Senigallia Atto

Azioni di sensibilizzazione sul TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti)

Mozione del Consiglio Comunale N° S-SG/2015/2378 del 21 dicembre 2015

Presentazione
Approvazione
21.12.2015
  • 21.12.2015
  • approvato
    (in 26 giorni)
    votazione

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 102 
Seduta del 21/12/2015
OGGETTO:	MOZIONE PRESENTATA DAL SINDACO, DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E DAI CONSIGLIERI BRUCCHINI E GREGORINI SUL TTIP (TRATTATO TRANSATLANTICO SUL COMMERCIO E SUGLI INVESTIMENTI)
L’anno duemilaquindici addì ventuno del mese di dicembre alle ore 15:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-14 Paradisi Roberto-*2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio*-4 Bozzi Marco*-17 Pierfederici Mauro*-5 Brucchini Adriano*-18 Profili Vilma*-6 Canestrari Alan*-19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa*-20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica*-21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro-*22 Santarelli Luca*-10 Mandolini Riccardo-*23 Sardella Simeone*-11 Mangialardi Maurizio*-24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Messersì Daniele*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 22

 Rahman AminurConsigliere Straniero Aggiunto*- Alam Mohammad ShafiualConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Bomprezzi Chantal, Bucari Simonetta, Campanile Gennaro, Girolametti Carlo, Monachesi Enzo, Ramazzotti Ilaria.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Romano Dario nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Beccaceci Lorenzo; 2° Profili Vilma;  3° Rebecchini Luigi .

Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 4 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: MOZIONE PRESENTATA DAL SINDACO, DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E DAI CONSIGLIERI BRUCCHINI E GREGORINI SUL TTIP (TRATTATO TRANSATLANTICO SUL COMMERCIO E SUGLI INVESTIMENTI).
 Non rileggerò il testo di questa mozione perché è stata presentata già nello scorso Consiglio comunale e depositata, il tema è uno, è quello di affrontare l’argomento del TTIP in maniera seria e di approfondimento, quindi quello che chiediamo in questa mozione noi firmatari è di impegnare il Sindaco e la Giunta a intraprendere azioni di orientamento e informazione di propria competenza volte a promuovere presso i cittadini nel nostro territorio e gli altri enti locali azioni di sensibilizzazione sul TTIP. Inoltre a trasmettere la seguente mozione all’ANCI Marche, ai parlamentari nazionali e ai parlamentari europei e infine a sensibilizzare i parlamentari europei per onorare tutti gli impegni presi nella risoluzione votata l’8 luglio 2015 dal Parlamento europeo. La risoluzione ovviamente non l’ho allegata al testo della mozione perché era di venti pagine, ma tutti i consiglieri hanno ricevuto la mail nel quale c’era anche il testo della risoluzione votata dal Parlamento europeo e che sviscerava tutti i temi più importanti presenti in questo trattato così delicato. Dichiaro aperto il dibattito.

Il Consigliere FILERI (La Città Futura): nel Consiglio comunale di ottobre la mozione sulla campagna stop TTIP che io ho sostenuto e ho votato favorevolmente è stata respinta dalla maggioranza del Consiglio comunale. Questo perché più o meno le motivazioni erano le seguenti perché esprimeva una serie di preoccupazioni per i cittadini europei, per le imprese italiane e per le aziende locali ancora non sostenute da dati certi ma solo basate su ipotesi. A mio avviso, allo stesso modo, e secondo anche l’opinione della Città Futura la mozione che è stata presentata dal PD e sostenuta da Vivi Senigallia esprime nei confronti del TTIP un giudizio che è tutto sommato positivo, un giudizio sostenuto solo da chi quel trattato lo ha proposto e quindi lo ha voluto fin dal primo momento tenendolo nascosto all’opinione pubblica degli Stati membri e dei Governi nazionali. Secondo me in un momento come questo, con il ripensamento sul TTIP da parte di tanti Stati europei, con 250.000 persone che il 10 ottobre hanno sfilato a Berlino per dire no, un forte no al trattato, con più di tre milioni di firme raccolte tra i cittadini europei, con la presa di coscienza delle ambiguità e delle preoccupazioni legate a questo trattato da parte di tanti cittadini, da parte delle associazioni e dei produttori e dei consumatori, per me non è possibile votare questa mozione, per cui nel rispetto di chi mi ha votato, nel rispetto della posizione di Città Futura e nel rispetto della mia posizione che più volte ho espresso, non parteciperò né alla discussione né alla votazione di questa mozione.

Si dà atto che esce il Consigliere Fileri ed entra il Consigliere Mandolini: Presenti con diritto di voto n. 22.

Il Consigliere PEDRONI (PD): con il Gruppo PD in questi mesi abbiamo raccolto interviste, documenti e quante più informazioni possibile riguardo l’andamento della stesura del TTIP soprattutto relative all’agroalimentare e ad oggi non ci sentiamo di dire no a prescindere. L’argomento sicuramente desta preoccupazione, continueremo a seguire gli sviluppi, ma nello stesso tempo non crediamo che l’Unione Europea su questo trattato sia un negoziatore debole. Quella commerciale è una politica su cui l’Unione Europea è nata e su cui si esercita da anni. L’Europa e gli Stati Uniti hanno interessi a continuare a scrivere le regole del commercio internazionale in una fase in cui la globalizzazione non riesce più a funzionare per grandi accordi multilaterali, il TTIP che ricordo che per renderlo esecutivo sarà necessaria la ratifica da parte di tutti gli Stati membri, è un accordo che si sta negoziando proprio per regolamentare questo commercio e gli investimenti che siano. Il commercio è una grande leva della crescita economica, questo vale per l’insieme dell’Europa ma vale anche per l’Italia che nei rapporti con gli Stati Uniti ha degli interessi attivi molto importanti e quindi un processo che riduca le barriere tariffarie è assolutamente positivo. Naturalmente contano le condizioni, si è aperto sul TTIP un ampio dibattito, l’avvio del negoziato risale appunto al 2013 e siamo già giunti all’undicesimo incontro dove ci si confronta su una parte utile e ovviamente su una parte ideologica, e di questo i Governi tengono conto. I dazi doganali, la burocrazia, le restrizioni di investimento in Europa e negli Stati Uniti sono ciò che rendono difficile lo scambio transatlantico e l’obiettivo è appunto eliminare le barriere commerciali tra Unione europea e Stati Uniti. stiamo cercando di uscire da una crisi economica prolungata e l’accordo aiuterebbe la nostra economia dando sicuramente una spinta positiva alle esportazioni. Altro capo del Trattato che desta particolare preoccupazione è il diritto della risoluzione delle controversie sia tra investitore e stato, ovvero l’ISDS. Nel corso della consultazione pubblica l’UE ha presentato proposte che assicureranno una piena trasparenza per le procedure ISDS garantendo ulteriormente l’imparzialità e la condotta etica degli arbitri. Come è stato dichiarato anche dal dottor Carlo Pettinato che è il negoziatore della Commissione Europea ad oggi la priorità rimane quella di salvaguardare il livello della qualità dei nostri prodotti e tutte le eccellenze che ci contraddistinguono e per le quali siamo famosi oltreoceano e non solo. Ci sono differenze culturali che vanno affrontate apertamente, ad esempio per noi europei il principio di precauzione che si applica alla vicenda degli organismi geneticamente modificati è fondamentale e quindi queste differenze culturali vanno riconosciute, la cosa più importante per un Paese come l’Italia che vive anche di esportazioni sarà raggiungere dei compromessi. Confagricoltura nella persona del presidente Guidi dichiara di essere interessato al trattato, è un’opportunità per l’Europa e per gli Stati Uniti e certamente dobbiamo accettare la sfida, c’è il grande tema dei prodotti DOP e IGP e il contrasto dell’Italian Sounding che noi possiamo e dobbiamo difendere nei confronti degli Stati Uniti, l’accordo aiuterà a salvaguardare questo tema oggi non tutelato. Il raggiungimento dell’accordo permetterebbe l’esportazione dei prodotti ortofrutticoli e dei lavorati in quei Paesi interessati al made in Italy, questo porterebbe ovviamente ad aumentare anche l’ingresso in Europa di prodotti americani ma non dimentichiamo che già oggi l’importazione di grano, ad esempio, proveniente dagli Stati Uniti e dal Canada raggiunge il 40% del valore della produzione italiana. Concludo dicendo che appoggiamo questa posizione di sensibilizzazione e di vigilanza sugli sviluppi del Trattato presentati dalla mozione nella quale possiamo prendere una posizione attiva come portavoce di interessi che esistono da parte dei cittadini sui capitoli ancora in discussione per far sì che il risultato sia nel nostro migliore interesse. Pur rispettando le posizioni di ognuno di noi auspico un forte sostegno alla mozione da parte di tutto il Consiglio.

Il Consigliere BOZZI (Movimento 5 Stelle): credo che in Italia questa mozione presentata in consiglio comunale sia tra le poche, veramente pochissime, che si dichiarano così favorevoli addirittura quasi ossequiosi, con commi redatti come se fossero dogmi indiscutibili tanta è la sicurezza con cui vengono enunciati. Poi lasciatemi dire la solennità con cui viene presentata: il Sindaco, il Presidente del Consiglio, i due Consiglieri della maggioranza Pd e Vivi Senigallia. Questa mozione particolarissima senza dubbio lo è anche perché ha un peso specifico particolare, perché viene presentata non solo dal Sindaco, ma anche dal Presidente ANCI, Presidente ANCI Marche. Questo potrebbe essere motivo e vanto per voi relatori ma per me, il mio gruppo e i tanti che la pensano come noi è invece motivo di grande preoccupazione. Una preoccupazione che deriva prima di tutto dal fatto che sia stata redatta senza percepire cosa sta succedendo intorno, come diceva la consigliera Fileri, più di tre milioni di firme raccolte tra i cittadini europei contro questo trattato, oltre duecentomila persone che hanno sfilato a Berlino in occasione della settimana contro il TTIP, tanti tantissimi comitati cittadini contro il trattato e poi le associazioni di categoria. Rolando Manfredini responsabile della sicurezza alimentare di Coldiretti ha affermato in una recente intervista di essere preoccupato in materia di TTIP perché aprirebbe i nostri mercati alle carni americane il cui uso massiccio di ormoni ne sviluppa in maniera esagerata la produzione, ricordiamo che gli ormoni nella carne sono ancora vietati qui in Europa. Il Presidente dell’Accademia Barilla, parlo di Barilla, quindi non del primo o dell’ultimo arrivato, dottor Zenti, in occasione di un recente dibattito sul TTIP organizzato dalla Confcommercio di Milano, ha sottolineato come per una PMI italiana aggredire il mercato USA sia un compito probante, i problemi più che normativi sono proprio di natura commerciale, finanziaria e di competitività. La Barilla è infatti un leader grazie agli investimenti pesantissimi, quantificabili in decine di milioni di euro dicono loro, quindi quante comuni PMI italiane potrebbero fare altrettanto, addirittura il Presidente della Società Agricola Cooperativa La Terra il Cielo, Bruno Sebastianelli, si è detto preoccupato recentemente per le possibili ricadute che l’attuazione di un simile trattato potrebbero dire sull’agricoltura locale biologica e biodinamica, ma l’agricoltura comunque locale. Nessun dubbio a proposito, certamente, in questa mozione oggi vi è una certezza dogmatica che deriva dal fatto che il trattato rappresenterà un sicuro volano dell’economia e tutti vivremo felici e contenti e sicuri in un mondo migliore grazie anche all’approvazione della risoluzione Lange, la famosa risoluzione Lange che ci siamo studiati, ma allo stesso tempo questa mozione nasconde il fatto che la stessa risoluzione ammette che gli studi sugli effetti del TTIP sull’economia hanno prodotto risultati contrastanti, allora è vero che la risoluzione Lange mitigherà le nostre preoccupazioni? La prima cosa che mi fa pensare è che la soluzione Lange si limiti a delle raccomandazioni, non pone alcun vincolo e limite, né settoriale né tematico, non chiede di riaprire nessun tipo di negoziato anche se il contenuto è difforme dalle raccomandazioni avanzate per il TTIP, non sospende il negoziato TTIP e procede ad una rivisitazione completa del testo di posizionamento della Commissione Europea, testo sul quale stanno ancora continuando i negoziati, non esclude alcun settore o materia del negoziato. Nel contempo anche se indirettamente ammette che con i TTIP sono per grazia ricevuta in discussione tutti gli aspetti economici sociali, di tutela ambientale e di sicurezza alimentare, il TTIP parla di tutto, tutto quello che è la vita umana diciamo, della società umana, che caratterizzano la nostra esistenza, ma purtroppo niente può contro tutto ciò, sembra più un puro esercizio di stile, tant’è vero che appunto i negoziati continuano sulla base degli elementi maturati prima della risoluzione e niente li sta fermando attualmente. Al contrario nella mozione che vediamo oggi presentata dal Sindaco, dal  Presidente e dai Consiglieri della maggioranza le dichiarazioni nei vari commi sono così prive di incertezze, quasi come se fossero state inserite direttamente nel Trattato, ma attenzione a dare per certi punti veri, indicati nella vostra mozione perché si potrebbero dire delle mezze verità e questo non può assolutamente essere accettabile in nessun modo, ad esempio facciamo attenzione a quanto dichiarato nel considerato che dove vengono da voi indicati come elemento di salvezza la diversità in termini di controlli, verifiche, secondo gli standard più rigorosi, con la garanzia di un elevato grado di protezione dei consumatori, eccetera, eccetera, quello che si è detto prima. La risoluzione Lange indica alcune soluzioni richiamandosi il più delle volte al rispetto degli standard, delle normative, della legislazione europea, ma come può essere credibile questo? Pensiamoci bene, il Trattato nasce con alla base l’armonizzazione o reciproco riconoscimento delle normative, quindi dalla necessità per favorire il commercio e gli investimenti e ridurre i costi, di costruire regolamentazioni sostanzialmente identiche in tutti i settori: economici, sociali, eccetera e quindi aprire tutti i settori al mercato compresa anche la sanità e l’istruzione. Il TTIP cerca praticamente di mettere insieme due sistemi molto diversi, da una parte gli Stati Uniti che tutelano il commercio e l’introduzione di prodotti sul mercato, dall’altra l’Unione Europea che invece predilige la tutela dei consumatori e la loro sicurezza. Trovare un accordo significa cercare un compromesso tra il sistema americano a maglie più larghe e quello europeo decisamente più rigido, per trovare un’intesa l’Europa dovrà necessariamente rinunciare a qualcosa in termini di sicurezza, perché se no il compromesso non si trova, se no il TTIP non ha senso che esista. È ovvio che se ognuna delle due parti vuole mantenere le cose così come stanno non si potrà procedere da nessuna parte, non è un caso che la Commissione Europea ad esempio denuncia la rigidità dei negoziatori degli Stati Uniti nel volere mantenere la loro normativa in termini di appalti pubblici e non aprirli quindi alle imprese europee, oppure il tema delle etichettature, con la Protezione IGP e DOP la quale è ferma ai blocchi di partenza perché per gli americani resta un tabù, non ne vogliono proprio sentire parlare di DOP e IGP, a mio giudizio quindi ci sono veramente molte forzature fuorvianti nella mozione da voi presentata, ci vorrebbe molto tempo a disposizione per citarle tutte, ma mi soffermo su quella che risulta la più indigesta che sarebbe la clausola ISDS, Investor State Dispute Settlement. Su questo, qui ci vorrebbero giorni per parlarne però cercherò di non sforare, ricordo a tutti che la clausola ISDS del Trattato permette a un investitore transnazionale il diritto di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc, i governi sovrani o le autorità e le autorità locali qualora le loro società subissero perdite anche potenziali di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle Autorità medesime. Cosa vuol dire questo? Praticamente se ad esempio il comune di Senigallia favorisse un’azienda biologica della zona per servire cibo da preparare per le mense scolastiche piuttosto che magari un’azienda di cibo precotto dell’Illinois, perché poi il TTIP aprirebbe le porte anche a questi signori che entrerebbero e ci potrebbero vendere anche cose, tale azienda venendo a sapere quello che ha fatto il comune, ha privilegiato questa azienda locale biologica, chilometri zero, eccetera, eccetera, eccetera, potrebbe citare in causa il Comune di Senigallia denunciandolo per la perdita di profitti subiti. Questa è un’assurdità. Ma vi rendete conto di cosa stiamo parlando? È logico che questa cosa potrebbe anche essere poco probabile perché chi è che va a sindacare sul Comune di Senigallia, ma qui c’è un vulnus, c’è un elemento di grande preoccupazione, ma non solo, ma veramente pericoloso. Cito il comma sei della vostra mozione, in questo documento si parla del TTIP, si esprime preoccupazione per lo strumento ISDS e si chiede che si tolga tale eventualità dal Trattato. Allora la risoluzione Lange si esprime sì, dice siamo preoccupati ma non chiede che l’arbitrato internazionale venga tolto dal Trattato assolutamente, anzi la risoluzione come ho detto in precedenza, non propone nulla di vincolante, si limita ad una serie di raccomandazioni, inoltre non esclude alcune materie nella negoziazione. La risoluzione prende atto che dal negoziato sono esclusi gli audiovisivi, ma questo per volontà della Francia, perché la Francia si è impuntata diciamo su questo, e tutto il resto è rimasto incluso, qui stendiamo un velo pietoso sul silenzio e sull’immobilismo del Governo italiano. Nella risoluzione è riconfermata la necessità di un sistema giudiziario, quindi non è che dice la togliamo, no il sistema giudiziario c’è, a protezione degli investitori, e si propone una modalità più soft che però elimina il favoritismo di una giustizia separata per le imprese attraverso la quale potranno far valere i loro diritti ai profitti. Nella sostanza l’ipotesi prevede quindi la costituzione di una Corte internazionale che si chiama Investment Court System, ICS, con giudici scelti dalle parti e avanza l’idea, diciamo abbastanza velleitaria, speriamo bene, della costituzione di una Corte d’appello, nei fatti le imprese possono scegliere se chiamare in giudizio gli Stati presso i tribunali ordinari o presso la nuova Corte, per cui possono scegliersi la giustizia preferenziale riservata loro, hanno la scelta di fare questo, non saranno certo tanto citrulli da scegliere la Corte nazionale, sceglieranno sicuramente un arbitrato a loro forse conosciuto. Come si vede cambia poco quindi, vale la pena ricordare anche quanto scrive Alfred De Zayas, consulente ONU per i diritti umani in merito all’Ics, più morbido degli ISDS vecchia maniera. Scrive De Zayas: soffre di difetti fondamentali e potrebbe essere adottata solo se fosse garantito il primato dei diritti umani e se le aree essenziali di regolamentazione dello Stato, tra cui il controllo del tabacco, degli standard del lavoro, la tutela dell’ambiente, fossero esclusi dalla sua giurisdizione. A proposito, apro una piccola parentesi, vi ricordate la Coop 21, non so se avete avuto notizia che nella Coop 21 a Parigi si è vietato di parlare proprio del Trattato internazionale perché questo porterebbe molto più sulla bilancia dell’inquinamento, quindi anche qui l’Europa non è stata assolutamente chiara e qui ci sono cose veramente molto molto importanti da tenere in considerazione. Anche su questa questione va rilevato come la risoluzione Lange anche su questo tema non pone nessun vincolo ai negoziatori, parlo degli ISDS sempre, infatti nell’undicesimo round di Miami dal 19 al 23 ottobre, la delegazione europea ha registrato un secco no da parte della delegazione USA, Bruxelles avrebbe dovuto formalizzare la nuova proposta dell’Ics, attenzione, però cosa ha fatto l’offerta europea è rimasta chiusa nel cassetto, quindi non l’hanno tirata proprio fuori questa cosa dell’Ics, non l’hanno tirata fuori davanti agli americani, informalmente gli americani avevano già fatto sapere che l’offerta non andava nella giusta direzione tuttavia il negoziato è proseguito e si è anche definita l’agenda per i futuri incontri, per cui anche questa cosa è una raccomandazione ma finisce lì. A dimostrazione che la proposta sia stata formulata più per tacitare l’opinione pubblica che per diventare veramente risultato basta pensare che è stata respinta qualsiasi ipotesi di riapertura del negoziato CETA. Che cosa è il CETA? il CETA è un accordo fra Unione Europea e Canada, questo è andato a buon fine e qui dentro l’ISDS purtroppo c’è. Vi spiego cosa succede. Anche se si dovesse arrivare a non inserire nel TTIP alcun sistema a protezione degli investitori, l’ISDS nel CETA rappresenta il cavallo di Troia, basta che una impresa apra una sussidiaria o una società in Canada e potrebbe chiamare in giustizia lo Stato attraverso l’ISDS che è valido attraverso il Trattato del CETA, quindi questa è un’altra complicanza. Comunque non sono certo venuto fin qui per smontare la mozione che secondo me lascia veramente il tempo che trova, anzi è piuttosto pericolosa formulata in questo modo, quando il tempo fuori purtroppo scorre a una diversa velocità ed altezza, perché io voglio far ritornare questo Consiglio sulla vera questione, il nostro Consiglio comunale non può continuare a dibattere sui massimi sistemi, su questo tema che è un livello che appunto non gli compete, perché questa mozione ci spinge, detta in questo modo, formulata in questo modo e dibattuta in questo modo ci spinge a far perdere energia e tempo e denaro pubblico. Lo avete ricordato anche voi cari Consiglieri del Partito Democratico in un vostro meraviglioso articolo in cui avete dichiarato che il Movimento 5 Stelle contribuisce al fatto che il vostro prezioso lavoro venga rallentato se non addirittura bloccato da mozioni che si occupano molto di più delle questioni di competenza, di Regione, Stato, addirittura Unione Europea piuttosto che quelle della nostra città. Probabilmente mentre scrivevate il vostro articolo pensavate proprio alla mozione che stiamo discutendo oggi, perché questo è, si parla dei massimi sistemi, non serve a nulla, probabilmente quindi è così. Una mozione diciamo dogmatica, frettolosa, che discute di massimi sistemi mentre siete stati efficacissimi nel bocciare la pratica sul TTIP presentata dal Movimento 5 Stelle dopo aver cercato di impaludarla in Commissione in vari modi senza fare il benché minimo sforzo di coglierne il vero significato che ribadisco qui davanti a voi questa sera, un significato molto semplice, che nasce da una domanda altrettanto semplice, qual è il primo dovere di un amministratore? Non è forse quello di amministrare con coscienza e proteggere la propria comunità? E allora laddove esiste il benché minimo dubbio che non si è più liberi di adottare politiche volte alla messa in sicurezza dei propri cittadini, laddove esiste il benché minimo dubbio che l’autodeterminazione di una comunità possa essere inibita dai voleri di una multinazionale che vuole decidere del vostro futuro e dei consumatori, laddove esiste il benché minimo sospetto che la nostra sanità, la nostra istruzione, i nostri trasporti, l’acqua ed altri beni fondamentali cadano in mani a privati che hanno come unico scopo il profitto, laddove ci fosse il benché minimo pericolo che le nostre PMI vengano spazzate via dalle corporation transatlantiche,  la nostra Amministrazione ha il dovere di dire no, un no certo, secco, un no di salvaguardia, di tutela, di protezione e di rassicurazione ma soprattutto un no coraggioso, manifesto di un coraggio che tanti Comuni limitrofi hanno dimostrato votando la stessa nostra mozione che durante lo scorso Consiglio comunale è stata bocciata. Una mozione che andava e va proprio nella direzione della tutela della protezione della nostra comunità, una protezione che oggi non sento di avere più e che con rammarico riconosco non essere presente fra coloro che a colpi di maggioranza probabilmente e infaustamente potrebbero riuscire a far passare questo miope documento.

Il Consigliere REBECCHINI (Unione Civica): l’intervento che mi ha preceduto è stato ricco di riferimenti oltre al passaggio politico finale importante e su cui mi trovo pienamente d’accordo. Purtroppo questi riferimenti caro consigliere Bozzi vedo un’Aula semivuota, purtroppo, e questo mi dispiace. Mi fa piacere invece che il Consigliere Fileri abbia con voce autonoma preso le distanze dal documento della maggioranza affermando che di fatto è un documento che è a favore del TTIP, giustamente dice rispetto le opinioni di ognuno, però la Nausicaa Fileri dice non sono d’accordo, mi fa piacere e mi complimento, la invito forse a un po’ più di coraggio perché quando si dice non sono d’accordo su questo documento bisogna avere il coraggio di premere il tasto rosso. Nella mia vita forse per questo non ho mai fatto, ma non me ne pento mai di questo, nei partiti in cui ho militato non mi sono mai adeguato e chi non si adegua cara Consigliera Fileri, le strade vengono sbarrate, però vivi in una condizione in cui puoi camminare a testa alta, bello questo, impagabile. Io faccio mio un commento di una giornalista apparso su Repubblica, chiedo scusa se non la cito ma non l’ho scritto, di solito scrivo sempre chi stila gli articoli, questa volta non l’ho fatto, arricchendolo comunque questo articolo di Repubblica di considerazioni personali perché guardate il trattato TTIP, voi rimandate alla risoluzione Lange, ma la risoluzione Lange contiene una serie di inviti, raccomandazioni, poi di fatto concorda con il TTIP. Questa giornalista dice le cose non cambieranno, non cambieranno perché il Trattato in questione prevede l’arrivo sulle nostre tavole di pollo lavato con la candeggina, di carni agli ormoni, per essere vendute nei supermarket addirittura senza nemmeno l’etichetta che avvisi di che prodotto si tratti e quale è la provenienza, una rivoluzione per le multinazionali, le multinazionali stanno facendo festa, questo dovrebbe far pensare i cittadini. Una rivoluzione per loro, a favore di loro che imbandiranno le nostre tavole con cibi di cattiva qualità e che mineranno ancora di più le nostre precarie condizioni di salute per inquinamento ambientale che tende a crescere come tende a crescere, dico io, la povertà e la miseria. Consumeremo anche noi hamburger di carne gonfiata in panini di plastica che ci consentiranno così di attutire i morsi della fame facendoci ammalare di più. Per i sostenitori del TTIP questo trattato migliorerebbe il PIL di mezzo punto percentuale nell’arco di dieci anni, ma a che prezzo? Io credo che crescerà la disoccupazione a livelli insostenibili, ci saranno più licenziamenti, più lavoro sottopagato per soddisfare la bramosia di denaro dei grossi colossi del cibo che si ingrasseranno grazie a consumatori disposti o obbligati poi a comprare a pochi soldi pur di mettersi in pancia della segatura. Va da sé che i nostri prodotti perderebbero di competitività, questo è fuor di dubbio, i prodotti con un marchio, fatti in un certo modo eccetera perderanno completamente la loro competitività, saranno destinati tutt’al più ai pochi eletti della buona tavola, coloro che avranno la possibilità di spendere per intenderci, un dettaglio nemmeno preso in considerazione per favorire i colossi delle multinazionali che ben presto si sostituiranno a Stati sempre più supini alle leggi di mercato che stanno per essere completamente esautorati della propria sovranità. In Europa, specialmente a Berlino, ci sono state nei mesi scorsi delle proteste, centinaia di migliaia di cittadini sono scesi in piazza sostenuti da organizzazioni come Greenpeace da tempo attiva su questo fronte per tutelare il diritto alla salute dei cittadini e la necessità di vivere in un ambiente più a misura d’uomo, ma non sono servite nemmeno tre milioni di firme da parte della società civile che ha espresso dissenso su un accordo stretto al vertice, perché lo dobbiamo dire, stretto al vertice, nonostante la risoluzione Lange chieda trasparenza però ancora è segreto, la risoluzione Lange vedete rimarrà un invito, una raccomandazione, perché ancora c’è il segreto per la massa dei cittadini che deve essere asservita ai più forti. Purtroppo dobbiamo dire che c’è anche una stampa che appare asservita, manovrata, ben oleata da queste grandi multinazionali per far sì che non ci siano dissensi né movimenti d’opinione, insomma abbiamo il gendarme dei diritti delle banche e delle multinazionali in agguato per espandere tramite un mercato letale la propria influenza dove reputa necessario, e a giudicare da quanto sta succedendo questa politica che rischia di collassare continua ad essere sostenuta da usurpatori e vampiri della finanza per provocare sempre di più disuguaglianze, aumentare la povertà, perché questo sta succedendo in Italia e in Europa, quella forbice tra ricchi e poveri purtroppo aumenta, e se questa forbice continua ad aumentare non ci sarà e non ci potrà essere nessuna ripresa. Per assurdo siamo quei pesci piccoli che presi nella rete ci moriranno dentro purtroppo. Chiudo così, con una frase di Papa Francesco, quando le democrazie sono sostituite dalla dittatura della finanza e del capitalismo selvaggio, perché di questo si tratta, queste grandi multinazionali fanno capitalismo selvaggio, quindi quando le democrazie sono sostituite dalla dittatura della finanza e del capitalismo selvaggio solo la forza della società civile può fermare un simile scempio, purtroppo vedo che è un’impresa ardua.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): vedrò di contenermi nel senso che non sono un’autorità in fatto di trattato TTIP però quello che ha detto Marco, per quello che ho letto corrisponde tutto alla verità e quindi sono molto preoccupato. Quello che mi disorienta molto è l’atteggiamento tenuto dalla Commissione precedentemente in cui praticamente si è messo quasi in ridicolo le preoccupazioni che un simile trattato può portare e adesso ciò che viene proposto, quindi di impegnare il Sindaco e la Giunta a intraprendere azioni di orientamento e informazione di propria competenza, quali siano poi non so, volte a promuovere verso i cittadini nel nostro territorio e presso gli altri Enti locali azioni di sensibilizzazione sul TTIP. Allora queste azioni di sensibilizzazione devono essere fatte a favore o contro prima di tutto? Perché come qualunque campagna pubblicitaria può essere fatta sia a favore che contro, quindi prima di fare qualunque azione bisognerebbe essere consapevoli di quello che si sta cercando di far credere alla gente perché purtroppo nella nostra società oggi qualunque cosa, soprattutto se non è vera, a forza di ripeterla continuamente poi viene assunta come verità. Anche adesso mi guardavo con una Consigliera che diceva che non c’era d’aver paura sul problema delle carni e se mi permettete visto che io lavoro nel settore sanitario, addetto al controllo e alla vigilanza nel settore carni, sono molto preoccupato da questo trattato anche perché forse non lo sa quasi nessuno che noi non siamo, come ci è stato detto precedentemente durante la Commissione che noi saremmo stati agevolati, avremmo potuto esportare le nostre carni bovine negli Stati Uniti che adesso sono vietate dopo la mucca pazza. Ma se noi importiamo l’80% della carne bovina per consumo interno dove vogliamo andare ad esportare le carni italiane negli Stati Uniti? Forse non ci rendiamo conto di quello che diciamo, come pretendiamo il marchio italiano e ci scandalizziamo se poi utilizzano il marchio italiano solo perché sono state inscatolati pomodori in Italia pur provenendo dalla Cina congelati, ma non ci scandalizziamo, perché non lo sapete, perché nessuno ce lo dice, che i famosissimi Teneroni che consumiamo nelle nostre mense sono quanto di più obbrobrioso possa esistere, fatti con carne scadute a volte, decongelate, rimescolate, come ha fatto l’Ambrosoli con il miele che mieli non validi venivano tagliati per abbattere i residui di pesticidi ed altro e miscelati con mieli buoni per restare nei parametri di legge. Noi stiamo vivendo in un mondo in cui l’economia e le aziende sono destinate a fallire, le aziende sane e produttive, per soccombere alle minacce delle multinazionali. Quando noi continueremo ancora ad agevolare con un trattato simile le multinazionali, perché alla fine chi se ne agevola sono solo le multinazionali non riusciremo più a uscire da questo se non tramite una rivoluzione culturale che non arriverà mai, perché mancano i leader che sono capaci di gestire questa rivoluzione culturale, siamo fossilizzati su una ripresa economica di Pil che non ci potrà essere, perché è assurdo che speriamo di aumentare la produzione interna lorda, è utopia e dobbiamo aprire gli occhi, perché se noi aumentiamo la produzione a chi la diamo questa roba? Tutto il mondo sta aumentando la produzione e non ci sono più le risorse e le materie, dobbiamo svegliarci un attimo. Abbiamo distrutto tutti i marchi italiani, venduto tutto, sono stati comprati tutti dalle multinazionali estere, ma quante? Quante sono queste multinazionali? Dieci, quindici, venti, e dettano legge economica a livello planetario. Voi sperate di riuscire a mangiare prodotti DOC? Vi dico di no perché già da quando siamo entrati nella Comunità europea abbiamo rinunciato a tanti controlli che venivano fatti e i nostri alimenti si sono deteriorati, sono peggiorati di qualità tantissimo, assistete tutti i giorni ai tentativi di usare latte in polvere per fare le mozzarelle, anche adesso chi è che non sa quello che sta succedendo, che la Comunità europea sta cercando di imporci. Figuriamoci con un trattato americano dove non guardano niente, dove non è vietato niente di alimenti per conservare, poi ci preoccupiamo, come giustamente è stato fatto prima, delle polveri sottili e non ci preoccupiamo di quello che beviamo già dall’acquedotto comunale di Senigallia che abbiamo una rete che ci riempie l’intestino di particelle di amianto e che causa tumori a tutta la cittadinanza, queste sono le cose importanti, noi andiamo a sponsorizzare un trattato che è distruttivo di tutto il sistema produttivo agroalimentare italiano, anche gli altri industriali perché non riguarda solo l’agroalimentare, ma soprattutto ciò che è importante: acqua, aria e alimenti, noi dobbiamo tutelarli e io vi dico approvare una mozione così è da folli.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: non vedo altri interventi quindi chiudiamo la fase di discussione e apriamo la fase delle dichiarazioni di voto.

Il Consigliere BOZZI (Movimento 5 Stelle): questo è un tema che ho seguito fin da settembre per cui viene è una cosa a cui sono molto affezionato e il mio è un accorato appello a tutti i Consiglieri, pensino veramente bene a cosa vanno a votare, perché io adesso non voglio sparare sulla Croce Rossa però secondo me questa cosa è irricevibile, veramente irricevibile e molto pericoloso. Faccio sempre un esempio per far capire cosa è competenza del Comune perché ci hanno attaccato dicendo fate perdere tempo, questi sono temi che non sono degni di essere dibattuti all’interno di un Consiglio comunale perché sono di competenza dell’Europa, eccetera, eccetera. Io faccio sempre un esempio molto semplice, perché un comune si dichiara denuclearizzato? Non certo perché può competere a livello internazionale per dire io metto al bando le armi nucleari oppure sono a favore delle armi nucleari, è molto chiaro questo, un Comune non può fare niente su questo, però dice che ci siano o non ci siano le armi nucleari io qui non le voglio. Il senso della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle andava proprio in questa direzione, al netto di tutte le discussioni che facciamo a livello internazionale a cui noi non possiamo comunque apportare nulla, che cosa è importante per noi? Se ci fosse e se c’è un pericolo minimo per la nostra salute o per la nostra semplicemente ragione di esistere di comunità noi dobbiamo come amministratori dire no per un patto di solidarietà con la nostra comunità semplicemente perché vogliamo bene alla nostra comunità e vogliamo proteggerla, questo è il senso della mozione che è stata bocciata nello scorso consiglio comunale, invece perdonatemi, ma questa è una mozione che a parte che parla solo di grandi discussioni, potremo andare avanti due giorni e alla fine non ne capiamo nulla, però è veramente uno spalancare la porta a una situazione veramente difficile da gestire nel futuro perché non sappiamo a cosa andiamo incontro, quindi voglio dire perché non restiamo sui nostri passi e facciamo una decisione saggia, quella di proteggere la nostra comunità, punto, questo è un accorato appello che rivolgo a tutti i Consiglieri, di tutti gli schieramenti, perché veramente ci pensino bene, sarei disposto a riaprire nuovamente le discussioni in un’altra Commissione per farvi capire quanto è importante questa cosa dibattuta ai livelli giusti, però so che purtroppo il tempo non è stato dalla nostra parte, però il mio appello accorato lo faccio comunque a tutti quanti e vi ringrazio e noi ovviamente votiamo contrario, questo non l’ho detto ma penso che fosse sottinteso, noi siamo contrari assolutamente a questa mozione.

Si dà atto che esce il Consigliere Santarelli: Presenti con diritto di voto n. 21.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica,  la mozione iscritta al punto 4 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari, che allegata al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale, che viene approvata con 9 voti favorevoli, 7 contrari (Bozzi, Canestrari, Mandolini, Martinangeli, Messersì, Rebecchini, Sartini), 2 astenuti (Perini, Profili), 3 presenti non votanti (Mangialardi, Pierfederici, Sardella) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

      
 
Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Romano Dario	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 2 febbraio 2016 al 17 febbraio 2016 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 18 febbraio 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 13 febbraio 2016, essendo stata pubblicata il 2 febbraio 2016
Lì, 15 febbraio 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,