Senigallia Atto

Rivalsa sul dirigente per il contenzioso per la rimozione di asta e bandiera sopra l'ex-Columbia

Interpellanza del Consiglio Comunale del 27 giugno 2017

Presentazione
Discussione
27.6.2017
  • 27.6.2017
  • risposta

Proponenti

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): l’interrogazione in realtà sottoscritta da me, dal consigliere Rebecchini di Unione Civica e da Alan Canestrari di Forza Italia riguarda il lungo contenzioso per la rimozione del tricolore nella proprietà privata del signor Giulio Fibbi ex coordinatore di Forza Italia. Io come Consigliere comunale anche nella precedente consiliatura e anche quando in questa città il Sindaco era Luana Angeloni ho seguito questa vicenda passo passo informando puntualmente con cadenza annuale la cittadinanza delle novità che mano mano vi erano state su questa triste e aggiungo anche incredibile storia. La storia nasce da uno scompenso umorale dell’ex Sindaco Angeloni che passa di fronte all’ex Columbia e vede un tricolore e questo notoriamente alla signora Angeloni dava fastidio e sotto il Tricolore una bandiera di Forza Italia, e questo la mandò letteralmente in qualche modo in crisi isterico politica, da qui parte immediatamente da parte degli uffici tecnici con firma dell’ingegner Gianni Roccato un’ordinanza di rimozione delle bandiere e dell’asta. Ci si inventa di tutto ivi compresa la deturpazione paesaggistica, il tricolore deturpa il paesaggio, e poi è il tricolore che deturpa il paesaggio perché Fibbi appena arriva la richiesta di rimozione delle bandiere quella di Forza Italia, a mio avviso sbagliando ma per sua scelta, libera scelta, nella sua casa decide di toglierla lasciando il tricolore quindi si va avanti con l’ordinanza per togliere il tricolore che a detta degli uffici tecnici a firma di Gianni Roccato deturpava il paesaggio oltre a creare dicono problemi di natura sismica addirittura, problemi di natura edilizia e ci si inventa, come poi spiegherà il Consiglio di Stato, ci si inventa letteralmente delle situazioni e delle problematiche che di fatto dirà il Consiglio di Stato a monte non esistevano. È un contenzioso che dura anni, anni, anni, all’avvocato dell’Amministrazione comunale nel giro di diversi anni in una serie di ricorsi e controricorsi, di sospensive e di meriti, tra TAR e Consiglio di Stato vengono erogati oltre 70.000 euro per far togliere quel tricolore, oltre 70.000 euro, anzi approfitto Presidente e Sindaco per chiedere formalmente, e quindi faccio un’interrogazione nell’interrogazione, di essere informato, anzi mi mandate per cortesia la documentazione relativa alla richiesta di saldo da parte dell’avvocato Lucchetti per l’ultima udienza al Consiglio di Stato, quella mi manca, quindi vi chiedo di mandarmi la richiesta di saldo per capire a quanto abbiamo chiuso questo conto stratosferico legale per far togliere il tricolore dalla casa di Giulio Fibbi. Ma la mia interrogazione non è tanto per ricordare questa storia di cui ripeto abbiamo puntualmente dato notizie in questi anni, la nostra interrogazione, mia di Rebecchini e di Canestrari, in realtà oggi ha un’altra finalità, e cioè noi vogliamo capire se l’Amministrazione comunale atteso che basta leggere la sentenza tecnica del Consiglio di Stato per comprendere che vi è un modo tranchant, una censura fortissima nei confronti della ordinanza e delle motivazioni in particolar modo delle tre ordinanze addotte dal Comune di Senigallia, tutte a firma dell’ingegner Roccato, siccome riteniamo che a questo punto vi sia colpa grave, il Consiglio di Stato richiama degli orientamenti pacifici, in qualche modo motiva la propria decisione in termini devo dire netti, nettissimi, a nostro avviso vi è una colpa grave in capo al dirigente che non doveva ovviamente al tempo seguire gli umori del politico di turno ma avrebbe semmai dovuto con la sua responsabilità di dirigente rifiutarsi di redigere atti che erano chiaramente ab origine del tutto illegittimi e questo emerge in modo chiaro e manifesto. E allora noi crediamo che siccome vi è colpa grave in seno al dirigente, chiediamo di avviare prima un’indagine interna da parte dell’amministrazione comunale quantomeno a livello formale e poi chiediamo che al dirigente Roccato venga richiesto a mo’ di rivalsa non solo la cifra che il Consiglio di Stato ha disposto per la condanna alle spese nei confronti del legale dell’avvocato del signor Fibbi ma anche per restituire all’Amministrazione comunale tutti i soldi che inopportunamente l’Amministrazione comunale ha elargito all’avvocato Lucchetti che fin dall’inizio ha seguito questa concatenazione di cause. Si ritiene che se esiste ormai una normativa e un ordinamento che sono tesi alla responsabilizzazione anche da un punto di vista economico dei dirigenti questo forse è un caso di scuola per finalmente dimostrare che anche il Comune di Senigallia, nel momento in cui vi è una chiara responsabilità da parte di un dirigente, applica la legge e fa rivalsa e chiede il conto a quel dirigente che ha chiaramente sbagliato.
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Risposta

Il SINDACO: buongiorno a tutti, grazie Presidente, Assessori, Consiglieri comunali, pubblico che ci segue da casa e quelli che ci guardano con lo streaming che è stato messo a disposizione per facilitare la partecipazione dei nostri concittadini. Intanto consigliere Da Ros parto da lì, la risposta nella sua interrogazione sta nell’interrogazione di Paradisi che è stato preciso nella ricostruzione, la segue da anni quindi ci sono gli elementi che sono riconducibili alle spese che il Comune ha sostenuto in un contenzioso legale che non è il primo e ahimè nonostante lo sforzo che stiamo facendo, guardo al consigliere delegato Vilma Profili, per cercare di ridurre e per alcuni aspetti stiamo ottenendo anche dei grandi successi sul piano numerico, altri che invece sono incardinati in date antiche e si fa difficoltà. Comunque le farò avere una nota dettagliata, segretario e dirigente in questo caso, da dirigente lo chiedo, per rispondere in modo puntuale alla richiesta del Consigliere De Ros. Consigliere Paradisi ovviamente la ricostruzione è quella che conosciamo tutti, io non sto a fare distinguo linguistico rispetto alla bandiera di Forza Italia e a quella italiana perché non è vero che c’era la bandiera italiana quando è partito, con tanto di documentazione, come dico le sentenze ahimè non si commentano, si accettano e si appellano, quindi abbiamo fatto quello che ha aperto un procedimento visto i gradi di giudizio perdenti l’ufficio legale ci consigliava di proseguire convinti che poi ci fosse un elemento finale che potesse rimettere in campo …… Cosa dire? Io reputo tutto abnorme, reputo abnorme il contenzioso, reputo abnorme le cifre, reputo abnorme anche le valutazioni che nei vari gradi di giudizio si sono espressi, lì c’era al di là della semplificazione, l’idiosincrasia per la bandiera italiana, quella di Forza Italia che rafforzava, c’era una struttura abusiva non autorizzata che era un palo a quattordici metri dal primo binario che non era stato mai autorizzato da nessuno, la deturpazione paesaggistica che riportata in questo modo potrebbe far pensare a un uso abnorme del termine, no, siamo dentro la Galasso, dentro i 300 metri e purtroppo qualsiasi struttura, che sia un gazebo, un ombrellone, un palo, deve essere autorizzata ahimè, per tutti tranne che per i giudici, non è che mi sorprende, non mi sorprende niente, non mi sorprende nulla, proprio zero, non mi sorprende niente, guardate un po’. Abbiamo, così Paradisi le do un altro elemento rispetto al quale mi sono fermato, c’è un distributore di benzina che è attaccato al fiume e per norma nazionale non ci può stare, da noi dopo il 3 maggio proprio non ci dovrebbe stare perché ha i serbatoi vicino all’argine del fiume, perché se dovesse accadere qualcosa potrebbe inquinare dalle Alpi alle Ande, bene emettiamo un’ordinanza, il TAR ci dà torto, si può dire nient’altro? Posso dire che se dovesse andar fuori il fiume qualcun altro dovrebbe rispondere di quel provvedimento? Non si può. Se succederà qualcosa al distributore che inquinerà il fiume qualcuno mi interrogherà perché non ho fatto ricorso in appello al TAR. Perché mi son fermato, perché davanti a quelle sentenze, a quelle valutazioni, ho deciso che uno si deve fermare, ho scritto all’impresa, alla ditta e al giudice, sappiate che se succede qualcosa sappiate che così è, però siccome qui ci sono dei totem in questa nazione che non si possono toccare, dei soggetti, sono intoccabili perché se uno li cita ti puntano il dito e siccome decidono sulla tua vita non si può dire nulla, non dico nulla, adesso. E allora io reputo abnorme, reputo Segretario abnorme anche una parcella da 70.000 euro, abnorme per me, per me che guido la macchina mia, che vado in giro con la bicicletta mia e che ho il cellulare mio, pagato da Mangialardi no Sindaco e rimango anche senza ricarica. Abnorme per un mondo che non è il mio, col quale non ho mai a che fare, o meglio finora non ho mai avuto a che fare. Come se ne esce Paradisi? Io più che dire che ha ragione, c’è un profilo di contenzioso che sta dentro il pubblico che non si riesce mai a chiudere in via bonaria perché Fibbi ha detto arrivo fino alla morte ma tanto vincerò la causa e l’ha vinta, adesso non so qual è l’ultimo grado? La Corte d’Appello Europea? Dove di appelliamo? Cassazione, Paradisi mi portano in Cassazione, sì perché quando è così, e lei lo sa meglio di me, purtroppo per tentare di recuperare le somme e non inserirsi dentro il profilo degli atti non compiuti che tutti reputano importanti difficilmente mi fermeranno perché poi perdiamo in primo grado, facciamo appello, e se non avessi fatto appello? Ma lì ci sono i costi della parcella quindi la Corte dei conti viene a vedere perché non hai fatto appello, faccio appello perdo in appello, l’ufficio mica mi dice meglio fermarsi perché comunque ci sono i costi sostenuti e quelli che a chi vengono addebitati e quindi Cassazione, riperdo anche in Cassazione, ci sarà la Corte d’Appello europea che mi dirà che la bandiera di Forza Italia diventata poi bigama perché da Forza Italia poi d’Italia e diventata solo d’Italia. Questo però Paradisi me lo deve nel senso che è documentato, la trasformazione che magari era anche auspicata, della bandiera di Forza Italia nella bandiera d’Italia è avvenuta. Poi non si doveva fare, io avrei chiamato Fibbi dicendo togli quella bandiera e toglie anche quell’asta di 8 metri perché sopra all’ex Columbia non ci può stare, perché nessuno mai l’ha autorizzata e perché se un poveretto mette su l’ombrellone e il vicino di casa punta il dito io son costretto a farglielo togliere? Perché così è, provate a mettere l’ombrellone sopra la terrazza di casa nei 300 metri della Galasso, tra vicini, non dove c’è il pubblico, perché il pubblico purtroppo ha questo, metta un ombrellone sopra la terrazza di casa dentro i trecento metri dalla Galasso, gli arriva il capo condomino se va bene se no gli arriva il vicino e dice no tu quello non ce lo puoi mettere perché sei sopra i due metri e quaranta e devi essere autorizzato, hai presentato la Scia? No. Presentato la VIA? No. Hai il permesso a costruire? No. E quindi abuso, e quindi sanzione, tra vicini quello lo toglie, qui no, c’è un palo di 8 metri non autorizzato da nessuno mai, ma siccome è il Comune, il Comune che paga quel contenzioso, Abnorme, non so se era da Giudice di Pace, non so se era un rapporto tra gentiluomini, non so cosa andava fatto, dico che è abnorme tutto e mi dispiace tanto perché io per carattere l’avrei chiuso dopo tre giorni invitando Fibbi a togliere la bandiera e togliere anche il palo che non era autorizzato, un’asta. Paradisi facciamo quello che serve, se qualcuno ha commesso un atto illegittimo ne deve rispondere, ma penso che se c’è stato un abuso c’è stato un abuso, se il dirigente ha non ha motivato e invece la Cassazione ha detto che c’è stato non so cosa verificheremo, ritengo che però al di là della bandiera tricolore rispetto alla quale mi alzo in piedi e metto la mano sul cuore, ritengo che ci sia una struttura non autorizzata che se fosse capitato in un contenzioso tra normali cittadini o si sarebbe risolto dal Giudice di Pace oppure si sarebbe risolto con un invito, ma questo non è, come il distributore della benzina vicino al fiume, perderemo in primo grado, perderemo in secondo oppure lasciamo tutto lì e quando andrà fuori qualcuno verrà a cercare non il giudice che ha emesso quella sentenza ma il Sindaco Mangialardi, ma come dire niente mi sorprende. Si dà atto che entra l’Assessore Memè.
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Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): soddisfatto del fatto che finalmente Maurizio Mangialardi dopo tanti anni usa le stesse identiche parole dello stimatissimo, da parte mia, Presidente Berlusconi, le stesse identiche parole del presidente ex stimato da parte mia perché ultimamente sulle posizioni etiche non condivido più, stimato dal punto di vista di idee politiche, personalmente sempre stimatissimo il Presidente Berlusconi, però vedo che oggi Mangialardi usa le sue stesse parole quindi soddisfatto per questo. Sul merito. C’è un principio Sindaco, da noi e in tutta la civiltà occidentale, che ciò che non è vietato è sempre consentito, il nostro testo unico sull’edilizia spiega esattamente cosa debba intendersi per manufatto e cosa debba intendersi per opera edilizia. Solo i manufatti e solo le opere edilizie sono soggetti ad autorizzazione o concessione che dir si voglia a seconda delle situazioni, autorizzazione o concessione o permesso di costruire, tutto ciò che non rientra nella categoria dei manufatti e delle opere edilizie non deve essere autorizzato dall’Amministrazione comunale, non deve confondere signor Sindaco, capisco la difficoltà, abbiamo un funzionario simpaticissimo che è l’architetto Ciacci che però ha un’indole così marxista e così materialista da un punto di vista di materialismo storico che pensa di riscrivere ogni giorno le norme e lui ha dichiarato insieme a Roccato che anche il pennone di una bandiera sono un’opera edilizia nonostante il testo unico sugli enti locali da delle caratteristiche che non corrispondono a quella. Il Consiglio di Stato non ha fatto altro che dire in modo chiaro che per il pennone asta bandiera non ci vuole alcuna autorizzazione, né permesso di costruire, né SCIA, né DIA, chiamatela come volete, perché il pennone non rientra nelle norme che stabiliscono quelli che sono manufatti o opere edilizie, punto, non c’è altro da dire, quindi è stato fatto un errore marchiano fin dall’inizio, questo errore marchiano l’hanno fatto gli uffici, questo errore marchiano l’ha fatto il dirigente Roccato su impulso dell’allora sindaco Angeloni, il dirigente Roccato deve pagare. Poi il Sindaco dice sono abnormi 70.000 euro, ma glieli avete dati voi. Si chiama, ammesso e non concesso che questo è un contenzioso che andava fatto, e non andava fatto, si chiama l’avvocato, si dice accetti questa cifra? No, bene ne chiamo un altro e invece noi abbiamo sempre chiamato l’avvocato Lucchetti e non abbiamo chiesto altri preventivi per cui l’errore non è dell’avvocato Lucchetti che spara queste parcelle, peraltro parcelle che rientrano, non è che ha chiesto cose fuori dalla norma, ha chiesto cose che rientrano nella norma chiedendo cifre molto alte, non accontentandosi del minimo neanche dei medi, e allora era l’Amministrazione comunale che doveva assumere un provvedimento diverso. Se c’era prima la bandiera di Forza Italia o quella tricolore non ricordo, io ricordo che quando scoppiò il caso pubblicamente c’erano tutte e due le bandiere, poi se il Sindaco dice che ha visto prima quella di Forza Italia non ho dubbi però cambia poco perché a casa del Sindaco Mangialardi o a casa del consigliere Fileri potete mettere anche le bandiere del Che Guevara, della rivoluzione cubana, della riduzione dell’ottobre del ’17, è un problema che non può riguardare me che può darmi fastidio vedere magari a casa del consigliere Fileri una bandiera cubana o una bandiera dell’ottobre del ‘17 però la rispetto perché è a casa sua e quindi andava rispettata anche la bandiera di Forza Italia come anche ovviamente il tricolore dopo. Per cui e concludo non sono soddisfatto per un semplice motivo perché noi, io Rebecchini e Canestrari chiedevamo e continuiamo a chiedere che si proceda nei confronti dell’ingegner Roccato per chiedere la rivalsa per tutti quei soldi che ho già detto quanti sono, ci manca solo l’ultimo tassello che è il saldo della parcella e occorre richiederli personalmente al dirigente Roccato. Quanto Sindaco al ricorso in Cassazione beh io credo che a questo punto vi consiglio chiaramente e serenamente di non fare questo ulteriore passo perché questo si potrebbe poi comportare da parte della Giunta che dovesse consentire e dovesse autorizzare un ricorso in Cassazione, potrebbe significare per i componenti della Giunta anche un danno erariale risarcibile non più dal dirigente ma a questo punto dai politici che dovessero in Giunta approvare il ricorso. Concludo rinnovando la mia richiesta a questo punto Presidente non solo del saldo dell’ultimo grado di giudizio del Consiglio di Stato da parte dell’avvocato Lucchetti, ma chiedo che mi venga recapitato anche il parere che l’ufficio legale, ha detto il Sindaco, ha dato per fare ricorso in Cassazione perché credo che questo sia un fatto a mio avviso grave se c’è un parere di fattibilità di un ricorso in Cassazione, quindi chiedo che mi venga inviato anche questo parere da parte dell’ufficio legale.
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Il Presidente del Consiglio ROMANO: il Segretario vuole chiarire subito il punto sollevato dal Consigliere Paradisi, quindi eccezionalmente diamo la parola al Segretario. Il Segretario MORGANTI: io non voglio intervenire per forza però posso rispondere al consigliere Paradisi subito. Non c’è un parere, attualmente è all’esame, non entro negli aspetti di merito specifici però si sta esaminando, si sta valutando anche questa possibilità perché è una delle possibilità rispetto alla materia che è stata trattata dalla sentenza di primo grado e di secondo grado che sono esattamente l’opposto l’una rispetto all’altra, quindi si sta valutando anche questo tipo di percorso, c’è la possibilità di fare oggetto di eventuale impugnazione della sentenza di secondo grado, quindi non c’è attualmente, altrimenti magari domani si aspetta il parere scritto, eventualmente qualora maturi questa valutazione nel senso della presentazione del ricorso verrà formulata una proposta alla Giunta. Solo per chiarire questo visto che lo potevo fare subito.
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Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): mi pareva di aver capito dalle parole del Sindaco, magari si è espresso male dicendo che c’era già un parere, questo lo accetto, però mi parlava di ufficio legale invece è la Segreteria che se ne sta occupando, non l’ufficio legale, cioè sono due uffici diversi. Spiegatemi bene questo. Quindi è l’ufficio legale, se ne sta occupando l’Ufficio legale, allora vi chiedo di essere aggiornato A questo punto sui vari passaggi.
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