Senigallia Atto

Concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo

Mozione del Consiglio Comunale N° S-SG/2011/1377 del 06 luglio 2011

Presentazione
Approvazione
6.7.2011

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 61 
Seduta del 06/07/2011
OGGETTO:	MOZIONE UNITARIA SULLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME AD USO TURISTICO-RICREATIVO
L’anno duemilaundici addì sei del mese di luglio alle ore 16:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-17 Marcantoni Fabrizio-*2 Battisti Paolo *-18 Marcellini Massimo*-3 Brucchini Adriano*-19 Mazzarini Alessandro*-4 Bucari Simonetta*-20 Monachesi Enzo*-5 Bucci Vania*-21 Paradisi Roberto-*6 Cameruccio Gabriele*-22 Pazzani Tiziano*-7 Cicconi Massi Alessandro*-23 Pergolesi Enrico*-8 Donatiello Giulio-*24 Quagliarini Luciano*-9 Fiore Mario*-25 Ramazzotti Ilaria*-10 Giacchella Massimiliano*-26 Rebecchini Luigi C.D.*-11 Girolametti Carlo*-27 Rimini Enrico*-12 Girolimetti Gabriele-*28 Romano Dario*-13 Gregorini Mauro*-29 Salustri Maurizio*-14 Magi Galluzzi Lorenzo*-30 Sardella Simeone*-15 Mancini Roberto*-31 Sartini Oliviano*-16 Mangialardi Maurizio-*T O T A L E     P R E S E N T I    N° 26

 Shamsuddin BhuiyanConsigliere Straniero Aggiunto-* Md Abdur KaiumConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Campanile Gennaro, Ceresoni Simone, Meme' Maurizio, Paci Francesca Michela.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Enzo Monachesi nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Giacchella Massimiliano; 2° Bucci Vania;  3° Pazzani Tiziano .

Il Presidente del Consiglio MONACHESI enuncia l'argomento iscritto al punto 5 dell'ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: MOZIONE UNITARIA SULLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME AD USO TURISTICO-RICREATIVO.

Il Consigliere CICCONI MASSI (PDL): Questa mozione è un risultato dell'azione unitaria che abbiamo svolto sia in sede di Conferenza dei Capigruppo, Presidente, come Lei ben sa, che in sede di gruppo ristretto, che ha quindi lavorato in rappresentanza della maggioranza e dell'opposizione, oltre al sottoscritto, il Consigliere Roberto Mancini, il Consigliere Dario Romano e il Presidente del Consiglio Enzo Monachesi.
Non vado a leggere il testo corposo della mozione, anche perché tocca moltissime questioni estremamente importanti, anche tecniche e di dettaglio.
Faccio due considerazioni, una di carattere politico sul percorso che abbiamo svolto e do chiaramente un giudizio positivo, nel senso che su questa questione credo che maggioranza ed opposizione abbiano lavorato per il bene della città, in particolar modo per il bene degli operatori turistico-balneari del nostro territorio, più in generale del territorio della Regione Marche e dell'Italia nel suo complesso.
Abbiamo ripreso il testo dell'ordine del giorno che è stato presentato ed approvato al Senato della Repubblica, anche in quel caso congiuntamente con un voto praticamente unanime dell'assemblea parlamentare, lo abbiamo chiaramente riadattato a quelle che erano le condizioni, le caratteristiche, le peculiarità del nostro territorio, un territorio che, come voi tutti ben sapete, vede una presenza importante delle strutture turistico-ricettive, ben 186 strutture e un indotto importante, che vede operare e lavorare in questo ambito circa 600 persone.
La direttiva dell'Unione Europea chiaramente muove con delle finalità che sono pur sempre importanti, che tocca plurimi settori dell'economia del nostro paese, in generale dell'economia europea, ma proprio per il suo carattere di generalità non tiene conto di alcune peculiarità e specialità che il nostro territorio, più in generale il territorio italiano, ma in particolar modo il territorio della Regione Marche e del medio Adriatico ha a differenza di altre realtà europee. Da noi ci sono delle piccole realtà imprenditoriali, delle micro imprese, delle imprese familiari, che operano in un territorio che trova anche enormi difficoltà, vogliamo ad esempio parlare di tutta la questione annosa dell'erosione. Realtà imprenditoriali che investono, che hanno investito, che non hanno realizzato grandi strutture, che insistono sulla spiaggia, che continua ad essere un bene comune, che noi riaffermiamo e che vogliamo sempre riaffermare, un bene che appartiene alla collettività, ma che necessariamente diviene un luogo dove si può fare attività d'impresa e noi crediamo che questa attività di impresa debba essere oggi salvaguardata, debba essere non aiutata, perché non è giusto che lo Stato aiuti dei soggetti differentemente da altri, ma che ponga le condizioni perché chi ha investito, chi lavora, chi produce, possa continuare in questo percorso, che è un percorso comunque positivo, di produzione di lavoro, di ricchezza, di posti di lavoro. Quindi credo che in questo senso, come gruppo ristretto e come Consiglio Comunale nel suo complesso, abbiamo fatto un buon lavoro.
Un auspicio che quanto avvenuto, con questa votazione in Parlamento, possa effettivamente spingere il Parlamento stesso, nel momento in cui dovrà recepire la legge comunitaria o comunque nei successivi atti normativi, a dare una risposta ed una soluzione a queste problematiche, che possa essere avviato quindi a livello di Unione Europea un effettivo confronto, sappiamo che ormai la situazione è tardiva, perché quando l'Unione Europea si muove a questo livello, si muove normalmente con le sanzioni nei confronti dei paesi inadempienti e in questo caso l'Italia risulterebbe inadempiente rispetto alla famigerata direttiva Bolkenstein. Questo è vero, però è altrettanto vero che credo che siccome ci muoviamo nell'ambito di decisioni che hanno chiaramente una valenza politica, proprio la politica debba fare uno sforzo forte in questo senso, quindi garantire che chi opera nell'ambito delle strutture turistico-ricettive nella spiaggia, quindi le concessioni balneari, non in un'ottica di privilegio, ma in un'ottica di tutela del lavoro, delle micro imprese, delle piccole imprese, di chi rischia personalmente, possa in qualche modo aiutare e garantire gli obiettivi che abbiamo indicato con questa mozione.
Una cosa chiaramente positiva è che il Parlamento ha stralciato quella norma che aveva fatto tanto discutere e aveva in qualche modo aperto una serie di problematiche relativamente alle concessioni, la famosa durata novantennale, ventennale e via dicendo e anche lì il voto del Parlamento è stato positivo nello stralciare una normativa che non solo non era utile, ma anzi avrebbe provocato ulteriori problemi agli operatori e che da alcuni era stata invece strumentalizzata in maniera differente, quindi l'eliminazione della stessa è un dato positivo che assolutamente leggiamo e apprendiamo positivamente. Ora l'appello è alle istituzioni superiori, al Parlamento, al Governo, affinché effettivamente di questo problema si discuta ancora, si risolva definitivamente, si dia certezza agli operatori, che non possono continuare a svolgere un'attività di impresa con una spada di Damocle, quale quella della direttiva Bolkenstein sulla testa.
Dobbiamo dare certezza perché chi non ha certezza non investe. Gli investitori hanno bisogno di certezza, questo avviene a livello di mercati finanziari e avviene anche quindi a livello di una piccola realtà, quale quella che è l'attività imprenditoriale di uno stabilimento balneare, ma credo che anch'essi abbiano diritto a sapere quale sarà il loro destino, quale sarà la loro fine, quali saranno le norme che regoleranno il loro settore di attività economico-produttiva.
In questo senso è chiaro che deve venire da parte della nostra città nel suo complesso, che è una città che vive di turismo, un forte segnale verso le istituzioni che si dovranno occupare di questo e così come è stato fatto fino a questo momento, oggi la questione passa al Consiglio Comunale, credo che la Giunta continuerà, ma anche il Consiglio Comunale dovrà continuare in questo percorso, vigilando attentamente e non compiendo questa sera semplicemente un atto in qualche modo formale, dove diciamo che ci siamo anche noi. No, noi da questo momento dobbiamo in qualche modo dimostrare che il Consiglio Comunale vuole portare avanti con forza questa battaglia e quindi da oggi non si conclude la nostra azione politica in questo senso, ma credo che questa azione dovrà progredire ed andare avanti sempre con maggiore forza e quindi cercheremo di attivarci tutti.
Da parte nostra, nel nostro piccolo, in questo caso parlo come rappresentante del Popolo della Libertà e della coalizione di Governo a livello nazionale, con i nostri rappresentanti cercheremo di sensibilizzare sempre ancor di più il Governo e il Parlamento.
Sono convinto che da parte di tutti gli esponenti di questo Consiglio Comunale, da parte di tutte le forze politiche ci sia questa volontà unitaria e quindi l'auspicio è che oggi con questo voto unitario, domani con un'azione forte di Consiglio, Giunta e delle istituzioni al di sopra di noi, si possa raggiungere questo obiettivo utile e necessario per chi lavora e produce nella nostra città.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Prima di dare la parola al Consigliere Mancini, doveva essere mia cura precisare che il Consigliere Mancini, benché designato nel gruppo di lavoro, che ha steso la mozione, per problemi di lavoro non ha potuto partecipare, quindi chiaramente risulta nel gruppo di lavoro, ma non ha partecipato alla stesura.

Il Consigliere MANCINI (Partecipazione): Infatti io sono in difetto, da questo punto di vista. Sono in difetto, ma le ultime fasi dell'anno scolastico e anche qualche piccolo guaio mi hanno impedito di dare il mio contributo. Vorrei darlo adesso su un paio di questioni.
Ho letto con attenzione il documento, in gran parte condivisibile, e devo dire che questo documento è anche condivisibile perché esprime un'esigenza, riferita al mondo dell'economia e del lavoro, di certezza, esprime un'esigenza di stabilità, esprime anche un dissenso, nei confronti di una politica liberista, che, anche tramite la Bolkenstein, sta facendo tantissimi danni e non solo in Italia.
Condivido quando si dice che si tratta di un vero e proprio problema sociale, che potrebbe nascere da una liberalizzazione assoluta che naturalmente andrebbe a favorire i gruppi finanziari, in sostanza più potenti, che poi oramai investono ovunque indipendentemente da una qualsiasi loro specializzazione, ed interverrebbero anche nelle concessioni balneari. Però permettemi che di fronte a questo rischio di precarizzazione di un sistema di piccole imprese che agiscono nel mondo del turismo e delle attività ricettive, tenete conto e magari ricordatevi di questa situazione di precarietà, noi infatti dobbiamo ricordarci qui in Consiglio Comunale, che non è limitata solamente a questo pezzo dell'economia, cioè gli stessi meccanismi economici stanno creando precarietà nel lavoro dipendente, stanno creando disoccupazione, stanno creando privatizzazione dei servizi e per quanto mi riguarda è la stessa logica, che va a vantaggio di grandi gruppi finanziari e va a svantaggio della gran parte della popolazione.
Noi, se abbiamo bisogno di invocare stabilità a fronte di investimenti, abbiamo bisogno di invocare stabilità anche a fronte di chi non investe, di chi fa un lavoro precario, ma ha diritto al proprio progetto di vita, ha diritto ad avere il mutuo della casa che oggi non ti danno più se fai un lavoro precario, hai diritto di mantenere in condizioni dignitose la tua famiglia, di far studiare i tuoi figli e oggi, nel momento in cui di lavoro ce ne è di meno ed è peggiore, il livello salariale è peggiore, il livello delle condizioni di lavoro, tanto che è stato anche ratificato dall'accordo interconfederale, è peggiore anche dal punto di vista dei diritti, cioè noi dobbiamo tener conto di tutto questo. Perché non è che chi non ha certezze non investe, ha ragione Alessandro, ma chi non ha certezze oggi non campa e quindi dobbiamo fare un ragionamento che coinvolge anche altri pezzi della società, non è che chi si trova a gestire un investimento ha diritto di stabilità, ma una stabilità rispetto alle prospettive con cui costruire la propria vita, di quella stabilità hanno diritto tutti. Quindi questa è una cosa che volevo sottolineare innanzitutto.
Un'altra cosa leggendo il documento, il resoconto stenografico della seduta non ho capito se della Camera o del Senato: c'è un capoverso dedicato alla piccola e media impresa, che mi sembra interessante, perché le politiche europee da una parte sostengono la liberalizzazione con la direttiva Bolkenstein, quindi favoriscono i più forti, però dall'altro ci sono anche delle politiche di tutela della piccola-media impresa. Questo capoverso non è stato ripreso nel nostro documento. Qui si fa riferimento, scusate il mio orribile inglese, a small business act, che fa capire ''pensare anzitutto in piccolo'', cioè che ci sia una parte della politica comunitaria europea che è attenta alle piccole imprese. Se c'è quella politica secondo me non sarebbe male riprodurla o citarla nel nostro documento, perché potrebbe essere un punto a nostro vantaggio.
Arrivo all'ultima osservazione, di tipo formale. Il primo paragrafo del dispositivo si incarta, nel senso che ci sono così tante subordinate che, arrivato a 5-6 righe, si perde il senso Per le quali, onde per cui, perciò, quindi alla fine si perde il senso. Come le ultime righe siano collegate a tutto il resto, permettetemi, non si capisce, sarà che questi giorni sto correggendo a man bassa i compiti, ma lì non si capisce.
Invece c'è un'ultima cosa che mi pare più politica e sostanziale, dell'ultimo punto del dispositivo, quando dice: ''a proseguire nell'impegno di raggiungere un accordo tra l'esecutivo regionale e i rappresentanti delle organizzazioni del settore turistico-balneare sulle problematiche legate alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo, al fine di giungere alla definizione di un quadro legislativo per il settore, fondato sulla durata delle concessioni, proporzionata all'entità degli investimenti e che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse''.
Io questo concetto che la durata deve essere proporzionata agli investimenti, devo dire che non lo condivido, perché rischiamo di far rientrare dalla finestra quello che vogliamo mettere fuori dalla porta. Se ci deve essere una durata che garantisca i progetti di investimento, questa durata deve essere indipendente dalla quantità, altrimenti chi si trova in condizioni di forza con una durata maggiore si troverà in una condizione di forza ancora maggiorata, quindi andremmo a creare una sperequazione, tra gli stabilimenti, tra quelli più forti e quelli più deboli, già che sono più forti o già che sono più deboli per conto loro, in questo modo tendiamo ad accentuare queste differenze.
Quindi secondo me le parole ''proporzionata all'entità degli investimenti e'' devono essere tolte, in modo che l'ultimo periodo suoni: ''fondato sulla durata delle concessioni, che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse''. Il principio è comunque salvaguardato, ma non ci subordiniamo ad un meccanismo che incentiverebbe le differenze, rafforzerebbe i più forti, indebolirebbe i più deboli, quando noi vogliamo mantenere la struttura di piccola impresa e di struttura familiare. Presidente potrebbe richiamare al silenzio? Grazie.
Mi sono dimenticato di portare un breve scritto, che è comparso sulla stampa un po' di tempo fa, di Pasolini, il quale è stato a Senigallia ormai penso 40 forse anche più anni fa e in questo breve scritto suo, dedicato a Senigallia, tra l'altro individua proprio che qui siamo nella patria della pensione familiare, delle imprese familiari. Cioè aveva individuato, passando poche ore a Senigallia, con la sensibilità che gli era propria, una caratteristica, perché poi l'impresa familiare porta con sé tutta una serie di modi di fare, di valori, di attenzioni, di accoglienza e allora secondo me questa caratteristica di piccola azienda noi dobbiamo tendere a mantenerla. Quindi inserire questo elemento di una durata proporzionale agli investimenti, rischiamo che poi creiamo una situazione dove ci sono delle imprese che sono sempre più grandi ed altre sempre più piccole, a rischio di difficoltà o di essere assorbite da quelle più grosse, quindi in piccolo reintroduciamo quello che non vogliamo. Io vi chiedo di togliere questa parte: ''proporzionata all'entità degli investimenti e''. Grazie.

Si dà atto che entra il Sindaco: Presenti con diritto di voto n. 27.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Facciamo una breve sospensione dove i Capigruppo si incontrano per valutare le proposte di Mancini. Naturalmente ai Capigruppo cooptiamo anche il Consigliere Romano, che faceva parte del gruppo ristretto di lavoro. Sospendiamo 10 minuti.

Alla ripresa dei lavori

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Consiglieri, riprendiamo i lavori, vi prego di riprendere posto. Grazie.

Il Consigliere ROMANO (Vivi Senigallia): Prima di entrare nel merito della discussione volevo chiedere se era possibile apportare delle modifiche o se dovevo aspettare la fase di discussione successiva, naturalmente le modifiche concordate in sede di Capigruppo.
Da aggiungere nel testo il punto, subito dopo il primo ''ad agire in ogni sede per sensibilizzare'': ''a valutare il contenuto dello small business act'' e poi in fondo al testo, l'ultima pagina, nell'ultimo paragrafo a partire da ''al fine di giungere alla definizione di un quadro legislativo per il settore fondato su una durata delle concessioni che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse'', quindi eliminando la parte ''proporzionata all'entità degli investimenti''. Questa è la modifica che volevo proporre.
Poi entrando in merito al lavoro che abbiamo svolto, personalmente sono soddisfatto del fatto che abbiamo lavorato insieme, questo è quello che avrebbero dovuto fare anche i nostri amministratori a Bruxelles, ci siamo ritrovati questa patata bollente all'improvviso, perché questa direttiva ha un carattere generale, quindi non ci immaginavamo neanche noi dove poteva colpire.
Noi vediamo sempre l'Unione Europea come se fosse uno spauracchio, ma in realtà non è così, siamo stati poco attenti noi, qualunque Governo ci sia stato, a recepire questa direttiva. Adesso ci troviamo in questa situazione. Se penso adesso ad una persona di riferimento del Governo mi viene in mente il Ministro alle politiche comunitarie, che però non abbiamo dal 17 novembre 2010, quando il Ministro Ronchi si è dimesso e nessuno, tanto meno il nostro Presidente del Consiglio, si è preso la premura di sostituirlo. Quindi questo è quanto ha a cuore il nostro Governo riguardo alle politiche europee.
Il Comune di Senigallia ha a cuore le politiche europee, perché il sottoscritto è Consigliere delegato e per quanto poco può fare a livello di Comune, ha a cuore anche lui questa iniziativa che stiamo ponendo in essere ed è importante che uniamo tutti gli sforzi.
Entrando nello specifico della direttiva, noi possiamo raggiungere qualcosa lavorando sul paragrafo 3 dell'art. 12 della stessa direttiva, perché dice che ''gli Stati membri possono tenere conto, nello stabilire procedure di selezione, di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, di salute, della sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi, della protezione dell'ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi di interesse generale conformi al diritto comunitario''. Ora senza retaggi da cortina di ferro anti liberisti, perché tanto questo è l'aquis comunitario e il liberismo, con delle regole precise, è un modello che funziona. È in assenza di regole che non funziona, oppure quando le regole vengono cambiate in corsa, come per quei poveracci che investono 10.000 Euro in BOT e si ritrovano a doverci pagare magari gli interessi, con le tasse sopra.
Quindi facendo leva su questo articolo, nel recepire la direttiva, il Governo magari può parlare di concessioni che siano proporzionate rispetto agli investimenti, questo non l'abbiamo scritto, però secondo me è un punto sul quale bisogna ragionare, perché non bisogna tagliare le gambe a chi vuole investire. Non è detto che chi investe sia per forza un grande gruppo finanziario, magari è la stessa impresa di famiglia che vuole cedere mano al parente prossimo, al figlio, al nipote.
Oppure si potrebbe parlare di procedure di selezione basate su proposte di gestione che non si basino solamente sull'offerta economica, ma anche sull'offerta qualitativa, per esempio si potrebbe tenere in considerazione il fatto che se uno ha svolto il mestiere di bagnino per 30 anni, questo vada tenuto presente in una procedura di selezione. Inoltre last but not least, il fatto della tutela del lavoratore, magari prevedere l'obbligo di assunzione della forza di lavoro impiegata nell'azienda gestita dal concessionario uscente da parte di chi subentra potrebbe essere un altro punto a favore della direttiva. Solo in questo modo, comunque, il Governo, le Regioni e i Comuni hanno possibilità di aiutare un settore come quello del turismo balneare, non mettendosi di storto.

Si dà atto che esce il Consigliere Marcellini ed entra il Consigliere Girolimetti: Presenti con diritto di voto n. 27.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Se non ci sono altri interventi chiudiamo la discussione generale. Mettiamo in votazione la mozione così come modificata. Nella serie di impegna, prima di ''a valutare ogni più opportuna iniziativa'', inserire: ''a valutare il contenuto dello small business act, azione comunitaria a difesa delle piccole imprese'' e al termine della mozione, le ultime tre righe ''al fine di giungere alla definizione di un quadro legislativo per il settore fondato su una durata delle concessioni che salvaguardi gli investimenti effettuati dalle imprese stesse''.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, la mozione iscritta al punto 5 dell'ordine del giorno dei lavori consiliari, così come modificata, che allegata al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale, che viene approvata con 26 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, 1 presente non votante (Girolimetti) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

• • • • • •

Il Consigliere MAGI GALLUZZI (PD): Come accennato in Conferenza dei Capigruppo io chiedevo se era possibile effettuare a questo punto una pausa, visto che siamo alle 8,30 in maniera tale da poter rientrare ed effettuare i lavori per le 9,30 in Consiglio.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Siccome non c'era l'unanimità sul fare in questo momento la pausa, io pongo la Sua proposta ai voti.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta del Consigliere Magi Galluzzi di sospendere la seduta per la cena, che viene approvata con 21 voti favorevoli, 3 contrari (Cameruccio, Cicconi Massi, Rimini), 2 astenuti (Mangialardi, Monachesi), 1 presente non votante (Girolimetti) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

     

Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Enzo Monachesi	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 25 agosto 2011 al 9 settembre 2011 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 12 settembre 2011	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 5 settembre 2011 essendo stata pubblicata il 25 agosto 2011
Lì, 6 settembre 2011	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,