Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 88 del 29 gennaio 2015

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Relazione di maggioranza e relazione del presidente della Commissione speciale di indagine e inchiesta sull’alluvione

L’Assessore CERESONI: intervengo perché avevo già programmato di intervenire, ovviamente non mi sottraggo alle ultime dichiarazioni del consigliere Paradisi, intanto riportando a verità alcune questioni. Per esempio su Dario Romano Consigliere Paradisi posso testimoniare in sede politica e giurisdizionale che è stato uno di quelli che si è rimboccato le maniche infangandosi notevolmente, ma lo dico questo non perché devo tessere gli elogi di Dario Romano [si registra un contraddittorio fuori microfono] non perché devo tessere gli elogi, non perché debbo elogiare qualcuno ma perché credo che ci siano fatti e situazioni che si conoscono e quindi vanno portate a verità. Ci sono quarantotto lettere, allora Consigliere Paradisi io le chiedo di esibire a noi le sue quarantotto interrogazioni, interpellanze sulla questione fiume Misa fatte in questa sede [si registra un contraddittorio fuori microfono] no, ma io le quarantotto interrogazioni le leggerò, adesso le ricercherò  in modo tale che ognuno è bene che misuri se stesso e poi giudichi anche gli altri. Vado avanti. Io credo che lei abbia dato questa sera una manipolazione dei rapporti politici e anche personali interni alla maggioranza che governa questa città da alcuni anni. Le spiego perché. Perché intanto il giudizio di non potente di non gigante che lei mi da per me è un onore, perché per me il dato di umiltà, di politico non potente non gigante per me è un onore, quindi la ringrazio di questo e le dico perché è un onore, perché dentro questa maggioranza, fatta di persone che si confrontano in modo onesto, misurandosi democraticamente e non in modo né servile né da traditori, ci si basa su un metodo che è quello degli accordi trasparenti, dichiarati, agiti e verificati. Tant’è che ricordo ancora l’incontro fra i candidati a sindaco al Teatro Portone di cinque anni fa quando l’allora candidato a Sindaco Maurizio Mangialardi uscì con la dichiarazione ettari zero nel consumo di suolo per ciò che riguarda le politiche urbanistiche di questo mandato amministrativo. Fu una dichiarazione espressa e una dichiarazione che abbiamo agito, è il Sindaco, noi siamo assessori, gli altri sono Consiglieri, ognuno per quota parte. Ma vengo al dicembre del 2001, l’ho già fatto, credo anche tra l’altro d’aver dimostrato una volontà vera di confronto perché avrei potuto aspettare questa sera qui in una sede molto più tranquilla, invece sono venuto in quella sede a San Rocco, una sede anche particolarmente complicata, tant’è che alla dichiarazione fatta dal consigliere Roberto Mancini è uscito un applauso sarcastico su quella dichiarazione riportata dove io parlavo e credo ancora che all’epoca avevo ragione, ma parlavo non rivolgendomi solo all’attuale Sindaco, mi rivolgevo a quella Giunta comunale, che è bene ricordare essere è stata composta da Luana Angeloni, Francesco Stefanelli, Andrea Nardella, Giuseppina Massi, Lanfranco Bertolini, Christian Ramazzotti e Maurizio Mangialardi, era una Giunta nel 2001 a cui io mi rivolgevo pensando ad un periodo politico amministrativo quello degli anni Ottanta e degli anni Novanta che credevo necessario chiudere e aprire una nuova fase, e quindi parlavo di supremazia del diritto ad edificare. E dico che in quella sede poi, dopo due anni, nella sede appunto istituzionale e politica, si è sancito un accordo, un accordo fatto di tredici anni di duro lavoro, spesso controcorrente, dove io questa sera, come ho fatto a San Rocco, porto dei dati. Ma dei dati, se sono stato interpretato come il dominus di una situazione sicuramente l’interpretazione è stata errata, dei dati in cui è possibile ritrovare un modello di città che sul governo del territorio ha fatto appunto in questi tredici anni un lungo percorso, lungo percorso perché sì è passati da 364.359 metri cubi di nuova edilizia a poche unità di migliaia in questi ultimi quattro anni, perché si sono fatte ricordavo varianti al contrario di terreno da edificabile a terreno agricolo, non solo per questioni fiscali e quindi per un aiuto ad alcuni cittadini, ma anche su questioni strategiche. Ricordo prima fra tutte le piramidi che sono state uno degli elementi di maggior scontro e conflitto e che hanno diviso all’epoca il centro sinistra fra due componenti, ma non ultima anche la questione di via Cellini che abbiamo avuto la forza di rimodulare, di limitare e di gestire. E allora quei tredici anni di lungo lavoro io credo che abbiano portato oggi ad una limitazione di quella supremazia del diritto ad edificare di cui io narravo in quella serata del dicembre 2001, senza alcuna medaglia personale, ma riconoscendo a quella Giunta di allora e a questa Giunta di oggi, e dico anche al Sindaco Maurizio Mangialardi che al Teatro Portone disorientò un po’ tutti con quella dichiarazione che fece e che poi abbiamo tentato di mettere in campo. Qualcuno quella sera a San Rocco ha detto subito dopo ma si queste cose effettivamente qualcuno presente in Consiglio comunale, che questa sera non è più presente però voglio puntualizzare alcuni elementi, ma si è vero però si dice si costruisce dappertutto meno, in realtà avete messo in campo nella variante Arceviese molti metri quadrati, ecco io per esempio dico rispetto alla variante Arceviese che è stato il motivo per cui una componente del Centrosinistra, Rifondazione Comunista, è uscita dalla maggioranza, io dico che con il senno di poi oggi possiamo dire che quella variante non ha prodotto quegli effetti devastanti per una serie di situazioni e stiamo rivisitando alcune di quelle scelte, prima fra tutte l’elemento di massimo conflitto, la questione del polo direzionale di fianco ai vigili del fuoco di cui alcun cantiere è partito e rispetto al quale oggi stiamo facendo valutazioni nuove di rivisitazione e appunto di revisione in minor impatto in termini edificatori. Concludo con un ultimo elemento. Credo che il lavoro di riflessione sia necessario, tutti i contributi siano stati necessari da parte dei cittadini, da parte dei commissari, dei consiglieri e di tutti quelli che sono intervenuti, io credo però che allontanandomi dal dibattito di questa sera noto spesso anche in alcuni interventi in questa sala consiliare, la presenza di una ricerca morbosa e ossessiva della colpa e del colpevole, e allora come ricordavo nella serata di San Rocco, noi dobbiamo prendere atto che quel 3 maggio ci sono state eccezionali avversità, eccezionali avversità che sono state certificate da un dato, da un documento che è la dichiarazione dello stato di emergenza. Lo stato di emergenza o esiste e produce i suoi effetti e si fonda su questa certificazione che ha valore di legge o altrimenti non esiste, non produce questi effetti. E le eccezionali avversità sono state descritte all’interno della relazione di protezione civile, la relazione di Protezione civile della Regione Marche ci dice una cosa, che quando il fiume Misa nel 1940, nel 1955, nel 1976, nel 2014, per cause diverse, ma secondo la stessa fenomenologia, raggiunge una portata di piena superiore ai cinquecento metri cubi al secondo, il fiume Misa rompe gli argini, esonda e crea quelle eccezionali avversità. Le cause del 2014 sono state diverse da quelle del ’40, del ’55 e del ’76, nel 2014 la Protezione civile regionale ci dice che il suolo era impermeabile a causa dei trenta giorni precedenti di pioggia, ci dice che le precipitazioni da mezzanotte alle sei del 3 maggio sono state rilevanti, ci dice che la contestuale portata di piena tra il Misa e il  Nevola ha creato quelle eccezionali avversità, certificate da un documento che ha valore di legge, che né Maurizio Mangialardi, né  i candidati a Sindaco di oggi e del passato avrebbero potuto gestire se non andando a reagire nelle ore immediatamente successive. Ovviamente tutto questo è utile perché rimarrà alla storia e quando ci saranno situazioni simili andranno a rileggere i nostri atti, per questo lascio a verbale questa mia dichiarazione, io credo oggi che, chiudo, come Amministrazione comunale, pure in un quadro di competenze, di normative ormai chiaro alla comunità e sancito nei testi di legge, dobbiamo lavorare sullo stato di progetto incalzando Provincia e Regione affinché la mitigazione della vulnerabilità dell’assetto idrogeologico di questa città possa essere diminuita. Io credo che questo sia un obiettivo, un obiettivo che intanto è stato riportato nell’agenda degli enti locali sovraordinati tant’è vero che sono stati recuperati con uno sforzo enorme da parte dell’Amministrazione comunale, in testa il Sindaco, circa dieci milioni di euro che dovranno essere utilizzati per opere idrauliche, fra cui le vasche di espansione, che da sole non sono sufficienti, dovranno essere accompagnate da altre opere idrauliche e se ce la faremo anche da altre vasche di espansione, ma che io credo, pur valutando i limiti che possono avere e quindi eventualmente anche tentare alcune modifiche, debbono essere realizzate, insieme al rafforzamento degli argini, alla pulizia e alla manutenzione del fiume oltre che all’escavo dello stesso.