Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 27 del 27 giugno 2017

Precedente | Successiva

INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE

Il SINDACO: buongiorno a tutti, grazie Presidente, Assessori, Consiglieri comunali, pubblico che ci segue da casa e quelli che ci guardano con lo streaming che è stato messo a disposizione per facilitare la partecipazione dei nostri concittadini. Intanto consigliere Da Ros parto da lì, la risposta nella sua interrogazione sta nell’interrogazione di Paradisi che è stato preciso nella ricostruzione, la segue da anni quindi ci sono gli elementi che sono riconducibili alle spese che il Comune ha sostenuto in un contenzioso legale che non è il primo e ahimè nonostante lo sforzo che stiamo facendo, guardo al consigliere delegato Vilma Profili, per cercare di ridurre e per alcuni aspetti stiamo ottenendo anche dei grandi successi sul piano numerico, altri che invece sono incardinati in date antiche e si fa difficoltà. Comunque le farò avere una nota dettagliata, segretario e dirigente in questo caso, da dirigente lo chiedo, per rispondere in modo puntuale alla richiesta del Consigliere De Ros. Consigliere Paradisi ovviamente la ricostruzione è quella che conosciamo tutti, io non sto a fare distinguo linguistico rispetto alla bandiera di Forza Italia e a quella italiana perché non è vero che c’era la bandiera italiana quando è partito, con tanto di documentazione, come dico le sentenze ahimè non si commentano, si accettano e si appellano, quindi abbiamo fatto quello che ha aperto un procedimento visto i gradi di giudizio perdenti l’ufficio legale ci consigliava di proseguire convinti che poi ci fosse un elemento finale che potesse rimettere in campo …… Cosa dire? Io reputo tutto abnorme, reputo abnorme il contenzioso, reputo abnorme le cifre, reputo abnorme anche le valutazioni che nei vari gradi di giudizio si sono espressi, lì c’era al di là della semplificazione, l’idiosincrasia per la bandiera italiana, quella di Forza Italia che rafforzava, c’era una struttura abusiva non autorizzata che era un palo a quattordici metri dal primo binario che non era stato mai autorizzato da nessuno, la deturpazione paesaggistica che riportata in questo modo potrebbe far pensare a un uso abnorme del termine, no, siamo dentro la Galasso, dentro i 300 metri e purtroppo qualsiasi struttura, che sia un gazebo, un ombrellone, un palo, deve essere autorizzata ahimè, per tutti tranne che per i giudici, non è che mi sorprende, non mi sorprende niente, non mi sorprende nulla, proprio zero, non mi sorprende niente, guardate un po’. Abbiamo, così Paradisi le do un altro elemento rispetto al quale mi sono fermato, c’è un distributore di benzina che è attaccato al fiume e per norma nazionale non ci può stare, da noi dopo il 3 maggio proprio non ci dovrebbe stare perché ha i serbatoi vicino all’argine del fiume, perché se dovesse accadere qualcosa potrebbe inquinare dalle Alpi alle Ande, bene emettiamo un’ordinanza, il TAR ci dà torto, si può dire nient’altro? Posso dire che se dovesse andar fuori il fiume qualcun altro dovrebbe rispondere di quel provvedimento? Non si può. Se succederà qualcosa al distributore che inquinerà il fiume qualcuno mi interrogherà perché non ho fatto ricorso in appello al TAR. Perché mi son fermato, perché davanti a quelle sentenze, a quelle valutazioni, ho deciso che uno si deve fermare, ho scritto all’impresa, alla ditta e al giudice, sappiate che se succede qualcosa sappiate che così è, però siccome qui ci sono dei totem in questa nazione che non si possono toccare, dei soggetti, sono intoccabili perché se uno li cita ti puntano il dito e siccome decidono sulla tua vita non si può dire nulla, non dico nulla, adesso. E allora io reputo abnorme, reputo Segretario abnorme anche una parcella da 70.000 euro, abnorme per me, per me che guido la macchina mia, che vado in giro con la bicicletta mia e che ho il cellulare mio, pagato da Mangialardi no Sindaco e rimango anche senza ricarica. Abnorme per un mondo che non è il mio, col quale non ho mai a che fare, o meglio finora non ho mai avuto a che fare. Come se ne esce Paradisi? Io più che dire che ha ragione, c’è un profilo di contenzioso che sta dentro il pubblico che non si riesce mai a chiudere in via bonaria perché Fibbi ha detto arrivo fino alla morte ma tanto vincerò la causa e l’ha vinta, adesso non so qual è l’ultimo grado? La Corte d’Appello Europea? Dove di appelliamo? Cassazione, Paradisi mi portano in Cassazione, sì perché quando è così, e lei lo sa meglio di me, purtroppo per tentare di recuperare le somme e non inserirsi dentro il profilo degli atti non compiuti che tutti reputano importanti difficilmente mi fermeranno perché poi perdiamo in primo grado, facciamo appello, e se non avessi fatto appello? Ma lì ci sono i costi della parcella quindi la Corte dei conti viene a vedere perché non hai fatto appello, faccio appello perdo in appello, l’ufficio mica mi dice meglio fermarsi perché comunque ci sono i costi sostenuti e quelli che a chi vengono addebitati e quindi Cassazione, riperdo anche in Cassazione, ci sarà la Corte d’Appello europea che mi dirà che la bandiera di Forza Italia diventata poi bigama perché da Forza Italia poi d’Italia e diventata solo d’Italia. Questo però Paradisi me lo deve nel senso che è documentato, la trasformazione che magari era anche auspicata, della bandiera di Forza Italia nella bandiera d’Italia è avvenuta. Poi non si doveva fare, io avrei chiamato Fibbi dicendo togli quella bandiera e toglie anche quell’asta di 8 metri perché sopra all’ex Columbia non ci può stare, perché nessuno mai l’ha autorizzata e perché se un poveretto mette su l’ombrellone e il vicino di casa punta il dito io son costretto a farglielo togliere? Perché così è, provate a mettere l’ombrellone sopra la terrazza di casa nei 300 metri della Galasso, tra vicini, non dove c’è il pubblico, perché il pubblico purtroppo ha questo, metta un ombrellone sopra la terrazza di casa dentro i trecento metri dalla Galasso, gli arriva il capo condomino se va bene se no gli arriva il vicino e dice no tu quello non ce lo puoi mettere perché sei sopra i due metri e quaranta e devi essere autorizzato, hai presentato la Scia? No. Presentato la VIA? No. Hai il permesso a costruire? No. E quindi abuso, e quindi sanzione, tra vicini quello lo toglie, qui no, c’è un palo di 8 metri non autorizzato da nessuno mai, ma siccome è il Comune, il Comune che paga quel contenzioso, Abnorme, non so se era da Giudice di Pace, non so se era un rapporto tra gentiluomini, non so cosa andava fatto, dico che è abnorme tutto e mi dispiace tanto perché io per carattere l’avrei chiuso dopo tre giorni invitando Fibbi a togliere la bandiera e togliere anche il palo che non era autorizzato, un’asta. Paradisi facciamo quello che serve, se qualcuno ha commesso un atto illegittimo ne deve rispondere, ma penso che se c’è stato un abuso c’è stato un abuso, se il dirigente ha non ha motivato e invece la Cassazione ha detto che c’è stato non so cosa verificheremo, ritengo che però al di là della bandiera tricolore rispetto alla quale mi alzo in piedi e metto la mano sul cuore, ritengo che ci sia una struttura non autorizzata che se fosse capitato in un contenzioso tra normali cittadini o si sarebbe risolto dal Giudice di Pace oppure si sarebbe risolto con un invito, ma questo non è, come il distributore della benzina vicino al fiume, perderemo in primo grado, perderemo in secondo oppure lasciamo tutto lì e quando andrà fuori qualcuno verrà a cercare non il giudice che ha emesso quella sentenza ma il Sindaco Mangialardi, ma come dire niente mi sorprende. Si dà atto che entra l’Assessore Memè.