Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 28 del 27 luglio 2017

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INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE

Il SINDACO: buonasera a tutti, colleghi di Giunta, Presidente, Consiglieri e come al solito i cittadini che ci guardano attraverso il nostro streaming e quelli che ci ascoltano attraverso Radio Duomo che ringrazio per il servizio. Ringrazio in modo particolare il Consigliere Mandolini per l’interrogazione che ho seguito con grande attenzione e di fatto ricostruisce la storia dei rapporti e dei percorsi che questa Amministrazione ha messo in campo, dei quali sono anche particolarmente orgoglioso perché Mandolini parliamo di un tema che qualche anno fa riguardava essenzialmente il pubblico e invece noi avevamo abbiamo costruito questo protocollo con la Sovraintendenza, con Archeoclub, Italia Nostra, Università di Bologna e ovviamente il Comune di Senigallia che ci permette di gestire con grande lungimiranza e grande attenzione tutti gli interventi che vengono realizzati nel nostro territorio dentro un’area più o meno individuata interessante sul piano archeologico, e allora tutto quello che avviene dentro la nostra città è monitorato con tecniche diverse che non sto qui oggi ad argomentare ma che hanno prodotto risultati importanti. Lei ha citato l’intervento su via Cavallotti, ma lo stesso dicasi dell’intervento sempre in area privata di via Barroccio, le indagini che sono state realizzate in occasione della realizzazione della piazza e quelle che si stanno realizzando per gli orti del Vescovo e tutte le indagini che sono state messe in campo. E allora cosa produce? Produce un importante risultato di una emergenza archeologica rilevante come quella di via Barroccio prima e di via Cavallotti poi dove in parte riscriviamo anche un pezzo della nostra storia, solo che dobbiamo sapere che interveniamo su aree private, sono aree private, interventi privati dove i protocolli che scriviamo al momento del rilascio delle concessioni una volta individuata quella emergenza come interessante ci permette come in via Barroccio di riservarci dei momenti oltre che di individuazione fisica dell’emergenza stessa anche la possibilità di visitarla, così doveva essere anche per via Cavallotti, su via Cavallotti c’è stata una vicenda che ha interessato l’impresa che si è conclusa con il fallimento e poi la messa all’asta e quindi oggi abbiamo un altro interlocutore privato rispetto al quale al di là dei buoni propositi che Italia Nostra rivendica ma che per parteciparvi e per aggiudicarla per il pubblico bisognava semplicemente acquistarla e non c’erano le risorse come non ci sono per sistemare il ponte del Corso, come non ci sono per intervenire in altre aree e quindi non abbiamo acquistato quel diritto, vale però la convenzione che avevano, cioè quella della possibilità che quando l’interlocutore sarà sancito di poter mettere in campo un’operazione con la Sovraintendenza per valorizzare quel luogo e consentire attraverso progetti come quello di Senigallia sotterranea di potervi accedere in determinati momenti, però Consigliere Mandolini siamo in condizioni diverse da quella del Teatro La Fenice, al teatro la prospicienza è la nostra, è del pubblico quindi non solo la Sovraintendenza ha fatto un investimento, non solo l’ha reiterato e ne sta facendo un altro per il quale ringrazio ma è nella nostra piena disponibilità. Quello è un luogo privato e il pubblico può fare solo una cosa, può fare gli espropri e non può fare nient’altro, oppure come diciamo cerchiamo di non creare nemmeno troppe tensioni perché dopo le tensioni quando si creano e quando il percorso è molto condizionato si rischia anche che come è successo in passato anche con tutte le attenzioni che si pongono magari si accelerano processi di occultamento, invece qui l’impresa non ha avuto mai un giorno di ritardo, i lavori sono andati come erano previsti e la convenzione con noi obbliga la possibilità di visitarla. Siamo a questo punto, ovvio che lì bisogna fare un investimento importante perché lei avrà avuto modo di vederlo, oggi vi si accede ma non ci sono i termini quelli nemmeno troppo virgolettati della sicurezza e quindi vie di esodo, percorsi, tutte le cose che servirebbero in modo formale. Sul piano sostanziale invece dopo che è stata riacquistata la palazzina tutta quindi compreso il piano archeologico possiamo dar seguito agli elementi previsti in convenzione e quindi la possibilità del pubblico di accedervi per iniziative concordate. Comunque oggi ne capiamo il grande valore e lo vorremmo acquisito al patrimonio pubblico, io dico che se invece dovessimo continuare come sta accadendo per gli orti del Vescovo, le indagini che si stanno facendo in giro, e dovessero emergere altre situazioni quando si riterrà e verrà valutato che queste siano di interesse archeologico importante è necessario che siano fruibili, questo è il percorso che vorremmo mettere a disposizione di via Cavallotti. La vicenda giudiziaria ovviamente ha creato un certo impasse ma con l’attenzione di tutti compresa la sua e la ringrazio davvero per l’interrogazione, troveremo il modo all’interno dei percorsi conoscitivi che mettiamo in campo ogni anno di metterla a disposizione dell’intera comunità.