Senigallia Atto

Modifiche dello Statuto comunale in merito ai Referendum comunali

Delibera del Consiglio Comunale N° CC/2014/71 del 29 ottobre 2014

Presentazione
Approvazione
29.10.2014

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 71 
Seduta del 29/10/2014
OGGETTO:	MODIFICA ARTT. 65 E 66 DELLO STATUTO COMUNALE
L’anno duemilaquattordici addì ventinove del mese di ottobre alle ore 16:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Allegrezza Elisabetta*-17 Marcantoni Fabrizio-*2 Angeletti Margherita *-18 Marcellini Massimo-*3 Battisti Paolo*-19 Monachesi Enzo*-4 Brucchini Adriano*-20 Papa Caterina-*5 Bucari Simonetta*-21 Paradisi Roberto*-6 Bucci Vania*-22 Pergolesi Enrico*-7 Cameruccio Gabriele*-23 Perini Maurizio*-8 Canestrari Alan*-24 Quagliarini Luciano-*9 Cicconi Massi Alessandro-*25 Ramazzotti Ilaria*-10 Donatiello Giulio*-26 Rebecchini Luigi C.D.*-11 Fiore Mario*-27 Rimini Enrico*-12 Giacchella Massimiliano*-28 Romano Dario*-13 Girolametti Carlo*-29 Salustri Maurizio*-14 Gregorini Mauro*-30 Sardella Simeone*-15 Mancini Roberto*-31 Sartini Oliviano*-16 Mangialardi Maurizio-*T O T A L E     P R E S E N T I    N° 25

 Shikova NataliyaConsigliere Straniero Aggiunto*- Rana Mohammad IsmailConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Campanile Gennaro, Ceresoni Simone, Curzi Paola, Meme' Maurizio, Schiavoni Stefano, Volpini Fabrizio.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Enzo Monachesi nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Perini Maurizio; 2° Girolametti Carlo;  3° Sardella Simeone .
(La discussione generale è riportata nella delibera n. 70 del 29/10/2014)
Il Presidente del Consiglio MONACHESI enuncia l’argomento iscritto al punto 7 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: MODIFICA ARTT. 65 E 66 DELLO STATUTO COMUNALE.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta iscritta al punto 7 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari che viene approvata con 24 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, 1 presente non votante (Paradisi) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Il Presidente del Consiglio MONACHESI pone in votazione, palese con modalità elettronica, l’immediata eseguibilità dell’atto deliberativo che viene approvata con 24 voti favorevoli, nessuno contrario, nessuno astenuto, 1 presente non votante (Paradisi) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO COMUNALE
- Visto l'argomento iscritto al punto 7 dei suoi lavori;
- Udita la relazione del Presidente della 1ª Commissione Consiliare, Mario Fiore;
- Visti gli art. 65 e 66 dello Statuto del Comune di Senigallia aventi ad oggetto rispettivamente Referendum Comunali e Procedura ed effetti del referendum;
- Vista l'attività di studio condotta dalla prima Commissione Consiliare Permanente che ha portato all'elaborazione della seguente proposta di modifica degli artt. 65 e 66 dello statuto con primo firmatario il Presidente della Commissione Mario Fiore:

Art. 65
Referendum comunali

1. Nelle materie di esclusiva competenza locale possono essere indetti referendum consultivi e propositivi, allo scopo di acquisire il parere della popolazione su aspetti concernenti l’attività amministrativa dell’Ente Locale, e referendum abrogativi per l’eliminazione in tutto o in parte di provvedimenti amministrativi di carattere generale già adottati dal Consiglio Comunale o dalla Giunta Comunale.
2. I referendum sono indetti dal Sindaco a seguito di deliberazione del Consiglio Comunale, adottata a maggioranza di almeno due terzi dei componenti, oppure su richiesta di almeno l’8% dei cittadini residenti a Senigallia che risultino iscritti nelle liste elettorali al momento dell’inizio della raccolta delle firme, con riferimento all’ultima revisione.
3. La votazione per il referendum si svolge a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto. Possono votare in occasione dei referendum abrogativi tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Senigallia al 30° giorno antecedente alla data fissata per la consultazione referendaria e che abbiano compiuto il 18° anno di età alla data della votazione. In occasione dei referendum consultivi e propositivi hanno invece diritto al voto anche i cittadini italiani e comunitari che abbiano compiuto il 16° anno di età ed i cittadini extracomunitari che risiedono ininterrottamente a Senigallia da almeno tre anni.
4. Ogni anno può aver luogo una sola consultazione referendaria su non più di quattro quesiti in una delle domeniche comprese tra il 15 aprile e il 15 giugno o tra il 15 settembre e il 15 novembre. I referendum comunali non possono aver luogo in coincidenza con altre elezioni o consultazioni referendarie nazionali mentre deve essere favorita laddove possibile una loro coincidenza con l’elezione per il rinnovo degli organismi direttivi dei Centri Civici Comunali.
5. Non possono essere sottoposti a referendum abrogativi i provvedimenti amministrativi riguardanti le seguenti materie: 
a) bilanci, tributi, tariffe
b) designazioni, nomine, revoche e decadenze
c) provvedimenti di gestione del personale comunale
d) provvedimenti di tutela delle minoranze
e) provvedimenti emessi in mera esecuzione di norme di legge statali o regionali
f) piano regolatore generale e relativi strumenti urbanistici attuativi fatti già oggetto di partecipazione pubblica e di approvazione formale
g) provvedimenti che non siano di esclusiva competenza comunale e alla cui formazione ed approvazione abbia concorso la convergente volontà espressa da enti pubblici diversi
6. Le materie che non possono essere sottoposte a referendum comunale consultivo o propositivo sono esclusivamente quelle di cui alle lettere a), b), d) ed e) così come specificate nel comma precedente.

Art. 66
Procedura ed effetti del referendum
1. La proposta di referendum, prima dell’avvio della raccolta delle firme, è sottoposta al giudizio di ammissibilità di un Comitato di Garanti composto da tre membri esperti in materie giuridico-amministrative.
I primi due componenti del Comitato dei Garanti, dei quali uno espressione della minoranza, sono eletti dal Consiglio Comunale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, mentre il terzo componente è designato dall’Ordine degli Avvocati di Ancona tra gli avvocati di età inferiore ai quaranta anni.
Il Comitato dei Garanti dura in carica quanto il Consiglio che lo ha eletto e svolge le proprie funzioni  in maniera tale che sia garantita l’ imparzialità ed indipendenza dei propri membri dagli organi comunali e dal comitato promotore del referendum. Il trattamento economico dei garanti viene stabilito dal Consiglio Comunale nell’atto con il quale provvede alla loro elezione. All’inizio di ogni mandato amministrativo, entro e non oltre sei mesi dalla proclamazione degli eletti, il Consiglio Comunale deve procedere all’elezione del Comitato dei Garanti.
2. I referendum consultivi e propositivi  sono validi se alla consultazione ha partecipato almeno un terzo degli aventi diritto al voto; per la validità del referendum abrogativo è necessaria invece la partecipazione del 40% degli elettori; le proposte sono approvate se ottengono la metà più uno dei voti validamente espressi.
3.  Il Comune  si uniforma al risultato dei referendum consultivi e propositivi. 
4. Nei referendum abrogativi qualora il risultato del referendum sia favorevole all’abrogazione delle disposizioni oggetto di esso, il Consiglio Comunale o la Giunta Comunale, in conformità alle rispettive competenze, dichiarano senza indugio e comunque entro 15 giorni dallo svolgimento del referendum con proprio atto deliberativo l’avvenuta abrogazione. La deliberazione con la quale viene dichiarata l’intervenuta abrogazione è immediatamente esecutiva ma l’organo competente può differire l’entrata in vigore dell’abrogazione allo scopo di adottare gli eventuali adeguamenti regolamentari necessari. Il differimento dell’entrata in vigore, che dovrà essere adeguatamente motivato, non può essere disposto per una durata superiore al termine di 30 giorni dall’adozione della deliberazione di recepimento dell’esito referendario.
5. Nei referendum consultivi o propositivi il Consiglio Comunale adotta entro due mesi dalla proclamazione dell’esito della consultazione le determinazioni conseguenti, coerentemente alle indicazioni espresse dagli elettori. Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie dovrà essere adeguatamente motivato ed adottato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Il Consiglio comunale deve pronunciarsi sull’oggetto del Referendum entro quattro mesi dal suo svolgimento, indipendentemente dal numero dei cittadini che ha partecipato al voto.
6. Sulle questioni che sono state oggetto di referendum non può essere richiesto altro referendum nel corso dello stesso mandato amministrativo e, anche se in un differente mandato amministrativo, non può essere richiesto prima che siano decorsi quattro anni dallo svolgimento.
- Dato atto che la proposta suddetta è stata licenziata dalla 1ª Commissione consiliare permanente il 03/10/2014;
- Ritenuto di doverla approvare;
- Visto il D. Lgs. 18/08/2000 n. 267;
- Preso atto del seguente parere favorevole reso ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 sull'Ordinamento degli Enti Locali:
- dal Dirigente responsabile dell’Area Attività Istituzionali, Cultura e Comunicazione;
- Con votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato;
D E L I B E R A
1°) – DI MODIFICARE gli artt. 65 e 66 dello Statuto Comunale, il cui testo diventa il seguente:
Art. 65
Referendum comunali

1. Nelle materie di esclusiva competenza locale possono essere indetti referendum consultivi e propositivi, allo scopo di acquisire il parere della popolazione su aspetti concernenti l’attività amministrativa dell’Ente Locale, e referendum abrogativi per l’eliminazione in tutto o in parte di provvedimenti amministrativi di carattere generale già adottati dal Consiglio Comunale o dalla Giunta Comunale.
2. I referendum sono indetti dal Sindaco a seguito di deliberazione del Consiglio Comunale, adottata a maggioranza di almeno due terzi dei componenti, oppure su richiesta di almeno l’8% dei cittadini residenti a Senigallia che risultino iscritti nelle liste elettorali al momento dell’inizio della raccolta delle firme, con riferimento all’ultima revisione.
3. La votazione per il referendum si svolge a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto. Possono votare in occasione dei referendum abrogativi tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Senigallia al 30° giorno antecedente alla data fissata per la consultazione referendaria e che abbiano compiuto il 18° anno di età alla data della votazione. In occasione dei referendum consultivi e propositivi hanno invece diritto al voto anche i cittadini italiani e comunitari che abbiano compiuto il 16° anno di età ed i cittadini extracomunitari che risiedono ininterrottamente a Senigallia da almeno tre anni.
4. Ogni anno può aver luogo una sola consultazione referendaria su non più di quattro quesiti in una delle domeniche comprese tra il 15 aprile e il 15 giugno o tra il 15 settembre e il 15 novembre. I referendum comunali non possono aver luogo in coincidenza con altre elezioni o consultazioni referendarie nazionali mentre deve essere favorita laddove possibile una loro coincidenza con l’elezione per il rinnovo degli organismi direttivi dei Centri Civici Comunali.
5. Non possono essere sottoposti a referendum abrogativi i provvedimenti amministrativi riguardanti le seguenti materie: 
a) bilanci, tributi, tariffe
b) designazioni, nomine, revoche e decadenze
c) provvedimenti di gestione del personale comunale
d) provvedimenti di tutela delle minoranze
e) provvedimenti emessi in mera esecuzione di norme di legge statali o regionali
f) piano regolatore generale e relativi strumenti urbanistici attuativi fatti già oggetto di partecipazione pubblica e di approvazione formale
g) provvedimenti che non siano di esclusiva competenza comunale e alla cui formazione ed approvazione abbia concorso la convergente volontà espressa da enti pubblici diversi
6. Le materie che non possono essere sottoposte a referendum comunale consultivo o propositivo sono esclusivamente quelle di cui alle lettere a), b), d) ed e) così come specificate nel comma precedente.

Art. 66
Procedura ed effetti del referendum
1. La proposta di referendum, prima dell’avvio della raccolta delle firme, è sottoposta al giudizio di ammissibilità di un Comitato di Garanti composto da tre membri esperti in materie giuridico - amministrative. 
I primi due componenti del Comitato dei Garanti, dei quali uno espressione della minoranza, sono eletti dal Consiglio Comunale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, mentre il terzo componente è designato dall’Ordine degli Avvocati di Ancona tra gli avvocati di età inferiore ai quaranta anni.
Il Comitato dei Garanti dura in carica quanto il Consiglio che lo ha eletto e svolge le proprie funzioni  in maniera tale che sia garantita l’ imparzialità ed indipendenza dei propri membri dagli organi comunali e dal comitato promotore del referendum. Il trattamento economico dei garanti viene stabilito dal Consiglio Comunale nell’atto con il quale provvede alla loro elezione. All’inizio di ogni mandato amministrativo, entro e non oltre sei mesi dalla proclamazione degli eletti, il Consiglio Comunale deve procedere all’elezione del Comitato dei Garanti.
2. I referendum consultivi e propositivi  sono validi se alla consultazione ha partecipato almeno un terzo degli aventi diritto al voto; per la validità del referendum abrogativo è necessaria invece la partecipazione del 40% degli elettori; le proposte sono approvate se ottengono la metà più uno dei voti validamente espressi.
3.  Il Comune  si uniforma al risultato dei referendum consultivi e propositivi. 
4. Nei referendum abrogativi qualora il risultato del referendum sia favorevole all’abrogazione delle disposizioni oggetto di esso, il Consiglio Comunale o la Giunta Comunale, in conformità alle rispettive competenze, dichiarano senza indugio e comunque entro 15 giorni dallo svolgimento del referendum con proprio atto deliberativo l’avvenuta abrogazione. La deliberazione con la quale viene dichiarata l’intervenuta abrogazione è immediatamente esecutiva ma l’organo competente può differire l’entrata in vigore dell’abrogazione allo scopo di adottare gli eventuali adeguamenti regolamentari necessari. Il differimento dell’entrata in vigore, che dovrà essere adeguatamente motivato, non può essere disposto per una durata superiore al termine di 30 giorni dall’adozione della deliberazione di recepimento dell’esito referendario.
5. Nei referendum consultivi o propositivi il Consiglio Comunale adotta entro due mesi dalla proclamazione dell’esito della consultazione le determinazioni conseguenti, coerentemente alle indicazioni espresse dagli elettori. Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie dovrà essere adeguatamente motivato ed adottato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Il Consiglio comunale deve pronunciarsi sull’oggetto del Referendum entro quattro mesi dal suo svolgimento, indipendentemente dal numero dei cittadini che ha partecipato al voto.
6. Sulle questioni che sono state oggetto di referendum non può essere richiesto altro referendum nel corso dello stesso mandato amministrativo e, anche se in un differente mandato amministrativo, non può essere richiesto prima che siano decorsi quattro anni dallo svolgimento.

2°) – di PROVVEDERE agli adempimenti prescritti all’art. 6 del D. Lgs. 18/08/2000 n. 267 (pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Marche, affissione all’albo pretorio per trenta giorni consecutivi, invio al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti);
3°) – DI DARE ATTO che la modifica entrerà in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo pretorio di questo comune;
4°) – DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 mediante separata votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato.-
      
Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Enzo Monachesi	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 17 novembre 2014 al 2 dicembre 2014 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 3 dicembre 2014	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 28 novembre 2014, essendo stata pubblicata il 17 novembre 2014
Lì, 1 dicembre 2014	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,