Senigallia Atto

Sentenza in Appello nel contenzioso con Asur per esproprio area per lavori di sistemazione via G. Bruno. Riconoscimento del debito fuori bilancio per indennizzo

Delibera del Consiglio Comunale N° CC/2015/115 del 21 dicembre 2015

Presentazione
Approvazione
21.12.2015

Firmatari

  • Maurizio Memè
    Vice sindaco, Assessore con delega a pianificazione urbanistica e progettazione ambientale, gestione e manutenzione del litorale, area portuale, Suap
    Monitorato da 20 cittadini

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 115 
Seduta del 21/12/2015
OGGETTO:	CAUSA PROMOSSA DALL'ASUR ZONA TERRITORIALE N. 4 SENIGALLIA CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA PER L'ESPROPRIO DI UN'AREA NECESSARIA PER I LAVORI DI SISTEMAZIONE DI VIA G. BRUNO, DAL PONTE AUTOSTRADALE A VIALE IV NOVEMBRE. SENTENZA DELLA CORTE DI APPELLO DI ANCONA N. 82/2014 DEL 10/07/2013, DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 05/02/2014. RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO
L’anno duemilaquindici addì ventuno del mese di dicembre alle ore 15:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-14 Paradisi Roberto-*2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio-*4 Bozzi Marco*-17 Pierfederici Mauro*-5 Brucchini Adriano*-18 Profili Vilma*-6 Canestrari Alan*-19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa*-20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica*-21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro-*22 Santarelli Luca*-10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone-*11 Mangialardi Maurizio*-24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Messersì Daniele*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 21

 Rahman AminurConsigliere Straniero Aggiunto-* Alam Mohammad ShafiualConsigliere Straniero Aggiunto-*
Sono altresì presenti gli assessori: Bomprezzi Chantal, Girolametti Carlo, Memè Maurizio, Ramazzotti Ilaria
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Romano Dario nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Beccaceci Lorenzo; 2° Profili Vilma;  3° Rebecchini Luigi .

Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al n. 17 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: CAUSA PROMOSSA DALL'ASUR ZONA TERRITORIALE N. 4 SENIGALLIA CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA PER L'ESPROPRIO DI UN'AREA NECESSARIA PER I LAVORI DI SISTEMAZIONE DI VIA G. BRUNO, DAL PONTE AUTOSTRADALE A VIALE IV NOVEMBRE. SENTENZA DELLA CORTE DI APPELLO DI ANCONA N. 82/2014 DEL 10/07/2013, DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 05/02/2014. RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO e concede la parola all’Assessore alla pianificazione urbanistica, Maurizio Memè, per la relazione introduttiva.

L’Assessore MEMÈ: questa è una proposta di delibera come lei ha già detto che riguarda il riconoscimento del debito fuori bilancio. Nell’ambito degli accordi tra il Comune di Senigallia la società Arcom s.c.r.l. in relazione all’attuazione della zona tecnico distributiva D3 veniva inserito tra le opere di urbanizzazione il primo lotto funzionale delle opere di sistemazione di via Giordano Bruno dal ponte autostradale all’inizio di viale 4 novembre, questo lo dico per inquadrare di che cosa stiamo parlando. Il Comune di Senigallia quindi approvava il progetto definitivo dei lavori e iniziava nel 2002 la procedura espropriativa per l’acquisizione delle aree necessarie per l’attuazione del progetto che vi ho appena detto. All’ASUR territoriale numero 4 veniva sottratta per l’ampliamento di via Giordano Bruno una superficie di metri quadri 846 individuata al catasto terreni al foglio numero 28 mappale 318, questo lo dico proprio per far capire a tutti di quale porzione stiamo parlando, ricordo anche che negli stessi espropri l’Amministrazione comunale nei confronti dei privati cittadini, perché oltre all’Asur sono stati espropriati anche terreni di proprietà privata, non ha avuto alcun tipo di contenzioso. L’Asur quindi proponeva ricorso avanti alla Corte di Appello di Ancona in merito alla determinazione della indennità di espropriazione e di occupazione chiaramente instaurando una causa, la numero 1378 del 2005. La causa si concludeva con la sentenza della Corte di Appello di Ancona numero 82 del 2014 depositata in cancelleria in data 5/2/2014 con la quale veniva fissato l’importo complessivo spettante all’Asur pari a 120.179,50 al lordo della somma pari a 5.781 già depositata alla Cassa depositi e prestiti dall’Amministrazione del quale oggi ci troviamo a discutere di riconoscere il debito fuori bilancio. Questi sono diciamo i fatti per come sono andati, con gli importi, i tempi, mi permetto di fare alcune valutazioni prima di terminare rispetto alle quali ci dobbiamo sempre ricordare purtroppo alle volte interessi che sono più di ordine privatistico che di interesse pubblico a cui le Amministrazioni comunali poi quando determinano la loro progettualità devono sempre tenere conto proprio in virtù di una interpretazione della norma, ma soprattutto di un articolo della Costituzione. A che cosa mi riferisco? Mi riferisco per quanto riguarda l’indennità di espropriazione dobbiamo oggi registrare profondi mutamenti sia in termini normativi che giuridici che hanno di fatto stravolto quelli che erano i cardini fondamentali relativi alle valutazioni delle aree necessarie per l’esecuzione delle opere pubbliche, quali? La prioritaria tutela della proprietà privata in netta contrapposizione con l’articolo 42 della Costituzione che sottolinea invece la funzione sociale che deve avere la proprietà privata. Cosa voglio dire? Voglio dire che la Costituzione, articolo 42, recita che la proprietà privata veniva messa a disposizione là dove c’era l’interesse pubblico a un prezzo chiaramente di altro genere rispetto a quello di mercato perché chiaramente c’era un interesse sociale e pubblico. Poi un altro fattore che determina in questo momento una distortura rispetto alla valutazione degli espropri per fini pubblici è la radicale trasformazione subita a favore del privato delle norme in materia di espropriazione di pubblica utilità. Terzo punto il modificato orientamento dei giudici che sono chiamati a pronunciarsi nelle controversie, ovverosia che cosa succede? Succede che prima veniva in qualche modo ottemperato e quindi il riferimento era l’articolo 42 della Costituzione, ora invece in questi ultimi anni i giudici hanno preferito in qualche modo legittimare le richieste dei privati, in questo caso l’Asur nonostante sia l’azienda sanitaria risponde agli stessi requisiti di un soggetto privato. Inoltre il ridotto ruolo, praticamente nullo, attribuito ai CTP nei ricorsi giudiziari, ovverosia che in pratica i giudici si attengono esclusivamente alle valutazioni dei CTU senza per niente sentire le parti che rappresentano l’interesse pubblico, in questo ambito è maturata sicuramente la decisione che oggi ci vede riconoscere all’Asur, cioè un soggetto pubblico, da un soggetto pubblico che è l’Amministrazione comunale, un importo pari a 120.000 euro circa. Questo è il riconoscimento che siamo chiamati, questa sera il Consiglio comunale è chiamato a fare, in ottemperanza alla sentenza della Corte d’Appello di Ancona.

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): su questa pratica innanzitutto io volevo eccepire una cosa, che mi è pervenuta molto tardi proprio la proposta di deliberazione nel senso che erroneamente non era allegata all’aggiunta dell’ordine del giorno e non so se per un errore, disguido tecnico o qualunque cosa mi è pervenuta stamattina …………

Il Presidente del Consiglio ROMANO: domani lo verificherò Consigliere Martinangeli, perché l’invio c’è stato devo verificare se è arrivato.

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): comunque al di là del fatto se sia arrivata stamattina o l’altro ieri o tre giorni fa, è una pratica che parte dal 2001 ma ciò che rileva di più si conclude con una sentenza della Corte d’appello che è stata depositata in cancelleria nel 2014, a febbraio. Io mi chiedo perché è stata messa in un ordine aggiuntivo ad un ordine del giorno che già ha cinque giorni di preavviso per i Consiglieri non solo di minoranza e di opposizione ma anche Consiglieri che a suo tempo neanche c’erano, quindi non possono neanche conoscere della questione per sentito dire, quanto meno per aver seguito nel passato altri passaggi. Pertanto a questo punto io non ho avuto né il tempo né la possibilità di approfondire se l’amministrazione abbia agito bene o male nel perseguire la causa che poi è stata intrapresa dall’Asur, non ho elementi per stabilire se la valutazione del terreno espropriato sia stato fatto sulla base di un conteggio basato su eque remunerazioni, non ho nessun riferimento per poter valutare quello che mi risulta e questa operazione ha portato un bell’aggravio alle finanze pubbliche per cui chiaramente io non mi sento assolutamente di poter votare a favore di un debito di bilancio che comunque ci doveva venire proposto in altri tempi e in altra maniera dandoci la possibilità, visto che c’era il tempo, tanto la sentenza è del 2014, per quale motivo non c’è stato dato un idoneo preavviso e tanto più è stato messo anche come ordine del giorno aggiunto, quindi neanche è stato inviato con l’ordine del giorno iniziale, quindi a prima valutazione, all’unica valutazione che mi è data di poter dare a quest’ora e a seguito del poco tempo che io e tutti abbiamo avuto per esaminarla, proprio un voto assolutamente sfavorevole e quindi voterò assolutamente contrario.

Il Consigliere SANTARELLI (PD): come tutti quelli che hanno fatto i turni di notte a un certo punto il turnista si sveglia, quindi io se lo vogliamo mettere sulla discussione Martinangeli sarei in grado di parlare anche fino alle cinque, però la sintetizzo con due brevi parole. Abbiamo fatto un passaggio in Commissione, avevate un vostro esponente presente ma soprattutto anche lucido, io penso che una volta fatto il passaggio in Commissione sia sufficiente, quindi mi basta questa cosa qui.

Il Consigliere BOZZI (Movimento 5 Stelle): intervengo semplicemente per dire che si ho partecipato, forse non ero molto lucido quando ho partecipato alla commissione, passatemi la battuta a quest’ora, però io con questo dichiaro che non voglio partecipare alla discussione e non voterò alla fine.

Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): non voterò questa pratica però mi meraviglio che essendo una sentenza del 2014, abbiamo già discusso di Bilancio in già due occasioni, questa cosa non è mai emersa eppure già c’era. [si registra un contraddittorio fuori microfono] ho capito però nelle Commissioni non è stato tirato fuori …………

Il Presidente del Consiglio ROMANO: Assessore Memè lasci intervenire il Consigliere Mandolini.

Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): qui si approva un debito fuori bilancio che andrà praticamente a sostituire alcune risorse, alcune risorse non potranno essere utilizzate perché c’è questo da pagare. Non me la sento di votare quest’atto, non è stato approfondito, non ne è stato mai neanche parlato, magari se ne doveva parlare in Commissione.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): come ho già espresso in Commissione, ciò che ha detto la Martinangeli, ho sollevato le problematiche e quindi siamo obbligati a fare questa variazione di bilancio perché c’è un’ingiunzione quindi dobbiamo pagare anche se non condivido le tempistiche, come ha detto la Martinangeli e quindi non posso votare a favore non conoscendo tutti i risvolti e quindi mi asterrò dal votarla.

Il SINDACO: molto semplicemente, intanto chiedo al segretario e al dirigente di intervenire per chiarire i passaggi, poi c’è un atto che si chiama sentenza e vi assicuro che come voi non solo non la vorrei, la vorrei anche non ottemperare se fosse possibile, vorrei proprio non ottemperare, vorrei ricorrere se fosse possibile, ma siccome hanno fatto una valutazione nel merito, abbiamo già pagato troppo nel merito e nel quantum ma rispetto al quale i valori non sono stati dati dal Comune di Senigallia, vado a memoria, ci sarà un CTP, un CTU, un Giudice che sentenzia, però ci dovremmo ricordare quando magari diciamo ho visto i cantieri cantieri fantasma del Comune di Senigallia. I cantieri fantasma del Comune di Senigallia per esempio non ci sono, ci sono soltanto i cantieri dei privati, no del Comune, dei privati, come si interviene? Si espropria l’area? Come si interviene sulla Sacelit Italcementi? Sul cantiere del Politeama? Si espropria l’area? Se no basta, come ha scritto la Martinangelil basta un semplice vaffa e abbiamo risolto il problema, e mica è così, quando si fanno gli espropri purtroppo di cono riconoscimenti importanti, ci sono delle altre sentenze, cambiano i valori e noi ci dobbiamo adeguare. Adesso sulla tempistica non vi so dare elementi ulteriori ma nel merito cambierebbe veramente poco, è un debito fuori bilancio che dobbiamo riconoscere perché c’è una sentenza a noi sfavorevole, rispetto a quello che dite lo condivido in pieno, la potessi incenerire lo farei volentieri ma purtroppo invece bisogna pagare, penso che prima lo riconosciamo meglio è, ma mi rimetto alla volontà del Consiglio.

Il Consigliere PROFILI (Obiettivo Comune): vorrei chiarire questo aspetto che è stato sollevato proprio perché è stato affrontato in Commissione. È stato chiarito che il debito era stato già inserito in bilancio, quindi non è che non era stato previsto come capitolo di spesa, sui tempi è stato chiarito che essendo una sentenza della Corte d’appello sono stati chiaramente aspettati i tempi tecnici per valutare se c’erano i presupposti per un eventuale ricorso in Cassazione, non sono stati ritenuti sussistenti perché il ricorso in Cassazione può essere fatto non per motivi di merito ma solo per motivi di illegittimità, poiché non c’erano questi presupposti la sentenza è divenuta definitiva, questi sono più o meno i tempi tecnici per questo si è arrivati ad oggi. Questo è tecnicamente la spiegazione tecnica giuridica, quello prevista dal codice di procedura civile che è stato detto in Commissione.

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): consigliere profili mi vuole dire che c’è voluto un anno e mezzo affinché passasse in giudicato la sentenza del febbraio 2014? Questo le chiedo.

Il Consigliere PROFILI (Obiettivo Comune): facciamo lo stesso lavoro, sappiamo quali sono i tempi tecnici e quindi mi sembra una domanda fuori luogo.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: Consigliere Martinangeli prego, poi chiudiamo magari se no con questo botta e risposta non finiamo più.

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): mi deve permettere che non è fuori luogo il mio intervento ma il suo perché se non facessimo lo stesso lavoro lei vorrebbe farmi credere che ci vuole un anno e mezzo per far passare in giudicato una sentenza e questo è molto grave, ha capito? Consigliere non si fanno queste cose. Io ho finito.

Si dà atto che escono i Consiglieri Bozzi, Mandolini, Canestrari: Presenti con diritto di voto n. 18.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: facciamo chiarire al Segretario e dopo chiudiamo la questione.

Il Segretario MORGANTI: sto parlando con persone che conoscono benissimo i percorsi e le procedure. Noi nel 2014 abbiamo avuto due debiti fuori bilancio, sostanzialmente due sentenze. Abbiamo gestito con priorità quella di circa seicento - settecentomila euro. Ho avuto occasione di dirlo in Commissione, tutte e due le questioni poi bisogna vederle anche in un contesto complessivo, dopo sappiamo che per passare in giudicato, comunque sia sono anche immediatamente eseguibili, quindi non è tanto il fatto del passaggio in giudicato, però questo elemento conta perché nel caso specifico non ci è stata notificata e quindi è passata in giudicato dopo un anno e quarantacinque giorni che è il termine lungo; per cui la valutazione di questa situazione specifica è scorsa un po’ più nel tempo perché ci siamo dovuti occupare con priorità dell’altra che invece ci era stata notificata e avevamo necessità di definire le modalità di pagamento, la tempistica e reperire i fondi. Probabilmente ci si è messo un po’ più di tempo di quello che sarebbe stato necessario però dentro questo contesto forse diventa più ragionevole capire, perché la situazione ci ha richiesto effettivamente, riportandoci con la mente anche a quella situazione finanziaria, un’attenzione particolare, tant’è vero che poi abbiamo definito con la controparte, che aveva vinto la causa, una rateizzazione per far fronte a quel debito. Poi abbiamo messo in moto la valutazione di quest’altra situazione per la quale non siamo stati costretti ad agire, per quanto riguardava la valutazione inerente l’eventuale ricorso in Cassazione, che poi comunque non c’è stato, nel termine breve, ma nel termine lungo di un anno e quarantacinque giorni che adesso per la verità non so dire quando scadeva, non lo ricordo a memoria. Siamo arrivati a ridosso della scadenza del termine quando abbiamo deciso di non presentare ricorso in Cassazione e abbiamo quindi rimesso in moto il meccanismo di valutazione inerente il reperimento dei fondi che abbiamo messo in assestamento di bilancio per poi attivare, quello sì magari avremmo potuto attivarlo un po’ prima perché l’assestamento l’abbiamo fatto a fine novembre; no avevamo previsto in bilancio a luglio centomila euro e poi dopo a novembre abbiamo messo in moto il meccanismo per quanto riguarda il riconoscimento del debito. Riconosco che avremmo potuto guadagnare un mese, questo sì, dopo l’approvazione del bilancio, però il contesto era questo in generale.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta iscritta al punto 17 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari che viene approvata con 14 voti favorevoli, 1 contrario (Martinangeli), 3 astenuti (Messersì, Rebecchini, Sartini) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, l’immediata eseguibilità dell’atto deliberativo che viene approvata con 14 voti favorevoli, 1 contrario (Martinangeli), 3 presenti non votanti (Messersì, Rebecchini, Sartini) come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO COMUNALE
- Visto l'argomento iscritto al punto 17 dei suoi lavori;
- Udita la relazione dell'Assessore alla pianificazione urbanistica, Maurizio Memè;
Premesse.
- Con delibera di C.C. n. 116 del 06/11/2001 veniva autorizzata la modifica delle OO. UU. nel Piano Particolareggiato Zona Tecnico - Distributiva D3 sostituendo le residue opere ancora da eseguire (sala polifunzionale, pesa pubblica e fabbricato per deposito mezzi della nettezza urbana) il 1° lotto funzionale delle opere di sistemazione di via G. Bruno il cui progetto definitivo era stato in precedenza approvato in linea tecnica con atto di G.M. n. 429 del 03/08/2001. Per la citata modifica delle OO.UU. veniva stipulato tra il Comune di Senigallia e la soc. AR.COM. s.c.r.l. atto di sottomissione ad integrazione di convenzioni a disciplina di lottizzazione piano particolareggiato esecutivo zona tecnico – distributiva D3.
- In ottemperanza agli impegni concordati tra il Comune di Senigallia e la soc. AR.COM. s.c.r.l., veniva approvato il progetto definitivo relativo ai lavori di sistemazione di via G. Bruno (D.C.C. n. 30 del 23/01/2002), nonché intrapresa la procedura espropriativa per l’acquisizione delle aree necessarie per l’attuazione del citato progetto; all’ASUR Zona Territoriale n. 4 Senigallia veniva sottratta per l’ampliamento di via G. Bruno un’area di superficie di mq. 846 ed individuata al Catasto Terreni al Foglio n. 28 mappale n. 318.
- A seguito della notifica all’ASUR Zona Territoriale n. 4 Senigallia dell’Ordinanza del Dirigente Urbanistica n. 195 del 31/03/2005 relativa alla misura dell’indennità provvisoria di espropriazione e di occupazione, la stessa ASUR proponeva ricorso avanti alla Corte di Appello di Ancona in merito alla determinazione della suddetta indennità (causa n. 1378/05 R.C.).
- La causa si concludeva con la sentenza della Corte di Appello di Ancona n. 82/14 del 10/07/2013, depositata in Cancelleria in data 05/02/2014, con la quale la stessa si è così pronunciata:
La Corte determina l’indennità definitiva di esproprio spettante all’ASUR Zona territoriale n. 4 nella somma di Ђ 93.060,00 e quella di temporanea occupazione in misura ragguagliata agli interessi al tasso legale sull’indennità di espropriazione così come determinata, con capitalizzazione annua, per il periodo dal decreto di occupazione temporanea (20 settembre 2002) al decreto di esproprio (17 ottobre 2006) oltre agli interessi legali sulla differenza tra la somma così riconosciuta e quella già versata dall’ente espropriante presso la Cassa DD.PP.; dispone che la differenza in tal modo risultante sia depositata dal Comune di Senigallia pr4esso detta Cassa; dichiara integralmente compensate fra le parti le spese processuali.
- Preso atto che l’importo di cui è creditore l’ASUR Zona Territoriale n. 4 Senigallia è pari a:
- Indennità di esproprio	Ђ	93.060,00	al 17/10/2006
- Indennità di occupazione	Ђ	9.601,41	al 17/10/2006
(calcolata dal 20/09/2002 al 17/10/2006 come da sentenza)
- Somma depositata x esproprio	Ђ	4.448,80 	da detrarre
- Somma depositata x indennità occupazione	Ђ	1.332,27	da detrarre
- Interessi legali su indennità di esproprio calcolati sulla differenza tra quanto definito in sentenza e quanto già depositato Ђ (93.060,00 – 4.448,80) = Ђ 88.611,20
Interessi =	Ђ	16.022,85
- Interessi legali sull’indennità di occupazione calcolati sulla differenza tra quanto definito in sentenza  e quanto depositato Ђ (9.601,41 – 1.332,27) = Ђ 8.269,14
Interessi =	Ђ	1.495,24
Pertanto la somma complessiva di debito fuori bilancio, comprensiva di quella già depositata alla Cassa DD.PP. è pari a:
Ђ (93.060,00 + 9.601,41 + 16.022,85 + 1.495,24) = Ђ 120.179,50
- Considerato che sono stati depositati alla Cassa DD.PP. a favore dell’ASUR Zona Territoriale n. 4 Senigallia la somma di Ђ (4.448,80 + 1.332,27) = Ђ 5.781,07, restano ancora da depositare presso la medesima Cassa:
Ђ (120.179,50 – 5.781,07) = Ђ 114.398,43
- Richiamato l’art. 194, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 267/2000 Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, ai sensi del quale con deliberazione consiliare gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive.
- Ritenuto pertanto opportuno riconoscere il debito fuori bilancio derivato dalla predetta sentenza per l’importo di Ђ 120.179,50=.
- Considerato che nell’iter della procedura espropriativa, in forza delle Determine del Dirigente del Servizio Urbanistica n. 506 del 22/08/2006 (quietanza di versamento n. 83 del 03/10/2006) e n. 86 del 25/01/2008 (quietanza di versamento n. 8 del 11/02/2008) sono state depositate presso la Cassa DD.PP. a favore dell’ASUR Zona Territoriale n. 4 Senigallia, a titolo di indennità provvisoria di espropriazione e di occupazione, la somma complessiva di Ђ 5.781,07=, e che pertanto la differenza pari a:
Ђ (120.179,50 – 5.781,07) = Ђ 114.398,43
dovrà avere idonea copertura finanziaria.
- Visti, altresì, i Principi Contabili per gli Enti Locali, approvati dal Ministero dell’Interno, Osservatorio per la Finanza e Contabilità degli Enti Locali, con riferimento al principio n. 2 – punto 97 laddove prevede che: la funzione della delibera del Consiglio di riconoscimento del debito fuori bilancio è diretta ad accertare se il debito rientri in una delle tipologie individuate dall’art. 194 del Tuel e quindi ricondurre l’obbligazione all’interno della contabilità dell’Ente, individuando contestualmente le risorse effettivamente disponibili per farvi fronte e n. 101, laddove prevede che nel caso di debiti derivanti da sentenza esecutiva il significato del provvedimento del Consiglio non è quello di riconoscere la legittimità del debito che già esiste, ma di ricondurre al sistema di bilancio un fenomeno di rilevanza che è maturato all’esterno di esso.
- Vista l’avvenuta copertura finanziaria con il Bilancio di previsione 2015: cap. d’uscita n. 2774/1.
- Visto il parere favorevole dell’organo di revisione contabile rilasciato ai sensi dell’art. 239, comma 1, lettera b) n. 6 del D.Lgs. 267/2000 allegato alla presente deliberazione quale sua parte integrante e sostanziale.
- Considerato che la pratica è stata esaminata dalla competente Commissione Consiliare.
- Preso atto dei seguenti pareri favorevoli resi ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 sull'Ordinamento degli Enti Locali:
- dal Segretario Generale;
- Con votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato;
D E L I B E R A
1°) - DI DICHIARARE la premessa parte integrante e sostanziale del presente atto; 
2°) - DI STABILIRE che, alla data odierna, l’importo complessivo di cui è creditore l’ASUR Zona Territoriale n. 4 Senigallia è pari ad Ђ 120.179,50;
3°) - DI RICONOSCERE il debito fuori bilancio derivato dalla predetta sentenza per l’importo alla data odierna di Ђ 120.179,50;
4°) - DI PRENDERE ATTO che la somma pari ad Ђ 5.781,07, inclusa nella predetta somma di Ђ 120.179,50 è già stata depositata alla Cassa DD.PP. di Ancona a favore dell’ASUR Zona Territoriale n. 4 Senigallia e che pertanto la differenza pari a:
Ђ (120.179,50 – 5.781,07) = Ђ 114.398,43
dovrà trovare copertura finanziaria;
5°) - DI STABILIRE che la copertura finanziaria avverrà nel seguente modo: capitolo d’uscita del Bilancio 2015 n. 2774/1 che offre sufficiente disponibilità;
6°) - DI DARE ATTO che, ai sensi dell’art. 23, comma 5, della legge 27 Dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003) i provvedimenti di riconoscimento di debito posti in essere dalle Amministrazioni Pubbliche, di cui all’art. 1, comma 2 del D.Lgs. 165/2001, devono essere trasmessi agli organi di controllo ed alla competente procura della Corte dei Conti;
7°) – DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 mediante separata votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato.-
      

Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Romano Dario	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 2 febbraio 2016 al 17 febbraio 2016 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 18 febbraio 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 13 febbraio 2016, essendo stata pubblicata il 2 febbraio 2016
Lì, 15 febbraio 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,