Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 19 del 26 ottobre 2016

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LEGGE 23 DICEMBRE 1996, N. 662, ART. 3, COMMA 64. CESSIONE IN PROPRIETA' DI AREE GIA' CONCESSE IN DIRITTO DI SUPERFICIE, DESTINATE AD INSEDIAMENTI PRODUTTIVI DELIMITATE AI SENSI DELL'ART. 27 DELLA LEGGE 22 OTTOBRE 1971, N. 865.

Il SINDACO: solo per ringraziare la struttura, nella fattispecie l’architetto Serenelli per questo provvedimento, penso che sia un atto dovuto rispetto a un percorso perché come ricordavamo prima quelle erano aree espropriate dal pubblico, e poi magari ne parliamo subito dopo, espropriate dal pubblico e riassegnate ad un prezzo convenzionato, nelle aree PEEP ai privati per le residenze e nelle aree invece PIP e artigianali per aree produttive, quindi con un prezzo calmierato. Non lo dobbiamo dimenticare perché l’esproprio allora consentiva, pensavamo che consentisse, forse è meglio utilizzare bene i tempi, dopo ci accorgiamo che invece i prezzi dell’esproprio che pensavamo e ritenevamo giusti invece rispetto al giudizio di terzi, arbitri, portano a valutazioni diverse e quindi non ce lo dobbiamo dimenticare, oggi salutano tutti positivamente il fatto che il pubblico su aree proprie consenta la speculazione al privato, perché quando uno vuole estendere sempre le valutazioni bisogna che lo fa così, se io dovessi guardarla sempre con la faccia nera direi ma come, il pubblico ha espropriato le aree, le ha assegnate a un prezzo che era calmierato e quindi ha creato in quel momento una discrepanza tra il libero mercato e il pubblico che facilitava l’intervento, oggi tu pubblico consenti di speculare sulle aree che hai pagato ed espropriato a prezzo calmierato. Non è così, lo faccio sempre mettendo un’altra maglia, non è così come non sono così tante altre cose, facciamo un’operazione volta a chiudere un percorso perché dopo trent’anni sono cambiate le situazioni di mercato, sono cambiate e rileggiamo, io dico in modo opportuno, anche le difficoltà economiche, questa è la cosa seria, leggiamo le difficoltà economiche, non mettiamo il paraocchi, perché noi consentiamo oggi di dare un valore diverso alla abitazione all’interno della struttura produttiva, guardate che non è una cosa da poco, quella era la casa destinata all’artigiano, la guardiania, rapporto casa lavoro e oggi consentiamo che quella abitazione spesso inclusa dentro gli stessi volumi di poterla mettere sul mercato, un passaggio importante che se uno leggesse in funzione di un mondo cambiato, di un’economia cambiata, diciamo che è una cosa che non sta in piedi perché quell’abitazione deve essere a servizio dell’attività, questo è, ma il mondo è cambiato e scriviamo con un’altra mano e dobbiamo consentire ad un’azienda che può essere in difficoltà di salvaguardare uno la propria abitazione, perché qui l’abbiamo giocata con un po’ più di eleganza, ma salvaguardare l’abitazione perché se fallisce l’azienda perde anche la casa, due di avere la possibilità di un credito derivato dal valore incrementato della residenza, tre avere liquidità perché si potrebbe vendere, è non è una cosa da poco, lo dico sempre per chi fa le pulci a tutto, fate un provvedimento, come l’avete chiamato? Fate un provvedimento puntuale, più puntuale di questo? Non parliamo delle zone PEEP, parliamo delle zone produttive, più puntuale? È dentro il piano regolatore, è dentro un’area destinata, è dentro un edificio, consentite quella cosa? Si la consentiamo, puntuale, e sono contento che siate conniventi rispetto a questo provvedimento, sono molto contento.