Senigallia Atto

Riorganizzazione del sistema socio-sanitario nelle Marche

Ordine del giorno del Consiglio Comunale N° S-SG/2013/1348 del 24 luglio 2013

Presentazione
Approvazione
24.7.2013

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 68 
Seduta del 24/07/2013
OGGETTO:	ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI PERINI, MONACHESI, SARDELLA, BRUCCHINI, GIROLAMETTI AD OGGETTO: "RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA SOCIO SANITARIO MARCHE"
L’anno duemilatredici addì ventiquattro del mese di luglio alle ore 16:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Allegrezza Elisabetta*-17 Marcantoni Fabrizio-*2 Angeletti Margherita *-18 Marcellini Massimo-*3 Antonacci Monica-*19 Mazzarini Alessandro*-4 Battisti Paolo-*20 Monachesi Enzo*-5 Brucchini Adriano*-21 Paradisi Roberto-*6 Bucari Simonetta*-22 Pergolesi Enrico*-7 Bucci Vania*-23 Perini Maurizio*-8 Cameruccio Gabriele*-24 Quagliarini Luciano*-9 Cicconi Massi Alessandro*-25 Ramazzotti Ilaria-*10 Donatiello Giulio*-26 Rebecchini Luigi C.D.*-11 Fiore Mario*-27 Rimini Enrico*-12 Giacchella Massimiliano-*28 Romano Dario*-13 Girolametti Carlo*-29 Salustri Maurizio*-14 Gregorini Mauro*-30 Sardella Simeone*-15 Mancini Roberto*-31 Sartini Oliviano*-16 Mangialardi Maurizio*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 24

 Shamsuddin BhuiyanConsigliere Straniero Aggiunto-* Md Abdur KaiumConsigliere Straniero Aggiunto*-
Sono altresì presenti gli assessori: Campanile Gennaro, Curzi Paola, Meme' Maurizio.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Enzo Monachesi nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Perini Maurizio; 2° Bucci Vania;  3° Pergolesi Enrico .
Il Presidente del Consiglio MONACHESI enuncia l’argomento iscritto al punto 5 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI PERINI, MONACHESI, SARDELLA, BRUCCHINI, GIROLAMETTI AD OGGETTO: "RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA SOCIO SANITARIO MARCHE" e concede la parola al Consigliere Sardella per l’illustrazione dello stesso.

Il Consigliere SARDELLA (PD): L’ordine del giorno che proviene di fatto dal precedente Consiglio comunale poi ritirato e ripresentato con alcune modifiche in questo Consiglio comunale, per tornare con forza all’interno di questa assise a parlare di sanità. Perché? Perché i tempi sono ancora di estrema attualità e sono di estrema attualità anche in seguito al Consiglio che abbiamo specificatamente dedicato alla tematica della sanità locale con particolare riferimento alla nostra ex zona territoriale e al nostro ospedale di Senigallia. Io darei per letto il contenuto di questo ordine del giorno che tutti i consiglieri hanno, quindi non starei a ripetere e a  ribadire in maniera pedissequa questo ordine del giorno anche perché è di scarsa utilità per noi consiglieri, però lo andrei a presentare senza astenermi da una serie di considerazioni di carattere politico. 
Con questo ordine del giorno vogliamo fare in modo che gli impegni presi dall’Assessore Mezzolani, dal dottor Ciccarelli, nel Consiglio comunale di cui poc’anzi parlavo non rimangano impegni sulla carta, non rimangano impegni per quanto verbalizzati, ma impegni senza un immediato effetto applicativo ma che questi impegni siano oggetto di un preciso atto amministrativo condiviso da tutto il Consiglio comunale e che quest’atto amministrativo, per lo meno l’auspicio è che sia condiviso da tutto il Consiglio comunale, e che quest’atto amministrativo che ha una sua, anche se vogliamo impropriamente, comunque valenza prescrittiva sia di supporto al Sindaco del Comune di Senigallia nell’interlocuzione con i vertici amministrativi e politici della nostra Area Vasta affinché vengano fissati determinati punti fermi che per quanto ci riguarda non possono essere superati. Non può essere messa in discussione l’attuale articolazione dell’ospedale di Senigallia in nome di un generico e assolutamente improprio piano industriale che riduce il paziente da persona che soffre e che ha bisogno di una cura a mero numero che può essere spostato secondo criteri di economicità da un ospedale all’altro, da un luogo all’altro, senza tener conto che dietro quel paziente, dietro quel numero c’è una persona, c’è un paziente che sta soffrendo, ci sono dei familiari che per andare a Fabriano, a Jesi o anche alla stessa Senigallia, dovranno affrontare delle spese anche e non secondariamente di trasporto e di trasferimento come tutti sappiamo sempre più ingenti. Con troppa semplicità si affronta forse il caso dell’Area Vasta, con troppa semplicità si affronta la riorganizzazione del sistema sanitario senza pensare sempre e comunque che al centro ci deve essere il paziente che soffre.
Faccio riferimento a due articoli che sono comparsi di recente sulla stampa. Uno delle interminabili file di attesa al Pronto Soccorso dell’altro giorno, liste di attesa al Pronto Soccorso in cui si arrivano ad attese anche giornaliere. Un pronto soccorso quello dell’ospedale di Senigallia in grande sofferenza, a maggior ragione in grande sofferenza in questo periodo in cui la popolazione residente magari non raddoppia quest’anno perché a causa della crisi non abbiamo gli stessi arrivi a cui eravamo abituati, ma sicuramente aumenta in maniera considerevole. E un altro apparso di recente proprio oggi di un certo Antonio Bruno che denunciava come un ecodoppler viene fissata addirittura nel 2015. Sempre, costantemente, articoli che ci segnalano disservizi, che ci segnalano mancanze, che ci segnalano appunto delle offese a quella che è, mi sia consentito chiamarla vera e propria offesa da parte di una struttura amministrativa, a quella che è la dignità del paziente. 
Noi con questo ordine del giorno vogliamo entrare nel merito della questione, ci vogliamo entrare anche con gli emendamenti che abbiamo condiviso come maggioranza, in maniera molto chiara e diretta, e intendiamo fare in modo che vengano, ripeto, fissati questi paletti che il Sindaco potrà richiamare in ogni sede. Paletti che vanno a tutela del Dipartimento di emergenza e accettazione dell’ospedale di Senigallia che per quanto ci riguarda non è messo assolutamente in discussione con tutte le sue articolazioni previste dalla normativa vigente, e quindi quando parliamo di dipartimento di emergenza e accettazione parliamo di un Dipartimento che prevede al suo interno tutte determinate unità operative, quindi la cardiologia nella sua interezza, quindi la rianimazione e tutte le altre articolazioni previste dalla normativa vigente. Parliamo di una cardiologia che venga garantita nella attuale formulazione organizzativa e quindi in maniera chiara Unità Operativa Complessa di Cardiologia, e su questo non siamo disposti a cedere. Parliamo di garanzie circa la ventilata riduzione dei posti letto, Senigallia è un ospedale che è stato anche notevolmente ampliato di recente e appare assolutamente paradossale che ci sia un’ampia disponibilità strutturale di posti letto e che si arrivi invece a pensare di ridurre posti letto e quindi ciò comporterebbe addirittura la chiusura di interi reparti anche nuovi, quindi di intere strutture, con una vanificazione degli investimenti pubblici effettuati negli anni passati. Parliamo di garanzia dell’unità operativa complessa di Radiologia e anticipo comunque già il tema del prossimo emendamento che andrò a presentare, con tutte le necessità tecnologiche e di personale e non da ultimo anche della unità operativa complessa di ostetricia e Ginecologia per la quale non ci sentiamo di condividere alcun tipo di smembramento, alcun tipo di riduzione, alcun tipo di spostamento della Chirurgia ginecologica in altre sedi. Non da ultimo, sempre con criteri diciamo ben determinati, ribadiamo e chiediamo che ci sia, e questo lo spiegherò anche nell’emendamento, che ci sia un chiaro coinvolgimento di tutto il personale amministrativo nelle eventuali procedure di mobilità, ribadisco eventuali, che verranno poste in essere di fronte della non condivisa scelta da parte di tutto questo Consiglio Comunale, dello stesso Sindaco, di, a quanto sembra, concentrare tutto il personale amministrativo, comunque buona parte delle funzioni amministrative, presso la sede di Fabriano dove è stato appunto effettuato un investimento molto, molto ingente. 
Con questo spirito presentiamo questo ordine del giorno e presenteremo i successivi emendamenti che credo siano già in distribuzione in quanto molto importanti sul quale mi auguro ci possa essere la condivisione di tutto il Consiglio comunale e quindi anche delle minoranze consiliari, perché più siamo uniti su questo argomento così delicato, più diamo forza alla posizione che prende la nostra Amministrazione comunale e più siamo uniti in ultima analisi nel sostenere le ragioni prima di tutto degli utenti della sanità, cioè di persone che si trovano in uno stato di sofferenza.

Si dà atto che entra il Consigliere Mazzarini: Presenti con diritto di voto n. 25.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: L’emendamento è uno, lo stiamo fotocopiando e lo distribuiremo a brevissimo.

Il Consigliere CICCONI MASSI (PPE-PDL): Questo ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza e dal Consigliere Perini ha una storia che abbiamo vissuto assieme e sicuramente non è il migliore esempio di collaborazione istituzionale e di rapporti tra le forze politiche di questo Consiglio comunale sul tema sanità che invece negli anni passati ha dato prova e dimostrazione di un atteggiamento se non altro di lavoro collaborativo e di spirito bipartisan. Il risultato che alla fine è un risultato che francamente non ci soddisfa, non ci soddisfa perché noi crediamo che sulla sanità, e quindi sul tema della riorganizzazione dei servizi sanitari nel nostro territorio, debbano essere fatte alcune considerazioni e alcune riflessioni anche dure, anche forti, perché non è più il tempo della mediazione, non è più il tempo dell’attesa, ma è il tempo dell’azione e il tempo della rivendicazione. Una rivendicazione Sindaco che non è una rivendicazione campanilistica, come è stato più volte detto, perché vede Sindaco qui la questione è fondamentale. Io credo che nel nostro territorio ci siano due categorie, anzi tre categorie di realtà territoriali. C’è una categoria che è quella delle grandi realtà territoriali, e mi riferisco ad Ancona, a Pesaro, cioè le grandi realtà nelle quali naturalmente sono insediate le strutture sanitarie più importanti della Regione e dove necessariamente e obbligatoriamente devono essere le specialistiche migliori e quindi tutte quelle strutture che possano garantire i migliori servizi sanitari nel nostro territorio, nella nostra regione. Poi ci sono altre due categorie di soggetti, ci sono i soggetti che hanno senza chiedere, quei soggetti e quelle realtà a cui viene riconosciuto qualcosa, a cui viene riconosciuto molto, forse viene riconosciuto anche troppo rispetto a quello che effettivamente merita o meritano, ma sono realtà che non fanno campanilismo, non vanno nelle piazze a rivendicare, non hanno bisogno di fare i Consigli comunali, non hanno bisogno di fare i documenti perché già hanno, perché senza grandi mosse, senza grandi operazioni di facciata o politiche, loro ottengono e hanno in questi anni sempre ottenuto. È chiaro che per loro e nei loro confronti nessuno mai farà accuse di campanilismo perché non hanno bisogno di fare campanilismo. Poi ci sono i soggetti di serie B, cioè quelli che per poter ottenere qualcosa devono fare i documenti, devono fare gli ordini del giorno, devono andare in piazza, devono fare i volantinaggi, e poi tra questi si può differenziare quelli che lo fanno per tutelare le piccole situazioni di piccolo cabotaggio in qualche modo o comunque di situazioni che potremmo definire oggettivamente di privilegio, e quelli che come noi sono costretti a fare questa azione martellante nei confronti delle istituzioni regionali perché altrimenti vedrebbero ancora di più una riduzione dei servizi, delle strutture, degli organici nell’ambito del settore sanitario. E allora a chi ci accusa, e tra questi anche l’assessore regionale Mezzolani che è venuto qui trattandoci con quell’aria di sufficienza come per dire poveretti, non capite, non comprendete, guardate il vostro orticello e non guardate la dimensione, guardate la pagliuzza e non guardate la situazione complessa e gravissima della sanità nel nostro Paese che la Regione Marche riesce a difendere in qualche modo attraverso queste operazioni, e in qualche modo ha lasciato cadere questa accusa per cui noi saremmo dei soggetti che fanno campanilismo, che guardano al loro orticello. No caro assessore Mezzolani, noi non facciamo campanilismo, noi cerchiamo di tutelare quello che abbiamo e cerchiamo di fare in modo che quello che abbiamo non venga depauperato, non venga ridotto, non venga limitato, così come avviene ormai da anni, così come noi abbiamo sempre fatto negli anni precedenti. Perché, e ringrazio la memoria storica di questo Consiglio comunale che è il consigliere Cameruccio, il quale ha portato quest’oggi, poi chi lo vuole consultare perché veramente sono una serie di documenti importanti, perché sono la cronistoria di tutti gli atti che noi abbiamo fatto negli anni a tutela e a difesa della nostra sanità e abbiamo visto che comunque pur avendo compiuto sempre queste azioni bipartisan, responsabili, frutto di una valutazione e di una visione che doveva essere al di là delle divisioni politiche partitiche ma che doveva guardare alla sanità del territorio come l’aspetto più importante e principale poi abbiamo visto che, pur avendo compiuto tutti questi atti, il nostro ospedale, le nostre strutture ospedaliere oggi rischiano come rischiavano prima. Era il 2000, 20 novembre del 2000 quando un ordine del giorno presentato da Forza Italia, CCD, CDU, AN, Senigallia Rinascita, insomma sigle ormai del passato, veniva votato all’unanimità dal Consiglio comunale e aveva come oggetto il futuro dell’ASL numero 4 di Senigallia e quindi il mantenimento, il potenziamento, le garanzie. Poi nel 2001 ordine del giorno di tutto il Consiglio comunale, no questo era il consigliere Massimo Bello mantenimento e potenziamento dei servizi sanitari ASL numero 4, quindi andiamo a ritroso ma la situazione è lontana nel tempo. Poi il 14 gennaio del 2002 Valutazioni in merito al sistema sanitario delle Valli del Misa e del Nevola, sono interessanti gli interventi nonché i dispositivi dei provvedimenti che venivano votati, perché in ogni caso si invitano i rappresentanti istituzionali a intervenire per combattere contro i tagli, contro le riduzioni, ad assumere una forte e decisa presa di posizione contro ogni azione che dovesse penalizzare l’ospedale di Senigallia e i servizi sanitari del territorio. Per poi arrivare al 5 luglio del 2002 dove si ricorderà il Sindaco Mangialardi all’epoca assessore che ci trovammo qui nella piazza del Comune, in piazza Roma, una sera del 5 luglio del 2002 per affrontare il tema della sanità, con un Consiglio comunale in piazza, aperto, perché avevamo questa necessità, e con noi i dieci consigli comunali del territorio delle Valli del Misa e del Nevola per tutelare la sanità, votando un documento comune che era frutto di una collaborazione tra le forze politiche. Passano gli anni ma i problemi sono esattamente gli stessi, anzi i problemi si sono aggravati. Il taglio dei posti letto c’era nel 2002, c’è oggi, la necessità di potenziare Radiologia con all’epoca una risonanza magnetica che non c’era, oggi con la necessità di rinnovare e potenziare le strutture; i problemi del pronto soccorso con le ore di attesa, insomma era il 2002, era il 2001, era il 2000? Sono passati tredici anni e ci ritroviamo in una situazione che è andata progressivamente peggiorando, e ci sono invece altre realtà che hanno consolidato le loro posizioni e addirittura in qualche caso rafforzate.
Qual è la ragione che sta alla base di questo? Ci sono soggetti più bravi e soggetti meno bravi? Ci sono strutture ospedaliere nel nostro territorio della provincia di Ancona migliori tanto da dover essere valorizzate e potenziate e ci sono strutture ospedaliere peggiori tanto da dover essere penalizzate? No, non è questo, perché se fosse queste e se fosse dettato su elementi oggettivi saremmo in qualche modo assicurati, perché sappiamo perfettamente che le nostre strutture ospedaliere, che i nostri medici, che il nostro personale paramedico non ha nulla da invidiare e niente di peggio rispetto a quello delle altre strutture della nostra Regione e della nostra Provincia. No, il fatto e il dato tragico è che la sanità nella nostra regione, come in gran parte delle regioni italiane, perché questo è un dato di fatto reale, è che la sanità è strettamente legata e connessa a logiche politiche, ed è la politica che gestisce il tutto, le scelte sono scelte di natura politica e allora è sul piano politico che è giusto e necessario fare le battaglie. Ma allora sul piano politico, visto che è giusto e necessario fare le battaglie, è giusto veramente avviare uno scontro forte, perché ripeto c’è qualcuno che ha sempre ottenuto, che continua a ottenere e continua a vedersi riconosciuto forse addirittura un domani il riconoscimento di un punto di riferimento di Area Vasta, che forse in qualche modo è addirittura meglio per quanto ci riguarda perché toglierebbe un problema rispetto a quello che noi stiamo vivendo in questo momento, ma non c’è dubbio che proprio nel campo della politica e della gestione politica di questo settore, la nostra realtà è sempre stata deficitaria, abbiamo fatto tanto ma non abbiamo fatto abbastanza, potevamo fare ma possiamo fare ancora molto di più.
Il documento che è stato presentato questa sera, non ho letto adesso gli interventi modificativi, è un documento facsimile presentato su tutti i Comuni del nostro territorio, presentato in maniera maldestra da parte dei gruppi di maggioranza se non altro nella prima fase, oltretutto da un punto di vista proprio lessicale e di lettura, se dovete fare l’emendamento fatelo perché ci sono delle cose, ad esempio nella nostra area questo livello è rappresentato da Corinaldo, Arcevia, Ostra Vetere punto di domanda. C’è un punto di domanda che aleggia ogni volta che compare Ostra Vetere, non si sa forse era stato presentato quando ancora era sindaco Massimo Bello e allora non si sapeva se doveva, si sa chi e come è stato redatto e come è stato presentato. A parte questo è un documento debole, è un documento che non serve a nulla se veramente non si entra nel merito delle questioni, ma nel merito forte delle questioni, e tra tutte voglio indicare quella di cardiologia. 
Se noi in questo documento, dopo esserci incontrati in sede di Conferenza di Capigruppo, abbiamo ribadito la necessità che cardiologia venga mantenuta nella condizione in cui oggi si trova, e che quindi addirittura venga potenziata, oggi noi in questo documento sostanzialmente avalliamo la scelta fatta dalla Regione Marche, e cioè riconosciamo il potenziamento seppur nella specificità della funzione riabilitativa, cioè diciamo che la nostra cardiologia deve essere una cardiologia di funzione riabilitativa. Sostanzialmente andiamo a sostenere e andiamo a confortare il nostro Assessore Mezzolani e il nostro dirigente Ciccarelli che quello che hanno fatto è stato fatto bene, che il percorso che stanno intraprendendo è il percorso giusto, e che quindi a parte qualche piccola correzione, noi siamo in linea e andiamo su quella strada. Noi quella strada nel nostro piccolo non la vogliamo percorrere, noi crediamo che invece su quel fronte debba aperta un’azione e un confronto duro con queste realtà, con chi ci governa da un punto di vista della sanità regionale e quindi ci dispiace per tutto quello che è successo riguardo a questo ordine del giorno e quindi non lo voteremo.

Si dà atto che esce l’Assessore Ceresoni.

Il Consigliere GIROLAMETTI (Città Futura): Prendo la parola con un certo disagio perché io mi rendo conto, credo come tutti gli altri, che il momento è veramente delicato. Rispetto al 2000-2002 qui siamo proprio in un’altra fase. Chi pensa come Cicconi Massi che quello di cui si sta parlando oggi siano le stesse cose di cui si parlava nel 2000 e 2002 è fuori strada. Nel 2000-2002 si poteva parlare di più o meno mantenere un’unità operativa finanziata o meno finanziata, questioni di personale, oggi è in discussione il peso del nostro ospedale all’interno dell’Area Vasta. Quello che non mi piace è il modo come ci siamo arrivati a questo ordine del giorno, perché questo ordine del giorno non è l’ordine del giorno del PD, non è l’ordine del giorno della maggioranza, noi dovevamo arrivare a un ordine del giorno del Consiglio Comunale di Senigallia. Eravamo partiti bene con un consiglio dedicato alla sanità, abbiamo concluso diciamo molto meno bene, perché arriviamo a un ordine del giorno che non è così forte come sarebbe dovuto essere e avrebbe dovuto impegnare il Sindaco a rappresentare quelle che sono le aspettative dei cittadini di Senigallia e della vallata del Mi sa e del Nevola. Mi piace sottolineare una cosa che pur nei tagli enormi che ci sono stati negli ultimi anni, e nell’ordine del giorno sono ripetuti e ognuno di noi li può guardare, l’Area Vasta così come ci è stata presentata era funzionale a una visione della sanità pensata a livello nazionale che fortemente penalizzava il territorio delle Marche, così come dell’Umbria, della Toscana e dell’Abruzzo, cioè quei territori con una popolazione diffusa e con una organizzazione della sanità estremamente parcellizzata ma anche estremamente funzionale, se poi si dice che le Marche sono nei primi posti in Italia per il rapporto costo - efficienza del servizio, quindi non era poi organizzato così male e non era neanche così costoso, come poi oggi ci si vuole far credere. Ma la cosa per cui ci rivolgiamo al Sindaco perché questo Consiglio comunale vada come vada, che raccolga l’adesione di tutte le forze politiche o solo quelle della maggioranza, impegnerà il Sindaco in un’iniziativa politica che non ha pari con quelle del 2000 e del 2002, è molto più impegnativa. Non è in discussione quello che era in discussione in quel periodo, oggi l’attivazione dell’Area Vasta e l’organizzazione della sanità marchigiana in Area Vasta significa che a regime, piaccia o meno, ci sarà un ospedale, un presidio ospedaliero diffuso per Area Vasta. In questo momento stiamo discutendo e stiamo cercando di pesare i vari territori nella distribuzione dei servizi, questo è quello che avviene, ma se questo avvenisse in nome di una funzionalità e di una produttività del servizio probabilmente non ci sarebbe bisogno neanche di fare Consigli comunali o di andare a fare volantinaggio come giustamente diceva Cicconi Massi. Il punto però non è questo, il punto è che il nostro ospedale, forse l’unico, in base al sistema delle reti cliniche, in questa Area Vasta se fosse stata applicata, e sottolineo se fosse stata applicata la riconversione seria dei piccoli ospedali, potrebbe essere addirittura potenziato e dare una risposta eccellente non solo al nostro territorio ma a quello dell’intera Area Vasta. Questo perché la nostra struttura ospedaliera, per interventi fatti anni fa e lungimiranti avremmo potuto dire se ne tenessimo conto, potrebbero addirittura aumentare i posti letto e quindi la produttività del servizio, cosa che non possono fare né Jesi e né Fabriano, questa è la realtà. Dopodiché ci sono altri piccoli, piccoli ma grandi per chi lavora in sanità, fatti che ci creano molta preoccupazione. Parliamo della cardiologia. Abbiamo pensato ad un emendamento che chiarisse meglio quanto esposto nella prima stesura, perché visto che era stato recepito in modo diverso da quello che era stato l’obiettivo degli estensori abbiamo provveduto a fare un emendamento che specificasse meglio. Allora Senigallia ha una esperienza di elettrofisiologia e di terapia in acuto notevole, che altri ospedali e per fare nomi Fabriano non ha, Fabriano non ha questa esperienza, l’elettrofisiologia a Fabriano non è stata mai fatta ai livelli in cui è fatta a Senigallia, però Senigallia viene pensata per la riabilitazione e non viene pensata neanche per gli acuti, mentre Senigallia storicamente e possiamo parlarne perché ci conosciamo tutti, dottor Mariotti, dottor Volpe oggi, dottor Mariani oggi, sono persone e professionisti esperti in elettrofisiologia e anche in emodinamica. Dovremmo formarci per la riabilitazione. Queste sono scelte politiche che non tengono presente la specificità e la preparazione del personale che c’è nei singoli ospedali. L’indebolimento della radiologia è stato detto più volte, + funzionale all’indebolimento di una struttura ospedaliera, credo che questo sia alla portata di qualunque cittadino senza essere un operatore sanitario, che il supporto in termini di prestazioni di diagnosi che può fornire una unità operativa complessa di Radiologia è fondamentale per il livello di tutte le altre unità operative complesse collegate, compreso il Dipartimento di emergenza e accettazione di primo livello. 
Andare a ridurre 37 posti letto nel nostro ospedale, numeri che non si sono visti in altri ospedali, e in modo particolare per la medicina, va a indebolire un altro settore determinante nella struttura di un ospedale, quindi quello che noi notiamo non è tanto la riduzione di unità operative complesse che dovranno avere a regime una valenza di Area Vasta, sicuramente ci sarà una gastroenterologia di Area Vasta, ci sarà una fisiatria di Area Vasta, ci sarà un’Oculistica di Area Vasta, chiaro è che non è che scompaiono dagli altri ospedali, ma ci sarà una organizzazione di struttura operativa complessa e ci saranno unità operative semplici nei vari ospedali coordinate nella unità operativa complessa che sarà una per Area Vasta, ma indebolire la Radiologia, indebolire la Ginecologia, indebolire la medicina questo mette a rischio l’intera struttura ospedaliera. Questo è quello che oggi è in gioco. Noi abbiamo accettato l’idea dell’organizzazione della sanità marchigiana in Area Vasta, l’abbiamo accettato ma non l’abbiamo condiviso, perché questo tipo di organizzazione come ho detto all’inizio è estremamente penalizzante per il nostro tipo di territorio e per le caratteristiche del nostro territorio. Ma è un fatto, non possiamo essere velleitari e per non esserlo dobbiamo però cercare di andare a cogliere tutte quelle opportunità che ci consentiranno di mantenere quei livelli assistenziali che il territorio di Senigallia ha sempre avuto, mantenerli anche nella nuova organizzazione. Un aspetto fondamentale che è previsto da uno degli emendamenti è quello che per le unità operative complesse uniche all’interno dell’Area Vasta si preveda un’organizzazione di coordinamento delle varie unità operative semplici che rimarranno presenti nei singoli ospedali. Questo è l’unico sistema per garantire, non solo a Senigallia ma a tutto il territorio dell’Area Vasta, un uguale livello di assistenza. 
Io non so se è necessario e chiudo un Consiglio comunale in piazza a settembre, forse sì perché io noto una certa assuefazione, c’è una rassegnazione anche tra i cittadini, ormai si parla di queste cose e ne abbiamo parlato in modo talmente negativo, talmente scontata la riduzione che ormai è passata l’idea che tanto i servizi sanitari a Senigallia saranno assolutamente squalificati rispetto agli attuali. Io credo che un Consiglio comunale in piazza, se questo è lo strumento non so se è il migliore, ma se questo deve essere lo strumento, vada fatto per riattivare l’attenzione e quella carica di partecipazione che i cittadini di Senigallia ci devono dare. Io auguro buon lavoro, buon lavoro al Sindaco perché non è facile, non è facile recuperare la situazione al punto in cui siamo arrivati con una delibera di Giunta regionale e a settembre con una situazione che sarà decisa, però io sono convinto che per quanto riguarda la tua maggioranza, mi auguro che per quanto riguarda tutto il Consiglio comunale, ci troverai a fianco nelle iniziative che vorrai intraprendere per difendere quelli che sono gli attuali livelli assistenziali che questo territorio ha sempre garantito ai cittadini.

Il Consigliere MANCINI (Partecipazione): Io devo innanzitutto così chiosare il consigliere Girolametti prima, questo ordine del giorno è frutto di due maggioranze, se lei guarda con attenzione chi l’ha firmato è frutto della maggioranza di questo Consiglio ed è anche frutto della maggioranza regionale, essendosi unito il Consigliere Perini, se lei sta bene in questa doppia maggioranza oppure no non è un mio problema. Poi vorrei anche chiosare il Consigliere Cicconi Massi quando dic,e perché è una distinzione lessicale, ci sono delle scelte politiche che sono alla base di tutto. È vero, però io sarei forse più chiaro nel dire che le scelte sono partitiche, magari fossero politiche, cioè nel senso di scelte che nascono dalla comunità civile, nascono dalla cittadinanza, perché questo è il significato di scelta politica, magari fossero scelte che guardano appunto la polis, la comunità dei cittadini che discutono e individuano le scelte migliori, no, sono scelte di partito che è una cosa ben diversa. Però io mi sono chiesto, mi dispiace che non ci sia il Sindaco ad ascoltarmi anche perché il Sindaco dovrebbe ascoltare innanzitutto l’opposizione perché i suoi li sente tutti i giorni quando fa le riunioni di maggioranza e quindi dovrebbe innanzitutto essere presente in Aula quando intervengono i consiglieri d’opposizione, io mi sono chiesto quando questo documento arriverà sul tavolo dell’assessore regionale e del dirigente quale sarà la loro reazione? Avete visto la pubblicità di quello che va in banca e chiede un tablet e fuggono tutti, farà così? Fuggiranno tutti perché si spaventano quando arriva questo documento sul tavolo dell’assessore o l’Assessore regionale potrà dire Senigallia è d’accordo, questo documento dice che Senigallia è d’accordo. Certo ci sono alcuni dettagli da rivedere, è ovvio che un territorio si lamenti un po’ per dei tagli ma di questi tempi che vogliamo fare, in sostanza Senigallia è d’accordo. Questo dirà l’Assessore. Perché? Perché voi avete dato per scontati tutta una serie di questioni qui che stanno alla base di tutti i guai, perché se voi date per scontato che l’assetto delle reti cliniche, ovvero la presa in carico del paziente può andare anche al di là dei confini strutturali geograficamente definiti, cioè che non c’è più un rapporto tra la struttura sanitaria e i cittadini che abitano i territori, si apre la porta a tutto quello che c’è qui. 
Mi fa piacere che è stato presentato quell’emendamento su cardiologia perché l’altro giorno alla riunione di capigruppo ho dovuto ripetere tre volte che la nostra era una cardiologia minore nonostante che poi dopo l’Assessore che non c’era, se ci fosse stato avrei detto le stesse cose, che comunque parlare ad indirizzo riabilitativo era una struttura minore rispetto agli altri, ho dovuto ripeterlo tre volte perché lui continuava a dire che così non era, che avevo letto male, ma ringraziando Iddio so leggere bene anche perché professionalmente insegno a leggere e a interpretare i testi. Noi dobbiamo sapere quello che c’è scritto qui, questo documento che è uscito due giorni dopo della presenza qua del dirigente e dell’assessore regionale, quindi era già fatto quando loro erano qui ma non è che ci hanno spiegato tanto. I punti nascita bisognerebbe chiedere, punti nascita nell’Area Vasta 2 ce ne saranno tre, non c’è scritto il nome, ma speriamo che uno sia il nostro, Osimo, Fabriano, Jesi, Senigallia, poi dopo c’è Torrette, ce ne sono tre comunque, qualcuno non ce l’ha. Poi dopo neonatologia nell’Area Vasta 2 ce n’è una, poi vado avanti Ostetricia e Ginecologia ce ne sono cinque in tutta la regione, questo è il documento, quando ne arriva un altro, perché dice in fase transitoria otto, vuol dire che cala, cioè in fase transitoria otto quando andranno in pensione i primari diventano cinque, uno per Area Vasta, significa che in questo caso, come in tanti altri casi, il reparto sarà un reparto provinciale che poi viene articolato nelle varie sedi di Osimo, Fabriano, Senigallia, Jesi. Posso andare avanti. Pediatria ce ne sono cinque in tutta la regione, cinque ci saranno cinque primari, tra l’altro voi dite qua particolare attenzione alla copertura rapida dei diversi primariati, ma dove? Ma dove se i primari saranno primari provinciali, saranno primari d’Area Vasta? Come facciamo a scrivere queste cose che non corrispondono alla realtà. Poi andiamo avanti cardiologia l’abbiamo detto che comunque resta fondamentale se vogliamo perlomeno essere un DEA di primo livello, la rete neurologica. La Neurologia a Senigallia ha una storia, ha una storia anche importante, con una scuola dagli anni credo ’70-’80 in poi, con una scuola anche importante, qui di Neurologia in tutta la Regione ce ne saranno quattro primari, in tutta la regione, quindi ci sarà anche un’Area Vasta che non dovrebbe essere la nostra di Ancona dove la Neurologia non c’è, questo è un documento della Regione. Poi dopo possiamo andare avanti, Oncologia dice questo, vi leggo, cinque strutture ospedaliere complesse, il Sindaco continua a non volermi ascoltare, fa male, cinque strutture ospedaliere complesse con posti letto di tipo DH cioè Day Hospital in aree funzionali omogenee, medica, chemioterapica, eccetera, eccetera, quindi anche quella struttura di day hospital che noi oggi abbiamo, che fa un lavoro prezioso, verrà trasformata, perché anche lì il primario non ci sarà più, perché qui si parla proprio di quelle strutture come la nostra, questo è il documento ufficiale della Regione Marche. 
Poi oculistica l’abbiamo dato per scontato che non ci debba essere più perché forse credevamo che era il prezzo da pagare per mantenere il resto, invece perdiamo il resto e perdiamo anche questa, poi dopo possiamo andare avanti, il laboratorio analisi ci sarà una struttura per Area Vasta, poi dopo organizzata in periferia, quindi anche lì cambieranno molto le cose se come in tutti i reparti c’è qualcuno che dirige e coordina il lavoro, indirizza, oppure non c’è perché sta da un’altra parte, e poi anche la Radiologia ci saranno cinque primari di radiologia, uno per Area Vasta, sperando poi che localmente vengano garantiti tutti quei servizi di urgenza che sono sicuramente necessari. Allora io credo che rispetto ad un quadro così grave che, ripeto, io vi ho letto quello che c’è scritto nel documento regionale, questo documento non morde, non dice insomma le cose come stanno, non va a incidere dentro quelle che sono le decisioni che sono state prese e che verranno definite in questi ultimi giorni. Noi dovremmo avere una impostazione molto più forte, noi dovremmo lavorare per organizzare una unità tra i Comuni che si vedono ridurre i propri servizi come se fosse una specie d’Aventino, una secessione, un movimento che parte dai Sindaci e che dice alla Regione voi non ci rappresentate più, un movimento che sia più convinto, più incisivo e più chiaro sui contenuti, perché io ripeto noi abbiamo portato nel dibattito questo discorso dell’area metropolitana, cioè il fatto che a Senigallia in un’ottica di collaborazione tra Senigallia, Jesi e l’ospedale di Torrette, un’ottica di collaborazione avrebbe potuto portare a Senigallia dei pazienti da altre zone eventualmente, pazienti non adatti all’alta specializzazione delle Torrette, ma questo significava che comunque Senigallia avesse mantenuto o perlomeno possa mantenere in futuro una sua qualificazione, una sua organizzazione di un certo livello, ma se ciò che va avanti è questo ovviamente insomma credo che non saremo in grado nemmeno di percorrere quella strada che comunque ci avrebbe consentito di avere un ruolo più preciso. Quindi io mi chiedo e anche vi chiedo, ad esempio chiedo un po’ a tutti, i firmatari e coloro che voteranno questo ordine del giorno, qual è il limite, lo dico anche alla Città Futura che non essendo in maggioranza nessuno dei due alla Regione qui però sostenete le scelte della Regione, qual è il limite oltre il quale si dice no? Cioè qual è il limite che va al di là della decenza, che va al di là del sopportabile, che va al di là di ciò che è costituzionalmente garantito per cui si dice no, qui non si taglia più, vai a tagliare da qualche altra parte, per cui si mette in moto un meccanismo che rompe quella struttura di consenso grazie alla quale chi governa la Regione comunque va avanti perché è convinto che il consenso c’è l’ha, e io penso che il consenso passa anche da un documento come questo che non dice le cose come stanno, non dice, non affronta con la dovuta chiarezza le questioni così come si presentano per davvero. Però io vi ho detto, quindi il discorso delle reti cliniche va rivisto, c’è questo superamento del rapporto tra il territorio e i suoi abitanti e la struttura sanitaria, le Marche sono così, non possiamo far finta che siamo tutti in una da noi fino a Fabriano passando per Arcevia, per tutti i Paesi e paesini che sono diciamo il carattere peculiare della nostra Regione, della nostra Provincia, che stiamo tutti in un centro urbano, non ci stiamo. Noi dobbiamo seguire delle indicazioni che nascono dall’alto per esigenze finanziarie prima di tutto o dobbiamo trovare una strada che risponde ai bisogni dei cittadini e risponde alla conformazione del territorio e alla presenza sul territorio degli abitanti? Io penso che su questo un’alternativa non ci dovrebbe essere, e guardate bene che questa scelta non è una scelta obbligata perché l’abbiamo detto tante volte della spesa incongrua per il nuovo Ministero della sanità da fare a Fabriano, ma l’altro giorno, il consigliere Sardella citava gli articoli di giornale, è uscito un articolo dove dice che la l’Area Vasta 2 cerca immobili da acquistare per 74 ambulatori, poi con tutto un lungo elenco di tutti questi ambulatori esterni alle strutture ospedaliere che dovrebbero essere acquistati dall’Area Vasta 2, quindi possiamo immaginare, e ambulatori naturalmente attrezzati, non solo le mura, ma anche l’attrezzatura di questi 74 ambulatori che dovrebbero essere sparsi. Non pensando ad esempio anche a quanto già il pubblico possiede, prima di comperare 74 ambulatori spendendo non so che cifra enorme, di cose da fare ce ne sarebbero tante e anche questa è una notizia di stampa. Le scelte non sono scelte obbligate, sono scelte partitiche, e allora rispetto a questo io credo che la nostra posizione dovrebbe essere molto più chiara per essere molto più incisiva, e come città capofila dovremmo essere la città capofila rispetto agli altri e non cercare di barcamenarci, per cui mi pare che si dice non è colpa nostra, però dopo il Sindaco quando ci sono da portare fino in fondo gli interessi della città io credo che si trovi in difficoltà tra la carriera e la volontà di rappresentare la città. Non vorrei che alla fine per la carriera ci rimetta la città, così ho detto tutto quello che avevo in testa e nel cuore. Grazie.

Il Consigliere ANGELETTI (PD): Io accolgo favorevolmente questo ordine del giorno come consigliere comunale e come medico, accolgo le sue richieste favorevolmente. La Regione ha realizzato finora un percorso virtuoso che l’ha portata ai primissimi posti in Italia per qualificazione dei servizi socio sanitari ai cittadini, purtroppo questo non basta più di fronte al quadro dei pesanti tagli nazionali. Mentre gli stringenti vincoli di Bilancio ci impongono delle necessità è cambiato lo scenario della popolazione, sempre più anziani, sempre più bisognosi di un efficiente sistema socio – sanitario. Dobbiamo prepararci a questa nuova realtà, quindi io non posso pensare a una riduzione di 37 posti letto in medicina, penso alla stagione invernale quando gli anziani spesso manifestano quadri di infezioni respiratorie e malgrado la buona volontà dei medici di famiglia non è possibile curarli a casa perché molti di loro vivono soli, dovrebbero essere monitorizzati e seguiti costantemente. In questa ottica è inoltre necessario un potenziamento dei servizi alla persona sul territorio in modo che possano essere diminuiti ricoveri ospedalieri potenziando l’assistenza domiciliare con un particolare riguardo alla prevenzione ed offrendo ai medici di famiglia i mezzi per evitare i ricoveri ospedalieri mantenendo la possibilità di effettuare i prelievi a domicilio, cercando di diminuire i tempi d’attesa per esami diagnostici. Non è più possibile, anche con tutta la nostra comprensione, la nostra buona volontà, attendere circa sei mesi per una visita cardiologica o gastroenterologica o nefrologica, richiedere al collega specialista quasi come un favore personale una visita o un esame diagnostico in tempi più brevi. Mantenere a Senigallia un DEA di primo livello, un dipartimento di emergenza, di urgenza e accettazione che osservi le funzioni di degenza breve, di rianimazione e assicuri interventi diagnostico terapeutici di medicina generale, di cardiologia con UTIC, di chirurgia generale ed ortopedia con assicurate prestazioni urgenti di laboratorio analisi, centro trasfusionale e radiologia è condizione essenziale. Nel dipartimento di emergenza sarà necessario anche un riordino del sistema dell’emergenza che porti il paziente nella sede giusta al momento giusto, è necessario un potenziamento dei servizi di ambulanza, la verifica che le ambulanze siano a norma, e qui faccio un appunto. Un’ambulanza per essere a norma non deve aver percorso più di trecentomila chilometri o cinque anni di attività, inoltre deve essere garantita la sicurezza nelle situazioni di emergenza in un territorio così impegnativo come quello della nostra Area Vasta, da Arcevia a Senigallia, per raggiungere il nostro pronto soccorso sono necessari circa quaranta minuti. Nell’ambulanza della prima emergenza sarebbe sempre necessaria la presenza di un medico, come è indispensabile sopperire alla mancanza di personale nei reparti soprattutto durante la stagione estiva, quando la popolazione a Senigallia aumenta, quindi tagliare i rami secchi, chiudere e riconvertire in soluzioni più adeguate tutte quelle strutture sparse nel nostro territorio che non offrono più servizi utili ai pazienti.

Il Consigliere GREGORINI (PD): Mi ricollego all’ordine del giorno logicamente presentato, che come avevamo già accennato l’altra volta quando è stato ritirato questo documento, non erano osservazioni o cose che si volevano fare come maggioranza, sfilandosi dagli altri, ma erano in particolare degli interventi che purtroppo noi quando ci sono stati qua presenti l’assessore alla sanità e il dirigente dell’Asur non siamo potuti intervenire. Non mi riaggancio alla parte sanitaria perché già in molti l’hanno fatto, molti sono medici che sanno benissimo cosa vuol dire perdere delle unità operative complesse, cosa potrebbe comportare, condivido pienamente quell’argomento. Mi riaggancio all’intervento come dicevo che volevo fare l’altra volta non a difesa della professione di amministrativi che poi non sono, ma perché questo è un problema che comunque toccherà molto la nostra città e non se n’è mai sentito parlare. Il Sindaco ha aperto il discorso l’altra volta, e anche la maggioranza logicamente sostiene che aver individuato e speso dei soldi per comperare una struttura amministrativa a Fabriano non è stata una scelta giusta, non c’è stata data una giusta risposta, però ci dobbiamo mettere nei panni dei nostri amministrativi che come ben saprete comporterà per loro un disagio per tutte quelle persone che dovranno trasferirsi tutti i giorni per andare a lavorare, sono prevalentemente donne, mamme di famiglia, che ogni giorno fra il viaggio, andata e ritorno, poi non parliamo nella stagionalità invernale, le ore di lavoro, i rientri, passeranno logicamente intere giornate lontane da casa. Questi dipendenti sono sì fortunati ancora ad oggi ad avere uno stipendio garantito, ma comunque certamente si ritroveranno, se va avanti l’iniziativa del nostro direttore generale, con un potere d’acquisto ridotto a causa dell’aumento dei costi sostenuti per il tragitto, inoltre percorrendo tanti chilometri al giorno avranno sicuramente più elevato il rischio di infortunio in itinere al luogo di raggiungimento del lavoro, ci potrebbero essere anche molte altre criticità che ridurrebbero la produttività lavorativa. Infatti dalle statistiche risulta che la presenza e la produttività del personale è direttamente proporzionale al suo benessere lavorativo e conseguente ai servizi offerti dall’azienda. Se pensiamo che molte aziende investono facendo il telelavoro possiamo immaginare invece noi andare a spostare persone per andare a Fabriano e partire da Senigallia, Osimo, Loreto, e così via, non solo nella nostra azienda è stata fatta una scelta così, per dire l’azienda 1 di Fano è stata individuata Fano immaginiamoci cosa vuol dire per i dipendenti di Pergola, Urbino, tutte queste persone venir qua a lavorare. 
Caro Sindaco le chiedo un invito forte perché in questi giorni si sta sempre portando avanti più la via di una mobilità, di far presente, di fare di aprire un confronto fra la direzione dell’Area Vasta e i rappresentanti dei lavoratori e anche i lavoratori stessi per illustrare gli obiettivi che la direzione persegue, ridistribuire e riorganizzare il lavoro fra tutto il personale nelle varie ex zone, come ho detto non è solo la zona di Area Vasta 2. È sicuramente possibile attuare un percorso condiviso, finalizzato al miglioramento dei servizi resi ai cittadini in termini di qualità, efficienza, efficacia, economicità della gestione, che possa garantire a tutti quanti perciò un servizio sanitario eccellente contribuendo ad arricchire il nostro territorio. Questo logicamente aver accentrato tutta una direzione amministrativa fuori dalla nostra città ci deve far pensare pure ai futuri investimenti perché logicamente le fondazioni, le aziende, tutte queste, non è detto che poi verranno nella nostra città come hanno fatto fino ad oggi a fare delle devoluzioni, dei congressi e tutto ciò che circonda il mondo del lavoro, Senigallia anche qui potrebbe avere una grossa perdita. 
La scelta di trasferire il personale amministrativo a Fabriano comporta inoltre la perdita di professionalità di molti dipendenti su cui in tutti questi anni l’azienda ha investito, formato, in quanto sicuramente alcuni non scegliendo di trasferirsi in sede centrale verranno quindi assegnati ad altri Servizi, e come da tempo si sente dire questi verranno messi a uno sportello, a un CUP e qui finisce la loro carriera su cui avevano investito per una vita. Segnalo inoltre un’altra criticità che si sta evidenziando, alcuni servizi e uffici sono sostenuti con attività giornaliere, con personale di cooperative o personale a tempo determinato. Logicamente in una riorganizzazione di questo tipo queste persone cosa andranno a fare? Logicamente il personale che è effettivo chiederà di andare a ricoprire i loro posti e questi purtroppo si ritroveranno ad andare a casa.

Si dà atto che esce il Consigliere Battisti: Presenti con diritto di voto n. 24.

Il Consigliere QUAGLIARINI (PD): È un argomento che noi qui stiamo dibattendo da tanto tempo, abbiamo fatto tante battaglie insieme, però la realtà è che il nuovo Piano sanitario di ristrutturazione, a questo piano, tutti si stanno lamentando, tutti, in qualsiasi città, a partire dai sindaci, dagli operatori sanitari e dalle stesse organizzazioni sanitarie, tutti si sentono defraudati della propria salute. Questo ne dobbiamo prendere atto, ma quest’oggi questo piano sicuramente entro il mese di settembre - ottobre sarà approvato dalla Regione, così come ci è stato detto in tutte le riunioni sindacali, l’ultima proprio il 18 scorso, in cui ci hanno riferito che questo è il piano, queste sono le reti cliniche, e chiaramente noi a queste purtroppo, volente o nolente, ne dobbiamo prendere atto. Ne dobbiamo prendere atto, anch’io sono stato, due anni fa ho cominciato che questo non andava bene, che bisognava fare una guerra diversa, va bene, la realtà però è questa, tutti abbiamo lottato, tutti insieme, maggioranza e opposizione, giunta e sindaco, tutti quanti abbiamo lottato per portare a termine le nostre iniziative, ma la realtà è questa, che noi, secondo questo Piano, non vi dico come sarà fatto perché sarei lungo, non finirei mai, eccetera, eccetera, ma la realtà è che avremmo le seguenti strutture complesse una per tutte le aree vaste, dico una per tutte le aree vaste, vi dico solo quali sono. L’ostetricia e ginecologia, la pediatria, la neurologia, l’oncologia, la nefrologia, l’oculistica, fisiatria riabilitazione, radiologia, farmacia, laboratorio analisi o patologia clinica, la citologia. Queste sono unità operative complesse uniche per tutta l’Area Vasta 2. Cosa significa? Che praticamente questi avranno un solo direttore di struttura complessa. Allora cominciamo a ragionare in questo modo, cominciamo a ragionare in maniera diversa, perché tanto non so se avremo la forza o la determinazione di poter cambiare questo, ma quello che noi potremmo fare, secondo il mio punto di vista, è di fare in modo che le strutture complesse uniche nell’Area Vasta, cioè le undici che vi ho elencato, non siano destinate o collocata in nessuno degli ospedali di rete compresi nella stessa Area Vasta, in altre parole tanto per chiarire, il Direttore di quella struttura deve garantire quelle specialità sanitarie in maniera adeguata ed equivalente su tutto il territorio senza che egli venga identificato in quello o quell’altro ospedale. Non so se sono stato chiaro nel dire questo  modo di lavorare o di proporci. Perché dico questo? Perché faciliterebbe l’integrazione evitando il campanilismo, per dire la struttura complessa non va a Senigallia, è dell’Area Vasta, a Senigallia c’è una struttura semplice, dipartimentale, autonoma, è previsto nel contratto, non è che vi dico una cosa così per dire, il contratto prevede che ci sia un direttore di struttura complessa che ha delle funzioni, ma prevede pure che ci sia un direttore di struttura semplice, sotto ordinato chiaramente, però che ha delle funzioni autonome, in altre parole come vi dicevo si evita il campanilismo, si avrebbe una prestazione sanitaria uniforme per tutti i cittadini, perché è questo che noi dobbiamo garantire alla gente, che quella prestazione sanitaria sia unica ed uguale per tutti avendo un unico responsabile chiaramente egli stesso farà in modo che nelle varie strutture semplici la prestazione sia uniforme, non so se sono stato chiaro. In tutti gli ospedali di rete che incidono nell’Area Vasta ogni specialità deve avere come dicevo una sua struttura semplice, il Direttore dovendo gestire questo dovrà per forza fare in modo che si siano tutte funzionanti ed equivalenti, ma è questo che il cittadino si aspetta, che quella prestazione fatta in quell’ospedale di rete, sia fatta a regola d’arte, non solo a regola d’arte, ma eliminando tanti campi, con molta probabilità tanti caporioni, però dare più risorse affinché questa struttura sia funzionante. Ecco la motivazione per cui ho chiesto ai colleghi Consiglieri di mettere questo emendamento per fare in modo e lavorare su questi principi. Non so se sono stato chiaro, non è facile spiegarlo, penso che sia sotto certi aspetti anche difficile da comprendere, però sono convinto che questo ormai c’è e dobbiamo purtroppo o per forza ragionare su questa linea, questo forse è quello che ci porterà a un risultato utile per le persone, perché è la persona che deve stare al centro della nostra sanità, non l’ospedale di Senigallia, non l’ospedale di Jesi, non l’ospedale di Fabriano, ma l’Area Vasta 2 sia uniforme e uguale per tutti.

Il Consigliere CAMERUCCIO (PPE-PDL): Io integro, poiché in precedenza il collega Alessandro Cicconi Massi ha illustrato la posizione del nostro gruppo, integro il suo intervento perché in effetti questa sera noi ci ritroviamo a parlare, a distanza di un mese e sei giorni dal Consiglio Comunale straordinario alla presenza dell’Assessore Mezzolani e del dottor Ciccarelli. Questa sera noi riparliamo della questione molto importante per la città di Senigallia, per i cittadini, per il nostro territorio, e quindi è fondamentale la presenza del Sindaco, presenza del Sindaco che non c’è stata in sede di Conferenza dei capigruppo allorché ci siamo incontrati per affrontare e discutere un ordine del giorno presentato in precedenza ad una Conferenza dei capigruppo, come prima giustamente è stato detto in maniera tra virgolette maldestra, diciamo legittima democraticamente, ma maldestra come comportamento rispetto ad una situazione delicata e importante come la sanità per quanto riguarda il nostro territorio, dalla capogruppo del PD. Ebbene la prima valutazione che faccio è che nell’ordine del giorno ,precedente originario, che poi la maggioranza ha ritirato su nostra richiesta, c’era anche la firma del Sindaco, stasera non c’è la firma del Sindaco, seppure come è stato detto il documento è stato firmato. Nel primo documento poi ritirato nel  Consiglio Comunale scorso c’era la firma anche la firma del Sindaco [si registra un contraddittorio fuori microfono]  c’era, c’era, c’era, [si registra un contraddittorio fuori microfono] c’era anche la firma del Sindaco, capigruppo di maggioranza, Presidente del Consiglio con l’avallo e l’appoggio del Sindaco al documento, dopodiché é fondamentale la presenza del Sindaco perché su una questione come questa il Sindaco è l’autorità sanitaria sul territorio ed è fondamentale la sua presenza. E allora io cosa dico? Dico che se Girolametti ha espresso disagio prima rispetto alla discussione di questa sera,  ha fatto bene ad esprimerlo, perché rispetto a questa vicenda il Consiglio Comunale stasera è debole, comunque vada il consigliere Girolametti dice vada, vada, comunque è più debole in generale, invece io dico vada, vada è più debole perché probabilmente si è voluto compiere un passaggio e un percorso da parte della maggioranza per mettere il cappello su un atto che se fosse stato fatto con un modo diverso e con un contenuto anche diverso poteva avere un’efficacia e un risultato anche diverso Sindaco, lo dico a lei perché è quello che poi dovrà avere, con la sua voce, la possibilità di rappresentare quelle che sono le istanze di Senigallia e del suo territorio. Se è vero come è vero che il 3 di luglio lo stesso Vescovo ha fatto un intervento in materia di sanità lanciando un grido d’allarme sull’esigenza di salvaguardare e tutelare il nostro presidio ospedaliero, invitando le forze politiche della città, le forze sociali e le forze economiche a stringersi unitariamente per difendere il nostro presidio ospedaliero e per difendere le nostre strutture sanitarie, per garantire servizi sanitari efficienti e di qualità, allora vuol dire che il problema veramente c’è ed è evidente, è grosso. L’invito del Vescovo è stato fondamentale, secondo me dirimente rispetto a questa situazione che è stato successivo al Consiglio comunale straordinario. 
La questione è delicata e fondamentale. Noi riteniamo che in questa maniera con questo ordine del giorno non si centra l’obiettivo, quanto meno se prima io ho ascoltato il consigliere Angeletti Margherita che è anche medico, e ha sostenuto questioni e fatto considerazioni importanti, le considerazioni che lei ha fatto purtroppo non le vedo in questo ordine del giorno Sindaco, non le vedo, perché non ci sono in questo ordine del giorno, non ci sono. Questo è un ordine del giorno che prova a bussare alla porta dell’Assessore Mezzolani, alla porta del dottor Ciccarelli e chiede è permesso, fa toc, toc e chiede scusa se disturba. E invece non bisogna aver paura di disturbare Sindaco, perché se il Sindaco ha detto che è stato un errore fare l’Area Vasta a Fabriano, io stasera aggiungo un altro aspetto, che è stato un errore farla che si sono spesi tre milioni e mezzo per acquistarla, tre milioni e mezzo per sistemarla, e abbiamo un contenzioso da quindici giorni anche per la sistemazione dell’Area Vasta perché tra le ditte che hanno partecipato alla gara per i lavori c’è una ditta che ha intentato un contenzioso, quindi quel contenzioso lo ripagheremo un’altra volta tutti quanti, quindi i cittadini, pazienti, ammalati dell’Area Vasta di Ancona e della regione Marche dovranno pagare anche per altre situazioni rispetto alla scelta già sbagliata fatta in precedenza, e quindi la questione va affrontata di petto, va affrontata in maniera forte, perché la questione è seria e sicuramente non bastano gli aspetti che sono stati toccati in questo ordine del giorno proprio in virtù di quella equità che richiamava poco fa il consigliere Quagliarini e in virtù di quelle cose che sostenevamo e che dicevamo già nel Consiglio del 18 giugno quando sono venuti l’Assessore Mezzolani e il dottor Ciccarelli. 
Io qui Sindaco prima il collega Cicconi Massi riportava l’excursus dal 2000 in poi, io qui ho uno stralcio di una audizione che ha fatto la Commissione sanità in Regione il 6 febbraio 2003, la quale Commissione Sindaco udiva a suo tempo il Sindaco di Senigallia Luana Angeloni, la quale dichiarava, il 6 febbraio 2003. Noi abbiamo un solo ospedale, ed è l’ospedale di Senigallia, un ospedale di rete, non siamo più disponibili a fare sacrifici sull’unica struttura ospedaliera che legittimamente abbiamo operante, non si può andare a tagliare ancora risorse in termini di previsioni di specialistiche, quindi di dotazioni finanziarie in una realtà come quella in cui puntualmente si è data attuazione ai Piani precedenti e si sono chiusi quattro ospedali su cinque. Questo lo diceva il nostro Sindaco nel 2003, dieci anni fa, a conferma che già questa azione di depauperamento su Senigallia era iniziata e se il 5 luglio 2002 al Consiglio aperto avevamo questo ordine del giorno che io conservo in calce, glielo do e lo può guardare, noi dicevamo tutti insieme, e lei era un assessore importante di quella Giunta, no al taglio di ventitré posti letto, quando oggi ne abbiamo addirittura trentasette di posti letti tagliati dietro la scusante del piano ferie, ma che rimarranno tagliati anche dopo le ferie, allora noi Sindaco diciamo che qui altro che auspica che ci sia come è scritto, altro che auspica è una richiesta con forza, intransigente, no auspica che ci sia, ma dove? Ma a chi auspica che ci sia? Ma non esiste, non esiste. Noi incontriamo come lei incontrerà quotidianamente i cittadini che le fanno presente l’esigenza di intervenire in maniera tale da salvaguardare al massimo il nostro presidio ospedaliero e rispetto a queste richieste aggiunte con l’emendamento, di cui si dà anche atto all’emendamento, qui bastava semplicemente dire che Senigallia e il suo territorio, e questo però lo deve dire il Sindaco di Senigallia che è il Sindaco del Comune capofila, rivendica il mantenimento della situazione antecedente alle scelte fatte dalla Giunta regionale del 20 maggio 2013, resettare quello che è stato un fatto dal 20 maggio in poi, anche se il percorso è iniziato, resettare quello che è stato fatto dal 20 maggio in poi, perché che si siano già tolti i posti letto i tre giorni precedenti il Consiglio comunale del 18 giugno scorso già quella è stata una presa in giro, Sindaco, perché questo è un dato di fatto, seppure mascherati dietro l’esigenza del piano ferie. Lo dico questo prima ancora che da consigliere, da cittadino senigalliese, da cittadino, al di là dall’appartenenza, ma è chiaro che se questo rimane come ordine del giorno che dovrà essere votato, poi vale il come va, va, da parte del Capogruppo Girolametti, che questo lo vota una parte del Consiglio, quindi è un documento monco che non può avere l’effetto che poteva avere diversamente, ma questo ci potrà essere in maniera più o meno, questo effetto comunque ridotto, in base alla voce che saprà sentire o che vorrà far sentire il Sindaco, perché qui il ruolo che adesso ci abbiamo Sindaco, che oggi lo ricordava l’architetto Minetti prima in una pratica che è diversa da questa, che Senigallia adesso ha il Presidente dall’ANCI Marche, questo lo si deve far pesare eccome, seppure dobbiamo ragionare in termini complessivi, il fatto che sta a Senigallia, perché altri, come prima ricordava giustamente Cicconi Massi, senza dover chiedere nulla, certe zona lo ottengono perché lì c’è o il Presidente della Regione o c’è qualcun altro, c’è il Presidente del Consiglio regionale, magari c’è l’Assessore regionale alla sanità, e noi lo dobbiamo chiedere proprio perché lei è il Presidente dell’ANCI Marche adesso, senza timori, senza remore. Non voglio ricordare che noi eravamo già in maniera preventiva ad ottobre del 2010 timorosi e preoccupati per l’Area Vasta che avrebbe determinato serie A e serie B, e che Senigallia avrebbe rischiato di diventare la Cenerentola, cosa che purtroppo si sta verificando, e allora su questo lei ha un peso grosso, ancora di più visto che questa sera stando così le cose questo sarà un ordine del giorno votato soltanto dalla maggioranza o dalla maggioranza allargata, non so qual è la maggioranza, comunque sarà la maggioranza. Dopodiché prenda atto di questo Sindaco, e che noi non lo voteremo stando così le cose.

Il Consigliere REBECCHINI (Gruppo Misto): Una brevissima valutazione politica, un mio pensiero, perché il consigliere Mancini è stato puntualissimo, molto bravo, è entrato nei dettagli di quanto previsto dalla Regione Marche. Allora io mi soffermo solo su qualche valutazione, amara purtroppo. Io ricordo due anni fa quando voi maggioranza ci accusavate sulla stampa di allarmismo, che stavamo seminando terrore, di essere strumentali, di strumentalizzazione, questo termine che ricorre in voi molto spesso, che facevamo danno alla sanità di Senigallia con certe esternazioni e del territorio. Perché un Progetto di Area Vasta, noto anche io l’assenza del Sindaco che non sta a sentire le opposizioni e quindi parliamo, allora dicevo ci spiegavate che c’era un progetto di Area Vasta che veniva avanti e che il lavoro del Sindaco Mangialardi sottotraccia avrebbe portato buoni risultati. Io non so se questo lavoro sottotraccia o fuori traccia come sia andato avanti, i risultati però si vedono, tant’è che anche voi, chi più e chi meno, oggi denuncia gravi carenze nella sanità di Senigallia e del nostro territorio immediato. E poi ricordo il Sindaco che solo qualche mese fa, il 27 febbraio 2013, cinque mesi fa, dopo una serie di articoli fatti anche mi pare dalla PdL locale, il Sindaco inizia una riunione di Commissione con questa frase: cardiologia, se dobbiamo parlare di cardiologia la riunione si conclude in un minuto, perché il tema di cardiologia non si pone. Io l’ho scritta tra virgolette, speriamo che sia così, che non mi serva in futuro, invece oggi la devo ritirare fuori questa affermazione, sicuramente i Consiglieri presenti in quella Commissione ricorderanno questa frase, se dobbiamo parlare di cardiologia si chiude la riunione in un minuto, il problema non esiste, oggi invece esiste.
Oggi ci ponete un documento acqua di rose, io sinceramente devo dire quello che penso, io penso che la battaglia, anzi la guerra sia persa. Ha ragione Mancini quando dice che quando al tavolo dell’Assessore regionale arriverà questo documento dirà bene Senigallia è d’accordo, Senigallia sul nostro progetto regionale è d’accordo. Qui la guerra è persa definitivamente se non ci sarà uno scossone politico, di iniziativa politica, che non può essere un documento di questo tipo, ci sono responsabilità chiaramente, il Partito Democratico in Regione governa e dispone, e dispone in una direzione molto chiara che stiamo vedendo e che prima Mancini ci ha riferito bene, allora o la reazione nostra sarà forte e altrettanto chiara oppure sarà tutta fuffa.

Il SINDACO: Parto dal fondo per dichiarare che il Sindaco si asterrà su questo ordine del giorno perché, provo a motivarlo considerandolo però un grandissimo contributo per il lavoro che abbiamo fatto, perché questo Consiglio da mandato il 18 di giugno al Sindaco di farsi carico di tutte le questioni, molto probabilmente alcune questioni non erano state completamente enucleate, stasera ne sono venute altre, e il sindaco rispetto al ruolo che ha di Presidente di Conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta 2, mi fermo lì Cameruccio, ci facciamo carico, ve l’avevo anticipato nell’ultimo Consiglio comunale, di presentare un documento condiviso da tutti i Sindaci spero dall’Area Vasta, se no lo fa la ex zona, rispetto alle questioni che sono state poste. 
Io ringrazio molto per il contributo che c’è stato su questo documento, molto, perché sono stati, sia nel documento iniziale che nel documento emendato, ci sono elementi che aiutano per arrivare al progetto che, come diceva Quagliarini, ormai sarà inevitabile, noi dobbiamo, senza fare azioni di retroguardia, senza fare azioni che ostacolano il processo, noi il processo lo dobbiamo governare perché se no noi ci becchiamo l’Area Vasta e le scelte che han fatto e poi metteremo gli urli e metteremo le bandierine, ma noi dobbiamo governare il processo. Allora io ringrazio i sottoscrittori tutti del documento, perché lo ritengo un grande contributo, che chiarisce alcuni passaggi, ma io sulla sanità sono il Sindaco di tutti, o il documento viene votato dall’intero Consiglio comunale oppure ne prendo i pezzi che servono di più, e qui dentro ce ne sono tanti. Che venga puntualizzata e ne abbiamo necessità, perché ha ragione il capogruppo di Città Futura quando dice attenzione perché ci stiamo facendo del male da soli, perché continuiamo a parlare del nostro ospedale, lo smantellamento, non è così, Quagliarini ne ha fatto stasera il quadro vero perché lui sta ai tavoli regionali con un altro ruolo, e sa che l’umore terribile di tutti i Sindaci, di tutte le strutture regionali sono in queste difficoltà, poi qualcuno porterà a casa qualcosa, non lo sappiamo ancora, non lo sappiamo perché, guardo a Mancini e Rebecchini che hanno organizzato un bel convegno non mi ricordo forse i primi di giugno, c’erano tutti i pesaresi che noi consideriamo quelli privilegiati perché hanno l’Assessore, perché hanno il segretario del partito di maggioranza relativa in Regione, lì c’erano i pesaresi agitati sui temi nostri, anzi perché lì c’è l’ospedale Marche nord che non è finanziato, che non è stato nemmeno localizzato, che deve essere strutturato, ma intanto hanno fatto l’operazione del taglio dei posti letto che hanno fatto da noi. C’era la signora del Comitato che ha fatto ricorso al TAR sui provvedimenti, quindi dobbiamo stare molto attenti, molto attenti. Poi fanno il gioco delle parti, stasera non c’è l’Assessore Volpini per le note vicende, siamo stati l’ultima Area Vasta aggrediti dai sindaci del Fabrianese che aggredivano anche il Sindaco di Fabriano, quindi tanto per capire, perché è vero che è stato nominato il primario di cardiologia ma non ce l’hanno, e quindi tutti i ragionamenti perché oggi il primario di cardiologia deve andare a Senigallia quindi tu Sindaco di Fabriano di sei fatto soffiare, questo era quello che succedeva lì e lo sapete tutti. Gioco delle parti? Non lo so, tant’è che il Presidente della Conferenza ha sospeso la Conferenza dando la possibilità a tutti di riaggiornare e di dare il contributo e quindi io considero questo, alla pari del dibattito che c’è stato l’altra volta, perché vi ho ascoltato con grande attenzione, anche l’altra volta come questa sera, il contributo che è arrivato, perché noi dobbiamo portare dentro quel percorso che sottolineava Quagliarini, che era stato ripreso anche da Girolametti, anche se non è scritto, forse non è scritto bene nel documento, per esempio in prima istanza commette una serie di imprecisioni, corrette con l’emendamento, aveva una logica che non è di questo Consiglio però, aveva la logica di condividerlo sul territorio, quando si fanno le cose un po’ in fretta poi succede che perdiamo un pezzo documento e perdiamo anche un pezzo di territorio, ma voi non vi dovete preoccupare perché il Sindaco, su mandato vostro, recupera i pezzi di documento dimenticati e i pezzi di territorio che non sono stati coinvolti. Intanto solo un chiarimento, che il Sindaco non mette in discussione la città per la propria carriera, Mancini non facciamo questi giochetti perché se il Sindaco voleva fare il Consigliere regionale, così almeno ci capiamo, lo faceva la volta precedente. Io voglio fare il Sindaco di questa città se i miei concittadini lo vorranno, chiaro? Non faccio altro. Se poi mi viene riconosciuto come è stato, e lo dico con grande orgoglio, un ruolo come quella presidenza dell’ANCI che è stato fatto da tutti i Sindaci, e quella è una cosa che ovviamente a chi non fa piacere, ma l’utilizzeremo al meglio, ma non in maniera campanilistica, in maniera seria. Qui ha ragione Cameruccio, i percorsi che abbiamo fatto, e però sono di retroguardia, negli anni questo territorio e l’abbiamo ribadito in tutte le occasioni, ci sono su tutti i verbali, è da prendere da esempio sull’azione di pianificazione che è stata messa in campo. Io ricordo le battaglie che hanno fatto i precedenti amministratori per far sì che questo territorio fosse ripensato, oggi dobbiamo ripensarlo perché come dice Carlo non ci sono più le condizioni, siamo nella fase più complicata in assoluto, noi dobbiamo avere la visione generale e dentro quella visione generale mettere i puntini sulle cose che vogliamo. Sulle cose che vogliamo che non servono solo a Senigallia, ma servono all’Area Vasta, Quagliarini così va impostata, però alcune sottolineature dei partigiani di questa città bisogna che qualcuno li mette in campo, perché sugli ospedali minori qualcuno vuol dire qualcosa oppure ci guardiamo solo l’ambulatorio nostro? Qualcuno vuole dire qualcosa o guardiamo solo il nostro ombelico, perché se non lo guardiamo tutto tutti insieme e non facciamo le cose che servono per continuare quell’operazione che Senigallia e il suo territorio ha fatto, poi il processo non può funzionare in maniera adeguata e ci rimette ancora una volta non solo Senigallia ma ci rimette Jesi e ci rimette Fabriano, chiaro? Dopo Fabriano, come dice qualcuno, sembra più tutelato, l’Area Vasta degli uffici a Fabriano noi gliene fregava niente, tanto meno ai cittadini, niente, vogliono i cittadini, come è giusto che sia, i servizi, vogliono avere le file adeguate, vogliono avere le risposte in tempo serio, vogliono sapere che quando vanno in un ospedale a differenza di qualche altro qui intorno, che quando entrano sanno che è una prestazione adeguata. E allora io mi faccio carico dicevo di tutte i contributi che sono arrivati questa sera, cercando di portarli in sede, era stata fissata così almeno capite anche il clima, per il 29 l’aggiornamento dell’Area Vasta per le valutazioni, oggi ero a Roma e ho saputo che non c’è disponibilità, quindi mi daranno la disponibilità perché io senza l’Assessore e senza Ciccarelli la Conferenza di Area Vesta non la faccio, perché le stesse difficoltà che abbiamo avuto noi ci sono su tutto il territorio, con  i cinquanta sindaci e quindi le problematiche vanno risolte quindi riconvocheremo l’Area Vasta 2 e porteremo con le stesse modalità di sindaco e assessore, per è così che si muove Senigallia, e porteremo le istanze che sono pervenute questa sera e rimango in assoluta aderenza al mandato che il Consiglio comunale del 18 di giugno, mi aveva dato, aggiornato con il contributo che proviene dal dibattito e dall’ordine del giorno che è stato presentato dai proponenti i quali ringrazio perché comunque di sanità o con l’ordine del giorno o con le interrogazioni ne parliamo tutti i Consigli comunali, almeno questa volta c’abbiamo un documento scritto e approfondito.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Finisce qui la discussione generale, abbiamo un emendamento che vi è stato distribuito. Lo presenta il Consigliere Sardella.

Il Consigliere SARDELLA (PD): Un emendamento che è condiviso da tutti i presentatori dell’ordine del giorno e che è indirizzato a dare maggiore efficacia a questo ordine del giorno e soprattutto alle richieste che noi inoltriamo alla Presidente dalla Giunta regionale e all’assessore alla sanità della Regione Marche. In particolare per quanto riguarda il secondo punto del dopo chiede, quindi siamo nel deliberato dell’ordine del giorno, noi proponiamo di sostituire la piena attività dell’unità operativa complessa di cardiologia, pur nella specificità della funzione  riabilitativa con la frase la piena e completa attività dell’unità operativa complessa di cardiologia UTIC, così riconoscendo la organizzazione dell’unità operativa complessa di cardiologia nella sua interezza senza alcun tipo di diminuzione delle competenze.
Per quanto riguarda l’ulteriore modifica è relativa alla frase sul ripristino dell’autonomia chirurgica dell’unità operativa complessa di ostetricia e ginecologia, questa frase viene sostituita dalla seguente: mantenimento dell’integrità dell’unità operativa complessa di ostetricia e ginecologia dotata di adeguate risorse economiche e tecnologiche e di personale perché vogliamo far fronte con questo impegno a tutte le voci che sono circolate circa uno smembramento della Ostetricia e Ginecologia in particolar modo con una eliminazione della Chirurgia ginecologica che dovrebbe, stando alle voci circolate, essere assegnata ad altra sede, per quanto ci riguarda invece chiediamo che l’Unità operativa complessa di ostetricia e ginecologia rimanga e rimanga integra, senza alcun tipo di diminuzione del servizio. Dopo il punto rivedere la riduzione dei posti letto, con il contributo del Consigliere Quagliarini che ha di fatto elaborato questa specifica proposta di emendamento, proponiamo di inserire il seguente: garantire nell’organizzazione delle reti cliniche che le strutture operative complesse uniche nell’Area Vasta 2 siano gestite da un unico responsabile per tutte le strutture semplici sotto ordinate senza che ciò comporti l’identificazione di una sede ospedaliera di appartenenza della struttura operativa complessa. L’ha spiegato prima il Consigliere Quagliarini, non ci ritorno, penso che sia piuttosto chiaro il contenuto, cioè si chiede che vi sia un unico responsabile per tutte le strutture semplici come se fossimo di fronte ad una struttura operativa complessa di presidio ospedaliero. 
L’ultima modifica che è stata elaborata in questo caso dal consigliere Gregorini, propone di sostituire il punto facilitare la mobilità fino a front-office e sostituirlo completamente con il seguente: garantire che le eventuali procedure di mobilità del personale amministrativo verso la sede amministrativa centrale siano attuate previo confronto con le organizzazioni sindacali dei lavoratori ed anche con i lavoratori interessati al fine di illustrare gli obiettivi perseguiti dalla direzione ed al fine di garantire la migliore ridistribuzione ed organizzazione del lavoro fra tutto il personale amministrativo nelle varie ex zone così da ottenere i migliori risultati senza creare disagi. Qui il senso è evidente, si vuole sostituire un generico riferimento ad una facilità della mobilità del personale, invece con un ben più stringente impegno a garantire che le eventuali procedure di mobilità del personale siano sempre poste in essere previo adeguato confronto con le organizzazioni sindacale e con i lavoratori.

Il Consigliere MANCINI (Partecipazione): Io voto e votiamo come coalizione a favore, e votiamo a favore per questi motivi. Innanzitutto mi pare che l’emendamento per quanto riguarda cardiologia sia opportuno, viene tolta quella supposta ma che non corrisponde al vero specializzazione riabilitativa che implicava accettare quello che vogliono concederci, esso ma io l’avevo sottolineato abbastanza in sede di Conferenza dei capigruppo perché fosse così, e quindi questo sicuramente mi fa piacere, aggiungo per quanto riguarda l’ultima frase che è condivisibile come prassi per quanto concerne i lavoratori ed il personale amministrativo, tenete conto che poi lì, per quanto ne so io, nel caso in cui non ci siano disponibilità e la consultazione non da luogo a richieste e disponibilità volontarie di trasferimento, poi l’Amministrazione per legge può fare mi risulta una graduatoria e a partire dagli ultimi devono poi prendere la strada di Fabriano. Mi pare che le norme purtroppo dicano questo e forse bisognerebbe pensare anche di mettere in discussione anche queste norme che sono coercitive per i lavoratori. Mi sembrano comunque delle aggiunte o delle modifiche che sono migliorative del documento e per quanto concerne l’emendamento votiamo, come coalizione, a favore.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, l’emendamento n. 1 che viene approvato con 21 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, 3 presenti non votanti (Donatiello, Perini, Sartini) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Il Consigliere MANCINI (Partecipazione): Colgo l’occasione della dichiarazione di voto contrario perché non mi pare che ci sia la disponibilità di tener conto del dibattito che c’è stato per arrivare a una modifica e quindi ad un voto più ampio e condiviso. Io penso che ci sono stati degli interventi che hanno messo in luce alcune cose che si dovrebbero fare, ovviamente non corrisponde solamente all’intervento mio o di Rebecchini, se faceva riferimento al documento l’ultimo della Giunta regionale che potrebbe essere sottoposto a degli accenni critici da parte nostra, oppure se potrebbe anche non nel documento, ma come discorso politico, soprattutto da parte di chi rappresenta tutta la città, e quindi del Sindaco, cominciare a fare un ragionamento che dica che questa assessore potrebbe benissimo essere un assessore che va a fare due passi se continua a operare in questo senso e in questo modo contrario alle comunità locali, noi qualcosa sul piatto che faccia nascere dei dubbi in chi prende queste decisioni così pesanti bisogna che nelle righe e tra le righe che ce lo mettiamo, per cui l’appunto che poi dopo è stato ripreso dal Sindaco, quello che vedo è una sua scarsa, o per lo meno non palese volontà di scontrarsi con coloro che sono in qualche maniera nei posti più alti del suo stesso partito, finora mi sembra di registrare questo, devo dire la verità, forse anche qualcuno nella sua maggioranza pensa questo, ma sono pronto anche a ambiare idea, però ad esempio nella vicenda dell’acqua io avrei voluto che lei su Multiservizi fosse stato più incisivo, però anche lì ci scontriamo con ambiti che appartengono al suo partito. Dico queste cose sulla base di quello che ho osservato, ripeto sono pronto a dichiarare pubblicamente di aver cambiato idea se però vedo dei comportamenti differenti, quelli che ci sono stati finora a me, però può darsi che io sia troppo esigente, ma a me non soddisfano dal punto di vista squisitamente politico. In questo senso il voto contrario proprio perché questo documento, io capisco che dobbiamo dire l’Area Vasta, però degli accenni critici, un discorso su una diversa riorganizzazione delle reti, delle cose se ne potevano mettere, una sottolineatura, dell’importanza dell’area metropolitana altre cose si potevano mettere che controbilanciassero, però questo non è stato fatto e di conseguenza non ci consente di votare favorevolmente.

Il Consigliere GIROLAMETTI (Città Futura): A volte i percorsi non sono lineari, anzi sono pieni di intoppi e di partenze, però io credo che il risultato che abbiamo raggiunto di questo ordine del giorno sia un buon risultato, pieno di proposte percorribili, sostenibili e che merita di essere presentato a tutti i Sindaci dell’Area Vasta, perché questo ordine del giorno non è un ordine del giorno che vuole privilegiare Senigallia rispetto ad altri Comuni dell’Area Vasta, è un ordine del giorno che coglie lo stimolo al risparmio, che poi è lo stimolo che ha dettato la riorganizzazione dell’intera sanità marchigiana pur cercando in qualche maniera di penalizzare meno possibile quello che erano gli standard assistenziali. È un risultato che va oltre quelli che sono i legittimi interessi dei cittadini di Senigallia e va a tutelare gli interessi per quanto riguarda la sanità di tutti i cittadini dell’Area Vasta, ecco perché crediamo che possa essere un’ottima proposta che il Sindaco di Senigallia può presentare nell’ambito della Assemblea dei Sindaci dell’Area Vasta stessa. Gli emendamenti aggiunti oggi sono assolutamente centrati e assolutamente decisivi nel determinare la qualità dell’ordine del giorno stesso perché noi quello che volevamo ottenere era il mantenimento della ossatura del nostro ospedale che si mantiene con la difesa della medicina che è in discussione con la riduzione dei posti letto, della Ginecologia che non si sapeva bene con la separazione della Ginecologia rispetto all’ostetricia che prospettive avrebbe avuto poi nel corso non dell’anno prossimo ma tra cinque, sei, dieci anni, stesso discorso valeva per la radiologia che come più volte mi è capitato di dire è un po’ il supporto a tutti i reparti e a tutte le altre unità complesse dell’ospedale. Abbiamo tutelato anche quelle che erano legittime aspirazioni e aspettative dei lavoratori amministrativi della sanità che hanno visto mettere intanto in discussione il loro posto di lavoro con il rischio di doversi spostare loro malgrado e anche bisogna dirlo con un certo rapporto non corretto che spesso c’è stato tra dirigenza e lavoratori, e unità sindacali specialmente. È proprio questo il motivo per cui il nostro voto sarà favorevole e sarà convintamente favorevole su questo ordine del giorno.

Il SINDACO: Per ribadire la posizione del Sindaco rispetto al voto, dove devo registrare il bel contributo dato dal documento presentato che dall’emendamento che ne ha chiarito alcuni passaggi. Faccio l’intervento per dichiarazione di voto perché non vorrei che venisse, penso di essere stato abbastanza chiaro, strumentalizzato, perché il Sindaco continua a dire che sulla sanità dobbiamo essere come città e come territorio sempre compatti, sempre uniti, e allora ho capito che non c’è proprio una convergenza, ma forse è mancata per tempi, per modalità, per percorsi, mi farò carico dei temi così come sono stati illustrati, del documento che verrà approvato e del dibattito che c’è stato perché per me ha una rilevanza anche quello e saremo nelle condizioni come sindaci della ex zona di proporre su una osservazione al Piano che conterrà molte, tante, forse tutte le cose che sono state dibattute all’interno di questo Consiglio che ovviamente vanno condivise con tutti perché l’ex zona deve essere coinvolta tutta, con la speranza che poi ci sia anche quella flessibilità in Area Vasta perché le valutazioni e gli approfondimenti che sono emersi questa sera attengono al metodo e poi vanno nel merito, attengono al metodo e il metodo deve essere e può essere mutuato sull’intera Area Vasta, il merito ovvio che qui ci sono sottolineature che attengono a questa città e a questa ex zona, però il merito è avere come ci hanno sempre garantito e come hanno sempre dichiarato e oggi devono agirlo, che ci debba essere equità, ci deve essere distribuzione attenta e ci debba essere piena funzionalità, ma equità non significa semplicemente una unità operativa complessa in un punto e non in un altro, perché così non funziona, e quindi forse qui c’è margine per il contributo che abbiamo dato noi e comunque l’equità significa che si debba tener conto del numero di abitanti, della appropriatezza degli interventi, della peculiarità di una città che oggi è quarantasette e poi è centomila e quindi cosa che serve e serve per l’intera Area. Vasta. Vi ringrazio per il bel contributo che è stato dato, un dibattito indubbiamente anche chiarificatore di alcuni passaggi che non possiamo mai lasciarli, mai, al sentito dire o succede questo per, così almeno questa Assise serve anche per chiarire i nostri ruoli, la nostra posizione, le nostre prospettive.

Si dà atto che escono i Consiglieri Donatiello e Perini che nelle funzioni di scrutatore viene sostituito dal Consigliere Rebecchini: Presenti con diritto di voto n. 22.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, l’ordine del giorno iscritto al punto 5 dei lavori consiliari, così come emendato in corso di seduta, che allegato al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale, che viene approvato con 15 voti favorevoli, 2 contrari (Mancini, Rebecchini), 1 astenuto (Mangialardi), 4 presenti non votanti (Cameruccio, Cicconi Massi, Mazzarini, Rimini) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

      
Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Enzo Monachesi	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 17 settembre 2013 al 2 ottobre 2013 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 3 ottobre 2013	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 28 settembre 2013 essendo stata pubblicata il 17 settembre 2013
Lì, 30 settembre 2013	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,