Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 90 del 19 marzo 2015

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Interrogazioni ed interpellanze. Seduta del 19 marzo 2015

L’Assessore CERESONI: grazie Consigliere intanto credo che ha fatto bene in premessa a toccare quella battuta che è uscita sulla stampa di cui non ho letto l’articolo e quindi non so bene quale fosse il contenuto, ma il titolo era a dir poco terrificante e l’enfasi data a mio modo dal mio punto di vista dalla stampa lo è stato ancora di più, perché in tempi bui e fatti così come questi ovviamente i luoghi comuni e la lotta alle streghe porta per esempio a pensare che tutti i migranti siano sporchi, porta a pensare che tutti i politici siano ladri, porta a trovare la soluzione ai seri problemi in forme errate a volte anche collettive di proiezione di odio, di indifferenza e di etichettatura, assolutamente errata da parte appunto di questi percorsi. Perché per esempio io che sono un amministratore pubblico, ma così come tutti voi che siete qua dentro e che sacrifichiamo il nostro tempo per il bene della comunità non meritiamo titoli come quello, quindi io respingo questo tipo di iniziativa ma non come un politico di parte, ma insieme a voi io vorrei alzare l’attenzione a questo clima che viene così banalmente proposto a più riprese in modo errato quanto meno rispetto a noi, perché qua dentro vedo persone diverse, con posizioni politiche diverse, ma che onestamente fanno il loro lavoro e quindi questo lo rimarco. Detto questo sul tema delle vasche di espansione intanto dico Consigliere che questa Amministrazione comunale in tempi non sospetti ha deciso in quella seduta di due anni fa di farle fare queste vasche d’espansione, lo abbiamo fatto con l’unica delibera che competeva al Comune, che era la perimetrazione dei confini dentro il Piano Regolatore Generale appunto inserendo questa opera dentro il PRG. In comune altri atti, né di Giunta, né di Consiglio, ne determine dirigenziali debbono essere fatti. Siamo a posto, l’abbiamo fatto nei tempi necessari. Oggi l’opera è in capo alla Provincia di Ancona, ed è un’opera che è arrivata alla redazione della fase esecutiva dell’opera pubblica e quindi sta definendo i criteri dell’affidamento delle opere tramite appalto ad evidenza pubblica. Noi stimiamo e ovviamente la stima è al netto di elementi ostativi che oggi non conosciamo, quindi stimiamo che tra fine 2015 e inizio 2016 possa partire questa opera. Questa opera rispetto alla quale la nostra posizione è tanto netta nell’aver deciso dopo trenta anni, ma trent’anni nella vita di una persona sono quasi un terzo di una vita di una persona che vive novant’anni, poi se uno vive ancora di meno è molto di più. Allora cosa rivendichiamo? Rivendichiamo che il dibattito, il confronto che ci deve essere nelle situazioni, nelle questioni amministrative, ma il confronto ha tempi certi di decisione che si conclude con il decidere tagliando il sì e decidendo per il no o tagliando il no e decidendo per il sì. Noi l’abbiamo fatto in tempi rapidi, magari c’è stata anche una fase abbastanza convulsa qui in Consiglio di analisi di quel progetto che aveva altre questioni, ma lo abbiamo fatto. Reputiamo altresì che quell’opera possa mitigare la vulnerabilità da un punto di vista di assetto idrogeologico del nostro territorio ma non sia di sé esaustiva, occorrono ulteriori opere modulari, quindi che a modulo continuano in quella finalità di mitigare, per esempio zone golenali anche per quanto riguarda l’affluente di sinistra del fiume Misa, appunto che è il Nevola, che ugualmente necessita, perché ricordiamo che una delle concause degli eventi del 3 maggio è stata la piena contemporanea tra il Misa e il Nevola che è quello che ha creato questa portata importante. Quindi cosa diciamo? Le dobbiamo fare, che la Provincia si sbrighi a farle, che se ci sono delle questioni di miglioramento nel dettaglio vadano fatte, che non vogliamo concludere questa opera di mitigazione che oltre alla pulizia del fiume effettuata dal mese di novembre, al rafforzamento degli argini in corso d’opera, alle vasche di espansione vedano ulteriori opere come per esempio l’escavo del fondo del fiume pensando anche a procedure legislative che non possono essere quelle né che pensano che i fanghi già presenti in acqua siano considerati rifiuti speciali da smaltire in discarica in quanto in acqua già ci sono e per esempio anche il tema appunto di zone golenali ulteriori, zone di vasche di espansione, vasche di laminazione ulteriori a questa, perché ovviamente le vasche d’espansione sono una risposta importante ma non conclusiva e non esaustiva, mitigano di un po’, bisogna avvicinarsi al rischio zero e le vasche ci fanno fare un piccolo passo, non conclusivo.

Si dà atto che entra il Consigliere Girolametti: Presenti con diritto di voto n. 16.