Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 14 del 10 novembre 2010

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Variante al Piano Regolatore per il comparto ex Hotel Marche

L'Assessore COLOCCI: “Grazie Presidente. Buonasera a tutti. È la prima occasione che mi capita di parlare in questo Consiglio su un tema che ovviamente mi sta molto a cuore, sia come Assessore ai turismi, sia come architetto, della cui natura non riesco a spogliarmi mai.
Per quanto riguarda il discorso sulla destinazione, la perplessità che poneva il Consigliere Rimini: noi gli diamo attualmente la destinazione alberghiera, ma se poi questo va in mano ad un privato, siamo sicuri che questa destinazione rimarrà? Questo dipende da noi, se noi intendiamo adesso riconfermare la destinazione alberghiera non vedo perché noi dovremmo poter cambiare idea, anzi in questa occasione è un rafforzamento di questa intenzione, di mantenere questo elemento, anche un po' simbolico, del turismo senigalliese, con questa destinazione alberghiera.
Le opportunità che si danno a questo edificio per poter essere valorizzato dal suo proprietario, che è la Provincia di Ancona, sono di altro tipo.
Riferendomi a quanto già detto dall'Architetto Serenelli, l'altezza di 18 metri, dato che attualmente l'Hotel Bagni arriva quasi a 16 metri, coincide praticamente, dal punto di vista della dimensione dell'impatto e della sagoma, alla precedente norma, cioè della sopraelevazione di un piano. Dal punto di vista del numero di piani, io credo che una buona progettazione difficilmente dovrebbe attestarsi sui 5 piani, molto più probabilmente su 4 piani, perché sui 5 piani sarebbe troppo sacrificata, sia l'altezza dei luoghi comuni, della hall, degli eventuali ristoranti, che non possono essere 2,70 metri, come diceva giustamente l'Architetto Serenelli, né l'altezza interpiano. Oggi, a parte le norme, che non consentono più neanche negli edifici residenziali, l'interpiano di tre metri, si sa che negli alberghi, oltre ai problemi di interpiano, ci sono dei problemi di pacchetti di impiantistiche, che in genere vanno nelle controsoffittature, quindi ampliano l'altezza del pacchetto complessivo strutturale e impiantistico per ben più di tre metri, dai 3,60 metri in su.
Quindi per queste ragioni credo, ma purtroppo l'urbanistica non ha più, da quando si è staccata dall'architettura, la facoltà di controllare la qualità poi dell'oggetto. La qualità dell'oggetto che si deve costruire è controllata dal progetto, ci sono altre istituzioni che si devono occupare di questo. Sono gli uffici tecnici e la Commissione edilizia. In queste si può intervenire sulla qualità. L'urbanistica deve fissare dei dati, cerca attraverso dati numerici e quantitativi di prefigurare una soluzione che non sia peggiorativa rispetto all'attuale.
Io credo che il mantenimento della sagoma, per lo meno per i piani superiori dal piano terra, sia una cosa assolutamente positiva, perché quello è ciò che configura lo spazio urbano di fronte all'Hotel Bagni e io penso che l'Hotel Bagni si debba confrontare più con lo spazio urbano che ha di fronte, cioè verso il mare, rispetto a preoccuparsi del rapporto che possa avere con la parte posteriore, il Piazzale e i Giardini Morandi. Ma questa sagoma anche perché deriva, come di nuovo rilevato dall'Architetto Serenelli, non dall'Hotel Marche, né dall'Hotel Bagni, credo di essere uno dei pochi qui dentro ad aver assistito all'incendio, che ne ha determinato la distruzione e una ricostruzione che gli ha fatto perdere le caratteristiche architettoniche, motivo per il quale la Sovrintendenza ha annullato il vincolo, ma ancora prima dell'Albergo Bagni, e lì non posso essere testimone, era uno Stabilimento Bagni, cioè uno stabilimento termale, ad un piano, cui si riferiva l'Architetto Serenelli. Non era un albergo, era uno stabilimento termale, di terme marine per cure talassoterapiche ed elioterapiche, con all'interno delle vasche, in cui si effettuavano i trattamenti di talassoterapia.
Se vi ricordate, in qualche dichiarazione che ho fatto appena insediato, ho tenuto a dire che fra i turismi di cui mi volevo occupare c'era anche il recupero della vocazione originale del turismo senigalliese, cioè quello di essere una delle prime e più importanti colonie elioterapiche, talassoterapiche, sammoterapiche. Sammoterapiche è una parola che io trasformo in una che vi ricordate tutte le sabbiature, che sono delle cure.
Ora, anche questo discorso dell'ampliamento del piano terra, lo vedo favorevolmente, proprio per questo motivo, perché un hotel riconfermato, quindi un esercizio alberghiero riconfermato in questi termini, secondo me ha necessità per vari motivi e opportunità di dotarsi di strutture di servizio, aperte al pubblico, aperte alla parte antistante, che ricordo è secondo me uno dei punti cardine, uno dei punti strategici del mare senigalliese, è il punto che idealmente arriva dalla proiezione dalla Rocca al mare ed è l'unico punto dove un fronte abbastanza compatto arretra e dà una spazialità diversa, non per niente c'è un'apertura nel muretto davanti, che io ricordo fosse fatta addirittura un po' a tenaglia nei tempi antichi, c'è quindi un legame di questa forma con lo spazio.
Io mi auguro che un progetto di cui però l'urbanistica non può controllare la qualità, ma con questi parametri, con queste regole, possa recuperare un punto di eccellenza sia come opportunità economica, sia come emergenza e nodo spaziale della città appunto secondo quanto detto. Credo di aver detto tutto.
L'ultima cosa era che non c'è il pericolo che una forma C passi ad una forma ad O. Si è discusso, durante la formazione di questa norma, della possibilità di occupare tutta la parte anteriore, che consta di circa 600 metri quadri se non sbaglio e nei passaggi dell'Amministrazione si è deciso proprio di ridurre questa quantità, per consentire un'articolazione di questa parte anteriore, quindi che non fosse una barriera diritta e che potesse accogliere delle specificazione di tipo architettonico, quindi di qualità urbana più consone a questo edificio. Grazie.”

Si dà atto che entrano i Consiglieri Cicconi Massi e Cameruccio: Presenti con diritto di voto n. 27.