Senigallia Atto

Attivazione sperimentale della figura dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità

Mozione del Consiglio Comunale N° S-SG/2015/333 del 26 febbraio 2015

Presentazione
Approvazione
26.2.2015
  • 26.2.2015
  • ritirato

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 7 
Seduta del 26/02/2015
OGGETTO:	MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE PARTECIPAZIONE SU INFERMIERE DI FAMIGLIA/COMUNITA’
L’anno duemilaquindici addì ventisei del mese di febbraio alle ore 16:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Allegrezza Elisabetta*-17 Marcantoni Fabrizio-*2 Angeletti Margherita *-18 Marcellini Massimo-*3 Battisti Paolo*-19 Monachesi Enzo*-4 Brucchini Adriano*-20 Papa Caterina-*5 Bucari Simonetta*-21 Paradisi Roberto-*6 Bucci Vania*-22 Pergolesi Enrico*-7 Cameruccio Gabriele*-23 Perini Maurizio*-8 Canestrari Alan*-24 Quagliarini Luciano-*9 Cicconi Massi Alessandro*-25 Ramazzotti Ilaria*-10 Donatiello Giulio*-26 Rebecchini Luigi C.D.*-11 Fiore Mario*-27 Rimini Enrico-*12 Giacchella Massimiliano*-28 Romano Dario*-13 Girolametti Carlo*-29 Salustri Maurizio*-14 Gregorini Mauro*-30 Sardella Simeone*-15 Mancini Roberto-*31 Sartini Oliviano*-16 Mangialardi Maurizio*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 24

 Shikova NataliyaConsigliere Straniero Aggiunto*- Rana Mohammad IsmailConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Ceresoni Simone, Curzi Paola, Meme' Maurizio, Paci Francesca Michela, Schiavoni Stefano, Volpini Fabrizio.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Enzo Monachesi nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Vice Segretario Comunale Dott. Mirti Paolo 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Perini Maurizio; 2° Pergolesi Enrico;  3° Bucci Vania .
Il Presidente del Consiglio MONACHESI enuncia l’argomento iscritto al punto 4 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE PARTECIPAZIONE SU INFERMIERE DI FAMIGLIA/COMUNITA’ e concede la parola al Consigliere Battisti per l’illustrazione dello stesso.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): buonasera a tutti. Andiamo a discutere una mozione, un indirizzo, che secondo me è molto importante. Ho avuto modo prima di presentare la mozione e nelle settimane seguenti di approfondire tale questione anche se non sono nello specifico un rappresentante del settore. La mozione è molto importante, riguarda tutti i cittadini di Senigallia naturalmente, magari se riuscissimo ad avere una discussione seria su questo sarei molto contento al di là dell’appartenenza di chi l’ha presentata. Noi abbiamo assistito in questi anni a un sempre maggiore detrimento di quello che è la funzione del nostro istituto socio sanitario e quindi le difficoltà sono sempre maggiori. L’infermiere di famiglia o di comunità non dovrà andare a sostituire naturalmente quelle che devono rimanere nella maniera più totale e assoluta le funzioni e le peculiarità dei nostri servizi a partire principalmente dal nostro ospedale, dal nosocomio, però dovrà essere qualcosa in più. Capisco mi confrontavo adesso con il Consigliere Girolametti che è un medico, sì è una cosa che interessa tutti i cittadini di Senigallia ma evidentemente nessuno della maggioranza, non so, riguarda la salute di tutti i cittadini di Senigallia, a qualcuno della maggioranza non interessa. Allora dicevo che mi sono confrontato con il consigliere Girolametti che è medico e quindi ho chiesto a lui un parere, e poi sarà lui naturalmente non sono io il suo portavoce, non mi permetterei mai, però mi sottolineava che l’attenzione deve essere sempre spostata sugli equilibri finanziari e quindi giustamente questi soldi si trovano appunto o si dovrebbero trovare o si dovranno trovare tra i pochissimi che sono rimasti per la nostra sanità. Sarebbe un investimento in più però un investimento che da quello che è stato fatto, dalle prove che sono state fatte in alcuni centri del nord Italia, sarebbe un investimento a breve termine che ritornerebbe in maniera sostanziosa dal punto di vista economico. Noi come gruppo Partecipazione insieme al consigliere Rebecchini in cinque anni ci siamo occupati spesso della sanità, abbiamo chiesto un Consiglio grande piuttosto che la commissione permanente sulla sanità, piuttosto che altre iniziative che ci hanno visti in qualche modo protagonisti, oggi presentiamo questo. Il pieno riconoscimento della professione infermieristica come figura di riferimento per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi territoriali di assistenza domiciliare al fine di salvaguardare lo stato di salute dei cittadini. Questa è la finalità di un decreto legge che è stato anche presentato in Senato dal Gruppo Misto, si tratta di una nuova figura con compiti e ruoli ben precisi disegnati nel decreto legge che prevede il suo inserimento a tutto titolo nell’équipe per le cure primarie prevista dal decreto Balduzzi. L’infermiere di famiglia deve essere una figura di riferimento per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi territoriali di assistenza territoriale e domiciliare, i suoi compiti sono ampi e sono così disegnati cioè quello di salvaguardare lo stato di salute dei cittadini e fronteggiare i problemi legati alla diffusione della cronicità e diminuire altresì gli accessi in pronto soccorso e le degenze ospedaliere garantendo assistenza ai malati cronici che non richiedono cure intensive in ospedale, quindi avere una figura di supporto che non sia quella del medico di famiglia, che collabori insieme al medico di famiglia naturalmente, a stretto contatto con la struttura ospedaliere e con il medico di famiglia e che possa quindi garantire ventiquattrore su ventiquattro assistenza alle persone che altrimenti molto spesso vanno a, giustamente perché non hanno altri riferimenti in molti casi, vanno ad intasare il Pronto soccorso, i famosi codici verdi, oppure i reparti dei malati cronici o delle RSA. Le cure domiciliari appaiono comunque il settore più importante, l’ADI svolge già un servizio ma deve essere corroborato, non è abbastanza e non è sufficiente ma naturalmente è  sempre una questione economica. Le cure domiciliari appaiono comunque il settore più importante per questa nuova figura dove opererà in collaborazione con il medico di famiglia, sempre in linea con le strategie del distretto di cui questa figura diventerebbe uno dei riferimenti insieme ai medici di famiglia, i pediatri e le altre figure professionali previste dalla legge Balduzzi appunto. Le cure domiciliari sono il territorio d’elezione degli infermieri di famiglia e il decreto legge che io richiamo prevede specifiche competenze in questo ambito, identificare e valutare lo stato di salute e i bisogni degli individui e delle famiglie nel loro contesto culturale di comunità, pianificare ed erogare assistenza alle famiglie che necessitano di interventi specifici, promuovere la salute dei soggetti, delle famiglie, delle comunità, sostenere ed incoraggiare gli individui, le famiglie nella partecipazione alle decisioni relative alla loro salute, applicare la conoscenza di diverse strategie di insegnamento ed apprendimento con i soggetti, con le famiglie e con le comunità, partecipare all’attività di prevenzione, provvedere a un costante aggiornamento allo sviluppo professionale attraverso la formazione continua, pianificare e  realizzare interventi formativi ed educativi rivolti ai singoli, alle famiglie e alle comunità, atti a promuovere modificazioni degli stili di vita e migliore aderenza ai piani terapeutici e riabilitativi utilizzando e valutando diversi metodi di comunicazione, partecipare alla ricerca recuperando dati epidemiologici e clinici in relazione a specifici obiettivi conoscitivi assistenziali. Non la faccio molto lunga perché penso che la valenza di questa figura che dovrebbe rappresentare e dovrebbe tutelare i cittadini sia in qualche modo fondamentale soprattutto per i cittadini disabili, per i cittadini soli, per i cittadini anziani e per i cittadini che hanno purtroppo delle malattie croniche. Io faccio un esempio, ce ne sono tanti in Italia, non parlo del nord Europa dove sappiamo che le cose funzionano meglio, faccio un esempio in Italia in un Paese tra i tanti che ho visto per essere diretto e consequenziale rispetto alla proposta. Parlo di Pistoia, qui c’è un articolo dove dice appunto meno accessi ripetuti in pronto soccorso e meno ricoveri, diminuiscono le degenze e crescono i vantaggi per gli ammalati ai quali vengono offerti servizi alternativi all’ospedalizzazione. È il progetto dell’AUSL 3 che fa riferimento al presidio ospedaliero San Jacopo di Pistoia. Con l’attivazione dell’infermiere del territorio, all’interno del pronto soccorso, in questo presidio ospedaliero, sono stati valutati in soli quarantacinque giorni 348 pazienti con un’età superiore ai sessantacinque anni e per 141 di loro, poco meno della metà, è stato attivato un percorso assistenziale diverso rispetto al ricovero ospedaliero, quindi un malato che secondo naturalmente valutazioni dei medici riesce a rimanere nella sua casa, con i suoi affetti, con le sue tranquillità e le sue sicurezze, però naturalmente seguito e assistito ventiquattro ore su ventiquattro. Il progetto ha dimostrato subito la sua efficacia e ha provato che la continuità ospedale-territorio può essere anche realizzata in una struttura deputata all’emergenza e urgenza. Il pronto soccorso è infatti rappresentato un punto privilegiato di osservazione e di presa in carico dei pazienti che si recano ripetutamente presso i servizi ospedalieri senza poi trovare la risoluzione ai loro problemi sanitari o socio sanitari. Infatti in questa realtà, come anche nella nostra naturalmente rispetto anche alla crisi, si è registrato un notevole aumento della percentuale di pazienti anziani che hanno fatto ricorso più volte al pronto soccorso. Un infermiere esperto del territorio ha iniziato un periodo di presenza continuativa all’interno della struttura durante il quale ha valutato i pazienti anziani con reingresso e quelli a rischio di reingresso, all’individuazione dei casi è seguito un confronto anche telefonico con i medici di medicina generale per inquadrare il paziente e i suoi bisogni clinici ed assistenziali. Per i 141 casi sono stati attivati interventi differenziati, dall’assistenza domiciliare fino a dei progetti assistenziali che prevedono il coinvolgimento dei servizi sociali. In particolare per quei pazienti che presentavano situazioni più complesse sono stati anche svolti dei motivi monitoraggi domiciliari e per favorire il miglioramento delle condizioni di coloro che presentavano patologie croniche, scompensi, diabete, ipertensione, eccetera, eccetera. Le persone anziane e fragili hanno invece usufruito della sorveglianza attiva sia attraverso visite domiciliari che telefonici, l’infermiere esperto in pronto soccorso è stato anche abilitato ad utilizzare una serie di data base, risultati fondamentali per consultare ed attivare la rete dei servizi territoriali ed i percorsi. Per il direttore sanitario di questa unità di Pistoia che vi dicevo il progetto ha confermato che numerosi ricoveri sono evitabili se viene offerto un appropriato, quindi immaginate il risparmio totale assoluto in termini anche economici e quindi soldi da reinvestire, innumerevoli ricoveri sono evitabili se viene offerto un appropriato piano assistenziale extra ospedaliero. Fino a questo momento la continuità assistenziale si realizzava all’uscita dall’ospedale, il progetto che vorremmo che venisse messo in atto anche nel nostro territorio ha dimostrato che trovandosi l’infermiere territoriale già all’ingresso del pronto soccorso è possibile ridurre non solo le probabilità di nuove e ripetute visite e prestazioni nel pronto soccorso ma soprattutto diminuisce l’ospedalizzazione, un intervento sicuramente efficace, un progetto certamente innovativo che una volta sviluppato potrà rendere più appropriate cure e assistenza. Detto questo io penso che sia un percorso da attivare questo, il Comune attraverso l’Asur, il decreto-legge parla di cinquanta e cinquanta, so che non ci sono i soldi, so che c’è la difficoltà in questo momento a portare avanti dei progetti di questo tipo e di questa natura, però comunque penso che sia assolutamente fondamentale anche dal punto di vista psicologico perché da quello che abbiamo letto e da quello che abbiamo visto, nelle esperienze che sono state fatte dirette, quindi non parliamo di idee sulla carta, molte persone hanno veramente bisogno solo di un aiuto, di una mano, che può essere quello di non riuscire ad andare a prendere le ricette dal medico che sono le stesse reiterare magari per trenta o quarant’anni, chi soffre di ipertensione o altro, oppure proprio un aiuto anche semplicemente psicologico, c’è una persona che viene a fare due chiacchiere e comunque ti assiste e che ti tranquillizza su un possibile dolore che non è niente di che ma solo magari dettato dalla solitudine. I pazienti a domicilio per questioni economiche non sono più seguiti, i reparti ospedalieri di cronicizzazione come li vogliamo chiamare o le RSA nel futuro saranno sempre più oberate, non è che le possiamo costruire come fossero dei condomini, quindi io penso che questo sia il futuro, non so se è possibile farlo adesso però che il comune si impegni affinché questo progetto venga verificato, venga studiato, venga approfondito insieme all’ASUR e che venga stimolata anche nei confronti di chi, in questo caso la Regione e il Governo centrale, debba stanziare dei fondi, che ripeto e ringrazio anche per il confronto il Consigliere Girolametti, che ripeto naturalmente sono fondi che non è che devono essere reperiti già nel pochissimo che c’è adesso perché altrimenti si tratterebbe solo di tirare la famosa coperta che ormai sono anni che non copre niente, non solo i piedi e la testa, quindi un progetto naturalmente nel tempo perché non penso che si possa realizzare immediatamente, però metterci tutti insieme a un tavolo, io poi non so ce lo dirà l’Assessore se già sono stati fatti dei confronti, dei colloqui, ci sono state delle riunioni rispetto a questa particolare tematica, io la reputo veramente fondamentale e importante, quindi in un discorso di medio lungo periodo, io spero breve ma se non ci sono i soldi, però far sì che venga attivata questa figura altamente professionale e che sia veramente di corredo e di supporto. Io quando sento le persone, mi capita, vivo in quartiere popolare, persone anziane, persone sole, persone che fanno difficoltà a trovare il medico di famiglia dopo una certa ora o perché è impegnato e che devono sempre rivolgersi alla Guardia medica dopo le otto di sera, le guardie mediche sono oberate naturalmente da decine e decine di chiamate e che non sempre vengono perché se percepiscono che la cosa non è grave naturalmente hanno altre precedenze, quindi a volte basta veramente poco, basta veramente una telefonata o basta sentire una persona, tutti gli anziani che ha incontrato oltre che alcuni malati cronici dopo che mi è stato proposto di presentare questa mozione mi hanno sollecitato dicendo che per loro sarebbe una cosa bellissima, un’iniziativa che loro prenderebbero con molto piacere. Do il via alla discussione, al confronto che spero ci sia su un argomento così importante. Noi siamo affinché questa mozione venga votata in Consiglio comunale e si proceda a un sollecito da parte del Comune quindi nel nostro massimo rappresentante della sanità, il Sindaco, insieme all’Assessore affinché si possa procedere a dare il via non dico a una sperimentazione, ma anche solo al fatto di impegnarsi nel trovare e reperire fondi, torno a ripetere e finisco, diversi rispetto ai già pochissimi che ci sono perché altrimenti se no non si va da nessuna parte.

Si dà atto che esce il Consigliere Cicconi Massi: Presenti con diritto di voto n. 23.

Il Consigliere SARDELLA (PD): grazie ai presentatori di questa mozione, quindi Battisti e Mancini per averla anche illustrata in maniera così approfondita. È una mozione certamente condivisibile laddove vuole valorizzare il ruolo infermieristico in una situazione che vede una sempre minore tendenza all’ospedalizzazione della cronicità, però introduce anche questioni di carattere particolarmente tecnico che dal mio punto di vista avrebbero bisogno di una maggiore maturazione e di un maggiore approfondimento. È per questo che io mi sento di proporre ai presentatori di questa mozione, di consentire a tutti i Consiglieri, in particolar modo ai commissari, di comprendere meglio tutte le tematiche che questa mozione pone, di capire meglio come questa mozione possa essere analizzata e valorizzata in un sistema d’ambito e di integrazione socio sanitaria di un sistema di normazione anche regionale, e quindi mi sento di chiedere ai presentatori della mozione di condividere un rinvio nella Quarta Commissione, nella mia Commissione, per un approfondimento.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: siamo di fronte a una proposta di rinvio.

Si dà atto che esce l’Assessore Paci.

Il Consigliere SARDELLA (PD): una proposta che non vuole chiaramente strozzare il dibattito, cioè nel senso che io innanzitutto chiedo che si possa approfondire questa mozione nella Quarta Commissione.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: la proposta va messa ai voti, lo preciso, se c’è una proposta io la devo mettere ai voti.

Il Consigliere SARDELLA (PD): possiamo anche metterla ai voti alla fine del dibattito.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: no purtroppo no, non sono io a decidere, il Regolamento dice che o viene rinviata senza discussione o non può essere rinviata dopo l’apertura di discussione, è proprio preciso questo articolo, a meno che non siano proprio i proponenti ad accordare il ritiro e il rinvio in Commissione, quindi non la mettiamo ai voti perché loro la ritirano, con l’accordo del Presidente a portarla in Commissione, se no la devo mettere ai voti adesso.

Il Consigliere SARDELLA (PD): io ritengo che l’approfondimento in Commissione possa essere utile quindi lo propongo nell’ottica di una condivisione di fondo.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: anche secondo me è utile l’approfondimento proprio per la sostanza della questione.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): grazie Presidente Sardella. Non sarei contrario a un approfondimento in Commissione perché è un argomento importante, solo che naturalmente per i tempi consiliari e delle Commissioni son due - tre settimane,  se non ricordo male, che è stata presentata. Io se non sbaglio Presidente del Consiglio noi decadiamo il 1° aprile come consiglieri comunali, vorrei che ci fosse la possibilità di portarla all’ultimo Consiglio comunale.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: l’impegno lo prendo io formale perché abbiamo già indicato due Consigli per il mese di marzo, proprio per cercare di dare una risposta a tutte le esigenze.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): se ci sono le date per attivarci in modo tale da presentare questa mozione perché mi piacerebbe che tutto il Consiglio comunale, non Paolo Battisti, che tutto il Consiglio comunale fosse d’accordo e portasse questa istanza alla prossima legislatura che mi sembra una cosa importante. Io accetto di mandarle in Commissione, mi spiace perché mi sarebbe piaciuto sentire l’Assessore, lo sentiremo in Commissione, mi sarebbe piaciuto ascoltare il dibattito, anche altri medici che sono qui presenti, però mandiamola in Commissione va bene.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: il dibattito ci sarà, si è semplicemente spostato con tutti i consiglieri che avranno più elementi per dibattere. Allora la ritira con l’impegno della Presidenza di organizzare insieme a Sardella, Presidente della Commissione già da domani il percorso per riportare questa questione in Consiglio prima della fine della legislatura.

      
Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il Vice Segretario Comunale
	F/to Enzo Monachesi	F/to  Mirti Paolo

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 3 giugno 2015 al 18 giugno 2015 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 19 giugno 2015	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 14 giugno 2015, essendo stata pubblicata il 3 giugno 2015
Lì, 15 giugno 2015	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,