Senigallia Atto

Riconoscimento debito fuori bilancio per condanna in Appello del lodo arbitrale con Sacramati s.p.a.

Delibera del Consiglio Comunale N° CC/2016/42 del 28 aprile 2016

Presentazione
Approvazione
28.4.2016

Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 42 
Seduta del 28/04/2016
OGGETTO:	CAUSA PROMOSSA DAL COMUNE DI SENIGALLIA AVANTI ALLA CORTE DI APPELLO DI ROMA AVVERSO IL LODO ARBITRALE N. 100/07 DEPOSITATO PRESSO LA CAMERA ARBITRALE PER I CONTRATTI PUBBLICI DI ROMA PRONUNCIATO NEL GIUDIZIO ARBITRALE PROMOSSO DALLA COSTRUZIONI SACRAMATI S.P.A - RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO
L’anno duemilasedici addì ventotto del mese di aprile alle ore 15:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta ordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-14 Paradisi Roberto*-2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro-*16 Perini Maurizio*-4 Bozzi Marco-*17 Pierfederici Mauro*-5 Brucchini Adriano*-18 Profili Vilma*-6 Canestrari Alan-*19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa-*20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica*-21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro*-22 Santarelli Luca*-10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone*-11 Mangialardi Maurizio-*24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Messersì Daniele-*T O T A L E     P R E S E N T I    N° 19

 Alam Mohammad ShafiualConsigliere Straniero Aggiunto*- Becka MaksimConsigliere Straniero Aggiunto*-
Sono altresì presenti gli assessori: Bucari Simonetta, Campanile Gennaro, Girolametti Carlo, Memè Maurizio, Monachesi Enzo, Ramazzotti Ilaria.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Romano Dario nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Segretario Comunale Dott. Morganti Stefano 
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Rebecchini Luigi; 2° Brucchini Adriano;  3° Gregorini Mauro .


Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 7 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: CAUSA PROMOSSA DAL COMUNE DI SENIGALLIA AVANTI ALLA CORTE DI APPELLO DI ROMA AVVERSO IL LODO ARBITRALE N. 100/07 DEPOSITATO PRESSO LA CAMERA ARBITRALE PER I CONTRATTI PUBBLICI DI ROMA PRONUNCIATO NEL GIUDIZIO ARBITRALE PROMOSSO DALLA COSTRUZIONI SACRAMATI S.P.A - RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO e concede la parola all’Assessore alle Risorse Finanziarie, Gennaro Campanile, per la relazione introduttiva.

L’Assessore CAMPANILE: questa proposta di deliberazione del Consiglio comunale è stata in Commissione in approfondimento come avete potuto ascoltare ma soprattutto vedere attraverso la relazione illustrativa, è previsto un debito non previsto a bilancio però c’è stata la sentenza e quindi c’è il riconoscimento del debito, le risorse sono già presenti ma chiaramente bisogna ricondurre nel bilancio le procedure canoniche per riconoscere questo debito, quindi sarà riconosciuto per quanto esposto in premessa ai sensi dell’articolo 194 comma 1 lettera a) decreto legislativo 267/2000 Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali la legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza 405/2015 depositata il 20 gennaio 2015, causa emessa dalla Corte di Appello di Roma sezione civile con la quale il Comune è stato condannato a corrispondere alla Impresa Costruzioni Sacramati la somma di 20.000 euro come compensi professionali, quindi oltre al rimborso spese generali Iva e CPA come per legge e quindi oggi siamo qui per deliberare questa proposta e inserire queste risorse che sono già disponibili.

Si dà atto che esce il Consigliere Perini: Presenti con diritto di voto n. 18.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: apriamo la discussione generale.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): io non vorrei che questa pratica passasse come una pratica tecnica di liquidazione semplice di una parcella legale perché questo non è, anche se il tono dimesso e le parole spartane utilizzate dall’Assessore Campanile vorrebbero in qualche modo proporre questa suggestiva lettura. Io vorrei ricordare la storia che ci porta oggi a questa ennesima débâcle di questi soldi pubblici, questa ennesima cascatella di soldi pubblici, dico cascatella perché quando parliamo di decine di migliaia di euro sono sempre cifre molto alte ma qui in realtà la storia è una storia più lunga, più complessa, più grave. Io ricordo, in modo che resti anche a verbale, che ci sia nella storia di questo Consiglio comunale, che i nuovi consiglieri comunali sappiano come andarono le cose, è una vicenda che io ho seguito per anni personalmente come Consigliere comunale e ricordo che questa storia nasce da una ditta romagnola che si chiamava la Sacramati, ditta romagnola che vinse l’appalto all’ex GIL quando il dirigente del Settore Lavori Pubblici era l’ingegner Roccato e l’assessore ai lavori pubblici era l’attuale Sindaco Maurizio Mangialardi e il Sindaco era Luana Angeloni. Io non voglio nemmeno attribuire troppe responsabilità all’attuale Sindaco Mangialardi, so, sappiamo, anche se qualcuno l’ha sempre negato, che Luana Angeloni non permetteva a nessuno di dire a, gli assessori erano dei burattini nelle sue mani e quindi Luana Angeloni comandava tutto e decideva su tutto. Ricordo che quando la Sacramati vinse l’appalto cominciò i lavori, la Sacramati, e questi sono fatti storici, sub appaltando integralmente in violazione di legge, in violazione della normativa antimafia, in violazione del contratto di appalto, subappaltò tutto il cantiere a una ditta di Assisi che si chiamava Bio Air. Noi producemmo anche in questo Consiglio comunale, all’opinione pubblica, anche delle fotografie del cantiere in cui si evinceva che tutti gli operai, li indicammo uno per uno erano operai dipendenti della ditta BIO AIR di Assisi, non vi erano dipendenti della Sacramati, non c’era la ditta Sacramati, vi era una cessione totale di un appalto, vietato dalla legge, dalla normativa antimafia, dal contratto d’appalto. Ad un certo punto la Sacramati decide di presentare al Comune di Senigallia delle riserve, cioè dice abbiamo fatto un’offerta, ma oggi vediamo che non risponde più alla realtà delle cose, riserve tecnicamente si chiamano, abbiamo bisogno che il Comune ci dia di più, non ci bastano questi soldi. La rendo poco tecnica anche per farci capire da chi ci ascolta. Presentano queste riserve, un eroe civile del tempo che fu bacchettato da alcuni membri dell’Amministrazione comunale, si chiamava e si chiama ingegner Piero Bartera direttore dei lavori disse no, non si concede nulla perché non ci sono le condizioni per concedere. A quel punto la Sacramati decide di andare in causa, non va in causa davanti alla magistratura ordinaria perché in quel contratto era prevista una clausola cosiddetta compromissoria, vale a dire una clausola che prevedeva di delegare a degli arbitri esterni, arbitri privati, l’eventuale contenzioso, si va di fronte al collegio arbitrale. Si va di fronte al collegio arbitrale e lì succede un fatto di una gravità inaudita e per la quale più volte abbiamo invocato l’intervento anche della Corte dei conti, perché cosa succede? Succede che l’Amministrazione comunale si costituisce nel giudizio arbitrale e si difende esclusivamente, e come poi si è dimostrato si difende malissimo, nel merito delle riserve tecniche fatte dalla ditta Sacramati, quindi si difende da un punto di vista di materiali messi, ore di lavoro messe e quant’altro, ma non dice una sola parola, un solo rigo non si scrive, né nella memoria, perché ho controllato tutti gli atti e tutti i documenti, né nella memoria che fanno gli uffici, né nella memoria che l’avvocato pagato profumatamente dal comune deposita nel giudizio arbitrale, non c’è una sola riga in cui viene eccepita l’unica cosa che avrebbe fatto chiudere la causa da lì a nove minuti di collegio arbitrale, e cioè l’eccezione di inadempimento contrattuale in violazione di legge anche vale a dire che vi era stata una cessione, un subappalto illegale del contratto. Sarebbe bastato costituirsi con quattro righe, io sottoscritto Luana Angeloni delegato dal Comune in forza di eccetera eccetera eccetera eccepisco in via preliminare violazione del contratto di appalto, violazione della normativa, quello sarebbe bastato a vincere la causa. Perché il Comune non lo scrive? Perché l’avvocato del Comune non eccepisce quella gravissima illegalità? A questa domanda nessuno ha risposto, quest’aula divenne sorda e grigia, più sorda che non grigia, perché mi sembra che fosse sempre quasi rossiccia e il Comune perde clamorosamente quel contenzioso, perde quel contenzioso e non è che abbiamo perso cinquemila euro, abbiamo scherzato, perde oltre due milioni di euro, diamo le cifre. Due milioni di euro di cui 532.958 a titolo di pagamento per pretesi lavori residui non pagati, 261.653,27 euro a titolo di risarcimento del danno, questi hanno messo una ditta illegalmente che era la Bio Air e ottengono ai cittadini senigalliesi, da me, da voi che li avete rivotati, che vi siete messi in lista con loro per farli rivotare, li avete pagati voi 1.109.167,47 euro a titolo di pagamento delle riserve presentate dalla ditta contro Comune, il tutto naturalmente oltre rivalutazione e interessi, per questo dicevo oltre due milioni di euro. Il Comune che fa? Non paga e non pagando questi fanno l’esecuzione. Ricorderete che hanno pignorato anche la caserma dei carabinieri, finimmo sui giornali nazionali perché la ditta fece l’esecuzione e pignorò anche la caserma dei Carabinieri oltre a tanti beni immobili del Comune di Senigallia. Alla fine il Comune decise di pagare con i soldi nostri, non pago dice non solo paghiamo, adesso facciamo appello perché abbiamo ragione noi e allora direte adesso finalmente, visto anche che questo consigliere l’ha detto guardate che non l’avete scritto che c’era il subappalto illegale, non l’avete eccepito, facciamo appello adesso vinciamo, e voi penserete la prima cosa che faranno stavolta è eccepire che c’è un inadempimento di legge, qualcuno però mi deve smentire stasera, qualcuno mi deve dire che quello che dico non è vero, che sono un pazzo, che sono un visionario, mi deve portare documenti in cui attesta questo, lo deve fare stasera qualcuno, qualcuno lo deve fare stasera. In atto di appello il Comune però questa cosa non la dice, e un’altra volta non la dice, fa una lite temeraria perché non c’è motivo di fare quella lite perché sulle questioni tecniche quella causa l’hai già persa perché ti sei difeso male anche lì, non perché doveva essere persa, perché ti sei difeso male anche lì e riperde un’altra volta anche l’appello. Colpa grave, dolo, sciatteria, leggerezza, follia? Cos’è assessore ce lo dica lei, ci risponda Assessore Campanile, oggi ci dica perché non avete eccepito quell’inadempimento visto che oggi chiedete ancora, i giudici hanno detto una lite temeraria, e vi condannano, perché è temeraria questa lite, perché questa volta a confermare purtroppo quel lodo arbitrale che era scontato in assenza di quella eccezione che era fondamentale e dirimente è la Corte d’Appello di Roma, la magistratura ordinaria, che addirittura definisce nella sentenza, perché io l’ho letta ovviamente, conosco molto bene le carte, definisce inutile lo sforzo difensivo del Comune di Senigallia. Inutile, certo che era inutile, però poi diciamo, ho sentito anche prima il Sindaco, aumentiamo la TARI, le tasse non si abbassano perché dobbiamo garantire i servizi sociali, no voi dovete garantire ancora di pagare le tariffe agli avvocati, di pagare sentenze che sono già scritte, pagare i famosi settantunomila euro all’avvocato per la bandiera tricolore che ancora giustamente è lì e l’avvocato Lucchetti di Ancona ha chiesto 71.000 euro, ha fatto bene a chiederli se c’è qualcuno che glieli dà e gli sono stati pagati, questo noi garantiamo, no i servizi sociali, i servizi legali, questo Comune garantisce ormai i servizi legali non i servizi sociali. Questa è la storia della Sacramati, l’ho riassunta in termini anche sintetici, potrei dire tante altre cose, se ci sarà modo le dirò durante la discussione, però io questa sera oltre a ricordare questo che resti agli atti, ribadisco la domanda perché, Assessore Campanile, non avete eccepito, né in primo né in secondo grado l’inadempienza contrattuale e la violazione di legge che vi avrebbe permesso di vincere la causa, perché? Perché? Perché?

Si dà atto che entra il Consigliere Bedini: Presenti con diritto di voto n. 19.

L’Assessore CAMPANILE: solo per chiedere anche al relatore di questa causa che era il segretario generale, per rispondere tecnicamente visto che ha la storia di questa causa rispetto alle istanze che sono state poste dal Consigliere Paradisi.

Il Segretario MORGANTI: non penso di dover entrare nel merito perché si tratta di un contenzioso, come lei ha giustamente detto, per la verità risalente perché il lodo risale al 2007, devo dire che le strategie difensive le fanno gli avvocati, ci siamo avvalsi degli avvocati, abbiamo sostenuto le nostre ragioni come comune, ripeto nel merito delle singole questioni tecnico-giuridiche trattate non penso che sia questa la sede per entrare, d’altra parte la documentazione relativa a tutto questo contenzioso è disponibile, lei già ce l’ha e la possono avere tutti gli altri, oggi ovviamente stiamo parlando di una causa in appello rispetto alla quale, la temerarietà della lite non è stata riconosciuta da nessuno, rispetto alla quale vi è stata una decisione che non ha accolto il nostro ricorso in appello, d’altra parte sappiamo che la procedura è anche particolare perché si tratta di volontaria giurisdizione avvalendosi della clausola compromissoria che era prevista nel contratto. Dopodiché sappiamo anche che per queste cause specifiche il ricorso in appello prevede dei limiti rispetto a quelle che possono essere le motivazioni da addure ma ripeto quella ovviamente è una strategia difensiva che costruiscono gli avvocati, sono giudizi di altra natura da questo punto di vista che lei fa. Non penso che ci sia altro da aggiungere, oggi la questione è definita, è chiusa, è vero che il ricorso in appello si è concluso negativamente, si tratta qui di riconoscere un debito molto limitato perché il Comune è stato condannato alle spese, si tratta di riconoscere sostanzialmente la pronuncia della Corte di Appello. Ripeto sulle singole questioni giuridiche che hanno costituito oggetto del contenzioso, il contenuto del contenzioso non ritengo di dover entrare io in questa sede perché altri lo hanno fatto, dopodiché il Comune ha ritenuto di sostenere le proprie ragioni e ritenuto che vi fossero le condizioni per sostenerle, d’altra parte il rischio che è il tema tipico dei contenziosi è una ragione intrinseca del contenzioso stesso, la valutazione allora era che vi fossero le condizioni e i presupposti per sostenere le nostre ragioni. 

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): no, non mi può bastare una risposta tautologica come questa, non è ammissibile. Io ho detto delle cose molto specifiche. Intanto mi risulta che l’avvocato cui vi siete rivolti quella volta lo avete interpellato tante altre volte per tante altre cause, quindi dire oggi abbiamo lasciato la strategia difensiva all’avvocato e basta, quindi responsabilizzare totalmente l’avvocato, l’avvocato perde una causa da due milioni e negli anni continuiamo a dargli le cause, se è così c’è tanta sciatteria amministrativa, c’è tanta sciatteria, cioè voi dite la responsabile è dell’avvocato perché la strategia difensiva è la sua, ci ha fatto per questi due milioni e mezzo però nel corso degli anni gliene abbiamo date tante altre di cause. La verità, come ho detto prima, è che quella indicazione all’avvocato non è stata nemmeno data perché nella memoria che gli uffici hanno fatto per l’avvocato, perché io quando chiedo gli atti non chiedo solo gli atti formali, chiedo anche gli atti, si chiamano endoprocedurali cioè gli atti tra gli uffici, i pareri, le memorie e io ho letto anche quelli per vostra sfortuna, e gli uffici capitanati dal dirigente Roccato, non hanno scritto all’avvocato di eccepire questa cosa, questo è il punto. La domanda è perché? Non mi rispondete di nuovo che è la strategia dall’avvocato perché se all’avvocato voi non fate presente i fatti storici e le violazioni che sono state commesse l’avvocato neanche se le può inventare, quindi io vi domando, ancora una volta, circoscrivo la domanda, non è più adesso perché non avete eccepito nell’atto dell’avvocato questo, peraltro atto controfirmato dall’allora Sindaco, quindi l’avrà riletto immagino, la domanda è perché nella memoria degli uffici o nelle comunicazioni che l’Assessore e il Sindaco hanno dato, non c’era la richiesta all’avvocato o comunque la comunicazione all’avvocato che questo era successo, che vi era stato un subappalto illegale. Poi se voi mi dimostrate che all’avvocato voi avete chiesto questo e l’avvocato ha detto no allora sicuramente può essere colpa solo dell’avvocato, ma in quella memoria non c’era. Allora la domanda è: perché non avete dato, il comune non ha dato, l’Amministrazione comunale, gli uffici tecnici, non hanno dato questo dato fondamentale all’avvocato? 

Il Segretario MORGANTI: non volevo scaricare sul professionista che ha tutelato le ragioni del comune, ovviamente si condividono i percorsi, ho parlato di strategie perché ci si affida al legale, ci si confronta e ovviamente si condividono i percorsi perché poi è ovvio che la documentazione la si acquisisce e sono gli uffici che impostano i contenuti, per carità, volevo essere chiaro su questo, sul resto non posso aggiungere in questa sede altro.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): io ho fatto una domanda, mi rispondesse non lo sappiamo, non ho niente da aggiungere, non lo sa Assessore perché? [si registra un contraddittorio fuori microfono] Traduco per chi ci ascolta da casa, l’Assessore sta dicendo fuori microfono non ho presentato io la proposta. Chi l’ha presentata il Sindaco? Chiedo al Vice Sindaco di rispondere per il Sindaco.

L’Assessore MEMÈ:  solo perché a domanda specifica posta da Paradisi non so rispondere nel modo specifico rispetto a quello che ci ha chiesto.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): io apprezzo la sincerità del Vice Sindaco Memè, ci mancherebbe altro, però Presidente adesso chiariamoci, questo è un momento di imbarazzo per questa maggioranza perché io ho ricostruito in modo puntuale, dettagliato, ho detto cose che chiunque può verificare perché a me piace studiare prima di parlare, e che mi si risponda l’Assessore non sono io il relatore, il Vice Sindaco dice io onestamente non sono in grado di rispondere, però ce la chiedete oggi di votarla, parte dal 2007, ma ……[si registra un contraddittorio fuori microfono] no assessore avevi fatto bella figura, l’assessore adesso dice è del 2007 quindi noi chiediamo un’altra cosa. No le storie vanno ricostruite e io credo che questa è una risposta che l’Amministrazione comunale deve dare. Presidente guardi vi tolgo dall’imbarazzo perché credo che chi ci ascolta da casa si sia fatto un’idea ma anche i Consiglieri di maggioranza che hanno una coscienza un po’ critica hanno capito, anche se poi devono tacere per ordine di partito, però io credo che l’imbarazzo sia pesante, si senta, sia evidente e credo che sia una pessima figura per l’Amministrazione comunale, però vi chiedo a questo punto e lo chiedo al Vice Sindaco visto che è stato sincero, glielo riconosco, di impegnarsi affinché mi venga inviata una risposta scritta, puntuale su quello che io ho chiesto, perché io voglio capire il motivo per cui dagli uffici tecnici non è arrivato questo dato, questa posizione non è stata presa perché mi risulta che ancora oggi quegli uffici tecnici sono diretti dalle stesse persone e quindi io vorrei capire perché. Ricordo che su questa vicenda, questa e altre, questa era in modo particolare una vicenda importante che io denunciai, il signor Gianni Roccato mi querelò, io lo ringraziai anche, toga finalmente andiamo in tribunale dove ovviamente fui assolto dal diritto di diffamazione per aver detto quello che ancora dico oggi, assolto, e ricordo che non si presentò neanche il signor Roccato all’udienza, era la persona offesa non c’era. Cosa è cambiato da allora se ancora oggi paghiamo le conseguenze di quella sciagurata gestione del cantiere ex GIL che ci è costato due milioni e mezzo di euro. Allora io chiedo, e la finisco qua, ovviamente preannunciando il voto non contrario ma contrarissimo per un semplice motivo perché queste, almeno queste spese, questi 29.000 euro di spese legali poi ridotte di qualcosina, almeno queste io credo non debba essere un compito oggi del Consiglio Comunale votarle, io non credo, io credo che oggi il Consiglio comunale si doveva su questa pratica, e mi auguro che la maggioranza voti no, perché avete capito la storia, chi l’ha ascoltata l’ha capita, non me l’aspetto da tutti intendiamoci, non me lo aspetto da tutti, vi chiedo di votare no e di dire a questi responsabili, poi andremo a individuare chi sono, tirateli fuori voi questi soldi, avete fatto un danno erariale, tirateli fuori voi, sono ventimila euro, tirateli fuori voi questa volta, non li chiediamo ancora una volta ai cittadini di Senigallia, tirateli fuori voi, non li fate tirare fuori un’altra volta a noi per sciatterie, chiamiamole così, clamorose che avete commesso, tirateli fuori voi, non i cittadini di Senigallia, un voto contrario, un voto contrarissimo, un voto ferocemente contrario. 

Il Segretario MORGANTI: adesso Consigliere lei sa bene, voi sapete bene che questo è un atto dovuto, quello di riconoscere il debito derivante da una sentenza, [si registra un contraddittorio fuori microfono] ma è così, è così, certo che il Consiglio può votare contro, ovviamente, dopodiché le valutazioni che si fanno valgono sempre, si assume la responsabilità di non pagare un debito per cui le azioni esecutive le subiranno pure i consiglieri comunali, bisogna dirlo, di fatto in questo momento è così, dopodiché se un consigliere vuole riaprire tutta una vicenda amministrativa di cui abbiamo parlato, c’ero io, c’era il Consigliere Paradisi, abbiam parlato più volte, mi permetta, anche sui contenuti le risposte che lei chiede oggi più volte sono arrivate, perché qui c’è stato il riconoscimento del debito principale dopo il lodo del 2007, lei lo sa, lo sapete tutti, su questi temi il confronto c’è stato, permettetemi di dire questo, dopodiché non voglio certo entrare in conflitto come segretario, però è vero che c’è una vicenda storica, è vero che dibattiti in Consiglio comunale sul tema ce ne sono stati parecchi, è vero che questo è il momento conclusivo che comporta un debito derivato da questa sentenza della Corte di appello che rispetto a tutta la vicenda di cui si è detto forse c’entra perché siamo in quel tema lì, ma riaprire tutto, libertà del consigliere comunale di farlo, libertà di riproporre gli stessi temi, ma quei temi sono stati trattati più volte in Consiglio comunale.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: Consigliere Paradisi per?

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): per fatto personale.

Il Presidente del Consiglio ROMANO: trenta secondi, Consigliere è intervenuto venti minuti, non è che non le ho dato la parola, ci deve essere anche il fatto personale.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): il segretario comunale che io stimo e rispetto che pur non essendo stato eletto dal popolo oggi mi risponde in contraddittorio come se fosse un consigliere comunale, mi dice delle cose che non sono vere che starebbe a un consigliere comunale dire le cose non vere, il Segretario dovrebbe intervenire su questioni tecniche, invece interviene su questioni politiche perché mi dice che non è questo il modo di riaprire politicamente perché politicamente le risposte sono già state date. Mi scusi non è che adesso mi può dare la parola al Segretario come se fosse stato eletto dal popolo, e non è stato eletto dal popolo, e toglie la parola a me che qualche voto l’ho preso in questa consultazione elettorale, mi vuole togliere la parola, presidente se lo faccia dire, lei rispetto a quel signore che era lì fino a qualche mese fa che adesso ogni tanto si siede alla sua destra, alla destra del Padre, lei ha fatto passi da gigante, noi siamo passati da una gestione non faziosa, noi siamo passati da una gestione mussoliniana senza il carisma del Duce, del Consiglio comunale, ad una gestione, le devo dare atto, a parte questa interruzione che mi sta facendo per cui le do il cartellino giallo, ad una gestione glielo riconosco per la prima volta dopo mesi, a parte le prime sedute in cui forse l’inesperienza, forse la voglia di mostrarsi di fronte al suo capo in cui era francamente un pochino fazioso, ultimamente lei ha gestito in modo corretto e devo dire serio il Consiglio comunale, se lo dico io la prenda come un buon complimento. Però non mi tolga la parola adesso ma ho quasi finito. Io devo rispondere al Segretario Comunale politicamente e risponderò, però mi auguro che poi non ci siano segretario Morganti altri interventi di questo genere, poi magari la prossima volta si candida e parliamo da qua a là. Le risposte in realtà non sono mai state date, è vero che tante volte, qualche volta se ne è parlato in questo Consiglio Comunale, spesso anche perché abbiamo riportato questo argomento, ma su questo punto specifico la risposta non è mai stata data, non è mai stata data per cui è inutile dire che ne abbiamo parlato, l’ultima volta che ne abbiamo parlato ricordo anzi, si disse ma ne abbiamo già parlato quando facemmo la Commissione d’inchiesta e fu bocciata e quindi non ne parlammo nemmeno l’ultima volta, se lo ricorda. Ci dissero c’è stata la discussione sulla Commissione d’inchiesta, la Commissione d’inchiesta non è stata accettata perché non c’era bisogno e quindi la maggioranza l’ha bocciata e quindi è inutile che ne riparliamo oggi, ogni volta è inutile che ne riparliamo, questa risposta non è mai stata data. Allora io chiedo di nuovo che questa risposta mi venga data per iscritto sulla domanda specifica e mi appello ai consiglieri comunali ricordando loro che non è vero che è un atto dovuto perché tutto ciò che passa per il Consiglio comunale e passa per il voto giuridicamente non è mai un atto dovuto, i vostri colleghi di maggioranza che hanno più dimestichezza con queste cose ve lo spiegheranno, non è un atto dovuto, non è un atto dovuto da parte del Consiglio comunale, è un atto discrezionale del Consiglio comunale, può riconoscerlo o non riconoscerlo. È vera la conseguenza che dice il Segretario, se non la votiamo cosa può succedere? Può succedere che la ditta fa una nuova esecuzione, verissimo, ma questo non succederebbe se i responsabili politici e tecnici amministrativi di questa situazione mettessero mano al portafoglio tirassero fuori poco più di ventimila euro, che non sono pochi ma per chi percepisce stipendi importanti non sono neanche tanti, loro è la colpa, loro paghino, quindi se pagheranno spontaneamente non ci sarà nessuna azione esecutiva nei confronti dell’amministrazione comunale. Dico di più, un voto per chi voterà a favore, potrebbe esporre chi voterà a favore eventualmente un procedimento presso la Corte dei conti perché il voto responsabilizza tutti, il voto responsabilizza tutti. 

Il Presidente del Consiglio ROMANO: non vedo altri interventi quindi dichiarazioni di voto sulla pratica.

Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): dopo aver sentito Paradisi resto un po’ allibito e mi dispiace che non ci sia il Sindaco perché al Sindaco piace prendersi tutti i meriti e quindi penso si debba prendere il merito anche di questa vicenda. Perché dico questo? Perché non è che intanto è cambiata l’Amministrazione comunale, sarebbe stato anche giustificato il fatto, c’era un’altra Amministrazione che ha causato queste cose, ce le ritroviamo, ma l’amministrazione era sempre la stessa e il Sindaco era l’Assessore ai lavori pubblici, quindi a mio parere politicamente si deve prendere anche questo merito oltre tutti quelli che si vuole prendere. Oggi paghiamo questi ventimila euro per una vicenda del 2007, dobbiamo chiedere questi soldi ai cittadini, ribadisco quello che ha detto Paradisi, voto contrario.

Il Consigliere SARDELLA (PD): francamente non sarei voluto intervenire sulla pratica ma dopo l’arringa del Consigliere Paradisi mi trovo costretto giustificare una posizione che ho già espresso peraltro in una riunione di maggioranza anche per far capire che non è che do un certo tipo di voto perché lo dice Paradisi. Ritengo che la pratica come istruttoria non sia completa perché io senza necessità di dover fare l’accesso agli atti come ha fatto il Consigliere Paradisi avrei voluto vedere comunque quanto meno allegata a questa pratica la sentenza di rigetto dell’appello e l’istruttoria interna endoprocedimentale che ha portato l’Amministrazione a decidere di non impugnare il provvedimento del Tribunale di Roma se e nella misura in cui questo provvedimento fosse impugnabile in Cassazione, quindi non ho gli elementi, fermo restando che non sono d’accordo con Paradisi nell’affermare che questo non è un atto dovuto ma comunque un atto discrezionale perché tutti gli atti del Consiglio comunale sono discrezionali non sono atti dovuti, non ho gli elementi per esprimermi con serenità su questa pratica e quindi il mio è un voto di astensione.

Il Segretario MORGANTI: ho già detto tutto e non voglio abbondare come dice giustamente il Consigliere Paradisi, quindi mi attengo all’aspetto prettamente tecnico, quindi a rigore non è un atto dovuto perché ogni Consigliere vota come meglio ritiene dopodiché in questo caso la responsabilità patrimoniale è del consigliere che non lo riconosce però questo debito che deriva da sentenza tant’è vero che viene riconosciuto quasi come un formalismo sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza da questo punto di vista. Dopodiché la sentenza nel fascicolo c’è ed è stata depositata insieme al fascicolo, è qui, lo so e ce l’ho messa, ovviamente giusto, lo ripeto, in senso stretto non è un atto dovuto, ho spiegato perché secondo me il consigliere comunque si assume la responsabilità diretta in questo caso, la sentenza era stata depositata dopodiché ovviamente ogni Consigliere valuta altrimenti non saremmo qui.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): io intervengo perché a suo tempo feci una mozione sulla chiusura al porto in cui chiesi di attendere a riconfermare l’ingegner Gianni Roccato che il procedimento che avevo scatenato a livello penale fosse terminato per stabilire se c’erano delle responsabilità anche da parte di questo dirigente comunale. Chiaramente il responsabile dirigente di un ufficio importante quando c’è qualcosa che non va ne assume la responsabilità, ma quando noi siamo qui a decidere su qualunque procedimento o atto l’Amministrazione deva validare e quindi approvare come Consiglio comunale chi vota a favore diventa corresponsabile di quello che ha fatto il dirigente strada facendo. No, no è così perché altrimenti vuol dire che uno non si è informato ed è sua colpa e ha votato senza sapere cosa votava. È vero che adesso l’Amministrazione deve pagare perché a questo punto dobbiamo pagare, però è anche il caso che paghi chi ha sbagliato visto che hanno delle polizze assicurative i dirigenti, che le tirino fuori e non siano sempre i cittadini a pagare.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta iscritta al punto 7 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari che viene approvata con 12 voti favorevoli, 5 contrari (Mandolini, Martinangeli, Paradisi, Rebecchini, Sartini), 2 astenuti (Santarelli, Sardella), come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, dell’atto deliberativo che viene approvata con 13 voti favorevoli, 5 contrari (Mandolini, Martinangeli, Paradisi, Rebecchini, Sartini), nessuno astenuto, 1 presente non votante (Sardella), come proclama il Presidente ai sensi di legge.

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO COMUNALE
- Visto l’argomento iscritto al punto 7 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari;
- Udita la relazione dell’Assessore alle Risorse Finanziarie, Gennaro Campanile;
Premesso che:
- con deliberazione della Giunta Municipale n. 199 del 2.10.2007 il Comune di Senigallia proponeva appello avanti alla Corte di Appello di Roma avverso il lodo arbitrale n. 100/07 depositato presso la camera arbitrale per i contratti pubblici di Roma pronunciato nel giudizio arbitrale promosso dalla Costruzioni Sacramati s.p.a;
- con sentenza n. 405/2015 pubblicata il 20.01.2015 nella causa R.G. n. 6939/07 la Corte di Appello di Roma Seconda Sezione Civile, ha rigettato l’impugnazione proposta avverso il lodo n. 100/07 e ha condannato il Comune di Senigallia a rifondere alla società le spese di giudizio per Ђ 20.000,00 per compensi professionali, , oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge;
- la sentenza è stata notificata al Comune con formula esecutiva in data 25.5.2015 ed è passata in giudicato;
- Preso atto che l’importo complessivo da liquidare alla Costruzioni Sacramati s.p.a. è pari ad Ђ 20.000,00 per compensi professionali, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge per un totale di Ђ 29.182,40 e che lo stesso costituisce debito fuori bilancio di cui si può riconoscere la legittimità ai sensi dell’art. 194 comma 1, lettera a) del D.Lgs. 267/2000 Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali;
- Considerato che la somma è stata impegnata con Determina dirigenziale n. 1098 del 29.10.2015 sul cap. 1652/20 – Spese per contenzioso giudiziario, stragiudiziale e legali , Imp. 2015/4976;
- Richiamato l’art. 194, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 267/2000 Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, ai sensi del quale con deliberazione consiliare gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive;
- Visti, altresì, i principi contabili per gli enti locali, approvati dal Ministero dell’Interno, Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali, con particolare riferimento al principio n. 2 – punto 97 laddove prevede che: la funzione della delibera del Consiglio di riconoscimento del debito fuori bilancio è diretta ad accertare se il debito rientri in una delle tipologie individuate dall’art. 194 del Tuel e quindi ricondurre l’obbligazione all’interno della contabilità dell’Ente, individuando contestualmente le risorse effettivamente disponibili per farvi fronte e n. 101, laddove prevede che nel caso di debiti derivanti da sentenza esecutiva il significato del provvedimento del Consiglio non è quello di riconoscere la legittimità del debito che già esiste, ma di ricondurre al sistema di bilancio un fenomeno di rilevanza finanziaria che è maturato all’esterno di esso;
- Vista la deliberazione del Consiglio Comunale n. 62 del 29/07/2015 avente ad oggetto l’approvazione del bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015/2017;
- Visto il parere favorevole dell’organo di revisione contabile rilasciato ai sensi dell’art. 239, comma 1 lettera b) n. 6 del D.Lgs. 267/2000 allegato alla presente deliberazione quale sua parte integrante e sostanziale;
- Considerato che la pratica è stata esaminata dalla competente Commissione Consiliare;
- Preso atto dei seguenti pareri favorevoli resi ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 sull'Ordinamento degli Enti Locali:
- dal Segretario Generale;
- dal Dirigente responsabile dell’Area Organizzazione e Risorse Finanziarie;
- Con votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato;
D E L I B E R A
1°) - DI RICONOSCERE, per quanto esposto in premessa, ai sensi dell’art. 194 comma 1, lettera a) del D.Lgs. 267/2000 Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, la legittimità del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza n. 405/2015 depositata il 20.1.2015, causa R.G. n. 6939/2007, emessa dalla Corte di Appello di Roma, Seconda Sezione Civile, con la quale il Comune di Senigallia è stato condannato a corrispondere alla Costruzioni Sacramati s.p.a. la somma di Ђ 20.000,00 per compensi professionali, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge;
2°) - DI DARE ATTO che la copertura finanziaria del debito di cui sopra trova capienza all’interno del cap. 1652/20, codice ministeriale 1.01.04.03, del bilancio di previsione 2015 approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 62 del 29/07/2015;
3°) - DI DARE ATTO che, ai sensi dell’art. 23, comma 5, della Legge 27 Dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003) i provvedimenti di riconoscimento di debito posti in essere dalle Amministrazioni Pubbliche, di cui all’art. 1, comma 2 del D.Lgs. 165/2001, devono essere trasmessi agli organi di controllo ed alla competente procura della Corte dei Conti;
4°) – DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 del D. Lgs. 18/8/2000 n° 267 mediante separata votazione palese che ha dato il risultato sopra riportato.-
      


Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Segretario Comunale
	F/to Romano Dario	F/to  Morganti Stefano

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 6 giugno 2016 al 21 giugno 2016 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 22 giugno 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 17 giugno 2016, essendo stata pubblicata il 6 giugno 2016
Lì, 20 giugno 2016	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,