Senigallia Atto

Ristrutturazione secondo i principi del ripristino tipologico per edificio sito in via Smirne della sig.ra Ferrucci F.R.

Delibera di giunta della Giunta Comunale N° S-LP/2014/2429 del 10 febbraio 2015

Presentazione
Approvazione
10.2.2015

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA MUNICIPALE N° 28
Seduta del 10/02/2015
OGGETTO:	RISTRUTTURAZIONE DEL PIANO TERRA CON SOPRAELEVAZIONE, DA ATTUARE MEDIANTE RICOSTRUZIONE SECONDO I PRINCIPI DEL RIPRISTINO TIPOLOGICO, DEL FABBRICATO UBICATO IN VIA SMIRNE N. 23 DI PROPRIETA’ DELLA SIG.RA FERRUCCI FRANCESCA ROMANA.

L’anno duemilaquindici addì dieci del mese di febbraio alle ore 8,00 nel Palazzo Municipale di Senigallia, previa convocazione, si è oggi riunita la Giunta Municipale.
	Sono presenti i Signori:

  PresentiAssenti Mangialardi MaurizioSindaco-* Campanile GennaroAssessore-* Ceresoni SimoneAssessore*- Curzi PaolaAssessore*- Meme' MaurizioAssessore*- Paci Francesca MichelaAssessore*- Schiavoni StefanoAssessore*- Volpini FabrizioAssessore-* 
Essendosi in numero legale per la validità dell’adunanza, assume la presidenza il Sig. Memè Maurizio nella qualità di Vice Sindaco, che dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario del Comune Dott. Morganti Stefano  ed invita la Giunta a deliberare.
L A   G I U N T A
Visto l’art. 33 dello Statuto, di cui alla Deliberazione Consiliare n° 19 del 19 febbraio 2003;
Udita la relazione di Ceresoni Simone;

Premesso che:
In data 17.09.2014 è stata presentata da parte della sig.ra Ferrucci Francesca Romana istanza di permesso di costruire per la ristrutturazione del piano terra con sopraelevazione, da attuare mediante ricostruzione secondo i principi del ripristino tipologico, del fabbricato ubicato in via Smirne n. 23 (pratica edilizia 14/163);
L’assetto urbano del rione Porto, come si evince dalla carta ortografica redatta dall’Arch. Sante Vichi a metà del ‘700 si presentava con una configurazione degli isolati a stecca perpendicolari al fiume Misa e tale assetto è rimasto pressoché invariato fino alla fine dell’800 quando, a seguito di un fortissimo degrado socio-economico e di conseguenza edilizio, il rione fu oggetto di progetti e di consistenti interventi di risanamento/diradamento;
Dall’analisi della planimetria del catasto pontificio (anno 1817-18) è rilevabile la tipologia edilizia dei fabbricati del rione Porto che risulta in parte a schiera a due o tre livelli, con una superficie in pianta estremamente contenuta di circa 20 m2, con piccoli magazzini e botteghe al piano terra e locali abitativi ai piani superiori ed in parte in linea ad unico livello aventi funzione di magazzini connessi all’attività portuale che caratterizzava il fiume Misa. Nel quartiere non risultano presenti alloggi indipendenti né palazzi signorili;
A seguito del terremoto dell’ottobre del 1930 l’assetto urbanistico del quartiere viene profondamente  ridisegnato poiché gli edifici più pesantemente danneggiati vengono abbassati di un piano o abbattuti ed i magazzini sostituiti con alloggi residenziali di due o tre piani;

Dato Atto che:
gli interventi sulle unità edilizie per le quali è prevista o meno già la sopraelevazione sia nella Tav. 10.P che nei prospetti devono, sempre e in ogni modo, essere supportati da un'approfondita e dettagliata documentazione e dall'analisi dello stato di fatto nonché da un altrettanto esaustivo e dettagliato progetto degli interventi;
l’edificio in oggetto per caratteristiche tipologiche e morfologiche si presenta completamente avulso e fuori scala sia rispetto all’edificato storico che a quello post terremoto del quartiere;

Visto che:
dall’analisi storica effettuata dai progettisti relativamente agli isolati posti a sinistra rispetto alla via Carducci risulta che: 
tale porzione del rione era originariamente costituita da sei stecche di isolati posti perpendicolarmente al fiume intervallati, rispettivamente, dalle vie Granda (attuale via Carducci), Corinto, Cipro, Corfù, Smirne, Cattaro e Rodi;
solamente l’isolato compreso tra le vie Rodi e Cattaro e parte di quello compreso tra le vie Carducci e Corinto è ad oggi rimasto pressoché invariato; 
le quattro stecche di isolati posti tra le vie Cattaro, Smirne, Corfù e Cipro sono state completamente abbattute dando luogo a vie più ampie con collegamenti anche trasversali nonché a nuovi isolati la cui tipologia edilizia non è più quella di modesti alloggi per i pescatori ma quella di edifici plurifamiliari in linea a due livelli; 
l’attuale edificio è stato edificato sull’area di sedime derivante dalla fusione delle vie Smirne e Corfù eseguito a seguito del diradamento edilizio;
la trasposizione dell’attuale edificio sulla stecca di isolato posto tra la via Cattaro e Smirne ante terremoto 1930 corrisponde a due distinti edifici; il primo edificio (rif. mappale n. 43 sulla planimetria redatta dall’amministrazione comunale delle case da demolire al rione porto in seguito al terremoto) è composto da quattro piani, prospetta su entrambe le vie ed ha dimensioni di metri 10,00x7,00 circa; il secondo edificio (rif. mappale n. 42 sulla planimetria redatta dall’amministrazione comunale delle case da demolire al rione porto in seguito al terremoto) è composto da tre piani, si affaccia solo sulla via Smirne ed ha dimensioni di metri 5,00x5,00 circa;
la documentazione fotografica sembra non confermare quanto esplicitato al punto precedente relativamente al numero dei piani mentre risulta evidente il profilo della quinta urbana prospicienti la via Smirne estremamente articolato per la presenza di altezze e numero di piani degli edifici differenti; 

Rilevato che:
l’attuazione del ripristino tipologico all’interno del quartiere del Porto presenta delle criticità relative alla ridefinizione della scena urbana che nel piano particolareggiato del centro storico non risultano esplicitate per mancanza degli elaborati relativi ai prospetti;
l’obiettivo generale del piano particolareggiato è quello di ricostruire l’immagine urbana pre-terremoto del 1930 intervenendo sul tessuto edilizio tipologizzato con il ripristino filologico e tipologico;
come indicato nelle NTA del PPCS, in particolare al Capitolo 3 - modalità di intervento - l'individuazione o meno negli elaborati del PPCS della possibilità di sopraelevazione non preclude, purché in presenza di idonea documentazione, di procedere al ripristino filologico e/o tipologico, quest'ultimo ove consentito, delle unità edilizie, anche in un momento successivo all’approvazione del piano, senza che ciò comporti una variante allo strumento attuativo; fatte salve le verifiche di carattere civilistico, strutturali e di tutela di cui al D.Lgs 22.01.2004, n.42 e s.m.i. ;
i numerosi interventi edilizi effettuati nel rione, riguardanti principalmente il rifacimento delle coperture e delle facciate, sono stati attuati secondo il principio cardine del piano particolareggiato del centro storico che è quello di conservare, recuperare e risanare il tessuto urbano tipologizzato e contestualmente uniformare quanto realizzato dopo il 1930 alle caratteristiche morfologiche tradizionali;

Considerato che:
inibire la possibilità di ricostruire l’edificio come risulta dalla documentazione iconografica prodotta solo perché posto su una diversa area di sedime non risulta rispettosa del principi del piano poiché impedirebbe alla quasi totalità degli immobili ricadenti nel rione Porto la possibilità di storicizzazione e dunque di ridefinire l’immagine urbana secondo i principi e gli obiettivi del piano particolareggiato;
quanto esposto al punto precedente trova conferma anche nelle controdeduzioni alle numerose osservazioni presentate dai residenti del quartiere in sede di adozione del piano circa la questione della diversa conformazione urbanistica del quartiere a seguito del terremoto; 
autorizzare, ancorché in posizione traslata, la medesima quinta architettonica non risulta possibile sia dal punto di vista igienico-sanitario, poiché le altezze di interpiano non possono essere inferiori a metri 2,70, sia in termini di impatto sullo skiline del quartiere;

Ritenuto che:
consentire la fedele ricostruzione dell’edificio così come risulta dalla documentazione iconografica prodotta non costituisca l’unica modalità di attuazione dei principi e degli obiettivi del PPCS;
nell’ambito della scelta comparativa fra interessi pubblici e privati, l’interesse alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale debba essere prioritario rispetto alla mera riproposizione filologica;
la soluzione progettuale proposta rappresenta la giusta comparazione tra i suddetti interessi poiché nel riqualificare la scena urbana viene mantenuto quell’elemento di discontinuità delle gronde che è tipico  dell’edificato storico del quartiere;
la presente soluzione non costituisce in alcun modo variante alla strumentazione urbanistica vigente, ma ne rappresenta una logica e necessaria attuazione;

Preso atto del seguente parere favorevole reso ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 sull'Ordinamento degli Enti Locali:
- dal Dirigente Responsabile dell’Area Tecnica Territorio Ambiente;

Con votazione palese ed unanime;
D E L I B E R A
1.	DI STABILIRE che la soluzione progettuale proposta, allegata alla pratica edilizia 14/163 presentata in data 17.09.2014 dalla sig.ra Ferrucci Francesca Romana, risulta coerente con i principi e gli obiettivi del Piano Particolareggiato del Centro Storico di Senigallia;
2.	DI ACQUISIRE il parere della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici delle Marche stante le modifiche che l’intervento apporta alla configurazione dello spazio urbano che, definitosi da oltre settanta anni, costituisce bene culturale giuridicamente tutelato ai sensi del D.Lgs. 42/2004;
3.	 DI DARE ATTO che la presente deliberazione non comporta impegno di spesa;
4.	 DI DARE ATTO che il responsabile del procedimento è l’Arch. Stefano Ciacci, responsabile dell’Ufficio Sviluppo Urbano Sostenibile;
5.	 DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 mediante separata ed unanime votazione palese.


Letto, confermato e sottoscritto
	Il  Vice Sindaco	Il  Segretario Comunale
	F/to Memè Maurizio	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 23 febbraio 2015 al 10 marzo 2015 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 11 marzo 2015	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 6 marzo 2015, essendo stata pubblicata il 23 febbraio 2015
Lì, 9 marzo 2015	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,