Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 10 del 24 febbraio 2016

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DISCUSSIONE GENERALE PUNTI 4 - 5- 6 - 7

Il SINDACO: intanto mi sento di ringraziare il Consigliere Martinangeli perché riparliamo di sanità all’interno di questa assise, io che vengo dal mandato precedente e ne abbiamo viste di tutti i colori con prese di posizione che erano sulla stessa onda, quella della giacca tirata, della difesa di quel primariato invece dall’altro, dell’idea di difendere un’unità operativa complessa oppure la perdita dell’altra e sullo sfondo, ma mai nemmeno troppo celato, la chiusura del nostro ospedale. Il tema era chiudiamo il nostro ospedale, siccome chiudono l’ospedale incominciavano. Io se devo dire Consigliere Martinangeli al di là della valutazione sullo strumento del quale non condivido niente, ma questo sta nelle corde quindi è inevitabile, non sullo strumento referendario, sullo strumento un referendum che non riesce inevitabilmente a proporre in una fase così articolata. Perché vi dico non ne abbiamo mai parlato bene? Perché il dibattito della riforma sanitaria regionale è antico e allora succede però quando poi le cose devono essere concluse chi prende l’ultimo giro di quel afflato se ne accorge delle conseguenze. Io devo ringraziare prima il Consigliere Gregorini per la posizione della relazione che ha fatto poi ringrazio anche il mio assessore, in modo particolare perché lui ha una storia che è una storia analoga alla mia con posizioni diverse che vengono oggi rimarcate, ma deve essere così, perché non voglio far polemiche, nemmeno lo permetto, io ricordo quando in quei banchi mi dicevano devi battere i pugni, ti devi far sentire, devi andare in piazza per difendere il tuo ospedale. Vedo tra il pubblico anche il Presidente del Tribunale del malato, come se la politica su un tema così delicato fosse fatto dalle urla per strada, dai picchetti sotto la Regione e dalle fasce tricolori anche tristi in piazza perché improvvisamente si accorgono che un disegno sta andando in porto. E allora vede consigliere Martinangeli, può sembrare che mio assessore dica cose diverse dal canovaccio istituzionale, e mica è così. Io voglio che quelle cose che sono state elencate, e ne mancano ancora tante altre, diventino elemento cogente di soluzione per questa città e per questi territori partendo dalla riforma perché io sono un grande sostenitore di quel progetto che va chiuso rapidamente, invece le giacche, i tricolori, il cittadino, per ragioni in alcuni casi legittime, in altri casi solo per approccio campanilistico di opportunità e di incapacità gestionale dei rapporti del territorio, perché Gregorini l’ha ricordato e l’ha richiamato anche l’Assessore Girolametti, questo territorio, senza fare la storia perché se no ogni volta se uno guarda dietro rischia di non guardare la prospettiva, io sono uno che guarda sempre oltre, però noi l’ospedale di Arcevia l’abbiamo chiuso da vent’anni, come quello di Corinaldo e quello di Ostra, quella cosa abbiamo fatto, ma non solo, dentro il processo di riforma di area vasta che se ne può discutere, ma noi dobbiamo discutere, oggi sono molto più libero delle tensioni del mandato precedente, molto più libero, noi non possiamo rincorrere le esigenze e le necessità dei primari perché a me dei primari, per quanto bravi, mi interessa poco, mi interessa il paziente, mi interessa il cittadino e mi interessa la struttura, poi che dopo con l’Unità Operativa Complessa ci sia il primario, che il primario si porti dietro una equipe di medici, poi un ulteriore pacchetto di infermieri e poi un’ulteriore dotazione di OSS, quello è un tema, ma noi, lo dico per chi c’era, abbiamo difeso principalmente gli interessi di chi non metteva al centro le necessità dei pazienti, chiaro? Io mi sono visto sfuggire unità operative complesse recuperate perché non le abbiamo difese non da fuori come si diceva, da pugni dati, da sindaci squagliati per terra, ma perché poi gli equilibri all’interno della struttura portavano ad individuare meglio quello da quella parte che uno da quest’altra pur con volumi prestazionali che dicevano che dovevano stare da una parte o dall’altra. Allora io a differenza di lei consigliere Martinangeli e comunque apprezzo sia l’approccio che lo spirito, dico che noi dobbiamo accelerare il processo, noi lo dobbiamo accelerare, non lo dobbiamo frenare, noi dobbiamo arrivare alla conclusione del processo per trovare quelle ricalibrature che servono e dentro quelle ricalibrature occorre mettere dei parametri in modo che le comparazioni non siano fatte dalla compensazione di un processo fallimentare di una politica economica come quella Fabrianese che viene poi compensata con l’Area Vasta come sede lì, non è quella, l’ho sempre condannata, poi sono uno che condanna ma se capisce che non c’è il punto di ritorno la condanna finisce, sto pensando a qualcuno, condanna c’è però dopo si prende quello che viene fuori perché così è, perché funziona in questo modo. Lo faccio come esempio. Lei pensa che non ci siano stati cittadini, sindaci, amministratori di Osimo che si sono messi sotto, ma lei davvero pensa che sia una cosa giusta, pensa che sia una cosa giusta da difendere? Quella cosa non la voglio difendere, io voglio che l’INRCA venga costruita il più presto possibile ma non difendo l’ospedale di Osimo, non difendo il punto nascita ad Osimo perché quel tipo di soluzione non è quella adeguata e chi amministra deve avere il coraggio da fare quel tipo di scelte. Allora io sono per accelerare, penso che ci siano le condizioni, ho apprezzato molto il lavoro del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, lo dico qui, sostegno totale, sono contento che si sia tenuto la delega perché la delega vuol dire metterci la faccia e non fare mai l’anodo sacrificale, perché se l’avesse data a un assessore che gli faceva fare da caterpillar poi quando il pacchetto era pieno di schiaffi, di pugni e di sassi e non di cuori, si sarebbe potuto allontanare facilmente, questo è un grande segno di grande serietà e di responsabilità, ci mette la faccia fino in fino lui perché crede nel processo di riforma che deve essere equo, sostenibile e deve avere una distribuzione territoriale adeguata perché il sistema di Senigallia funziona se funzionano quelli di Fabriano, quelli di Jesi e quelli di Osimo e non è che dando la pillola a qualcuno che viene tirato per la giacca e si porta l’unità operativa complessa a Fabriano invece che lasciarla Senigallia, mi viene in mente l’Oncologia guarda un po’, con volumi completamente incomparabili, si salva il sistema, quelli sono errori, ma quando si commettono errori gli errori, lo dico per tutti, si correggono, si alza la mano, ho commesso un errore, ho detto che Piazza Garibaldi costa troppo, ho sbagliato a leggere, si alza la mano e si corregge, la sanità è uguale perché siamo normali. Io son convinto che invece il processo deve essere velocizzato, il processo deve essere ricalibrato e riverificato il sistema. Si cambiano le consuetudini, si cambiano le nostre abitudini, si modificano anche i nostri atteggiamenti, lo dico così anche gli atteggiamenti perché sono quelli etici, perché tutti fanno riferimento al nostro ospedale, quanto eravamo belli, quanto eravamo bravi, quanto siamo belli, però il primo intervento di menisco vanno tutti in Emilia Romagna dai nostri che lavorano lì, tranne il sottoscritto, questo è, tutti parlano di difesa assoluta poi quando alla verifica dei fatti giriamo il mondo intero. Ci sono delle situazioni che devono essere aggredite, quella delle liste d’attesa io penso che sia un obiettivo che il Presidente si è dato e conoscendone l’approccio molto razionale qualche volta algido lo stia strutturando, e si cambiano anche lì consuetudini e abitudini, il dramma di questa nazione rimuovere le consuetudini e modificare le abitudini, perché non ci va bene niente, non vogliamo tutto quello che abbiamo ma quel che viene proposto sicuramente è sbagliato, in ogni occasione, e dare la voce al popolo attraverso i consiglieri regionali, ma lei si dovrebbe fidare molto più di me che del consigliere regionale, in questo caso no perché il nostro è bravo, il consigliere regionale nostro, Presidente della Commissione, Fabrizio Volpini è uno di quelli che sta nel posto giusto con le competenze giuste e sta dando una grande mano al processo, con competenza specifica e con adeguata preparazione politica. Però non tutti hanno Fabrizio Volpini, c’è anche il consigliere di Cotignola che difende i cotignolesi e non difende il sistema generale. Io penso che questo è necessario e in questo caso bisognerebbe, vede consigliere Martinangeli una volta dicevamo che dovevamo dare più potere all’Area Vasta, dovevamo dare la natura giuridica all’area vasta che è una cosa completamente diversa da quella di dare mandato ai nostri eletti in Consiglio regionale, totalmente diversa, se uno diceva invece di lasciarlo dentro l’Asur unica vogliamo ripensare e facciamo l’area vasta con potere giuridico, poteva essere molto più affascinante, sempre più sempre tecnici ma anche tecnici devono essere, se no il potere vero ce lo dovrebbe avere il Presidente della conferenza dei sindaci, non perché poi questo sono io Sindaco di Senigallia, però sicuramente è un’operazione equa e sostenibile e sarebbe in grado di metterla in campo come sta cercando di fare il nostro Consigliere Volpini. Si dà atto che entra il Consigliere Sardella: Presenti con diritto di voto n. 21.