Senigallia Atto

Accordo economico e commerciale globale con il Canada (Ceta)

Mozione del Consiglio Comunale N° S-SG/2017/1818 del 27 luglio 2017

Presentazione
Approvazione
27.7.2017

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 63 
Seduta del 27/07/2017
OGGETTO:	MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MARTINANGELI E PALMA AD OGGETTO: MOZIONE SULL’ACCORDO ECONOMICO E COMMERCIALE GLOBALE CON IL CANADA (CETA)
L’anno duemiladiciassette addì ventisette del mese di luglio alle ore 15:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita-*14 Paradisi Roberto-*2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio*-4 Brucchini Adriano*-17 Pierfederici Mauro*-5 Canestrari Alan-*18 Profili Vilma*-6 Da Ros Davide*-19 Rebecchini Luigi-*7 Fileri Nausicaa*-20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica*-21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro*-22 Santarelli Luca*-10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone*-11 Mangialardi Maurizio*-24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Palma Elisabetta*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 21

 Alam Mohammad ShafiualConsigliere Straniero Aggiunto*- Becka MaksimConsigliere Straniero Aggiunto*-
Sono altresì presenti gli assessori: Campanile Gennaro, Girolametti Carlo, Memè Maurizio
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Romano Dario nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Bedini Mauro; 2° Profili Vilma;  3° Martinangeli Stefania .

Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 8 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MARTINANGELI E PALMA AD OGGETTO: MOZIONE SULL’ACCORDO ECONOMICO E COMMERCIALE GLOBALE CON IL CANADA (CETA) e concede la parola al Consigliere Palma per l’illustrazione dello stesso.

Il Consigliere PALMA (Movimento 5 Stelle): la mozione che presentiamo ha ad oggetto l’accordo economico e commerciale globale con il Canada denominato CETA. Sappiamo che il 30 ottobre 2016 il CETA è stato firmato a Bruxelles e ed è stato successivamente approvato il 15 febbraio 2017 dal Parlamento europeo. Il CETA è un Trattato di libero scambio tra Canada e Unione europea che è assolutamente svantaggioso e sfavorevole soprattutto per i Paesi europei ma in particolare per il made in Italy che vede nell’agroalimentare uno dei settori di punta e di maggiore prestigio. Il Trattato copre anche ambiti di competenza degli Stati membri e quindi deve essere anche ratificato dai Parlamenti nazionali, consideriamo che l’impatto economico del CETA era stato inizialmente valutato in modo favorevole ma le premesse di questa valutazione erano delle premesse non corrette perché prevedevano un determinato tipo di mobilità intraeuropea, un livello di piena occupazione che non esiste e in realtà si è visto che le quote di importazione del grano canadese che non avrebbero più dazi passerebbero dalle attuali 38.000 tonnellate agli oltre 100.000, non ci dimentichiamo poi che i parametri di produzione del grano canadese non sono compatibili con i nostri standard tant’è vero che noi ci ritroveremo con il grano ricco di glifosato che voi sapete è una sostanza molto probabilmente cancerogena e che questo Consiglio comunale ha escluso dall’utilizzo per esempio nel diserbo. Il CETA infatti tutela solamente 41 delle 288 produzioni che sono protette da IGP e DOP e quindi per esempio noi ci ritroveremo ad avere parmigiano reggiano clonato, venduto, cinesizzato diciamo così, venduto al posto del nostro, l’Asiago, la fontina, il gorgonzola, per fare altri marchi il prosciutto di Parma, il prosciutto di San Daniele, quindi parliamo di prodotti che sono il nostro marchio di fabbrica, la punta di diamante delle tantissime produzioni dell’agroalimentare italiano. Inoltre questo comporterebbe una perdita netta e secca di almeno 200.000 posti di lavoro in Europa e una distruzione di tutto l’indotto dell’agroalimentare italiano. Il CETA quindi comporterebbe una liberalizzazione estrema dei servizi non prevedendo sufficienti garanzie per quanto riguarda i campi di applicazione del trattato e determinando tutta una serie di condizioni estremamente sfavorevoli per i Paesi dell’Unione europea tanto è vero che i vantaggi per i cittadini europei non esistono, non ci sono. Si è si è visto che la campagna Stop CETA che è associata anche alla campagna Stop TIP è stata condotta da oltre 500 organizzazioni europee che nel periodo dal 7 ottobre 2014 al 6 ottobre 2015 hanno raccolto più di 3.284.000 firme contro questi due trattati, il quorum è stato raggiunto in 23 Stati membri su 27, sarebbe stato sufficiente raggiungerlo in solo sette Stati. Mettendo in fila le oltre 3.200.000 persone che hanno firmato per il Trattato stop TIP e stop CETA avremmo avuto una catena umana lunga 4500 chilometri dalla Gibilterra fino a Tallin. Ricordiamo anche che questi trattati sono stati preparati a porte chiuse tenendo all’oscuro i cittadini, preparati da un manipolo di burocrati della Commissione europea, infine ricordiamo anche che la coalizione delle organizzazioni contrarie al TIP e al CETA ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea che ha dato loro ragione il 10 maggio del 2017, la sentenza della Corte Europea infatti, che è destinata a fare giurisprudenza, ricorda che gli accordi di libero scambio non possono essere conclusi soltanto dall’Unione europea ma devono prevedere la partecipazione di tutti i loro Stati membri, quindi ricordiamo anche che il 10 luglio, quindi pochi giorni fa, è partita una nuova iniziativa dei cittadini europei quindi una ICE con una nuova raccolta firme che durerà un anno per abrogare nuovamente il mandato di negoziazione sia del TIP e per non concludere il CETA. Con questa nostra mozione, rilevate tutte le criticità presenti in questo Trattato di libero scambio, noi chiediamo a Sindaco e Giunta di contrastare in ogni sede e in ogni luogo istituzionale questa ratifica finale e a sollecitare il Governo e il Parlamento per un maggiore coinvolgimento di regioni e Comuni nella stesura della priorità negoziale in sede di redazione del mandato dei futuri trattati di libero scambio.

Si dà atto che esce il Consigliere Sardella: Presenti con diritto di voto n. 20.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: apriamo la discussione generale.

Il Consigliere PEDRONI (PD): riguardo al CETA che sicuramente è un trattato che vede la nostra Regione insieme alla Puglia e al Veneto le regioni che sono svantaggiate da questo trattato, ovviamente un trattato che alcune regioni italiane hanno applaudito come è stato anche accolto in maniera molto positiva dall’istituto che tutela i salumi perché prevede appunto che alcune regioni italiane abbiano avuto un buon resoconto da questo trattato, ora ovviamente noi siamo marchigiani e tutto questo testo che è stato redatto e che in questo momento è in forma provvisoria ha fatto sì che anche la Regione Marche si muovesse in questo senso per chiedere al Governo di bloccare il trattato, quindi ci trova d’accordo l’argomentazione sull’aggiungere una forma di sostegno a quello che la Regione sta facendo per salvaguardare la Regione, quindi io avrei preparato un emendamento che ho consegnato al Presidente del Consiglio che prevede di approfondire gli impegni nel senso di far sì che l’impegno sia più preciso e quindi a sostegno forte della Regione per il suo documento preparato e per l’intervento che è previsto in Parlamento. Una cosa è certa, e questo se mi permettete volevo un attimo approfondirlo, che l’Italia sicuramente con la produzione di grano interna non riesce a soddisfare il fabbisogno dell’industria della pasta, quindi comunque l’Italia ha bisogno di importare e in questo momento lo sta facendo sia dall’Austria che dall’Ungheria che dal Canada e dalla Francia, queste sono le quattro nazioni che ci forniscono più grano, sicuramente serve un trattato che in qualche maniera possa regolamentare l’ingresso di merci, sicuramente i trattati devono essere studiati per far sì di aiutare non certo per svantaggiare, proprio qualche giorno fa il Governo attuale, Governo Gentiloni attraverso i suoi Ministri ha infatti firmato due decreti interministeriali senza aspettare l’ok dell’Unione Europea per introdurre in via sperimentale, che sarà sperimentata per due anni, l’obbligo di identificazione dell’origine di riso e del grano per l’etichettatura, il decreto si chiama decreto grano pasta, prevede che le confezioni di pasta secca prodotta in Italia debbono avere obbligatoriamente indicato in etichetta il Paese di coltivazione del grano e quello dove è stato vaccinato mentre per il riso in base alla provenienza deve essere obbligatoriamente indicato il paese di coltivazione, quello di lavorazione e quello di confezionamento. Questa la trovo una cosa interessantissima perché visto che anche dietro un trattato magari rivisto, un’importazione della materia prima ci sarà questo forse potrà anche servirci per capire se effettivamente il consumatore approfondisce nel momento in cui compra per capire da dove sono provenienti i grani e ci potrà anche magari in futuro far capire se c’è una nazione o c’è un posto di provenienza che preferiamo piuttosto che un altro, quindi io proporrei di far leggere l’emendamento se tutti sono d’accordo possiamo procedere.

Il Consigliere PALMA (Movimento 5 Stelle): abbiamo preso visione dell’emendamento e lo confermiamo.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: perfetto, allora ne do lettura. All’interno del dispositivo dove c’è scritto impegna il Sindaco e la Giunta va cambiato tutto con la seguente dicitura: impegna il Sindaco e la Giunta a sostenere la Regione Marche nel chiedere al Parlamento italiano di sospendere l’iter di approvazione del CETA e ad intervenire, anche in sede europea e per quanto di sua competenza, al fine di tutelare e difendere i prodotti di marchi tipici marchigiani, vera ricchezza del nostro territorio per salvaguardare la salute dei consumatori marchigiani. Questi sono i nuovi impegni che sono stati accettati dai relatori, quindi questo è il nuovo testo, lo acquisiamo non lo prendiamo nemmeno come emendamento, diventa nuova parte integrante del testo.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la mozione iscritta al punto 8 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari, così come modificata ed accettata dai relatori, che allegata al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale e che viene approvata con 18 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, 2 presenti non votanti (Gregorini, Pierfederici), come proclama il Presidente ai sensi di legge.

      

Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Romano Dario	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 18 agosto 2017 al 2 settembre 2017 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 4 settembre 2017	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 29 agosto 2017, essendo stata pubblicata il 18 agosto 2017
Lì, 30 agosto 2017	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,