Senigallia Atto

Messa in mora e diffida a Provincia di Ancona e Regione Marche per mancata realizzazione vasche di espansione in località Brugnetto

Ordine del giorno del Consiglio Comunale N° S-SG/2017/2320 del 27 settembre 2017

Presentazione
Approvazione
27.9.2017

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 73 
Seduta del 27/09/2017
OGGETTO:	ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI UNIONE CIVICA E FORZA ITALIA AD OGGETTO: MESSA IN MORA E DIFFIDA A PROVINCIA DI ANCONA E REGIONE MARCHE
L’anno duemiladiciassette addì ventisette del mese di settembre alle ore 15:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-14 Paradisi Roberto*-2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio*-4 Brucchini Adriano*-17 Pierfederici Mauro*-5 Canestrari Alan*-18 Profili Vilma*-6 Da Ros Davide*-19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa*-20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica-*21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro*-22 Santarelli Luca*-10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone-*11 Mangialardi Maurizio*-24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Palma Elisabetta*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 23

 Alam Mohammad ShafiualConsigliere Straniero Aggiunto*- Becka MaksimConsigliere Straniero Aggiunto*-
Sono altresì presenti gli assessori: Bomprezzi Chantal, Bucari Simonetta, Campanile Gennaro, Girolametti Carlo, Memè Maurizio, Monachesi Enzo, Ramazzotti Ilaria
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Romano Dario nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Vice Segretario Comunale Dott. Mirti Paolo 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Pedroni Luana; 2° Urbinati Sandro;  3° Palma Elisabetta .

Il Consigliere PERINI (Progetto in Comune): per fatto procedurale, io chiederei l’anticipazione della discussione della mia mozione che è mia intenzione rinviare in Commissione, la vorrei anticipare quindi chiederei l’inversione dell’ordine del giorno.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): anche noi a nome di Unione civica e Forza Italia chiediamo l’inversione dell’ordine del giorno, se poi consigliere Perini chiede il rinvio in Commissione, quindi anche immediatamente dopo senza problemi, ma dell’ultimo punto all’ordine del giorno che noi riteniamo in realtà fondamentale per l’importanza che riveste oggi e cioè l’atto di messa in mora nei confronti della Provincia e della Regione per sbloccare l’annosa questione delle vasche di espansione, anche alla luce delle risultanze delle indagini compiute dalla Forestale. Faccio presente che questo ordine del giorno l’abbiamo presentato sei mesi fa Presidente e purtroppo il Presidente della relativa Commissione non ha mai convocato la Commissione per approfondire questo tema che doveva essere approfondito con i Consiglieri comunali, non con soggetti terzi, perché l’approfondimento in Commissione si fa con i Consiglieri comunali per cui ritengo che è preoccupante che un argomento di questo livello e di questa importanza strategica sia stato completamente abbandonato per sei mesi, abbiamo pazientemente aspettato poi è arrivata l’estate che quindi ha portato via anche tempo, ma crediamo che non sia più tempo di aspettare. Ricordo e concludo che gli organi inquirenti che hanno in qualche modo disegnato la storia degli ultimi vent’anni sugli interventi del fiume Misa, hanno parlato di un autentico boicottaggio, dico tra virgolette, della realizzazione delle vasche di espansione. Ora se il Consiglio comunale chiede un rinvio in Commissione per discutere e approfondire questo tema e per sei mesi non viene convocata la Commissione, io credo che tra dieci anni, speriamo di no, se ci sarà un’altra inchiesta si dirà il boicottaggio è continuato ancora perché anche il Consiglio comunale si è rifiutato di affrontare questo tema e allora io credo che da questo punto di vista dobbiamo dare oggi un segnale e dire si discute oggi, nessun rinvio in Commissione, si vota e possibilmente si vota all’unanimità. Mettiamo in mora la Regione e la Provincia perché è vergognoso che ad oggi il progetto delle vasche di espansione sia fermo, è vergognoso.

Il Consigliere GREGORINI (Art. 1 MDP): per fatto personale visto che il consigliere collega Paradisi mi ha tirato in ballo come Presidente della seconda Commissione. La mia intenzione non è non coinvolgere ciò che il Consiglio comunale ha votato e rinviato in Commissione, infatti dal 3 di aprile come lei giustamente dice è arrivata in Consiglio, la Presidenza del Consiglio ci ha inviato l’ordine del giorno il 2 di maggio. Lei sa benissimo che i quei periodi ci sono i ponti, il 4 maggio però mi sono attivato immediatamente con il Sindaco per fare una richiesta come solitamente viene fatta ma anche come richiesto nell’ordine del giorno di chiamare la Regione e la Provincia. Il Sindaco in data 9 maggio ha firmato una lettera di richiesta all’assessore Sciapichetti, non è pervenuta nessuna risposta e comunque non è stata una cosa sottovalutata e sono ritornato a richiedere ufficialmente al Sindaco e alle sue segretarie di sollecitare questo incontro perciò in data 28 agosto abbiamo inviato di nuovo una lettera all’assessore Sciapichetti, ai suoi uffici e purtroppo come lei dice ad oggi non ci è stato risposto. Ritengo come dice lei che questa è una questione molto ma molto importante però non è giusto che si dica che non c’è stato interesse da parte del Presidente della Commissione, se poi come altre volte quando riguarda la sanità chiamiamo sempre gli interlocutori sovrani a noi, se questa volta ci dovevamo vedere solo come commissari, forse non ho capito bene ma ritengo che per parlare di una questione così importante era bene che ci fossero presenti gli interlocutori regionali.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: per fare sintesi tra le due proposte propongo di mettere subito al primo punto il punto 11, poi il n. 8 che è quello richiesto dal Consigliere Perini e poi proseguiamo con 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 – 9 – 10, quindi 11 - 8 e poi il resto rimane come prima. Un intervento a favore e uno contro rispetto alla proposta.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): non voglio né votare a favore né contro, casomai voto contro anche perché è qui presente il dottor Fabio Amici che è venuto per ascoltare l’ordine del giorno relativo all’attuazione della Carta dei Servizi del Comune di Senigallia, quindi invertendo l’ordine del giorno andremo a discutere questo ordine del giorno intorno alle nove quindi costringerlo a rimanere qui per tutta la giornata mi sembra non molto dignitoso, non dico di fare prima il mio ordine del giorno come avevo già chiesto nell’ultimo Consiglio ma chiedo quanto meno di inserire questo al primo punto in modo da liberare poi uno spettatore che è venuto appositamente perché invertire l’ordine del giorno dagli ultimi punti e passarli al primo, ancor prima delle discussioni delle delibere sul bilancio non sono molto d’accordo.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: se ognuno fa la sua richiesta non ne veniamo a capo, il tema dell’alluvione per me è fondamentale, quindi quello delle vasche di espansione per me è al primo posto, sugli altri due punti Consiglieri Perini e Sartini o aspettiamo ognuno il suo, però sulle vasche di espansione non cedo, nel senso che accolgo la proposta del Consigliere Paradisi.

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): l’ordine del giorno del Consigliere Paradisi mi sembra che fosse già stato rinviato quindi mi sembra che sia di diritto, un nuovo testo comunque il merito della questione è un po’ che ce la portiamo dietro, quindi ritengo che sia ormai urgente. Per quanto riguarda la richiesta di Perini io non vedo proprio nessuna urgenza per cui siccome in altre situazioni non è stata comunque accettata l’inversione dell’ordine e quindi io sarei contraria e di non accorpare le votazioni comunque.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: la richiesta del Consigliere Perini derivava da un semplice rinvio in Commissione, quindi non ci metterà praticamente niente a discuterla, mentre il consigliere Sartini lo faceva per un’altra questione. Io ho il massimo rispetto per qualunque persona venga a vedere il Consiglio comunale ma noi qui ci stiamo dieci ore al giorno e il rispetto ce lo dobbiamo dare anche a noi stessi in primis.

Il Consigliere PERINI (Progetto in Comune): per risolvere l’impasse io ritiro il mio ordine del giorno e lo presento per una discussione in Commissione così risolviamo per qualcuno che ha qualche problema sul concetto di importanza degli ordini del giorno.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: ribadisco la prima proposta, il nuovo ordine del giorno è il seguente: 11 – 8 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 9. Questa è la proposta.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta suddetta che viene approvata con21 voti favorevoli, nessuno contrario, 1 astenuto (Sartini), 1 presente non votante (Angeletti), come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 11 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI UNIONE CIVICA E FORZA ITALIA AD OGGETTO: MESSA IN MORA E DIFFIDA A PROVINCIA DI ANCONA E REGIONE MARCHE e concede la parola al Consigliere Paradisi per l’illustrazione dello stesso.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): intanto non ho ben compreso se qualcuno possa ritenere che non sia una questione di assoluta urgenza questa, io credo che quello di focalizzare l’attenzione su una tematica di questo genere in questo momento  sia forse la priorità che il Consiglio comunale oggi dovrebbe darsi, con tutto il rispetto ovviamente per la proposta anche in parte condivisibile della Carta dei Servizi del consigliere Sartini, ma credo che la battaglia sulla messa in sicurezza del fiume Misa sia una battaglia che debba precedere qualsiasi altra iniziativa. Questo lo dico perché, lo accennavo prima, sul tema delle vasche di espansione, molto più che in altre questioni e in altri temi affrontati dagli inquirenti, in particolare dai carabinieri della forestale e dai pubblici ministeri, io che ho letto le carte, che ho avuto la possibilità in qualche modo di approfondire la tematica, posso dire senza alcun’ombra di dubbio che quello della mancata realizzazione delle vasche di espansione è probabilmente nell’apparato accusatorio che è scaturito dall’indagine sui fatti del 2014 l’aspetto in assoluto più rilevante dove addirittura si parla di un boicottaggio di Regione, di Provincia, anche del Comune di Senigallia ahimè, nei confronti della realizzazione appunto delle vasche di espansione addirittura con fondi che non sono stati utilizzati, addirittura con procedure insabbiate, non sono parole mie ma sto utilizzando appunto le parole degli inquirenti, quindi io ritengo, ritenevamo noi di Unione Civica e Forza Italia e riteniamo oggi che il Consiglio comunale debba dare oggi un segnale fortissimo che è politico ma che è giuridico oggi, è un atto formale. Noi abbiamo purtroppo una situazione in cui nonostante quello che è successo, nonostante i morti, nonostante i danni, nonostante la situazione di colpevole inerzia sul fiume Misa, abbiamo una gara che ormai è appesa dal 2015, in particolar modo dal 29 dicembre del 2015 è appesa a un filo di nylon che ogni tanto si spezza e viene riannodato malamente. Faccio presente che, lo ricordo brevissimamente non leggo l’ordine del giorno ovviamente, ma che il 18 marzo del 2016 scadeva il termine per la presentazione delle offerte da parte delle varie ditte per la realizzazione delle vasche di espansione, il 22 marzo la provincia effettuava la prima seduta di gara e senza nessun motivo rinviava al 4 aprile, quindi non facciamo nulla, rinviamo intanto al 4 aprile. poi in data 1 aprile, prima ancora che si svolgesse la seconda seduta che in effetti poi non si è svolta, la provincia inviava una PEC a tutte le imprese partecipanti in cui diceva in relazione al passaggio di funzioni in materia di acque pubbliche dalla provincia alle regioni la seduta di gara fissata per il giorno 4 aprile viene rinviata a data da destinarsi. La Regione Marche quest’anno, quindi nel 2017 assumeva che i procedimenti relativi a questo affidamento dei lavori su tutte le opere che erano prima della provincia, ve la faccio breve, dovevano essere svolti ancora dalla provincia, quindi è vero che c’è stato un passaggio di funzioni ma avete cominciato voi, vi rilancio la palla, continuate voi, quindi la palla, nel 2017, in particolar modo il 20 febbraio del 2017, la palla torna alla provincia di Ancona. La provincia di Ancona il 16 maggio nomina un nuovo responsabile del procedimento che è l’architetto Sergio Bugatti in sostituzione dell’ingegnere Massimo Sbriscia che risulta peraltro tra gli indagati per i fatti alluvionali del 2014 e alla nomina della nuova Commissione giudicatrice. Il 5 giugno scorso veniva finalmente riaperta la procedura di gara, quindi una cosa estremamente farraginosa, veniva terminata la fase istruttoria di verifica della documentazione amministrativa e in quel momento la seduta veniva tolta indicando una riapertura al termine dei lavori della Commissione aggiudicatrice, lavori che non sono mai stati fatti, la Commissione tecnica non si è mai riunita, probabilmente non sono nemmeno stati nominati, probabilmente perché nulla più sappiamo, è stato tutto insabbiato un’altra volta, i componenti della Commissione e che dire? Continua il boicottaggio allora a questo punto, ritengo che questa gara debba essere chiusa nei prossimi 60 giorni perché questi sono i tempi che occorrono, doveva essere chiusa in realtà già a maggio di quest’anno a mio avviso. Oggi noi dobbiamo fare un’iniziativa forte a mio avviso, lanciare un segnale estremamente forte, io presidente Gregorini capisco la volontà forse anche legittima di interessare la Regione, ma laddove la Regione non risponde e l’assessore Sciapichetti non risponde su una questione di questo genere, ma caro Sciapichetti o ti svegli e ti svegliamo noi perché non è possibile che su un tema di questo genere, laddove vi è un boicottaggio certificato dagli organi inquirenti noi siamo indolenti. Oggi il Consiglio comunale, lo chiedo a tutti i consiglieri, voti in modo unanime quest’ordine del giorno, si invii questo ordine del giorno ai vertici di provincia e Regione e a tutti i consiglieri regionali e provinciali perché anche i consiglieri regionali e provinciali fungano da stimolo nelle rispettive assise e a mio avviso oggi non è più rinviabile, è per questo che non chiediamo nessun rinvio in Commissione anche se avremmo gradito e voluto parteciparla insieme a tutti gli altri Consiglieri comunali, ma riteniamo che a questo punto non ci siano più i tempi, questa gara deve essere ripresa, deve essere ripresa oggi, l’appalto deve essere portato avanti, deve essere pulito, deve essere rigoroso, deve essere veloce, per cui io chiedo al Consiglio comunale di votare con noi questo ordine del giorno.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: apriamo la discussione generale.

Il SINDACO: Consigliere Paradisi io voto la sua mozione senza leggerla, così almeno ci capiamo, non ho bisogno né di cronologie né di ricostruzioni perché ahimè delle aree agricole di compensazione idraulica, così si chiamano oggi, la invito a utilizzare i termini adeguati, non si chiama più vasca di espansione, non si possono chiamare più così e lei li richiama col nome proprio ma qualcuno potrebbe inorridire e allora bisogna richiamarle aree agricole di compensazione idraulica, si chiamano così. Una, area agricola di compensazione idraulica. Lei Consigliere Paradisi pone un tema poi magari potrei aggiungere tanto altro e mi dicono che non lo posso fare, potrei dire tante cose ma mi invitano a non farlo e non lo faccio o forse sì, dipende perché fa bene consigliere Paradisi a riportare il tema e la ringrazio pure perché vede lei poteva dire il colpevole ritardo dell’Amministrazione comunale di Senigallia, colpevole ritardo, qualcuno lo chiama anche delitto, il delitto del Comune di Senigallia che delle vasche di espansione o aree agricole di compensazione idraulica purtroppo ahimè se n’è occupato solo due volte, una forse in modo colpevole e delittuosa e un’altra amministrativamente parlando come gli è capitato. Perché vedete le casse di espansione non sono state mai incardinate in questo Comune, 1986, fondo CIPE di quasi 20 miliardi di lire distribuite su questo territorio per realizzare le vasche di espansione assegnate alla Regione Marche, ovviamente oggi noi ne prendiamo una coda ma io non dimentico perché siccome io la storia me la ricordo e mi ricordo il ricorso al Tribunale delle acque, i comitati cittadini contro le vasche di espansione, Sartini che nel suo programma scrive che le vasche di espansione non servono a nulla e quindi non vanno fatte, anzi ci chiede pure e forse è lui che va a fare sabotaggio, ritirate quella gara che è in corso perché quelle non servono a nulla, Paradisi lei pensa che sia utile, io pure e qualcun altro qui dentro voglio vedere cosa vota sull’ordine del giorno suo, se scrive nel programma non le fate non bisogna farle e quindi magari a forza di mandare tutto in Procura, manda tutto in Procura e qualcuno da lì dentro va a fare il sabotaggio e chissà cosa succede, non lo so, ogni tanto perdo l’orizzonte. Paradisi lei ha fatto bene, non ha sottolineato il ritardo dell’Amministrazione comunale perché noi dicevo le abbiamo incardinate solo due volte quando l’Amministrazione Marcantoni e l’assessore Pajalunga allora senza colpe pensavano che quella cosa ferma dentro il meandro della Regione potesse trovare un’accelerazione più importante, 1 luglio 1999 la Giunta Marcantoni avoca a sé la realizzazione e il ridisegno delle vasche di espansione quando quelle, io mi ricordo perché mi possono far tutto tutti quando mi chiederanno, possono scrivere tutte le cose che vogliono c’è solo un piccolo problema che io mi ricordo tutto, quando quelle vasche lì erano in procedura di appalto, pubblicate sul Resto del Carlino, il piano di sicurezza delle vasche di espansione del fiume Misa, la Giunta Marcantoni chiese alla Regione di bloccare quell’appalto, avocare a sé il ripensamento perché quella volta si pensava che le vasche di espansione si potessero fare in maniera diversa, con i fiorellini, con gli alberi, quelle cose là, non c’erano le briglie di cemento, i muri cose e quindi la richiamò e lì però non si è accorto nessuno c’era il delitto di fermare le vasche di espansione, non si è accorto nessuno, io sì, lo diremo quando serve, io sì. Poi le vicende delle vasche della Giunta Marcantoni furono quelle, le vasche di espansione ovviamente rimasero sulla scrivania di qualcuno, nessuno ci mise mano perché erano montagne di progetti e non si correggevano con i disegnini, fiorellini e alberelli, bisognava avere ingegneri idraulici e la Giunta concluse così in maniera anticipata il proprio destino, arrivò il sindaco Angeloni che in maniera prudente e attenta dicendo questa non è una competenza nostra riprendetevi il progetto e procedete con l’appalto. Ecco cosa è successo, Angeloni restituisce le vasche di espansione al proprietario del fiume, nel Duemila gli dice questo è il vostro tirate via a farle perché noi non abbiamo le competenze per farle bene come qualcun altro aveva detto precedentemente e non c’è stata nessuna lettera tra l’altro dell’assessore Mangialardi e del sindaco Angeloni, ancora la cercano ma non c’è, ma anche se ci fosse stata era l’atto del Consiglio comunale che diceva riprendetevi questa cosa. Da lì, la memoria purtroppo c’è, all’interno della regione con qualche difficoltà e con tante pressioni esterne quella di ripensare al progetto perché quello era troppo impattante, troppi muri di cemento, troppe briglie, troppi argini che occupavano terreni di privati che avevano costituito i comitati che occupavano questa stanza, che occupavano tutte le altre stanze, che trovavano anche sponde un po’ politiche un po’ no ma comunque erano qui dentro, comitati, ricorsi ancora una volta al Tribunale delle Acque, al TAR, atti sospensivi e intanto questa palla della vasca di espansione dalla Regione passò  alla provincia insieme alla palla della vasca cambiarono anche le lire in euro, cambiarono gli importi ma venne rivisto il progetto, un progetto più dolce, argini più bassi, meno terra, meno briglie, meno tutto, meno superfici, meno contenimento e il Comune di Senigallia e l’assessore Mangialardi, questa sorta di Nerone, dice a che punto siamo? Non succedeva nulla come oggi, dopodiché quando la provincia che come la Regione magari proprietario e manutentore, magari qualcuno gli poteva chiedere in maniera un po’ più approfondita che cosa fosse accaduto in quegli anni, ma forse è sufficiente e lo chiedono a me ma fa bene perché io ho la memoria e gli altri magari non se lo ricordano, io sì, quella vasca d’espansione che nel frattempo era stata ingentilita per amore degli ambientalisti e diventò area agricola di compensazione idraulica, diminuita nei volumi di portata da tre milioni di metri cubi a ottocento mila metri cubi non occupava più quella superficie, ne occupava un’altra, era purtroppo assoggettata a una variante urbanistica. Quella sì ahimè, ahinoi era in capo al Comune di Senigallia perché la provincia ci disse guardate signori miei noi abbiamo cambiato tutto, l’abbiamo fatta più mite, più sostenibile, meno costosa, più attenta, più ammiccante meno comitati, meno cappelloni, che ci vengono qui, tutte quelle cose lì, l’abbiamo fatta ridimensionata però sborda rispetto alle superfici che avevamo previsto prima, quindi dovete andare in variante, ci mandarono la richiesta di variante e noi siamo partiti con quel percorso all’interno del Consiglio comunale. Arrivammo in Consiglio comunale con una proposta che avevano avanzato perché nel frattempo comunque la provincia stava progettando anche la strada provinciale, misero insieme le due cose e noi portammo la variante in Consiglio comunale dopo 150.000 commissioni, quelle erano le richieste, partecipazione, quella che volevamo tutti, approfondimenti e sopralluoghi, tutte quelle cose lì, arrivò in Consiglio comunale il 27 febbraio 2012 l’Assessore Ceresoni e se c’è stato mai un delitto perché qualcuno in qualche altra sede lo chiama così, delitto, la proposta venne rinviata, venne rinviata signori Consiglieri e colleghi con il voto contrario del Sindaco Mangialardi che puntava il dito su tutti quelli che stavano votando per il rinvio dicendo guardate stiamo perdendo forse, mai tanto tempo come l’han perso la Regione e la provincia, mai, perché è una piccola impercettibile percentuale di tempo, ma un po’ sì e vi dico non lo fate perché io sono contrario, chissà se l’hanno letto però i verbali e i registratori servono a posta e qui c’è il Sindaco Mangialardi dice a 11 Consiglieri che votano per il rinvio non lo fate perché perdiamo tempo, ecco 11 consiglieri contro nove votarono per il rinvio e sapete quanto tempo ha perso questa Amministrazione per riportarla in Consiglio comunale? Trentasei giorni perché nel frattempo il Sindaco Mangialardi, imbestialito per l’esito improvvido del Consiglio comunale sul rinvio di una pratica così delicata rispetto alle sorti della città scrive all’assessore Ceresoni e al Presidente della Commissione Donatiello dicendo vi do due giorni per ripresentare l’identica proposta in Consiglio comunale, quindi rifate tutti i giochetti vostri di sopralluoghi, alberelli, tutte quelle cose lì, ma riportatela in Consiglio al più presto perché io temo per la mia città, delitto, temo per la mia città. Questo. Reperto uno e reperto due, atto uno e atto due, questo scrive Mangialardi Sindaco, irresponsabili chi vota contro le vasche di espansione. Poi ovviamente c’erano motivi oggettivi perché c’era la strada che la provincia aveva costruito a ridosso, stasera qualcuno magari dice vasche di espansione no, l’ha anche scritto, ma stasera è un altro momento, ecco dove abbiamo perso tempo noi trentasei giorni dall’86 al 2017, senza responsabilità alcuna. Guardate che non sto raccontando una storia, sto raccontando la storia, poi Paradisi oggi, ovviamente io essendo uomo di memoria, e spero che mi duri per almeno altri 7 - 8 anni, siamo ai giorni d’oggi, eravamo in campagna elettorale insieme quando dicevamo facciamo le vasche di espansione e facciamolo velocemente qualcun altro diceva non servono a nulla, bisogna fare il porto allargato, il porto sotto sopra, non lo so e io ho detto invece noi andiamo avanti e sollecitiamo. Poi quello che è accaduto nell’ultimo periodo ahimè, dopo gli eventi alluvionali rispetto ai quali lo devo dire con la solita onestà che è anche schiettezza, la vasca d’espansione quel giorno non avrebbe risolto nessun tipo di problema per chi deve guardare che sa misurare superficie per altezza 14 milioni di metri cubi alle ore 12 che erano in giro per la città e almeno altrettanti metri cubi che correvano nei nostri argini del fiume dentro il centro storico gli 800.000 metri cubi avrebbero ritardato, a calcoli, il pubblico spende soldi per fare perizie io non sono uno che ha competenze, avrebbero ritardato otto minuti quella messe d’acqua, non di più, però se ci fosse stata certo che avrei dormito molto meglio nelle altre dieci situazioni di emergenza quando abbiamo avuto le dichiarazioni di stati di allerta da parte della Regione almeno altre 22 volte, avrei dormito un po’ più tranquillo, perché sapevo che un po’ di acqua sarebbe finita lì dentro, quando poi l’allerta non era gialla, non era rossa, non era arancione, adesso l’hanno fatta rossa arancione ma penso nemmeno loro sanno perché, ma avrei dormito un po’ di più, ma quel giorno no. Io penso che poi quello che è accaduto consigliere Paradisi contenuto nella sua mozione sta un po’ nella follia di questa nazione perché noi abbiamo spinto amministrativamente perché l’area agricola di compensazione idraulica venisse attivata ma poi c’è la 241 che da compiti diversi alla politica, a chi poi deve attuare, oggi poi ancora di più perché oggi i responsabili del procedimento non rispondono più a nessuno nemmeno a se stessi, oggi le commissioni di gara sono fatte da gente che non capisce perché dobbiamo metterle nei posti che non capiscono, quelli che capiscono dobbiamo metterli da un’altra parte e le competenze passano e rimbalzano da una parte e dall’altra perché magari in quel periodo pensavamo che le province venissero chiuse e quindi le funzioni fondamentali che erano in provincia poi dovevano passare in Regione, passa la funzione dalla provincia alla Regione ma il funzionario no, e poi come il cavolo, la capra e il lupo ritorna indietro la funzione e il funzionario che era responsabile procedimento non c’è più perché intanto è passato alla Regione e quindi queste due cose forse anche scientemente, non lo so, non si incrociano più, non si incrocia più responsabile che è il Presidente della Commissione con la vasca, non si lavano più, uno la vasca in provincia e il dirigente va in Regione e poi la Regione manda la vasca in provincia e oggi abbiamo questo ritardo rispetto al quale facciamo tutti gli ordini del giorno che servono, io penso che abbiamo scritto tanto, qualcuno ha scritto anche in modo improprio perché non ha memoria, pagano i periti per fare le cose ma non hanno la memoria, non si ricordano, non sanno leggere, non si ricordano nemmeno che son stati allagati pensa se si accorgono che cosa scrivono. Io sì però e non avrei nemmeno bisogno di spendere soldi miei per difendermi perché se fosse un Paese normale basterebbe sentire quello che sa chi conosce e non far parlare chi non sa nulla. Consigliere Paradisi lei dice gli diamo sei mesi di tempo, io dico che alle condizioni attuali ancora siamo in fase di gara, di apertura di buste perché lei ha messo una data, primo di aprile del 2015, non era un pesce ma era il giorno dove le competenze passavano dalla provincia alla Regione, oggi cosa succede? Che forse è passato troppo tempo e forse qualcuno farà anche ricorso per quel tempo che è trascorso e se fanno i ricorsi dopo forse c’è qualche blocco che bisogna risolvere e se ci sono i blocchi perdiamo tempo e se perdiamo tempo forse dobbiamo rifare la gara e se dobbiamo fare la gara dobbiamo aspettare e sperare che la capra e il cavolo e il lupo siano tutti dalla parte giusta al momento giusto. Io qualche dubbio consigliere Paradisi ringraziandola perché lei poteva fare un’altra cosa stasera, siccome sa poteva puntare un dito e dire colpevole ritardo, sa che questo Comune, che questo Consiglio comunale ha ritardato 36 giorni dal 1986, il Sindaco Mangialardi non ha ritardato nemmeno un minuto, è per quello che senza indugio, senza leggere, con tanta memoria, tanta responsabilità e forse anche tanto dolore, che voto la sua mozione senza nemmeno leggerla.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): premetto subito che concordo in linea di massima con quanto asserito sia da Paradisi che da Mangialardi, cosa inusuale perché la ricostruzione è stata fatta fedele amministrativamente da parte del Sindaco e la preoccupazione Di paradisi è più che condivisibile sulle vasche di espansione ma devo un po’ illustrare qual è la problematica con questa non vasca d’espansione, area agricola di compensazione idraulica come viene definita oggi perché le vasche di espansione son passati di moda, i termini si cambiano continuamente. Premetto che i 3 milioni che forse erano anche quattro milioni di metri cubi previsti dal progetto Acquater a cui ha collaborato tra l’altro l’Ing. Massimo Gennaro che ha fatto una valutazione di questa vasca di espansione, erano praticamente quasi cinque volte in più di quelli che riusciremo a stoccare con questa area agricola di compensazione idraulica. Fatta questa premessa ci sono degli aspetti tecnici, che qui nessuno dei due che mi hanno preceduto ha portato avanti, e che mi portano a far capire che approvare questo progetto vuol dire condannare la città a poter incorrere nelle problematiche più gravi di quelle accadute nel 2014. Perché dico questo? Perché a Livorno sull’Ardenza erano state appena aperte due aree di compensazione agricola [si registra un contraddittorio fuori microfono], no le hanno appena aperte e quindi si devono chiamare allo stesso modo comunque definiamole due luoghi dove stoccare l’acqua senza entrare in polemica, e non sono serviti a nulla come avete abbiamo visto tutti. Perché non sono servite? Perché i problemi non sono solamente sullo staccare l’acqua. Dato che ho partecipato dal giugno 2014 a tutti gli interventi, a tutte le relazioni, mi sono informato, ho acquisito documenti e quindi mi sono fatto una memoria tecnica più che amministrativa di ciò che è successo mi preme informarvi sulle reali problematiche. Il progetto così presentato era stato sottoposto al vaglio dell’autorità di bacino ed era stato bocciato per una problematica non da poco, abbiamo un ponte che si trova subito a monte della strettoia che si trova a circa un metro e mezzo con l’intradosso al di sotto degli argini, questa problematica aveva fatto sì che l’ingegner Vito Macchia bocciasse quel progetto e lo rimandasse al mittente fino a quando non si fosse provveduto a deliberare di fare prima un ponte nuovo, più alto, su cui si potesse transitare e su cui non si andasse a depositare tutto il materiale trasportato che avrebbe fatto da parata. È stato aggirato questo problema attraverso una relazione dell’ingegner Mancinelli che ha dichiarato che l’intradosso rimaneva al di sopra del livello dell’acqua della strettoia e che comunque il ponte era solido e non sarebbe mai venuto giù, con questa dichiarazione sommaria fatta dall’ingegnere Mancinelli hanno dato il via a questo progetto e hanno fatto l’appalto. Hanno già fatto una parte dei lavori, basta andare a vedere per rendersi conto di quello che è e chiunque può andare a vedere che il ponte resta un metro e mezzo sotto gli argini che hanno fatto. Ora al di là del problema tecnico perché tutti vediamo quando arriva l’acqua in città che i tronchi galleggiano, non camminano sotto e quindi tutti i rami, tutti gli alberi che vengono trasportati si vanno ad addossare dove? Sul parapetto e l’intradosso del ponte quindi danno una sollecitazione al ponte pazzesca con pericolosità per il ponte stesso perché potrebbe crollare ma procurano un effetto peggiore, fanno innalzare il livello dell’acqua a monte, gli argini sono stati alzati di un metro e mezzo, adesso nella zona di Casine si era raggiunto un livello di due metri d’acqua, quindi un metro e mezzo in più vorrebbe dire avere tre metri e mezzo d’acqua che allargati per la superficie che va a occupare vuol dire stoccare qualche decina di milioni di metri cubi di acqua in più in caso di piogge sostenute. Perché parlo di piogge sostenute? Perché le piogge del maggio 2014 non erano piogge sostenute, aver avuto 72 millimetri d’acqua contro i 700 che sono caduti in vari punti d’Italia non è paragonabile, quindi se dovesse piovere sul serio e dovessimo avere veramente un evento eccezionale, ci troveremmo di fronte a un invaso di acqua assolutamente fuori portata che una volta raggiunto il livello dell’arginatura farebbe rovinare tutti i milioni di metri cubi d’acqua, le decine di milioni di metri cubi d’acqua, tra il fiume, le Bettolelle e il Vallone venendo giù. Questo sarebbe un danno immane, incalcolabile sia per i danni che produrrebbe sia per la perdita di vite umane. Questo è stato sollevato e siccome nessuno dei consiglieri tranne qualche volta il Consigliere di Borgo Bicchia che è venuto un paio di volte a contratto di fiume a sentire quello che si dice, però nessuno si è fatto carico di informarsi e capire effettivamente quali sono le problematiche sollevate dai comitati, dall’ingegner Massimo Gennaro che avendo progettato le vasche non solo lì ma in tantissime parti del mondo sa benissimo come funzionano, lui ha messo a punto le criticità, anche la difficoltà di gestione di una vasca così fatta, quindi a me spiace dover dire oggi a Paradisi che io non sono contrario a fare delle vasche per l’accumulo dell’acqua ma prima di fare una vasca pericolosa per la città bisogna rivedere quel progetto, quindi non posso votare a favore e lo dico apertamente perché quel progetto è pericoloso, è inutile ridere perché quando uno non ha preso coscienza della pericolosità, e non lo dice Sartini lo dicono degli ingegneri, e quando a Contratto di fiume il Consorzio di Bonifica incaricato di spendere 4,3 milioni di euro per mantenere le arginature e fare la riprofilatura ha affermato che la vasca d’espansione non serve praticamente a niente per le esigenze della città finché non vengono rifatti i ponti e non si riapre la foce, io penso che spendere gli unici soldi che abbiamo per fare la vasca di espansione non rifare i ponti e sistemare l’uscita a mare è folle. Qui lo dico, denunciatemi, però io non posso avvalorare [si registra un contraddittorio fuori microfono] faccia pure non ho paura Sindaco, quindi dire che dobbiamo approvare all’unanimità una vasca pericolosa e inconcludente per la città di Senigallia perché l’hanno dichiarato non solamente gli ingegneri nostri me l’ha dichiarato anche lo stesso Ingegner Sbriscia  che servirebbe appena a un ottavo delle esigenze di allora, del 2014, ma non ha piovuto, se faceva dieci volte più acqua cosa serviva? A un ottantesimo? Non serve, praticamente se non riusciamo a far transitare l’acqua che piove non possiamo pensare di stoccarla a monte in una vaschetta da 800.000 metri cubi. E sapete perché è stata fatta da 800.000 metri cubi? Perché sopra il milione diventa una diga e cambiano tutte le norme, fare una superficie di invaso con una capienza oltre il milione avrebbe voluto dire rivedere completamente tutte le progettualità [si registra un contraddittorio fuori microfono] va bene e poi risponderà. Dal mio punto di vista è inconcepibile poter votare, pur capendo perché è stata proposta, ma non è quello di cui la città ha bisogno e quindi spendere i soldi che abbiamo in qualche cosa di controproducente non deve essere fatto, io dal mio punto di vista ho cercato di dire un po’ qual è la situazione, vi ho riportato anche l’esempio di Livorno di quello che è successo sul fiume Ardenza dove hanno realizzato due vasche di espansione e gli eventi quando è piovuto si vede che cosa hanno fatto, quindi per Senigallia sarebbe la stessa cosa, se piove la vasca d’espansione sarebbe come una bagnarola messa lì a raccogliere l’acqua. È vero come dicevano a Borgo Bicchia anche se stocca solo un metro è sempre un metro tolto dalla città, ma quando arrivano decine di milioni di metri cubi non serve a niente metterne via una quantità irrisoria.

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): la mozione fa la cronistoria di tutti gli atti e le vicissitudini in merito a questa gara d’appalto per la realizzazione di queste vasche di espansione però in questa sede e più volte anche con documentazione sono stati sollevati dei dubbi a livello tecnico sia sull’efficacia di queste vasche di espansione sia sulla effettiva loro idoneità a risolvere quindi le problematiche di Senigallia. Io non sono un tecnico quindi esula da me e ritengo da qualunque consigliere qui presente una valutazione tecnica sulla bontà del progetto delle vasche di espansione perché è impossibile per quello che mi riguarda intimare alla Regione o alla provincia di eseguire un progetto tecnico di cui io non posso verificare l’effettiva efficacia, c’è chi dice che è risolutivo, c’è chi lo respinge al mittente, a questo punto quale delle due soluzioni dovrei votare per essere tranquilla come consigliere anche se il mio voto chiaramente in ambito di scelta delle vasche non conta assolutamente niente però è una questione anche di senso di responsabilità perché Sartini solleva problemi tecnici che non sono proprio fuori diciamo dal mondo, potrebbero essere fondati, allora quello che dico io se fosse possibile emendare questo ordine del giorno rimanendo un pochettino più generici nella prescrizione e nella diffida nei confronti della Regione e della provincia, cioè nel ribaltare su di loro la responsabilità della scelta idonea, questo lo chiedo chiaramente ai consiglieri di Unione civica e di Forza Italia, perché dobbiamo essere noi ad accollarci quella scelta che poi potrebbe magari verificarsi sbagliata o creare danni senza aver avuto l’opportunità o la possibilità di farne un vaglio a livello tecnico, io direi se chiaramente questa mia idea viene condivisa, di intimare a Regione e provincia di concludere le procedure necessarie per la immediata messa in sicurezza del territorio di Senigallia come da anni, da decine di anni si sta perorando presso questo Consiglio. Questo secondo me potrebbe essere immediatamente da votare perché io come Consigliere proprio non competente in materia tecnica, non sono un ingegnere neanche per poter dare una valutazione per poter dire se è più idonea la vasca di espansione o se è più idoneo un altro tipo di intervento, se è necessario alzare il ponte o se va bene che il ponte rimanga, io non mi posso prendere questa responsabilità, la responsabilità invece di dire alla Regione fate il vostro dovere e fatelo velocemente perché sarete voi responsabili di tutti i danni che da oggi in poi saranno causati al nostro territorio. Poi per quanto riguarda la parte invita la provincia di Ancona a risarcire i danni cagionati dalla mancanza o erronea pulizia del fiume Misa, omissione che è stata poi fatta ricadere dall’Amministrazione comunale sui cittadini senigalliesi, Sindaco noi le avevamo fatto una mozione proprio ad hoc, una proposta di delibera proprio per questo, quindi io sarò ben felice di votare queste due righe perché significa che quei danni che noi con la nostra proposta di delibera abbiamo poi tra l’altro giustificato con tanto di citazione di atti e di normative via dicendo, cioè quei danni dovuti agli spiaggiamenti causati dalla provincia di Ancona che sono stati poi acquisiti come debito fuori bilancio nel nostro bilancio e quindi caricati sui cittadini come servizi anziché come danno fattoci dalla provincia è giusto che questa venga incitata e quindi diffidata a risarcire questi danni, per cui qui mi trova esattamente d’accordo. Però chiedo proprio ai Consiglieri di mettersi nei panni di chi va a votare e diffidare la provincia a fare le vasche di espansione, io non mi sento di avere questa competenza invece sento di avere l’autorità di diffidarli a fare le opere necessarie perché loro hanno tutti gli studi ingegneristici necessari per individuare quelle che sono le opere giuste e fattibili, quindi prego di valutare questa possibilità di emendamento.

Il Consigliere BRUCCHINI (Vivi Senigallia): io condivido appieno quanto proposto dal Consigliere Paradisi per Unione civica e Forza Italia. Il 27 febbraio 2012 a fronte della richiesta di rinvio in Commissione della variante al piano regolatore io feci un intervento, la richiesta venne dai banchi dell’opposizione, feci un intervento accalorato, abbastanza accalorato, forse non è nemmeno mia consuetudine anzi non lo è proprio, perché quella richiesta la ritenevo assolutamente impropria infatti dissi che dopo anni ed anni, dopo un periodo lunghissimo in cui le vasche di espansione, allora venivano chiamate tali, avevano subito degli iter e dei percorsi lunghissimi era assolutamente improprio protrarre ancora le procedure amministrative per giungere alla realizzazione delle vasche, purtroppo la maggioranza dei Consiglieri votò a favore e contro l’adozione immediata della variante e quindi il rinvio in Commissione. Quello secondo me fu un momento negativo del Consiglio comunale di Senigallia perché come ripeto era assolutamente improprio protrarre i tempi ancora rispetto alle lungaggini notevoli dal 1986 a quella data. Quello che poi mi pare assurdo è che il consigliere Sartini nella prima fase del suo intervento ha detto di condividere la mozione, a me viene in mente che il consigliere Sartini in campagna elettorale, ricordo anche tra l’altro una assemblea pubblica che si è svolta a Bettolelle presso i locali dell’area verde di quella frazione in cui appunto le vasche dal consigliere Sartini ed altri esponenti erano ampiamente contestate per l’inefficienza che avrebbero avuto a fronte di eventi alluvionali di qualsiasi entità, io ritengo che le vasche di espansione non sarebbero state risolutive in occasione del tragico evento dell’alluvione del 2014 ma pur non essendo tecnico e non essendo esperto sono anche convinto che se fossero esistite e se fossero state realizzate nei tempi dovuti avrebbero sicuramente alleviato l’impatto dei milioni di metri cubi d’acqua che percorsero il fiume Misa e che portarono all’esondazione a Borgo Bicchia e in tanti altri punti del tratto fluviale quindi trovo assurdo che il Consigliere Sartini oggi si allinei a questa mozione a fronte dei suoi atteggiamenti che addirittura hanno portato a comunicazioni alla Procura della Repubblica e che forse oggi hanno anche inciso su quelli che sono stati i capi di imputazione e quindi trovo assolutamente incoerente la sua dichiarazione iniziale rispetto a questo provvedimento. Ribadisco il parere favorevole rispetto a questa mozione perché ritengo che questo stallo tra provincia e Regione e questo rimpallo di competenze debba assolutamente concludersi in tempi brevissimi perché è impensabile che un progetto del genere rimanga ancora lettera morta nei cassetti o nelle scrivanie degli uffici regionali o provinciali.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): probabilmente il Consigliere Brucchini non è stato molto attento quando io ho parlato e lo devo riprendere perché io non ho detto che condivido quanto ha detto Paradisi, io sono d’accordo su quanto esposto perché l’esigenza di avere una vasca di espansione o di compensazione agricola va bene purché sia funzionale e non crei ulteriori danni. Infatti alla fine ho concluso dicendo che non posso votarlo, quindi appoggiarlo perché un progetto così fatto, ed è stato spiegato dettagliatamente anche a Contratto di fiume, creerebbe solo problemi e offrirebbe delle soluzioni rispetto alle esigenze della città che sono un ventesimo di quelle che si avrebbero investendo gli stessi soldi in altri interventi. È stato dichiarato non da Sartini, non da ingegneri che hanno supportato fin dall’inizio queste teorie, ma dall’ingegnere incaricato dal Consorzio di Bonifica di redigere il piano per spendere questi 4,3 milioni di euro per sistemare gli argini e l’alveo. Ora quando ci sono dei soldi da spendere, sono soldi nostri, perché questi 4 milioni di euro non è che piovono dal cielo, la Regione li stampa e dice adesso ci mettiamo a posto gli argini, senza valutare quali sono le problematiche obiettive bisognerebbe che la Regione stesse a sentire gli interlocutori che hanno delle proposte diverse e valutassero e rispondessero nel merito sulle loro osservazioni. Se l’esigenza è di mettere in sicurezza la città di Senigallia bisogna vedere qual è la quantità di acqua che si può far arrivare a Senigallia facendo gli opportuni lavori e quale è quella che tocca accantonare a monte, se noi partiamo da un quantitativo di acqua che può transitare dalla strettoia che è un terzo di quella che può portare il bacino senza eventi imprevedibili siamo fuori da ogni progetto di messa in sicurezza della città, qui lo dico e lo ribadisco, non pretendo di spiegarvelo perché tecnicamente non riuscireste a seguirmi, anche se mi ci addentro e non sono un ingegnere che vi può spiegare nel dettaglio totale la progettualità, ma vi esorto ad andare a sentire tutti gli incontri di Contratto di fiume che trovate registrati, a leggere le relazioni e vedrete che queste vasche non servono a nulla se non a dare lavoro a qualche impresa e far finta che tutto va bene, ma quando pioverà le sorprese arrivano, dopo non può dire Consigliere io sono favorevole perché risolvono il problema, cosa risolvono? In che percentuale risolvono le esigenze di Senigallia? L’1, il 2, il 3, il 5, il 10, il 90%? Per quanto tempo ci garantiscono una sicurezza? Un minuto, dieci minuti, lo sa questo? Prima di fare simili affermazioni che lei è favorevole dovrebbe capire quant’è il margine di sicurezza che dà alla città con un evento piovoso di 70 centimetri d’acqua nell’arco di una giornata, 70, dieci volte quelle del maggio 2014, 5 minuti, dopo?

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): intanto una risposta al Consigliere Martinangeli che non può che essere negativa, non c’è la disponibilità ed emendare facendo un invito generico a provincia e Regione, l’invito deve essere chiaro, preciso, deve essere assolutamente circostanziato come lo è nel nostro ordine del giorno che non è del Consigliere Paradisi ma è dei Consiglieri Paradisi, Rebecchini e Canestrari, quindi Unione Civica e Forza Italia. Da parte nostra non vi è questa disponibilità perché riteniamo che l’intimazione fatta a Regione e provincia deve essere chiara e deve riguardare le vasche di espansione, mi scuserà il Sindaco se non riesco a chiamarle aree agricole di compensazione idraulica, il nome tecnico è senz’altro quello ma io credo che dobbiamo farci capire quando parliamo, quindi la compensazione idraulica la lasciamo agli idraulici. Io ritengo che tutte le considerazioni sono legittime per carità, in termini ideologici si può sostenere tutto, però io non sono un tecnico come non lo è il consigliere Sartini, come non lo è il Consigliere Martinangeli, come non lo è il Sindaco, sono abituato a leggere, a confrontarmi e a studiare. Poco tempo dopo l’alluvione un gruppo di avvocati a Senigallia ha invitato il professor Russo che è un luminare di caratura internazionale, ha collaborato anche alle consulenze per l’alluvione di Genova, è stato chiamato in Cina per studiare i fenomeni alluvionali in quel paese, il professor Russo che è un luminare a livello internazionale spiegò chiaramente, disse sulle vasche di espansione un concetto che è molto chiaro che credo sia condivisibile anche da chi non è tecnico, se pensate che le vasche di espansione siano la soluzione del problema sbagliate, ma questo è ovvio, se però pensate che le vasche di espansione insieme ad una serie di altri interventi possono ridurre il rischio idrogeologico devo dire che è altrettanto ovvio e concluse il professor Russo dicendo il rischio idrogeologico zero non esiste, il rischio idrogeologico esisterà sempre, quindi quello che disse in generale il professor Russo era questo: le vasche di espansione servono se parallelamente vengono fatti altri tipi di lavori. A Livorno non hanno retto non perché non servivano a niente Consigliere Sartini, perché erano troppo piccole le vasche di espansione, non perché non servivano. Mi domando, ma lo domando utilizzando la logica, se quelle vasche di espansione non ci fossero state, piccole e quindi fatte male, se quelle vasche di espansione non ci fossero state i morti sarebbero stati otto o nove o 16? Questo dobbiamo domandarci. Siamo in grado di dire che non ha limitato i danni? Io non credo, credo che fossero insufficienti, come dei tecnici hanno detto, non io. E poi c’è una relazione agli atti di questa indagine, una poderosa relazione, di un altro luminare che è il professor Mancini del Politecnico di Milano a cui io necessariamente devo dare più affidabilità che ai legittimi ragionamenti dei Consiglieri comunali di Senigallia me compreso ovviamente. Il professor Mancini, quando Giorgio Sartini chiede a Brucchini dammi i dati di cosa avrebbero fatto le vasche di espansione, non credo che Brucchini li possa dare ma non li posso dare neanch’io, ma li ha dati il professor Mancini, io non sono uno che crede ciecamente ai consulenti però sicuramente dà più affidabilità al professor Mancini del Politecnico di Milano che non ai ragionamenti di un Consigliere comunale me compreso e il professor Mancini ha calcolato che la realizzazione di quelle vasche di espansione avrebbero ridotto di 30 centimetri il picco di piena, trenta centimetri che sembra una cosa piccolissima, trasformateli in metri cubi d’acqua e capirete che trenta centimetri non sono una cosa insignificante tant’è che la Forestale dice espressamente probabilmente quei 30 centimetri in meno, probabilmente avrebbero anche potuto evitare i morti. Ora sono considerazioni che non faccio io, che fanno i carabinieri della forestale, io ne prendo atto, io tendo a fidarmi della bontà del ragionamento, non in assoluto, della bontà del ragionamento sì e della scientificità di chi questi dati ce li mette a disposizione per cui ritengo non che noi non siamo oggi in grado di dire, ci assumiamo Consigliere Martinangeli, la responsabilità, ci accolliamo la responsabilità di dire cosa deve essere fatto, ma guardate che il progetto delle vasche di espansione è già deciso, noi non ci accolliamo nessuna responsabilità, noi ci accolliamo l’onere e il dovere invece di dire quel percorso è stato iniziato adesso finitelo e finitelo in fretta perché se poi il consulente della Procura avesse detto non sarebbero servite a nulla anch’io avrei avuto i dubbi del Consigliere Martinangeli, ma non ha detto questo il consulente della Procura, ha detto esattamente l’opposto, ha detto un’altra cosa. A ben vedere nemmeno Sartini in realtà era contrario alle vasche di espansione perché nel programma elettorale di Sartini non si parlava della inutilità delle vasche di espansione, Giorgio perdonami ma io i programmi li ricordo perché sono abituato a leggere tutto di quello che scrivono gli avversari politici, allora certamente Sartini era un avversario politico, Sartini scrisse che quelle vasche, che quel progetto andava rivisto perché impraticabile, non che le vasche di espansione non servono a niente che è un’altra cosa rispetto a dire non ci devono essere le vasche di espansione quindi neanche Sartini ha mai negato la validità delle vasche di espansione per cui io ritengo che questo ordine del giorno vada approvato proprio perché dovremmo assumerci noi un onere e un dovere ma anche il diritto di fare da pungolo all’Amministrazione provinciale e regionale. Non ho parlato e non abbiamo parlato né nel mio intervento oggi né nella mozione di colpevole ritardo dell’Amministrazione perché è ovvio Sindaco che il problema delle vasche di espansione è un problema che può riguardare solo indirettamente le Amministrazioni comunali e quindi è ovvio che questo non lo possiamo dire, va dato atto, questo lo devo dire, al Sindaco che sulla variante urbanistica il Sindaco ed altri hanno cercato di dare un’accelerazione, giustamente, devo anche precisare per onor del vero, Marcantoni oggi non è presente, ma Marcantoni non avocò a sé nel ‘99 il progetto delle vasche di espansione per non farle, è esattamente il contrario, Marcantoni aveva capito perfettamente e ha avuto forse una visione ventennale, che provincia e Regione non l’avrebbero mai fatte, questo aveva capito Marcantoni, quindi ha avocato a sé quel progetto perché Marcantoni  le voleva fare, non perché non le voleva fare. Ricordo anche che ci fu un problema poi legato alla proprietà delle aree da espropriare e quello fu un annoso problema che dovette affrontare la Giunta Marcantoni e che non si risolse non per cattiva volontà dell’allora sindaco Marcantoni ma non si risolse per il semplice motivo che l’Amministrazione Marcantoni durò poi pochi mesi e quindi non se ne fece più nulla. Ritengo non prudente l’atteggiamento del Sindaco Angeloni, lo ritengo un errore, sicuramente in buona fede in quel caso, rinviare la palla nuovamente a enti che poi nulla hanno fatto, ecco forse Marcantoni ha avuto quella visione futura che l’Angeloni al tempo non ha avuto perché poi il progetto si è vergognosamente arenato e insabbiato. Vado quindi a terminare. Io ritengo che la scelta delle vasche di espansione sia una scelta ormai irreversibile e debba essere una decisione che va portata avanti nel più breve termine possibile, ovviamente non dobbiamo dimenticarci e non lo dimenticheremo che preso atto che il rischio idrogeologico zero non esiste dobbiamo anche essere da pungolo perché vengano puliti gli alvei, perché venga deforestato puntualmente e in modo continuo l’alveo del fiume, perché vengano ripristinati gli argini laddove vi siano le tane degli animali, perché vengano anche realizzati ponti diversi che siano in grado di far confluire più acqua, che vadano fatti tutta quella serie di altri lavori insieme a quello delle vasche di espansione per ridurre al minimo il rischio idrogeologico, questo a mio avviso deve essere il compito del Consiglio comunale di Senigallia, non può averne altri su questa specifica tematica, ne ha altri poi sul sistema di allerta, sulle esercitazioni, su tante altre questioni che pure sono state toccate giustamente nell’inchiesta ma che in qualche modo attengono già ad un altro profilo, su questo io credo che noi non possiamo fare un passo indietro, sarebbe spiacevole che oggi non arrivassero i voti che a mio avviso devono arrivare anche da tutta l’opposizione.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): come ha detto il Consigliere Paradisi nel mio programma elettorale era previsto di fare le vasche facendolo in modo adeguato, funzionale e non in questo modo. Torno a ribadire che durante questi anni con Contratto di Fiume si è discusso e abbiamo presentato proprio un progetto che prevedeva diversi step, uno quasi immediato, per raggiungere la possibilità nel centro cittadino di far transitare 450 metri cubi d’acqua al secondo senza grossi lavori, senza dover rifare i ponti a campata unica via inferiore, prevedeva successivamente di raggiungere 650 metri cubi al secondo, poi nell’ultimo step prevedeva di fare tutta una serie di aree agricole di compensazione per poter stoccare, non una più vasche, per poter stoccare gli altri 300 metri cubi dai 650 metri cubi al secondo che transitano in su. Paradisi ha avuto la fortuna di leggere la relazione, io non ho avuto questa fortuna, quindi quello che recepisco è quello che leggo attraverso le indiscrezioni sui giornali fatte a vario titolo, però sicuramente il problema che abbiamo alla foce è forse il problema più evidente che ci sia tant’è che il Sindaco ha fatto un’ordinanza per ripulire la foce perché completamente intasata il 31 gennaio del 2017 a cui è seguito un grosso carteggio successivamente, non ci addentriamo troppo in questi meandri. Perché dico questo? Perché è vero che fare le vasche di espansione è utile ma è utile nel momento stesso che si fa la dovuta manutenzione, si consente all’acqua che può transitare nel bacino e che è sempre transitata negli anni all’interno dell’alveo possa giungere alla vasca naturale che è il mare perché tutta l’acqua va a finire al mare volente o nolente. Poi chiaramente c’è un altro aspetto da tenere in considerazione, la vasca d’espansione deve servire come accumulo per i momenti di crisi idrica, quando non piove per lunghi periodi come è stato quest’estate, quindi per avere una riserva di acqua per la campagna, questo non si tiene mai nella dovuta considerazione ma a contratto di fiume si è parlato anche di questo perché non si possono spendere soldi per non pensare a una progettualità seria, ecco perché sono contrario a questo progetto, perché, come ho chiesto al Prefetto, sono pericolose per i cittadini perché la vita si perde quando arriva l’acqua e arriva violentemente, abbiamo avuto solo fortunatamente tre decessi ma se dovesse arrivare una quantità d’acqua come ho detto prima dieci volte maggiore rispetto a quella del 2014 dove la facciamo passare? Nelle vasche di espansione? La stocchiamo? 50 - 100 milioni di metri cubi d’acqua, che facciamo una vasca d’espansione da Arcevia fino a Senigallia? O li mettiamo in mare che vuol dire alzare niente, mezzo millimetro d’acqua perché deve un po’ adeguarsi e livellarsi naturalmente. È questo il concetto che noi dovremmo avere, non dire facciamo quello perché non abbiamo nient’altro in questo momento, per cosa fare? Per ottenere un risultato o per perdere eventualmente vite anche in numero maggiore rispetto a investire quei soldi per fare altre attività, io non dico che accadrà, speriamo che non piova più violentemente, ma visto che il clima sta cambiando, stiamo diventando una Regione quasi tropicale, dovremo affrontare questi problemi continuamente, le vasche di espansione fatte come sono fatte si riempirebbero, entrerebbero in funzione mediamente 3 4 volte all’anno con un deposito di 10 centimetri di fango per volta, quel metro, metro e mezzo che c’è di spazio dopo tre anni di piene l’efficienza viene sempre meno, queste cose vanno considerate, adesso so che sto parlando troppo tecnicamente forse ma il problema è che non sono gestibili queste vasche e i costi di manutenzione sono altissimi a fronte dei soldi che non ci sono. Poi se i danni ci sono stati le rotture sono state 22 ma la rottura che ha fatto danni più di tutti è quella di Borgo Bicchia, una rottura che si trovava dietro un Percorri Misa che è stato fatto per controllare gli argini e che non è stato mai utilizzato a tale scopo, allora i soldi che abbiamo speso lì perché sono stati spesi se poi quella strada non è stata utilizzata? Se fossero stati mantenuti e controllati quello non si sarebbe rotto quasi certamente, poi gli imprevisti succedono sempre anche su un controllo costante del territorio possono accadere degli imprevisti. Torno a ripetere mi dispiace di dover non appoggiare questa mozione perché capisco lo spirito con cui è stata presentata da Unione Civica e da Forza Italia però va contro gli interessi e le esigenze di Senigallia in questo momento, l’ho detto durante il programma elettorale, l’ho ribadito a contratto di fiume, non solo io, lo hanno ribadito i tecnici che hanno partecipato, l’hanno detto gli stessi tecnici del Consorzio di bonifica che il problema è dal ponte portone alla foce il problema primario, però noi spendiamo i soldi tutti a monte, ma è un ragionamento logico? Sciapichetti e Ceriscioli che date i soldi al Consorzio di bonifica per fare degli interventi che non mettono in sicurezza la città vi volete svegliare o volete continuare a dare soldi agli amici?

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): continuo a rivolgermi chiaramente ai consiglieri proponenti dell’ordine del giorno. Il consigliere Paradisi dice non c’è volontà di emendare però lei stesso Consigliere dice in realtà si tratta di aree di compensazione idraulica però le chiamiamo vasche, lei giustamente chiede il voto di tutta la minoranza perché concettualmente la minoranza è d’accordo con questi lavori idraulici che sono necessari a monte del nostro territorio sul fiume Misa, lo perseguiamo questo obiettivo da un’infinità di tempo, però io le ho manifestato le mie perplessità e che ritengo dovrebbero essere un po’ le perplessità di tutti i Consiglieri cioè quello di suggerire, diciamo di avallare una scelta tecnica di cui non possiamo effettivamente farci garanti nei confronti dei cittadini perché i cittadini un giorno potrebbero venirmi a dire Martinangeli tu hai votato affinché la Regione e la provincia perseguisse questo tipo di soluzione tecnica, soluzione tecnica che potrebbe poi verificarsi non idonea. Allora io chiedo ai Consiglieri visto che comunque abbiamo compreso qual è l’intento, questa non volontà di emendare cosa significa? Se io propongo un emendamento dicendo procedure di gara per la realizzazione delle idonee aree di compensazione idraulica, perché a me interessa che la Regione faccia idonee aree, poi che cosa fa io non posso essere responsabile di quale tipo di soluzione adotta, io voglio come Consigliere che faccia idonee aree di compensazione idraulica per la messa in sicurezza del territorio di Senigallia, non vedo il perché noi dobbiamo diciamo affezionarci ad una terminologia che non ci appartiene, cioè vasche di espansione, per me non lo so cosa sono sindaco, non lo so, allora io non posso votarlo, io mi appello proprio ai Consiglieri di minoranza, quando si chiede a immediatamente concludere le procedure di gara per la realizzazione, tagliamo, delle idonee aree di compensazione idraulica per la messa in sicurezza del territorio di Senigallia, per il fiume Misa, interrotto il primo aprile, a me va benissimo, l’importante è che togliamo vasche di espansione come terminologia perché non mi sento di garantire quel tipo di intervento perché non lo conosco. Altrimenti è chiaro che per l’unanimità ci vuole un attimino di comprensione anche delle posizioni altrui perché non è una posizione diversa concettualmente, è solo una garanzia di me Consigliere che non sono né ingegnere né tecnico per poter dire io ho preteso dalla Regione e dalla provincia idonee aree di compensazione idraulica, cioè sono loro che debbono verificare l’idoneità non io ad avallare quel tipo di intervento perché non ne sono in grado. Chiedo proprio ai Consiglieri di minoranza e ai proponenti di poter intervenire con questo emendamento che potrei anche scrivere se chiaramente ci fosse l’assenso a modificare.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: c’era già stata una richiesta e il Consigliere Paradisi le aveva risposto in maniera negativa, ora non lo può ovviamente obbligare, non può obbligarlo a sottoscrivere un emendamento, su questo dobbiamo essere chiari perché l’ordine del giorno è sottoscritto da tre Consiglieri e se non lo acquisiscono non è che li si può obbligare a dire io l’emendamento lo presento. [si registra un contraddittorio fuori microfono] Consigliere Martinangeli porti rispetto, no no no le sciocchezze non le dico io Consigliere Martinangeli, le dice qualcun altro evidentemente, lei porti rispetto, adesso diamo la parola al Sindaco e poi proseguiamo [si registra un contraddittorio fuori microfono] dopo, proseguiamo.

Si dà atto che entra il Consigliere Sardella: Presenti con diritto di voto n. 24.

Il SINDACO: presidente io la ringrazio per concedermi un po’ di tempo perché ci sono dei passaggi dove le cose che si dicono e gli atti che si fanno non incidono ahimè solo nella vita amministrativa della città, perché se si fermassero lì io Presidente potrei chiudere il mio intervento qui, siccome le posizioni che si assumono, le cose che si dicono incidono sulla vita degli altri e non si fermano al mandato amministrativo, io la ringrazio per questo tempo che mi concede perché vedete questa sera si è consumato lo stesso identico percorso, la stessa identica modalità, gli stessi identici argomenti che vanno avanti in questa città dal 1986, l’assessore Bomprezzi ancora doveva nascere, il Consigliere Beccaceci aveva un anno e noi parlavamo della cosa migliore che dovevamo fare: le vasche di espansione, si chiamavano così, la migliore, c’era un progetto fatto dall’allora Consorzio delle valli che prevedeva 12 vasche su tutto il territorio, però noi questa sera Consigliere Paradisi, grazie a lei, parliamo di quella vasca, quella, non possiamo parlare di altro, che ci piaccia o no, e quella deve andare in appalto quella oppure dobbiamo riaprire il dibattito per altri vent’anni? questo ci dobbiamo domandare. Non sono parole mie di questa sera, sono le mie parole della delibera dove noi abbiamo rinviato la proposta, quelle stesse, noi ragioniamo di quella vasca di espansione che ha quelle caratteristiche, che ha quegli elementi che qualche perito in giro per l’Italia dice delle cose, vogliamo far fare quella oppure no? Perché noi non possiamo mettere un emendamento dicendo ancora una volta ripensatela, non dovete dire ripensatela, non ci sto un’altra volta come non ci stavo, non ha nessuno un avviso di garanzia, nessuno, capito? Come dicevo il 27 febbraio 2012 dove undici consiglieri votavano per il rinvio, dove alcuni consiglieri si astenevano e nove coraggiosi dicevano che quell’opera doveva essere fatta così come esattamente è stata pensata. Io non lo so perché io non sono un ingegnere idraulico, io non mi permetto di dire ponte alto, ponte basso, 30 centimetri, 40, non lo so, so solo che abbiamo un dibattito e questa sera io la voto senza leggerla, se diciamo alla Regione e alla provincia appaltate quella cosa, appaltate quella per la quale siete in ritardo, per la quale non avete fatto, per la quale dovete accelerare, quell’opera, non gli possiamo chiedere ancora una volta ripensiamoci e lo dico ringraziando Sartini e Martinangeli perché hanno portato a verità, serve la verità, non per me, non serve per me o forse anche sì, perché se oggi ancora qualcuno qui dentro ha il dubbio di che cosa bisogna fare o cosa bisognerebbe fare questa sera io voglio capire come si può pensare di appioppare la responsabilità di un ritardo di 36 giorni a un amministratore, io voglio capire, lo voglio capire se ancora qui dentro Martinangeli dice no, io voglio fare non lo so, Sartini dice giustamente non va bene quella, quella addirittura fa danni, Sartini è lei che manda in Procura, glielo scriva che è stato lei responsabile dei ritardi, glielo scriva sono io, non quello lì, io che non la voglio, io non la voglio, dica che non la vuole, forse qualcosa di sano potrà anche accadere, lei non la vuole, non io, è lei che l’ha mandata in Procura dicendo che non volevo la vasca d’espansione, non è così. Ha ragione pure perché mica c’è solo quel tema, ci sono gli argini, non c’è scritto lì, Paradisi dove sono i soldi dei 4.200.000 euro degli argini? Dove sono? Non li hanno sprecati, chi li fa? Il Consorzio di bonifica, devono far bene, le tane, ma dopo ci sono i tassi, come togliamo i tassi, ma se togliamo i tassi poi bisogna metterli in gabbia,  dove li portiamo? Non lo so, so solo che parliamo di quella vasca e dobbiamo dire stasera fatela. Dico pure, e abbiamo fatto tanto ma non è l’oggetto di questa sera perché Sartini racconta delle storie, è stato approvato dentro il contratto di fiume, valutato l’assetto di progetto che prevede tante altre cose perché dobbiamo diminuire il rischio idraulico, tante altre cose, vanno rifatti gli argini, vanno rifatti i ponti, van tolte le pile, va risistemato, forse bisogna fare un altro fosso scolmatore, non lo so, io non lo so, lo sanno loro i proprietari del fiume e i manutentori del fiume, loro lo sanno, loro e tutti gli ingegneri, i periti, pagati, non è che lo fanno Sartini così pro bono, quelli sono pagati, anche tutti quelli che ci lavorano intorno che gli dicono anche come si fa, quelli sono pagati. Io dico che delle due l’una, se ancora questo Consiglio comunale ha il dubbio se fare quella vasca di espansione o meno, se ancora questo Consiglio comunale dice rivedetelo, pensate cosa avrebbe detto il Consiglio comunale del 27 febbraio del 2012, diceva la stessa cosa un po’ più vicina alla vasca e quindi ancora lì dicevano con i comitati, tutti quelli che stavano lì, i proprietari del terreno che volevano essere espropriati, ma no era meglio la servitù di utilizzo, quelle cose, siamo stati bravi a votarla con quel tempo, con quella velocità, un eroe votare in quel Consiglio comunale visto che il Consiglio comunale l’aveva bocciato, da medaglia di solito, da medaglia. E allora Martinangeli e Sartini che hanno la memoria di questi ultimi anni e fan bene, Beccaceci che aveva un anno, la Bomprezzi non c’era, quella volta i termini erano questi. Una sola precisazione Paradisi, quando il governo cittadino richiamò quella delibera, quel progetto era in appalto, non quello attuale, un altro da 3 milioni di metri cubi di contenimento di acqua, era in appalto, tant’è che l’ingegner Pierri mandò quegli atti alla Corte dei Conti dicendo io non voglio nessuna responsabilità se la Regione lo dà al Comune mentre c’è la gara d’appalto e impedite di utilizzare quelle risorse e perdiamo i fondi CIPE, questo l’ingegner Pierri, per chi ascolta, ascoltare ingegner Pierri, così dice la verità, si chiama ingegner Pierri e forse non volevano fare quell’appalto perché erano troppo lenti perché lo già lo era, ma volevano cambiare il progetto perché era troppo impattante e se lei Paradisi si ricorda chi erano i partner in quel periodo si capisce perché era troppo impattante, forse anche giustamente, perché c’erano argini troppo grandi, perché c’erano briglie di presa troppo importanti, 3 milioni di metri cubi d’acqua invece di 800, 3 milioni invece di ottocentomila, quella è la verità, oggi noi diciamo alla Regione e alla provincia sbrigatevi, quella vasca, e Mangialardi è coerente esattamente come lo era coerente prima, come lo era prima prima, come lo era prima prima prima e non ha insabbiato nulla, non ha omesso niente, ha solo cercato di accelerare sempre come questa sera a differenza di Martinangeli e soprattutto di Sartini che dice non la fate perché non serve, che qualcuno lo vada a verificare e non è più la mia responsabilità.

Il Consigliere REBECCHINI (Unione Civica): poiché non voglio fare il pesce in barile dico che anche io fino a una certa data ho avuto le posizioni che oggi ha espresso Sartini, ricordo di aver affermato che io ho buona memoria dicendo che una vasca non bastava, che sarebbero state necessarie delle piccole vasche più a monte eccetera eccetera, però da quella volta sono successi dei fatti che mi hanno indotto e mi inducono a cambiare posizione e a sottoscrivere pienamente questo ordine del giorno, i fatti sono di natura tecnica, prima il Consigliere Paradisi ricordava le relazioni del professor Mancini o del professor Ros ma poi soprattutto un’altra questione di cui un consigliere non può non tener conto, che quando una decisione viene presa tu non puoi far finta di niente e continuare sulla tua idea di prima, e no, faccio un esempio per capirci. Quando il sindaco di Parma che diceva ed era contro gli inceneritori però poi si trova ad essere Sindaco non ha fermato i lavori, non poteva farlo e non era giusto farlo e forse per questo poi è stato premiato di nuovo ed è stato rieletto quindi quando una decisione è presa ti devi adeguare alla decisione, muoverti quindi per me dico facciamo questa vasca poi domani io posso scrivere bene un’altra mozione oppure altre richieste eccetera, facciamo altre piccole vasche e torno all’idea originaria, ma domani, intanto questa la facciamo per i motivi tecnici che prima sono stati detti. Come sulla battaglia dell’ospedale, io son stato sempre contro l’area vasta però succede una cosa in ospedale che è un ambito ristretto, io sono contro l’area vasta, quindi bisogna rivedere tutta la riforma a livello regionale e poi magari anche a livello nazionale, e no così non si amministra, chi fa opposizione deve agire come anche se fosse al posto di chi governa e quindi fare proposte alternative però non può astrarsi e porsi in un’altra dimensione nel senso di non tener conto dello stato delle cose, ecco lo stato delle cose adesso a mio avviso ci impone di dire sì a questa vasca d’espansione, se poi tecnicamente non basta ce lo diranno altri tecnici eccetera come politici dobbiamo richiedere altro però al momento io mi devo fidare di quello che mi hanno detto i tecnici altrimenti non funziona la cosa e secondo me non si agisce da buoni amministratori.

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): era per chiedere al Presidente di evitare, denigrare una consigliera e dirgli che vuole attribuirle la volontà di imporre nuovamente l’emendamento …………

Il Presidente del Consiglio ROMANO: ma non lo stesso dicevo altri, è una interlocuzione, non è una denigrazione, superiamola ………

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): lei dice non può imporre, certo però io posso chiedere di emendare, fatto un emendamento posso chiederne un altro visto che il primo non era stato accolto quindi ne ho fatto un altro. Ho capito che chiaramente non c’è la volontà di emendare neanche in quel modo, in fin dei conti chiedevo solamente di sostituire il termine vasche di espansione con idonee aree di compensazione idraulica, quindi l’emendamento era minimo ma vedo che proprio non c’è neanche questa volontà. Poi in merito a quanto detto dal Sindaco, il Sindaco non si può permettere di affermare il falso su quanto ho or ora detto, è in streaming Sindaco, lei non può dire che Martinangeli afferma che non servono le vasche perché io la sfido a trovare le mie affermazioni in questo senso, perché lei non può parlare per mio conto, quindi questo sia chiaro, io non ho detto ciò che lei ha voluto far credere ai cittadini che abbia detto, io ho detto basta andare in streaming e sentire ciò che ha detto Martinangeli, quindi smentisco immediatamente le sue parole.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): ribadisco più o meno quanto detto da Martinangeli, io non ho detto che la vasca di espansione non serve, l’ho ribadito, lo ribadisco nuovamente, serve da un quantitativo di acqua in su perché partire da 300 metri cubi è un quantitativo talmente basso rispetto alle portate medie del fiume per cui la vasca entrerebbe in funzione quasi 2 3 4 volte l’anno. Chi ha avuto la possibilità di leggere la relazione saprà sicuramente la quantità d’acqua che è arrivata, quindi mi rivolgo a Paradisi visto che assiste delle persone per cui ha avuto i documenti dalla magistratura, e sicuramente la quantità d’acqua che è arrivata è inferiore a quella che ho detto io che qui può transitare in città cioè 650 metri cubi d’acqua. Poi anche l’affermazione quando viene presa una decisione dobbiamo mantenerla e andare avanti, allora io mi chiedo la decisione di fare questo progetto è stata deliberata dalla provincia, dall’autorità di bacino e dai Comuni che si erano riuniti in un tavolo e hanno fatto questa scelta perché? Io mi chiedo questa scelta ponderata senza tener conto delle esigenze reali per la città di Senigallia perché è stata assunta e adesso vogliamo portarla avanti obbligatoriamente? I fondi che ci sono non sono illimitati, l’ho già detto, i soldi non piovono dal cielo e ce ne sono sempre di meno, se noi sprechiamo le uniche risorse che abbiamo per non consentire alla città di Senigallia di vivere tranquilla fino a seicento metri cubi d’acqua al secondo, e quelli del maggio 2014 erano di gran lunga inferiori a questa quantità, facciamo delle scelte errate, questo lo ribadisco e lo ribadirò sempre, lo stato delle cose è che noi dobbiamo fare in modo di intervenire correttamente, in questo momento si è stoppato, ben venga, se lo stop è arrivato per la segnalazione che ho fatto al Prefetto non lo so perché non m’ha risposto e glielo chiederò come seconda cosa dopo i ponti, come mai non mi ha risposto ancora e quali sono le risultanze della mia segnalazione sulla pericolosità di questo tipo di vasca di espansione perché prima di fare dei lavori, torno a ripetere, bisogna che ci garantiscono che servono a mettere in sicurezza la città, che poi stocchino una quantità d’acqua quello lo sa anche un bambino di quattro anni, non c’è bisogno dell’ingegnere, ma se questa quantità non serve a risolvere i problemi ma i soldi spesi potrebbero consentire di far transitare 100 volte quella quantità d’acqua in città è una scelta scellerata, qui lo dico e lo ribadisco poi chiudo perché se no pare che vi annoio.

Il Consigliere SARDELLA (PD): buonasera a tutti grazie presidente innanzitutto mi scuso del ritardo ma ero impegnato in Corte d’Appello. Ho seguito solo l’ultima parte del dibattito e mi ha stuzzicato un attimo quello che diceva il consigliere Sartini con cui debbo dire non sono d’accordo e non sono d’accordo per nulla. Le vasche di espansione andavano fatte vent’anni fa, andavano fatte dieci anni fa, le dobbiamo fare, cioè gli enti competenti le devono fare subito, la città non può più aspettare. Dopodiché sulle questioni tecniche credo che non stia a noi politici intervenire ma debbono essere i tecnici a valutare la tipologia di opera che deve essere realizzata e anche se la vasca d’espansione o le vasche di espansione, io ricordo quando facemmo le Commissioni non quella d’inchiesta ma quella d’approfondimento, ci venne detto che il sistema ideale prevedeva più vasche di espansione, una a Brugnetto e una a monte prima della confluenza dei due fiumi Nevola e Misa, quindi una vasca d’espansione sul Misa e una vasca d’espansione sul Nevola prima della zona di confluenza, ma io dico che anche se quelle vasche di espansione non sono sufficienti perché non sono idonee a raccogliere tutta la quantità d’acqua che può arrivare potenzialmente in città, beh intanto facciamone raccogliere un po’, vorrà dire che in città arriverà una quantità d’acqua inferiore, vorrà dire che in città arriveranno potenzialmente meno centimetri d’acqua e forse anche più tardi come dice l’assessore Monachesi, quindi io il principio di precauzione penso che dovrebbe suggerire a tutti noi di affermare che le vasche di espansione, per principio di precauzione, sono necessarie, indifferibili ed urgenti, dopo che tolgano 300 metri cubi al secondo, che ne tolgano 500, che ne tolgano 600, intanto facciamole, facciamole secondo la migliore scienza e tecnica e non sta a noi stabilirlo, ai politici sta avviare le procedure e stanziare le risorse in bilancio, punto, non la miglior scienza e tecnica per fare le opere, le risorse che servono ce lo devono dire i tecnici, noi dobbiamo stanziare le risorse votando i bilanci, facciamole subito. Non pensiamo che non fare le vasche di espansione per far arrivare più acqua in città possa essere una soluzione perché magari i ponti vanno fatti a campata unica, anche un ponte a campata unica non rischia di fermare un’onda di piena che potrebbe non esondare dove è esondata nel 2014 ma esondare dove tutti l’attendevano nel 2014 cioè più o meno in corrispondenza di via Rossini, quindi per ribadire con forza la necessità e la convinzione che le vasche di espansione siano necessarie quindi pur con qualche distinguo su questa mozione, ci sono alcuni riferimenti che io non avrei inserito nella mozione comunque a mio parere è da votare e spero che la voti tutto il Consiglio comunale.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: come le avevo detto consigliere Sartini per la quinta volta non le do la parola, gliela do in dichiarazione di voto se vuole, quindi chiudiamo la discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): come ho già detto voterò contrario, come ho già detto i tecnici sia della Regione che nostri si sono espressi negativamente sulla realizzazione della vasca perché prima di fare la vasca va aperta la foce che è stata chiusa con degli interventi sconsiderati, quindi bisogna ripristinare l’officiosità del fiume Misa per garantire di far transitare dai 5 ai 600 metri cubi d’acqua al secondo, dopodiché stocchiamo a monte quelli di più, quindi voto contrario.

Il Consigliere SANTARELLI (PD): per annunciare il voto favorevole alla mozione da parte del Partito Democratico, nel ringraziare il Sindaco che ha ricostruito in maniera puntuale i fatti dal 1986 ma soprattutto per noi giovani che occupiamo questi banchi della politica e non abbiamo la ricostruzione dei fatti. Io una piccola esperienza ce l’ho, sono nato in una frazione, il Vallone dove ho dei ricordi puntuali e l’argine veniva rotto, quest’argine che veniva rotto spesso perché non c’è stata la piena solo nel 2014, ce n’erano anche in passato e giustamente i residenti di quella zona soffrivano perché avevano dei disagi e  anche dei danni però erano molto inferiori sicuramente a quelli che avrebbe avuto la città quindi questa cosa viene da tanti anni e quella è una vasca di espansione non organizzata perché è una vasca di espansione diciamo gestita nell’emergenza però è stato sempre fatto quindi siccome io in quei luoghi ci son vissuto e mi ricordo anche le situazioni critiche dove il fiume spaventava ma spaventava a 6 chilometri dalla città e i residenti di quella zona subivano dei danni, quindi secondo me i fatti che il Sindaco ha ricostruito mettono in condizione il Partito Democratico di stare tranquillo, di votare questa mozione ricordando i nostri concittadini che chi non intende votare la mozione è stato un paladino della non realizzazione di tale intervento perché un ricordo puntuale ce l’abbiamo tutti noi, in campagna elettorale Sartini era diciamo il paladino, quindi noi la votiamo e la votiamo con convinzione.

Il Consigliere GREGORINI (Art. 1 MDP): una dichiarazione di voto favorevole perché come avvenne nel 2012 quando il Sindaco giustamente invitò tutti i Consiglieri a non rinviare e a non ritardare questi lavori perché noi politicamente poi alla fine dobbiamo ascoltare i comitati, dobbiamo ascoltare il dibattito, dobbiamo ascoltare tutti ma come ha detto prima il Sindaco dobbiamo anche decidere perché un’Amministrazione che non decide poi purtroppo si vedono i danni. Non ci dimentichiamo che purtroppo a Senigallia è avvenuto un caso che non era mai avvenuto, una rottura di un argine, non c’è stato uno straripamento, non c’è stata una pioggia torrenziale che ha portato tantissimi litri d’acqua che nessuno poteva prevedere perciò io penso che, come è stato già detto prima e ci ricolleghiamo all’ordine del giorno proposto dai consiglieri Paradisi, Rebecchini e Canestrari, la messa in mora e diffida della Regione e della provincia su un progetto che hanno bloccato, giusto o sbagliato che sia, ma non siamo noi in questo momento a dire votiamo o non votiamo perché comunque non fa, non funziona, sarebbe da fare, giustamente oggi ci dobbiamo impegnare su questo ordine del giorno, da domani tutto ciò che i nostri tecnici, consulenti chi capisce più di noi perché qui sembra che c’è sempre qualcuno che capisca più di noi perché noi non riusciamo a capire tutto ci diano delle indicazioni per far sì che il rischio sia sempre inferiore, perciò convintamente come votai nel 2012 il non rinvio di quella pratica in Commissione oggi dico sì a questo ordine del giorno perché provincia e Regione è ora che si sveglino.

Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): per dichiararmi favorevole all’ordine del giorno e appoggiare quanto detto, condivido appieno quanto detto in particolare dal consigliere Rebecchini. Detto questo però vorrei porre una riflessione che non ha fatto nessuno in questo Consiglio e la voglio porre molto brevemente. È vero che il rischio zero non esiste e che le casse di espansione, come giustamente ha detto il consigliere Paradisi, non bastano, non sono sufficienti, tutti gli altri lavori che sono necessari: pulizia dell’alveo, sistemazione degli argini, eccetera eccetera, sono tutte cose su cui  poi il Comune non ha competenza, ma ce n’è una che è di competenza del Comune e che nessuno ha detto che è una pianificazione urbanistica consapevole perché fin quando approveremo osservazioni, non smetterò mai di ripeterlo, come all’ultima variante nella quale si manda in deroga la possibilità di realizzare piani interrati in zone pericolose che poi lo stesso Ufficio Tecnico del Comune aveva perimetrato nell’ultima variante al Piano Regolatore e finché si approveranno progetti come quello degli orti del vescovo con un piano interrato a meno di 50 metri dall’argine murato capite che il rischio non lo si potrà mai abbassare e quindi le vasche di espansione serviranno ancora di meno. Questa è la riflessione che volevo porre, comunque voterò favorevole all’ordine del giorno.

Il Consigliere BRUCCHINI (Vivi Senigallia): per ribadire il voto favorevole a questo ordine del giorno. Nell’intervento l’ho definito un paio di volte impropriamente mozione, ordine del giorno, quindi il Gruppo consiliare Vivi Senigallia è convintamente favorevole a questo ordine del giorno e si auspica che con il voto di questa seduta del Consiglio comunale gli organi sovraordinati Regione e provincia prendano atto che occorre togliere dallo stallo questa situazione e procedere il più velocemente possibile per giungere alla realizzazione delle vasche di espansione perché non saranno risolutive ma saranno sicuramente utili in caso di ulteriori eventi calamitosi come quelli che si sono verificati, quindi voto favorevole a questo ordine del giorno.

Il Consigliere PROFILI (Obiettivo Comune): anch’io a nome del gruppo che rappresento Obiettivo Comune per fare una dichiarazione di voto favorevole a questo ordine del giorno. Io sono nuova di questa Assise però ho seguito la ricostruzione puntuale e storica fatta dal Sindaco e quindi credo che non possiamo che approvarlo affinché a questo progetto venga data esecuzione. Non siamo dei tecnici, ho sentito sciorinare dati su dati questo pomeriggio, però ritengo che noi non siamo dei tecnici quindi non possiamo fare valutazioni, l’unica cosa di cui dobbiamo prendere atto che c’è un progetto che forse è rimasto lì troppo tempo e deve essere attuato prima possibile.

Il Consigliere PERINI (Progetto in Comune): anch’io esprimo assolutamente il voto favorevole a queste vasche di espansione così come io ero uno di quelli che votò contro quella volta, questo non è in contrasto col fatto che io voti a favore questa volta, semplicemente il problema che io proposi quella volta che poi ho riproposto in campagna elettorale, non è tanto il fare la vasca di espansione, ben venga, è sempre qualcosa in più rispetto a niente, il problema è che poi mettiamo che la facciano questa vasca di espansione, che l’appaltino, che venga realizzata, avremo i nipoti, probabilmente i pronipoti, però poi queste avranno delle fasi di manutenzione, io penso che se la provincia e la Regione si comporteranno poi, quando saranno state realizzate se saranno realizzate, nella stessa maniera in cui si comportano per la manutenzione del fiume o dei fossi che praticamente è zero,  la vasca di espansione probabilmente non servirà a nulla perché anzi lì in quel caso potrebbe diventare un pericolo perché quando vengono utilizzate le vasche di espansione, qui non c’è bisogno di un tecnico o di un grande ingegnere, quando vengono utilizzate poi depositano limo, si creano dei problemi nelle imboccature e quindi vanno manutenute, chi lo fa? Gli stessi che adesso non fanno nulla, questo era il motivo per cui quella volta si votò contro, almeno per cui io votai contro, perché c’erano delle perplessità, sul fatto che comunque si vedeva che questi enti sovraordinati erano quanto meno assenti nella manutenzione. Certo ben vengano le vasche di espansione, ma immaginiamoci tra dieci o vent’anni quando queste vasche di espansione saranno fatte forse, l’obbligo di manutenerle in maniera corretta.

Il Consigliere FILERI (La Città Futura): a nome della Città Futura per esprimere voto favorevole a questo ordine del giorno su un impianto che necessita e urge sicuramente, un impianto che non va a risolvere il rischio idrogeologico, non sto a ripetermi, ma sicuramente un impianto che avrebbe mitigato il danno che la città, i cittadini hanno subìto, quindi voto favorevole all’ordine del giorno.

Il SINDACO: per dichiarazione di voto ovviamente favorevole presidente, chiedo anche di inserire agli atti la lettera che il Sindaco fece il 17 maggio del 2012 all’assessore Ceresoni e al Presidente della Commissione Donatiello e la dichiarazione che il Sindaco fece in occasione del Consiglio comunale del 27 febbraio del 2012. Presidente abbiamo parlato di tante cose, noi dobbiamo sollecitare perché questo avvenga perché ricordo nel dibattito ovviamente un po’ distorto e nemmeno completo nel frattempo ci siamo attivati, la Regione ha approvato formalmente l’assetto di progetto è stato presentato a Italia Sicura, un percorso che prevede tra l’altro altre sei vasche di espansione, quindi consideriamo questa una di sei, prevede il rifacimento degli argini cittadini, quindi è un tema, il rafforzamento degli argini lungo l’asta del Misa e del Nevola, prevede il rifacimento dei ponti, 50 milioni di euro di opere, sono stati chiesti allo Stato perché se vengono finanziati anche per stralci almeno c’è quella che si dice l’idea complessiva che finora forse nemmeno c’era stata, se poi il dibattito ogni volta è quello di oggi, consigliere Martinangeli non ho detto che lei non vuole la vasca, ho detto bisogna capire qual è la cosa migliore, io voglio quella vasca lì, quella, non ne voglio un’altra, voglio quella, oggi voglio uno di sei come lo volevo anche in tutte le altre occasioni. Non so Paradisi che efficacia produrrà il nostro ordine del giorno perché la burocrazia purtroppo ha degli elementi che sono sollecitati non solo dall’interno ma anche dall’esterno, perché ogni volta che si fanno accessi agli atti si rallenta, perché ogni volta che si fa ricorso si frena e io spero e quando un amministratore spera ovviamente non è questa la sede dove deve rivolgersi ma sono altre e io invece sono abituato ad agire, quindi voto favorevole.

Il Consigliere PALMA (Movimento 5 Stelle): per dichiarare il voto di astensione mio e della collega Martinangeli in quanto se in linea di principio noi siamo favorevoli alla realizzazione delle vasche di espansione perché potrebbero mitigare in qualche modo gli effetti di una possibile esondazione è anche vero che qui si sta chiedendo al Consiglio comunale di votare tout court in maniera ostinata la realizzazione di un’opera che potrebbe invece essere pericolosa come è stato anche espresso in maniera dettagliata dal consigliere Sartini. La nostra proposta di emendamento è stata rifiutata per cui noi non ci sentiamo di dare un voto favorevole a questa mozione.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): ovviamente voto favorevole con una considerazione di amarezza. Io credo, non sono un amante delle sottane della Procura della Repubblica, tutt’altro, ma ci dovrebbe essere più rispetto per un consulente nominato dalla Procura della Repubblica, più rispetto soprattutto da parte dell’opposizione, di parte dell’opposizione, perché qui c’è chi sta sui banchi della maggioranza, qualcuno che addirittura si trova impigliato in questa indagine, che sostanzialmente si schiera con le risultanze finali di quello che è il perito della Procura della Repubblica, chi invece dall’altra parte chiede e pretende che l’Amministrazione comunale faccia azioni, poi com’è giusto che sia, azioni dirette che magari in passato non sono state fatte, non sono state fatte come dovevano essere fatte, oggi vota contro? Cioè scusate ma io ci capisco poco oggi, quindi più rispetto per le risultanze di quelle che sono state le consulenze di un luminare della Procura della Repubblica, più rispetto quando diciamo che quelle lì non servono a niente, bene, il consulente ha detto un’altra cosa, quindi più rispetto e precisando una cosa che ha detto il consigliere Santarelli, forse gli è sfuggita, il PD si mette al riparo, no il PD non si mette al riparo con questo ordine del giorno, il Consiglio comunale oggi si mette al riparo non credo il PD in quanto tale, il Pd fa le sue scelte autonome ovviamente, è il Consiglio comunale non solo che si mette al riparo da un’azione che oggi è pubblica, che è formale e che in qualsiasi momento nella storia di questa città potrà essere ripresa perché i voti restano agli atti, gli ordini del giorno restano agli atti e i voti restano agli atti, quindi non solo il Consiglio comunale si mette al riparo, ma io credo dall’altra parte soprattutto che anche se non servirà, un domani dovesse accadere ancora qualcosa, speriamo di no, certamente il non aver dall’altra parte accolto questo invito che è formale, che è pubblico, ma noi continueremo non sarà solo questo, li pungoleremo ogni settimana, ogni mese, se dall’altra parte non verrà ripreso quello sarà un ulteriore elemento di valutazione un domani che certamente se ci saremo ancora lo faremo presente alle autorità competenti.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, l’ordine del giorno iscritto al punto 11 dei lavori consiliari, che allegato al presente atto ne forma parte integrante e sostanziale, che viene approvato con 20 voti favorevoli, 1 contrario (Sartini), 3 astenuti (Da Ros, Martinangeli, Palma), come proclama il Presidente ai sensi di legge.

      

Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il Vice Segretario Comunale
	F/to Romano Dario	F/to  Mirti Paolo

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 14 febbraio 2018 al 1 marzo 2018 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 2 marzo 2018	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 25 febbraio 2018, essendo stata pubblicata il 14 febbraio 2018
Lì, 26 febbraio 2018	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,