio richiesto dal bando per l'ammissione alla selezione e da essi dichiarato nella domanda di partecipazione al concorso (“diploma di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale o quadriennale con anno integrativo”).

Pertanto i suddetti candidati sono in possesso del titolo di studio richiesto per partecipare alla Selezione, ma non avevano diritto all'attribuzione del punteggio previsto dall'avviso per la votazione del diploma di maturità accertata successivamente come non veritiera.

Dalle dichiarazioni rese nella domanda di partecipazione è derivato ai candidati il “beneficio” dell'attribuzione del punteggio previsto per la votazione finale dichiarata ma non effettivamente conseguita.

L'art. 75 dall'art. DPR 445/2000, richiamato anche nell'interrogazione, prevede che “qualora dal controllo di cui all'art. 71 emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera”.

L'amministrazione, per applicare tale norma nel caso di specie, e quindi far decadere i n.4 candidati dai benefici ottenuti con la dichiarazione non veritiera, ha attribuito ad essi, in sostituzione del precedente punteggio, il punteggio previsto dall'avviso di selezione per la votazione finale effettivamente conseguita ed ha ricollocato i medesimi candidati nella posizione della graduatoria in base al nuovo punteggio attribuito.

L'Amministrazione non avrebbe quindi potuto escludere i n.4 candidati dalla graduatoria, provvedimento che sisarebbe dovuto adottare invece qualora dai controlli effettuati si fosse accertato il mancato possesso del titolo di studio di Scuola Superiore previsto quale requisito d'accesso alla selezione dall'avviso di concorso. In questo caso infatti il beneficio conseguente alla dichiarazione non veritiera sarebbe stata l'ammissione al concorso e Successivamente, la collocazione nella graduatoria finale, e per far decadere i candidati da tale beneficio, l'Ente avrebbe dovuto escluderli dalla graduatoria. (cfr. in Giurisprudenza: Consiglio di Stato, sez.III, sentenza 17/11/2015, n.5240, Tarlazio – Roma, sez.III bis, sentenza 17/1/2007 n.345; in Dottrina:” Conseguenze delle dichiarazioni non veritiere rese ai fini dell'inserimento nelle graduatorie per il conferimento di incarichi a tempo determinato” di L. Capaldo, avvocato dello Stato, Dirigere la scuola, Euro edizioni 2010; “Errori nelle graduatorie ed effetti sul contratto di lavoro”, di Antonio Caragliu, QeduATA).

 

Quanto sopra rende del tutto evidente come l'amministrazione abbia agito nella piena osservanza della normativa vigente in materia e si informa che la stessa ha provveduto ad effettuare un esposto alla Procura della Repubblica sulla vicenda in questione.