Senigallia Atto

Richiesta indagine interna per eventuali responsabilità sul contenzioso riguardante la rimozione bandiera ex-Columbia

Interrogazione del Consiglio Comunale del 31 maggio 2017

Presentazione
Discussione
31.5.2017
  • 7.8.2017
  • risposta
    (in 68 giorni)

Proponenti

I sottoscritti Roberto Paradisi, Luigi Rebecchini e Alan Canestrari consiglieri comunali,

PREMESSO CHE,

- Si è conclusa la pluriennale vicenda legata al contenzioso per la rimozione del tricolore e dell'asta portabandiera che ha visto contrapposti Amministrazione comunale e il Sig. Giulio Fibbi;

- Che il Consiglio di Stato ha definitivamente sancito il diritto del Sig. Fibbi a mantenere pennone e bandiera, sancendo, allo stesso modo, la completa illegittimità di tutte le ordinanze emesse dal Comune di Senigallia;

- In particolare, il Consiglio di Stato, demolendo ogni ordinanza predisposta e motivata dal dirigente Gianni Roccato (che ha supportato tecnicamente la volontà dell'allora sindaco Angeloni), ha stabilito che: a) non vi era alcuna violazione della normativa urbanistica come affermato dall'ufficio tecnico; b) non vi era e non vi è alcun pericolo per la pubblica e privata incolumità e pertanto nessuna violazione delle relative norme, come pure affermato dall'ufficio tecnico; c) non vi era e non vi è alcuna violazione delle norme relative alle costruzioni in zona sismica, come pure affermato dagli uffici tecnici; d) il pennone portabandiera non viola alcuna normativa urbanistica non integrando gli estremi di un manufatto o opera edilizia non modificando lo stato dei luoghi, come pure affermato dall'ufficio tecnico; e) Non vi è alcuna deturpazione o alterazione del paesaggio urbano (come invece affermato dall'ufficio tecnico), anzi rappresentando il tricolore – ha stabilito con particolare e giusta enfasi il Consiglio di Stato - una “rappresentazione iconografica di interessi degni di rilievo sociale;

- Non solo: il Consiglio di Stato ha accusato il Comune di sovrapporre un “coacervo eterogeneo di norme” contrastando così e violando i principi di nominatività, tipicità, legalità;

CONSIDERATO CHE

- Nella vicenda rappresentata vi è, da una parte, una precisa responsabilità di natura politica imputabile alle Amministrazioni che si sono succedute e che hanno supinamente reiterato una battaglia priva di senso logico e intrisa di rancore ideologico avviata dall'ex sindaco Angeloni; dall'altra vi è la condotta del dirigente Gianni Roccato che deve essere oggi valutata dall'attuale Amministrazioni Comunale;

- L'operato del dirigentie pubblico (dal quale ci si aspetta una puntuale conoscenza dici dati normativi è degli indirizzi giurisprudcnziali, peraltro già noti in questo caso) deve essere improntato al rispetto delle norme ed economicità e buon andamento della pubblica amministrazione;

- In caso di accertamento di “colpa grave o in capo ad un dirigente, quest'ultimo può vedersi attribuita la responsabilità del danno causato all'ente;

- Nel caso attuale il danno erariale (sia in relazione al pagamento delle spese liquidate dai giudici sia in relazione alle enormi spese liquidate ai legali dell'Amministrazione) è rilevante:

 

Premesso tutto ciò

INTERROGHIAMO LA S.V.

Per sapere

se è intenzione di questa Amministrazione avviare una indagine interna per accertare eventuali profili di responsabilità in capo al dirigente Gianni Roccato le cui motivazioni contenute nei vari provvedimenti tutti annullati sono state completamente e seccamente disattese dal Consiglio di Stato, Accertamento propedeutico ad una eventuale azione in relazione a profili di responsabilità civile verso l'ente che si chiede fin da ora di valutare.

Si richiede risposta orale nel prossimo Consiglio comunale

 

Risposta

Gentile Consigliere,

faccio seguito all'interrogazione scritta a risposta orale pervenuta il 31 maggio scorso a firma Sua e dei Consiglieri Rebecchini e Canestrari, nonché all'impegno preso nella seduta consiliare del 27 giugno successivo per comunicarle quanto segue.

Per la causa dinnanzi al Consiglio di Stato è stata impegnata, a favore dell'Avvocato Alessandro Lucchetti, la spesa di euro 17.908,60 (comprensiva di IVA, C.P.A. e ritenuta d'acconto), di cui euro 13.098,77 fatturati con documento n. 18 del 19.04.2017 pervenuto all'Ufficio Ragioneria dell'Ente e non liquidati.

Lo studio non ha ancora emesso la fattura a saldo.

Cordiali saluti