Senigallia Atto

Difesa della libertà di espressione dei dipendenti comunali

Ordine del giorno del Consiglio Comunale N° S-SG/2014/397 del 06 marzo 2014

Presentazione
Approvazione
6.3.2014

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 13 
Seduta del 06/03/2014
OGGETTO:	ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL GRUPPO CONSILIARE COORDINAMENTO CIVICO IN DIFESA DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE DEI DIPENDENTI COMUNALI
L’anno duemilaquattordici addì sei del mese di marzo alle ore 16:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Allegrezza Elisabetta-*17 Marcellini Massimo-*2 Angeletti Margherita *-18 Mazzarini Alessandro*-3 Battisti Paolo-*19 Monachesi Enzo*-4 Brucchini Adriano*-20 Papa Caterina-*5 Bucari Simonetta*-21 Paradisi Roberto*-6 Bucci Vania*-22 Pergolesi Enrico*-7 Cameruccio Gabriele*-23 Perini Maurizio*-8 Cicconi Massi Alessandro-*24 Quagliarini Luciano-*9 Donatiello Giulio*-25 Ramazzotti Ilaria*-10 Fiore Mario*-26 Rebecchini Luigi C.D.-*11 Giacchella Massimiliano-*27 Rimini Enrico-*12 Girolametti Carlo*-28 Romano Dario*-13 Gregorini Mauro*-29 Salustri Maurizio*-14 Mancini Roberto-*30 Sardella Simeone*-15 Mangialardi Maurizio*-31 Sartini Oliviano*-16 Marcantoni Fabrizio-*T O T A L E     P R E S E N T I    N° 20

 Shamsuddin BhuiyanConsigliere Straniero Aggiunto-* Md Abdur KaiumConsigliere Straniero Aggiunto*-
Sono altresì presenti gli assessori: Campanile Gennaro, Ceresoni Simone, Curzi Paola, Paci Francesca Michela, Schiavoni Stefano, Volpini Fabrizio.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Enzo Monachesi nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Fiore Mario; 2° Perini Maurizio;  3° Romano Dario .
Il Presidente del Consiglio MONACHESI enuncia l’argomento iscritto al punto 9 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL GRUPPO CONSILIARE COORDINAMENTO CIVICO IN DIFESA DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE DEI DIPENDENTI COMUNALI e concede la parola al Consigliere Paradisi per l’illustrazione dello stesso. 

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): Sarò telegrafico comunque perché vista l’ora non voglio ovviamente annoiare i consiglieri comunali, anche perché la questione è stata dibattuta a lungo sui giornali, non do lettura ovviamente dell’ordine del giorno, spiego soltanto il senso di questo ordine del giorno, perché è naturale che ci sia una regolamentazione per quanto riguarda quelle che sono le informazioni che sono in possesso dei dipendenti comunali, per cui il divieto di pubblicazione mi pare ovvio ed è giusto che ci sia, ovviamente, altra cosa è invece prevedere un divieto di espressione tout-court, generalizzato, ricordo, ho ricordato nella stampa e non troppo tempo fa, il Sindaco lo ricorderà anche se non è una cosa che ha poi seguito personalmente, ma è stata deferita alla dirigenza comunale una dipendente che lavorava alle mense comunali semplicemente per aver espresso su un giornale locale una critica su come, peraltro molto moderata, su come venivano assegnati gli alloggi popolari, quindi una dipendente del Comune con famiglia che aveva difficoltà a reperire un alloggio e su un’intervista fatta ad alcuni cittadini esprimeva delle considerazioni di perplessità e negative su quelli che erano i criteri di assegnazione degli alloggi popolari. Assolutamente legittimo, guarda caso spaventata, vessata, è finita davanti alla Commissione disciplinare del Comune di Senigallia, per cui non è così peregrino quello che noi diciamo. Nella realtà una regolamentazione in cui in termini assolutamente fin troppo generici, e devo dire anche fin troppo pesanti, si dice che il dipendente non pubblica, quindi sotto pena, ovviamente sanzioni disciplinari, sotto qualsiasi forma sulla rete internet dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa indipendentemente del contenuto se esse siano riconducibili in via diretta o indiretta all’ente e non assume qualsiasi tipo di comportamento che possa ledere l’immagine dell’Amministrazione. Ora non parla di comportamenti o frasi ingiuriose, che ci potrebbe anche stare, parla di frasi o di espressioni che ledono l’immagine, quindi anche il semplicemente dire, caso concreto, non sto facendo un caso inventato, un caso che è effettivamente accaduto, contesto il sistema di assegnazione, tra l’altro su un lavoro che neanche riguardava quella dipendente che si occupava delle mense scolastiche, come vengono assegnati, i criteri di assegnazione degli alloggi popolari, non è un’assegnazione corrispondente a quelle che sono le esigenze, questo aveva detto dei cittadini italiani di Senigallia, è stata deferita, perché astrattamente si può dire che ha leso l’immagine dell’ente? Astrattamente si può dire perché chi va a leggere dice evidentemente l’Amministrazione non convince tutti i cittadini sulla assegnazione degli alloggi popolari, per cui la lesione dell’immagine è connaturata alla critica, ogni volta che si fa una critica si lesiona tra virgolette l’immagine che si vuole dare di se, questo è normale, questo è risaputo, ma lesionare l’immagine nell’ambito di un diritto costituzionale di critica non è un illecito per il Codice penale, non è un illecito per il Codice civile, qui diventa soltanto un illecito per il Comune di Senigallia. Quindi la mia veramente non vuole essere una polemica, io vi invito a riflettere su questo e a rivederlo. Posso anche dire, se c’è la volontà ovviamente, se non c’è la volontà dirò altre cose, ma se ci fosse la volontà anche ad andare in Commissione e a rivedere la dizione con cui è stato scritto, perché questa stesura è una stesura di chiara censura preventiva per impedire ai cittadini di esprimersi. Da qui il mio ordine del giorno in cui chiedo semplicemente di inserire un’altra espressione: salvo il diritto fuori dall’orario di lavoro di esprimere anche in forma critica il proprio pensiero in relazione all’operato dell’Amministrazione comunale. Questa frase fa salvo il diritto dell’Amministrazione comunale a non vedersi attaccata, ingiuriata, attaccata con ingiurie dai propri dipendenti, ma fa salvo al dipendente il diritto fuori dell’orario di lavoro di esprimere in forma critica. Dopo di che se c’è ovviamente un’ingiuria c’è sempre il Codice penale, c’è sempre l’articolo 585 del Codice penale e chiunque può adire la competente Magistratura, ma non si può a priori togliere al dipendente, pena la mannaia disciplinare, il diritto di esprimere liberamente, su Facebook, su Twitter o dove vuole, una propria considerazione riguardo ovviamente l’operato politico tout-court dell’Amministrazione comunale. Chi ha paragonato, ed è successo anche questo sulla stampa, il dipendente pubblico al dipendente privato di un’azienda, non fatemi usare un’espressione forte, ma non capisce nulla, ha detto delle stupidaggini, perché il dipendente dell’azienda privata non ha un diritto sancito dalla Costituzione di critica politica, la Police, che è la vita della città, il dipendente comunale ha due vesti: quella di dipendente, quindi ha un contratto con l’ente, ma quella di cittadino, non è che per il fatto che sia dipendente cessa di essere cittadino con i propri diritti politici costituzionalmente garantiti. Questo non è possibile e allora dobbiamo distinguere il privato dal pubblico, nel pubblico bisogna fare questa assoluta distinzione, c’è l’ingiuria, c’è il Codice penale, c’è la critica e la critica se svolta come deve essere ovviamente in termini tranquilli e pacati, anche se lede l’immagine dell’Amministrazione comunale, deve essere accettata, se no siamo veramente, lo ripeto, alla censura. L’ultima espressione che io indico è quella di inserire il termine propria quando si parla appunto al punto c) quando dice non pubblica sotto qualsiasi forma dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa. Ma appunto l’attività lavorativa propria, io del mio ufficio non pubblico ovviamente, sarebbe inopportuno, cose del mio ufficio, ma se io lavoro all’ufficio anagrafe o lavoro all’ufficio urbanistica e scrivo che è stata mal gestita secondo me la stagione turistica, invento eh, della rotonda non è pensabile che siccome fa parte dell’attività lavorativa del Comune di Senigallia non è pensabile che quel dipendente possa addirittura andare sotto procedimento disciplinare perché si è permesso di criticare l’operato dell’Amministrazione comunale. Il sindaco dice no con la testa, ma qui c’è scritto così Sindaco, perché le norme purtroppo una volta che si scrivono poi vivono di vita propria al di là delle intenzioni di chi le redige, le norme, purtroppo o per fortuna, vivono di vita propria, quindi bisogna dare alle norme una connotazione chiara fin da subito per non avere spiacevoli inconvenienti domani. Chiedo quindi da parte del Consiglio comunale l’approvazione dell’ordine del giorno.

Si dà atto che escono i Consiglieri Pergolesi e Girolametti: Presenti con diritto di voto n. 18.

Il SINDACO: Saluto di buon’ora, come avevo avuto modo di scriverle Presidente, ero impegnato al direttivo nazionale dell’ANCI visti i provvedimenti che si stanno assumendo anche correttivi rispetto all’imposizione locale, ho ritenuto opportuna la presenza del Comune di Senigallia in quella sede, anche perché i lavori del Consiglio erano assolutamente garantiti dal lungo lavoro fatto in Commissione che era stato assolutamente condiviso e anche gli ordini del giorno, e vengo a questo consigliere Paradisi, noi siamo un’amministrazione che fa della trasparenza e della partecipazione la sua modalità quotidiana, nella fattispecie stiamo parlando dell’applicazione del DPR 62, abbiamo visto sulla stampa una serie di articolazioni che hanno creato tensione anche tra i dipendenti, perché poi un Codice disciplinare punitivo, abbiamo preso la norma, il nostro Segretario l’ha approfondita, abbiamo fatto quello che non ha fatto nessun altro Comune in Italia, l’abbiamo fatto in maniera seria, lo hanno dovuto obbligatoriamente adottare tutti, noi abbiamo fatto qualcosa che mi sembrava opportuna, quella di una sorta di pubblicazione in modo da dare ai dipendenti o a chi lo volesse, il proprio contributo, tant’è che c’è un’osservazione delle organizzazioni sindacali, delle RSU, che fanno una propria considerazione dentro un percorso che contiene elementi assolutamente scontati per un dipendente pubblico, scontati, e sui quali i nostri dipendenti potrebbero essere presi da esempio per il comportamento, magari a differenza di quello che succede da altre parti, e quindi un aspetto deontologico che viene sancito e rimarcato dentro una norma che secondo me non ci sarebbe nemmeno bisogno, ma ci dicono che dobbiamo ottemperare e noi lo facciamo. Come è stato trascritto l’articolo 3 dei principi generali, il comma 3, chiederei su questo alla fonte normativa, chiederei al Segretario se il Consigliere è d’accordo, di leggere il comma 3 che oggi crea particolare disappunto e anticipo potete scrivere quello che volete, quindi se è migliorativo Consigliere Paradisi, correggiamolo, non abbiamo mai censurato nessuno, io se potessi dire, non è che viene lesa l’Amministrazione comunale, viene leso eventualmente il Comune, e quando viene leso il comune vengono inficiati tutti i cittadini rispetto al loro ruolo, rispetto alla loro dignità, quindi se dovessi correggere toglierei l’Amministrazione comunale. Perché se un dipendente comunale e dice prossimo anno il comune non avrà più il Summer Jamboree perché va a Rimini, e lo dice pubblicamente all’esterno, crea nocumento alla città oppure siccome dell’ufficio [si registra un contraddittorio fuori microfono] infatti è libero di dirlo, lo hanno detto e nessuno ha mai preso nessun tipo di provvedimento, non è successo niente, non penso che ci siano delle preoccupazioni che mi sembrano eccessive, magari un dipendente consigliere Paradisi l’ha tirato per la giacca, cosa ci vorranno fare? [si registra un contraddittorio fuori microfono] senza questo regolamento, quindi Consigliere Paradisi lei mi riporta un fatto, e poi come tutte le cose vanno contestualizzate e approfondite. Non ho nessun tipo di problema a modificarlo, ripeto siamo stati l’unico Comune in Italia che ha pubblicato e dà la possibilità a tutti di dire come può essere migliorato, e allora se questo lo ritenete un fatto migliorativo e che mette serenità nell’azione dei dipendenti e che tutti si sentono più tranquilli di dire quello che pensano e che nessuno li può riprendere, tanto non cambierà niente, scrivete quello che ritenete più opportuno. Però siccome non è che inventiamo procedure, vorrei che il Segretario rispetto all’articolo 3 comma 3 ci desse gli elementi di conoscenza, siccome l’ha scritto il segretario, non l’ho scritto nemmeno io, spero che abbia fatta la cosa più aderente al dettato normativo, se il Consigliere Paradisi è d’accordo, così almeno facciamo intervenire il Segretario, e ovviamente il Presidente, non permetterei mai.

Il Segretario MORGANTI: La citazione dell’articolo 3 del D.P.R. 62 riguarda il riferimento all’immagine della pubblica amministrazione che faceva prima il Consigliere; è correlata in qualche modo a quella disposizione; si tratta dei principi generali del DPR 62 il quale stabilisce che il dipendente non usa a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni d’ufficio, poi aggiunge, evita situazioni e comportamenti che possano ostacolare il corretto adempimento dei compiti o nuocere agli interessi o all’immagine della pubblica amministrazione. Questo è il testo utilizzato dal DPR; per quanto riguarda il resto,  se sono opportuni alcuni chiarimenti da sottoporre alla vostra valutazione, il tenore della disposizione nell’ambito dei principi sanciti sempre dal DPR 62, perché il comma 2 dello stesso articolo afferma e fa riferimento in modo espresso ai principi dell’integrità, correttezza, buona fede, proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza, eccetera, eccetera. Il tenore di questa disposizione fa riferimento, questa era la valutazione, al contenuto dell’attività, quindi a mio parere non c’è una restrizione della libertà di opinione per quanto riguarda una valutazione sulla generale attività, ma sul contenuto dell’attività che si svolge all’interno dell’ente, dopodiché le scelte possono essere anche diverse, però rispetto a questi principi e al tenore di tutta la normativa che si è succeduta in questa materia recentemente, ritengo che non ci siano rispetto ai doveri di equità, trasparenza, correttezza, buona fede, eccetera; il fatto di non andare in giro a dire il contenuto degli atti e delle attività che si fanno ritengo che corrisponda a questa correttezza sostanzialmente, quindi non è tanto il fatto sulla valutazione di quelli che sono i risultati di una attività amministrativa che invece è perfettamente legittimo. Ecco se questi chiarimenti possono essere utili li sottopongo alla vostra attenzione.

Il SINDACO: Come vede consigliere Paradisi non ci siamo articolati su niente, forse poteva essere scritto in maniera pedissequa l’articolo 3 e non avrebbe suscitato così tanto clamore. Poi sempre stando a questa modifica che farei, si lede l’Amministrazione comunale, quando lei fa riferimento ad una valutazione sul Regolamento dell’assegnazione delle case popolari, e mica lo vota l’Amministrazione comunale, questo l’avete votato voi, l’ha votato il Consiglio comunale, quindi è la fonte normativa, quel Regolamento votato all’unanimità e non solo, è stato votato da tutti i Consigli comunali del nostro territorio, perché quello ha la caratteristica di avere una impronta di area vasta, penso che ognuno di voi se chi si esprime non lo fa al bar e comunque è riconosciuto come rappresentante dell’istituzione Comune tutta, ovvio che può creare un disorientamento rispetto al cittadino, questo non vuol dire però che deve essere sottoposto a sanzioni o a procedimenti disciplinari anche perché non sortiscono assolutamente nulla e quindi penso che non sia nemmeno il caso di perderci tempo, quindi se il Consiglio lo vorrà il Sindaco non opporrà nessun tipo di resistenza alle modifiche, io avrei dato più peso a quelle delle organizzazioni sindacali, delle RSU, perché forse hanno più conoscenza e competenza rispetto alla procedura che abbiamo messo in campo.

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): Se così stanno le cose, come dice il segretario, vale a dire che non vi è nessuna intenzione, come ha detto anche il Sindaco, di eventualmente punire chi dovesse assumere queste espressioni, allora scusatemi, qual è il problema? Io in questo ordine del giorno non ho chiesto l’abrogazione della norma, io non tolgo nemmeno una parola in quello che è stato scritto e proposto dal segretario, io aggiungo semplicemente quello che voi avete detto oralmente adesso, voi avete detto il cittadino farà delle critiche, non succederà niente perché può farle, e infatti ho scritto salvo il diritto, fuori dall’orario di lavoro, perché ciattare su Facebook durante l’orario di lavoro non si può fare, e neanche durante i consigli comunali quando si parla di urbanistica, ma questa è una polemica a parte, salvo il diritto fuori dall’orario di lavoro di esprimere, anche in forma critica, il proprio pensiero in relazione all’operato dell’amministrazione comunale. Se è esattamente questo che voi avete detto in questo momento, e avete detto questo, io non tolgo una riga a quello che avete già messo, aggiungiamo e non se ne parli più. Mi sembra una proposta talmente ovvia a questo punto stando a quello che voi stessi avete detto, tanto non succederà niente perché sarà così, e allora mettiamolo in modo che un domani che non ci sarà più il Sindaco Mangialardi, io non dubito Sindaco che da qui a due mesi qualcuno scriva il cartellone estivo, non dico quello del film di Fantozzi della corazzata Potëmkin, è degradante, bruttissimo, eccetera, io ci credo che il Sindaco Mangialardi non aprirà nessun provvedimento  disciplinare, ma tra un anno, quando magari Sindaco sarò io, non sarà più lei perché vincerò io le elezioni, magari mi candido e vinco le elezioni, Paradisi impazzisce e trova lo zelante Mirti, se ci sarà ancora, che scrive il cartellone delle manifestazioni estive proposto da Paradisi fa schifo, Paradisi impazzisce e lo manda sotto procedimento disciplinare. No Paradisi non può mandare nemmeno Mirti sotto processo disciplinare, Paradisi avrà un Regolamento nel 2015 che gli impedirà di farlo perché è stato scritto salvo il diritto fuori dall’orario di lavoro di esprimere anche forma critica. Quindi non è per Mangialardi di cui mi fido perché l’ha detto stasera che non farà nessun procedimento per questo, ma è per un Paradisi domani, o per un Mario Fiore se diventerà Sindaco, che magari impazzisce e vuole mandare sotto procedimento chi ha espresso una semplice critica. Allora aggiungendo questa semplice frase questo problema non ce l’avremo né oggi né mai, né se sindaco è Mangialardi, né se un domani il Sindaco sarà un’altra persona, quindi noi tuteliamo anche i dipendenti del domani, non solo quelli oggi. Le regole valgono per sempre perché vivono, lo ripeto, di vita propria. Ecco perché a questo punto mi sembra che possiamo chiedere ad animo leggero il voto su questa semplicissima espressione che è il corollario di quello che voi due avete detto.

Si dà atto che esce il Consigliere Mazzarini ed entra il Consigliere Rimini: Presenti con diritto di voto n. 18.

Il Consigliere SARDELLA (PD): Molto brevemente. In questo ordine del giorno e poi nell’illustrazione che ne ha fatto il collega consigliere nonché collega avvocato Roberto Paradisi, ci sono cose per la maggior parte condivisibili e alcune cose meno condivisibili. Quelle condivisibili sono le perplessità che Roberto Paradisi evidenzia per quanto riguarda la formulazione dell’articolo 9. L’articolo, a mio parere, su questo concordo con Paradisi, è mal formulato in particolar modo per quanto riguarda la lettera c, perché la lettera c rischia di limitare in maniera non legittima la legittima manifestazione del pensiero, scusate il gioco di parole, che anche il dipendente pubblico può esprimere e l’eventuale applicazione pratica di questa lettera, a mio parere, esporrebbe l’ente a contenzioso sia amministrativo, sia eventualmente giuslavoristico, cioè rischiamo quasi il comportamento antisindacale se andiamo ad applicare praticamente questa lettera. E quindi quello che paventa Paradisi, cioè il rischio di contenziosi e anche di un’impugnativa eventualmente al TAR di questo Regolamento nei termini di legge, a mio parere c’è. Dove condivido meno con il Consigliere Paradisi è nella pubblicizzazione con lui fa del rapporto di pubblico impiego, poi Paradisi sicuramente è più esperto di me, però ritengo che il rapporto di pubblico impiego possa essere equiparato al rapporto privato tant’è vero che fin dal 2001 c’è stata la privatizzazione del rapporto di pubblico impiego, e non è tanto una questione poi di rapporto privato o di rapporto pubblico, è una questione di regole che si applicano a qualsiasi impiego, sia esso pubblico che privato, e queste regole sono sacrosante, son quelle che vengono ribadite alla lettera a e alla lettera b dell’articolo 9, cioè l’osservanza del segreto d’ufficio, e alla lettera d, il fatto che non si debbano assumere comportamenti lesivi dell’immagine dell’amministrazione. Ed è evidente che quando si fa riferimento e questo Paradisi lo sa meglio di me, a comportamenti lesivi, si fa riferimento non già a qualsivoglia esercizio del legittimo diritto di critica che sia continente, oggettivo, è vero, ma si fa riferimento a condotte, a dichiarazioni, ad affermazioni o a comportamenti pratici che direttamente o indirettamente siano antigiuridici, cioè ledano il bene, l’immagine, cioè il bene immagine dell’amministrazione e quindi si configurino come ingiurie e come diffamazioni. Non già ogni critica lede l’immagine dell’Amministrazione, ma lede l’immagine dell’Amministrazione la critica, poi Paradisi chiaramente potrai dare la tua versione assolutamente e più fondata della mia immagino, ledano l’immagine sotto il profilo del bene giuridico immagine della Pubblica amministrazione. Ritengo per questo sovrabbondante introdurre il salvo il legittimo esercizio del diritto di critica, perché il legittimo esercizio del diritto di critica è connaturale, è riconosciuto dalla Costituzione in primo luogo e dal rapporto stesso di lavoro, riterrei invece più corretto eliminare completamente la lettera c, cioè eliminare quel riferimento assolutamente improprio e generico a dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa indipendentemente dal contenuto di esse che escludono qualsiasi possibilità di pronuncia del lavoratore sull’attività lavorativa svolta, e quindi riterrei più corretto non tanto ribadire il legittimo esercizio costituzionalmente garantito del diritto di critica, quanto piuttosto eliminare una norma che ritengo assolutamente a mio parere mal formulata, ossia la lettera c.

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): Per rispondere al fatto personale perché mi si mette di fatto in bocca quello che è scritto, una connotazione che non risponde al vero. Perché dico questo? E questo è giusto, quando il Consigliere Sardella dice che ci si esporrà, ci si potrebbe esporre a contenziosi, non è vero che si lede l’immagine di un ente solo quando si commette un atto antigiuridico, o meglio la critica politica, in generale, non è un fatto lecito di per sé, la critica politica è tecnicamente una esimente, che significa? Significa tu puoi fare critica, facendo critica ledi il bene di qualcuno, perché ledi l’immagine di qualcuno, quindi di fatto stai commettendo un illecito, però cosa dice il Codice e la Costituzione? Però siccome questo illecito lo fai, lo commetti, in virtù di un diritto molto più prezioso dell’immagine, ma della libertà di espressione, lo uso come scriminante, quindi non è vero che non c’è un’attività come ha detto il Consigliere Sardella, che riguarda soltanto gli atti illeciti, perché la critica politica è appunto una esimente, cioè di fatto ledo l’immagine dell’ente, ma siccome il Codice, la Costituzione lo trattano come esimente, cioè il diritto all’espressione è più forte del diritto all’immagine, puoi farlo, e quindi non è tecnicamente vero quello che ha detto il collega Sardella, ecco perché a mio avviso non basta solo togliere quella frase, perché se rimane non assume qualsiasi altro tipo di comportamento che possa ledere l’immagine dell’amministrazione, lo ripeto, ho fatto l’esempio concreto, il cartellone degli eventi estivi è insufficiente, modesto, bruttissimo. Ho leso o non ho leso l’immagine dell’ente? Io dico sì, ho leso l’immagine dell’ente perché ho detto ha fatto un cartellone estivo brutto, ho leso l’immagine dell’ente, purtroppo è così, per cui in quel caso il dipendente può dirlo o non può dirlo? A mio avviso può dirlo, se può dirlo questa ultima clausola salva il tutto, salvo il diritto di esprimere anche in forma critica il proprio pensiero ovviamente sull’operato dell’Amministrazione comunale. Il punto guardate è tutto qui, dopodiché se vogliamo togliere dall’ordine del giorno una fase che può urtare qualche suscettibilità la togliamo, il problema però è semplicemente inserire quella dizione, perché quella dizione salva capra e cavoli dalle intenzioni future.

Il Consigliere RIMINI (PPE): Intervengo perché personalmente ritengo che su questo Regolamento è stata aperta anche una discussione, è stato aperto anche a delle modifiche, credo che la proposta all’ordine del giorno sia del tutto plausibile, non sono un giurista, non sono un uomo di legge, però credo che sia del tutto plausibile la proposta fatta, piace particolarmente quando si richiama con la seguente frase salvo il diritto fuori dall’orario di lavoro di esprimere anche in forma critica il proprio pensiero in relazione all’operato dell’Amministrazione comunale, penso che non ci sia nulla di male, comunque sia è stato, come ripeto, aperto un confronto, quindi potrà subire anche altre modifiche, da parte mia, visto anche il dibattito, da parte nostra c’è la volontà di votare a favore, ovviamente modificandolo adesso, modificandolo poi con ulteriore integrazione da parte dei vari sindacati che potranno proporre alcune modifiche, penso che la Commissione competente ne riparlerà, rischiamo di vedere un totem tipo gioco forum, quindi credo che la discussione possa essere breve, credo che la proposta sia plausibile e accettabile, quindi da parte nostra vi è la disponibilità, come penso che vi sia da parte di tutto il resto del Consiglio.

Si dà atto che esce il Consigliere Bucci: Presenti con diritto di voto n. 17.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Non ci sono altri interventi, dichiarazioni di voto.

Il SINDACO: Come annunciato se il Consiglio comunale decide di accogliere questa modifica non ho nessun tipo di problema e penso che non sia nemmeno questo il tema, io penso che noi tutti vorremmo dipendenti pubblici appassionati, innamorati della città, con la voglia di risolvere i problemi di chi sta fuori, perché sono pagati da loro, io penso il dipendente pubblico è il dipendente del pubblico, della gente, e quindi il valore di quel lavoro, il valore di quel ruolo, la soluzione dei problemi che possono portare, la soddisfazione di aver risposto a un’esigenza del cittadino, non può trovare in un Regolamento che punisce chi dice che cosa, non può essere, cioè o ci si sta dentro il pubblico con quella passione, con l’idea che 340 dipendenti possono essere l’orgoglio di 45.000 abitanti oppure non ci sarà niente che può orientare a quel tipo di soddisfazione, quindi non è che se mettiamo la frase verrà punito uno che dice che l’amministrazione è gestita da pazzi, è la considerazione di uno, Pino, sono dei pazzi, può essere punito? No, è una considerazione sua, e quindi per me va modificato questo Regolamento anche perché auspico che possa servire alla prossima amministrazione guidata dal Sindaco Mangialardi, lo spero proprio, [si registra un contraddittorio fuori microfono] no Consigliere Paradisi, il Sindaco Mangialardi siccome prende impegni con i cittadini propri, però non decido io, ma decideranno loro, il Sindaco Mangialardi tra un anno si ricandida a fare il Sindaco [si registra un contraddittorio fuori microfono] Renzi mi  ha detto di sì invece, tanti altri mi han detto altre cose ma il Sindaco Mangialardi si ricandida a fare il Sindaco e chi si sarà, spero che ci sia lei Paradisi, vedo che ogni tanto qualcuno si autocandida, io non mi permetterei mai, baby pensionati che si mettono a fare i candidati a Sindaco, invece io sono Sindaco Paradisi che come prevedono le norme nazionali danno la possibilità al Sindaco di ripresentarsi per il secondo mandato e il Sindaco rifarà il Sindaco se i cittadini lo vorranno e lo farà con un regolamento votato da questo Consiglio comunale così come modificato.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, l’ordine del giorno iscritto al punto 9 dei lavori consiliari, che allegato al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale, che viene approvato con 16 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, 1 presente non votante (Salustri) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

      
Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Enzo Monachesi	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 8 luglio 2014 al 23 luglio 2014 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 24 luglio 2014	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 19 luglio 2014, essendo stata pubblicata il 8 luglio 2014
Lì, 21 luglio 2014	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,