Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 12 del 28 aprile 2016

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VERIFICA PERIODICA DELLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE LINEE PROGRAMMATICHE DELL'AZIONE DI GOVERNO E RENDICONTO DELLA GESTIONE ESERCIZIO FINANZIARIO 2015 - DISCUSSIONE GENERALE

Il SINDACO: abbiamo allegato nella relazione periodica dello stato attuazione delle linee programmatiche dell’azione di governo ovviamente uno stralcio, non potrebbe essere diversamente, visto che ci siamo presentati con il piano di Governo poco meno di un anno fa, quindi gli elementi ai quali ci ancoriamo sono assolutamente quelli già approvati da questo Consiglio, dico che però, lo faccio così anche in maniera molto schematica, che questo atto tiene conto di una serie di elementi e anche una serie di novità che si sono determinate. Innanzitutto, come dico sempre, la nostra città non è svincolata dai percorsi normativi nazionali e regionali e quindi quello che si riesce a mettere in campo subisce quei condizionamenti, quei precetti. Parlo per esempio di quel termine ormai entrato in uso anche da parte del cittadino, non solo dal punto di vista terminologico riconducibile agli amministratori, il patto di stabilità, padre stabilita quello strumento che ha consentito alla nazione di recuperare e mantenere i rapporti con l’Europa e garantire gli obiettivi di stabilità nazionale imponendo ai comuni un sacrificio, agli enti locali un sacrificio enorme, che non sarebbe l’aspetto più complicato, ma lo è diventato nella misura in cui non ha fatto distinguo tra chi avesse gestito in modo adeguato e chi invece la conduzione dei propri bilanci non era così attenta e così precisa. Lo dico perché senza entrare in conflitto con me stesso perché conosco la situazione dei comuni italiani, non tutti sono bravi, non tutti sono capaci, chi nel bilancio ha avuto il coraggio in tempi non sospetti di fare scelte e chi le scelte invece non le ha fatte e ha messo in campo altre operazioni, chi ha pensato che nel 2009 con il patto di stabilità si dovesse ridisegnare l’assetto della gestione dei comuni e ha deciso di tagliare e ha gestito di garantire, ha tagliato le manutenzioni delle strade, ha tagliato la manutenzione del verde, azzerando capitoli, alcuni interventi che erano già programmati e ha scelto di garantire pezzi del Bilancio che erano quelli che oggi più che mai l’orizzonte più lontano. Nel 2009 ancora la crisi era solo individuata in altri territori di questa nazione noi invece abbiamo iniziato a proteggere capitoli che riguardavano i servizi alla persona e abbiamo deciso che questa città fosse una città solo turistica e che l’economia propria dovesse derivare dal quel tipo di attività e non solo, pensavamo che agendo potevamo dare anche l’esempio. Diceva prima la Ramazzotti in una risposta articolata sui rifiuti, sulla gestione degli stessi è accaduta la stessa identica cosa, abbiamo pensato in tempi non sospetti che dovevamo mettere in campo una operazione che era contro il percorso che stavano facendo in altri pezzi di questo territorio e di questa nazione perché l’esempio conta, e l’esempio è stato importante, tant’è che oggi andiamo a rivedere e ci accorgiamo che qualche passaggio diverso c’è stato e uscire per esempio dal Patto di stabilità è un impegno che il Governo si era assunto e che ovviamente non vuol dire che possiamo spendere, però possiamo spendere in funzione di quello che abbiamo, non è proprio l’identico meccanismo. Il Patto di stabilità aveva questa caratteristica, di essere lineare, se spendi quello che puoi lo fai in funzione delle strategie che metti in campo, poi non ci sono le risorse, non ci sono le entrate, c’è troppa pressione fiscale, c’è troppo debito, ci sono troppi mutui assunti, c’è l’incapacità di recuperare l’evasione e l’elusione, non hai disponibilità di bilancio, non puoi spendere, hai troppi asili, hai fatto quel tipo di scelta, hai troppe scuole, hai fatto quel tipo di programmazione territoriale, i centri sociali, oggi quel tipo di scelta va spiegata e dentro questa nuova modalità io penso che la nostra città abbia dei grandi margini perché può riprogrammare il proprio Bilancio e garantire le scelte in funzione delle disponibilità che emergono dalle risorse proprie del territorio senza più piangerci addosso, senza aspettare i trasferimenti dello Stato, senza attendere quella o quell’altra legge di stabilità per riprogrammare la nostra vita quotidiana. Io penso che la nostra relazione periodica tenga particolarmente conto di questo percorso e poi lo vedremo nel Bilancio di previsione, io penso che questo possa rappresentare l’ultimo degli anni e il primo della transizione, sperando che la transizione poi si concluda rapidamente perché io l’affronto sempre con grande prudenza, abbiamo avuto un bel passaggio a dicembre quando si sono liberate delle risorse, sicuramente quest’anno non avremo la stessa opportunità, non ci sarà, come dissi allora dovremmo ripartire però con un meccanismo e un orizzonte completamente diverso e quindi considero questo anno ancora di grande transizione ma il primo di un percorso che può riportare a respirare gli enti locali. Vedete non è caso che siamo oggi ad aprile a ragionare sull’approvazione del bilancio di previsione con l’80% dei comuni italiani che chiedono ulteriormente il rinvio ad un’altra data perché noi il bilancio di previsione lo vogliamo approvare entro il 31 dicembre, quindi Assessore quest’anno il bilancio di previsione 2017 si approva entro il 31 dicembre, lo dico anche per i consiglieri, preparatevi perché non ci sarà margine, con i numeri che abbiamo che sono un po’ più chiari, con uno strumento di innovazione ma che ormai può diventare consolidato e quindi entro il 31 di dicembre noi voteremo il Bilancio di previsione 2017-2019. So che dovremmo fare un grande sacrificio con il Natale in mezzo, con magari qualche norma che non è proprio ancora netta ma è l’ultimo anno che consento questa cosa, non lo consento agli altri Comuni e come si dice sempre partiamo da noi. Ho allegato una relazione dettagliata sullo stato d’attuazione, io penso che temi come quelli che abbiamo già individuato nel precedente bilancio che ovviamente è stato particolarmente complicato, è quella della tassazione locale, avete visto che mentre prima sembrava fosse un tema di questa città ormai si sono allineati tutti, anzi forse quelle scelte che abbiamo fatto noi in quel momento sono state anche lungimiranti per quei futuri trasferimenti che dovranno arrivare dallo Stato visto che c’è garanzia oggi del riconoscimento sulle imposte sulla prima casa che vengono completamente riconosciute cosa che non era così usuale per un Governo ogni volta che toglieva, anzi metteva poi ritoglieva. Ricordo la tassa della pubblicità per i locali, quella fino a cinque metri quadrati, un Governo tanti anni fa la tolse, quindi esentando il pubblico commercio da quell’obolo, l’abbiamo tenuta a Bilancio, ricordo erano 500.000 euro, li abbiamo tenuti a bilancio per due - tre anni e poi non vennero mai più restituiti, quindi creando quel passaggio terribile perché poi i crediti inesigibili diventano partita doppia negativa per il nostro bilancio, questa è una modalità che il governo con un patto vero ha cancellato l’IMU sulla prima casa e ha restituito totalmente l’importo a tutti i Comuni, penso che sia una modalità quando qualcuno decide per gli altri i patti sono patti, il patto di stabilità non lo era, era un atto unilaterale. Qualcuno decideva che il Comune di Senigallia doveva bloccare i propri investimenti fino a cinque milioni e seicentomila euro, adesso lo semplifico, del proprio Bilancio e noi abbiamo dovuto bloccare quella cifra. Lo dico oggi, poi sarà più dettagliato di me l’assessore, che nonostante tutto quello che è capitato alla nostra città, riusciamo ad avere dei bilanci trasparenti, solidi e di grande prospettiva, nonostante tutto, non ci dobbiamo dimenticare, questa è una città che non solo ha rispettato quello che fanno gli altri, ma dicevo è una città che ha scelto di garantire i servizi sociali quando quel tipo di richiesta è stata esponenziale, che ha investito nel turismo e dove siamo diventati la prima città della nostra Regione, mi sembra anche ormai banale ripeterlo perché non serve più, è talmente scontato che nemmeno gli altri ce lo dicono più, però c’è un segnale, siamo riusciti ad andare oltre, rendere quella città che sorprende nel suo modo, che sorprende per chi c’è, sorprende per chi la scopre, ma nonostante tutto. Questa è una città che ha subito una alluvione, ne parlavo prima tra le battute con Sartini, io non faccio mai battute, oggi a un convegno nazionale ci dicevano voi a differenza degli altri quarantatré stati di emergenza dal 2014 a oggi dichiarati dallo Stato, quarantatré stati di emergenza con danni per oltre tre miliardi di euro, però se ne parla per come siete riusciti a recuperare e non solo, a fare un’azione che dico molto importante per me e che però diventa determinante, che per la prima volta nel bilancio dello Stato sono iscritti oltre un miliardo e trecento milioni per il ristoro dei quarantatré stati di emergenza che ci sono stati. Stanno lavorando per una delibera di individuazione dei criteri proprio per i prossimi Consigli dei ministri, ma è una città che ha avuto l’alluvione e non basta, c’abbiamo avuto tra quest’anno e lo scorso anno quasi quattro milioni di euro, dopo qualcuno lo tradurrà in tonnellate o in metri cubi o in chili, io lo traduco in quello che serve si capisce, quasi quattro milioni di euro di spiaggiamenti che vale la stessa cifra dell’alluvione. Vi ricordo che qualche Comune, senza fare nomi, qui intorno, anche nella nostra provincia, per ottocentomila euro ha dovuto sciogliere il Comune, non il Consiglio, è una cosa completamente diversa, e un altro Comune importante della nostra Provincia sta lottando per un milione di Euro di una sentenza, tenete presente che ha circa trentamila abitanti per una sentenza che rischia di compromettere le sorti e la continuità perché ancora tra l’altro strumenti per capire come si salvano quei Comuni non ci sono. Noi siamo riusciti anche dentro questa difficoltà ad assorbire in due anni quattro milioni di euro dell’altra alluvione, tra l’altro lo dico qui, dopo magari ognuno di noi ha i referenti nelle Assisi regionali, sono curioso di capire quante interrogazioni fanno tutti per porre questo tema, l’unico che pone il tema è uno, concludo Presidente perché poi avrò modo di ritornarci durante il bilancio, la relazione è quella che avete avuto modo di vedere, avremo modo anche lo dico qui anticipando, di rivederci quando faremo la prima variazione di bilancio assessore, perché un bilancio fatto così veloce, con questa modalità dove ci sono tempi e difficoltà, merita un adeguato approfondimento e quindi oggi andiamo ad approvare tutta la parte delle entrate ma dovremmo fare un percorso di condivisione adeguato. Si dà atto che entra il Consigliere Straniero Aggiunto Becka Maksim.