Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 61 del 04 aprile 2013

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Interrogazioni e Interpellanze

L’Assessore PACI: “Ringrazio il consigliere Sardella, le questioni che pone sono complesse, richiederebbero una risposta molto lunga, molto articolata, con dei profili anche tecnici e quindi i tempi che sono a mia disposizione per la risposta sono assolutamente insufficienti, quindi certamente non riuscirò nel tempo dato a rispondere come questo tema meriterebbe. Occupo lo spazio a mia disposizione per toccare i temi che a mio giudizio sono centrali, cruciali. Manovra IMU. La manovra IMU va inquadrata dentro una situazione paradossale in cui si trovano oggi i comuni italiani in un momento drammatico per il Paese sotto il profilo sia economico che finanziario, ma anche sotto il profilo istituzionale, quindi chiaramente mi riferisco alla sostanziale assenza di un Governo nella pienezza dei suoi poteri. Perché dico questo? Perché in pratica non si è intervenuti a correggere un disallineamento di termini per cui la manovra IMU va necessariamente, perché possa avere vigore in quest’anno, trasmessa al Ministero dell’economia e delle finanze entro il 23 di aprile, questo anche se il termine per l’approvazione dei bilanci è stato differito al 30 giugno ed è verosimile pensare che lo sarà ulteriormente. Quindi noi ci troviamo, noi come tutti i Comuni italiani, nella condizione assurda di fare una manovra fiscale prima di avere chiuso il bilancio, quindi una manovra fiscale normalmente la fai perché verifichi che c'è uno squilibrio tra le entrate previste e le spese che devi sostenere e quindi chiedi questo sforzo ai cittadini. Il primo tema è l’assurdità di questa situazione. Noi in realtà però i macronumeri ce li abbiamo, noi in realtà stiamo lavorando molto attivamente al nostro bilancio, mi piace dire che ce ne abbiamo pronti non uno ma due, tre, quattro, perché sono talmente tante oggi le incognite: allentamento del Patto, differimento della Tares, nuova disciplina dell’IMU che tutti hanno detto di voler fare, che è impossibile fare un bilancio perché abbiamo un quadro normativo incerto, quindi di fatto ne abbiamo pronti più di uno, diciamo così, e le grandezze, le macro grandezze che a noi ci mancano per arrivare a una situazione di pareggio le abbiamo ad oggi, perché ripeto tutto potrebbe cambiare, è per questo che ci siamo presi tutto il tempo possibile e quindi la Giunta non ha ancora deliberato nessuna proposta in materia di IMU. Il termine ultimo possibile, tecnicamente possibile, è martedì prossimo. Noi attendiamo di capire per esempio se questo benedetto decreto che prima veniva citato, siamo scettici dalle anticipazioni di stampa, ma se da lì ci venisse una boccata d’ossigeno vera, non solo sventolata, noi potremmo per esempio non doverla fare la manovra IMU, non di quelle entità, però ripeto i tempi sono quelli e vanno rispettati, ci stiamo prendendo tutto il tempo possibile, quindi quelle che sono state lette sono delle anticipazioni di stampa perché noi comunque delle interlocuzioni proprio nella logica del bilancio partecipativo, se così lo vogliamo chiamare, chiaramente delle interlocuzioni in particolare con le parti sociali le abbiamo avute per far capire la difficoltà della situazione e quello che, se non cambiava qualcosa, saremmo stati comunque costretti ad approntare. 

Il tema del patto di stabilità. Qui si apre un mondo perché il discorso è molto complesso, sarò necessariamente sommaria ma spero comunque chiara. Quando noi leggiamo sui giornali, ascoltiamo in un servizio televisivo, ma alle volte lo sentiamo anche direttamente per bocca di esponenti politici, un’espressione di questo tipo: le nostre casse sono piene di euro che non possiamo spendere per colpa del patto. Ecco questa è una semplificazione quindi nel tentativo di spiegare qualcosa che è molto, ma molto, ma molto più complicato, si usa questo tipo di semplificazione, Veniamo al caso di Senigallia. L’andamento dei flussi di cassa è chiaramente molto altalenante, chiaramente non abbiamo un tesoro in cassa, non abbiamo milioni fermi in cassa, in questo momento per esempio siamo in anticipazione di tesoreria addirittura, perché finché non entra l’IMU, finché non entra la Tares, è chiaro che nei primi mesi dell’anno noi siamo in sofferenza, quindi formulato in quei termini non è corretto, è una semplificazione piuttosto grossolana. Quello che è vero, su questo noi dobbiamo essere chiari, quindi in che senso il patto ci ostacola, ci lega le mani, ci impedisce di fornire quei servizi che potremmo servire e di realizzare quelle opere di cui la città ha bisogno? Perché in pratica il patto crea un meccanismo per cui i pagamenti relativi ad opere pubbliche già appaltate e realizzate in esercizi pregressi, quindi ante 2012 e quindi se sono state appaltate sono opere che sono state finanziate con risorse di bilancio, quindi coperte nella logica della contabilità finanziaria che è quella delle pubbliche amministrazioni, quindi opere già finanziate, in pratica il patto ci obbliga a conteggiare i pagamenti che avvengono nel tempo, quindi per stati di avanzamento dei lavori, ci obbliga diciamo a conteggiarli nell’esercizio in cui questi si producono, quindi ci obbliga a tenere conto dei flussi di cassa, è il famoso discorso della competenza mista. Nel nostro Comune nel 2013 questo che cosa comporta? Comporta che noi dobbiamo fare sei milioni di pagamenti a residuo, quindi significa pagamenti per opere pubbliche già realizzate e finanziate che generano pagamenti per sei milioni in quell’anno, pagamenti che noi siamo in grado di fare, cioè che noi prevediamo di poter fare, ma non perché ci sono adesso sei milioni in cassa, ma perché prevediamo che in corso di esercizio riusciremo a far fronte a quei pagamenti, però quei pagamenti mi pesano sul patto, quindi io sono nella situazione capestro che se faccio quei pagamenti che posso fare, che sono in grado di fare, e quindi onorando i miei impegni con le imprese che per noi hanno lavorato, dall’altra parte devo tagliare i servizi, perché comunque il patto di stabilità, vi do sempre questo dato sintetico perché la fotografia e qui, noi nel 2013 dobbiamo centrare un saldo obiettivo, quindi dobbiamo realizzare economie per cinque milioni e duecento mila euro arrotondati, nel 2010 il nostro saldo obiettivo era di un milione e tre, ci rendiamo conto di cosa vuol dire, cioè di che crescita esponenziale c'è stata? I trasferimenti erariali, quindi soldi che ci vengono dallo Stato, nel 2010 erano nove  milioni, quest’anno li stimiamo in tre milioni. Quindi riduzione drastica delle risorse che ci vengono dallo Stato, aumento di questo obbligo di realizzare queste economie con questo meccanismo perverso che ho provato a descrivere, questo ci condanna, ma non solo alla paralisi, ma davvero a non poter garantire neanche quei servizi essenziali che altrimenti saremo invece in grado di poter garantire. Concludo dicendo che la nostra aspettativa è quella di un effettivo allentamento del patto di stabilità perché laddove ci fosse una risposta seria da questo punto di vista la nostra situazione di bilancio, e quindi anche le nostre scelte in materia tributaria, sarebbero completamente diverse, si aprirebbe tutt’altro scenario, perché parliamo di sei milioni di differenza.”

Si dà atto che entra il Consigliere Romano: Presenti con diritto di voto n. 24.