Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 18 del 28 settembre 2016

Precedente | Successiva

DISCUSSIONE GENERALE PUNTI 2 E 3

Il SINDACO: tutte le valutazioni e le domande che sono state fatte ci devono riportare agli strumenti oggi vigenti e allora concordo con il consigliere Rebecchini quando dice che il piano regionale oggi mostra dei limiti, guardo la nostra realtà, c’era il piano regionale dei rifiuti, il piano provinciale i due sub ambiti e noi eravamo dentro uno dei sub ambiti. Se uno dovesse guardare questa filiera si capisce immediatamente che faceva riferimento ad un’era economica totalmente diversa perché poi quelle scelte che noi abbiamo fatto anche lungimiranti e virtuose appartengono a una modalità che non attiene più a questa fase economica della nostra vita sociale perché vedete pensare a un piano regionale che poi ovviamente si portava dietro i macro elementi, il piano provinciale che doveva essere autonomo rispetto al ciclo integrato dei rifiuti, cioè si diceva al piano provinciale tu devi provvedere al progetto di raccolta e trasporto che ognuno farà come vuole, poi ogni ambito si deve dotare di che cosa? Degli impianti, l’impianto allora di trattamento del secco e l’impianto del trattamento dell’umido. L’impianto di trattamento dell’umido era diviso tra compost di qualità e forsu e poi ogni sub ambito aveva la discarica perché diceva ognuno si deve trattare i rifiuti propri, non ci dobbiamo contaminare, tant’è che il dibattito, penso al nostro sub ambito, quello che poi faceva riferimento al CIR 33, era noi non possiamo essere la discarica all’intera Provincia perché i due impianti che ci sono, uno di Corinaldo e uno di Maiolati, ricadono tutti nella stessa area quindi significa che l’altro pezzo che tra l’altro è quello meno virtuoso, quello che non fa le scelte, quello incapace, quello di Ancona, non solo non fa la raccolta differenziata, non solo non ha un impianto, ma non è in grado nemmeno di individuare una discarica. Per fortuna che non l’hanno fatto, per fortuna Rebecchini, per fortuna perché oggi avremmo una discarica in più in un territorio che per noi sarebbe un ulteriore costo perché poi vale quello che succede nei tempi lunghi e avremmo dovuto gestire quantitativi di rifiuti che non sono comparabili con niente rispetto alla scala regionale. Noi parliamo dei rifiuti per un milione e mezzo di cittadini che è un quartiere di qualche municipalità, così mi piace di più, qualche municipalità di Roma. Quella scala lì oggi non è più economicamente gestibile, non è gestibile perché ha ragione quando dice noi dobbiamo dire dove va il nostro organico. Va a Rimini pagando 110 euro a tonnellata che è di più di quello che paga il grigio conferito in discarica. Non vi sembra un paradosso? Spendiamo di più perché l’organico l’andiamo a prendere tutti i giorni dentro le case, lo mettiamo sui camion e poi lo portiamo a Rimini e a Rimini costa di più che prendere quell’organico se fosse tale e conferirlo in discarica perché costa quasi la metà. Paradosso. Ambientalmente perfetto, economicamente una tragedia. Una tragedia perché non è che a Cesena non a Rimini, a Cesena non ci va così, ci va con il costo del trasporto che abbiamo aggiornato l’ultima volta ma soprattutto Cesena ci fa il business perché ha l’impianto di compostaggio da una parte, l’altro a biomasse, quindi somma le masse vegetali che produce dal grano in giù, ci mette i nostri rifiuti, producono il gas e loro lo vendono. Martinangeli non è proprio sbagliato, io sono un grande assertore di quegli impianti, grande assertore che vanno fatti dove servono e come si dice, l’ha sottolineato Rebecchini, con i no non si governa perché quando dovevamo fare l’impianto della Forsu a Jesi nell’impianto di proprietà della Multiservizi il Comune di Jesi si è opposto, anzi se proprio la racconto tutta forse ci hanno vinto anche le elezioni con quella posizione perché con il no si vince, poi dopo bisogna governare i processi e adesso quella scelta lì adesso è imbrigliata perché oggi noi non sappiamo dove fare l’impianto. Abbiamo convertito quello di Corinaldo, ci siamo detti tante volte non era sbagliato, erano un impianto per un’altra era quando tu pensavi che il processo fosse perfetto, l’umido andava diviso, quello preciso che veniva dalla raccolta domestica finiva nell’impianto di Corinaldo e avrebbe prodotto il compost di qualità che veniva poi trattato con un impianto esotermico e sarebbe stato utilizzato come emendante in agricoltura. Dall’altra parte la forsu sarebbe stata realizzata dalla Multiservizi o da un altro soggetto nell’impianto da individuare, forse quello di Jesi. Il processo si è interrotto perché oggi non c’è più un euro e nessuno investe un euro e quella norma che diceva Martinangeli prima ha un’altra postilla, che la TARI viene computata anche rispetto agli impianti che realizzi e quindi diventa tutto un costo, tutto si paga con quella cosa lì, non si paga con un altro perché l’Europa non ci dà un euro, perché lo Stato non investe più niente e perché la Regione ovviamente non può investire su questo. E allora ripensare la strategia d’area vasta è assolutamente, io lo pongo, lo dico a Rebecchini, sono nel tavolo privilegiato dove l’ANCI sta spingendo ma non è così semplice perché ancora le teste che ci sono in giro sul territorio regionale non sono mica orientate a dire lo facciamo dappertutto, vogliamo incominciare a dire le cose come stanno? Raccolta porta a porta dappertutto, gli impianti quanti ne servono? Forse servono quelli nuovi, serve un impianto a biomasse dieci sull’intera scala regionale? Sicuramente non servivano come l’abbiamo fatto fare a un certo momento che chi si alzava la mattina faceva l’impianto a biomasse e magari lo metteva nel Comune di fianco al suo, questo no sicuro, ma va pensato dove vanno e da qualche parte bisogna metterle e dove si mettono ci sarà sempre qualcuno che va su google, scrive impianti a biomasse, tossicità totale, inquina il mondo, ci sarà sempre uno che ha presentato un documentario e lì ovviamente non ce li vogliono però i processi bisogna governarli. Allora per governare questo processo il primo passaggio è dire vogliamo realizzare una società a capitale interamente pubblico che gestisce quelle cose che ha detto Martinangeli e ha detto Sartini? Certo perché il gas chi lo gestisce? Noi l’abbiamo conferito a Multiservizi e dobbiamo sperare che Multiservizi vinca la gara obbligatoria sul gas perché se no la gara la vincono altre società, la vincono loro se non siamo attrezzati con una società nostra in grado di avere il know how che arriva magari da un altro gestore, perché dopo è questo, perché dopo la differenza c’è tra la teoria perfetta e una gestione economica che può spazzare via la nostra realtà perché rispetto al numero degli abitanti, rispetto alla nostra produzione non contiamo niente, e allora se dovessimo avere Sartini una società che compete con Hera sarà proprio così terribile? Questa società interamente pubblica che gli conferiamo quello che gli dobbiamo conferire perché se no vengono e ce lo mangiano gli altri. Poi il controllo analogo Martinangeli non si deve offendere nessuno, ci sono Comuni che il controllo analogo non potranno esercitarlo mai ed è inevitabile perché il controllo analogo non lo eserciti nemmeno dentro il proprio Comune perché i servizi qualche volta, spesso anche nel comune piccolo, non riesci a gestirli. Ma perché c’è il controllo analogo di chi ha dato a Consip la pubblica illuminazione di un comune piccolo? Che controllo analogo hai, se lo fanno bene se non lo fanno sei l’ultimo, quindi il problema del controllo analogo dichiarato e richiamato, nella legge piena di contraddizioni, è vero, che controllo analogo ha il Comune di Santa Maria Nuova che ha lo 0,02 delle quote di Multiservizi? Avrà il controllo dello 0,02 per le teste che ci sono, quando si vota per teste, quando si vota per quote, e quindi c’è anche un grande senso di responsabilità nostra rispetto al territorio con il nostro 20%. Poi ci sono le preoccupazioni che avete evidenziato? Certo perché non siamo così omogenei, perché una volta Ancona fa l’accordo con Falconara, un’altra volta lo fa con Jesi, un’altra volta lo fa con Fabriano, poi dopo se vuole andare avanti lo deve fare con Senigallia, ma c’è questo problema, è inevitabile in tutte le situazioni dove i Comuni sono disomogenei rispetto alla loro incidenza e incisività del servizio che viene pensato. È inevitabile, poi io so che una testa un voto, ma una testa un voto noi abbiamo il 20% di teste e loro hanno lo 0,02. È giusto che un processo venga condizionato, potrei fare l’esempio di questi giorni, rispetto a chi non ha visione o a chi non ha prospettiva, chi non riesce a vedere dice continuo a gestire come ho sempre gestito, ma non si può fare più, e quella del metano, del gas, tenetelo presente, è un grande problema, perché se noi dovessimo oggi perdere la gara noi ci teniamo i tubi ma il gas lo vende qualcun altro, e non tutti noi abbiamo Prometeo, perché poi siamo stati bravi anche noi perché tutti noi sottolineiamo le cose del pubblico poi magari quando arriva l’offerta di un altro gestore, invece di prendere il gas nostro di Prometeo dentro casa abbiamo quello dell’altro gestore, può capitare, svalutando la nostra e perdendo l’acqua di Gorgovivo, perché è come se comprassimo l’acqua da un altro, lo stiamo facendo tutti, perdiamo l’idea della comunità che può sostenere la propria azienda però dall’altra parte diciamo no pubblico perché il pubblico lo vogliamo difendere poi accendiamo il gas e il gas ce lo da Energas o Sadori perché lo vende in libera concorrenza. Ci sono tutta una serie di valutazioni che sono preoccupanti, ovvio che le preoccupazioni vanno gestite. Vogliamo avere la gestione del ciclo integrato dei rifiuti pubblica? L’unica strada possibile è partire dalla nostra società. Che la nostra società deve essere gestita al meglio, che voi andate a guardare bene i bilanci, che andate a vedere le assunzioni, che andate a vedere cosa accade, questo penso che sia una modalità che non attiene né alla maggioranza né all’opposizione perché sono cose che dobbiamo fare tutti perché se ci sono cose che non funzionano nella società tutta forse una responsabilità indiretta ce la possiamo assumere e possiamo anche incidere. Capisco ma non ci sono alternative perché se le alternative le vogliamo mettere in campo sono quelle del libero mercato che è una strada che questo Comune ha preso nel 2002, ci siamo rivolti al libero mercato ma noi oggi non dobbiamo dire cosa succede, l’unica società possibile che possiamo avere è questa, non possiamo affidare a Gestiport quel tipo di ragionamento e ha ragione Martinangeli, forse dovremo arrivare anche alla gestione degli impianti perché l’obiettivo se proprio glielo devo dire, forse solo perché siamo proprietari del 20% di Corinaldo? Ci deve essere una gestione attenta anche lì perché se no quell’impianto deve finire dentro una gestione complessiva, a Corinaldo o a Maiolati, dove ci sono impianti si riconoscono i danni ambientali che si determinano ma i costi e benefici, perché non sono sempre solo costi, devono essere ripartiti rispetto a un’intera comunità che si sta organizzando.