Senigallia Atto

Erogazione del pasto ad insegnanti e dirigenti comunali

Interrogazione del Consiglio Comunale del 23 gennaio 2015

Presentazione
Discussione
23.1.2015
  • 6.2.2015
  • risposta
    (in 14 giorni)

Proponenti

Io sottoscritto Roberto Paradisi, consigliere comunale,

PREMESSO CHE

- La cronaca cittadina ha riportato la notizia di una insegnante di sostegno ripresa dal personale mensa del Comune di Senigallia durante l'orario del pasto per aver mangiato una fetta di pane;

- Al di là del fatto stigmatizzabile del personale addetto alla refezione scolastica (su cui però non si possono scaricare le responsabilità non proprie ottemperando lo stesso alle inaccettabili imposizioni che arrivano dall'ente comunale), ciò che è grave è la mancata erogazione di un servizio essenziale agli insegnanti ai quali viene negato, nel pieno esercizio delle proprie funzioni, la consumazione del pasto in violazione, peraltro, sia della normativa nazionale (con tanto di circolare ministeriale) sia del Contratto collettivo nazionale della scuola;

CONSIDERATO CHE

- Il pasto, a spese dei contribuenti senigalliesi, è invece garantito ai dirigenti del Comune di Senigallia che percepiscono slipendi e indennità da capogiro (alcuni anche oltre 120 mila euro all'anno) e che sono liberi di recarsi abitualmente, non in una mensa scolastica, ma al ristorante lasciando il conto da pagare al cittadino senigalliese. In particolare, mentre ad un insegnante di sostegno che guadagna sei/sette volte di meno di un dirigente comunale, viene negato un pasto frugale in mensa scolastica, ai dirigenti del Comune di Senigallia viene garantito il pasto al ristorante all'incredibile prezzo di € 3,20 (comprensivo di primo, secondo, contorno e bevuta). Il resto del conto viene fatto pagare ai cittadini senigalliesi;

Premesso tutto ciò

INTERROGO LA S.V.

Per sapere

- Se è intenzione di questa Amministrazione comunale, di comune accordo con i dirigenti stessi, eliminare il benefit dirigenziale del pasto pagato al ristorante dai cittadini e, al contempo, se è intenzione dell'Amministrazione provvedere al più presto a sanare l'illegittima scelta di non erogare il pasto agli insegnanti a cui viene attualmente negato ponendo fine ad una questione certamente poco edificante per l'Amministrazione comunale.

Si richiede risposta scritta.

Senigallia li 22.01.2015

Roberto Paradisi

Risposta

Egregio Consigliere,

scrivo in riferimento all'interrogazione a risposta scritta che Lei ha inviato in merito all'oggetto, che mette insieme, come al solito artificiosamente, due questioni che non hanno nulla a che vedere tra loro, e cioè i buoni pasto erogati dall'amministrazione comunale ai suoi dirigenti e quelli erogati agli insegnanti delle scuole primarie di primo e secondo grado che sono di competenza comunale.

Per quanto riguarda gli insegnanti, va anzitutto chiarito che tutti i docenti ordinari che svolgono il servizio di vigilanza nelle mense ricevono il pasto gratuitamente, così come i collaboratori scolastici addetti al servizio mensa. Ciò, nonostante il Comune, come del resto molte altre amministrazioni comunali, si ritrovi a gestire finanziariamente questo onere solo con un parziale contributo dello Stato (questione che è stata già sollevata dall'Anci nazionale), che al contrario dovrebbe coprire interamente i costi anticipati dall'Ente.

Rispetto agli insegnati di sostegno, come è stato possibile spiegare anche a mezzo stampa, la questione è molto più articolata di quanto non preveda la stessa normativa ed è più difficile da gestire dal punto di vista organizzativo.

Questi docenti, infatti, hanno orari di servizio diversi e particolarmente frammentati, non di rado anche molto brevi. Per far fronte a questa caotica situazione e per garantire equità di trattamento, abbiamo previsto l'assegnazione del pasto gratuito a tutti quegli insegnanti di sostegno che protraggono l'orario di lavoro oltre le ore 14, analogamente a quanto avviene per la generalità dei pubblici dipendenti che hanno diritto al pasto dopo un certo numero di ore di lavoro.

In ogni caso, le cifre relative a pasti erogati dall'amministrazione comunale - 199.672 nel biennio 2013-2014, di cui 16.211, pari all'8,1%, a favore dei docenti e del personale Ata – dimostrano come da parte del Comune di Senigallia non ci sia nessuna volontà di privare del pasto i dipendenti pubblici e tanto meno gli insegnanti delle nostre scuole.

In merito invece ai buoni pasto erogati ai dirigenti, questione tecnicamente complessa ma più volte affrontata, come lei sa bene si tratta di una misura sancita sia dal contratto collettivo nazionale che dalla contrattazione decentrata e prevede la fornitura a ciascun dipendente dell'Ente, a prescindere dalla figura professionale che ricopre all'interno dell'organizzazione.

Cordiali saluti.

Maurizio Mangialardi

Senigallia, 6 febbraio 2015