Senigallia Atto

Raccolta rifiuti derivanti dall’impiego dei fitofarmaci in agricoltura

Interpellanza del Consiglio Comunale del 20 dicembre 2016

Presentazione
Discussione
20.12.2016
  • 20.12.2016
  • risposta

Proponenti

Il Consigliere PEDRONI (PD): la mia interrogazione è rivolta all’assessore Ramazzotti e ha come oggetto la gestione dei rifiuti derivanti dall’impiego dei fitofarmaci in agricoltura. Premesso che il Parlamento europeo ha stabilito le linee quadro per un utilizzo sostenibile dei fitofarmaci assegnando agli Stati membri il compito di garantire l’implementazione delle politiche di azione volte alla riduzione dei rischi degli impatti sulla salute umana, sull’ambiente e sulla biodiversità derivanti dall’impiego dei fitofarmaci; a livello nazionale sono state stabilite alcune regole in merito all’attuazione della direttiva meglio dettagliate nel PAN fitofarmaci ovvero Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, i cui obiettivi sono: ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull’ambiente e sulla biodiversità, promuovere l’applicazione della difesa integrata dell’agricoltura biologica e di altri approcci alternativi, proteggere gli utilizzatori di prodotti fitosanitari e la popolazione interessata, tutelare i consumatori, salvaguardare l’ambiente acquatico e le acque potabili, conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi. Per mettere in pratica i suddetti obiettivi il PAN ha articolato un piano d’azione dettagliato ma considerando l’oggetto della mia interrogazione riporto soltanto il punto d’azione specifico ovvero sulla manipolazione, stoccaggio, smaltimento dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze. Sono rifiuti fitosanitari le rimanenze dei prodotti fitosanitari non più utilizzabili, i prodotti fitosanitari revocati o scaduti, gli imballaggi primari costituiti dai contenitori dei prodotti fitosanitari, altri materiali filtrati o derivanti dal tamponamento di perdite o di gocciolamenti, tutti questi rifiuti che possono essere di tipo pericoloso o non pericoloso devono essere gestiti come rifiuto speciale attraverso il conferimento ad operatori specializzati e non possono mai essere recuperati o smaltiti all’interno dell’azienda. Considerato che per acquistare ed utilizzare tutti i prodotti ad uso professionale, indipendentemente dalla classificazione di pericolo, è necessaria un’apposita autorizzazione comunemente nota come patentino che viene rilasciata dopo aver frequentato un corso della durata di venti ore presso un ente formativo accreditato al termine del quale si dovrà sostenere l’esame a cura delle autorità territoriali competenti in materia di agricoltura. Il corso di formazione istruisce l’imprenditore agricolo sulla gestione dei rifiuti speciali, chiedo quindi all’assessore se è stata già approfondita la normativa di riferimento e i relativi adempimenti per l’individuazione di aziende autorizzate alla raccolta dei rifiuti indicati nella nostra zona e quando di conseguenza l’Amministrazione comunale provvederà ad organizzare un incontro con tutti gli addetti del settore, sia professionale ma soprattutto hobbisti, per illustrare le modalità di conferimento dei contenitori dei prodotti fitosanitari o le possibili rimanenze.
Vedi i dettagli dell'intervento

Risposta

L’Assessore RAMAZZOTTI: ringrazio il consigliere Pedroni per questa sollecitazione e anche per aver esposto questa tematica che rappresenta forse ancora di più di quello che l’interrogazione indica, un grave problema, una grave realtà. Mi veniva in mente come a volte anche tantissime persone in casa hanno concimi per le piante, per i propri fiori, a volte ho anch’io questi tipi di sostanze e difficilmente uno si rende conto che quel tipo di contenitore non va smaltito come un qualsiasi contenitore di plastica ma è comunque un rifiuto speciale e quindi ha un suo percorso. Questo è sicuramente un ambito ancora poco conosciuto da tutti i cittadini e sicuramente è un problema anche nelle campagne perché molte volte capita anche a me di assistere che oltre alle sterpaglie che vengono bruciate, cosa che adesso dovremmo eventualmente anche noi ripristinare nel nostro Comune, ma molte volte con le sterpaglie vengono bruciati anche contenitori di cartone o contenitori anche di sostanze che prima contenevano appunto o concimi o diserbanti e quindi provocando un grave danno a chi è nelle immediate vicinanze di questo falò ma anche ovviamente a tutti coloro che poi avranno il danno di dover respirare queste polveri che oltre a essere sottili e dannose lo sono anche di più in questo caso. Il problema che il consigliere Pedroni pone è ampio, riguarda tanti piccoli agricoltori ancora presenti fortunatamente devo dire nel nostro territorio e rispetto ai quali ancora è stata fatta ancora poca opera di divulgazione e di informazione in quanto le aziende ovviamente sono più attrezzate, sanno meglio qual è il percorso da seguire, il coltivatore o l’hobbista come lo definiamo noi più comunemente che magari ha l’orto di casa o una piccola attività intorno a casa, smaltisce questi prodotti in maniera ancora non consapevoli quindi molte volte o viene bruciato o va a finire nei grigio, quindi l’uno e l’altro sono enormemente sbagliati. Le aziende che possono svolgere questo servizio sono poche ancora nella nostra Regione, ho fatto un’indagine sommaria e informale, forse nemmeno completa, c’è soltanto un’azienda di Pesaro che svolge questo servizio a domicilio, che richiede una specie di convenzione, di abbonamento annuo e si è attrezzata per il ritiro di questi piccoli flaconi, questi piccoli contenitori con una sorta di canone per cui ogni volta che mi serve viene e ritira direttamente questo materiale presso il singolo utente, quindi questo è il servizio che attualmente abbiamo presente in maniera ufficiale nella nostra Regione. Poi il nostro Centro Ambiente ad oggi non è dotato di questo tipo di raccolta in quanto serve un codice particolare per poter conferire presso il Centro Ambiente questo tipo di contenitori, ma è una cosa che eventualmente potremmo fare o meglio visto che è stata fatta già dal Comune di Corinaldo dove è stato fatto questo tipo di convenzione con i singoli agricoltori che pagano anche in questo caso un canone al Centro Ambiente e depositano al Centro Ambiente questo tipo di rifiuti e il Centro Ambiente di Corinaldo poi si avvale sempre della stessa ditta che li va a ritirare quando è necessario e trasferisce praticamente la quota che il singolo agricoltore ha conferito al Centro Ambiente all’azienda di riferimento, quindi queste sono le due modalità. Una terza modalità che non è prevista ma che potrebbe essere ipotizzabile anche parlando un po’ con le associazioni che si occupano di agricoltura, potrebbe essere lo stesso Consorzio Agrario così un po’ come avviene per i RAE per cui oggi se io vado a comprare un elettrodomestico è lo stesso negozio che si premura anche di ritirare il vecchio elettrodomestico, in questo caso potrebbe essere il consorzio una volta che mi vende il fitofarmaco a sua volta che ritira il contenitore, quindi questo potrebbe essere un percorso che anche con le associazioni di categoria abbiamo concordato eventualmente di poter verificare, se i consorzi agrari nel nostro territorio potessero loro stessi attivarsi per questo tipo di servizio e quindi unire al commercio del prodotto, magari anche qui convenzionati con la stessa azienda che vende il fitofarmaco al consorzio una modalità per lo smaltimento e poi di conseguenza anche lo smaltimento sempre con la ditta autorizzata. Oggi il problema c’è, le soluzioni potrebbero essere diverse, sono un po’ tutte da sviscerare ed approfondire per cui se il consigliere lo riterrà opportuno, penso che possa essere anche la stessa Commissione coinvolta in un percorso di approfondimento anche con le aziende che si occupano in modo particolare dei piccoli agricoltori magari sentendo anche la consulente del Comune di Corinaldo così com’è stata attivata, la ditta che nella nostra regione svolge questo servizio e provare insieme a costruire un percorso per il nostro Comune o per la nostra zona che possa essere la risposta migliore in quanto come sempre succede il rifiuto poi è un prodotto particolare, serve un’autorizzazione al trasporto, bisogna essere in grado di bonificarlo perché così com’è il rifiuto va bonificato, ad oggi alcune raccomandazioni dicono di doverlo sciacquare tre volte ma non è sufficiente in quanto deve essere anche autorizzato al trasporto di quel rifiuto perché è sempre un rifiuto speciale anche una volta bonificato e poi eventualmente se il Centro Ambiente accogliesse il rifiuto debbo comunque firmare che io garantisco che ho compiuto la bonifica in maniera corretta perché nel caso anche uno solo conferisse un contenitore non bonificato in maniera corretta diventerebbero tutti quanti rifiuti speciali quindi avrebbero necessità di un altro codice che i nostri centri ambiente non possono avere, quindi è diciamo un percorso non proprio linearissimo quello del Centro Ambiente, non è il migliore che si possa attivare perché poi sarebbe impossibilitato il Centro Ambiente a uno smaltimento ulteriore nel caso che un solo contenitore non avesse fatto la bonifica così come questa deve essere fatta e ovviamente chi è al Centro Ambiente non gli strumenti per poter verificare che non ci sia più nessuna sostanza o che il contenitore conferito abbia raggiunto quel grado di bonifica tale che invece l’azienda stessa è in grado di accertare per cui comunque un percorso possibile ma con diverse difficoltà che forse può essere bene sviscerare in una Commissione e poter così insieme anche offrire un percorso sia informativo verso tutti perché molti hanno un balcone, un piccolo giardino, dei fiori a cui magari danno sostanze semplicemente per avere una fioritura maggiore ma anche e soprattutto per tanti piccoli agricoltori che a volte magari anche inconsciamente utilizzano questi prodotti e poi li smaltiscono in maniera non propria.
Vedi i dettagli dell'intervento

Replica

Il Consigliere PEDRONI (PD): soddisfatta della risposta dell’assessore e assolutamente mi trova favorevole a pensare di discutere questa cosa in Commissione anche perché la sensibilizzazione per la persona che non è un agricoltore professionale e quindi che non ha preso un patentino, non ha avuto una formazione è assolutamente importante quindi credo che sensibilizzare i cittadini anche perché non è obbligatorio prendere il patentino se abbiamo un pezzo di terra sotto i 3000 metri, sicuramente mi trova favorevole a questa sua decisione.
Vedi i dettagli dell'intervento