Senigallia Atto

INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE

Delibera del Consiglio Comunale N° CC/2018/1 del 31 gennaio 2018

Presentazione
Approvazione
31.1.2018
  • 31.1.2018
  • approvato


Firmatari

Testo

        
COMUNE DI SENIGALLIA
PROVINCIA DI ANCONA
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 1 
Seduta del 31/01/2018
OGGETTO:	INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
L’anno duemiladiciotto addì trentuno del mese di gennaio alle ore 15:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
Previa convocazione nei modi di rito, si è oggi riunito, in seduta straordinaria il Consiglio Comunale.
Fatto l’appello nominale risultano:
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita-*14 Paradisi Roberto-*2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio-*4 Brucchini Adriano-*17 Pierfederici Mauro-*5 Canestrari Alan-*18 Profili Vilma*-6 Da Ros Davide-*19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa-*20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica-*21 Salustri Maurizio-*9 Gregorini Mauro*-22 Santarelli Luca-*10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone-*11 Mangialardi Maurizio*-24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Palma Elisabetta*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 13

 Alam Mohammad ShafiualConsigliere Straniero Aggiunto*- Becka MaksimConsigliere Straniero Aggiunto*-
Sono altresì presenti gli assessori: Bucari Simonetta, Memè Maurizio, Ramazzotti Ilaria.
Essendo legale l’adunanza per il numero degli intervenuti, il Sig. Romano Dario nella qualità di Presidente dichiara aperta la seduta, alla quale assiste il Vice Segretario Comunale Dott. Mirti Paolo


Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 1 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari ed apre le interrogazioni ed interpellanze.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): con questa interrogazione è mia intenzione affrontare una problematica, e per questo chiedo scusa ai dipendenti della Gestiport, che non avevo sollevato ne in sesta commissione e neppure nel consiglio comunale del 27/9/2017 durante la trattazione della delibera del consiglio 76 avente ad oggetto Revisione straordinaria delle partecipazioni societarie detenute dal comune di Senigallia ai sensi dell’art. 24 del D. Lgs. n. 175/2016 con cui abbiamo deliberato di porre in liquidazione la Gestiport spa che ha nel suo organico 4 dipendenti. Chiedo scusa appunto perché prima di votare la delibera non ho posto due delle quattro domande che porgo oggi  e cioè dopo la liquidazione della Gestiport Spa chi gestirà in futuro il Porto della Rovere? Ci sarà la ricollocazione degli attuali dipendenti della Gestiport Spa? Considerato che nella delibera di consiglio 76/2017 si impartiva al sindaco l’indirizzo a partecipare all’assemblea dei soci della Gestiport Spa e votare favorevolmente l’anticipato scioglimento della società con l’avvio della fase liquidatoria e che l’assemblea dei soci della Gestiport Spa si è tenuta il giorno 15 dicembre 2017 e ha deliberato per la liquidazione della società stessa, oggi signor sindaco le rivolgo le seguenti domande: dopo la liquidazione della Gestiport Spa chi gestirà in futuro il Porto della Rovere? A partire da che data? Ci sarà la ricollocazione degli attuali dipendenti della Gestiport Spa? Se i dipendenti saranno ricollocati, dove avverrà?

Si dà atto che entrano i Consiglieri Giuliani e Sardella: Presenti con diritto di voto n. 15.

Il SINDACO: buonasera a tutti, saluto i consiglieri, i colleghi di giunta, il pubblico presente e quello che ci segue da casa con gli strumenti che vengono messi a disposizione di Radio Duomo che ringrazio e lo streaming che è uno degli strumenti di trasparenza voluti da questa amministrazione. Sartini grazie per l’interrogazione, potrei adoperare uno schema tipo perché votiamo gli atti in consiglio e poi ci accorgiamo. La potrei liquidare così, noi applichiamo la legge in maniera ineludibile, le partecipate secondo il decreto Madia devono avere determinate caratteristiche, la Gestiport non le aveva e abbiamo dovuto metterla in liquidazione. Oggi è stato nominato con l’ultima assemblea il liquidatore e per i dipendenti nel periodo della fase di liquidazione troveremo il percorso possibile voluto dalla legge. Lei non può dire dove li ricollochiamo, facciamo quello che la legge ci impone. A oggi, magari poi il prossimo governo farà cose migliori del precedente, a oggi non possono essere riassorbiti nel pubblico, quindi la ricollocazione è dentro i percorsi previsti dalle società in liquidazione, non possiamo far altro, non si possono fare interpretazioni, spero che il liquidatore tenga conto, all’interno del percorso della società pubblica e faremo di tutto per far sì di non avere quattro disoccupati in più. Questo è l’impegno che mi posso prendere, faremo tutto il possibile. Non era il tema enucleabile dalla delibera che abbiamo votato in consiglio, lei Sartini non so se ha votato positivamente, spero di sì, quando si è votato quell’atto era un atto obbligatorio, quell’atto diceva che la Gestiport doveva essere messa in liquidazione, finito, poi le norme sono quelle di una società in liquidazione, non tuteliamo di più o di meno, noi facciamo quello che la legge dice, che ci piaccia o no, spero, quello sì, in un percorso adeguato auspicando pure che siccome il comune è serio, le società sono serie, abbiamo fatto sempre le cose adeguate, purtroppo il liquidatore non tiene conto se ci sono dieci partecipate o due, un comune vicino al nostro, quasi confinante, della stessa dimensione nostra dieci partecipate, noi questa e poi quelle collettive come la Multiservizi, ci hanno trattato come se ne avessimo altre. Il percorso è quello previsto dalla norma e ritengo pure che fa bene a interrogare ma abbiamo poco margine, interroghi il codice civile e da lì proviamo a trarre una risposta insieme.

Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): Sindaco lei mi ha risposto parzialmente anche perché le domande prevedevano anche che procedure ci sono per individuare chi gestirà il Porto della Rovere qui a Senigallia una volta che la Gestiport termina la sua attività, ma anche la problematica non solo di sapere se i quattro dipendenti saranno reimpiegati in altre partecipate similari come prevede il decreto Madia e quindi se c’è la disponibilità di poterli reinserire, ma anche di dare una continuità a questo porto che nella città di Senigallia ha una certa rilevanza e che tra l’altro è costato svariate decine di milioni di euro per la sua realizzazione e quindi bisogna dare quella continuità che lei ha detto giustamente di voler applicare applicando le norme e appunto essendo una Amministrazione seria mi auguro che sia già in iter l’individuazione delle modalità per dare in appalto o altre modalità per la gestione di questo porto considerando che non penso che l’Amministrazione visto che non può ricollocare il personale già esistente con la professionalità di cui dispone, possa essere impiegato e assunto dall’Amministrazione per la conduzione e quindi la gestione in proprio del porto. Non mi ero accorto che c’erano quattro persone mentre nell’altra società che abbiamo deciso di alienare non c’erano dipendenti quindi il problema non si poneva per il Bic e quindi in questo caso mi sono accorto successivamente che non erano state stabilite le modalità, ma il materiale che ci arriva è tanto, ne ho preso coscienza dopo e mi preoccupo sia delle quattro persone perché capisco che a una certa età le persone trovano difficilmente collocazione in ambito lavorativo poi in un settore così specifico, ma soprattutto perché noi abbiamo continuamente fatto investimenti su un’attività portuale cercando di valorizzare quella realtà e mi auguro che non ci sia una discontinuità ma ci sia anzi un miglioramento del servizio per l’intera area portuale.

      
Si dà atto che entrano i Consiglieri Salustri e Angeletti: Presenti con diritto di voto n. 17.

Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): la mia interrogazione era rivolta all’assessore Monachesi ma in sua assenza risponderà il Sindaco, riguarda sempre la frazione Vallone, la solita problematica, perché ho presentato anche più di un’interrogazione su questo argomento, dell’incrocio fra la statale Arceviese e Via Chiusa. Siccome ad una precedente mia interrogazione l’assessore aveva scritto che il problema si poteva più che risolvere attenuare installando un semaforo a chiamata molto simile a quello che è stato installato vicino alla caserma dei pompieri, si poteva risolvere in questo modo, poi anche in un incontro pubblico era stato detto che erano state trovate le risorse economiche per fare questi lavori ad oggi però non è avvenuto niente e son passati diversi mesi, quindi l’interrogazione è volta a chiedere intanto il motivo di questo ritardo e in che tempi visto che le risorse economiche è stato detto che c’erano e in che tempi si possa realizzare.

Il SINDACO: grazie Consigliere Mandolini, in un semaforo ci potrebbe stare tutta la nazione, in quel semaforo, c’è anche un passaggio del 4 dicembre dello scorso anno sempre per non perdere un po’ di abitudine a ricordare quando si fanno le scelte, come dico sempre mai le scelte sciocche dei cittadini, mai, perché il cittadino è elettore e quindi per me non è mai il problema come qualcuno mi ha addebitato, vedete che i cittadini che votano sono sciocchi, no i cittadini sono intelligenti perché votano, c’è l’arbitrio, fanno quel che vogliono e chi magari sostiene determinate idee quelle idee potrebbero essere sciocche, non il voto del cittadino così almeno ci capiamo. Purtroppo la strada è statale perché adesso è ritornata ANAS e ahimè non ne disponiamo. Noi abbiamo messo i soldi a bilancio, poi li abbiamo tolti perché l’abbiamo caricato dentro il contratto di Atlantico quella che gestisce e che sta facendo quell’operazione importantissima e che oggi a Borgo Passera, per esempio gli abitanti di Borgo Passera vedono tutta la luce a led anche nelle frazioni, sorprende anche qualche Consigliere ogni tanto, abbiamo caricato quell’intervento quindi progettato, approvato da noi, passato ad Atlantico e per loro pronti ad intervenire ma l’autorizzazione era prima in capo alla provincia,  passata a ANAS e adesso i tempi sono quelli e ancora l’autorizzazione non c’è stata. So che l’Assessore Monachesi ne ha fatto proprio un elemento di monitoraggio continuo, adesso non ho la data ma almeno la settimana scorsa ancora l’autorizzazione non c’era pervenuta, quindi se c’è un ritardo sicuramente non è nostro. Capisco che poi vuol dire è tutto il sistema e me ne dispiace molto perché ha ragione, ci siamo presi un impegno con lei consigliere Mandolini, ci siamo presi un impegno con i cittadini del Vallone, ci siamo ritornati, ritengo che quell’incrocio possa essere sistemato e messo in sicurezza con quella modalità però purtroppo nonostante tutte le sollecitazioni che avanziamo non appartengono a noi, uno scrive poi sollecita, dobbiamo aspettare i trenta giorni però le garantisco che appena avrò notizia dell’autorizzazione sarà mia cura fargliela avere come autorizzazione poi i lavori ovviamente sono legati alla programmazione ma vedendo come la ditta sta gestendo la pubblica io penso che a quest’ora se fosse per loro l’avrebbero già posizionato almeno dieci volte e quindi sono certo che l’elemento frenante oggi è l’autorizzazione ANAS. Capisce che prima era provinciale e quindi l’autorizzazione la davano  loro, poi il personale è passata alla Regione e poi il personale è ritornato alla provincia e però nel frattempo gli è partita la strada che è ritornata all’ANAS, questa sorta di capra, cavolo e lupo non si compongono per il momento però l’impegno mio è di comunicarglielo al più presto spero.

Si dà atto che entra il Consigliere Brucchini: Presenti con diritto di voto n. 18.

Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): soddisfatto della risposta, ringrazio il Sindaco. Sul passaggio del 4 dicembre devo dire effettivamente l’eliminazione definitiva delle province ci poteva anche stare ma era una caramella messa in una riforma e si votava il globale della riforma non solo quella cosa lì, quindi ovviamente se il 99% delle cose della riforma fa schifo e l’1% magari è una caramella per addolcire tutti, per fortuna gli italiani non ci sono cascati in questo giro a prendere solo la caramella. Comunque tuttavia auspico a continuare a sollecitare l’ANAS affinché rilasci questa autorizzazione.

      
Il Consigliere GREGORINI (Art. 1 MDP): questa interrogazione è rivolta all’Assessore Memè. Assessore noi in questi ultimi anni, sia nell’altra legislatura che in questa legislatura abbiamo accolto tutte le varie osservazioni che ci venivano poste da coloro che hanno un’impresa sulla spiaggia, l’abbiamo accolte, abbiamo uniformato e modificato il decoro degli arenili anche in inverno però purtroppo adesso che iniziano a fare giornate un po’ più belle, se le capita di passeggiare, le parlo in particolar modo nel lungomare di Ponente, lei potrà notare che molti stabilimenti non si stanno attenendo al nostro regolamento. Si vedono molti gazebi pieni di giochi accatastati, pedalò, lastre in cemento che usano in estate per fare i camminamenti, del ferrame, questo tutto sotto il loro gazebo. Nell’ultimo Piano degli arenili abbiamo autorizzato un ampliamento dell’Office per fare accettazione durante l’estate, questi adesso sono stati chiusi e sono pieni di loro materiale che d’estate usano tipo sdraie, pannelli e cose varie. In altri posti invece possiamo trovare i cinesini in metallo che sono stati smontati e che fungono da ombrelloni durante l’estate sono stati riposti con dei sacchi neri che ora sono anche rotti fra il muretto e il loro office perciò passando sul muretto si vedono benissimo. L’altra cosa brutta e poi penso che faccia perdere tempo anche a chi fa la pulizia delle spiagge, negli impianti sportivi tipo beach tennis e pallavolo sono state rimosse le reti pertanto non sono usufruibili ai cittadini per giocare ma sono stati lasciati in piedi tutti i pali del telaio della struttura cosa che non doveva essere fatta, perciò assessore chiedo una verifica oppure se già è stata fatta, se i titolari degli stabilimenti sono stati avvisati di rimettersi in regola perché c’è un rispetto delle norme.

Si dà atto che entrano gli Assessori Campanile, Girolametti e i Consiglieri Perini e Pierfederici: Presenti con diritto di voto n. 20.

L’Assessore MEMÈ: per aggiornare su come viene gestita e quali sono le disposizioni e quali sono i controlli che l’Amministrazione mette in campo proprio su questo tema, sul decoro durante i mesi di non attività degli stabilimenti balneari. È chiaro che tutto quello che viene prescritto come situazione da lasciare durante il periodo invernale è regolato dal Piano degli arenili, questo Piano degli arenili che noi stiamo monitorando perché sulla puntuale applicazione in quanto nell’ultima variante ha visto importanti novità e diciamo sistemazione di alcune situazioni, tra le tante cose ha dato disposizioni precise su come lasciare i luoghi soprattutto quelli che servono d’estate per l’ombreggiamento diffuso e in inverno invece vengono alcune volte lasciati come ricoveri. È chiaro che le disposizioni normative prevedono che siano sgombri da ogni situazione, abbiamo dato un tempo per mettere a posto gli stabilimenti in modo adeguato ovverosia rispettando questa norma perché come lei sa la stagione si è prorogata dato il bel tempo e però abbiamo avvisato tutte le Associazioni di categoria che scaduto quel termine che abbiamo dato, ovverosia i primi giorni di dicembre, la Capitaneria insieme alla nostra Polizia Municipale sta verificando e sanzionando chi non ha adempiuto a quello che le norme tecniche attuative del Piano degli arenili predispongono proprio per il loro svolgimento. Lo dico, e ringrazio la Capitaneria di porto che in questo lavoro di controllo è puntuale e precisa e quindi ringrazio il Comandante, ma devo anche lamentare e fare anche i complimenti a chi tiene lo stabilimento come le regole prescrivono e invece chi tende sempre a interpretare il modo di tenere i luoghi e gli spazi tenendo conto che d’inverno il mare è di tutti nel senso che anche la Sovrintendenza in alcune prescrizioni ci ha dato precise imposizioni rispetto alla qualità dei luoghi, quindi è cura dell’amministrazione continuare e proseguire i controlli e sanzionare laddove non viene rispettato in modo puntuale il Piano stesso. Sulle reti da pallavolo un po’ alzate, un po’ abbassate, nel Piano c’è scritto che le dobbiamo tenere abbassate, in qualche parte ci sono stati atti vandalici e le hanno tagliate quindi su alcune situazioni capiamo bene quali sono le difficoltà, su altre però siamo intolleranti perché il decoro e la spiaggia d’inverno soprattutto perché i turisti che vengono in estate spesse volte fanno un giro sia durante le vacanze di Natale ma soprattutto anche in periodi di weekend normali ci teniamo particolarmente come noi la teniamo pulita e adeguata imponiamo anche agli stabilimenti balneari di tenerla secondo le regole dettate dal piano.

Il Consigliere GREGORINI (Art. 1 MDP): ci sono molti stabilimenti che stanno infatti con attenzione rispettando le norme che abbiamo messo nel Piano degli arenili come invece altri non le stanno rispettando. La ringrazio se fa fare un controllo puntuale perché per pochi magari poi non vorrei che la nostra spiaggia sia in degrado per quel motivo.

      
Il Consigliere PALMA (Movimento 5 stelle): questa interpellanza è rivolta al signor Sindaco e all’Assessore Girolametti. Comunico a tutti i presenti che ieri in data 30 gennaio si è tenuta una riunione con la dirigenza dell’ASUR e dell’Area Vasta 2 e gli operatori sanitari medici e infermieri della cardiologia UTIC di Senigallia, o perlomeno quella che fu un tempo la cardiologia UTIC di Senigallia, per avere chiarimenti in merito a quello che potranno o non potranno fare, dovranno o non dovranno fare dacché per l’appunto la cardiologia per acuti e l’UTIC per acuti a Senigallia non esiste più. Ricordo a lei Sindaco e a lei assessore così come a tutti i presenti e a chi ci ascolta che l’assessore Girolametti pubblicamente dichiarò che avrebbe rassegnato le proprie dimissioni se l’UTIC fosse stata cancellata, ebbene vi comunico che la cardiologia e l’UTIC non esistono più in forza di una determina del direttore generale dell’Asur numero 732 del 15 dicembre del 2017. Tale delibera infatti conferma punto per punto, in tutto e per tutto la scomparsa della cardiologia per acuti e dell’Unità di terapia intensiva cardiologica dal presidio di Senigallia. Facciamo però una breve cronistoria a favore anche di chi ci ascolta e di chi non ha ben presente i fatti che si sono svolti fino adesso. Il 7 luglio del 2011 fu presentata una mozione firmata dall’allora consigliere Rebecchini, Battisti e Mancini per l’istituzione di un DEA di primo livello nell’ospedale di Senigallia, questa mozione fu approvata. Ovviamente nel DEA di primo livello è compresa anche l’UTIC e la cardiologia. Il 24 luglio del 2013 fu presentato un ordine del giorno dai consiglieri Brucchini, Girolametti, Monachesi, Perini, Sardella che chiedeva al Sindaco di attivarsi con i vertici dell’Asur, con il dottor Ceccarelli e con l’allora assessore alla salute Mezzolani per far sì che fosse mantenuto l’assetto organizzativo dell’ospedale di Senigallia ovvero la cardiologia con UTIC. Il 14 febbraio del 2014 l’allora consigliere Girolametti presentò un’interrogazione al Sindaco e il Sindaco così testualmente rispose: il dottor Stroppa ha preso l’impegno di bandire entro la prossima settimana il percorso per l’individuazione di un nuovo primario di cardiologia che avrà, udite bene, tutte le caratteristiche che ha la Cardiologia UTIC compreso. Il 24 di luglio del 2017 nel corso di un’affollata e seguitissima Quarta Commissione, incalzati dalle domande anche della sottoscritta il Presidente Volpini e il direttore generale Marini dichiararono che la 361, delibera con cui veniva cancellata la cardiologia per acuti e l’UTIC da Senigallia era stata sospesa, sospensione che in realtà non c’è mai stata perché verba volant e scripta manent, non è stata mai fatta nessuna delibera che di fatto sospendeva la 361. Concludo Presidente. L’agosto 2017 il Sindaco con la maggioranza e buona parte della Minoranza presentò un ordine del giorno in cui si chiedeva il mantenimento presente e futuro dell’UTIC tramite modifica della 361. Il 15 dicembre del 2017 per tutta risposta il direttore generale Marini, Direttore generale Asur, pubblica la determina 732 che conferma la scelta, e ribadisco una scelta esclusivamente politica perché non è suffragata da nessun dato né epidemiologico né clinico, di privare l’ospedale di Senigallia della cardiologia con UTIC sostituendola con una non meglio precisata unità operativa di riabilitazione cardiologica, vi premetto che la riabilitazione cardiologica in termini medici non esiste, in quanto il primario di fisiatria che arriverà ben presto, è stato tanto decantato, sarà colui che da un punto di vista clinico dovrà avere la responsabilità di questa riabilitazione, perché di reparto riabilitativo si tratta, non sarà più una cardiologia per acuti con UTIC sarà un reparto di riabilitazione in cui la prevalenza del medico sarà del fisiatra, quindi il cardiologo non c’entra più niente. Lo stesso giorno quindi lo stesso giorno 15 di dicembre Volpini fece una dichiarazione riportata da tutta la stampa dichiarando l’UTIC salva, mentendo ai cittadini. Abbiamo quindi preso atto che in tutti questi anni è stato gettato solo fumo negli occhi ai senigalliesi. Fatta questa doverosa cronistoria la sottoscritta quindi chiede al Sindaco di prendere pubblicamente le distanze dal governatore Ceriscioli e dalle scelte politiche, esclusivamente politiche, disastrose del PD per la sanità senigalliese e chiedo anche all’Assessore se intenda tenere fede alla parola data in merito alle sue dichiarazioni circa la promessa di dimettersi in caso di mancato mantenimento dell’UTIC.

L’Assessore GIROLAMETTI: rispondo io intanto anche per fatto personale. La signora consigliera Palma gioca un pochino con le parole e in sanità invece non bisognerebbe farlo. Mi fa piacere che ricorda tutti i passaggi in modo estremamente corretto, sarò un pochino lungo perché lunga è stata l’esposizione e lunga sarà la risposta quindi chiedo perdono se non riuscirò a stare nei termini. Nel 2013 a Senigallia si svolse il Consiglio grande sulla sanità e fu proprio in quel momento che tutta la maggioranza e devo dire anche l’opposizione si schierò per il mantenimento dell’ospedale di Senigallia così come fino ad allora l’avevamo conosciuto e chiedendo anche che la cardiologia di Senigallia, che non è stata mai messa in discussione, mantenesse tutte le sue funzioni compresa l’Unità di terapia intensiva cardiologica e la funzione riabilitativa assegnata dal riordino del sistema sanitario regionale, quindi che la cardiologia di Senigallia acquisisse una funzione in più. Su quel punto ci siamo sempre attivati nel tempo, certo limitatamente a quello che è possibile fare perché le decisioni non le prende il Comune di Senigallia, il Comune di Senigallia può fare un’azione forte di richiesta, critica se volete, contestazione anche di scelte fatte ma non è in capo al Comune di Senigallia poi la scelta in ordine alla sanità. Siamo arrivati a un dato di fatto, che quella delibera che è andata in vigore immediatamente dopo quella si toglieva l’unità di terapia intensiva cardiologica alla cardiologia di Senigallia, quella sì, e che la 361 di fatto sanciva un po’ la rimozione dell’Utic a Senigallia, lì c’è stata una riattivazione forte da parte di questa Amministrazione e siamo arrivati al bloccare, sospendere gli effetti della delibera 361 per quanto riguardava l’UTIC di Senigallia, e così è stato. Perché? Perché la cardiologia di Senigallia ha continuato in questi anni a svolgere sempre una attività di terapia intensiva cardiologica, sempre, anche quando non era più previsto che lo facesse, cioè nel 2014, nel 2015, nel 2016 e dobbiamo dire grazie a tutti gli operatori medici e non medici della cardiologia di Senigallia. Dal dicembre 2017 con la delibera, non determina con la delibera è stato chiarito che la cardiologia di Senigallia può e deve svolgere attività di terapia intensiva cardiologica, quindi ha titolo per farlo. Dopodiché per me questo è sufficiente per dire che posso rimandare le mie dimissioni in quanto i cittadini di Senigallia e non solo di Senigallia di tutta l’Area Vasta numero 2 possono continuare ad avvalersi delle prestazioni adeguate e devo dire di eccellenza anche se questo termine non piace a Volpini, al Sindaco sì ma io in questo momento condivido il termine di eccellenza perché ribadisco che il livello di terapia intensiva cardiologica che viene svolto presso la cardiologia di Senigallia è il più elevato della nostra area vasta, e questo è un dato, e può continuare a farlo nell’interesse dei cittadini di Senigallia e di tutta l’Area Vasta 2 con pieno titolo perché la delibera del 17 dicembre 2017 consente agli operatori della nostra cardiologia di poterlo fare, cosa che prima invece grazie alla loro disponibilità si riusciva ad avere le stesse prestazioni ma non erano autorizzati a farlo, quindi nello specifico il paziente ricoverato a Senigallia per disturbi aritmologici può benissimo applicare un Peacemaker a Senigallia, essere ricoverato nella nostra cardiologia, avere una prestazione di tipo di terapia intensiva, essere dimesso dopo essere stato riabilitato perché abbiamo anche la funzione riabilitativa. Un altro paziente con problemi di infarto miocardico può essere trasferito immediatamente all’ospedale di Torrette per la ricanalizzazione delle cure del caso ed essere riammesso successivamente in tempi brevissimi presso la cardiologia di Senigallia che è abilitata a svolgere funzioni di terapia intensiva cardiologica, gli scompensati cardiaci possono fare riferimento alla cardiologia di Senigallia perché la cardiologia di Senigallia è autorizzata, adeguata e lo fa in modo eccellente il trattamento per i casi che necessitano di terapia intensiva. Non solo, e questa è la cosa che mi interessa in modo particolare, tutti i nostri ricoverati in condizioni critiche da un punto di vista cardiaco presso unità operative complesse di ortopedia o di chirurgia o di neurologia o di qualunque altra unità operativa complessa, ricoverati a Senigallia possono essere operati nell’ospedale di Senigallia in assoluta sicurezza perché hanno questi utenti operati magari in chirurgia, operati magari in ortopedia, possono avvalersi anche del trattamento di terapia intensiva cardiologica presso la nostra cardiologia, qui era la questione, il nocciolo della questione, se noi non fossimo stati, noi intendo come stabilimento ospedaliero di Senigallia, non fossimo stati autorizzati a svolgere questo tipo di attività sanitaria ne sarebbe scaturita una decadenza della qualità delle prestazioni da parte anche delle altre unità operative complesse, di qui partì dal 2013 la richiesta costantemente ribadita alla vecchia Amministrazione regionale e immediatamente ribadita alla nuova amministrazione regionale e devo dire con un risultato diverso in questa Amministrazione rispetto alla precedente. Possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti? Qui esprimo una mia personalissima opinione. Personalmente per me questo è un passaggio fondamentale perché ripristina un servizio fondamentale per l’ospedale di Senigallia che può essere erogato in modo regolare e adeguato. L’unità operativa complessa di cardiologia è in questo momento dotata di un una unità operativa semplice di UTIC? No in questo momento non è dotata di questa unità operativa semplice ma ha l’autorizzazione a funzionare da parte della Regione Marche, non da parte di Pinco Pallino, ha l’autorizzazione a funzionare e ad erogare servizi di terapia intensiva cardiologica, a me questo basta e credo che ai cittadini senigalliesi questo possa bastare per la sicurezza della propria salute. Da un punto di vista formale io posso dire che sono solo parzialmente soddisfatto, sarò sono pienamente soddisfatto quando la cardiologia di Senigallia, quando e se alla cardiologia di Senigallia verrà attribuita come prima del 2013, quindi non parliamo dell’altro giorno, l’unità di terapia intensiva cardiologica, però teniamo conto dei grandi cambiamenti che ci sono stati nella sanità pubblica italiana e regionale e non solo della città di Senigallia perché altrimenti perdiamo di vista l’intero problema.

Si dà atto che entrano i Consiglieri Paradisi e Santarelli: Presenti con diritto di voto n. 22.

Il Consigliere PALMA (Movimento 5 Stelle): per dichiararmi assolutamente non soddisfatta della risposta in quanto si continua a gettare fumo negli occhi ai cittadini. Ribadisco due cose perché probabilmente io parlo l’italiano ma mi esprimo male, non vengo capita, sicuramente è colpa mia, nella 732 si individua la rete cardiologica Asur, per quanto riguarda la cardiologia riabilitativa si dice che la riabilitazione cardiologica che ribadisco in termini ministeriali non esiste perché la riabilitazione è o di pertinenza neurologica o di pertinenza del fisiatra, il cardiologo in tema di fisioterapia non mette bocca tant’è che il primario fisiatra arriverà qui per mettere il cappello sulla Cardiologia riabilitativa, quindi la cardiologia per acuti non c’è più. La nostra cardiologia potrà perseguire la stabilità clinica di un paziente acuto già stabilizzato altrove, potrà limitare le conseguenze fisiologiche e psicologiche della malattia cardiovascolare, migliorare globalmente la capacità funzionale e incidere favorevolmente sul grado di autonomia e indipendenza e sulla qualità della vita, ridurre il rischio di successivi eventi cardiovascolari, ritardare la progressione del processo arteriosclerotico e ridurre la mortalità, 732 non la sto inventando io, quindi Senigallia potrà fare questo, non altro perché non c’è scritto. Allora di che stiamo parlando? Noi abbiamo chiuso l’unica cardiologia UTIC di tutta la provincia di Ancona che aveva i requisiti clinici, i dati amministrativi, eravamo l’unica che aveva la capienza in termini di posti letto ideale ai sensi del decreto Balduzzi, avevamo l’unica cardiologia che aveva un numero minimo di casi trattati sufficiente perché Jesi ha meno casi di noi, Fabriano tratta 40 infarti l’anno e secondo quelle che sono le linee guida del Ministero programma esiti non dovrebbe neanche stare aperta, Jesi non mette il pacemaker li mette a Torrette violando e mancando quindi a dei punti fondamentali del manuale di autorizzazione e accreditamento regionale, ma di che cosa stiamo parlando?

      
Il Consigliere SARDELLA (PD): una interpellanza che intendo rivolgere al Sindaco e che riguarda un argomento che mi sono ripromesso di riportare in Consiglio comunale ogni quattro o cinque mesi ed è l’iter di realizzazione delle vasche di espansione, quindi molto semplicemente Sindaco le chiedo di riferire se rispetto all’ultima interpellanza e quindi a quel presunto che era stato riferito sblocco delle procedure di appalto per la realizzazione delle vasche di espansione se ci sono novità e se c’è un’interlocuzione costante con l’ente competente che mi risulta essere la Regione se non sbaglio a questo punto.

Il SINDACO: Consigliere Sardella bisogna stare molto attenti, molto attenti perché se uno si fa carico di una competenza che non è propria, per la quale non c’entra nulla, noi nelle vasche di espansione non c’entriamo nulla, se uno si fa carico della competenza che non è propria si rischia. Mi potrei fermare qui, anzi mi dovrei fermare qui, siccome però io sono sempre cuore impavido e non mi faccio intimorire né frenare né da chi manda tutti i documenti in Procura e poi magari qualcuno se ne fa carico e poi inevitabilmente come atti dovuti mi possono ricadere anche addosso, però chiarissimo che le vasche di espansione non è una competenza del Comune, lei lo chiede al Sindaco, Sartini l’avrebbe chiesto già al procuratore o alla Prefettura, anzi scriva al Prefetto che domani mi chiama e dice guardi c’è Sartini che mi chiede delle vasche di espansione, chiedetelo a Ceriscioli, chiedetelo alla provincia, non lo chiedete a me, non mi chiedete nulla, so tutto ma non mi chiedete nulla. Consigliere Sardella la ringrazio perché io faccio quello che per istituzione mi spetta, domani riscrivo alla Regione e alla provincia per sapere a che punto sono le vasche che sono di loro competenza, hanno la responsabilità del procedimento, hanno la responsabilità della progettazione, io non ho mai rallentato nulla, così almeno per chi sente, per capisce e vuol capire capirà, io non ho mai rallentato nulla, è stato il Consiglio comunale che una volta ha rinviato contro il parere del Sindaco l’approvazione di quell’atto, io no, quindi per me le vasche si erano fatte già vent’anni fa quando c’erano qui dentro i comitati per gli espropri, quando c’erano i comitati che hanno portato al Tribunale delle acque, quando facevamo i sopralluoghi per capire se era giusto o meno farle, le vasche di espansione le abbiamo scritte nel nostro programma di Governo consigliere Sardella, si devono fare, che le facciano al più presto. So che stanno aprendo le buste, da aprire le buste a vedere gli argini rifatti per me ancora ne corre di tempo perché come sa il responsabile del procedimento che sono loro, provincia e Regione, per un momento la provincia non aveva più le competenze le avevano passate alla Regione ma non avevano più il responsabile del procedimento perché era rimasto in provincia, quando gli hanno passato le vasche sono ritornate alla provincia, il responsabile del procedimento era andato in Regione e anche lì non si sono incrociati se non per un attimo ma non è stato sufficiente per realizzarle quindi sarà mia cura, e questo lo faccio formalmente domani, Consigliere Sardella gliela mando per copia facendo riferimento alla sua interrogazione, quindi chiedo formalmente alla Regione e alla provincia a che punto sono il percorso delle vasche di espansione e spero che il proprietario e il manutentore, quindi provincia e Regione, ci diano una risposta. Capisce che questo non è l’atteggiamento di Mangialardi, lo sa bene, lo conosce troppo bene, però oltre oggi non posso andare perché ogni volta che mi sono fatto carico dei problemi dei cittadini su quel tema, perché non erano competenze mie, qualcuno ha confuso l’impegno in responsabilità e siccome l’impegno rimane ma la responsabilità la lasciamo a chi ce l’ha e che istituzionalmente ne è responsabile io domani riscrivo e questa sarà la ventiduesima lettera che parte da questo Comune così almeno per buona pace di tutti abbiamo documentato la nostra azione e così almeno Sartini è contento perché così almeno sa quante volte ho sollecitato la provincia con il risultato analogo a quando invece c’era un impegno puntuale rispetto al quale ovviamente non accadeva nulla prima ma ancor meno accade adesso perché tutti vogliono fare le cose molto molto bene perché se si mette il cuore al di là dell’ostacolo può darsi che qualcuno prenda quel documento e lo porti in una sede dove qualcuno lo va ad analizzare nel dettaglio e si accorge che c’è stato un rinvio di una delibera dopo vent’anni di iter approvativo e magari il Sindaco che aveva votato anche contro a quel rinvio viene individuato magari come responsabile, non accadrà però ogni fase va presa per il momento che la attraversa e quando si attraversa il momento è questo, quindi domani consigliere Sardella avrà la mia lettera che le mando per conoscenza così avremo una risposta non quella che mi è arrivata l’altro ieri ma una almeno aggiornata a dopodomani.

Il Consigliere SARDELLA (PD): ringrazio il Sindaco della risposta, voglio tranquillizzarlo, non è una competenza tecnica chiaramente la nostra ma è una competenza politica e penso prima ancora morale, penso che è una competenza della città di Senigallia e dei cittadini di Senigallia, in particolar modo di coloro che risiedono nella zona del piano regolatore o coloro che risiedono nella zona del rione Porto e che si trovano comunque a dover convivere con una pistola carica perché il fiume questo è, finché non ci sono le vasche di espansione il fiume Misa che adesso vediamo completamente a secco per via della nota siccità, il fiume Misa comunque continua ad essere una pistola carica ed anzi il regime probabilmente torrentizio che sta assumendo perché abbiamo periodi lunghissimi di siccità e poi piogge improvvise di eccezionale portata potrebbero anche aggravare il problema, quindi ripeto una competenza morale di noi rappresentanti dei cittadini, se io fossi al suo posto solleciterei glielo dico anche da un punto di vista legale questo può aiutare, solleciterei non dico quotidianamente ma penso tutti i mesi gli organi competenti a voler adottare ogni necessario provvedimento per la risoluzione del problema. Non significa assumersi una competenza che non è propria del Comune di Senigallia, significa chiaramente svolgere appieno il proprio ruolo come io non dubito lei lo svolga.

      
Il Consigliere REBECCHINI (Unione Civica): rivolgerei l’interpellanza al Sindaco. Di recente Sindaco abbiamo appreso dai giornali che il TAR Marche ha stoppato il disegno approvato dall’Assemblea Territoriale d’Ambito di affidare alla nostra Multiservizi la raccolta dei rifiuti per il ricorso anche della Rieco. L’Amministrazione comunale da quanto si era discusso anche durante la discussione del bilancio confidava in questo affidamento al nuovo gestore, la nostra Multiservizi, anche mi pare per lo spazzamento quindi c’era un progetto tutto attorno. Per non restare solo sulle notizie dei giornali, io le chiedo lo stato dell’arte, quali sono le prospettive.

Il SINDACO: Consigliere Rebecchini ovviamente quel tema è particolarmente caro alla nostra città visto che parliamo di raccolta differenziata, di obiettivi che ci siamo dati da tanto tempo e che hanno anche una radice molto antica, eravamo nel 2003 quando approvammo il primo piano d’ambito e questa parte di territorio in via assolutamente sperimentale allora, oggi quasi elemento di eccellenza nazionale perché poi è stato mutuato in tante parti d’Italia, allora c’era solo l’esperienza del Consorzio Priula del Veneto che aveva messo in campo un’operazione su una scala abbastanza importante, significativa sul piano numerico sulle utenze servite, quella modalità della raccolta porta a porta il Comune di Senigallia non avendo una società di gestione diretta decise di affidarsi ad un appalto esterno, prima Manutencoop poi Rieco, io dico anche con grande soddisfazione perché l’impresa che sta lavorando nel nostro territorio anche grazie a un capitolato d’appalto ben strutturato produce indubbiamente dei risultati significativi anche se inevitabilmente sono datati rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati, quella volta dovevamo cercare di sensibilizzare il cittadino alla raccolta differenziata oggi dobbiamo fare un altro tipo di percorso e pensavamo di poterlo concretizzare con il conferimento in house come previsto dall’assemblea di ATA alla nostra società interamente partecipata pubblica che è la Multiservizi, perché noi abbiamo anche questo elemento di grande forza perché a differenza per esempio di uno dei ricorrenti, Marche Multiservizi, lì il pubblico è in una quota assolutamente minoritaria, la Multiservizi invece è interamente controllata dal pubblico. Dentro questo panorama oggi c’è un ricorso che è stato presentato non solo da un privato ma dai privati che ovviamente si sono visti preclusi la possibilità di riprocedere con una gara e questo affidamento è stato per il momento sospeso dal TAR. Ho avuto modo di confrontarmi con ATA la settimana scorsa, stanno predisponendo ovviamente il ricorso, sembra che nelle motivazioni ci siano possibili elementi correttivi che dovrebbero consentire questo tipo di recupero in un livello di giudizio diverso, fatto sta che purtroppo come in tanti casi dobbiamo rallentare e quindi noi eravamo pronti per il conferimento finito il percorso della gestione della raccolta trasporto della nostra impresa e la gestione in economia per quanto riguarda lo spazzamento, ci troviamo in un momento di sospensione, quindi l’ATA sta predisponendo una proroga degli appalti attuali quindi agli stessi patti e condizioni e stiamo valutando come poter affidare ad un altro soggetto lo spazzamento perché comunque le risorse che abbiamo messo a bilancio noi vorremmo utilizzale in questi termini. Una fermata che ovviamente mette in difficoltà noi ma mette molto di più in difficoltà altri soggetti sul territorio, per esempio Ancona o Jesi perché comunque anche loro non possono andare in proroga nella gestione anche se in economia, quindi siamo dentro una fase che è quella della costruzione del ricorso sapendo però quali sono anche i tempi della giustizia in Italia mi viene da pensare che potrebbe anche verificarsi il caso di un appalto intermedio perché esaurita tutta la possibilità di proroga per i gestori attuali che ci sono nel territorio, se i tempi si dovessero allungare ulteriormente capisce bene che non ci possono essere per il quadro normativo e per il codice degli appalti delle proroghe anche se teoricamente potrebbero essere giustificate da quell’atto e quindi se non si dovesse svolgere rapidamente una soluzione dal punto di vista giuridico rispetto alla sentenza del TAR io ritengo che non ci sia un percorso diverso che quello di procedere con un’altra gara d’appalto, che per noi non è troppo complicato perché abbiamo già avviato questo percorso in due diverse occasioni, ovvio che lo diventa per il percorso finale perché poi rimettere in campo un appalto per n numero di anni vorrebbe dire affossare l’affidamento in house, quindi questa è una preoccupazione che tutti abbiamo, siccome ci siamo confrontati anche positivamente all’interno del dibattito in questo Consiglio comunale quella battuta d’arresto potrebbe veramente se non fosse interloquita in modo adeguato far ripensare il percorso da mettere in campo cioè quello dell’appalto di evidenza pubblica con pregi e difetti di quella modalità, perché l’appalto è una privatizzazione del servizio, noi volevamo fare un’altra cosa, volevamo riportare tutto in gestione seppur in una società con un controllo analogo marcato ma comunque una società che era in grado di stare sul mercato e se dovessimo rifare l’appalto consigliere Rebecchini i tempi inevitabilmente si allungano e inevitabilmente avremo un altro soggetto al quale affidare questo particolare e anche molto sensibile servizio.

Si dà atto che entra il Consigliere Canestrari: Presenti con diritto di voto n. 23.

Il Consigliere REBECCHINI (Unione Civica): la ringrazio per i chiarimenti ma resta la preoccupazione anche per il sottoscritto.

      

Letto, confermato e sottoscritto
	Il Presidente	Il  Vice Segretario Comunale
	F/to Romano Dario	F/to  Mirti Paolo

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,


La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 9 agosto 2018 al 24 agosto 2018 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 27 agosto 2018	Il       Segretario Comunale
	F/to 
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 20 agosto 2018, essendo stata pubblicata il 9 agosto 2018
Lì, 21 agosto 2018	Il       Segretario Comunale
	F/to 
Spazio riservato all’eventuale controllo preventivo di legittimità, richiesto ai sensi dell’art. 127 del D.Lgs. 18/8/2000 n° 267:



 

Per copia conforme ad uso amministrativo.
Lì,