Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 14 del 29 giugno 2016

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COMITATO DEI GARANTI PER IL GIUDIZIO DI AMMISSIBILITA' DELLE PROPOSTE DI REFERENDUM COMUNALI 2015-2020

Il SINDACO: ovviamente non entro nel merito del percorso che abbiamo fatto, ringrazio per il lavoro che è stato messo in campo in Commissione e non faccio valutazioni rispetto all’istituto del referendum previsto dalla nostra Costituzione rispetto al quale il giudizio del cittadino elettore vale sempre per me, poi ne facciamo un uso inadeguato, inopportuno, non sufficientemente argomentato? Senza dubbio, ma quella è la grande carenza della politica, la politica non è più in grado di gestire i percorsi, i nostri soggetti che ci rappresentano, non vi ricordate mai che una democrazia ha bisogno della rappresentanza e quindi è inevitabile che sia rappresentativa se e dovrebbe avere delle capacità, quando le capacità non sono in grado di soddisfare si fanno altri percorsi previsti dalla nostra Costituzione, e quindi per me sono tutti legittimi, tutti, non è che se votano l’uscita dall’Europa perché lo fa il popolo bue e se avevano votato per rimanere in Europa gli inglesi quelli sono bravi, io giudico la carenza della politica, abbiamo votato due referendum definendoli acqua pubblica e di acqua pubblica non avevano niente, abbiamo votato un referendum contro le trivelle e delle trivelle non avevano niente, però siccome abbiamo parlato giustamente alle pance, spiegare, ricordo bene essendo un grande sostenitore tra l’altro di tutti i referendum, abbiamo votato contro il nucleare ed era chiaro che avrebbe prodotto un risultato, ma qualche volta perché non abbiamo la capacità di approfondimento, di dialettica, siccome è la società del banale e del superficiale, quando è banale e superficiale cerchiamo sempre la scorciatoia e quindi diciamo che il referendum può produrre un risultato e il risultato magari non è quello che è atteso, ma la responsabilità è nella politica e nella incapacità di fare politica, ma questo però non ci può mettere nella condizione di giudicare e valutare il risultato perché il risultato deve essere sempre accettato e assolutamente rispettato. Poi si fanno gli atti conseguenti però, in tempo reale, gli atti conseguenti, se durante il ’32 ci fosse stata una votazione, un referendum bulgaro, come si diceva una volta, a favore di un grande dittatore noi non ci possiamo permettere di dire [si registra un contraddittorio fuori microfono] ben arrivato consigliere Paradisi. Dipende sempre Paradisi da chi è il soggetto, non sono uno che si piega al volere collettivo semplicemente perché veniamo tirati per le giacche o perché in maniera approssimativa facciamo dei computi, quindi intanto io rispetto l’istituto, dico che andrebbe riformato anche quello per esempio per il numero di firme e per altre cose, ma non ci attiene oggi. Un bel tema è sulla remunerazione, io son rimasto sempre fuori, non mi ha mai entusiasmato questo tema della casta, del come viene remunerata, quanto costa, ogni volta confondiamo i costi della politica con quelli della democrazia e ogni volta cancelliamo pezzi della nostra democrazia per risparmiare perché questi politici terribili, quelli che costano alla comunità, io faccio il Presidente dell’ANCI e lo faccio a costo zero, sono il presidente l’Area Vasta 2 a costo zero, presidente del comitato socio sanitario costo zero, i consiglieri delegati prendono le ore di lavoro e prendono anche la macchina loro per andare a Rimini, mettono anche la benzina quindi meno zero, lo dico perché se no chi ascolta pensa che noi siamo ancora qui dentro a fare la casta e che siamo uguali agli altri e che non possiamo chiedere a nessuno di partecipare, ti guardano per dire quindicimila euro al mese prendi, io prendo più o meno lo stipendio che prendo a scuola per fare la metà delle ore ufficiali, un quarto di quello che faccio realmente, ecco perché rinuncio allo stipendio della scuola, quindi alla comunità costo zero un’altra volta, però capisco che oggi siccome non parliamo della comunità, avete parlato del civico, quindi il civico deve avere il riconoscimento. Fate come volete, non penso che ci saranno centomila referendum, la politica fatta di chi può decidere e assumersi le responsabilità non delegandole sempre perché andrebbe a fallire, e quindi non penso che sia un problema. Devo ringraziare chi ha dato già la disponibilità perché sono professionisti che danno la disponibilità e forse anche un contributo alla comunità, penso che sia questo da apprezzare e non penso che li possiamo remunerare con il gettone, non lo so, dico che siccome facciamo tante cose pro bono e non è che se, come ha detto Rebecchini, la garanzia dell’indipendenza avviene se uno riconosce un gettone, uno stipendio, l’indipendenza è un fatto morale, dico che però l’occasione, diceva prima Sardella, è ghiotta per parlare della casta e ogni volta che però ci orientiamo alla non politica tutti devono avere il riconoscimento che si meritano però se uno ha la responsabilità di un Comune di quarantacinquemila abitanti è della casta, o di centomila è casta, è il gettone di presenza da ventinove euro per un’intera giornata per il lavoro che non viene riconosciuto, sostituzioni per chi fa un’altra attività, riguarda tutti, penso che sia un fatto morale, o ripensiamo ai veri valori per chi si impegna oppure ci stanno tutti come ci stiamo qui dentro con il riconoscimento morale che penso abbia anche quello un grandissimo valore come senso civico da esercitare, da costruire e soprattutto da dare come esempio.