Senigallia Atto

Discussione generale sull'evento alluvionale del 3 maggio 2014 con relazione del Sindaco e dibattito

Delibera del Consiglio Comunale N° CC/2014/24 del 03 giugno 2014

Presentazione
Approvazione
3.6.2014
  • 3.6.2014
  • approvato


Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 24 
Seduta del 03/06/2014
OGGETTO:	DISCUSSIONE GENERALE SULL'EVENTO ALLUVIONALE CON RELAZIONE DEL SINDACO E DIBATTITO SENZA CONTINGENTAMENTO DEI TEMPI
L’anno duemilaquattordici addì tre del mese di giugno alle ore 17:00  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in via d’urgenza il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Allegrezza Elisabetta*-17 Marcantoni Fabrizio-*2 Angeletti Margherita *-18 Marcellini Massimo-*3 Battisti Paolo*-19 Monachesi Enzo*-4 Brucchini Adriano*-20 Papa Caterina-*5 Bucari Simonetta*-21 Paradisi Roberto*-6 Bucci Vania-*22 Pergolesi Enrico*-7 Cameruccio Gabriele*-23 Perini Maurizio*-8 Canestrari Alan*-24 Quagliarini Luciano*-9 Cicconi Massi Alessandro*-25 Ramazzotti Ilaria*-10 Donatiello Giulio*-26 Rebecchini Luigi C.D.*-11 Fiore Mario*-27 Rimini Enrico*-12 Giacchella Massimiliano-*28 Romano Dario*-13 Girolametti Carlo-*29 Salustri Maurizio*-14 Gregorini Mauro*-30 Sardella Simeone*-15 Mancini Roberto*-31 Sartini Oliviano*-16 Mangialardi Maurizio*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 25

 Shamsuddin BhuiyanConsigliere Straniero Aggiunto-* Md Abdur KaiumConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Campanile Gennaro, Ceresoni Simone, Curzi Paola, Meme' Maurizio, Schiavoni Stefano, Volpini Fabrizio.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Enzo Monachesi nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Mancini Roberto; 2° Pergolesi Enrico;  3° Romano Dario .
Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Come ben sapete il punto 2 prevede la discussione generale sull’evento alluvionale con la relazione del Sindaco poi l’intervento in discussione generale di tutti i gruppi consiliari senza contingentamento del tempo. Ricordo a tutti che esiste la diretta streaming e che siamo in diretta su Radio Duomo. Io darei immediatamente la parola al Sindaco per la relazione, prego Sindaco.

Il SINDACO: Grazie Presidente, buonasera, saluto tutti i Consiglieri Comunali, la Giunta, tutti i cittadini che sono presenti qui e tutti quelli che ci ascoltano e ci vedono con la diretta streaming e ci ascoltano attraverso Radio Duomo. Presidente, oggi è un Consiglio comunale particolare, è un Consiglio comunale dove la nostra città è stata segnata,  è stata travolta, è stata incisa nella sua profondità, dove un evento tragico, un evento sconvolgente che il 3 di maggio ha toccato tutta la nostra comunità, dove niente dopo quella data sarà come prima. Non lo è per le famiglie che hanno perso i loro cari, non lo sarà più per le famiglie che hanno perso tutto, le 1260 famiglie che nelle loro case non hanno più nulla, non lo sarà più per 533 attività economiche di questa città che sono state inginocchiate, sono state affossate già in un momento ovviamente molto complicato della vita nostra economica, di questa nazione, e che si sono visti togliere in qualche minuto tutto quello che avevano pianificato, avevano accantonato, avevano sistemato negli anni. Ma non lo è più per l’intera comunità, una comunità che ha vissuto il suo rapporto con il fiume per secoli e che ha convissuto intervenendo nella gestione, anche nella relazione profonda con lo stesso, che improvvisamente deve mutare i propri rapporti e le proprie valutazioni perché quello che è successo alla nostra città ci segna inevitabilmente non solo sul piano amministrativo, non solo come responsabili del governo di questa città, ci segna anche sul piano personale, perché se improvvisamente tutto quello che è pianificato, tutto quello che è stato dentro i percorsi cosiddetti istituzionali, è stato cercato di portarlo a percorsi riproducibili e attuabili, improvvisamente viene tutto azzerato e allora quelle domande che ci siamo fatti in questi giorni, in questo mese esatto, quelle domande alle quali ognuno di noi ha dato o ha tentato di dare una risposta, ognuno di noi che ne ha visto un pezzo ha cercato di dare e di darsi un motivo perché il nostro fiume ad un certo momento di quella terribile, quella maledetta mattinata del 3 o forse benedetta per quello che ci sarebbe potuto accadere, maledetta per quello che ci è accaduto, perché nessuno mai avrebbe potuto ipotizzare che il nostro fiume potesse invadere con un’altezza di un metro e mezzo dalla strada della Marazzana alla Chiusa fino a via Trieste per poi arrivare all’Excelsior, al Ritz, invadendo via Rieti, via Perugia, dopo aver devastato e ucciso a Borgo Bicchia, poteva fare la stessa cosa a Borgo Molino, poteva accadere la stessa cosa al campus scolastico quando poi si immette su via Anita Garibaldi e invade tutta la zona del Piano Regolatore ad un certo momento tutta la nostra città è sommersa di un metro e mezzo di acqua che era uscita nella zona dietro la casa di Montesi Dino a Borgo Bicchia, tutta. E allora ci domandiamo perché? Perché è successo? Cosa abbiamo fatto perché questo non accadesse, se è veramente un evento ordinario non gestito o un evento straordinario che ci ha devastati, e che cosa è successo poi al nostro fiume subito dopo, perché questa è l’altra domanda, perché chi non ha più la casa, chi ha distrutto l’attività vuol capire che cosa è stato fatto subito nell’immediatezza, e poi vogliamo capire che cosa andrà fatto e che cosa faremo sul fiume. Dico che lo vogliamo capire perché forse questa è la prima occasione dopo giorni di fatica, di dolore, di difficoltà, e anche devo dire di indici puntati, accuse tutte legittime, soprattutto da parte di chi è stato devastato, e come ho più volte detto e lo dico qui dentro, io non ho mai scaricato nessuno e non scarico mai le responsabilità sugli altri, però bisogna che mettiamo in fila le cose rispetto a chi le deve fare, chi le ha fatte e come vanno fatte, perché lo dico per i consiglieri comunali che lo sanno bene, il fiume non è una competenza del Comune, il fiume non è una competenza del Comune come non è una competenza del Comune la ferrovia, come non è ………………

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Per favore vi chiedo gentilmente di lasciar terminare il Sindaco, grazie, penso che sia interessante e sia d’obbligo ascoltare.

Il SINDACO: Come non è competenza del Comune la ferrovia, come non è competenza del Comune l’autostrada, come non sono competenza del Comune le scuole superiori, non lo sono, ma questo non vuol dire niente perché la competenza che è un fatto importante perché poi chi deve fare che cosa e chi ha la responsabilità di farla, il fiume che nasce ad Arcevia e finisce nel mare la competenza è della Provincia su delega della Regione, quindi le competenze sono quelle, e le competenze contano perché le competenze fanno fare le cose dove uno le può fare e questo serve per ricordarlo a me principalmente, come non è competenza il Fosso della Giustizia, come non è competenza il Fosso del Sant’Angelo, come non lo è il reticolo fluviale minore, non è competenza del Comune, [si registra un contraddittorio fuori microfono] io non sono qui per scherzare, per niente, perché vanno rimesse in fila le cose dopodiché quello che è successo lo ricostruiamo insieme e capiamo cosa è successo e che cosa ha determinato quella cosa nella nostra città. Allora io la devo per lasciarla agli atti, la devo raccontare perché forse mi dicono che c’è un’indagine giudiziaria, come è giusto che sia, per capire che cosa è successo e di chi è la responsabilità, e siccome ognuno di noi ha fatto delle cose e se ne sono dette tante, ma il dato è che noi abbiamo avuto un’alluvione senza pari nella nostra storia, è successo un evento straordinario che nessuno di noi, a prescindere dall’età, la può comparare con nessun altro evento, per quantità, per velocità e per quantità di acqua invasa. e allora bisogna capire che cosa è stata l’allerta, che cosa è stata la comunicazione, cosa sono stati gli interventi, chi li ha fatti, come sono stati fatti e che cosa si è determinato.
Bisogna tornare consiglieri non me ne vogliate, ci vuole un po’, perché l’evento che rompe un argine di cinquanta metri dietro la casa di Montesi a Borgo Bicchia e che esce con una violenza terribile e invade il nostro territorio, metà della nostra città, penso che a quelle condizioni non fosse evitabile, a quelle condizioni [si registra un contraddittorio fuori microfono] …………………

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Abbiate pazienza lasciate terminare, poi avrete tutte le risposte, poi ci saranno i consiglieri comunali che rappresentano tutti che faranno le loro richieste di chiarimento, lasciate terminare, abbiate pazienza.

Il SINDACO: A quelle condizioni non era evitabile perché un argine che si rompe, non è stato semplicemente sormontato e non è stato eroso, si è rotto e da quell’argine escono circa un milione e mezzo di metri cubi di acqua che finiscono nella nostra città. Questo non era previsto e questo è quello che è accaduto, non era previsto. Era prevista che cosa? Era prevista con una sollecitazione da parte della Protezione civile di un un’allerta meteo che riguardava tutta la regione Marche di una precipitazione di trenta - cinquanta millimetri arrivata il venerdì alle 16,48, poi avremo il dettaglio che vedremo nella slide, un’allerta meteo che riguardava tutta la Regione, tutta la Regione e rispetto alla quale eravamo con quel tipo di allerta nelle condizioni di attivare i nostri sistemi che sono quelli che riguardano il comune. Io lo voglio dire qui perché forse questa è la prima occasione al di là dei passaggi che sono venuti sulla stampa, il primo segnale ufficiale di un’allerta sul fiume Misa arriva al Sindaco di Senigallia dal SOI che è il Sistema Operativo Integrato della Provincia di Ancona alle 7,01 e nessun’altro, anche se poi è stato il tema di qualche Borgo, Borgo Bicchia, Borgo Molino, nessun altro ha avvisato, e non lo doveva fare, il sindaco di Senigallia, compreso l’ex Sindaco di Ostra, perché nessuno mi ha chiamato, nessuno mi ha chiamato. C’era stata solo una telefonata prima, alle 6,23 del sistema operativo della Regione Marche fatta al nostro dipendente Carli che voleva sincerarsi di una frana che si era determinata al chilometro 12 della provinciale Arceviese, ma il chilometro 12 non è nel Comune di Senigallia e la frana proveniva da monte per lo smottamento di un fosso, niente allerta sul fiume. 
Il primo messaggio che è arrivato e che abbiamo diramato nelle zone di rischio R4,  quelle più particolari, quelle più sensibili, quelle che si sono normalmente allagate l’abbiamo inoltrato alle 7,15. L’abbiamo mandato nelle zone di rischio R4 con una verifica personale del Sindaco e del vice Sindaco sulla zona di Strada della Chiusa Molino Marazzana dove il Sindaco si andava a sincerare che le attività e gli abitanti di quella zona avessero ricevuto il messaggio, un messaggio che diceva attenzione c’è un’allerta di rischio idrogeologico sul fiume Misa. Il Sindaco personalmente parlò allora con Giorgi Giorgio titolare della Citroën, con il supermercato In Grande non trovando il direttore che aveva avuto però il messaggio, c’era l’ordine [si registra un contraddittorio fuori microfono] dopo arriva anche a Via Pergolesi, invitando e obbligando l’In Grande a chiudere e a chiudere tutte le attività così come erano, senza aspettare se e ma, dovevano chiudere le attività. Alle otto e mezza eravamo sulla strada provinciale Arceviese e sulla strada provinciale Arceviese alle otto e trenta ancora era completamente libera e nemmeno bagnata, tranne per un tratto dell’incrocio tra la strada della Chiusa guardando verso monte perché c’era un fosso, verosimilmente il Fosso del Crocefisso, che stava fuoriuscendo da monte e non dal fiume. Ritornando quindi con la strada libera alle otto e mezza perché noi siamo arrivati attivando il servizio del Comune, siamo arrivati in ufficio alle otto e quaranta, nel frattempo, bisogna che la racconto così perché forse si capisce anche la dinamica che poi dopo abbiamo integrata con le relazioni, le relazioni che abbiamo chiesto ovviamente agli organi competenti, l’abbiamo chiesta alla protezione civile, l’abbiamo chiesta alla Provincia che ce l’ha inviata e molto del documento che poi io ho dato ai Consiglieri al rapporto preliminare d’evento dove sono riassunti i vari passaggi comprese le relazioni del Sindaco, compresa la relazione del Presidente Spacca, comprese le relazioni che il ministro Del Rio ha fatto in udienza in Parlamento. Mentre stavamo rientrando a quell’ora la strada Arceviese ancora era completamente libera, solo qualche segnale in prossimità di via Capanna per un chiusino che poi si stava sollevando e la sua acqua fluiva sia a destra rispetto a via Capanna sia a sinistra verso via Baroccio era l’unico segnale che era stato intercettato, tranne una telefonata al Sindaco, quella sì vera, fatta da un nostro concittadino in zona Borgo Bicchia, Antonio Cappello che chiama il vice Sindaco dicendo che c’era l’acqua del fosso, di un fosso dietro la sua attività, che si stava repentinamente alzando, un fosso, e che dovevamo visionare e soprattutto pulire. Mentre entriamo in ufficio l’asta idrometrica che abbiamo sul un ponte del Corso che alle otto e quattordici segnava 0,75 – 0,80, alle otto e trenta era ancora un metro, alle otto e quarantacinque e alle nove era già arrivata a un metro e ottanta, si era alzata di un metro nel giro di venti minuti. I primi passaggi che il Sindaco ha fatto, anche questi che han bisogno di capire, è stata quella di chiamare, far chiamare attraverso il dirigente Mandolini, tutti i dirigenti scolastici obbligando, e poi qualcuno l’ha disatteso mettendo a rischio centinaia di ragazzi, obbligando i ragazzi a rimanere a scuola e portarli tutti ai piani superiori. Qualche dirigente scolastico ha disatteso un ordine mandando i ragazzini per strada e rischiando che questi ignari di quello che stava accadendo, potessero essere travolti. Ma non solo, i genitori che andavano a prendere i bambini e le bambine a scuola e che quindi avrebbero creato un ulteriore problema su un fiume che alle nove in punto stava fuoriuscendo in città, il fiume era pieno, batteva sul ponte del Corso, sul ponte Garibaldi e sul ponte della ferrovia tant’è che abbiamo fatto passare le macchine dei vigili urbani per far togliere le macchine che erano lungo il canale perché quel fiume che si era innalzato improvvisamente, che stava uscendo, rischiava di trasformare quelle in proiettili che poi è quello che è successo in viale Anita Garibaldi, e che quindi dovevano essere tolte per consentire al fiume di avere più spazio possibile per esondare. È stata complicata perché nel frattempo le paratie che dovevano essere montate dalla Provincia sui due ponti non erano ancora arrivate perché la ditta era rimasta bloccata a Ripe e non riusciva ad arrivare in città e noi abbiamo sostituito la ditta e abbiamo provveduto a riempire i sacchi, montare le paratie e mettere, per quello che era possibile, in sicurezza quel tratto cittadino che era ormai pronto ad essere invaso dall’acqua del fiume Misa. Questo era. Non solo, abbiamo dato ordine di chiudere i centri commerciali perché nel frattempo erano partite le guardianie, quelle che sono previste dal nostro Piano di esondazione o il piano di emergenza: verifica sul fosso Sant’Angelo, verifica sul Misa, verifica sul fosso della Giustizia, verifica sul fosso delle Cone e verifica sul fiume Cesano. Bene il Fosso Sant’Angelo che è stato quello che ha causato, sempre nella zona del piano regolatore, i danni più importanti, non solo su via Rovereto ma da via Trieste fino al portone, quello che nel ’76 aveva determinato poi un allagamento importante in aggiunta all’acqua che era pervenuta dalla parte di Borgo Bicchia, il fosso Sant’Angelo era completamente scarico, come gli altri fossi a sud della città, perché il Sindaco la sera prima era andato a verificare il Triponzio e il Rubbiano, perché c’era quell’allerta, e alle ore 21 di quella sera, del 2, anche quei fossi erano completamente scarichi, completamente scarichi. L’ordine che impartì il Sindaco al COC che intanto si era completamente costituito, era quello di chiudere il centro commerciale del Maestrale perché avevamo segnali di una situazione complicata a Cesano, di chiudere il centro commerciale del Cityper e procedere con la chiusura dell’ufficio postale, con qualche fatica perché lì c’era l’interruzione del pubblico servizio, e quindi ho dovuto firmare per far chiudere perché ormai alle nove e venti il fiume stava uscendo dentro la città. Nessuna telefonata da Borgo Bicchia, nessuna segnalazione del fiume che stava creando problemi dalle altre parti, nessuna indicazione da parte di nessuno sulla situazione che invece da lì a poco si sarebbe determinata. E quindi l’attivazione di tutti i percorsi per mettere in sicurezza la città in quel punto, perché eravamo pronti all’esondazione del fiume, eravamo pronti all’esondazione del fiume, al sormonto degli argini in città e alla gestione di quell’emergenza, un’emergenza che nel nostro piano non può prevedere la rottura di cinquanta metri di argine, perché se si rompono cinquanta metri di argine quella questione non la gestisce più nessuno, non la gestisce più nessuno. Ma non solo. Alle nove tre quarti della mattina del 3, i nostri telefoni, tutti, hanno incominciato ad avere dei grossi problemi, non si riusciva a comunicare né con la Protezione civile né con i cittadini, perché i ragazzi che sono rimasti a scuola purtroppo non conoscevano la situazione dentro gli edifici scolastici perché non c’è stata la possibilità poi successivamente di comunicare e ovviamente ognuno di noi pensava che fosse un problema proprio e non legato ad un sistema compromesso di comunicazione generale- Allora una volta messi in sicurezza i ponti e quindi eliminate tutte le macchine che c’erano lungo il canale e quelle di piazza Cefalonia facendoci aiutare anche dai cittadini che hanno sollecitato questo tipo d’intervento, avendo un grande problema di comunicazione, il Sindaco si muove verso la zona di Borgo Bicchia per andarsi a sincerare di persona che cosa stesse accadendo perché da quella zona non avevamo più comunicazioni di sorta, non si poteva telefonare, non si riceveva niente, i vigili del fuoco non avevano sollecitato nessun tipo di intervento, poi invece gli eventi ci hanno portato tanta chiarezza su quello che era accaduto perché alle otto e mezza, otto e quaranta, dietro Bigelli marmi circa l’argine ha iniziato a cedere, dopo essere sormontato, e tutto questo è accaduto dalle otto e mezza alle otto e quaranta, ha ceduto improvvisamente e l’acqua è finita dentro l’abitato di Borgo Bicchia, colpendo tutti, tutti, tutti di sorpresa, inevitabilmente. Lo dico per i consiglieri comunali se qualcuno avesse saputo del percorso dell’acqua o se qualcuno avesse saputo della rottura dell’argine, pensate che i vigili del fuoco si sarebbero allagati compromettendo la loro struttura? Allagati completamente, o il commissariato di polizia completamente allargato fino al piano terra? Questa la dice lunga sul grado di allerta e sulla possibilità di gestire quell’evento. La caserma dei vigili del fuoco località Borgo Bicchia, completamente allagata, completamente allagata con un metro e mezzo di acqua nella Corte, non negli scantinati, nella corte, perché il Sindaco era lì, perché il Sindaco era lì, non c’era qualcun altro, perché il Sindaco è uscito dal COC per verificare che cosa stesse accadendo a Borgo Bicchia quando alle dieci e quarantaquattro mi son trovato dentro la rotatoria con già la strada tutta intasata però ancora assolutamente percorribile almeno dal tratto della uscita della complanare fino alla nuova uscita dall’autostrada, lì iniziava ad esserci l’acqua tant’è che c’erano delle macchine ferme e c’era una signora che non riusciva a guidare perché gli aveva preso il panico, doveva ritornare in via Capanna, l’abbiamo invitata a farlo e c’era Fabrizio Arcangeli che era disperato perché mi diceva ho mio padre dentro Borgo Bicchia, nella parte vecchia, e non ho più notizie. Non ho più notizie di mio padre e mio fratello non mi risponde e sta succedendo qualcosa di incredibile perché c’ho parlato qualche minuto fa e non c’era una situazione ingestibile, e allora nel tentativo nel tentativo di recuperare una linea fissa perché eravamo fuori, pioveva e i cellulari non prendevano, non certo per l’acqua come scoprimmo successivamente, io andai dentro la caserma, non fui salvato, anzi, non fui salvato dai vigili che hanno fatto un’altra cosa, che hanno salvato decine e decine di persone, come hanno salvato decine di persone i sommozzatori del corpo della Guardia di finanza capitati quasi per sbaglio, hanno salvato decine di persone dentro Borgo Bicchia, decine di persone, non alle nove e mezza, e non alle dieci e mezza, non alle undici e mezzo, fino alle due hanno salvato le persone dentro l’abitato di Borgo Bicchia, dentro l’abitato di Borgo Bicchia fino alle due dove tutti erano impegnati a Borgo Bicchia e a Borgo Molino perché il fiume in quel momento era lì dentro dove la gente moriva e quando dicono perché non avete avvisato al Portone è perché la gente stava morendo dentro Borgo Bicchia, stava morendo non alle nove e mezza, c’erano decine e decine di pompieri, decine e decine della Protezione civile, cinque sommozzatori della Guardia di Finanza che hanno rischiato la loro pelle per salvare la gente lì in mezzo con due metri e ottanta d’acqua, questo conta perché nessuno sapeva della rottura dell’argine, nessuno sapeva che il fiume era finito dentro Borgo Bicchia e sarebbe finito dentro Borgo Molino e poi dentro il campus e poi che sarebbe uscito su via Anita Garibaldi a quella velocità, non lo sapeva nessuno, non lo sapeva il Sindaco, non lo sapeva la Protezione civile con il prefetto con i quali ci sentivamo, e non lo sapevano, guardate non lo sapevano nemmeno gli elicotteri dei vigili del fuoco che han fatto quelle riprese perché loro erano impegnati a salvare la gente, erano impegnati a salvare le persone, erano lì e nessuno ci ha detto guardate il fiume. Adesso lo sappiamo dov’è andato, adesso lo sappiamo che dovevamo avvisare l’Excelsior, io ho chiamato personalmente il titolare del Ritz per dire che mi doveva mettere a disposizione le camere perché avevo capito che dentro Borgo Bicchia ci sarebbe stato un problema enorme, quel fiume che stava uscendo dentro la città, quando ha rotto gli argini a Borgo Bicchia ha creato un altro fiume, un altro fiume, centocinquanta - duecento metri cubi al secondo che vanno a finire e fanno un loro percorso, un milione e mezzo di metri cubi circa che fanno un percorso diverso, vanno dentro Borgo Bicchia, l’allagano tutta, si ricompone, salta, va dentro Borgo Molino, lo riempie tutto, poi finisce dentro il campus, affogando il commissariato, distruggendo il campus scolastico, con alcuni dirigenti scolastici che avevano ottemperato all’obbligo inderogabile del Sindaco di portare i ragazzi al primo piano e altri che invece hanno lasciato uscire i ragazzi qualche minuto prima. Di quei ragazzi due sono stati salvati da un professore che vedendo le ragazze in panico sopra una recinzione e sopra una cassetta del metano si è tuffato con un metro e ottanta di acqua passando dentro il parcheggio del campus e dell’IPSIA e andando a recuperare le due ragazze che avevano ormai l’acqua alle ginocchia ed erano in panico totale per quello che vedevano intorno. Questo nessuno poteva immaginare che l’acqua dal campus, quell’acqua che poi avete visto tutti, perché quella è l’acqua che ha finito la sua corsa in parte dentro via Rieti e via Perugia e in parte è ritornata da destra dentro il fiume facendo il Lungomare Marconi, non il contrario, non è uscito il fiume da destra verso sud, è rientrata quella che era uscita di quel fiume nuovo e adesso è complicato da spiegare perché ognuno vede l’acqua arrivare nel proprio momento invece era dentro Borgo Bicchia e ci rimane per quattro cinque ore e guardate, quando vi ho detto che era stato un sabato forse benedetto perché dentro Borgo Bicchia ci potevano essere decine e decine di morti, ma non la notte come qualcuno dice,  a quelle condizioni se non ci fossero stati i genitori che hanno recuperato i figli per sbaglio o qualcuno che ha recuperato anziani senza appartenere a nessun corpo, senza essere un pompiere, senza essere un sommozzatore, decine e decine, quando vi dicevo era impossibile almeno per le condizioni date, sapere dove finisse l’acqua, quell’acqua, potevamo pensare che quel quantitativo che non conoscevamo perché non sapevamo che l’argine si fosse rotto, non lo sapevamo, non sapevamo che l’argine si fosse rotto tant’è che le prime dichiarazioni fatte dalla Protezione civile non parlavano nemmeno di rottura di argine, parlavano di sormonto, un grande quantitativo di acqua, un quantitativo enorme piovuto in pochissimo tempo, dalle tre alle sei, quelle che sono certificate non quelle fatte d’umore, quelle dalle tre alle sei grossi quantitativi di acqua che abbiamo verificato oggi che caricano il Nevola, caricano il Misa contemporaneamente, rompe gli argini in diversi punti, saltano gli argini del Sambuco e di altri fossi che ci sono in giro e arriva e sfonda l’argine in quel punto. Non sapevamo più dove fosse il nuovo fiume che si era formato, sapevamo che ancora a mezzogiorno il Misa quello dentro gli argini del centro storico ancora batteva sul ponte del corso e il Sindaco che era rimasto imprigionato nella caserma dei vigili del fuoco per rientrare in città e verificare quello che stava accadendo, visto che non si riceveva più una telefonata, visto che non arrivava più un messaggio, oppure qualche messaggio arrivava, oppure qualche telefonata giungeva al Sindaco, era quella di Nevio Arcangeli che alle undici e mezza mi diceva Sindaco ci sono due persone con l’acqua fino alla gola dentro via del Lavoro e io ero dentro la caserma e chiedevo l’elicottero, chiedevo ai vigili che sono partiti a piedi reiteratamente per andare dentro via dell’Unità, via 1° Maggio, Via del Lavoro, e Nevio continuava a dire guarda ci sono due che non gliela fanno più, e noi pensavamo fossero due, invece io sentivo da lì dentro che ce n’erano duecento che erano in quelle condizioni, dentro Borgo Bicchia, duecento perché mentre ero lì dentro è arrivato un gommone con una signora, una badante russa, una persona anziana e una ragazza, mi ha detto guardi che lì dentro è tutta così, alle undici era tutta così, quindi si capiva che stava accadendo un dramma perché quando non puoi comunicare, lo fai solo con la radio come nel 1940 e non potevamo comunicare nemmeno tra di noi, ecco che sapevamo che c’era quella situazione. Per rientrare in città visto che mi avevano detto che quello che avevano recuperato con l’elicottero era il Pastore di Cesano, quindi avevo ipotizzato stando con tutti i mezzi fuori dalla uscita del casello, c’erano i carabinieri, c’era la Polizia, la Guardia di Finanza, i vigili del fuoco che non riuscivano a superare quel fiume che si era formato, per rientrare in città mi sono fatto portare a Montemarciano, Castellaro, San Silvestro, Strada del Giardino attraverso Sant’Angelo, e quando sono arrivato in via Capanna il fosso Sant’Angelo ancora era quasi asciutto. Fosso Sant’Angelo assolutamente normale, via Capanna dopo Vobis c’era un mezzo dei vigili del fuoco e c’era un fiume che era stato dentro Borgo Bicchia, dentro Borgo Molino e stava uscendo, tant’è che un ragazzo urlando mi disse ho mia moglie incinta dentro il palazzetto, io pensavo che fosse un insegnante perché avevamo dato disposizione di portarli tutti al primo piano, e ho detto cosa vuol dire dentro il palazzetto, si dentro il palazzetto sono lì, c’ho parlato un attimo, sono dentro il palazzetto voglia andare là, ho capito che stava accadendo una cosa incredibile perché intorno al Palazzetto c’era un metro e mezzo d’acqua e qualcuno, un altro di quelli coraggiosi, un altro di quelli impavidi aveva sfondato la porta del palazzetto per fare entrare le persone che s’erano accalcate davanti, l’aveva portate dentro. Lo dico per i consiglieri più anziani, quella macchina che è passata in via Capanna e che ha fatto la zona del piano regolatore prevista dalla R4 dove dicevamo salite tutti ai piani alti [si registra un contraddittorio fuori microfono] è stata data disposizione di allertare nelle condizioni date quelle previste dal rischio R4, quelle che dovevano essere allertate, perché vedete l’unica cosa che non si può fare è dare un messaggio generico senza controllo, e non eravamo nemmeno nelle condizioni di farlo perché mentre non allertavamo il portone dentro Borgo Bicchia c’erano duecento persone che rischiavano di morire, come rischiavano [si registra un contraddittorio fuori microfono] sono state allertate alle condizioni date possibili, dovete pensare solo questo, dovete pensare solo questo che l’ospedale è dotato di un sistema di allerta complessivo quando esiste un’emergenza con un numero, un tasto, si preme quello e tutti vengono allertati, bene il fatto che non ci fossero più le linee telefoniche, nessun medico, nessun infermiere, nessuno del personale ATA, è stato avvisato dell’alluvione in essere, solo queste. Siccome c’è la Magistratura e io dico solo la verità, solo la verità, perché a differenza di quello che dice qualcuno che sono andato a prendere mio figlio a scuola, io ho solo una famiglia e quindi quello che dico per forza di cose deve corrispondere a verità, se dico che sono passati i vigili nella zona perimetrata R4 sono passati i vigili, ed è documentato, documentato tant’è che qualcuno ha portato la macchina viale Leopardi sentendo passare il mezzo su via Gramsci, l’ha portata al Portone, e nessuno, nessuno sapeva che sarebbe arrivata un’onda di piena di un metro e mezzo in via Trieste, nessuno, nessuno, perché non lo sapevamo noi, non lo sapeva la Protezione civile e non lo sa nessuno a memoria di questa città perché un metro e mezzo di acqua in via Trieste non c’è mai arrivata, se lo lasciamo fuori purtroppo dai danni che abbiamo avuto l’acqua in via Trieste a un metro e ottanta sarebbe comunque arrivata. Vedete la zona di piazza Padella è stata allagata non dallo stradone Misa, quindi facendo il vecchio percorso del Penna, è stata allagata da sud finendo dentro via degli Orti, dentro sottopasso di via Buozzi, riempie tutto il sottopasso del piazzale della Libertà e poi tracima e torna dentro il Misa attraverso il Lungomare Marconi. Questa cosa è imprevedibile e ingestibile, imprevedibile e ingestibile, una rottura arginale di quella portata non si gestisce, non si gestisce. Sono stati molto complicati anche i rapporti rispetto alle nostre istituzioni, perché io devo ringraziare il Prefetto e il dottor Oreficini per l’organizzazione che ci hanno messo a disposizione. e quindi i vigili del fuoco, la Protezione Civile tutta, ma in quelle ore è stata veramente complicata, perché l’area era troppo estesa, andava da Casine alla Chiusa venendo in tutta la zona senza avere purtroppo fino alla mattina dopo il perimetro esatto, il perimetro esatto, perché da mezzogiorno non c’era più l’energia elettrica e non c’era più comunicazione alcuna e tutti i mezzi, tutti quelli che siamo riusciti a reperire in quelle ore, che provenivano da tutte le parti d’Italia, erano solo orientati al soccorso, solo orientati al soccorso, ormai la prevenzione non era più possibile se non chiudere qualche strada e immediatamente dopo riaprirla o le transenne travolte, era assolutamente impossibile, non funziona, non funziona nemmeno questo, c’è un video che fa vedere alle dieci e ventiquattro la situazione di via Capanna e poi cosa succede alle undici e ventiquattro quando passa la macchina dei vigili su via Marche [si registra un contraddittorio fuori microfono] oppure eravamo morti tutti [si registra un contraddittorio fuori microfono]. Io parlo ai Consiglieri, l’allerta è stata data lo ripeto per tutti l’allerta è stata data dove era prevista l’esondazione, non dove l’argine si è rotto e non era prevedibile …………………

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Per favore, per favore lasciamo terminare il Sindaco perché questa modalità non è utile a nessuno.

Il SINDACO: Io termino quando ho finito, quando ho finito sono nelle prime ore, perché siccome ero lì non ero per televisione anche se poi mi cercavano per commentare la situazione, ero lì col Prefetto, ero lì con Oreficini, eravamo lì con i vigili del fuoco, con la nostra Protezione civile, eravamo lì e ci siamo trasferiti alle saline perché il centro dove c’era il generatore non riceveva più una telefonata e vi assicuro che quelle ore sono state terribili perché a fronte di chi faceva soccorso e posso dire che anche all’inizio eravamo non coordinati ma assolutamente tutti attivi perché i vigili del fuoco hanno fatto centinaia di salvamenti, la Protezione civile lo stesso, i sommozzatori, tutti si sono attivati per salvare le persone e la notte è stata di persone che arrivavano  nella sede della polizia municipale perché volevano sapere dove fossero finiti i figli, gente che non trovava più il nonno, la nonna, il genitore, tutta la notte è stata questo, e pensavamo che ci fosse stata un’ecatombe perché quando alle tre giravamo per la città visto che non c’era la possibilità di comunicare con niente. Quello è il perimetro interessato dall’alluvione, lì in azzurro, per tre ore in tutta quella zona c’è stato un battente medio di un metro e mezzo, in tutta almeno con punte di due metri e ottanta purtroppo forse tre metri alla strada della Chiusa e a scemare fino all’Excelsior e quindi in via Grosseto, quella è stata la zona interessata dalla rottura dell’argine. Vedete la parte centrale del fiume invece che doveva esondare è rimasta completamente fuori, è interessata tutta l’altra zona. Vi dicevo che la notte è andata in quei termini, abbiamo girato per capire quale fosse il perimetro, alcune cose, alcune aree non l’avevamo nemmeno censite, non sapevamo che via Podesti fosse interessata fino al distributore dalla benzina, non lo sapevamo perché chi era interessato non poteva chiamare e tutti i mezzi che giravano erano orientati al soccorso, orientati solo al soccorso. E dicevo devo ringraziare la Prefettura e la Protezione civile con i vigili del fuoco, la  Guardia di Finanza, il Corpo forestale dello Stato, i nostri carabinieri, i nostri dipendenti che hanno lavorato giorno e notte, giorno e notte, giorno e notte, senza soluzione di continuità, sempre, tutti insieme, perché una volta che abbiamo capito che cosa c’era accaduto, e non avevamo nemmeno la certezza della rottura dell’argine, ci siamo mossi per ripristinare, prima facendo l’assistenza alle persone, avevamo aperto un centro sulla palestra di Campo Boario, abbiamo aperto un altro centro al seminario per dare accoglienza alle persone che erano rimaste senza niente, il giorno dopo abbiamo iniziato a pianificare il recupero, complicato, avevamo esperienze raccolte in giro per l’Italia, Olbia qualche mese prima, Roma l’anno scorso, da noi Osimo, sapevamo che quel tipo di invasione così importante avrebbe determinato una serie di problemi: uno l’accoglienza e l’assistenza alla popolazione, due il ripristino quello che si sarebbe poi purtroppo determinato, quantitativi di case, non rifiuti, case che venivano buttate fuori perché invase da acqua e fango, e allora abbiamo iniziato da lì a mettere in campo un’operazione che dividendo i compiti da quelli sanitari in capo all’assessore Volpini a quelli di interventi più strutturali, ognuno con un pezzo, compresa un’esperienza forse unica abbiamo affidato il volontariato spontaneo alla Caritas in un rapporto sancito, noi facevamo delle cose e il volontariato spontaneo era gestito anche quello, perché non avevamo bisogno di confusione, non avevamo bisogno di spontaneità non orientata e abbiamo iniziato a recuperare. Abbiamo recuperato, abbiamo cercato di evitare quelle situazioni disastrose ulteriori che si stratificano, altri Comuni sono rimasti, qualcuno non lo vuol sentir dire, sono rimasti con i rifiuti per strada per otto - dieci mesi, assumendoci anche qualche responsabilità, non abbiamo portato i rifiuti come dice la legge direttamente in discarica, abbiamo creato una stazione di stoccaggio provvisoria che era quella all’uscita dell’autostrada, quella stessa autostrada che qualche ora prima aveva tutte le macchine affogate, tutte, al casello dell’autostrada c’era un metro e ottanta d’acqua, come c’era su viale Anita Garibaldi, come c’era su via Trieste, come c’era su via Feltrini, come c’era su via la Marca su via Pergolesi, via degli Orti, dove i salvataggi sono stati ………………… gli interventi sono stati pianificati in questi termini, abbiamo anche deciso di non ascoltare più niente perché una volta che abbiamo individuato il perimetro abbiamo diviso le la città in zone, ci siamo dati degli obiettivi che erano quelli possibili, quelli gestibili post evento, dieci giorni per ripulire quasi tutta la città, quelli erano quelli in capo al Comune e prendendo a noleggio un mezzo, realizzando un impianto provvisorio siamo riusciti a fare questa operazione. Ma non è bastata. Perché c’è stata l’assistenza, qualche volta all’inizio anche un po’ confusa, poi efficace, le persone che erano senza niente ospitate in albergo, le altre che hanno dichiarato di trovare soluzioni di fortuna ma trovate, e quel fenomeno incredibile che è accaduto dove tutta la città, tutta, si è rimboccata le maniche, tutti, quelli che erano alluvionati, quelli che non avevano più la casa, quelli che non avevano più l’attività, quelli che avevano una azienda. Penso a villa Silvia, una struttura sanitaria determinante per questo territorio, la parte diagnostica tutta buttata, tutta, un problema enorme anche per noi perché un sistema di un privato convenzionato. I residenti interessati 9.707, le famiglie che hanno perso tutto, quelle che erano al piano primo o al piano terra o al seminterrato 1.250, 542 le aziende articolate, perché sono esercizi commerciali, sono attività di servizio, artigiani, agricole e tante altre compreso quello che vi dicevo di villa Silvia. Siamo partiti però cercando di organizzare al meglio, dovevamo comunicare al Governo i nostri danni e vengo anche alla presenza del primo ministro e dei ministri a Senigallia. Non sono state passerelle come qualcuno le ha definite, non sono state passerelle perché chi c’era sa che cosa ho chiesto al Primo Ministro, sa che cosa ha chiesto ai ministri e sottosegretari. Abbiamo bisogno di un esempio, una città devastata come la nostra, una città che viene massacrata da un evento imprevedibile, ingestibile, ha bisogno di una reazione, noi dimostreremo di avere questo tipo di reazione, e l’abbiamo fatto, e il Governo ora ci deve mettere nelle condizioni di ripartire, uno con la dichiarazione dello stato d’emergenza, due con le risorse che possono ristornare le aziende e le famiglie. Ma non è bastato perché noi non abbiamo aspettato solo quello, ci siamo attivati come è giusto che sia cercando risorse dappertutto, e anche qui in un rapporto con la Caritas diocesana dove la CEI ha messo a disposizione circa un milione di euro per le famiglie e per i danni che ha subito la Caritas in zona Largo della Vittoria e le risorse che noi riusciamo a reperire con i rapporti. La Fondazione Cassa di Risparmio di Verona 500.000 Euro a favore del Comune di Senigallia per i nostri alluvionati, e stiamo lavorando con le altre fondazioni che hanno dato anche loro un’altra adesione, e altri rapporti, penso con l’EBAM per recuperare alcuni interventi nel pubblico. Il palazzetto dello sport è inagibile, la piscina comunale è compromessa, il sistema scolastico delle superiori non esiste più, l’IPSIA non esiste più, la scuola IPSIA, tutti i laboratori dell’IPSIA sono da buttare, un milione e quattrocentomila euro per i laboratori più interventi strutturali, se non si interviene rischiamo di compromettere anche quel tipo di offerta che era eccezionale. Ma non basta, ci sono le altre scuole, tutte le altre, che hanno le centrali termiche compromesse, hanno gli impianti che non funzionano, hanno tutto un sistema che ormai è devastato sempre da quella allerta secondo alcuni. Gli stessi danni che ha il commissariato, gli stessi danni che hanno i vigili del fuoco. Un sistema dicevo che ha funzionato nel post purtroppo, dove noi fortunatamente abbiamo un ruolo, fortunatamente abbiamo un ruolo, dove non ce l’abbiamo diventa molto più complicato. E allora penso al nostro fiume, perché come vi dicevo all’inizio nel fiume c’abbiamo convissuto, è stato modificato, è stato manomesso, non è stato manutenuto e allora rispetto a quello che è successo, i primi a chiederne i motivi ovviamente siamo noi tutti, però bisogna anche girare e capire che cosa bisogna fare su quel fiume, bisogna capire che cosa dobbiamo fare. Le vasche di espansione, quelle tanto dibattute in passato, ricordo che nel 1999 erano in appalto, venne revocato l’appalto e avocato al Comune di Senigallia la progettazione perché quelle erano troppo impattanti, io sono convinto che quelle forse erano quelle che funzionavano in quelle condizioni, forse perché per quella quantità di acqua che è arrivata forse nemmeno quelle perché il fiume le vasche di espansione se le è ha create da solo quando ha rotto gli argini del Fosso del Sambuco e ha creato un argine unico sul Prati Baviera si è creata una cassa d’espansione naturale, quella non era una cassa di espansione fatta, se l’è creata da solo, se si rompe l’argine del Prati Baviera [si registra un contraddittorio fuori microfono] ……………

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: per favore, per favore, se interrompiamo i tempi non andranno più rapidi, se qualcuno li volesse più rapidi.

Il SINDACO: io non penso che un evento di questa portata possa avere un contingentamento dei tempi anche nelle descrizioni, anche negli eventi, perché lo dobbiamo liquidare si è rotto un argine e finisce così, oppure dobbiamo rimanere nel dubbio degli allerta dati o quelli non dati, o dobbiamo pensare oltre a quello che dobbiamo fare? Io che ero lì dentro e che conosco i vari passaggi forse come non li conosce nemmeno nessuno, nemmeno la Protezione Civile anche se sono stati ……………… I livelli di intervento oggi sul fiume sono di due tipi, intanto il ripristino dei dai danni fatti, è quello che abbiamo chiesto immediatamente alla Provincia che è competente e sta intervenendo sulla rottura di Borgo Bicchia, però devono ripristinare anche tutte le altre rotture che ci sono a monte, tutte e lo devono fare con tanta celerità per almeno ripristinare le condizioni antecedenti all’evento. Però questo non basta, questo non basta, noi dobbiamo essere sicuri che un evento di questa portata non riaccada più, non possiamo pensare che dentro Borgo Bicchia arrivi l’acqua a un metro e novanta, non possiamo pensare che dentro via Trieste arrivi l’acqua a un metro e novanta, perché i nostri allagamenti del passato sono stati sempre gestibili, sono stati sempre, tranne che in alcune situazioni [si registra un contraddittorio fuori microfono] nel ’76 tutte le alluvioni nostre sono state alluvioni e allagamenti, cioè l’acqua è arrivata anche a livelli importanti, anche quelli di un metro, ma sono stati sempre livelli gestibili, cioè di una crescita progressiva di dieci metri, di dieci centimetri in un tempo e dopo due ore si poteva arrivare anche al metro, così è stato, questa è stata un’altra cosa, questa è stata un’altra cosa, l’acqua che è passata su via Anita Garibaldi alla velocità di cinquanta chilometri all’ora quella non è mai capitata nella nostra città, mai, e allora dobbiamo ripensare, ripensare e capire come mettiamo in sicurezza il fiume. Vedete bastano le vasche di espansione? Quelle che erano previste? Vanno rifatti gli argini? Ma se si fanno gli argini dobbiamo pensarla l’escavo del fiume perché vanno ripristinate le profondità, perché se dentro la città non ci sono i metri che servono lì c’è una strozzatura inevitabile, e non è vero che eventi di questa portata non accadano, accadono e lo dobbiamo ripensare. Lo dobbiamo ripensare ristudiando, abbiamo chiesto immediatamente alla Regione e la Provincia di occuparsi in maniera strutturale perché questo evento straordinario che ha determinato questa cosa che oggi ancora facciamo difficoltà a capire perché uno che abita in via Anita Garibaldi non si dà pace perché non è stato avvisato e perché gli è arrivato un metro e mezzo di acqua, anzi in diagonale ne è arrivato quasi due, in diagonale, [si registra un contraddittorio fuori microfono], esatto e siccome sono accadute, si è rotto un argine e non era mai accaduto in quel punto e con quella portata, adesso dobbiamo gestire la fase successiva. 
La fase successiva che però ha degli step. La fase successiva è fatta di risorse da reperire per la città e da destinare a chi non ha più nulla, e ci stiamo provando perché abbiamo aperto un conto corrente insieme alla Caritas, da domani usciremo con un bando per dare le poche ma intanto primi segni che arrivano da quel milione di euro e che sono destinate alle persone che hanno perso la casa, la casa, che hanno perso la casa, e ci stiamo lavorando e sosteniamo quel conto corrente dappertutto, perché quelle sono le risorse che arrivano, dicevo dalle fondazioni, dalle banche, da privati, da iniziative che vengono messe in campo, da tante che ne stiamo pensando sempre fatte insieme alla Caritas per ridistribuire. Come abbiamo cercato di gestire la partita degli elettrodomestici, come abbiamo cercato di gestire la questione dei mobili, delle convenzioni per avere una scontistica adeguata nei confronti degli alluvionati. Poi le cose qualche volta sono asincrone rispetto alle necessità, noi continuiamo a lavorare su quel fronte, su quel fronte lì del reperimento delle risorse. E lavoriamo sul fronte del Governo, lavoriamo sul fronte del Governo per avere lo stato di emergenza, sappiate che normalmente viene dichiarato dopo sessanta giorni, Olbia danni con diciannove morti avvenuto il 18 di novembre, stato di emergenza 10 di gennaio. Zona di Roma 31 gennaio ancora lo stato di emergenza non è stato dichiarato, però stiamo lavorando su quel fronte perché avere lo stato d’emergenza, avere il riconoscimento da parte dello Stato già delle risorse per ripristinare i danni che abbiamo subito e poi i danni che hanno subito le imprese e le famiglie, su quello ci stiamo impegnando. Ovvio che i duecento milioni di euro complessivi che sono stati arrecati difficilmente verranno ristornati tutti, difficilmente, in questa nazione non è mai accaduto, perché purtroppo i danni sono a beni mobili e non a immobili come può accadere con un terremoto, però noi su questo fronte ci stiamo lavorando, ci stiamo lavorando e non smetteremo da lavorare senza che vengano strumentalizzate, che vengano sottolineate, che vengano depistate i temi che abbiamo affrontato io penso in maniera molto seria. Però stasera il Consiglio comunale, e voglio che rimanga agli atti, i ringraziamenti formali che voglio fare a chi ha lavorato al fianco dei nostri concittadini, al fianco dei nostri alluvionati, al fianco delle nostre imprese ad  iniziare dalle figure istituzionali, perché forse come non mai abbiamo sentito la vicinanza in questo momento della Regione e del Governatore insieme al dottor Oreficini, una delle massime autorità in campo della Protezione civile italiana, e che ci ha permesso di avere pianificazione, mezzi e uomini nel giro di pochissimo tempo, pari a quella velocità che il fiume stava interessando la nostra città e con lui, il dottor Tiberi o l’ingegner Balducci che sono stati quindi giorno e notte insieme a Maurizio Marcellini e gli altri collaboratori. Ringrazio anche la Prefettura nella figura di sua eccellenza Alfonso Pironti. Le prime telefonate la mattina del 3 sono state quelle del Prefetto che aveva una situazione complessiva e articolata su tutta la provincia ma che rispondeva alle sollecitazioni che arrivavano dal comune di Senigallia. I vigili del fuoco, guardate sono intervenuti in una situazione drammatica, hanno fatto salvataggi e salvato decine di persone, ma non solo, hanno continuato con noi nei giorni successivi a rispondere al coordinamento del Sindaco rispetto al pompaggio delle strutture pubbliche, agli interventi nelle nelle case private, al lavaggio delle strade, alla sistemazione e alla collaborazione con tutti gli altri. E penso a quello che ha fatto la Polizia di Stato, gestire solo il traffico in quei momenti anche la domenica successiva era molto complicato, e ringrazio il questore e il dottor Licari per quello che sono riusciti a reperire come personale sempre disponibile dentro il COC ad organizzare e garantire la sicurezza delle zone perimetrate, per dieci giorni pattuglie hanno garantito il perimetro e hanno garantito l’incolumità anche di situazioni che si possono articolare dietro a quelle situazioni. Dicevo la Polizia di Stato e il reparto mobile. Reparto mobile che si è messo a disposizione alle condizioni date, quindi anche lì nel tutelare il perimetro che era stato determinato. Come i nostri carabinieri, i carabinieri quelli regionali e quelli del nostro Comune, del nostro Commissariato. La Guardia di Finanza c’è stato il reparto sommozzatori che non era previsto nell’intervento e ha salvato decine di persone a Borgo Bicchia, più tutto quello che è stato realizzato sempre in coordinazione con il COC comunale. Ringrazio il Corpo forestale dello Stato e la Capitaneria di porto, la nostra ASUR che ha garantito la balneabilità, che ha garantito i servizi, che ha trovato sempre il modo di verificare in situazioni complicate anche dal punto di vista igienico e di prestazione di servizi alla persona. La Croce Rossa che insieme ai volontari della Protezione civile sono stati determinanti. Chiudo con i tanti ……………………… chiudo con i ringraziamenti ai tanti ragazzi e alle tante ragazze che abbiamo visto per le nostre strade ……………………… i tanti ragazzi e tante ragazze coordinate dalla Caritas, voglio ringraziare il suo direttore Giovanni Bomprezzi, il Presidente e il nostro carissimo Vescovo per la vicinanza che hanno dimostrato e la piena disponibilità e collaborazione che è stata messa in campo. Quei ragazzi, sono quelli che vituperiamo, quelli che li riconosciamo solo e pensiamo che siano quelli dei cellulari, quelli dei sabati sballati, invece sono quelli che forse non tutti bravissimi a scuola, in questa nostra scuola, che invece si sono adoperati nella difficoltà, stando al fianco, mettendosi a disposizione, cercando di aiutare chi non aveva più niente, e penso che se da un una tragedia come questa dobbiamo tirar fuori un insegnamento sta proprio in una ritrovata sensibilità che abbiamo come cittadini e che abbiamo come collettività, che abbiamo come rapporto che forse qualche volta nemmeno riusciamo più ad individuarlo, diamo più peso alle cose che perdiamo che alle vite che sono perse, e siccome il mio pensiero va sempre a loro, perché Cicetti è il padre di un nostro amico, e forse pur tentando anche in modo disperato non sono riuscito a salvarlo, allora il mio pensiero va lì e l’unica cosa che vorrei fare è pensare che una cosa del genere, una tragedia del genere, non si possa ripetere più in questa città, e penso che siamo stati veramente fortunati, siamo stati veramente fortunati, pur perdendo millecinquecento macchine, pur avendo 1250 famiglie senza più niente, perché se non ci fosse stato qualcosa che faceva prevalere quel bene sul male che si era determinato, noi avremmo pianto centinaia e centinaia di morti, e oggi forse ce ne rendiamo più conto rispetto a venerdì 2 maggio quando tutti insieme pensavamo che questa città non era e non potesse essere interessata da un evento del genere. Lavoreremo finché ci siamo e finché ci saremo perché questa cosa non accada più e perché le nostre famiglie e le nostre imprese possano rivedere un po’ di luce. 
Io penso che ognuno di noi per il ruolo ha una grandissima responsabilità e forse quando ci troviamo davanti a un evento del genere la responsabilità supera il ruolo e ti accorgi che il tuo impegno, la tua dedizione, la tua passione può tradursi in un grandissimo dolore che nessuna risorsa, nessun finanziamento, nessun conto corrente ti potrà restituire, la tranquillità che abbiamo perso, l’abbiamo persa il 3 di maggio tutti insieme, dopo quella tranquillità dobbiamo tentare di trovare una speranza e allora dobbiamo rilavorare insieme per cercare di ricostruire una collettività che è stata segnata, è stata provata ma che ha e può avere la forza di potercela fare. Io mi scuso con i consiglieri comunali, con i cittadini, non ho ricostruito, non hanno funzionato le nostre schede, ma in quella foto dei nostri figli ………………………… in quella foto dei nostri figli forse c’è il futuro e noi lavoreremo per i figli di tutti, noi lavoreremo per quei figli come abbiamo sempre fatto, ognuno con le responsabilità e ognuno con le proprie colpe e siccome c’è la Magistratura che indaga, ognuno di noi sa quello che ha fatto, sa quello che doveva fare e sa come l’ha potuto fare e finché ci sarà continuerà a lavorare a testa bassa come abbiamo sempre fatto.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Grazie Sindaco. Apriamo la discussione generale. Il primo iscritto a parlare è il consigliere Battisti Paolo, prego, ne ha facoltà.

Si dà atto che sono entrati i Consiglieri Girolametti, Giacchella, Bucci, Marcellini e il Consigliere Straniero Aggiunto Md Abdur Kaium: Presenti con diritto di voto n. 29.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione):  si grazie Presidente io so che è complicato, che la giornata è lunga, che tutti lavoriamo e siamo stanchi, vi chiedo per quanto possibile di rimanere perché il momento è importante. Io e spero che tutti i consiglieri cercheremo di stare in dieci minuti - un quarto d’ora perché penso che siano importanti anche i nostri interventi come quello del Sindaco. Io faccio parte della Lista Partecipazione, per chi non mi conosce, sono all’opposizione di questa Amministrazione. Il Sindaco ha raccontato gli eventi come un reduce secondo me, non come un comandante in capo, ed è comprensibile naturalmente perché comunque lui quel giorno, come ha raccontato, l’ha vissuto in prima persona quello che è successo, tutte le ventiquattro ore, minuto per minuto, e questo è comprensibile, è meno comprensibile perché  mi sarei aspettato un resoconto analitico, da comandante in capo, preciso, puntuale, ho allertato il COC, ho fatto questo, la Protezione civile a  quest’ora, eccetera, eccetera e tutte quante le cose che ci avrebbero aiutato a capire. Ma veniamo a noi. Delle cose che ha detto il Sindaco, all’inizio non eravamo coordinati, già questa cosa, allerta meteo, eccetera eccetera il fatto che c’era stato già un piano di previsione votato, emendato, sviluppato da anni ormai, quindi il pensare che non si fosse coordinati ad un evento del genere, a un evento magari leggermente minore perché comunque ci sono stati, questa cosa un po’ ci ha impressionato.
Han iniziato con una slide dicendo imprevedibilità e assoluta eccezionalità. Io non sono d’accordo nel senso si imprevedibilità per dove è uscito il fiume, ma forse il fiume è uscito perché si era creata una diga per il fatto che il fiume erano decenni che non veniva pulito, quindi gli alberi, io sono andato a vedere come penso tutti quanti o le persone interessate, c’è una foresta dentro l’alveo e quindi appunto cinque giorni di pioggia e due giorni di pioggia intensa secondo me non possono essere l’alibi di una inconsistente pianificazione e programmazione territoriale. Ci sono delle strutture preposte per questo, è stato fatto un piano per questo, lo prevede il piano di emergenza e quindi è stato disatteso o fatto in maniera parziale. Le Marche lo dicono i dati, qui non li cito perché sarei troppo lungo, sono tra le regioni più cementificate d’Italia, sussiste la mancata manutenzione dei fiumi, dei fossi e dei reticoli minori, e la sistemazione idraulica dei versanti con la pulitura degli alvei e la riprofilatura degli argini. Queste son tutte cose, dice non è colpa del Comune, è colpa della Provincia, è colpa della Regione, la Provincia, non faccio polemica politica perché qui anche se sono i politici che dettano regole, sono i politici che decidono dove costruire, dove non costruire, se costruire cosa fare, dove destinare i fondi, perciò sono i politici, qui siamo in un’Assise politica, allora anch’io da politico, da consigliere comunale di una lista civica, senza appartenenze di partito, però dico che i politici potevano comportarsi diversamente. e poi verremo appunto alla Provincia, magari alle responsabilità. Sulle calamità naturali. Voi vi siete chiesti ma penso di sì, io me lo sono chiesto con alcuni amici, compagni di viaggio, come mai a distanza di trenta giorni dall’evento il Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi non ha firmato il decreto sullo stato di calamità naturale considerato che il premier, lo dico senza ironia perché non è questo il momento e il luogo, però il premier è velocissimo per fare delle cose, è considerato il premier più veloce del mondo, e vista l’urgenza e la gravità dell’evento senigalliese perché non è stata decretata subito al Consiglio dei Ministri la calamità naturale? Come mai nessuno dice, soprattutto i nostri amministratori, quali siano i presupposti di legge per ottenere il diritto ad essere riconosciuti come territorio offeso da una calamità naturale, quindi ottenere risarcimenti dovuti? Come mai non viene detto l’importo, una stima, un’ipotesi della cifra che sarà stanziata col decreto, considerato che lo stesso Sindaco e altri personaggi illustri, mi riferisco ai nostri deputati abbiano detto che tale decisione è in dirittura d’arrivo, ma ormai è un po’ di settimane che questa cosa dicono. Visto che i nostri amministratori non ce lo dicono mi sono documentato e ce lo spiega l’enciclopedia Treccani, non io Paolo Battisti. Calamità naturale deve intendersi ogni fatto catastrofico ragionevolmente imprevedibile, e invece sappiamo benissimo, anche dal piano che è stato votato in Consiglio comunale qui con allora assessore ai lavori pubblici Maurizio Mangialardi, che le calamità e le esondazioni sono prevedibili, e poi lo spiegheremo e lo leggeremo, quindi dice calamità naturale deve intendersi ogni fatto catastrofico ragionevolmente imprevedibile conseguente a eventi determinanti a fattori predisponenti tutti di ordine naturale, e quindi non con l’aiuto dell’uomo. Questa definizione tende a sottolineare il fatto che la parola calamità naturale, locuzione, può essere fuorviante in quanto non sempre la responsabilità delle conseguenze calamitose può essere attribuita solo ad eventi naturali, se si accerta l’incidenza di cause determinanti e di fattori predisponenti ricollegabili all’attività umana, quindi alle colpe dell’uomo, come accade il più delle volte, occorrerà valutarne gli effetti sui processi risultanti prima di attribuire all’evento la responsabilità dei fatti accaduti. In altri termini un evento naturale normale, cinque giorni di pioggia, due di pioggia intensa, che in sé non è niente di calamitoso in quanto fa parte del normale gioco delle forze natura, può indurre conseguenze calamitose proprio perché l’uomo con la scarsa imprevidenza che spesso lo distingue, e in trent’anni sappiamo cosa non è stato fatto sul nostro territorio per la prevenzione e cosa è stato fatto, milioni, milioni e milioni di metri cubi di cementificazioni, ha creato le premesse perché ciò accada. Per questo non vengono dati i soldi, devono capire se è un evento calamitoso relativo solo alla questione della natura come è successo all’Aquila, un terremoto di certo non può essere colpa né della Provincia, né della Regione, né del Sindaco, in alcuni casi come in questo evidentemente stanno valutando.
L’uomo ha adottato azioni quale l’occupazione di aree di pertinenza fluviale, ha aggravato il dissesto idrogeologico e questo è stato detto, quindi se la responsabilità di quanto è accaduto ricade in parte sugli uomini, e quindi nel nostro caso su chi ha amministrato a vari livelli, non stiamo qui per trovare le colpe, però per fare delle domande si, per porci delle riflessioni sì, chi ha amministrato a vari livelli negli ultimi decenni, potrebbe non sussistere lo stato di calamità naturale, e qui togliamo la prima parte che è la più importante di tutti dopo naturalmente la tragedia, che è quella delle risorse da destinare a chi ha perso tutto, a chi ha perso poco, naturalmente il rispetto per i morti, a chi ha perso poco ma c’è chi ha perso tutto e c’è chi ha perso tutto per la seconda volta. Io sono contento, faccio una piccola digressione, sono contento che voi tutti siate qui. Io dico sempre aiutateci ad aiutarvi. Voi siete qui, siete stati colpiti, nel 2011 è stato colpito solo Molino Marazzana, abbiamo fatto una Commissione e sono venuti solo i cittadini di Molino Marazzana, quei cittadini dopo tre anni hanno riavuto un’altra volta l’acqua a due metri - due metri e mezzo e dopo due anni hanno riperso tutto un’altra volta, tre anni fa erano solo in quindici, purtroppo questa volta siamo in duemila, siamo in tremila, siamo in quattromila? Io vorrei che ci fosse più solidarietà più vicinanza tra tutti quanti perché purtroppo questa volta è successo ad altri, se rifosse successo un’altra volta a Molino Marazzana ci sarebbe stata la disperazione di poche famiglie, ma io penso che magari i politici debbono ragionare in termini di numeri, dicono va bene lì ci sono venti voti, quaranta voti, non ci spendiamo, non dico la Giunta, io dico in generale naturalmente, non sto facendo riferimenti, anch’io sono un politico, sono qui, ma la cittadinanza tutta essere vicini in maniera solidale come sta facendo in questo momento, e quindi mi farebbe piacere, aiutateci ad aiutarci, se facciamo la Commissione d’inchiesta, se ce la fanno fare con i crismi, chiedendo, approfondendo, facendo venire i tecnici, facendo tutte le domande che dobbiamo, tutti gli approfondimenti che dobbiamo, se siamo solo noi commissari la cosa non va sui giornali, la gente non lo sa, non lo sa nessuno, se voi venite e potete anche intervenire perché possiamo chiedere e possiamo interagire e possiamo lavorare insieme, il lavoro viene fatto, e l’amministrazione che naturalmente deve essere probabilmente rieletta e vive di consenso, sarà molto attenta alle esigenze dei cittadini, soprattutto perché, questo lo possiamo affermare con certezza, né il Sindaco Mangialardi, né i suoi collaboratori avrebbero voluto una cosa del genere, quindi non si tratta di fare opposizione o maggioranza, qui si tratta di buonsenso, naturalmente questo è scontato.
Questa cosa di cui sto per parlarvi, cerco di essere veloce, oltre alla non corretta manutenzione del fiume, e poi ci ritorniamo, per me questa cosa che sto per dirvi è la madre di tutte le battaglie, un po’ la cosa più importante di tutte, ed è per questo che serve una Commissione, Commissione senza gettoni di presenza anche se noi lo prendiamo bassissimo o magari gratuito da destinare alle famiglie in difficoltà, e non è per piaggeria che lo dico ma per convinzione, una Commissione che studi, comprenda e capisca, perché non so se lo sapete, o se lo sapete tutti, nel 2001 i tecnici della Regione avevano individuato come zone ad alto rischio idrogeologico la stragrande maggioranza delle zone della città di Senigallia, poi questo piano nel 2005 dopo studi, verifiche, osservazioni è arrivato in Consiglio comunale, qui, e il Consiglio di allora ha votato per il declassamento di un’enorme, io non ho fatto il calcolo perché non sono ragioniere, ma di un enorme numero, ho delle piantine che se avessimo avuto modo ve le avrei fatte vedere, comunque possono girare tranquillamente, le posso dare, cioè le zone R4 nel 2001 secondo i tecnici della Regione coprivano quasi tutta Senigallia, passate in Consiglio Comunale, votate in Consiglio Comunale si sono ridotte alle zone che poi appunto elencherò che le conoscete tutti. Capire il perché la Regione poi ha dato l’ok a questa diminuzione, questo ci serve, forse perché  il Comune di Senigallia allora aveva promesso alla Regione che da subito ci sarebbero stati interventi di mitigazione che avrebbero annullato del tutto o quasi possibili esondazioni, forse si riferivano alle vasche di espansione promesse da trent’anni, in uno degli ultimi giornalini che il Comune vi manda a casa, pagati da tutti noi, il Sindaco ha dichiarato vasche esondazione passate in Consiglio Comunale, i soldi ci sono, le vasche cominceranno ad essere realizzate nel 2014. Naturalmente il Comune e la Provincia non hanno fatto nulla e siamo arrivati quindi al 3 maggio. L’ultimo aggiornamento del PAI, del Piano di assetto idrogeologico, risale a questo febbraio, al 2 febbraio 2014, quindi due mesi fa, tre mesi fa. Certo non prevede la possibilità della rottura degli argini perché è un evento probabilmente imprevedibile, e pertanto comunque circoscrive le zone rosse, R4, a immediato pericolo, riconferma il fatto che ci sono delle zone rosse che sono comunque in pericolo. Nonostante ciò risulta chiaro come la zona rossa riguardi non solo una parte del centro cittadino opportunamente allertato ed evacuato, mi riferisco al centro storico, zona Portici Ercolani, dove è stato chiesto di chiudere i negozi, eccetera eccetera, e la zona che riguarda, ogni volta esondata, allagata, che riguarda il Molino Marazzana eccetera eccetera, ma anche una zona più ampia, se pur non tutta, che poi effettivamente è stata allagata. Sappiamo tutti, questa è una digressione politica, sappiamo tutti che le zone rosse, quando una zona viene dichiarata R4 non ci si può fare niente, non ci può costruire niente, non si può aggiungere niente, anche un semplice cittadino che vuole aggiungere una capanna piuttosto che un garage piuttosto che un piano sopra, quindi è una cosa che può essere scomoda, non solo per i costruttori che vogliono fare speculazione edilizia, anche per i semplici cittadini. Sappiamo tutti che le zone rosse sono le principali nemiche della speculazione edilizia perché ricadere in una zona rossa porta male al portafoglio dei costruttori e dei proprietari di aree edificabili, porta male agli oneri di urbanizzazione che poi chiederebbe il Comune e all’IMU che poi chiederebbe il Comune. Se la zonizzazione della città fosse stata quella del PAI prima adozione, cioè quella che vi dicevo dei tecnici della Regione, gran parte delle opere urbanistiche degli ultimi anni e degli anni che verranno non si sarebbero potute realizzare, perché in quella zona rossa rientravano dall’Arena Italia a villa Bucci, il bastione del porto, l’ex Arena Italia, alcune lottizzazioni delle periferie, eccetera, eccetera, eccetera. E attenzione anche se la zona rossa definita dal PAI fosse stata mantenuta la Società Autostrade avrebbe dovuto concordare il percorso della terza corsia e della complanare con l’autorità di bacino. Chiedo quindi, e lo chiedo al Sindaco, la sicurezza della popolazione non dovrebbe essere prioritaria rispetto ad ogni altra considerazione? Forse che il valore perso oggi, non solo pecuniario, non è di gran lunga maggiore dei vantaggi speculativi del passato? Io dico di sì. E poi quanto valgono oggi quelle abitazioni? Valgono zero. Valgono zero, sono abitazioni completamente da buttare, da ricostruire da impiegarci dei soldi incredibili che non si sa mai se vi verranno ridati e poi provate a venderle. A Molino Marazzana andateci perché poi si vede una casa che è stata allagata tre volte negli ultimi vent’anni e due volte negli ultimi tre chi se la compra? Nessuno. E quello è stato l’investimento di una vita, di gente che ha fatto il mutuo per trent’anni, chi le ripaga queste cose?
La Regione Marche e il Dipartimento della Protezione civile hanno presentato, come vi dicevo prima. una Piano urgente di emergenza per la salvaguardia della incolumità della popolazione. Quando il Sindaco dice noi abbiamo fatto tutto il possibile eccetera eccetera eccetera eccetera, mi sorgono dei dubbi che naturalmente cercheremo di risolvere, non lo voglio fare io adesso. Però questo documento, stesura 2004 aggiornamento novembre 2007, sette anni che non è più aggiornato, sette anni. Veniamo alla gestione dell’emergenza. Con il presente Piano vengono individuate le procedure di intervento da attuarsi in caso di emergenza, in particolare dice il piano che è stato votato dall’Amministrazione che è tuttora in carica, perché più o meno le persone sono le stesse, c’era che ricordo io l’Assessore Ceresoni, l’Assessore Mangialardi all’urbanistica, c’erano personaggi importanti durante il mandato Angeloni, la natura prevedibile dell’evento, prevedibile dell’evento, impone mediante l’azione di monitoraggio meteorologico di dedicare la massima attenzione alla gestione delle fasi che precedono evento. È necessario pertanto predisporre un sistema articolato di attivazione di uomini e mezzi organizzati secondo un quadro logico e temporalmente coordinato che costituisce il piano di intervento. Nel territorio del Comune di Senigallia è presente una centralina meteoclimatica per il rilievo della temperatura, piovosità, intensità e direzione del vento e di eliofania ubicata nell’area dell’impianto di depurazione, lungo la provinciale Corinaldese, lungo il bacino idrografico del fiume Misa sono presenti nove stazioni pluviometriche, le nostre più vicine sono quelle di Senigallia e di Bettolelle, e poi ci sono quattro stazioni telecontrollate di rilevamento di portata liquida, due sul fiume Misa, dotate di asta idrometrica, sono tutti strumenti che dall’allerta del 30 marzo, a cosa sono serviti tutti questi strumenti? Questa è la domanda. A cosa sono serviti tutti questi strumenti che se non ci fossero stati inizialmente i cittadini ad allertarsi tra di loro e a mettere in salvo vite umane ora staremmo a discutere di una tragedia ancora più grande, perché la gente del Borgo Bicchia, io c’ho parlato, l’ho sentita, io visto arrivare il fiume, io ho visto che il fiume piano piano cominciava a tracimare, allora ho chiamato ho cominciato a strillare, la gente che strillava per le vie, per dell’Unità. Me le sono fatte raccontare le cose, ci sono andato, io fortunatamente abito a nord, abito a via Verdi, a me tranne i miei familiari e ai miei cari amici a me non è successo niente, ma la prossima volta potrebbe toccare a meno, nel ’40 è toccato a  via Verdi, non lo sappiamo, dobbiamo allertarci tutti e prepararci tutti. Tutti questi strumenti non so a cosa sono serviti, inizialmente la gente, perché appunto dal Comune, Regione, Provincia, Protezione Civile, Carabinieri, dite tutto quello che volete, nessuno sapeva niente, è stata allertata alle otto e cinquanta, è uscito otto e quarantacinque, otto e quarantasei l’argine a Borgo Bicchia, e nessuno sapeva niente, sono stati avvertiti dai cittadini i responsabili. La prima allerta meteo di piogge consistenti è stata data il 30 marzo valida per tre giorni e poi sempre aggiornata, se n’è tenuto conto? L’allarme tre, quello che aveva dato poi anche il 2 maggio la Protezione civile, tre su scala massima di quattro, scala tre significa allagamenti di scantinati e garage e possibili perdite umane. Il 30 marzo tutto il tempo per prendere qualche precauzione in più. Il Sindaco Mangialardi in un incontro al Senbhotel due settimane dopo la tragedia tra amministratori e imprenditori ha tenuto a precisare, leggo testuale dal giornale, che in tempi strettissimi è stato fatto di tutto per evitare il disastro. I cittadini tranne tre purtroppo, si sono salvati tra di loro e con l’aiuto naturalmente dei carabinieri e di tutte le cose che ha elencato il Sindaco, però chiedo al Sindaco Mangialardi in tempi strettissimi è stato fatto di tutto per evitare il disastro, io questo di tutto, considerando che alle 6,40 Pianello di Ostra si è allagato, quindi alle 9,00 comunque arriva anche se non si pensava che uscisse, arriva a Borgo Bicchia, dalle 8,50 di Borgo Bicchia alle 14,00 cinque ore dopo, esonda a via Cavalieri di Vittorio Veneto, quindi magari cinque ore per dare un’allerta generale, non pensando magari che arrivasse lì l’acqua però, i cittadini di via Cavalieri di Vittorio Veneto dove sono stato e mi hanno detto che loro hanno visto arrivare i rigagnoli d’acqua intorno alle 13,45 e nessuno li aveva avvisati. Cosa si è fatto nelle due ore e mezzo che il Misa è arrivato dalla campagna a Borgo Bicchia? Cosa si è fatto nelle cinque ore abbondanti che il Misa è arrivato da Borgo Bicchia a via Cavalieri di Vittorio Veneto dopo aver attraversato Borgo Molino, piano regolatore, eccetera, eccetera? Non è stato, da quello che sappiamo noi, da quello che abbiamo avvertito, da quello che abbiamo percepito parlando con le persone, non è stato fatto nulla se non dal punto di vista pratico nei confronti dei cittadini naturalmente intendo, se non avvisare i cittadini come dicevo già provati, disgraziati, di Molino Marazzana. In quella zona è stato predisposto un piano di emergenza ed evacuazione perché sono stati gli stessi cittadini nel 2011 dopo che sono stati alluvionati che si sono formati in comitato in seguito all’alluvione e hanno preteso, hanno chiesto che il Comune si attivasse in qualche maniera con loro, infatti sono stati evacuati quelle persone che abitano lì, visto che appunto alla Commissione Pubblica che ci fu quella volta, che vi dicevo prima, che eravamo solo i cittadini e noi, il Sindaco Mangialardi e l’ingegnere Sbriscia della Provincia ci dissero che non c’erano i soldi per sistemare nulla, per sistemare il Fosso Sambuco, piuttosto che gli argini, piuttosto che  quello e quell’altro, non c’erano i soldi, tre anni fa non c’era niente e quindi i cittadini di Molino Maranzana hanno chiesto un sistema d’allerta che è stato poi provato una volta tramite sms perché già l’avevano avuta. Forse doveva essere generalizzata questa cosa. Il Sindaco ci può dire se tutte queste cose, cioè tutto quello che è previsto e che non vi sto a leggere nel piano di allerta, se tutte queste cose sono state fatte? E in che giorni e in che ore da quali tecnici, perché naturalmente non ci dobbiamo spaventare, i nomi e i cognomi dei tecnici così possiamo chiamarli a raccontarci cosa hanno visto. A che ora sono arrivati all’attenzione dei Comuni i bollettini ufficiali della Protezione civile regionale, delle prefetture, che avvisavano con precise note quali sarebbero state le condizioni atmosferiche e il grado di stato di allerta. A che ora i Sindaci in qualità di responsabili per legge della Protezione civile comunale abbiano ricevuto ai propri numeri cellulari gli sms che avvisavano con precise note ed indicazioni quali sarebbero state le condizioni atmosferiche e il grado di stato di allerta, perché può darsi che magari le mancanze sono state altrove, non da parte del Comune, non lo sappiamo ma cerchiamo di saperlo, studiamolo, capiamolo. Quali uffici comunali competenti dei Comuni siano stati allertati immediatamente, perché lo prevede il piano di emergenza. Dice che ci sono dei tecnici comunali che devono andare a vedere le aste idrometriche a Bettolelle, vorrei tanto sapere se ci sono andati e chi sono questi tecnici comunali. In che modo e quali siano state le misure e le azioni precauzionale preventive messe in atto per gestire lo stato di allerta prima degli avvenimenti. In che modo e con quali strumenti sia stata avvertita la popolazione, non solo Molino Marazzana del grado di stato di allerta. Quando e come siano stati convocati i gruppi di Protezione Civile comunali, ove esistano, e con quali provvedimenti e atti pubblici sia stato avviato l’iter e le procedure di gestione di quanto previsto nei piani di protezione civile adottati dal Comune. Quando e in che modo la Provincia di Ancona e il suo commissario straordinario insieme agli uffici preposti abbiano predisposto tutte le operazioni precauzionali e preventive contenute nel piano provinciale della Protezione civile. Queste sono le domande da fare. Quando dicevo che il Sindaco non ha fatto una relazione da comandante in capo, ma ha fatto un racconto, ed è vero non lo dico per scherno, di un reduce è questo, sono queste le cose che mancano, sono queste tutte le indicazioni che noi vorremmo sapere per capire perché è successo. 
Cerco di terminare ma due cose sono importanti. Sul piano di evacuazione. Voi non so anche questo se lo sapete o se lo sapete tutti perché naturalmente siete informatissimi, dice l’oggetto dell’evacuazione è la popolazione residente nelle aree R4 individuate e perimetrate in quel documento che vi dicevo prima e che è stato notevolmente ridotto ma che comunque riguarda alcune aree. Qui dice che secondo quello che è stato detto e quello che ho sentito e che abbiamo ascoltato le zone che sono state avvisate in maniera efficiente, che poi la macchina dei carabinieri o non so della polizia municipale possa essere passata, ma uno poteva non sentire, uno poteva stare al bagno, uno poteva stare chiuso in camera, poteva avere la televisione accesa, tante cose, può essere ma persona anziana, son tante le cose, perché il piano di evacuazione predisposto a Molino Marazzana che spero sia stato effettuato ma il Sindaco stesso ha detto che è andato di persona, fa sì che vengono allertate con un sms le persone, poi passano i vigili del fuoco, poi è passato lo stesso amministratore, le persone anziane vengono prese, c’è il calcolo delle persone anziane casa per casa, civico per civico, le persone da prendere, da portare via, eccetera, eccetera. La zona R4 non comprende solo Molino Marazzana e tutta la zona intorno, qui dice le zone R4 dell’ultimo piano che è stato votato e che non lo dico io Paolo Battisti, non me lo invento io, ci sono i dati ufficiali che ho tutti qui, c’è scritto che a parte come dicevo le zone del centro, Portici Ercolani dove sono stati chiusi tutti i negozi e la zona di Molino Marazzana, qui abbiamo in R4 alcuni civici, la cosa è curiosa ma naturalmente ci saranno degli studi idrogeologici, non mi permetto di commentare, ci sono dei civici che riguardano il Rione Porto che mi si dice non c’è stato un piano d’allerta come è stato fatto per Molino Marazzana in questi anni, mai, e non sono passati, molte persone con cui ho parlato, molte, mo hanno detto che non è passato nessuno. Il PEEP Misa, la zona di via Tevere e Via Adige che sappiamo benissimo che è costruita sotto l’alveo del fiume, quindi comunque i tombini almeno quelli allagano sempre come è successo almeno i garage, e una piccola porzione del Piano regolatore. Non dico tutte le vie, dico solo quelle toccate dall’acqua. Via Bolzano, via Capanna, via Feltrini, via La Marca, via Marche, via Mercantini, via Venezia, via  Anita Garibaldi, via Giordano Bruno, via IV novembre, via Sardegna, via Bari, via L’Aquila, via Pescara e via Piemonte. Queste zone, alcune di queste zone, una parte perché va a numeri civici, non tutte, sono zone R4 a rischio massimo di esondazione e di allerta. I cittadini di queste zone hanno ricevuto un sms? Sono venuti i vigili del fuoco a prelevare le persone anziane? Nessuno ha fatto niente, questa cosa non è stata fatta perché si era nell’emergenza, nel dramma, ma il comandante e i suoi fedelissimi, cioè nel senso del comandante e della sua squadra deve comunque poter operare anche in situazioni di urgenza. Questa è la madre di tutte le battaglie, questa è la cosa che bisogna capire e poi non più ripetere, capire e non far più ripetere perché ci sono zone R4, la stragrande maggioranza, al 90%, io non so se la soluzione è stata quella di tanto riesce un’altra volta a Molino Marazzana e quindi come al solito se la prendono loro e il resto della città si salva. Non lo so se è stato fatto questo però questi cittadini hanno avuto il doppio del disagio perché hanno subito i limiti del rischio di massima esondazione senza poter far nessun tipo di lavoro sulle loro abitazioni e sono state danneggiate perché comunque le loro case sono state completamente allagate. Non va bene questa cosa, non va per niente bene e questo mi dispiace e questo cercheremo di capirlo. 
Dico le ultime due cose. Una riguarda le conclusioni del piano di emergenza, qui dice a fronte di uno scenario di rischio idrogeologico si prevede l’evacuazione della popolazione a rischio, zone R4 non tutte avvisate assolutamente, con ampi margini di tempo rispetto al verificarsi dell’evento per cui si è dato l’allarme, dato che l’evento stesso è di natura prevedibile, lo ridicono loro. La Provincia, i fiumi. Patrizia Casagrande Esposto, la Presidente della Provincia, nell’85 viene eletta qui in Consiglio comunale, nel ’94 entra in Provincia, nel ’98 diventa Assessore, dal 2007 diventa Presidente, dal 2012 commissario, sono trent’anni, il Sindaco Mangialardi è dal ’94, sono vent’anni che fa il politico di professione, la signora Patrizia Casagrande Esposto lo fa da trent’anni. La Casagrande eletta nel 2009 Presidente dell’UPI Marche, l’Unione delle Province italiane, dice la sua prima dichiarazione appena eletta dopo venticinque anni che da quello che mi è stato detto dagli abitanti del Borgo Bicchia, ma il fiume chi l’ha mai pulito, io non l’ho mai visto da quando ero piccolo, quarantenni, quarantacinquenni, dice la Casagrande da subito le priorità in agenda appena eletta grande attenzione sarà rivolta al paesaggio da tutelare in ogni sua dimensione attraverso un lavoro di regia non più soltanto provinciale potenziando a livello regionale gli strumenti di governo del territorio. Grande attenzione al paesaggio da tutelare in ogni sua dimensione. Dopo cinque anni, circa venti giorni dopo l’alluvione, presente insieme al Sindaco Mangialardi al convegno al Senbhotel con gli imprenditori, la signora Casagrande, la Presidente, la commissaria, dice testualmente, dai giornali: la situazione del fiume rimane delicata, alla prossima piena ci imbatteremo in nuove difficoltà. Sono trent’anni che lei sta lì, lo deve dire un cittadino normale, non lo può dire il Presidente della Provincia, il fiume e gli argini avevano bisogno di interventi mirati e di maggiore manutenzione in tempi rapidissimi. Che cosa hai fatto in trent’anni, ma cosa hai fatto? Ma ci rendiamo conto, dopo trent’anni di carriera politica a Senigallia e in Provincia la Casagrande invece di dire cosa ha fatto in tutti questi decenni per salvarci da questa situazione, l’unica cosa che riesce a dire è di stare attenti perché anche alla prossima piena saranno cavoli vostri. Fra poco scadrà il suo mandato, non si possono chiedere le sue dimissioni, scade il suo mandato come commissario, facciamogli gli auguri di pronta guarigione dai problemi personali di salute, assolutamente massimo rispetto, però speriamo che la stessa Casagrande adesso abbia la decenza, come dovrebbero fare molti altri nostri politici, di terminare qui la sua carriera politica. 
Campanile e Mangialardi vi siete ricordati di avvisare i tecnici di Legambiente che vi hanno dato il premio sicuro con l’annessa bandiera? E qui faccio polemica perché sono molto arrabbiato. Per un’autocertificazione, voi lo sapete che alle Marche, che a Senigallia è stato dato il premio fiume sicuro come il fiume più sicuro d’Italia? Il fiume più sicuro d’Italia, questo deriva dal frutto di autocertificazione, il Comune ha dichiarato queste cose e Legambiente che l’Assessore Campanile capisco perché vuol far venire a Senigallia come sede perché è importante perché forse è vicina, lasciamo stare le questioni politiche. Nel 2010 e forse reiterata nel 2011 non so perché mi son perso perché veramente poi è ridicolo, la motivazione che è stata a Senigallia per il fiume più sicuro d’Italia, è nelle Marche il Comune più meritorio nella prevenzione delle frane e delle alluvioni, avete  capito? [si registra un contraddittorio fuori microfono] ma infatti l’avete detto, va infatti al Comune di Senigallia con il voto raggiunto di nove virgola di nove e mezzo su dieci, il massimo, il più alto di tutti, ottomila Comuni noi siamo i primi, il primato nazionale di ecosistema rischio 2010 a seguito di interventi di delocalizzazione non sono presenti abitazioni e industrie in aree a rischio idrogeologico e viene realizzata un’ordinaria attività di manutenzione delle sponde e delle opere di difesa idraulica - ma dove? - il Comune si è dotato di un piano di emergenza aggiornato - ma non l’ha messo in pratica, è vero che c’è il piano aggiornato sette anni fa ma non l’ha messo in pratica - organizzato iniziative di informazione rivolta alla popolazione ed esercitazioni per verificare la reale efficacia del piano d’emergenza. Tranne tale Molino Marazzana a chi ha chiamato? A chi è che ha fatto fare delle esercitazioni? A chi che ha informato? A nessuno, cinquanta – sessanta abitanti su 44.600. Nel territorio comunale - dice sempre Legambiente dando la bandiera - sono presenti sistemi di monitoraggio e di allerta in caso di pericolo, infine nei piani urbanistici sono state recepite le perimetrazioni delle aree a rischio del piano di assetto idrogeologico. Il Comune di Senigallia non riesce a raggiungere il voto di dieci decimi per la presenza in aree a rischio idrogeologico, nonostante tutti gli interventi di delocalizzazione già realizzati, di un centro commerciale. Una corretta gestione del territorio, un buon piano d’emergenza, le campagne di informazione rivolte ai cittadini – siete stati inondati voi di telefonate, cartoline, cose, eccetera, eccetera - sul rischio idrogeologico e le attività esercitate rendono questo comune un esempio positivo per il nostro Paese – andiamoglielo a dire adesso al Paese - per questo il Comune di Senigallia sarà premiato da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione civile con la bandiera fiume sicuro da esporre nel territorio comunale come riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto. E qui faccio polemica. Perché l’Assessore Campanile che tanto si è speso per questo importantissimo premio e vuole portare Legambiente a Senigallia a partire da domani non va un giorno a settimana con un tavolino e la bandiera del fiume sicuro in tutti i quartieri alluvionati e aspetta cittadino per cittadino alluvionato che gioiosi e sorridenti gli chiedono come abbiamo fatto a essere così bravi nonostante io c’ho avuto settantamila euro di danni? Lo faccia l’Assessore Campanile, vada con la bandiera il fiume sicuro a Borgo Bicchia e a Borgo Molino e a Molino Marazzana. Perché, questo deve essere un nostro vanto e non lo dico per polemica politica, perché il Sindaco Mangialardi essendo la bandiera fiume sicuro un vanto per la città non la fa esporre dal balcone del Municipio? Dobbiamo essere orgogliosi dei risultati che raggiungiamo.
Scusate ho finito veramente, vorrei che questo nostro impegno nella ricerca delle cause dell’alluvione contenesse anche un capitolo sulla gente che ha perso tutto e sulle attività che non riapriranno, come naturalmente sulle vittime, ma qui già ci siamo tornati, abbiamo fatto il minuto di silenzio, il Sindaco lo ha ricordato, evitiamo speculazioni. Vi ho detto aiutateci ad aiutarvi, aiutateci ad aiutarvi non ci lasciate soli in questo caso nel cercare con la Commissione che spero si istituirà dopo le cause e nel fare un discorso di prevenzione che dovrà essere allargato a tutta la città. Tutta la città doveva sapere per tempo quello che succede, tutta la città dovrà sapere come allertarsi, come programmare eventuali vie di fuga, quel piano deve essere ormai generalizzato perché è stato imprevedibile che è uscito a Borgo Bicchia e questo lo possiamo anche accertare, va bene è stato imprevedibile, ma non che il fiume Misa è stato un torrente, che dal 2007 non è stato fatto più nessun tipo di studio riguardo ai milioni di metri cubi immessi dalla complanare e dalla terza corsia dell’autostrada, dal rivoltamento del casello autostradale, eccetera eccetera. Sono state fatte tante cose, tante cose. Io dico le cose che dobbiamo fare sono sbloccare i finanziamenti pubblici alle famiglie e alle imprese alluvionate, questa è una lista che avrei scritto io ma l’ho presa dalla pagina facebook dei compagni della Arvoltura. Sbloccare i finanziamenti pubblici alle famiglie e imprese alluvionate, bloccare le tassazioni di qualsiasi natura a chi ha perso tutto, di qualsiasi natura, non comunale, a chi ha perso tutto; per lo stanziamento di fondi la Regione Marche, dobbiamo cercare di farci dare i soldi, non la carità dei 140.000 euro che sono 2.000 euro a persona, questa è stata la carità, per la deroga del patto di stabilità che è stato votato la prima volta sotto il Governo Prodi, si lamentano i signori del PD però è stato votato sotto un governo loro, quindi io sono contro, loro spero che lo siano veramente, per la partecipazione e la trasparenza della redistribuzione di soldi pubblici perché se arrivano questi soldi vogliamo sapere chi li gestisce, dove vanno e a chi vanno dobbiamo sapere e per un’inchiesta seria, libera e puntuale su quello che è successo per non farlo ripetere. Scusare e grazie.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: scusate ma se evitiamo gli applausi perché non è un luogo per gli applausi. Bravissimi, vedo che c’è chi riesce a essere anche ironico, complimenti.

Si dà atto che entra l’Assessore Paci.

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): grazie Presidente, buonasera a tutti. Io signor Sindaco mi ero in qualche modo preparato l’intervento con una premessa che farò comunque anche se il contenuto di alcuni suoi passaggi mi avevano quasi indotto emotivamente a lasciarlo da parte ma lo faccio lo stesso perché ritengo che sia giusto e doveroso poi però devo passare alla seconda fase dell’intervento che è quella un pochino più critica. Un sindaco non ferma le acque, questo dobbiamo dirlo, un Sindaco non ferma le acque. Cosa poteva fare il Sindaco a fronte della rottura di alcuni argini? Per fermare le acque non poteva fare nulla. Io non sono di quelli che dice piove o alluvione Governo ladro. Però detto questo signor Sindaco e comprendendo anche il dramma, la situazione emotiva di chi in quel momento, diceva bene Paolo Battisti prima, è chiamato ad assumere il comando in capo, e quindi è chiamato ad un senso di responsabilità enorme, capisco l’angoscia, capisco la situazione umana, capisco le difficoltà anche di lucidità che in alcuni momenti possono arrivare in un momento così difficile, ma detto questo, e fatto questa doverosa premessa, perché la ritengo fondamentale, ho anche apprezzato in Commissione la sua ricostruzione appassionata dell’evento in cui il suo, lo riconosco ancora una volta, il suo coinvolgimento emotivo l’ho visto come sincero, e credo che se lo dico io lo dico credo non per piaggeria nei suoi confronti perché non l’ho mai avuta, lei avrà sempre in me un lealissimo avversario a trecentosessanta gradi, però detto questo signor Sindaco bisogna mettere su i puntini sulle i e qui la mia seconda parte che sarà un po’ più lunga della prima deve essere necessariamente ferocemente critica partendo da un dato. 
Lei signor Sindaco non può affermare davanti a una platea, pubblicamente, che il comune non ha alcuna competenza nella gestione dei fiumi, perché non è vero, perché non è vero. La legge regionale 13/1999, l’articolo 17 comma secondo recita: ai fini della difesa dei centri abitati i Comuni – i comuni quindi il Sindaco - provvedono alla pulizia dei fiumi e dei corsi d’acqua nonché alla manutenzione degli argini. Leggetela. Legge Regionale 13 del 1999, Regione Marche ovviamente. Questo è un dato normativo, all’interno del proprio centro abitato anche il Comune deve provvedere alla pulizia dell’alveo del fiume e anche, se occorre, alla manutenzione degli argini. La Provincia è competente per gli assetti idrogeologici, per le deviazioni dei corsi d’acqua, per i lavori di contenimento, ma per la pulizia degli argini è competente il Comune di Senigallia. È una legge che vi siete votati voi, il PD in maggioranza, e quindi è una vostra normativa, non certo la mia, quindi quello che ha detto è falso. 
Ma ammesso e non concesso che questa normativa non esista, ammesso e non concesso, io mi chiedo e mi domando se un Sindaco e l’Amministrazione comunale verificano e controllano che la situazione degli alvei è ormai insostenibile, che la pulizia non è più stata fatta negli ultimi anni, che i margini dei fossi e gli argini del fiume sono ormai deteriorati e sono indeboliti, che cosa fa il Comune? Dice non è mia competenza, non mi interessa? Io non credo. Se il Sindaco dice ho ordinato alle scuole di non evacuare, mi sono assunto responsabilità che non dovevo o sono andato a firmare per l’interruzione di pubblico servizio, se ha fatto tutto questo in modo quasi eroico, perché quando ha visto che gli argini del fiume e che i fossi erano in stato di degrado assoluto non ha mandato squadre a pulire, oppure se riteneva che fossero solo della Provincia, ma non è vero, non ha sbattuto i pugni contro la Provincia di Ancona dicendo fatelo entro due giorni perché qui c’è un rischio enorme e laddove c’è un rischio enorme il Sindaco assume decisioni assumendosi le responsabilità. Lei non lo ha fatto. Questa Amministrazione comunale non lo ha fatto. E non è che vi si chiede di andare sempre tutti i giorni a visitare gli argini, ma vi sono dei comitati che ve lo stanno dicendo da anni. Il comitato alluvionati Misa, di Molino Marazzana, della Cannella è da anni che vi dicono questo. Nel 2011, a fronte delle ennesime richieste di essere ricevuti, di essere ascoltati con l’indifferenza totale da parte dell’Amministrazione comunale che mai li riceveva ho dovuto io chiedere la convocazione di una Commissione speciale per farli ascoltare e ricordo che la prima volta non gli avete nemmeno dato il permesso, perché avete detto parlano i Consiglieri, loro non possono parlare, e abbiamo istituito, se lo ricorderà il collega Rebecchini e altri, la Commissione ombra, abbiamo fatto una Commissione ombra invitandoli e facendoli parlare, perché nella Commissione ufficiale l’Amministrazione comunale aveva deciso di non farli parlare. È  agli atti questo, è agli atti, e solo dopo la Commissione ombra che andò sui giornali, nacquero le polemiche, e allora nella Commissione ufficiale furono finalmente invitati e furono fatti parlare, solo dopo le pressioni e le denunce politiche che noi avevamo fatto. Nel 2004, e aggiungo, non solo, c’è anche un altro Comitato che è il comitato per gli alluvionati della zona PEEP Misa, Alberto Diambra portavoce, era qui prima non lo vedo più, c’è ancora. Per anni vi ha detto attenzione, questa è la situazione degli argini, questa è la situazione dell’alveo, intervenite, ma non è stato fatto, comitati completamente inascoltati, nessuno è intervenuto. Però lei Sindaco nel 2004 diceva testualmente al Messaggero, venerdì 23 gennaio, attualmente in città, attraversata dal fiume, la situazione è sotto controllo e sono già stati attuati interventi di arginazione, il problema resta solo in prossimità dei ponti. Signor Sindaco lei ha detto siete circondati da tecnici di altissimo livello, siccome lei non è un tecnico, credo che quando dice queste cose alla stampa, quando pubblicamente dice queste cose, lo fa sotto suggerimento dei tecnici, immagino, chi sono questi tecnici signor Sindaco? Come sono arrivati ai loro posti di comando, di responsabilità? Io dico che non ne hanno azzeccata una, hanno sbagliato tutto, hanno sbagliato tutto. Lei dice non era prevedibile il corso diverso del fiume, non era prevedibile forse per il Sindaco che ha un ruolo politico, ma per i tecnici doveva essere prevedibile, dovevano monitorare qual era la situazione degli argini, dell’alveo, quali erano le curve pericolose, fatte in termini naturali da parte del fiume, e allora se questi tecnici non sono stati in grado di capire nulla, io mi chiedo sono arrivati dove sono per grandi meriti e perché realmente capaci e arrivati lì per una selezione o sono arrivati lì perché avevano la tessera di partito giusta? Questo dobbiamo dircelo signor Sindaco come ormai in tutte le nostre burocrazie accade, perché non sono stati in grado di prevedere nulla, non sono stati in grado di mettere in sicurezza la nostra città o comunque di limitare i danni.
Io c’ero quando è venuto il Presidente Renzi, c’ero, ero qui, e io so cosa lei ha chiesto al Presidente Renzi e so cosa ha risposto Renzi. Io sono rimasto allibito dall’intervento del Presidente Renzi che è venuto a porte chiuse, c’eravamo pochi consiglieri comunali, qualche Assessore, le autorità, è venuto in questa sala non a rassicurare la cittadinanza, il Sindaco come rappresentante della città, dicendo portiamo dei fondi, cerchiamo di stanziare i fondi, Renzi ha fatto un bla bla sulla solidarietà umana, è riuscito anche a parlare della Fiorentina qui dentro mentre là fuori la gente  spalava fango, ha parlato anche della Fiorentina qui dentro, io me lo ricordo perché c’ero, con il k-way sporco di fango, questo ha fatto il Presidente Renzi e prima di uscire ha detto saremo tutti d’accordo, usciamo e diciamo semplicemente, non facciamo conferenze stampa perché mi chiedono della Fiorentina che ha perso la Coppa Italia, pensate qual era il problema di Matteo Renzi quel giorno, perché non è andato tra gli alluvionati Matteo Renzi, non c’è andato è venuto qua, diciamo che Senigallia sarà pronta per la stagione turistica perché avete bisogno di lavorare. Questo ha fatto Matteo Renzi che ad oggi non è stato capace di firmare il decreto sulla calamità naturale, pronto a fare la passerella per prendere i voti per le europee, ma non pronto a radunare il Consiglio dei Ministri per dichiarare lo stato di calamità naturale. E  a proposito di questo io invito i cittadini che sono presenti a presidiare fino a tarda notte se occorre, perché più tardi, ed è per questo che si sta cercando di portare alla lunga il Consiglio Comunale, verranno approvate le Commissioni d’inchiesta che saranno fondamentali, perché c’è la maggioranza per bocca del Consigliere Girolametti che sta cercando di affossare la Commissione speciale di inchiesta, sta cercando di fare una Commissione che parla di turismo, di sesso degli angeli, questo sta cercando di fare, di turismo occupiamoci da un’altra parte, dei risarcimenti bisogna parlarne? Ce ne occupiamo da un’altra parte non nella Commissione d’inchiesta, la Commissione d’inchiesta serve a fare un lavoro in sei mesi e a portare le carte alla Procura. È fondamentale che la Commissione d’inchiesta lavori e lavori bene, non quel testo della maggioranza, state qui, cercate con noi d’impedirglielo. E poi si discuterà più tardi di due provvedimenti la COSAP e la Tari. Sui giornali hanno detto sospendiamo tutte le tasse, le annulleremo, non è vero, sono bugie, questi sono i testi. Cosap, la Cosap è occupazione suolo pubblico, passi carrai, riguarda tutti, riguarda le imprese, riguarda i negozi, riguarda le case, Cosap ecco il testo. In caso di calamità naturale - questa è la modifica che propone la Giunta - la Giunta municipale può riconoscere - può non è che la riconosce, può riconoscere - una sospensione, una riduzione o una esenzione del canone dovuto per le occupazioni ubicate nelle zone colpite disciplinando modalità e termini. Ma il bello è la seconda parte. Qualora la richiesta dello stato di emergenza non venga accolta e pertanto lo stato di emergenza non sia deliberato nei modi previsti dalla legge - intendiamoci Matteo Renzi non firma il decreto sulla calamità naturale, ancora non l’ha firmato, quindi nel  caso in cui il Governo non lo faccia - le agevolazioni concesse decadono e il pagamento delle quote di canone nel frattempo sospese, ridotte o  esentate deve essere effettuato entro il mese successivo. Vi mandano l’Ufficiale Giudiziario, questa è la verità e questa è una vergogna. Perché a maggior ragione dico io, se il Governo non dovesse firmare lo stato di calamità naturale a maggior ragione la dovete eliminare la COSAP per gli alluvionati, a maggior ragione, se il Governo del vostro amico Renzi non ci da una mano la dovete dare la mano ai cittadini, a maggior ragione dobbiamo eliminarla se il Governo non lo decreta. E sulla TARI c’è soltanto un ritardo nel pagamento, verranno sospesi per un periodo di sei mesi dall’evento calamitoso, tra sei mesi anche chi ha perso tutto, la Tari la paga tutta, non fatevi illudere dai giochi di prestigio. Non vengono loro, vi mandano Equitalia, l’ufficiale giudiziario, non vengono loro, magari, ma non vengono loro nelle vostre case.
Allora signor Sindaco io credo che il prima dell’alluvione sia stato ben delineato, vi erano delle opere da fare di prevenzione, di manutenzione, vi era da sistemare un piano di emergenza in modo sicuramente migliore, ricordava il collega Battisti che qualche anno fa, in cui se non sbaglio Lei era anche assessore ai lavori pubblici, alcune zone furono tolte dal piano di assetto idrogeologico, delle zone a rischio, e quelle zone si sono puntualmente allagate. Ancora una volta dico quei tecnici, questa ovviamente ritengo una colpa prettamente tecnica, quei tecnici perché sono ancora qui? Perché chi sta al comando di quelle direzioni non è stato ancora allontanato? Anzi li si ringrazia oggi, stiamo ringraziando i comandi generali, stiamo ringraziando i dirigenti che hanno sbagliato. Lei parla di un’alluvione senza pari nella nostra storia ma si dimentica che anche l’alluvione del ’76 colpì molte di quelle stesse zone che oggi sono state colpite, per esempio la Chiesa del Portone, per esempio lei dice di no Sindaco, ma non conosce la nostra storia se continua a dirmi di no, quelle zone furono colpite anche dall’alluvione del 1976. Lei dice quando si rompe un argine di cinquanta metri non si può fare più niente, ma quell’argine non si doveva rompere, quell’argine non si doveva rompere se fosse stato fatto il rafforzamento degli argini e le opere di manutenzione. E il fatto che anche i vigili del fuoco siano stati allagati non sta a dimostrare che ha ragione lei, sta a dimostrare che ha torto lei, perché nemmeno i vigili del fuoco potevano immaginare che non avevate fatto il lavoro degli argini, dell’alveo e del letto del fiume, neanche i vigili del fuoco se l’erano immaginati, pensavano che voi aveste fatto la manutenzione ordinaria, come è giusto che sia, come deve fare un’Amministrazione comunale, come deve fare un’Amministrazione provinciale. Il durante non c’è stato. Il sistema di preallarme non è vero che ha funzionato. A Molino Marazzana e alla Cannella non sono passate le auto, è passata una sola auto, non tutti l’hanno sentita, e anche questo è grave, non è stato fatto il suono della sirena come prevede il piano d’emergenza, non c’è stato nessun suono di sirena prolungato, e poi non ha funzionato il dopo alluvione, ma diremo più dopo brevemente. 
E poi non ci sto quando Sindaco lei dice mi domandano perché non ho avvisato il Portone. La risposta perché stava morendo la gente a Borgo Bicchia. Signor Sindaco anche per rispetto dei morti non è una risposta da dare perché a Borgo Bicchia l’ha ricordato sette volte nell’intervento giustamente c’erano i vigili del fuoco, c’era la Guardia di Finanza che salvava vite umane, giusto, ma non dovevano i vigili del fuoco e la guardia di finanza avvisare il Portone, doveva avvisare lei, e lei non doveva stare a Borgo Bicchia. Io capisco che lei nella caos e nella emozionalità del momento si è recato nelle varie zone con la macchina, è andato a cercare in mezzo all’acqua, è stato salvato dai vigili, non è stato salvato, non lo so, mi auguro di no perché se no avrebbe creato un problema in più ai vigili del fuoco, ma mi auguro di no, ha detto di no, ma il comandante in capo, e lei era il comandante in capo, perché, mi scusi la deformazione professionale ma io so citare le leggi, la legge 225 del ’92, l’istituzione del Servizio nazionale della protezione civile all’art. 15 dice che il Sindaco assume, in momenti di crisi come questa, assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza. Cosa significa però assumere la direzione e il coordinamento? Non significa Sindaco stare nella singola via che in quel momento è alluvionata, significa proprio andare via da lì, lasciare i soccorritori lavorare e assumere la direzione generale di assistenza e di salvamento della città. Allora io se fossi stato Sindaco cosa avrei fatto? Cosa avrei fatto in quel momento? Io avrei chiamato un elicottero della Protezione civile o dei vigili del fuoco e sarei andato a vedere la situazione dall’alto, oppure se non era possibile mi sarei messo in contatto con un elicottero per capire dove stava arrivando l’acqua e quindi avvisare le singole zone. Vale a dire non andare nella singola via a controllare quello che sta avvenendo perché altri lo stavano facendo e bene, ma doveva andare ad assumere la direzione generale, ecco perché se l’acqua arriva alle nove di mattina a Borgo Bicchia e nel giro di quarantacinque minuti un’ora al massimo riempie Borgo Molino, lei ha avuto due ore di tempo per avvisare via Capanna, due ore e mezzo di tempo per avvisare viale Anita Garibaldi, tre ore di tempo per avvisare il portone, quattro ore di tempo per avvisare via Trieste, le vie confinanti e il piano regolatore, quattro ore e mezzo di tempo per avvisare il lungomare. Lei non ha avvisato nessuno, non ha fatto avvisare nessuno signor Sindaco, è questo che non si può perdonare nella fase del durante, nella fase dell’emergenza, nella fase dell’alluvione. Se lei avesse avvisato questi quartieri, come avrebbe dovuto fare, perché l’acqua signor Sindaco, io faccio un altro mestiere non sono un fisico, ma l’acqua quando esonda e comincia a monte a invadere quartieri arriva al mare, dove vuole che vada quest’acqua? Arriva al mare, non ha un altro corso. Lei ha detto ha assunto il fiume un corso del tutto imprevedibile, ma invece era prevedibilissimo, ma dove voleva che arrivasse questa acqua? Potevano esserci quartieri risparmiati, questo sì, ma senz’altro l’acqua avrebbe trovato una strada per arrivare al mare, e questo purtroppo è quello che è successo. Per non parlare di alcuni gravi fatti. Questo signor Sindaco è il fosso Sant’Angelo, questo è una parte del Fosso Sant’Angelo che sbuca verso il Ponte Rosso, ebbene ci sono otto grate, sei erano chiuse, due erano aperte, cos’è successo? I cittadini che mi hanno mandato queste foto incredibili, succede che nessuno si è assunto l’onere di andare ad aprirle, e cosa è successo signor Sindaco, è successo che l’acqua che arrivava ha portato con sé tronchi, piante, rami, che si sono ovviamente ostruiti, hanno ostruito le barriere e hanno fatto da diga e ha contribuito all’esondazione del fosso in via Rovereto e quant’altro. Questo è un errore signor Sindaco, certamente non personalmente del Sindaco, ma è un errore della struttura, è fotografato signor Sindaco, non si lasciano aperte le grate lei dirà di sì, sarà una sua teoria idrogeologica, la mia non è così, le grate hanno creato lo si vede dalle foto, una barriera naturale di detriti, di piante e di alberi e questo ha in qualche modo ostacolato il deflusso dell’acqua verso il mare. Si poteva forse arginare il fenomeno? Sì certo non si sarebbe risolto, ma quelle grate in questi casi vanno alzate, vanno alzate. E allora quello che è mancato, quindi nel durante e poi anche nel dopo, è stato proprio il coordinamento, quella funzione che lei avrebbe dovuto assumere Sindaco da comandante in capo è mancata. È  mancata anche dopo, perché io ho girato tutti i quartieri alluvionati e quello che tutti chiedevano era la domanda che tutti mi facevano, ma chi dobbiamo chiamare? Che dobbiamo fare? Dobbiamo liberare il garage, abbiamo il giardino pieno di fango, abbiamo le cantine ancora con due metri d’acqua, cosa dobbiamo fare? A chi ci dobbiamo rivolgere? Non c’è stato nessuno, nessuno signor Sindaco nelle ore e nei minuti successivi all’alluvione che è andato casa per casa a portare un volantino con il numero del COC, molti non sapevano nemmeno cos’era il COC, il Centro Operativo Comunale dove veniva smistata l’organizzazione dei soccorsi, molti cittadini non sapevano nemmeno cosa fosse, non sapevano che c’era un numero di telefono attivo ventiquattro su ventiquattro. Non si può andare nei quartieri a stringere le mani e far vedere noi ci siamo e non dare nemmeno queste indicazioni utili tecniche di riferimento, non è possibile. Non è stata data nemmeno la spiegazione di come si poteva accedere agli aiuti per chiamare squadre di Protezione civile, che c’era la possibilità di prenotare delle idrovore, molti non lo sapevano, sono rimasti con le case allagate senza idrovore, senza idropulitrici, perché ovviamente non le avevano e nessuno gli ha detto che la Protezione Civile le aveva a disposizione per i cittadini alluvionati gratuitamente, non è stato fatto nulla di tutto questo, nulla di tutto questo. Nei primi due giorni la gente non sapeva nemmeno dove mettere i rifiuti, non sapeva se passavano i camion a ritirarli, quando passavano, se dovevano chiamare per farli ritirare. Non ha funzionato l’organizzazione signor Sindaco, non ha funzionato. Lei dice abbiamo allestito subito il campo al seminario, io sono andato al seminario, sono andato per suonare volendo fare la verifica all’una di notte per vedere se un cittadino che in quel momento non avesse la possibilità di stare in casa, saputo del seminario andava su, ho bussato non ha risposto nessuno, era tutto chiuso, non c’era nemmeno un cartello, glielo garantisco io c’ero e quando dico una cosa è quella, e il seminario era chiuso, signor Sindaco lei sa che se io dico vuol dire che è vero, lei lo sa [si registra un contraddittorio fuori microfono] Dopo lo leggiamo. Come signor Sindaco voi ancora a fine maggio qualche giorno fa non avevate la più pallida idea degli orari in cui vi era esondato il fiume, voi l’avete ricostruito qualche giorno fa, non avevate ancora la più pallida idea di quali sono stati i momenti dell’esondazione del fiume e della situazione che era accaduta nei vari quartieri a partire da Borgo Bicchia. Questa è la verità, questa è la verità e ancora questa volta lei sa Sindaco che se lo dico lo posso anche provare.
E vado a concludere. Io credo che in questo caso, guardi glielo dico senza polemica politica, però credo che in questo caso l’Amministrazione comunale abbia dato un esempio di assoluta inefficienza, devo dire di mancanza di capacità tecnica di gestire l’evento, i collaboratori che hanno assistito la direzione sia del COC ma sia in termini preventivi che hanno in qualche modo consigliato l’Amministrazione comunale, si sono dimostrati incapaci e inidonei, io ritengo signor Sindaco che forse un atto di riflessione lo dovete fare. Lo dovete fare senza andare in giro, come state facendo, a dire abbiamo gestito magnificamente l’alluvione, abbiamo gestito magnificamente la gestione dei soccorsi, abbiamo gestito magnificamente le strade, abbiamo riportato Senigallia alla normalità dopo una settimana, non fatevi sentire Senigallia non è tornata alla normalità, Senigallia non torna alla normalità, Senigallia non tornerà alla normalità, perché diciamolo ai cittadini non ci saranno indennizzi dallo Stato, il signor Renzi l’ha detto chiaramente, l’unico in questa sede che gli ha domandato Presidente ma i fondi per i privati li stanziate o no, sono stato io, non è stato lei signor Sindaco, sono stato io, mi sono alzato alla fine di quel summit grottesco e gli ho Presidente ma l’unica cosa che doveva dire non l’ha detta, i fondi per i privati li mette o non li mette? Si ricorda cosa ha risposto in perfetto toscano Matteo Renzi? È una domanda prematura. Ma che domanda prematura, c’è gente che ha perso tutto, tu vieni, ti fai lo spot per la campagna elettorale e te ne vai e non dici nemmeno il Governo stanzierà dei fondi, pochi ma ve li stanzia, che speranza dai alla città? Quindi non ci saranno indennità, non ci saranno indennità, mettiamocelo in testa, l’unica strada, l’unica possibilità sarà, se vi sarà, un riconoscimento di una responsabilità in capo all’Amministrazione provinciale e all’Amministrazione comunale allora in quel caso possono arrivare dei risarcimenti, ma altre possibilità di ottenere finanziamenti non ci saranno, non illudetevi, non illudetevi purtroppo, lo dico a malincuore. E il modulo che vi hanno dato, che era sbagliato signor Sindaco, e avete fatto un comunicato dicendo che era valido, era sbagliato, era sbagliato, ed è grave,  quel modulo in cui avete scritto, avete fatto dichiarare ai cittadini che quelli erano i danni subiti, giustamente avete spiegato, ma non l’avete scritto, ma questo è soltanto un modulo ricognitivo, non ha altre finalità, bene allora perché non l’avete scritto, se ci fosse stato scritto non ci sarebbe stato nessun problema, invece non è stato scritto. Se un domani in una domanda di risarcimento qualche furbo tirerà fuori quei moduli in una causa e dirà ma tu hai dichiarato questo, tecnicamente si chiama confessione stragiudiziale, perché adesso dichiari il doppio, magari perché è stata fatta una stima, magari perché è stata fatta una perizia più accurata e viene fuori che i danni erano ben altri, che erano venuti fuori danni magari perché la casa aveva particolari criticità, quella può essere una confessione stragiudiziale, certo io mi auguro che non avverrà mai, mi auguro che ci sia correttezza, ma se ci fosse scritto, io l’avevo detto, ve l’avevo indicato senza polemica Sindaco, vi avevo detto cambiate quel modulo, scrivete semplicemente che non è valido ai fini del risarcimento e che è soltanto una stima e ogni cittadino si riserva di quantificare in modo più corretto, non costava niente metterci quella frase. Comunicato arrogante dall’Amministrazione va benissimo così, il Consigliere Paradisi sbaglia. Un po’ di umiltà ci voleva Sindaco, lei non l’ha avuta, questa Amministrazione non l’ha avuta. Io le riconosco, ci mancherebbe, la buona fede nei giorni dell’intervento, su questo non ci piove, la passione che ci ha messo, su questo signor Sindaco non ci piove, però sono stati fatti troppi errori, errori gravi che a mio avviso devono portare ad una riflessione di questa Amministrazione comunale e io credo non sarò io chiedervelo formalmente, ma io credo signor Sindaco che in cuor vostro nei prossimi giorni dopo questo Consiglio comunale pensate se forse è il caso, tra di voi, io non le chiederò ufficialmente, di presentare un atto di dimissioni collettivo.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Diamo la parola al Sindaco che da qualche precisazione dopo gli interventi, per fatto personale mi sottolinea, vuole intervenire per fatto personale.

Il SINDACO: Grazie Presidente, ovviamente mi riservo di replicare nel dettaglio rispetto a tutte le considerazioni fatte tranne che per una che per me è un fatto personale perché lei mi ha dato del bugiardo rispetto alle responsabilità sul fiume e ha letto un articolo, anzi un comma della legge 13 e come sempre magistralmente fa, ne ha letto mezzo e quindi passa che la responsabilità, che mi prendo tutto il resto, la responsabilità di manutenzione del fiume, com’è che ha detto, ai fini della difesa dei centri abitati i comuni provvedono alla pulizia dei tratti degli alvei dei fiumi e torrenti e corsi d’acqua e quindi tranne che se i fiumi sono classificati come lo è il Misa.

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): Dico semplicemente facciamo parlare i Consiglieri, poi scarichiamo la norma la leggiamo tutta, la leggiamo tutta, e non parliamo nemmeno solo del fiume ma anche dei fossi, fiume e fossi. Lei ha detto fiume e fossi, io ho parlato di fiume e fossi, e ripeto signor Sindaco che quella era anche sua responsabilità, fiume e fossi, e aggiungo anche [si registra un contraddittorio fuori microfono] dopo Sindaco lo mettiamo su, lei ha il testo della legge, lo leggiamo, poi vediamo chi ha raccontato una bugia e chi no, lo mettiamo lì, fossi e fiume. Ho anche aggiunto che anche se così non fosse lei non può esimersi dalla responsabilità quale massimo cittadino preposto alla sicurezza di far pulire gli argini dei fiumi e l’alveo del fiume se questo corre, e non può chiudere gli occhi di fronte alla Provincia e di fronte ai suoi amici, sta agli atti e alle registrazioni, dopodiché ci scarichiamo la norma.

Il Consigliere REBECCHINI (Gruppo Misto): Una battuta sulla diatriba tra il Sindaco e il consigliere Roberto Paradisi. Spesso qui in Consiglio sentiamo grandi elogi sulla sinergia tra Comuni, Provincia e Regione, questa grande sinergia ce la sentiamo ripetere quando ci sono cose belle, però quando ci sono danni la sinergia scompare, io penso comunque che un Sindaco quando vede delle criticità è necessario che faccia presente all’organismo superiore e deputato a fare, faccia presente queste cose e pretenda dove ci sia un rischio vero, effettivo per la popolazione, che l’organismo superiore intervenga. Chiedo scusa di questa parentesi. 
Molte cose sono state dette negli appassionati interventi che mi hanno preceduto del Consigliere Battisti e Paradisi, e quindi non sto a ripetere molte delle cose che hanno detto, e allora il mio intervento vuole essere un accorato appello ai Consiglieri di maggioranza. Voglio dire che è nostro compito, compito dei Consiglieri, nostro dovere dire io, nostro preciso dovere cercare di capire, capire quanto è successo, quali sono stati i punti critici e i punti di debolezza, capire gli errori, ecco perché, caro consigliere Girolametti che l’altro giorno nella Conferenza dei capigruppo hai definito la nostra semplice richiesta, che potete leggere tutti perché è agli atti, di istituire una Commissione di indagine e di inchiesta a questo scopo, è quello di capire, ma lo dobbiamo capire non perché fatti simili non avvengano più, perché purtroppo dico io, per come è stato devastato il territorio da Senigallia fino all’entroterra, purtroppo e l’abbiamo visto in questi ultimi anni, quando qualcuno mi dice, la statistica dice, c’è stato un funzionario della Provincia che è venuto a spiegarci che era giusto dare un una tantum ai proprietari delle vasche di espansione e basta perché questi eventi accadono ogni decina d’anni, ma non valgono più quelle vecchie statistiche, e non valgono più uno perché il clima è cambiato, ma poi non valgono perché è cambiato il territorio, perché è un territorio più impermeabile, e allora purtroppo questi eventi ce li dobbiamo aspettare. E allora cosa dobbiamo fare con questa Commissione che noi abbiamo chiesto? Cercare almeno di capire alcuni di questi errori che certamente si sono verificati a che non si ripetano più e quindi diminuire il danno. 
La salute degli argini mi viene da dire, prima domanda, la salute degli argini era a posto? Ha fatto bene prima Battisti a ricordare quel famoso premio di Legambiente di tre anni e mezzo fa, era già Sindaco Mangialardi, e guardato un po’ io prima non avevo dato peso a questo documento perché pensavo fosse solo di Legambiente, chi è avvezzo a queste cose sa che a Legambiente sono quasi tutti del PD, diciamoci le cose come stanno, molto vicino al PD comunque, ma invece accanto a Legambiente nel documento c’è un logo Protezione civile nazionale, nazionale, tant’è che è apparsa talmente importante questa notizia, questo studio che Repubblica.it nel dicembre 2010 diceva le cose che prima ha ricordato anche il consigliere Paradisi, la ricerca è stata svolta incrociando i dati su 5.581 Comuni a rischio idrogeologico e certifica che ce n’è uno solo tra i comuni in Italia ad aver fatto tutto il necessario per ridurre questo pericolo, è Senigallia in provincia di Ancona dove grazie a interventi di delocalizzazione non sono presenti abitazioni e industrie in aree a rischio idrogeologico e viene svolta un’ordinaria attività di manutenzione delle sponde e delle opere di difesa idraulica. Bugiardi, e mi dispiace che è firmato dalla Protezione civile, possiamo stare noi tranquilli? Voi fidavate forse ancora su questo documento e mi viene da dire questi dati chi glieli ha dati? Dato che niente avviene senza che il politico sappia o che il politico promuova mi viene da pensare, scusatemi, che si era alla ricerca di un’altra bandiera da apporre per dire Senigallia siamo i primi in tutto e quindi anche per la sicurezza dei fiumi. Tre anni e mezzo fa. Le cose che ha detto il Sindaco, già alcuni errori sono emersi nella relazione che ha fatto il Sindaco. Alcune criticità. Le paratie, la ditta non poteva giungere perché da Ripe c’era la strada bloccata. Vuol dire che non possiamo affidare a una ditta di Ripe la collocazione delle paratie di Senigallia perché quand’è che mettiamo le paratie? Le mettiamo quando c’è un’emergenza fiume ed è molto facile che le strade siano interrotte, e allora questa è una criticità. Quando mi si dice in conferenza capigruppo il dirigente, hanno messo le paratie, tutto il merito che vogliamo perché il dirigente massimo si era speso per mettere le paratie, ma non era suo compito, era altro il compito del dirigente in quell’occasione. 
Il Sindaco dice Borgo Bicchia arrivava l’acqua nessuna segnalazione. Nella Conferenza dei capigruppo è emerso che a Borgo Bicchia c’erano già i carabinieri quando l’acqua saliva, come fate? [si registra un contraddittorio fuori microfono] Nella Conferenza dei capigruppo è stato detto da qualcuno che c’erano [si registra un contraddittorio fuori microfono] è stato detto da un Consigliere, io le bugie cerco di non dirle, allora è stato detto, dobbiamo cercare di capire le criticità quindi non capisco questa acredine tra maggioranza e opposizione. Se c’erano i carabinieri a Borgo Bicchia il Sindaco non l’ha saputo, non l’ha saputo perché i telefoni erano già in tilt. Un’altra criticità anche questa che emerge. Vuol dire come possiamo fare affidamento su questi strumenti quando sappiamo che basta un evento eccezionale, non so una grande festa, un intasamento delle linee, e già i telefoni non funzionano. E allora quello che lei dice la vecchie onde radio, magari il messaggio ci vuole qualche secondo, però arrivano le onde radio, perché nell’emergenza non si sa quello che può succedere, un terremoto, un’alluvione, eccetera, e quindi è facile che saltino questi strumenti e allora bisogna tornare ad avere a disposizione anche le onde radio per sapere, quindi evidentemente se lei non l’ha saputo gravissimo questo, è successo un fatto perché lei non ha saputo che a Borgo Bicchia, tant’è che in mattinata già dell’acqua c’era in via Campanella, questo lo so per certo perché ho una nipote che sta lì e mi avvisava che lei portava via la sua auto perché si stava allagando già verso le dieci quella via. Se il fiume esonda e comincia ad esondare, e l’argine è di terra, è chiaro che poi possa, come poi è avvenuto, romoere. Quindi a mio parere c’è stata una sottovalutazione dei rischi del fiume, quindi questo c’è stato prima, ma approfondiremo come è giusto che sia, cari Consiglieri, lo dobbiamo fare, lo dobbiamo fare perché ce lo dice la nostra coscienza, al di là di maggioranze e opposizioni, e se fossi io Sindaco direi cari Consiglieri indagate su tutto, a iniziare da me, indagate, perché se ci sono errori non si abbiano a ripetere. Questo è. Però in Commissione si è messo l’alto là da parte di un consigliere, vuol dire che era fuori linea il Consigliere, un eccesso più realista del re evidentemente, e quindi se oggi arriviamo alla decisione unica di fare una Commissione d’inchiesta votata da tutti io sono felice e contento, è giusto che sia così, benissimo. Vediamo i consiglieri di maggioranza perché non basta il voto, perché è già successo che il Sindaco è d’accordo, vota in un modo però la maggioranza è d’accordo o vota in un altro?
La disorganizzazione è stata evidente nel durante l’avvenimento, l’evento, lei stesso prima l’ha detto, non siamo stati coordinati, però abbiamo fatto il possibile, non si può accettare questo. È chiaro che dobbiamo fare il possibile, chi è che si tira indietro durante un avvenimento come questo, però un coordinamento efficiente ci deve essere e lei ha detto che non eravate coordinati, quindi una serie di punti di debolezza ci sono stati, prima e durante l’evento, ed è questo che dobbiamo approfondire e avere il dovere di approfondire. Cerchiamo nella umiltà dello studio che dobbiamo avere, nell’umiltà di lavoro nell’affrontare i problemi, di non cercare di dire di essere sempre i migliori del mondo, come è stato fatto per la famosa bandiera, perché poi i nodi vengono al pettine come purtroppo è stato.

Il Consigliere RAMAZZOTTI (PD): Siamo qui questa sera, è sempre doloroso ripercorrere anche soltanto con le parole tutto quello che è successo in quanto il dolore e la tragedia che ha colpito questa città, condivido quello che hanno detto in tanti, non si cancella così facilmente con un colpo di spugna, o meno che meno con semplicemente il farsi carico di tante parole, ma è un’esperienza che lascerà un segno indelebile in questa città penso per tantissimi anni, per cui anche solo a parlarne sono vicino al Sindaco quando ogni volta che ne riparla esprime un senso di emozione e anche commozione, al quale mi unisco e credo al quale ci uniamo un po’ tutti perché è con questa un po’ emozione che abbiamo tutti quanti camminato, girato, parlato, ascoltato, aiutato tante persone, ma la prima cosa che uno condivideva era proprio questo dolore profondo che segnava e che ognuno di noi vedeva e rispetto al quale si trovava di fatto impotente. Credo che con questo anche silenzioso un po’ rispetto verso il dramma umano di chi ha perso la vita, di chi ha perso molto e di chi ha perso tutto sia necessario continuare a mantenere il giusto tono anche di questo Consiglio comunale senza utilizzare questa esperienza per altri fini che ovviamente non ci competono, non ci riguardano, né devono mai essere presenti in quest’aula in modo particolare sul dolore della gente. 
Per ciò che riguarda questo evento quello che mi sento di dire, su cui abbiamo cercato di riflettere anche come gruppi di maggioranza, è innanzitutto la voglia di capire, io non voglio entrare in polemica perché l’ho appena detto, ma la proposta che è un po’ emersa da tutti i gruppi è quella di dare una risposta come politici a quello che è successo, cercare in qualche modo di trovare le soluzioni che permettano a tanti cittadini di potersi risollevare, di potere riprendere una vita il più possibile simile a quella di prima e cercare in tutti i modi, con tutte le nostre energie, le nostre capacità, di far sì che questo accada il prima possibile. Quindi a questo sono tesi tutti gli interventi e tutte le proposte che spero trovino più possibile l’unanimità di intenti e di volontà e che non si arrochino dietro volontà di personalismo, dietro sottolineature personali che non aiutano o non portano a nessun risultato. La prima cosa che sicuramente emerge e sconvolge  rispetto alla quale sono rimasta anche io allibita, è come un fiume che percorre un centro storico di una città da sempre, in quanto la nostra città è stata fondata sulle rive di questo fiume, quindi è un fiume che ci appartiene da sempre, come nel 2014 sia possibile che ceda un argine. Questo credo che sia il vero problema, poco valorizzato, rispetto al quale si è cercato di capire poco. Non può essere che nel 2014 quando andiamo sulla Luna, su Marte, ovunque la tecnologia ci porta a esperienze più incredibili ormai, non siamo capaci di costruire un argine sicuro dentro le mura, dentro il centro storico di una città. Questo credo che sia veramente un fatto grave rispetto al quale tutti dobbiamo porci come questo sia possibile e trovare immediatamente soluzioni. Non è ampliare il perimetro della zona di esondazione, non condivido questa scelta, non possiamo dire che fino a Marzocca tutti possono essere esondati, no, neanche chi abita in prossimità del fiume deve essere esondato, tutti i cittadini dovunque abitino nel nostro centro storico deve avere da noi, dalla politica che sta per fare questo, la garanzia che vivere in una città anche se attraversata dal corso di un fiume sia sicura, il fiume visto come amico non come un nemico, come qualcuno da difendersi, ampliamo il confine della R4, io lo toglierei del tutto, se riuscissimo in qualche modo a trovare quelle soluzioni che permettono a tutti i cittadini di non avere mai più come nemico il loro fiume. Non è il problema se l’acqua dove è arrivata, chi è stato avvisato, non è questo il vero problema, perché il vero problema è che un fiume è esondato, questo è il vero problema rispetto al quale dobbiamo porci, con serietà, con senso di lutto, questo è il vero lutto, che nel 2014 un fiume ancora esondi nel centro storico di una città. Perché poi il fiume abbia sfondato i ponti in cima dal Corso o un pochino più su o abbia rotto un argine più a monte non è questo il problema, tali famiglie sono state colpite dalla sventura questa volta e un’altra volta, se le paratie c’erano o non c’erano, il problema è che dobbiamo rendere sicuro il percorso di un fiume in una città. E non credo che chieda o immagini una cosa così difficile da realizzare, così impossibile, credo che esistano tecniche, modalità, che permettano di costruire argini sicuri, parliamo di argini di fiumi, no di dighe o di contenere mari, argini di fiumi, e credo che sia grave il fatto che questo fatto sia accaduto, che abbia ceduto un argine, e su questo dobbiamo indagare, come è possibile che in tanti che hanno competenze in questa gestione del fiume che cosa è successo in questi anni, perché questa cosa non è stata monitorata, perché questo argine è ancora fatto di terra come erano fatti gli argini nel Medioevo forse, come è possibile che ancora nel 2014 gli argini non trovino una modalità diversa, esistono modalità diverse per fare argini? Ecco per questo non condivido il fatto che una Commissione debba essere soltanto di inchiesta, non mi basta, ci sarà la Procura, la faremo noi, tutti andremo a vedere quali sono state le cause che hanno portato l’esondazione dei fiumi, per carità, ma non siamo noi né questori, né avvocati, né un tribunale, siamo qui a cercare di dare una soluzione ai cittadini [si registra un contraddittorio fuori microfono] e allora per favore consigliere non l’ho mai interrotta, taccia e ascolti [si registra un contraddittorio fuori microfono] e allora neanche lei interrompa me, adesso mi ascolta come io ho ascoltato lei [si registra un contraddittorio fuori microfono] e io capisco anche lei deve capire, non basta l’inchiesta, non dobbiamo essere giudici, quindi non basta una Commissione d’inchiesta …….

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Rebecchini mi stupisce perché un atteggiamento così non l’ha avuto mai, mi stupisce veramente e mi fa pensare a qualcosa di non simpatico, veramente. Nessuno l’ha interrotta e lei ha parlato a lungo e l’abbiamo ascoltata tutti.

Il Consigliere RAMAZZOTTI (PD): non credo Consigliere, siamo qui, io perlomeno da parte mia c’è tutta questa volontà, abbiamo tutti quanti sofferto insieme con queste persone, lungi da me dire cose che non ritengo giuste e opportune, lungi da me, glielo posso assicurare consigliere Rebecchini, come spero da parte di ciascuno di noi. Per cui non credo sufficiente soltanto una Commissione d’inchiesta perché sarebbe un pezzetto di questo percorso, un pezzetto necessario e l’abbiamo messo al primo punto della nostra proposta, primo punto è questo, capire il fenomeno alluvionale come si è determinato e cosa l’ha provocato, questa è la prima cosa, non c’è dubbio. Tutti lo vogliamo sapere, tutti, io per prima quando non riuscivo nemmeno io a capire, ma che caspita è successo, come può essere che tutta quest’acqua è arrivata nella nostra città e ha distrutto così tanto? È ovvio che questa è la cosa che tutti dobbiamo capire, ma capito che è crollato un argine e quindi capiamo cosa significa che un fiume interno esce da un pezzo di un argine e travolge la città, non è poi questa la soluzione, la soluzione è uno capire come mai e quindi che cosa può rendere sicuro un fiume, no aumentare il perimetro del R4, ma costruire, dialogare con tutti quegli enti sovraordinati che insieme con il Comune hanno competenza sul fiume per capire che cosa si deve fare adesso, in che modo si può mettere in sicurezza questo fiume, ma non perché la prossima alluvione sia meno pericolosa, ma perché non ci siano più alluvioni, perché non parliamo di un evento incredibile, non è un terremoto, un evento non possibile da prevenire, è un evento prevedibilissimo rispetto al quale trovare sistemi idraulici che possano permettere la messa in sicurezza del fiume nel 2014 credo che sia tutt’altro che difficile, quindi questo credo che sia il primo compito e su questo dobbiamo come Commissione, come Giunta, come Consiglio, tutti lavorare affinché urgentemente tutti gli enti preposti, Protezione Civile, Provincia, Regione, si attivino affinché questo percorso brevemente venga portato a termine. Brevemente, non facendo passare anni e anni, perché questo purtroppo è il dramma della politica, che rispetto a certe scelte non c’è la velocità degli interventi, delle risposte, e su questo dobbiamo dimostrare ai cittadini che invece in questo ci distinguiamo, nella capacità di dare velocità alle risposte. Ma non è l’unica risposta che i cittadini si attendono. I cittadini hanno bisogno purtroppo di tante altre cose. Uno sapere i fondi che stiamo cercando di raccogliere come verranno destinati, pochi o tanti che siano, serve trasparenza, tutti devono sapere in che modo gestiremo i fondi e a chi andranno, perché nel dramma purtroppo c’è chi già non aveva niente e ha ancora di meno e sono quelle le prime persone rispetto alle quali dobbiamo portare il nostro aiuto forte, certo e sicuro. Perché come sempre succede purtroppo c’è chi soffre tanto ma chi soffre ancora di più, perché come tante volte succede vivevamo già una crisi economica e per qualcuno questa situazione può diventare insostenibile, allora qui la politica deve dire quello che raccoglie, come lo raccoglie e come lo destina, immediatamente, in maniera trasparente, chiara, limpida, affinché tutti sappiano, poco o tanto che sia, faremo di tutto perché sia il più possibile in tutti i livelli, ci attiveremo, e su questo non possiamo che ringraziare, anche questa sera addirittura leggevo che a Tolentino c’è un concerto fatto dai giovani per raccogliere fondi per solidarietà a Senigallia. Ringraziare le tantissime iniziative che stanno mettendo in campo tantissimi organismi, enti, istituzioni, giovani, volontariato di ogni genere per raccogliere fondi perché questa è la seconda urgenza, per tanta gente serve immediatamente del denaro. Bisogna cercare oltretutto di fare in modo che le attività interrotte, penso che tante attività siano interrotte, devono riprendere, perché la gente vuole gli aiuti ma in tanti dicono anche fateci lavorare, perché vogliamo avere la forza e la capacità di riprendere e per questo Consigliere Paradisi, non si parla di turismo ma si parla di far sì che la nostra attività principale, e tutte le attività correlate interrotte purtroppo dell’alluvione, possano riprendere. Mi ricordo che ero con il Consigliere Cameruccio, la domenica dopo un albergo aveva ospiti, non sapeva come fare, è un dramma per tante aziende, tanti alberghi, non riuscire a riprendere la loro attività. Dovremo fare in modo e questo la politica lo può fare, togliere tutti quegli ostacoli, e su questo ringrazio il Sindaco, perché in una settimana si è dato da fare giorno e notte, dobbiamo riconoscerlo a lui e alla Giunta, per le strade in giro giorno e notte a far sì che la nostra città tornasse e riprendesse a lavorare perché è anche questa un’esigenza. Tanta gente che ha perso tutto ma non si arrende, è bellissimo lo slogan, a mollo ma non mollo e Senigallia, la città non ha mollato. Tanta gente voleva riaprire l’albergo, l’attività la domenica dopo che l’alluvione era stata travolgente qualche giorno prima, e tanti alberghi stanno riaprendo. Allora dobbiamo fare in modo che tutto quello che serve perché la spiaggia torni a essere quella di prima, perché gli alberghi tornino ad avere tutto quello di cui hanno bisogno, perché i negozi riaprano, perché le attività riprendano, si faccia, non è demagogia, è stare di fianco alla gente, a ogni persona, a tutti quelli che hanno avuto danni enormi da questa alluvione.
Inoltre non dobbiamo dimenticarci che a settembre riapriranno le scuole, anche mia figlia, tanto ragazzi vanno a scuola fino alle due, qualcuno va a scuola il pomeriggio, certo venti giorni, un mese si può fare, una settimana si può fare, ma non possiamo pensare che a settembre le scuole non riaprano, non possiamo pensare che tanti ragazzi siano danneggiati, e allora anche su questo la politica si deve attivare, deve chiedere a chi di dovere, a chi è competente affinché questi tre mesi bastino a far sì che a settembre riaprano tutte le scuole, che siano dotate di tutti quegli strumenti, di quelle attrezzature che avevano, e su questo dobbiamo impegnare anche il Governo nazionale che ha detto che incentiverà, si darà da fare anche per le scuole, chiediamo che anche le scuole di Senigallia a maggior ragione, rientrino in questo piano. 
Dobbiamo aiutare, condivido con il consigliere Paradisi, tutto quello che si può fare affinchè anche fiscalmente dobbiamo andare incontro alle famiglie alluvionate, tutto quello che si può fare, ovviamente rispettando la legge. Il Consigliere Paradisi, anche gli altri avvocati, giuristi, in quest’Aula ce lo ricordano, a volte il Consiglio può assumere decisioni ma sa che ne può rispondere personalmente se sono contrarie alla legge, quindi in conformità alle leggi valutare e vedere tutto quello che è possibile fare affinché anche a livello fiscale si vada incontro, si dilazionino i tempi, ma non soltanto il Comune deve fare questo, dobbiamo coinvolgere in questo tutti quelli che possono essere coinvolti. Le banche, dobbiamo chiedere alle banche che eroghino prestiti senza garanzie in questo momento, devono fare anche loro la loro parte, chiedere che un minimo di prestito, una quantità minima di denaro sufficiente a rimettere in sesto famiglie e case venga erogata senza garanzie, perché tanta gente la garanzia non c’è l’ha in questo momento da dare, non c’è l’ha e ha bisogno di quei soldi per rimettere in sesto la propria abitazione, non parliamo di cose travolgenti, di ricomprarsi una macchina perché oggi come oggi è indispensabile avere questo per riprendere a lavorare e a vivere. Poi dobbiamo certo rivalutare anche il piano, il PAI, che ci riguarda, la Protezione civile coinvolgere, vedere un piano per le emergenze, certo con il senno del poi sarebbe bene che fossimo tutti dotati di un numero per le emergenze, di una raccolta di cellulari, di spostare le cabine telefoniche in luoghi sicuri, quante cose vediamo adesso che non sono andate, che con poco potremmo cambiare, modificare e rendere la nostra città più sicura. Dotare alcuni quartieri di sirene, tante sono le cose che possiamo mettere in campo, per questo una Commissione non può fare solo un’inchiesta e finire lì, fare un’inchiesta e poi deve dire cosa serve perché tutto ciò che questa emergenza ha provocato possa esser risolto velocemente dall’alluvione. 
Per questo io chiedo a tutti i gruppi che compongono questa Assise comunale, l’avevo già detto in Conferenza dei capigruppo, siamo disponibili, questa proposta è aperta, è emendabile, questo che ho detto è tutto quello che contiene, ma sia io che il Consigliere Girolametti, che il Consigliere Fiore che i capigruppo della maggioranza abbiamo detto siamo disponibili a qualsiasi tipo di integrazione vogliamo portare oltre a quelle che ho già detto per far sì che da qui ai prossimi sei mesi in maniera gratuita, è quasi sempre gratuito il nostro impegno ma questa volta è gratuito certamente, concordo con il Consigliere Paradisi, vogliamo prendere il gettone e destinarlo agli alluvionati? Va bene, va bene uguale, tutto quello che è possibile fare concordiamolo insieme, troviamo insieme in questo momento di emergenza, maggioranza e minoranza, si devono unire e trovare insieme le strade veloci, rapide, immediate, affinchè da qui a sei mesi non ci abbiamo di più, questo Consiglio comunale ha una vita breve rimasta, ma in questi mesi siano date ai cittadini tutte le risposte possibili immaginabili che servono. E per questo io spero che tra sei mesi, quando ci rivedremo in Consiglio comunale per fare una relazione conclusiva del lavoro svolto sia una relazione dove intanto ci dicono benissimo quelle cose che avete detto sono state realizzate, benissimo tante cose sono state fatte, e ciò che non verrà fatto lo lasceremo in eredità al prossimo Consiglio comunale dicendo chiaramente siamo arrivati fino a qui ora proseguite voi. È questo quello che manca e non voci alle polemiche e alle strumentazioni che non ci servono in questo momento, ma cerchiamo in tutti i modi possibili di fare sì che tante emergenze, tante difficoltà, tante sofferenze, il prima possibile cessino.

Il Consigliere QUAGLIARINI (PD): Il mio intervento non deve essere inteso come un atto accusatorio perché prima di tutto non ne ho le competenze e poi ogni accusa deve essere sempre dimostrata, però ha lo scopo di porre degli interrogativi che se analizzati in maniera adeguata, forse potrebbero essere utili. Vorrei iniziare dal filmato e dalle diapositive che ci sono state inizialmente presentate e vorrei che esse fossero fonte di uno studio tecnicamente valido per prevenire in futuro altri morti ed altri danni. Non vorrei però che esse fossero la dimostrazione di un evento improvviso e imprevedibile, che solo la casualità di una precipitazione eccezionale ha causato così tanti danni. Da sempre dopo eventi di calamità naturale, esclusi i terremoti, è stato dimostrato che il dissesto ambientale è la causa principale di morti e danni economici e morali. Raccontare come sono andate le cose, tutta la città ne è a conoscenza, perché le ha subite, ma la città forse non sa, oppure solamente immagina, quali sono state le cause e cosa poteva essere fatto per evitare o limitare i danni. La città di Senigallia è risaputo risulta in cima alla classifica dei comuni italiani più attivi nella prevenzione del rischio idrogeologico, le classifiche redatte su domande auto certificate avevano lo scopo di mettere in risalto, in maniera particolare, se i comuni avevano realizzato gli interventi di manutenzione o messa in sicurezza di fiumi e di consolidamento dei versanti franosi, ed inoltre se esistono sistemi di monitoraggio e di allerta con un piano di emergenza per il rischio idrogeologico. Non mi chiedo cosa sarebbe successo se invece del primo posto la classifica ci avesse messo al centesimo posto, mi domando invece chi ha compilato i questionari, mi domando chi li ha firmati. Giusto? È una domanda giusta, logica, penso. Sarebbe opportuno che il Sindaco distribuisse i questionari in oggetto e documentasse con i relativi attestati le spese sostenute e quanti e quali lavori hanno determinato la compilazione dei questionari stessi. Nei giorni critici ho avuto la possibilità di ascoltare alcuni tecnici interessati al disastroso evento climatico e mi hanno riferito che un sistema di allerta degno di essere chiamato tale dovrebbe prevedere la misurazione delle piogge, con pluviografi dislocati in più punti del bacino interessato, compresi gli affluenti e i fossi. Oggi ce n’è uno dislocato nella parte alta del fiume e un altro nella parte bassa del fiume Misa, e un terzo è sul fiume Nevola, penso che sia troppo poco considerato che in media ogni dieci anni Senigallia e le frazioni sono allagate. Prevedere il calcolo delle portate con scale di deflusso, è un’indagine cruciale per poter fare una previsione adeguata ed attivare un idoneo sistema di allerta, attualmente sembra che il calcolo non sia disponibile in quanto non è riportato in nessun documento ufficiale. Prevedere la valutazione dell’onda di piena, anche in questo caso nessun documento ufficiale lo riporta, prevedere la propagazione dell’onda, lo stesso discorso, prevedere stima dei punti critici e tracimazione delle aree allagabili, lo stesso non si trova e prevedere il rischio di rottura degli argini. Ecco allora io mi chiedo come cittadino prima e come consigliere comunale, dico, di tutto quello che preventivamente bisognava fare perché è tecnicamente dimostrato di chi era la competenza? Ecco a queste domande bisogna rispondere.
Non mi aspetto che la classe politica cittadina sia messa sotto accusa perché penso che non ne abbia nessuna competenza, ma il Comune possiede una struttura tecnica che può e deve essere all’altezza del suo operato, inoltre la Protezione civile intesa come parte dirigente e non come struttura operativa volontaria, dovrebbe migliorare i suoi bollettini di allerta in quanto ha classificato allo stesso modo l’evento del 3, del 5 e del 12 con tutti i risultati completamente diversi. I risultati certamente non sono stati gli stessi. Inoltre sappiamo che esistono molti studi disponibili sul fiume Misa ma bisognerebbe capire come vengono utilizzati o se addirittura ignorati da chi potrebbe ricavarne degli utili benefici sulla realizzazione delle previsioni comportamentali del fiume in causa. Pertanto ritengo che se la parte politica ha fatto di tutto e di più rispetto al dovuto, che ne sono convinto, si dovrebbe costituire parte civile in una causa verso probabili colpevoli, dico probabili. E poi è necessario anche porsi alcune domande come quella come mai non si è alzato nessun elicottero per monitorare fin dalle prime ore del giorno 3 maggio la situazione del fiume in considerazione della pericolosità che esso stava mostrando? Perché una volta accertata l’esondazione della frazione Borgo Bicchia non si è provveduto ad allertare tutta la cittadinanza escluso il centro? È vero che nessuno degli aventi diritto ha mai proposto delle esercitazioni in casi di emergenza? Anche questa è vero. Perché non si è provveduto volontariamente ad aprire gli argini in aperta campagna? Ed infine perché non è stato tenuto nelle giuste considerazioni l’unico grande cambiamento a livello territoriale che ha portato alla costituzione del nuovo casello autostradale con la realizzazione della complanare e della terza corsia autostradale, entrambe ferme da più di un anno per motivi burocratici e finanziari. Secondo alcuni esperti questa è una causa, questa modifica sostanziale del territorio, potrebbe aver causato anche la tipica esondazione rispetto al passato. Di interrogativi ne possiamo elencare tantissimi ma non riportano  in vita i morti e non riparano gli ingenti danni morali ed economici che la popolazione di Senigallia ha subito e sta subendo. Non possiamo però dire signor Sindaco come al solito che le cause sono state improvvise ed inattendibili, perché continueremo a difendere i probabili colpevoli. Bisogna mettere fine al sistema che ogni volta che si sbaglia basta rifare, è ora di dire che chi sbaglia paga, altrimenti tra qualche anno ci ritroveremo in questa situazione a leccarci di nuovo le ferite. Grazie.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: continuiamo ad applaudire anche se io vi ho spiegato che non è usuale, vi chiedo di non farlo, lo chiedo per favore, non è un teatro, non c’è uno spettacolo, è una situazione tragica, secondo me non è il luogo adatto. Voi continuate a farlo vorrà dire che il rispetto anche nei miei confronti oltre che del luogo è veramente un poco basso. Ne prendo atto.

Il Consigliere PERINI (UDC): Innanzitutto estendo le condoglianze alle famiglie delle vittime di questa immane tragedia e di coloro che hanno subito invece danni materiali. Avevo preparato un discorso molto lungo ve lo risparmio perché probabilmente avrei detto cose che già altri hanno detto. Perché? Perché ognuno di noi stasera ha dato una ricostruzione dei fatti parziale probabilmente ispirata dal partito di appartenenza e quindi appunto parziale, non complessiva, però voglio partire da quello che ha detto l’ultimo collega, Quagliarini, perché non si è alzato l’elicottero? Ma voi sapete anche se parliamo di Protezione civile che la Protezione civile non ha un elicottero, quindi ognuno di noi parla di cose che davvero non sa. Il fatto era eccezionale? Non era eccezionale? Io che da volontario ero in una squadra di protezione civile sono andato da quel signore lì che aveva la casa, uno degli ultimi interventi che abbiamo fatto, e ho visto una quercia che io credo ci volessero tre o quattro uomini intorno per starle intorno abbracciandola, spostata di centocinquanta metri dall’argine, questi son fatti, queste non son cose che hanno la necessità di una Commissione d’inchiesta, son cose che hai visto con i tuoi occhi e rispetto alle quali devi dire soltanto alzo le mani. 
Altra cosa è il discorso della responsabilità perché qui stasera c’è una grossa confusione tra due termini: colpevole e responsabile. Il colpevole attiene ad una sfera che è quella appunto dei tribunali, lì c’è un percorso che a noi non deve interessare perché noi facciamo altro, chi è in Giunta fa una cosa, chi è in Consiglio ne fa un’altra, siamo stati votati per garantire la sicurezza del territorio e dei cittadini tramite l’azione amministrativa, il Consiglio come controllo, la Giunta operativamente, quindi quello che a me interessa, come ha citato, cito sempre persone, una persona che sta in via dell’Unità, al numero 1, quindi vicinissimo a dove c’è stato il primo morto, quello affogato, quello vero dell’alluvione, quello conseguenza diretta. Lui mi ha detto io non cerco un colpevole, e questa cosa lui me l’ha detta quando arrivavano delle persone che cercavano di fargli firmare dei moduli per un’azione giudiziaria. Lui le ha respinte, a mio parere giustamente perché aveva altro da pensare in quel momento piuttosto che firmare un modulo per aderire ad un’azione, con il tutto rispetto per chi l’ha fatto, lui ha detto io non cerco i colpevoli perché a me non interessa il colpevole, a me interessa che i responsabili, e me l’ha detto in senigalliese, mi ha detto io cerco che chi viene pagato dalle mie tasse, dal mio lavoro per fare un certo lavoro, che mi deve dare un risultato, quindi mi deve difendere dalle alluvioni, deve far sì che quando piove di più i tombini non siano subito causa di allagamento, io voglio che quelli che sono responsabili quindi lo fanno per lavoro all’interno della macchina amministrativa, facciano il loro lavoro, io voglio verificare se dall’ultimo dipendente fino al Sindaco hanno compiuto tutti il proprio lavoro al meglio. Se non lo hanno fatto per responsabilità altrui deve essere accertato, e su questo abbiamo tutti credo la stessa visione, però dobbiamo essere anche onesti appunto nel rispetto del ruolo che ognuno di noi riveste che anche oggi qui non tutti noi stiamo facendo quello che dovremmo, perché se il compito della Giunta, che è un compito prettamente amministrativo, prende delle decisioni, noi come Consiglio comunale dovremmo dare un segno, invece noi ci ritroviamo questa sera ad avere quattro ordini del giorno, abbiamo quattro ordini del giorno da votare. Perché i quattro ordini del giorno? Perché probabilmente non ci siam parlati? Forse. Oppure perché ognuno vuole mettere un cappello o perché qualcuno di noi non si fida dell’altro che potrebbe in qualche maniera insabbiare? Io credo, ed è la cosa che come Consigliere credo sia mio compito fare, richiamare ognuno di noi alle proprie responsabilità di Consigliere e quindi io chiedo a ciascuno dei presentatori di ritirare l’ordine del giorno che ha presentato perché non andiamo da nessuna parte, ho anticipato adesso lo faccio anche a microfono, prima al Presidente del Consiglio che è necessario fare qui subito una Conferenza dei capigruppo, ci guardiamo negli occhi, e tra di noi decidiamo se abbiamo il coraggio a queste persone di fare assistere ad uno spettacolo nel quale si votano quattro ordini del giorno alcuni dei quali io ve li farei vedere, con firme cancellate, non si sa perché, e poi presentate a parte, senso di responsabilità dei Consiglieri rispetto ai morti che ci sono stati. Quindi io chiedo Presidente che noi adesso ci riuniamo un attimo nella stanza di là, parliamo in maniera franca e chiedo, io non ho presentato nessun ordine del giorno, ho semplicemente fatto una richiesta di convocazione di una Commissione, la seconda e la terza congiunta per discutere subito, per sentire il Sindaco, il responsabile della Protezione Civile, il comandante dei vigili, avevo chiesto questo, la potevamo far domani se avessimo voluto, non c’era bisogno neanche di votare, è passato in secondo luogo, non mi interessa, però qui stasera credo che dobbiamo votare un documento unico nel senso autentico di responsabilità e rispetto che noi tutti Consiglieri dobbiamo nei confronti dei nostri cittadini perché la Giunta passerà, il Consiglio passerà, tra un anno ci saranno altri volti però i rischi rimarranno sempre gli stessi. Io credo che un grande segnale che noi possiamo lasciare, come diceva giustamente la firmataria dell’ordine del giorno della maggioranza, Ilaria Ramazzotti, mancano sei mesi, facciamo subito un gesto concreto, facciamo un ordine del giorno unico, lo firmiamo tutti i capigruppo, magari ci mettiamo speciale di inchiesta, gli aggettivi ce li mettiamo tutti, però facciamolo.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Accolgo la sua proposta di Conferenza capigruppo, non la facciamo naturalmente ora, la facciamo alla fine della discussione generale. Adesso continuiamo dando spazio a tutti i Consiglieri che vogliono intervenire.

Il Consigliere GIROLAMETTI (Città Futura): Prima di iniziare affermo subito che concordo con la proposta appena fatta dal Consigliere Perini e quindi al termine degli interventi sono perfettamente d’accordo nel convocare questa Conferenza dei capigruppo. Abbiamo assistito, non me ne voglia il Consigliere Paradisi, questa sera alla sua apoteosi. Ha iniziato l’intervento difendendo il Sindaco nel suo ruolo naturale di difensore, poi gli ha però notificato una serie di capi d’accusa e poi alla fine addirittura l’ha giudicato e, in un eccesso forse proprio di apoteosi, gli ha concesso anche le attenuanti. Scherzi a parte io ho sempre riconosciuto al Consigliere Paradisi che rappresenta all’interno del Consiglio comunale una figura molto sagace, intelligente, anche una nota di colore, però io lo voglio prendere sul serio questa sera e quindi ribadisco la serietà con cui noi abbiamo affrontato il tema della commissione speciale di indagine sull’alluvione e quindi tornando indietro a quella che è stata una nostra nota pubblicata su Vivere Senigallia e su Senigallia Notizie il 19 maggio leggo testualmente quello che abbiamo scritto in quell’occasione La devastazione portata dall’alluvione sta trascinando con sé dubbi e interrogativi a cui andranno date risposte certe. Saremo tenaci e caparbi nel chiedere spiegazioni e nel ricercare le responsabilità dell’insufficiente avviso alla popolazione di Senigallia dell’enorme quantità di acqua che stava arrivando dal fiume Misa. Certi ma fino a prova contraria che il centro operativo comunale abbia fatto il proprio dovere ma con il dubbio che tardive e inadeguate siano arrivate le informazioni dei centri sovraordinati. La Città Futura non ha da tutelare niente e nessuno se non la trasparenza delle proprie posizioni nel rispetto dei cittadini. Ribadisco oggi che mi riconosco personalmente in questa cosa che abbiamo scritto e come Capogruppo mi prendo la responsabilità che tutta la Città Futura si riconosce in questa dichiarazione, quindi nessuna sentinella del Sindaco, non ne ha bisogno, ma non c’è neanche mai sfiorata l’idea.
Evito di entrare nei dettagli dell’analisi dell’alluvione, lo faremo nell’ambito della Commissione speciale di indagine che, vorremmo qui ribadire, a noi interessa molto, e ci interessa che si istituisca in tempi brevi e certi, l’abbiamo detto in Commissione, abbiamo detto entro la prima metà di giugno la prima convocazione, quindi abbiamo anche chiesto noi, forse l’unica forza politica, ad aver chiesto una data in cui si convocasse. Ma ci interessa perché vogliamo sapere le eventuali responsabilità, responsabilità  che sono da cause naturali, da cause strutturali: gli argini, la manutenzione, l’impermeabilità del terreno, e anche umane se ce ne sono, quindi nulla da nascondere, quindi proprio, come si suol dire, fuori luogo quanto è stato affermato prima. Ci interessa però anche discutere sulle cose da fare oggi per i nostri concittadini colpiti dall’alluvione e ci interessa che cosa fare affinché i fenomeni naturali come quello del 3 maggio possano essere in futuro arginati, quindi non una Commissione d’inchiesta in cui ognuno possa usarla come passerella elettorale, perché siamo già in campagna elettorale, quindi ci si impegni sulle cose da fare, verifichiamo le cose che questa Amministrazione, la Provincia, la Regione, il Governo nazionale deciderà di fare per Senigallia e questa Commissione d’indagine sarà lo strumento di verifica, una costante verifica al servizio dei cittadini di Senigallia. Abbiamo detto quindi tre obiettivi, sull’indagine rimando a quando la Commissione sarà convocata, ma ci interessa eccome e quindi parlo anche ai miei colleghi di maggioranza, ci interessa di continuare a promuovere la ricerca dei fondi destinati agli alluvionati perché sappiamo, anch’io ho il timore che dal Governo nazionale non arriverà molto o perlomeno non molto nell’immediato, mentre invece Senigallia ha bisogno di risorse immediate, benedette quei 500.000 euro della Fondazione Cariverona, altrettanto benedette quelle della CEI, e io spero che un pool di banche a Senigallia riescano a mettersi una mano sulla coscienza e soprattutto nella borsa e riescano a contribuire nell’immediato per i cittadini di Senigallia. Sicuramente Senigallia potrà fare molto non nella moratoria delle procedure di riscossione dei tributi, nell’abolizione dei tributi, a costo di andare in default. Noi dobbiamo avere il coraggio di dire che non rimandiamo, aboliamo alcuni contributi, o i contributi che spettano al Comune, ma tutto si gioca tutto si gioca sulla deroga dal patto di stabilità. O avremo il coraggio di chiedere di derogare dal patto di stabilità per quest’anno e se occorre anche per il prossimo anno, perché ci servono le risorse per poter ripartire. Qui io chiedo alla mia maggioranza di avere il coraggio di porre queste richieste, perché altrimenti il resto sono, scusatemi, pie intenzioni, buone intenzioni, qui sta la ciccia del ripartire o non ripartire. 
Non mi interessa di entrare nelle responsabilità anche perché non ne ho le capacità, ma una cosa però anche a me che faccio tutt’altra cosa nella vita e che mi sono svegliato il 4, il giorno dopo, che mi era finita l’illusione sulle possibilità di prevenzione, sul monitoraggio della Protezione civile. Io pensavo che la Protezione civile, sì avevo visto cosa fosse la Protezione civile a L’Aquila, alla Maddalena, per carità, sappiamo cosa fosse la Protezione civile, ma pensavo che fosse solo malaffare ma che però una volta uscita dal malaffare avesse delle potenzialità. La mia illusione è finita la mattina del 4, cioè quando mi sono reso conto che la Protezione civile regionale non è in grado, e forse non lo sarà mai nessuna protezione civile, in grado di prevenire certi eventi, ma caspita manco di monitorarli nel momento in cui sono in atto, cioè non abbiamo avuto un servizio che io mi aspettavo scontato, il monitoraggio dell’evento in corso. La piena del Nevola, la piena del Misa che stavano inondando Passo Ripe il Nevola, Pianello, Pongelli il Misa, non abbiamo avuto uno straccio di informazione che ci mettesse in allarme, non del fatto che potesse esondare il Misa, certo che lo pensavamo, certo che è stato messo in atto quanto previsto dal piano d’allerta, certo che si è tenuto conto e perché no? E perché doveva essere fatto in modo diverso da quello che prevedeva il piano e il territorio le zone R4? E certamente e quali e dove ce li inventavamo? In quel momento pensiamo che qualunque Sindaco si inventa aree non previste, che inventa? Sono altre, io penso che possano essere altre. Sarebbe follia, è follia solamente dirlo oggi. Però della quantità di acqua che stava arrivando a Senigallia, caspita era legittimo aspettarselo che qualcuno ce lo dicesse, il livello del Misa negli argini del centro storico era a livello dei ponti, in via Carducci ha esondato, e ciò nonostante che il livello del Misa fosse pieno, abbiamo avuto non un fiume un mare d’acqua che ha invaso Senigallia, un mare di acqua dove certo se avessimo saputo quanta acqua stava arrivando nell’unità di tempo non tantissima nel corso di tre, quattro, cinque giorni come è successo nel 1976, no nell’arco di una notte, quanta acqua si stava preparando ad arrivare a Senigallia in un tempo breve, limitato, tutta insieme. Certo se l’avessimo saputo forse avremmo dato l’allarme. Primo scuole chiuse, mai aperte, forse avremmo detto tutto il territorio senigalliese doveva essere in allerta, sì tutto, tutto perché quella quantità d’acqua che stava arrivando non poteva essere contenuta dagli argini attuali, né attuali né futuri, mi levo anche questa illusione, no non avremmo mai degli argini capaci di contenere la quantità d’acqua che è arrivata a Senigallia tra le nove e le quattordici del 3 maggio, non ce li avremo mai quegli argini, in un tempo così breve, quindi dovremmo pensare che le vasche di espansione, non mi permetto di dire sono adeguate, non sono adeguate, vanno bene, forse avrebbero solamente mitigato, ma quelle vanno fatte, è una priorità, è una priorità perché l’unica cosa possibile è realizzare una possibilità di espansione del fiume prima che arrivi in città, quella massa d’acqua dentro il suo letto naturale non ci sarebbe mai stata. 
Allora emerge però un’organizzazione che è assolutamente inadeguata, basti pensare ai cellulari, le centraline fatte in posti bassi soggetti di inondazione. Ma non è il Comune anche l’impresa, anche il gestore, quindi una serie di disorganizzazione nella prevenzione. Io penso che veramente per la prima volta cominciando da questa Commissione speciale di indagine noi dovremmo incominciare a prendere sul serio la prevenzione di eventi come quello che si è verificato il 3 maggio perché tali eventi possano essere domani monitorati e in quanto possibile contenuti.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Adesso vediamo queste immagini, se il Sindaco ci vuole spiegare, è il video che prima non si riusciva a caricare.

Il SINDACO: Presidente non intervengo perché dopo in replica dico quello che penso.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Se è fastidioso non lo facciamo, però visto che abbiamo parlato tutti senza termini di interruzione, senza nessuna regola, se però dà fastidio non lo facciamo. Stiamo comunque aspettando, intanto facciamo intervenire Cicconi Massi.

Il Consigliere CICCONI MASSI (NCD): Vorrei capire, si deve vedere il video oppure posso intervenire?

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: dura trenta secondi, vediamolo.

Il Consigliere CICCONI MASSI (NCD): Sono state dette molte cose questa sera quindi non ritorno su tanti argomenti che sono stati già affrontati. Credo che oggi come non mai la politica e le istituzioni abbiano degli obblighi, degli obblighi nei confronti dei cittadini, nei confronti di chi ha perso tutto, persino i familiari, nei confronti di chi ha vissuto momenti di drammaticità, di tragedia. E questo obbligo che le istituzioni e la politica hanno è un obbligo che si deve sostanziare in due direttrici: da una parte la ricostruzione della verità, della verità di quello che è successo, e dall’altra parte la ricostruzione della città, la ricostruzione materiale di tutto quello che è stato perso e di tutto quello che in poche ore è stato gettato dalla furia dell’acqua. Sindaco abbiamo sentito la sua relazione che più che una relazione è stata anche un attestato di quello che ha vissuto personalmente in quei momenti difficili e tragici e quindi credo che non sia oggi il momento di giudicare quello che lei come massima istituzione cittadina ha fatto, non è questa seduta di Consiglio Comunale. Sicuramente oltre quello che è l’emotività di quello che lei ci ha voluto esprimere questa sera è necessaria una ricostruzione precisa e dettagliata come è stato detto, perché vogliamo capire che cosa il nostro primo cittadino ha fatto, a parte ripeto quello che lei ci dice dalla sua viva voce, ma che è chiaramente, e lo comprendo, dettato dalla emozione che si rinnova ogni volta che lei ci dice, ci racconta queste cose, così come ha fatto in conferenza dei capigruppo, così come ha fatto negli incontri che abbiamo avuto nella città in quei giorni e in questo mese. La ricostruzione della verità, la ricostruzione della verità è fondamentale, perché oggi i cittadini vogliono sapere quello che è successo, è un dovere che dobbiamo ripeto dare ai cittadini, che  dobbiamo a noi stessi, perché noi stessi siamo cittadini e noi stessi abbiamo subito direttamente o indirettamente le tragiche conseguenze di questa alluvione, quindi, e lo dico con grande chiarezza, disponibili a discutere sulla Commissione d’inchiesta, perché i considerato, le valutazioni iniziali, interessano poco, quello che ci interessa è il fine, l’obiettivo, una commissione, un luogo, in cui la politica si confronti, valuti gli atti, valuti tutto quello che è successo ed esprima una sua valutazione su quello che è successo e su quello che può succedere in futuro quando e qualora si presenteranno, speriamo di no, situazioni simili a quelle che abbiamo vissuto. Non cerchiamo però di smussare gli angoli ad una istituzione che dobbiamo qui creare infilandoci dentro tutto, la Commissione di indagine verifica il percorso che c’è stato, quello che è successo, le cause, le motivazioni, le responsabilità, fermo restando che c’è un’Autorità Giudiziaria con la quale potremmo collaborare, anzi io credo che sia molto utile che ci sia una stretta collaborazione tra l’istituzione amministrazione comunale e l’Autorità Giudiziaria per favorire e fare in modo che anche l’Autorità Giudiziaria arrivi ad una definizione della verità il prima possibile e che se ci siano state delle colpe, come diceva giustamente Perini responsabilità e colpe, se ci sono state delle colpe quelle verranno giudicate, ci sarà un percorso, noi dobbiamo valutare delle responsabilità e anche delle responsabilità politiche. E non entro qui nella discussione che è stata fatta, sono stati messi tanti elementi di spunto questa sera, ma ripeto non credo che abbiamo le competenze tecniche soprattutto in questo momento per poterle affrontare, quindi anche le discussioni che sono state fatte avvincenti sul ruolo delle amministrazioni comunali nella gestione dei corsi d’acqua saranno cose e questioni che dovremo approfondire, il prima possibile, rapidamente, ma bisogna approfondire. 
L’altra questione che però a me Sindaco sta veramente a cuore è quella della ricostruzione della città. E su questo purtroppo non ho sentito molte parole, e sono queste invece le parole che oggi servono ai nostri cittadini più di altre, perché oggi i cittadini hanno liberato le loro casa, ma che non sono più case, sono stanze vuote, maleodoranti, umide e quei cittadini oggi si stanno girando i pollici perché non sanno cosa devono fare e chiedono alle istituzioni delle risposte, perché non sanno dove sbattere la testa, perché come ho detto più volte parlando anche con la gente in questi giorni, l’alluvione è democratica, ha colpito tutti nelle zone in cui ha toccato, ha colpito i ricchi e i poveri, purtroppo o per fortuna per chi lo può fare, diverso è il tempo di reazione. Chi ha la disponibilità finanziaria è già intervenuto e ha già potuto fare degli interventi di ripristino, chi non ha quella disponibilità finanziaria privata, personale, si trova in enorme difficoltà. E questo è per affrontare il momento, il contingente, poi il tema delle restituzioni, il tema dei risarcimenti, e un altro tema, e quello spetta a tutti, al ricco come al povero, perché chi ha perso per cause che non dipendono da sé ha diritto e deve avere un risarcimento, ma oggi c’è il problema di dare risposte a chi non ha, a chi non ha, e non può essere il concerto dei bambini di Matelica, a cui va tutto il nostro affetto, e non può essere la raccolta degli amici senigalliesi che hanno messo mano al loro portafoglio, ma parliamo di altre cifre, parliamo di cifre enormi a cui noi in qualche modo dobbiamo dare risposte. Anch’io nel mio piccolo sono stato alluvionato, senza fare i nomi esco da una banca con una richiesta CUDE, 730, tre buste paga e preferibilmente garanzie, sei proprietario di casa? E no, no, così non va, così non va, i cittadini devono poter andare nei nostri istituti di credito senza niente perché non hanno più niente, perché non hanno più niente e devono poter andare lì e trovare delle istituzioni private per i quali l’Amministrazione comunale deve potersi anche fare garante in qualche modo e devono poter avere le porte aperte, perché se io devo ricomprare casa, perché se io devo ricomprare la macchina, perché se io devo rimettere su l’azienda, ho bisogno di soldi ma non me li puoi richiedere in cinque anni, in tre anni, coi tassi d’interesse normali, non me lo puoi chiedere. Perché se no io così non ricostruirò nulla e allora il primo atto oggi veramente necessario è convocarli tutti e dire signori qui bisogna ricostruire una realtà che altrimenti non risponderà nemmeno più a voi perché chi non ha più niente, perché l’azienda che non ha più niente toglierà qualsiasi forma di possibilità di creazione del PIL di questa città e ne soffriranno anche gli istituti di credito locale, quindi con questi soggetti noi dobbiamo parlare perché non è assolutamente possibile che una parte della città ha subito la tragedia e una parte risicata della città, nella fattispecie mi riferisco a quei soggetti di cui dicevo prima, della tragedia, del fatto che è successo, non l’ha toccata, mi dispiace, noi andiamo avanti coi nostri protocolli, con le nostre procedure, andiamo avanti secondo la nostra strada, la responsabilità, l’azione questa Sindaco la deve fare lei, è una cosa fondamentale. 
Altre questioni. I cittadini vogliono sapere che cosa devono fare per poter ottenere un risarcimento, perché lo sanno benissimo che quel foglio che hanno firmato ha un valore ricognitorio, lo sanno e non credo che dormono sogni tranquilli in questo momento, anzi vivono con l’angoscia di questa situazione di totale incertezza. Beh allora Sindaco lei ci deve dire, cifre alla mano, che cosa avete chiesto, quali sono le risposte, se risposte ce ne sono state. E questa cosa deve essere detta a tutti i nostri concittadini perché non possiamo noi fare il giro delle case alle persone che ce lo chiedono e noi alziamo le mani perché io non so nulla, perché io consigliere comunale di questa città non so nulla, e allora Sindaco attendo stasera la tua replica, e spero che nella tua replica qualcosa ci sia di concreto, di consistente, perché noi vogliamo avere questo, vogliamo avere delle risposte. La gente si è trovata in una situazione di smarrimento e nello smarrimento si commettono anche tanti errori. La cosa più banale è che la gente ha buttato via tanta roba che poteva essere recuperata, ma come faceva a sapere che magari il frigorifero poteva essere recuperato se nessuno gliel’ha detto, dovevano essere date delle informazioni minimali, dire signori attenzione, perché io sto combattendo con mia suocera che mi continua a dire ma la lavatrice poteva essere recuperata? E io gli dico no, la lavatrice non poteva essere recuperata, ma il frigorifero si. Sono questi i problemi della gente oggi, sono la lavatrice e il frigorifero e i soldi che sono stati messi per ricomprare magari una lavatrice che doveva essere buttata via e un frigorifero che invece poteva essere recuperato. Ma se non c’era comunicazione in questa fase, ognuno è stato messo nella condizione di dover fare scelte importanti ed è stato messo nella condizione di fare scelte importanti da solo e su questo, mi dispiace dirlo, ma l’Amministrazione comunale, su questo, non c’è stata. Delle indicazioni operative ci dovevano essere, su come gestire nell’individualità, nella tragicità individuale che ognuno di noi ha avuto, delle indicazioni operative su come affrontare praticamente i problemi. Dopo la fase iniziale di crisi, dopo i primi due giorni le informazioni potevano circolare, i media, i social media, tutto poteva arrivare, questo non c’è stato e secondo me grossi errori sono stati commessi. Poi c’è un tema che io voglio dire deve portarci a riflettere anche se non voglio entrare nel merito perché ripeto sarà quello il compito della Commissione d’inchiesta. Si è detto se avessimo dato un ordine generale di evacuazione la città si sarebbe bloccata. Forse questo ordine generale di evacuazione del Sindaco non è arrivato perché non funzionava nulla, perché Facebook che è uno strumento che i giovani o comunque gran parte delle persone utilizzano non girava, internet non funzionava, i telefoni normali non operavano, ma se invece il tutto avesse funzionato? E quindi con il senno del poi e con l’esperienza tragica che noi oggi abbiamo avuto nell’individualità di ogni singola persona domani all’ennesimo allarme di piogge battenti o insistenti, e non c’è bisogno della Protezione civile, c’è il meteo.it che qualche volta ci prende, qualche volta no, ma non si sa mai, domani cosa succede? Chi vive al portone, chi vive a Borgo Bicchia, chi vive in altre zone della città perché a questo punto tutto è possibile, cosa farà? Probabilmente non ci sarà bisogno dell’ordine di evacuazione sindaco perché ci auto organizzeremo, ci sarà l’auto organizzazione e probabilmente il caos più totale ma sarà così. Significa che qualcosa non ha funzionato prima e probabilmente qualcosa non funzionerà domani, quindi bisogna studiarle bene queste cose perché lasciare all’improvvisazione e alla si salvi chi può, perché è questo che oggi c’è nell’animo di ognuno di noi, di chi ha perso, c’è il si salvi chi può, e allora su questo bisogna lavorare perché giustamente ognuno deve poter salvare se stesso, ma tutto questo deve avvenire con razionalità, deve avvenire in forme che siano codificate, protocollate, di modo tale che la gestione non sia caotica. Io sono ripeto convinto che da questo momento in poi, se non si interverrà rapidamente per definire dei piani di evacuazione, dei piani di controllo del fenomeno, noi ci troveremo in situazioni molto gravi da qui al prossimo futuro. Quindi Sindaco il mio intervento è in questo momento interlocutorio, non si possono e non do giudizi, ripeto sarà la Commissione d’inchiesta, ma chiedo, voglio, lo esigo, un lavoro forte per dare risposte materiali e concrete ai nostri cittadini che stanno brancolando nel buio e che vogliono avere qualcosa di chiaro, preciso detto dall’Amministrazione comunale. 

Il Consigliere BUCARI (PD): Penso che sia difficile parlare quando tutto è stato già detto, quindi non vorrei ripetere alcuni concetti o tediare chi ascolta. Saluto i tanti cittadini che sono presenti qui questa sera e che mi auguro siano venuti non per rispondere agli accorati appelli di alcuni consiglieri di venire qui per sventare paventati tentativi di maggioranza di insabbiare commissioni consiliari di inchiesta, ma che siano venuti per partecipare, per condividere all’approvazione unanime di una Commissione Consiliare Speciale sugli eventi alluvionali, perché respingiamo qualsiasi accusa di insabbiamento e perché è nostra volontà votare un provvedimento o qualsiasi organismo, commissioni d’inchiesta, Commissione Consiliare, un organismo utile a fare chiarezza e ad approfondire, come abbiamo già detto, le conoscenze delle cause che hanno determinato questo evento eccezionale perché il dolore del territorio ferito, e penso che ciascuno di noi, chi direttamente, chi indirettamente, ha partecipato in prima persona alla grande tragedia che ha colpito la città. E appunto il dolore non è né di destra né di sinistra, né di maggioranza né di opposizione perché è la città tutta che è stata colpita, quindi il vedere questa sera presentare tante diverse richieste di Commissioni d’inchiesta può indurci a pensare che si sia quasi voluto mettere le bandierine per interessi di parte e invece l’interesse di tutti è proprio quello di conoscere il perché e il per come sia potuto accadere ciò che è successo proprio un mese fa. Quindi tutti quanti, più o meno, siamo arrivati alla conclusione che sia necessario arrivare a una commissione unanime, Consiliare Speciale, anche se c’è già un’inchiesta da parte della Procura che accerterà i fatti, anche che ci sono comitati di quartiere guidati da alcuni studi legali che mi auguro non vogliano strumentalizzare le disgrazie personali e collettive. Nella Commissione speciale consiliare noi troveremo e cercheremo di darci delle risposte al perché e magari di dare anche le risposte a quelle accuse che abbiamo letto di cementificatori tanto infondate se rivolte a questa Amministrazione perché proprio pochi mesi fa nell’ottica del risparmio del consumo del territorio abbiamo trasformato cento ettari di terreno edificabile in terreno agricolo, dobbiamo ricordarcelo questo, forse si poteva fare di più ma noi l’abbiamo fatto. Abbiamo ridotto di un terzo gli indici di edificabilità del comparto di via Cellini, forse si poteva fare di più, ma noi l’abbiamo fatto, così come abbiamo approvato le vasche di espansione. E proprio a proposito delle vasche di espansione che questa sera sono andate tanto di moda ho chiesto e ho ottenuto le delibere delle varianti delle aree di compensazioni idraulica, cioè le cosiddette vasche di espansione. La prima è del 6 di giugno del 2012 approvato con 12 voti favorevoli, 2 contrari Mancini e Rebecchini, Battisti assente. Poi c’è stata una seduta successiva delibera del consiglio comunale numero 27 4 aprile 2013, allora nessun contrario, 7 astenuti tra cui Battisti, Mancini, Rebecchini. Infine il provvedimento [si registra un contraddittorio fuori microfono] allora io richiedo lo stesso rispetto che ho portato ai colleghi Consiglieri quando avete parlato delle vasche di espansione, ora non dico bugie, sono agli atti, delibera numero 76 seduta del 30 settembre 2013 ho una bella voce sono insegnante, quindi sono abituata, approvate con 16 voti favorevoli, un voto contrario Rebecchini, assente Battisti. Quindi siccome proprio negli interventi precedenti ho sentito tanto citare le vasche di espansione come coloro che potevano ridurre o arginare la tragedia, vorrei dire che queste vasche di espansione hanno avuto un iter controverso, quanto meno non coerente con le descrizioni prima ascoltate. Questo era a proposito delle vasche di espansione che sappiamo che purtroppo, vasche di espansione che comunque la cui realizzazione compete alla Provincia e che forse potevano data l’irruenza, l’impeto e la violenza del fiume che ci ha travolto, potevano forse neanche essere sufficienti ad arginare. 
Comunque ritornando alla Commissione penso che sia fondamentale capire si le cause che hanno determinato e che tutti vogliamo sapere, sappiamo la rottura dell’argine di un fronte di cinquanta metri in una zona non urbana, sappiamo tante cose che si stanno svelando ma soprattutto vorremmo programmare degli interventi legislativi e operativi che impediscano il ripetersi degli eventi. Vorremmo una progettualità legata alla prevenzione dei dissesti idrogeologici, una nuova mappatura del territorio perché abbiamo visto quanto la mappatura attuale fosse inidonea e vogliamo che si tenga conto dello stato di incuria in cui versano i nostri corsi d’acqua e quindi è necessario programmare una riduzione di rischio climatico. Penso questo debba diventare un impegno prioritario se non vogliamo continuare, come qualcuno prima ha detto, a leccarci le ferite ad ogni calamità naturale, quindi è fondamentale e prioritario innanzitutto arrivare alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo accogliendo la richiesta inoltrata dalla Regione, è necessario ottenere le risorse aggiuntive per gli ammortizzatori in deroga per i lavoratori che hanno visto i loro posti di lavoro, le loro ditte alluvionate, colpite e quindi al momento non possono lavorare. È importante ottenere dalla Regione lo stanziamento di fondi per aiutare la popolazione, per rilanciare il territorio, ottenere una moratoria per il pagamento delle imposte, acquisire anche dalla generosità dei privati denaro utile per assicurare una boccata d’ossigeno alle famiglie poiché sappiamo quali saranno i tempi del Governo, non possiamo nasconderci dietro un velo, sappiamo quali sono i tempi del Governo, sappiamo quanto non basta dire Renzi deve dichiarare lo stato di emergenza, per dichiarare lo stato di emergenza occorre trovare i fondi, e quindi sappiamo quando in questo momento sia complessa la situazione economica del nostro Paese. Occorre ripristinare il sistema scolastico e le infrastrutture deteriorate, occorre avere accessibilità ai mutui bancari, occorre anche avere rispetto del contraddittorio ed è anche obbligo che il denaro e le risorse raccolte vengano gestite con trasparenza ed equità. E quindi questo è l’obbligo e l’obiettivo a cui tutti dobbiamo puntare, non solo una parte del Consiglio ma tutto e tutti dobbiamo adoperarci per la sicurezza della nostra comunità, per la sua ripresa, per la sua ricostruzione mentre naturalmente la magistratura dorica farà il suo lavoro nel rispetto delle competenze e dei ruoli.

Si do atto che esce il Consigliere Brucchini: Presenti con diritto di voto n. 28.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): Mi dispiace tantissimo per l’intervento della consigliera del Partito Democratico Simonetta Bucari che ha fatto un intervento completamente falso, bugiardo e pieno di inesattezze, ed è vergognoso il fatto che ha solo esplicitato delle votazioni che sono state fatte senza spiegare il perché e il per come una persona comunque ha deciso di prendere un provvedimento. La prima volta noi non abbiamo votato le vasche di espansione perché in maniera furba, grave, allucinante, l’assessore, l’Amministrazione, in questo caso l’Assessore Ceresoni, l’aveva messa insieme a quella che noi abbiamo chiamato la TAV del Brugnetto che è una cosa vergognosa e che superava di gran lunga dal punto di vista cementificatorio quella striscia che dite voi, dei dati assurdi che avete dato sul fatto che avete tolto dei frustoli di terreno a delle persone che sono state contente perché erano zone agricole e quindi comunque ci avrebbero pagato l’IMU queste persone, erano state contente appunto di toglierle perché non si sarebbe mai costruito lì, perciò fatemi il piacere. La prima volta quindi non abbiamo votato, io personalmente, Mancini ancora deve intervenire quindi consigliera Bucari io nel mio intervento non ho parlato perché non avete fatto le vasche di esondazione, a perché. Io ho detto solo che il Sindaco nel giornalino comunale, pagato da tutti noi, come è successo per la Sacelit e cinquanta altre perché il giornalino comunale è del Partito Democratico ma viene pagato dai cittadini, c’era scritto che nel 2014, e ce l’ho qui se vuole, sarebbero partiti i lavori delle vasche i esondazione, questa è una bugia, questo ho detto. La seconda volta, quando sono state riportate in consiglio le vasche di esondazione dopo che noi abbiamo vinto la battaglia all’interno della Commissione dove è stata tolta la variante del Brugnetto che avrebbe cementificato per milioni di metri cubi una delle zone più verdi di Senigallia, [si registra un contraddittorio fuori microfono] noi abbiamo vinto questa battaglia grazie al fatto che all’interno della maggioranza, grazie a Giacchella, Girolametti e Pergolesi, grazie a loro che, contraria la maggioranza, ci hanno votato insieme questa cosa è stata tolta e quindi quando è stata riportata qui in Consiglio comunale noi comunque abbiamo chiesto delle precisazioni che riguardavano, e ho finito, Presidente mi scusi, che riguardavano, signora Bucari, professoressa Bucari, che di professoressa veramente mi vergognerei a portare mio figlio da lei, [si registra un contraddittorio fuori microfono]  perché lei proprio è una persona, l’ho dimostrato, ho dimostrato che è una persona pretestuosa, falsa e bugiarda. La seconda volta che sono state portate in Commissione, la seconda volta che sono state portate scusate in Consiglio Comunale, noi abbiamo posto delle domande molto precise che riguardavano alcuni aspetti, riguardo appunto l’eventuale capienza delle vasche di espansione, l’effettiva capienza, la strutturazione dei fossi intorno e soprattutto i risarcimenti alle persone che sarebbero state colte da un’eventuale esondazione e quindi non avendo avuto queste risposte c’è stata da parte nostra una nostra astensione politica, quindi comunque un voto di favore rispetto a quella che era stata la scelta di una cosa che è dal 1982 che va avanti, quindi lei dice dobbiamo programmare, ma dobbiamo programmare di che, quindi non si permetta di dire le cose in maniera parziale quando fa riferimento ad altre persone, o è precisa o per favore tace perché non porta rispetto alle persone.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Facciamo una cosa, siccome avevamo stabilito di non contingentare nessun tempo, facciamo questo giochetto però mettiamo un tempo al fatto personale così come da Regolamento, perché altrimenti a cascata continuiamo a parlare uno dopo l’altro senza seguire il programma.

Il Consigliere BUCARI (PD): per fatto personale. Penso che i toni usati sono del tutto avulsi da quest’aula. Siccome sono registrati mi riservo di procedere per ingiuria personale.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: L’Assessore Ceresoni ha chiesto di intervenire anche lui per fatto personale.

L’Assessore CERESONI Essendo stato chiamato in causa con tre aggettivi dal Consigliere Battisti, gli aggettivi sono a verbale, io sono qui come lei dalle quattro e ho ascoltato, adesso lei ascolta me, con i tre aggettivi che lei diceva, voglio mettere a verbale che quanto lei ha dichiarato, cioè che una strada da noi proposta era fatta di milioni di metri cubi e di oltre cento ettari. Questo lei l’ha detto, questo lei l’ha detto, è una cosa non vera, io rimango nei toni civili e pacati che credo sia giusto, chiaramente quindi non si trattava della cosiddetta TAV di Brugnetto, la TAV è un’altra cosa che ha riguardato il nord Italia, quindi né cento ettari di strada né milioni di metri cubi.

Il Consigliere ROMANO (Vivi Senigallia): Non stiamo dando un bello spettacolo tutti noi, soprattutto quest’ultima parte secondo me è vergognosa, non voglio entrare nel merito, ma smettiamocela perché c’è un sacco di gente qui che sinceramente non gliene frega niente delle nostre polemiche inutili, quindi andiamo avanti, andiamo oltre per favore, lo dico a tutti lo dico a me stesso anche.
La fase dell’emergenza è finita apparentemente perché come diceva Cicconi Massi le strade sono pulite, i rifiuti li abbiamo tolti e le case sono terribilmente vuote. Gli intonaci tirano fuori ancora fango, c’è chi deve cambiare i pavimenti e c’è chi deve cambiare tutti i mobili, le macchine e possiamo continuare, potremo continuare per ore e ore perché le ho viste tutte io queste cose, per fortuna non ho avuto l’alluvione direttamente, ma persone a me care, amici e parenti come tutti qua dentro siamo stati colpiti. Ed è inutile che adesso indichiamo il dito contro uno o contro quell’altro, e mi è dispiaciuto molto da un punto di vista politico, senza polemica, vedere che ci sono state tre richieste dell’opposizione sulle Commissioni d’inchiesta, sarebbe stato ancora ancora accettabile vedere una richiesta d’opposizione e una di maggioranza e fare una sintesi, però qui non è nemmeno questione di bandierina, siamo proprio alla speculazione politica a mio avviso, che è un dato, ci sta, però rispetto a quello che è avvenuto, secondo me, da un punto di vista politico è inaccettabile. Lo dico io che ho ventott’anni, sono l’ultimo degli arrivati qua dentro, però io le ho votate quelle vasche d’espansione, a prescindere dalle polemiche. Noi le abbiamo votate e poi se non le fanno perché al piano di sopra o non hanno i soldi, o non gliele passano di che cosa stiamo parlando? Quello che dice Girolametti è sacrosanto, il patto di stabilità, ci sono pochi punti politici sul quale noi dobbiamo batterci, la deroga al patto di stabilità per interventi del pubblico, oppure del pubblico in sostegno al privato, perché quello che dice Cicconi delle garanzie delle banche è terribilmente vero, perché quando ci sono le crisi noi dobbiamo foraggiarle le banche, quando noi siamo in difficoltà nessuno ci aiuta mai, quindi andiamo oltre questo passaggio. 
Su alcune cose vorrei rimettere in fila le questioni e mi rivolgo al Consigliere Paradisi che è un lealissimo avversario politico, ma sempre lealissimo avversario rimarrà. Quand’è venuto Renzi c’ero anch’io Consigliere Paradisi. La prima domanda che fece non era quella sui fondi per i privati, fu una domanda sul palazzo Gherardi, che non centrava una beneamata cippa, detto proprio in termini tecnici, e io sinceramente che è abbastanza incazzato della situazione perché ero lì dalla mattina a spalare il fango, come tutti gli altri presenti, come tutti gli altri consiglieri, come il Sindaco, forse su questo ha ragione, forse il Sindaco doveva essere un pochino più dall’altra parte della staccionata, ma conoscendo il modo in cui amministra non mi potevo aspettare qualcosa di diverso da lui, questo non mi è piaciuto. Come non mi è piaciuto l’atteggiamento che ha avuto sui moduli, senza entrare nel merito, le persone in quel momento avevano una confusione addosso che lei sicuramente si sarà immaginato, perché era sporco di fango, tra un’intervista e l’altra, con Sky TG24 e radio Arancia [si registra un contraddittorio fuori microfono] Presidente a casa forse non lo sentono, però il buon Paradisi come al solito parla fuori microfono e non riesco mai a terminare, fa parte del gioco. 
Detto questo su una cosa concordo con Perini, dobbiamo metterci insieme, adesso quando sarà finito il dibattito, ragioniamo su una modalità accettabile per trovare un accordo su una commissione d’inchiesta, chiamiamola come ci pare, che vada a vedere le cause, vada a vedere quello che non ha funzionato, perché magari qualcosa al piano di sopra non ha funzionato rispetto alla gestione dei fondi, io non sono un geologo, ho visto ventiduemila geologi in questi giorni perché gli altri ventiduemila spalavano. Ventiduemila erano geologi che erano lì a dire le cause di quello che è accaduto. Io questo lo posso accettare da chi è alluvionato perché si può ricevere anche un brutto insulto dalla persona alluvionata che ti è vicino, ma te lo dice perché ha bisogno di una guida, e allora è lì  Consigliere Paradisi che politicamente sbaglia, perché se lei chiede le dimissioni del Sindaco noi ci priviamo dell’unica guida che ci è rimasta in quest’anno, e a prescindere dall’anno prossimo, quello che accadrà, chi si candiderà, chi vincerà, noi abbiamo bisogno che lui stia lì adesso e che gestisca tutte le operazioni perché adesso è la vera emergenza, non era prima l’emergenza, è adesso. Sulle mancanze che ci sono state in fase di emergenza c’è la magistratura, c’è la Commissione inchiesta, adesso c’è bisogno anche di lui che stia lì e che dia una mano a tutti i cittadini, perché qui non è coinvolta solo metà, perché se metà delle attività non lavorano, un’altra metà non va ad acquistare, c’è tutto un circolo vizioso, nessuno viene magari a prenotare al mare perché questa è una cosa che può succedere, per fortuna su questo anche la Regione ci sta dando una mano, la Regione si è svegliata nonostante anch’io condivida che quei 140.000 euro sono ridicoli, sono ridicoli perché vuol dire che non si ha la dimensione di quello che è accaduto, e allora basta con questi giochetti elettorali, lui deve stare lì perché è il nostro Sindaco e deve guidarci fuori da questo pantano, nel vero senso della parola.

Il Consigliere PARADISI (Coordinamento Civico): brevissimo ovviamente. Forse il consigliere Dario Romano non ricorda bene perché era impegnato politicamente a scodinzolare dietro Renzi, quindi non ricorda bene come è andata la discussione con il Matteo nazionale, il quale, mentre alcuni di voi scodinzolavano, disse, testuali parole, sarebbe una ottima occasione questa - rivolgendosi al Sindaco, lo ricorderà il Sindaco - per indicarci, visto che non l’avete fatto, una scuola da recuperare, perché sarei contento di poter dire che il Governo recupera una scuola in una città alluvionata, queste sono state le parole testuali del Presidente Renzi. Al che l’ho interrotto, esattamente come ho fatto con lei, ho interrotto Renzi, si  figuri se non interrompo lei Romano, si figuri, ho interrotto il Presidente Renzi, quindi non era la prima domanda, era un’interruzione, la domanda mia è stata finale ed è stata quella, dicendogli Presidente noi abbiamo già mandato i documenti per una scuola da recuperare, arriveranno altre firme tra poco, è quella di Palazzo Gherardi, intervenga su quella, c’è già la possibilità. Quindi prima di dire che io sono intervenuto facendo la prima domanda estemporanea su Palazzo Gherardi, prima di dire una cretinata così, poi magari qualcuno ci crede per davvero che arriva per l’alluvione e io gli parlo di Palazzo Gherardi, sia intellettualmente onesto, scodinzoliamo di meno e raccontiamo più verità.

[si registra un contraddittorio fuori microfono]

Il Consigliere ROMANO (Vivi Senigallia): un secondo vero, nessuno qui scodinzola politicamente, d’altronde quando si parla di rottamazione lei è il primo della lista Paradisi perché è lì da dieci anni a ciarlare alla minoranza, quindi auguri.

Il Consigliere MANCINI (Partecipazione): Devo dire che mi sembra un pochino un copione già visto, soprattutto questo dell’ultima parte del dibattito dove i consiglieri di maggioranza, dopo forse avere incassato malamente le critiche che sono state presentate, poi tirano fuori delle cose in modo un po’ fazioso e polemico, magari per deviare le responsabilità, non affrontare i problemi, è un copione che abbiamo visto anche altre volte anche perché se queste vasche di espansione, ammesso che siano efficaci, non sono state fatte per trent’anni, io non credo che non sono state fatte per colpa nostra, perché istituzionalmente non abbiamo assolutamente il potere di poterle bloccare, proprio istituzionalmente, sono trent’anni, fatevele, avete tutti i mezzi per poterle fare, noi abbiamo dei dubbi, abbiamo dei dubbi perché tra l’altro oltre a quelli che prima diceva il consigliere Battisti noi abbiamo sostenuto, durante il dibattito, che il restringimento del fiume che deve essere fatto affinché l’acqua poi tracimi in direzione delle vasche, comporterebbe, secondo degli esperti, un aumento della pressione dell’acqua tale che potrebbe causare una rottura degli argini a monte delle vasche di espansione, noi abbiamo, ad esempio assieme ad altri rilievi, presentato anche questo, e tra l’altro vi informo che tra i tanti punti di rottura degli argini del fiume c’è stata una rottura proprio a monte del punto dove sono previste le vasche di espansione, quindi figuriamoci se lì andiamo ad aumentare la pressione. Ma questi ed altri rilievi sulle vasche noi li abbiamo posti in un Consiglio chiedendo che venissero prese in considerazione, discusse e approfondite. Dopodiché se la maggioranza invece di entrare nel merito va a suon di voti, sono di più, buonanotte, però anche se siete di più i problemi restano lo stesso, se invece se ne discutesse nel merito, voi avete fatto questo ragionamento, a noi sembra che questo ragionamento è sbagliato, uno ci ragiona insieme, arriva ad una conclusione, capisce, approfondisce e così via, se invece alle argomentazioni si risponde col voto avete ragione voi per forza perché siete dei più. Questi ultimi discorsi sono un copione già visto come quello che il fatto che la minoranza ha presentato tre mozioni per la Commissione di inchiesta, certo, rispondiamo a delle sensibilità diversificate, ognuno presenta le sue al Consiglio dove poi si discutono, si soppesano, si emendano, si integrano, ma ognuno presenta sulla base di quella che è la propria sensibilità, la propria impostazione, ci mancherebbe altro. Perché voi non avete fatto altrettanto? Avete presentato un documento sulla base dalla vostra sensibilità e della volta impostazione. Ma non dovrebbe essere così? Oppure c’è una forma stabilita che la stabilite voi? Ma per piacere.
Io vorrei però usare questi minuti per tornare invece su degli argomenti perché mi sembra che ho sentito un po’ di parole che forse dovevano essere approfondite meglio. Io ho iniziato ad avere dei dubbi rispetto all’andamento di tutta la fase di emergenza, proprio quando ho sentito alla sera, non ero presente quando c’era il Presidente Renzi, ho sentito il TG3 alla sera e il TG3 ha fatto un servizio dove c’era una cittadina, una nostra concittadina, che si è rivolta al Sindaco e ha detto ma perché non ci avete avvisato? Il Sindaco ha risposto dicendo che telefoni non funzionavano, gli sms non funzionavano. Lì mi è venuto qualche problema, ho iniziato un po’ a ragionarci sopra. Perché che le apparecchiature più sofisticate non funzionino in casi di calamità naturale è la cosa più banale, è la cosa più ovvia, che appunto ciò che è più sofisticato, sia ovviamente più fragile nei confronti dall’acqua, dell’umidità, di tutto quello che sappiamo possa accadere in una situazione di catastrofe o comunque in questo caso della nostra alluvione, e sono andato a rivedere quello che è il Piano idrogeologico del Comune il quale appunto prevede tutta una serie di cose, pensando che bisogna avvisare la popolazione anche se i telefoni non funzionano, anche se le linee elettriche sono interrotte, perché è ovvio che sia così perché noi non possiamo provvedere ad una situazione di emergenza che è tale proprio perché il normale funzionamento della cose non c’è più. Se il piano è questo, si può scaricare su internet, si può vedere, è a disposizione di tutti, ma allora io mi chiedo ai fini diciamo della chiarezza, se c’è stata un’allerta meteo il 2 maggio alle ore 16,48, l’allerta meteo è la notizia che conclude il telegiornale, aspetta prima di cambiare canale, guardiamo domani che cosa fa il tempo, oppure l’allerta meteo è qualcos’altro? È qualcosa che mette in moto una procedura? Perché leggendo questo piano, si dice in considerazione di una allerta meteo ufficiale, come è stata quella, bisogna incominciare a fare delle cose, e tant’è vero che qui è prevista una fase di attenzione al ricevimento dell’avviso di condizioni meteo avverse da parte della Regione o della Prefettura e/o al superamento della soglia che indica il livello di attenzione, o/e in base a segnalazioni attendibili provenienti dagli enti legittimati, il sindaco o suo delegato attiva la fase di attenzione e cominciano tutta una serie di procedure. Cioè quello che ha detto lei Girolametti prima c’è scritto già in questo piano, che è da rivedere, da migliorare, soprattutto per quanto concerne le zone a rischio che sono completamente inadeguate. Ma quella procedura per cui si mette in piedi un monitoraggio, una serie di contatti, di servizi, di confronti, di consulenze, c’è già scritto, per cui quello che non mi torna e sul quale vorrei saperne di più e vorrei che la città ne sapesse di più, è proprio la notte, cioè nella notte prima di arrivare alle luci dell’alba quando è esondato il fiume al Pianello e poi man mano ha fatto i suoi danni sempre più vicino a Senigallia e poi è arrivato anche a Senigallia, qui si dice di fare delle cose, io vorrei sapere con appunto una Commissione d’inchiesta, perché la parola inchiesta vuol dire ricerca, cioè non è che inchiesta, magistratura,  inchiesta giudiziaria, no. La parola inchiesta vuol dire ricerca e noi dobbiamo ricercare e capire quello che è avvenuto. Perché dobbiamo ricercare e capire quello che è avvenuto? Appunto per fare in modo che la prossima volta siamo attrezzati meglio, sappiamo quali sono state le falle e le cose che vanno aggiustate, migliorate e quelle che devono essere confermate e così via. È questo che noi dobbiamo fare, l’inchiesta, è questo, l’accertamento, la ricerca, in base alla quale sappiamo effettivamente le cose che sono accadute.
Poi ci sono delle varie funzioni che si mettono in moto, la funzione dell’assistenza, del volontariato, dell’informazione e così via, la funzione di supporto tecnica e di pianificazione dice verifica la reperibilità delle squadre di tecnici e valuta la possibilità del loro impiego per il monitoraggio a vista dei punti critici, questo non in fase di tracimazione, in fase di attenzione che è la prima, cioè in fase di attenzione, quella che succede all’allarme meteo, si può fare un monitoraggio a vista nei punti critici. Questo è stato fatto o non è stato fatto? Bisogna che lo sappiamo. Dopo arriva la fase del preallarme e la fase di allarme e gradualmente le cose si intensificano e poi nella fase di preallarme c’è l’avviso della popolazione coi megafoni e con la sirena del Comune, con i megafoni appunto perché qui si prevedeva che altri strumenti non funzionassero in situazioni critiche e quindi il megafono deve essere usato in modo tale, l’altra volta quando appunto l’alluvione ha colpito via Della chiusa fra Vallone e la Cannella, dove abito io, zona R4 PEEP Misa, l’intensità dell’avviso dei vigili urbani è stata tale che la mattina alle cinque ci hanno svegliato tutti e abbiamo fatto quello che si doveva fare, che via megafono ci hanno indicato di fare. Quindi mi pare che in quel caso rispetto ad un quartiere le cose hanno funzionato perché devono essere fatte così, devono essere fatte così. Allora rivedendo la procedura che c’è in questo documento e ripensando a quello che abbiamo visto tra il due e il tre c’è qualche elemento che non torna, che diciamo è degno di essere analizzato e ricercato e questo noi dobbiamo fare molto semplicemente. E poi naturalmente assieme a questo vedere le cose da modificare, da emendare, discutere del PAI, delle zone a rischio che non corrispondono anche perché il Piano Regolatore non si è allagato per la prima volta, nel 1955 mi racconta mio padre abitando allora da quelle parti, per la verità io non c’ero, ma si andava col moscone e al piano regolatore si andava col moscone, quindi anche lì non è una novità, abbiamo una memoria storica su queste cose, c’è anche la documentazione storica, si va a riprendere la documentazione storica di questi avvenimenti, si studia, si rivede, si rifà. Una Commissione di indagine serve anche per questi motivi. È stato già detto però io lo ribadisco. Probabilmente lei Sindaco si è fatto un po’ trascinare dalle emozioni, ma non era compito suo andare alla caserma dei vigili del fuoco, o andare a vedere come stavano le cose in altri punti della città, ci doveva essere il personale tecnico che provvedeva a questo, lei invece doveva stare nella cabina di regia che qui si prevede, sia al Comando dei vigili urbani o giù alle saline a coordinare, dare impulso alle cose che andavano fatte, cercare magari anche di prevedere già dalla notte quello che era l’andamento. Questo mi sembra di leggere guardando questo Regolamento.
Poi devo anche aggiungere altre cose. Si è detto giustamente che non solo ci sono stati dei cambiamenti climatici che cambiano l’intensità delle precipitazioni e così via, ma che è anche cambiato il territorio. Cosa vuol dire che è cambiato il territorio? Non è solamente un problema senigalliese perché lo vediamo purtroppo alla televisione ogni volta che avviene un fatto simile a quello che è accaduto da noi, ma c’è comunque un territorio che per l’eccessiva costruzione di strade, di case, comunque per la impermeabilizzazione del territorio stesso assorbe di meno e quindi assorbendo di meno l’acqua viene convogliata secondo i vari dislivelli che sono lì presenti ed è quello che è successo anche da noi, è questo che è successo anche da noi. Per la qual cosa il discorso che alcune aree che non erano state edificate adesso sono state retrocesse ad aree agricole, tanto siamo prima e tanto siamo adesso, perché comunque erano aree non edificate, tanto assorbivano prima e tanto assorbono adesso. Sta di fatto però che se noi andiamo a vedere le costruzioni non sulla carta del Piano regolatore ma nel concreto ci sono sul nostro territorio sono aumentate, basta pensare alla complanare. Quanto ha inciso la complanare e la terza corsia nella riduzione dell’assorbimento dell’acqua in prossimità proprio della città e quanta acqua è stata convogliata da quei diversi ettari? Mi ricordo dicevamo allora quando polemizzavamo ventisette campi di calcio, la complanare insiste in quel bacino, andate a dirlo agli abitanti del Borgo Molino se poi dalla complanare non è arrivata dell’acqua o a coloro che hanno la zona artigianale in via Po se non ha contribuito, però penso possa essere un argomento degno di approfondimento, una volta approfondito se ha fondamento ha fondamento, se non ha fondamento si accantona e si ragiona su qualcos’altro, quindi il ragionamento che prima faceva il Consigliere Quagliarini è un ragionamento, secondo me, serio ed accettabile.
Dopodiché io voglio anche ritornare e concludo, che i discorsi che vengono proposti oggi perché c’è il patto di stabilità, il blocco della spesa, noi nel nostro piccolo sono i ragionamenti che abbiamo fatto tre anni fa, e devo dire e me ne dispiace, che allora ci ridevate in faccia, guarda questi velleitari che dicono che bisognerebbe spendere dei soldi per ripulire il fiume, per abbassare di nuovo il fondo del fiume in città e in altri luoghi dove si sta pericolosamente restringendo, arriva Pierino ci dice che dobbiamo spendere, tanto i soldi non ci sono, e noi vi abbiamo ancora detto, è a verbale, che bisognava aprire una vertenza con la Provincia perché era intollerabile che noi vedevamo dei bisogni sul territorio e dei rischi sul territorio, la Provincia non spende, il Governo non spende, tutto ciò che riguarda, come del resto anche la cultura, il paesaggio, il territorio, sono state considerate spese improduttive, da tagliare, dai vari Governi, anche i vostri, che si sono succeduti in questi anni, e quindi ci guardavate, arrivano i professorini che ci dicono quello che dobbiamo fare, buonanotte. Adesso lo dite voi e ci fa piacere, però lo dovevi dire magari in altre occasioni, magari cercare delle dinamiche che fossero positive e produttive da questo punto di vista perché mi pare che ne sia uscito poco. Quindi questo problema di aprire una vertenza con la Provincia, con gli enti sovraordinati, è un discorso che io credo sia ancora attuale perché altrimenti spendiamo i soldi per riparare i danni dopo che la gente ha perso tutto quello che ha perso e ha sofferto e talvolta ha perso la vita, dopo chiediamo di spendere per riparare i danni, quando, come sappiamo benissimo, se fossimo intervenuti prima, se ci fosse un altro tipo di sensibilità su questi problemi può darsi che i danni sarebbero stati sicuramente minori, e quindi c’è molto da cambiare, e c’è molto da cambiare anche nella politica e nel modo di affrontare questi problemi e spero che questo in qualche misura ci possa servire di insegnamento.
La Commissione di inchiesta, poi dopo ne parleremo, deve avere un compito specifico, deve capire quali sono i punti deboli e sui punti deboli andare a proporre delle modifiche. Si può fare anche meno di sei mesi, anche in quattro mesi, questo si riesce a fare con un lavoro intenso e rigoroso, ed è quello che dobbiamo fare, ma la ricerca si chiama inchiesta, è un’inchiesta di tipo amministrativo, altre inchieste non ci riguardano, noi facciamo il pezzo che possiamo fare ma quello lo dobbiamo fare senza infingimenti, senza mettere tremila cose che potrebbero già essere affrontate dalle altre Commissioni comunali permanenti in modo che con un ambito delimitato i lavori della Commissione possono arrivare nel giro di quattro mesi a buon fine. Questo è possibile, però ci vuole la volontà politica per farlo.

Il SINDACO: Non per la replica, perché forse c’è la necessità di qualche altro intervento per rimettere in fila un po’ di questioni partendo proprio dalla Commissione d’inchiesta così almeno giriamo pagina, perché io l’ho fatto il giorno dopo l’alluvione e poi dico anche a Paradisi cosa, però secondo me c’è la necessità, non l’avete solo voi, c’è l’ho anch’io la necessità, di capire cosa è successo, e ci sono tutte le relazioni che ho inserito dentro il documento che vi verrà distribuito, ci sono tutte le relazioni, ci sono tutti gli avvisi meteo arrivati dalla Protezione civile, e guardo solo l’ultimo, quello al quale dovevamo fare riferimento, il numero 16, data di emissione, così almeno siccome li avete letti, avete visto anche i video, quelli di Memè fatto due anni, volete che non c’è stata la possibilità di affrontare, data di emissione 2 maggio 2014 ore 13, cioè il giorno prima, inizio validità di quel tipo di indicazione di avviso ore 12 del 3 di maggio, inizio validità alle ore 12 del 3 di maggio, rispetto a quella indicazione, noi eravamo già affogati tutti. Così intanto ci rimettiamo in fila. Ce n’era stato per la verità un altro il 30 che diceva su tutta la Regione ci sarà una piovosità di trenta - cinquanta millimetri, ma  questo è l’ultimo, questo e non un altro, c’è scritto e lo trovate nel documento, così almeno le fasi del piano di emergenza se l’avessimo attuato in funzione di questo saremo partiti tre giorni dopo, tanto così almeno ci capiamo. Fate bene a fare la commissione di indagine e di inchiesta, la dovete fare, tutte, studiate, studiamo è fatele tutte. Volete sapere una cosa? Il mio dolore è solo verso i morti, chiaro? Il resto, rispetto a quello che ho fatto che non è il Don Chisciotte che andava in giro per i luoghi a verificare, a dare pacche sulle spalle ai cittadini che incontrava, non era questo, non era questo, perché tutte le procedure certificate previste dal piano di emergenza sono state esplicitate e attivate, tutte, tutte. Tutte comprese quelle che si chiamano verifiche a vista, ovviamente che riguardavano purtroppo solo il nostro territorio perché non è che riguardano un altro territorio. Quagliarini dice ha ragione, occorre lo studio dell’onda di piena, bisogna far sollevare i nostri elicotteri della Protezione civile. Ma di cosa parliamo? Parliamo di questa nazione o parliamo della Germania? Se parliamo di questa nazione la protezione civile sono uno, due, tre volontari che vanno sul fosso Triponzio, si mettono lì e guardano, e comunicano, noi siamo anche un po’ esagerati perché sul fosso Sant’Angelo c’abbiamo le telecamere, quelle che avete visto lì ci sono le telecamere, quindi siamo allertati in modo adeguato, serio, e quindi indagate, approfondite, andate a vedere cosa è successo. Avete ragione, avete ragione, che possa servire anche da supporto alla magistratura. Guarda un po’ su questo tema sono proprio con la coscienza a posto, guardate un po’. E mi dispiace invece, mi dispiace per i cittadini, questo sì, perché nonostante che questi qua avessero detto inevitabilmente quello che possiamo fare nelle previsioni date, inevitabilmente, abbiamo fatto tutto il possibile. E il piano di emergenza fa riferimento alle condizioni prevedibili, prevedibili, Santa miseria non vuol dire rompere un argine, ma tanto come si fa a non capire questa cosa, non potevamo prevedere che si rompesse l’argine di cinquanta metri e escono centocinquanta metri cubi al secondo, e noi dovevamo prevedere quello e quindi avere un piano di emergenza adeguato all’evento imprevedibile, uguale al terremoto, uguale al terremoto.
Poi ci sono responsabilità sulla bomba quando mettevano le bombe H e facevano le prove e dicevano che il terremoto era provocato da quello, può darsi, eh io non le scarico però.  Perché vedete quando Paradisi prima diceva l’articolo 17 della legge 13 del ’99 dice che i fiumi sono i tuoi, tutti tranne quelli previsti e classificati dal Regio Decreto. E il nostro è un fiume [si registra un contraddittorio fuori microfono] no no no Paradisi, c’è la Commissione [si registra un contraddittorio fuori microfono]c’è la Commissione Paradisi [si registra un contraddittorio fuori microfono] Paradisi ………………

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: Ma per favore Paradisi. 

Il SINDACO: ma io non faccio le sceneggiate.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: è stato affisso fino adesso, adesso lo rimettiamo, ma basta, basta che ti calmi, veramente stanno ridendo tutti, non so se ti sei accorto, e allora finiscila, fai parlare, poi lo leggiamo insieme.

Il SINDACO: Consigliere Paradisi ascolti me, io metto a verbale che il nostro fiume è un fiume di seconda categoria e le competenze [si registra un contraddittorio fuori microfono] ma fermo un attimo, lo giuro, [si registra un contraddittorio fuori microfono] cosa devo fare, Paradisi lo giuro che è un fiume classificato, [si registra un contraddittorio fuori microfono] esatto, Presidente, stai sereno anche te. Siccome sono atti, sono atti e io son contento pure che ci sia questa tensione, lo conosco Paradisi, se non fosse per l’evento tragico la tensione è quella ,giusta ma siccome non è che parliamo di un elemento discutibile, nel nostro territorio i fossi Sant’Angelo e il fosso della Giustizia, la manutenzione, come previsto da Regio Decreto insieme al fiume e al fiume Cesano aspetta a un ente sovraordinato che è la Provincia. Punto, non è derogabile, anzi consigliere Paradisi quando dobbiamo fare qualche intervento, e le assicuro che il fosso della Giustizia ma piacerebbe vederlo pulito molto di più, e il Fosso Sant’Angelo come abbiamo fatto gli interventi sul fosso Sant’Angelo tombinato, abbiamo rischiato la Corte dei conti perché facciamo un intervento dentro un’area che non è di competenza del Comune. Ma questo è, questo non è, c’è che la Commissione d’inchiesta, indagate però ci ricordiamo tutti di indagare anche questa, perché dopo dovete ricordare di indagare cos’è successo, cosa abbiamo fatto e che cosa dovevamo fare noi e che cosa dovevano fare gli altri. Sulle casse d’espansione non dico niente Cicconi Massi perché ce lo ricordiamo tutti, ce lo ricordiamo tutti, e io, siccome nel ’99, come mi ricorda sempre c’ero, e mi ricordo quando le vasche di espansione in appalto da parte della Regione perché erano loro i competenti noi le abbiamo portate via perché sembrava che si potessero fare dei disegni diversi e rimasero lì impiccate. Poi le cose sono andate come sappiamo tutti, abbiamo dovuto fare una variante urbanistica, i voti, Bucari, sono voti, c’è scritto, voti a favore e contro, è ovvio che ci saranno motivazioni che stanno dentro, ma i voti c’è scritto vasche di espansione no, e dopo ci sono tutte le motivazioni per carità, ma che sono anche legittime, ho sentito Mancini, tutte legittime, anche nel tema, perché forse quelle vasche di espansione oggi non sono più adeguate, perché forse bisogna che le ripensiamo, forse dobbiamo ritornare ai progetti delle vasche di espansione che partivano da Serra dei Conti e non riguardavano solo il nostro territorio, forse. Però quello è. E allora chiudiamo la partita della Commissione. Io lo dico alla maggioranza e all’opposizione, mettetevi d’accordo, mettetevi d’accordo, fate un documento dove si dice vogliamo sapere tutto di più su quello che è stato fatto, quel che è stato fatto dal Sindaco in prima persona, che cosa doveva fare, che tipo di allerta, la differenza Cicconi Massi tra allerta e panico, ci sono i meccanismi previsti dal Piano di emergenza tra allerta e panico, io non ero nelle condizioni, ha ragione, non ero nelle condizioni di poter avvisare tutti per mille ragioni che la Commissione che indaga verificherà, vedrà le lettere che ho fatto alla Telecom, vedrà le lettere che sono state fatte a Omnitel, vedrà le lettere che sono state fatte all’ENEL. Forse non ero nelle condizioni, forse dovevamo avere meno tecnologia, forse di più, forse dovevamo  avere un cellulare satellitare perché non funzionavano nemmeno le linee fisse, anzi non funzionavano principalmente le linee fisse e il Sindaco non è che è partito dal COC perché era lì errante in confusione totale, andava a vedere, non era così, perché c’era un presidio all’uscita dell’autostrada di soggetti autorizzati per scambiare notizie che purtroppo non riuscivano a transitare, le notizie, non le macchine perché quelle dopo si sono fermate, ma indagate, indagate Commissione d’indagine, di inchiesta, speciale, mettetele dentro tutte [si registra un contraddittorio fuori microfono]  fate quello che serve, serve per avere chiarezza [si registra un contraddittorio fuori microfono] vi assicuro, Paradisi io le assicuro [si registra un contraddittorio fuori microfono] le assicuro, mettete sempre al centro quello che è successo perché mentre facciamo le nostre urla qui e le scenate, fuori ci sono sempre 1250 famiglie che non hanno più niente. E purtroppo ho sbagliato, le lo visitate quasi tutte, forse non lo dovevo fare, dovevo stare più nella cabina [si registra un contraddittorio fuori microfono] dopo lei vede Consigliere Paradisi se io quando mi cercava Sky alle ore tredici e poi mi cercava RAI news e io ero [si registra un contraddittorio fuori microfono] mi son venuti a chiamare al COC, [si registra un contraddittorio fuori microfono] Paradisi mi son venuti a chiamare al COC alle saline e siccome c’avevo convocato il Prefetto, Oreficini, l’Assessore Giorgi, il comandante regionale dei vigili del fuoco e per me era più importante la città rispetto, [si registra un contraddittorio fuori microfono] ecco no eh no lei invece, ma non fa niente, ognuno di noi ha una piccola responsabilità, ognuno, non ho ricevuto quel giorno messaggi, tranne che, lo vedo lì, Enrico Pergolesi che mi dice se hai bisogno di due braccia io ci sono e di Dario Romano o di alcuni dei messaggi come quello di Rimini o di Perini che mi dicevano andiamo avanti e capiamo come possiamo aiutare la nostra popolazione. Questo era perché tutti hanno capito la tragicità del momento [si registra un contraddittorio fuori microfono] io non ero [si registra un contraddittorio fuori microfono] aveva tempo per farlo, esatto ci siamo incrociati cento volte però io dico fate le Commissioni d’inchiesta, fatele veloci, non vi date sei mesi perché non serve, perché ci sono tutti i documenti, ci sono tutte le dichiarazioni, sono già tutte belle strutturate dentro un PDF che oggi non ha funzionato ma è dettagliato nei tempi, nei modi e nelle modalità, quindi se volete fare la Commissione d’inchiesta ci sono tutte le condizioni. Se non bastano chiedete audizioni alla Regione, alla Provincia, alla protezione civile, a tutti quelli che volete, ma fate in fretta e comunque se non fate in fretta io la pagina l’ho girata da un pezzo. L’ho girata da un pezzo, l’ho girata il giorno dopo, il giorno dopo quando a capo dell’emergenza abbiamo attivato una serie di prestazioni. Forse ha ragione Cicconi Massi, forse con il senno del poi, con l’argine non rotto forse si poteva far meglio? Si poteva far meglio di quello che abbiamo fatto? Beh facciamo anche, non lo vogliono sentir dire, facciamo analisi comparate su situazioni analoghe, analoghe, non in Germania, in Italia, analoghe perché non c’abbiamo dormito, io ho dormito veramente poco perché stavo dieci ore in mezzo alla gente e quattordici ore a pianificare il proseguo, tant’è che le banche, Cicconi Massi, io le ho incontrate il lunedì, il lunedì, la mia prima preoccupazione, la mia prima, ho convocato con tanto di lettera tutte le banche della nostra città per trasferire la grande preoccupazione, ancora la gente non aveva tirato fuori nemmeno le case e l’avevo incontrate tutte, non so con quale risultato, non mi piace il risultato che ho ottenuto, ho chiesto alla Regione di convocare l’ABI, perché a fronte di qualcuno che è stato un po’ più disponibile, chi mette dentro spese istruttorie di 1,75 vuol dire che non ha capito niente, e allora se non bastano gli istituti di credito locali lo facciamo a un livello diverso, è inevitabile, inevitabile perché questi qui decidono per poco e io non ho la capacità di prendere e nemmeno la disponibilità di prendere i vertici nazionali, e allora mi sono attivato con la Regione per chiedere questo. Come abbiamo attivato tutta una serie di rapporti che guardate che non sono scontati, non sono scontati, i 500.000 euro che arrivano dalla Fondazione non è che la Fondazione Cassa di risparmio di Verona, non è che li ha dati a tutti, hanno visto la tragedia della in televisione, io li ho chiamati, sono venuti qui, avevano fatto una proposta che è quasi per sollevare la coscienza, come magari può capitare, poi hanno capito che cosa avevo trasferito, non altri, io, e sono arrivati a  500.000 euro da mettere dentro quel fondo rispetto al quale domani uscirà il bando per dare la possibilità, sono pochi? Son 3.000 euro? Son 2.000 euro? Sono 1.000 euro a secondo dello scaglione ISEE? Però intanto partiamo con le risorse in modo che incominciamo a distribuirle, questo è. Non bastano, ci sono le altre fondazioni che già hanno garantito 150.000 euro, queste sono le risorse sicure, ci siamo mossi sul fronte della disponibilità delle aziende, e mica l’han data pro bono, c’è stato l’interessamento diretto del Sindaco, lo possono confermare i miei colleghi di Giunta, l’interessamento diretto del Sindaco che ha chiamato le aziende, ha chiamato l’Indesit che ringrazio pubblicamente per quello che ha fatto, perché ha messo 130 lavatrici a disposizione gratuitamente, ha messo un mese di sconto vero del 50% su pezzi diversi e siamo andati a fatica in proroga fino al 7 di questo mese. Il rapporto con Confindustria, Confindustria ha lavorato sul suo fronte per allargare quella platea di soggetti che potevano contribuire dalle cappe alle stufe al parquet alle porte, con lo sconto, anzi al prezzo di costo, questo deve fare la politica. Dopodiché l’abbiamo comunicato male? Può darsi pure. Siamo ritornati a fare i volantini. La Caritas ha distribuito i volantini porta a porta per spiegare al cittadino che cosa dovesse fare, dove si poteva accedere, ovvio in una condizione anche qui molto, molto complicata, Borgo Bicchia è rimasta senza luce per dieci giorni, dieci giorni e non c’era più la rete, quello che è stato indicato, non c’è più la rete, non c’è più internet, oggi ci sono queste cose, quindi la parte della programmazione l’abbiamo rimessa in campo. Posso dire con una gran fatica, con una gran fatica, perché loro non hanno bisogno, io le case le conosco, non hanno bisogno dei 3000 Euro, loro hanno bisogno di risorse.
Sul fronte del Governo, e lo ripeto, perché qui guardo chi mi ha portato un sottosegretario, così almeno ci capiamo, io l’ho trattato come per dire quanto sono contento che siete venuti qui a fare la passerella, è andata così? Io ho detto ho un problema enorme, o mi mettete nelle condizioni oppure non ci venite più in questa città. E non mi interessa se è Renzi o se era il ministro, tra l’altro i ministri che sono stati [si registra un contraddittorio fuori microfono] anche qui Roberto, Renzi viene qui dopo nemmeno ventiquattro ore, ventiquattro ore è venuto qui perché l’ho chiamato, ma non per fare la campagna elettorale, io non mi sono mosso, non mi sono mosso, non mi interessava la campagna elettorale, e lui non c’è venuto per la campagna elettorale, c’è venuto forse anche per un rapporto antico, e sapeva che eravamo in grande difficoltà, gli volevo far vedere che questa era una città che era stata devastata, perché fortunatamente o sfortunatamente questa città la conoscono tutti, non è che è successo da una parte dove è passata in cavalleria, passa un po’ più in cavalleria adesso perché paradossalmente quell’operazione che si dice molto scenica, è vero, vedere le strade pulite e le case vuote a me distrugge il cuore, lo continuo a dire, guardate l’unica cosa, non sono finto, perché quelle sono le case, devo dire che è la casa di Monachesi così almeno, o la casa di qualche parente? O di Maurizio, devo dire che è la casa di Maurizio? Perché siamo così, ognuno di noi ne ha un pezzo diretto, chi ha comprato la casa, un parente proprio, compra la casa sei mesi fa, ci viene ad abitare e succede questo. Vuoi che non capisco qual è la situazione? E pensate che faccia le scene per dire, no, no, io lavoro e lavoro a testa bassa tutto il giorno, tutto il giorno, per questo salto anche i rapporti istituzionali che mi potrebbero aiutare, li salto tutti, perché lavoro tutto il giorno per questo, per provare a portare un euro in più in questa città, ma non solo perché non basta. Perché non basta, perché adesso c’è la guerra col fiume, e non mi interessa se la Provincia, se il Comune, se la Regione, non abbiamo fatto le casse di espansione, non bastano i soldi, non mi interessa più, è un’altra vita, è un’altra vita, io voglio rimandare Andrea dentro casa con l’idea che lui possa stare al sicuro, questo voglio fare, e lo voglio fare sul serio, non da campagna elettorale, lo voglio fare sul serio perché ottanta centimetri d’acqua rovinano la casa, un metro e novanta ammazzano i figli, chiaro? E io lavoro per quello, per quello lavoro. E allora le rimetto in fila tutte. Non basta Alessandro dire bisogna fare, dovevi avvisare, guarda l’unica cosa che non può capitare è quello che dici tu, se dai un allarme sbagliato e  non è dentro un protocollo, e cambiamolo perché abbiam capito che quel protocollo non va più bene, le aree del Piano Regolatore che vi dovevo far vedere prima, che tutti non hanno visto, sono passati i vigili, andate a fare la Commissione di indagine, ci sono anche le immagini, c’è anche il video, sono passati, ovviamente sono passati dentro il perimetro che era certificato, l’abbiamo votato, così almeno ci capiamo, io e Rebecchini insieme quel piano, io e Rebecchini insieme in Giunta l’abbiamo votato quel piano lì, quel piano lì che ti dice che devi fare delle cose e non altre. È per quello che vi dico sul piano dell’indagine son tranquillo, perché ho fatto quelle, avrei voluto fare di più, avrei potuto fare di più, vi avrei dovuto dire salvate più macchine, oppure dovrei dire forse poteva morire qualcun altro o tanti altri, perché un allarme dato, anche se giustificato in modo del tutto inadeguato, non dentro un protocollo, porta a quello. Un signore è stato salvato dall’elicottero in via Capanna nonostante che sia passato lì davanti, la macchina che gli diceva andate tutti al piano superiore, non gli diceva un’altra cosa. Purtroppo il Piano Rebecchini quello lì, dice pure, quel piano lì, così almeno ci capiamo, dice il punto di accumulo è davanti alla scuola Leopardi, il punto di esodo è davanti al Palazzetto dello sport. Questo dice. I vigili nostri, quelli che sono stati, dice non avete fatto questo, ci siamo fermati a dire andate ai piani superiori. Uno per salvare la macchina, prende la macchina da dove era stato avvisato, prende via Anita Garibaldi, gli arriva l’onda di piena a ottanta chilometri all’ora e l’han salvato con l’elicottero perché era rimasto congestionato dentro la macchina, han dovuto scendere col verricello, rompere il vetro e tirarlo fuori da lì. E questo è quello che sarebbe capitato. Non l’ho fatto perché ho pensato a questo. Non è vero, non è vero, ho fatto quello che c’era scritto di fare, poi sono arrivati tredici milioni di metri cubi d’acqua e son passati dove non dovevano passare, oggi lo sappiamo tutti. L’autostrada ha inciso? Può darsi. Però ce lo dimentichiamo che quel progetto dell’autostrada è stato approvato dall’Autorità di bacino che ogni intervento che viene fatto sul territorio perimetrato, non a rischio R4, deve avere il parere dell’autorità di bacino. Ha inciso sulla rottura dell’argine, no di sicuro? Sulla veicolazione dell’acqua? Può darsi, tra le rotatorie, le strade, sicuro, ha deviato? Non lo so, io questo non lo so, ma questo qualcuno ce lo deve spiegare per capire che cosa dobbiamo fare nel futuro. E ha ragione Ramazzotti quando dice non basta fare, perché io so cosa succede adesso in Regione. L’autorità di bacino prende quello, non lo trovo più, non trovo niente, con la commissione d’inchiesta lo trovate voi, vedete la cosa più semplice del mondo è mettere un perimetro rosso intorno a quella riga blu, quello diventa tutto rischio R4. Rischio R4 significa che non si possono fare più nemmeno le manutenzioni ordinarie, i piano terra potrebbero non essere più abitabili, che le macchine non possono stare più sulla strada e devono stare per forza a perdere dentro il garage, ma non basta, bisogna fare un piano di evacuazione di quell’area, 9.770 abitanti più 4.552 che sono quelli che non sono stati interessati ma che potrebbero essere interessati. Dobbiamo fare un piano di evacuazione di 15.000 abitanti, non so se mi sono spiegato, significa che non basta mettere la riga, come l’allarme, le sirene, uno addirittura le campane, [si registra un contraddittorio fuori microfono] ho detto campane e c’è una sua logica, c’è un suo perché, quindi sirene, campane, sensori, tutto quello che serve, non basta, non basta, bisogna dire dove va la gente, dove sono i punti di accumulo, come vengono spostati e dove vengono trasportati e come vengono ospitati. Parliamo di quindici mila persone. Non basta dire come era adesso i ragazzi del campus debbono stare dentro al Campus al primo piano e poi finita l’emergenza arriva il camion che ti porta sapete dove, al Finis Africae, quello era, se mi avessero dato ascolto fin lì avrebbe funzionato tutta, alla perfezione, forse oggi avremmo avuto anche qualche macchina in meno in giro per strada, è chiaro, se mi avessero dato ascolto. E bisogna capire anche qui, quando tu dai un ordine è un ordine, e lo dico per gli amici terribilmente interessati dalla strada della Chiusa, non è che era una opzione, non era il passaggio amicale del sindaco, io sono andato a sincerarmi che avessero avuto il messaggio perché loro avevano fatto già una prova di evacuazione sei mesi fa, forse un anno fa, un anno fa, cioè arrivato il messaggio, punto di raccolta, apertura della scuola della Cannella come è stata, quella di Vallone, [si registra un contraddittorio fuori microfono] c’è stato un piccolo problema che abbiamo dovuto mandare i vigili per far evacuare le case, è stato aperto il punto di raccolta alla Cannella, siccome c’è un’indagine, c’è il limite io son passato alla Cannella, non è che c’era l’opzione da rimanere lì, c’era da andare via da quel luogo e per chi fosse rimasto era obbligatorio andare nel punto di raccolta davanti alla scuola, poi è stata aperta. [si registra un contraddittorio fuori microfono] Dopo c’è l’indagine, [si registra un contraddittorio fuori microfono] ma guardi a me quelli di Cannella non mi deve dire niente, li conosco uno a uno, e siccome alle otto e cinque c’ero io, non c’era un altro, certo ma se uno fa così non è vero, c’ero io o no? C’è venuto un altro o c’ero io insieme al vice Sindaco o no? Ho chiesto di chiudere In Grande e un altro po’ ne fanno affogare venti lì dentro o no? [si registra un contraddittorio fuori microfono] Sono partito dalla Cannella alle otto e tre quarti e son venuto giù, e sono arrivato a quarantaquattro, certificato dentro il COC vuol dire, comunque non fa niente quelle sono tutte documentate, siccome so con chi ho parlato e comunque ci sarà un’indagine, qualcuno viene a fare le domande a qualcun altro, non le fa solo a me, perché l’indagine, no Paradisi, non è unilaterale, no, e lo fanno anche agli altri. Quando è arrivato il Sindaco cosa avete fatto? Siete andati via immediatamente oppure siete rimasti lì nonostante che ci fosse un ordine di evacuare immediatamente come da procedura? E dopo ognuno trae le conclusioni perché mica dentro una valutazione complessiva è unilaterale, e non è unilaterale, e quindi io dico che noi oggi dobbiamo continuare su questa strada, io ho avuto modo di sentire il Vice Primo Ministro, lo sento tutti i giorni, tutti i giorni, perché ogni giorno lui e il Ministro Galletti vengono chiamati dal Sindaco per capire a che punto siamo, sono convinto che il documento Paradisi debba essere accompagnato anche dalle risorse, non basta solo lo stato d’emergenza perché almeno quelle previste dalla tabella A, cioè le spese sostenute dal Comune per ripristinare devono essere contemplate fin da subito, e penso che lo sforzo che stiamo facendo sia in questa direzione, perché è vero che ci sono duecento milioni di euro di danni ma ce ne sono anche tanti che ha sostenuto il comune e che ha oggi e dovrà andare con un riconoscimento del debito fuori Bilancio, perché noi comunque le strade le abbiamo pulite, gli autospurghi li abbiamo pagati, le macchine le abbiamo rimosse e quelli sono costi, l’assistenza alla popolazione, poche o tante c’abbiamo settanta persone ospitate in albergo, settanta famiglie, che purtroppo non hanno più nulla e quindi le continuiamo, le dobbiamo ospitare, dobbiamo cercare di fare l’assistenza in quei termini, quindi c’è un primo segnale. L’altro segnale che dobbiamo dare, colgo anche la sollecitazione che dice Cicconi Massi, se si può fare qualcosa dal punto di vista informativo in più perché forse è vero che abbiamo dato notizie un po’ spezzettate e allora l’idea è quella di rimetterle tutte insieme, per capire cosa fare con il terreno, cosa fare per bonificare l’area, cosa fare per bonificare, quando è opportuno rientrare dentro casa, come utilizzare il deumidificatore, la Caritas ne ha trovati venti ma non sono sufficienti, una scheda riepilogativa semplice da distribuire, questo è l’impegno che ci assumiamo immediatamente. Il resto dei rapporti voi dovete capire, io finché ci sono faccio tutto quello che serve per la nostra gente, tutto, come sono abituato a fare, tutto quello che è possibile, anzi come sono abituato forse qualcosa di più, e è complicata? Forse ci dovremmo dare tutti una mano su questo, ognuno per quota parte, perché se incominciamo a dire, orientatevi è l’unico modo, l’unico modo, lo dico qui, rimane a microfono, non mi interessa, l’unico modo per riavere un po’ di risorse è individuare una responsabilità e fare causa, potrebbe essere, è forse l’unica cosa che da un alibi a qualcuno che deve dare qualche soldo a questa città per non darlo più, perché quando c’è una responsabilità, tutti aspettano che ci sia il processo per individuare la responsabilità, è così o no? È così o no? Pensate che questa sia la nazione dove si capisce immediatamente che cos’è successo oppure c’è bisogno dei periti di un argine costruito nel 1920, manutenuto da sempre in quel modo, oggi si accorgono che dentro il nucleo invece di essere di materiale portante, dal 1920, c’è la ghiaia e quindi sotto quella sollecitazione particolare che è venuta per la confluenza e il picco di piena sincrono tra il Misa e il Nevola che spinge per una quantità di acqua sicuramente incredibile, e su questo bisogna che ce lo mettiamo dentro la testa tutti, sicuramente incredibile, ma le avete viste le immagini? Ma le avete viste o no? Quelle sono dalle cinque alle sette del pomeriggio quando già l’acqua era andata via, non era mica quella, quella condizione con un metro in più c’era su tutta la città, ma mica ci vuole tanto a capire. Ha ragione Mancini quando dice alle saline anche nel 1940 e nel 1955 è arrivata l’acqua, e non è arrivata solo dal Fosso Sant’Angelo, è vero, è vero, ma cos’è arrivata quella? È arrivata l’acqua dieci centimetri, venti centimetri, un giorno intero si è allagata, era assolutamente gestibile. Quello che è stato sorprendente in quantità e velocità, quello che non avete visto nel video su via Marche in quattro minuti arriva a un e venti, in quattro minuti, ma quello era uscito, come tutti dicono, tre ore prima a Borgo Bicchia e arriva lì dopo tre ore e viene giù con quella velocità lì. Si capisce che è un elemento straordinario, se non lo consideriamo al netto dei danni che ci sono stati. Poi Carlo è vero andiamo a capire meglio che cosa si sarebbe potuto fare, vogliamo dire che il nostro fiume non è dragato più da quarant’anni, quarant’anni, vi posso dire una cosa? Ho fatto prima, e lo dico con questa supponenza, a fare l’imboccatura nuova del porto che dragare cinquanta metri di fiume quando c’era il mammellone davanti all’ingresso del canale precedente, ho fatto prima a fare quello, ancora il mammellone lì c’è, e perché devi fare i carotaggi, e perché poi devi fare la caratterizzazione e poi deve sapere dove devi portare il materiale e quando sai dove portare il materiale bisogna fare la gara e quando hai fatto la gara sono scadute le analisi e ricominci daccapo per sei, sette, otto volte. Questi siamo noi, questi, oggi la concentriamo tutti come l’acqua, sappiamo dove è arrivata, sappiamo cosa ha intaccato, sappiamo che dovevamo avvisare il Coty e l’Excelsior, sappiamo che via Perugia ha avuto un metro d’acqua sopra, sappiamo che via La Marca e via Gramsci sono state affogate, oggi lo sappiamo, fino a ieri non lo avremmo mai pensato, mai pensato, la stessa cosa per le nostre procedure, purtroppo siamo in queste condizioni, questa è l’Italia che ha pensato che fosse più opportuno fare il ponte di Messina invece di dedicarsi al reticolo fluviale, ma non è che è una la condanna, succede dappertutto, però questo è, e allora dobbiamo andare a vedere se il perimetro del PAI, penso a Cicconi Massi, perché dopo io ho buona memoria, rischio R4,  altro che piano Cervellati, io mi ricordo sul rischio R4 cosa si diceva in questo Consiglio, la zona del piano regolatore del ’33 era [si registra un contraddittorio fuori microfono] io non metto in dubbio niente, dico solo che era stata fatta una cosa seria, che era stata fatta una cosa seria, io dico che la zona del piano regolatore si era allagata in passato sempre per sfondamento o laminazione della curva di via Tevere, oggi è successa una catastrofe. Io dico che noi possiamo ripartire da qui, dobbiamo ripartire da qui, qualcuno mi ha detto non devi far passare l’idea che la città è a posto, lo sappiamo tutti che non è così, ma compromettere ulteriormente l’economia di questa città, già fiaccata dalla situazione economica, massacrata dall’alluvione, se non avessimo dato un segnale di contro versione noi non l’avremmo recuperata più, perché Sarno e Quindici dentro la testa nostra non ci stanno perché hanno ricostruito tutto recuperando i materiali, hanno ricostruito tutto il Paese abbarbicato, Sarno e Quindici sono quelli alluvionati, punto. E allora noi dovevamo dare questo segnale che non è finto, è di prospettiva, è un segnale che vuole dimostrare a questo Governo, a questo Governo, che questa città non è come le altre, e loro possono prendere spunto da questo per fare qualcosa di diverso, fare decreti d’emergenza, metterci le risorse, gli ho anche consigliato, c’eravamo tutti, gli ho consigliato ai due Ministri, ho detto dove potevamo prendere i soldi, guarda un’ala dell’F35 ci rimette  a posto il fiume, ci ridà la possibilità di rientrare a casa in sicurezza, ci fa fare le vasche di espansione, tagliamo gli alberi dove devono essere tagliati, come dice Paradisi, Regio Decreto del 1904 dice che da quattro metri della riva sinistra a quattro metri della riva destra non ci deve essere niente, niente, non ci deve essere niente, fino al 1950 da quattro metri della riva sinistra a quattro metri della riva destra non c’era un albero, un albero, non c’era niente, non c’erano gli alberi, il letto del fiume si scavava, il letto del fiume veniva rimodellato, venivano sistemati sistematicamente gli argini e si ritrovava un rapporto con un fiume che è uno, non è il premio com’era fiume sicuro, il Misa è uno dei fiumi più pericolosi d’Italia, più pericolosi d’Italia, ma era rispetto alle cose fatte e rispetto a quelle che si fanno, ovvio che avevamo fatto e avevano fatto, le cose possibili, andiamo a vedere cosa ha speso la Provincia per fare le manutenzioni ordinarie, quando nel 2004 qualcuno aveva provato a tagliare delle acacie nel letto del fiume è stato denunciato, denunciato penalmente, autorizzato e denunciato perché dopo vent’anni anche dentro il fiume vale la legge della riforestazione, cioè diventa Bosco Urbano, e quindi non vale più il Regio Decreto, quindi siamo nella condizione che va ripensato totalmente e ci devono dare le risorse per consentire non solo ai cittadini di ricostruire, ma di dormire dentro casa in sicurezza, perché oggi non lo fanno più, non lo fanno più, quelli che potevano essere abituati, e penso alla zona del rione porto dove abbiamo fatto l’allerta come era previsto e come ha detto Mancini che l’abbiamo fatta nel 2011 quando c’era l’intervista che qualcuno visto ripetutamente e reiteratamente per dieci volte era il vice Sindaco che raccontava le vicende del 2011, e oggi che invece abbiamo bisogno di rivedere il piano, ma lo dobbiamo fare in funzione delle cose che andranno fatte perché non può essere, lo ripeto, che mettiamo in allerta salvandoci la coscienza, ogni volta quindicimila persone senza aver fatto qualcosa di più strutturale e di più serio. Io lavoro così, fino alla fine, senza perdere mai un minuto.

Il Consigliere BATTISTI (Partecipazione): Mi volevo scusare per quanto riguarda aver offeso nella sua professione il  Consigliere Simonetta Bucari, fermo restando naturalmente la distanza politica abissale che ci riguarda, fermo restando il fatto che secondo me politicamente ha utilizzato dei dati estrapolandoli in un contesto in cui appunto non si comprendeva assolutamente quello che era poi il nostro volere, il nostro sentire dal punto di vista politico, però appunto qui dobbiamo rimanere, il tono deve essere solo politico, e quindi i riferimenti e i toni anche quando si alzano devono essere di natura politica insomma, e questo penso, quindi dopo averci riflettuto e dopo essermi calmato chiedo ufficialmente scusa per aver comunque offeso il suo ruolo dal punto di vista professionale.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: chiudiamo la discussione generale e interrompiamo dieci minuti per fare Conferenza capigruppo.

Alla ripresa dei lavori:

Il Presidente del Consiglio MONACHESI: riapriamo il Consiglio per comunicarvi l’accordo raggiunto in Conferenza capigruppo. Interrompiamo naturalmente questa sera e continuiamo domani con la presentazione di due proposte che sono la sintesi un po’ di tutte le posizioni, una che rappresenterà la proposta specifica sulla Commissione di inchiesta e di indagine e una che dà un indirizzo alla Conferenza dei capigruppo su come sviluppare i termini così come erano descritti nella proposta della maggioranza. A seguire voteremo naturalmente le due pratiche che sono iscritte all’ordine del giorno, quindi chiudiamo qui per continuare domani alle 18,30.

      
Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Enzo Monachesi	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 05 novembre 2014 al 20 novembre 2014 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 21 novembre 2014	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 16 novembre 2014, essendo stata pubblicata il 05 novembre 2014
Lì, 17 novembre 2014	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,