Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 30 del 27 settembre 2017

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ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI UNIONE CIVICA E FORZA ITALIA AD OGGETTO: “MESSA IN MORA E DIFFIDA A PROVINCIA DI ANCONA E REGIONE MARCHE”

Il SINDACO: Consigliere Paradisi io voto la sua mozione senza leggerla, così almeno ci capiamo, non ho bisogno né di cronologie né di ricostruzioni perché ahimè delle aree agricole di compensazione idraulica, così si chiamano oggi, la invito a utilizzare i termini adeguati, non si chiama più vasca di espansione, non si possono chiamare più così e lei li richiama col nome proprio ma qualcuno potrebbe inorridire e allora bisogna richiamarle aree agricole di compensazione idraulica, si chiamano così. Una, area agricola di compensazione idraulica. Lei Consigliere Paradisi pone un tema poi magari potrei aggiungere tanto altro e mi dicono che non lo posso fare, potrei dire tante cose ma mi invitano a non farlo e non lo faccio o forse sì, dipende perché fa bene consigliere Paradisi a riportare il tema e la ringrazio pure perché vede lei poteva dire il colpevole ritardo dell’Amministrazione comunale di Senigallia, colpevole ritardo, qualcuno lo chiama anche delitto, il delitto del Comune di Senigallia che delle vasche di espansione o aree agricole di compensazione idraulica purtroppo ahimè se n’è occupato solo due volte, una forse in modo colpevole e delittuosa e un’altra amministrativamente parlando come gli è capitato. Perché vedete le casse di espansione non sono state mai incardinate in questo Comune, 1986, fondo CIPE di quasi 20 miliardi di lire distribuite su questo territorio per realizzare le vasche di espansione assegnate alla Regione Marche, ovviamente oggi noi ne prendiamo una coda ma io non dimentico perché siccome io la storia me la ricordo e mi ricordo il ricorso al Tribunale delle acque, i comitati cittadini contro le vasche di espansione, Sartini che nel suo programma scrive che le vasche di espansione non servono a nulla e quindi non vanno fatte, anzi ci chiede pure e forse è lui che va a fare sabotaggio, ritirate quella gara che è in corso perché quelle non servono a nulla, Paradisi lei pensa che sia utile, io pure e qualcun altro qui dentro voglio vedere cosa vota sull’ordine del giorno suo, se scrive nel programma non le fate non bisogna farle e quindi magari a forza di mandare tutto in Procura, manda tutto in Procura e qualcuno da lì dentro va a fare il sabotaggio e chissà cosa succede, non lo so, ogni tanto perdo l’orizzonte. Paradisi lei ha fatto bene, non ha sottolineato il ritardo dell’Amministrazione comunale perché noi dicevo le abbiamo incardinate solo due volte quando l’Amministrazione Marcantoni e l’assessore Pajalunga allora senza colpe pensavano che quella cosa ferma dentro il meandro della Regione potesse trovare un’accelerazione più importante, 1 luglio 1999 la Giunta Marcantoni avoca a sé la realizzazione e il ridisegno delle vasche di espansione quando quelle, io mi ricordo perché mi possono far tutto tutti quando mi chiederanno, possono scrivere tutte le cose che vogliono c’è solo un piccolo problema che io mi ricordo tutto, quando quelle vasche lì erano in procedura di appalto, pubblicate sul Resto del Carlino, il piano di sicurezza delle vasche di espansione del fiume Misa, la Giunta Marcantoni chiese alla Regione di bloccare quell’appalto, avocare a sé il ripensamento perché quella volta si pensava che le vasche di espansione si potessero fare in maniera diversa, con i fiorellini, con gli alberi, quelle cose là, non c’erano le briglie di cemento, i muri cose e quindi la richiamò e lì però non si è accorto nessuno c’era il delitto di fermare le vasche di espansione, non si è accorto nessuno, io sì, lo diremo quando serve, io sì. Poi le vicende delle vasche della Giunta Marcantoni furono quelle, le vasche di espansione ovviamente rimasero sulla scrivania di qualcuno, nessuno ci mise mano perché erano montagne di progetti e non si correggevano con i disegnini, fiorellini e alberelli, bisognava avere ingegneri idraulici e la Giunta concluse così in maniera anticipata il proprio destino, arrivò il sindaco Angeloni che in maniera prudente e attenta dicendo questa non è una competenza nostra riprendetevi il progetto e procedete con l’appalto. Ecco cosa è successo, Angeloni restituisce le vasche di espansione al proprietario del fiume, nel Duemila gli dice questo è il vostro tirate via a farle perché noi non abbiamo le competenze per farle bene come qualcun altro aveva detto precedentemente e non c’è stata nessuna lettera tra l’altro dell’assessore Mangialardi e del sindaco Angeloni, ancora la cercano ma non c’è, ma anche se ci fosse stata era l’atto del Consiglio comunale che diceva riprendetevi questa cosa. Da lì, la memoria purtroppo c’è, all’interno della regione con qualche difficoltà e con tante pressioni esterne quella di ripensare al progetto perché quello era troppo impattante, troppi muri di cemento, troppe briglie, troppi argini che occupavano terreni di privati che avevano costituito i comitati che occupavano questa stanza, che occupavano tutte le altre stanze, che trovavano anche sponde un po’ politiche un po’ no ma comunque erano qui dentro, comitati, ricorsi ancora una volta al Tribunale delle Acque, al TAR, atti sospensivi e intanto questa palla della vasca di espansione dalla Regione passò alla provincia insieme alla palla della vasca cambiarono anche le lire in euro, cambiarono gli importi ma venne rivisto il progetto, un progetto più dolce, argini più bassi, meno terra, meno briglie, meno tutto, meno superfici, meno contenimento e il Comune di Senigallia e l’assessore Mangialardi, questa sorta di Nerone, dice a che punto siamo? Non succedeva nulla come oggi, dopodiché quando la provincia che come la Regione magari proprietario e manutentore, magari qualcuno gli poteva chiedere in maniera un po’ più approfondita che cosa fosse accaduto in quegli anni, ma forse è sufficiente e lo chiedono a me ma fa bene perché io ho la memoria e gli altri magari non se lo ricordano, io sì, quella vasca d’espansione che nel frattempo era stata ingentilita per amore degli ambientalisti e diventò area agricola di compensazione idraulica, diminuita nei volumi di portata da tre milioni di metri cubi a ottocento mila metri cubi non occupava più quella superficie, ne occupava un’altra, era purtroppo assoggettata a una variante urbanistica. Quella sì ahimè, ahinoi era in capo al Comune di Senigallia perché la provincia ci disse guardate signori miei noi abbiamo cambiato tutto, l’abbiamo fatta più mite, più sostenibile, meno costosa, più attenta, più ammiccante meno comitati, meno cappelloni, che ci vengono qui, tutte quelle cose lì, l’abbiamo fatta ridimensionata però sborda rispetto alle superfici che avevamo previsto prima, quindi dovete andare in variante, ci mandarono la richiesta di variante e noi siamo partiti con quel percorso all’interno del Consiglio comunale. Arrivammo in Consiglio comunale con una proposta che avevano avanzato perché nel frattempo comunque la provincia stava progettando anche la strada provinciale, misero insieme le due cose e noi portammo la variante in Consiglio comunale dopo 150.000 commissioni, quelle erano le richieste, partecipazione, quella che volevamo tutti, approfondimenti e sopralluoghi, tutte quelle cose lì, arrivò in Consiglio comunale il 27 febbraio 2012 l’Assessore Ceresoni e se c’è stato mai un delitto perché qualcuno in qualche altra sede lo chiama così, delitto, la proposta venne rinviata, venne rinviata signori Consiglieri e colleghi con il voto contrario del Sindaco Mangialardi che puntava il dito su tutti quelli che stavano votando per il rinvio dicendo guardate stiamo perdendo forse, mai tanto tempo come l’han perso la Regione e la provincia, mai, perché è una piccola impercettibile percentuale di tempo, ma un po’ sì e vi dico non lo fate perché io sono contrario, chissà se l’hanno letto però i verbali e i registratori servono a posta e qui c’è il Sindaco Mangialardi dice a 11 Consiglieri che votano per il rinvio non lo fate perché perdiamo tempo, ecco 11 consiglieri contro nove votarono per il rinvio e sapete quanto tempo ha perso questa Amministrazione per riportarla in Consiglio comunale? Trentasei giorni perché nel frattempo il Sindaco Mangialardi, imbestialito per l’esito improvvido del Consiglio comunale sul rinvio di una pratica così delicata rispetto alle sorti della città scrive all’assessore Ceresoni e al Presidente della Commissione Donatiello dicendo vi do due giorni per ripresentare l’identica proposta in Consiglio comunale, quindi rifate tutti i giochetti vostri di sopralluoghi, alberelli, tutte quelle cose lì, ma riportatela in Consiglio al più presto perché io temo per la mia città, delitto, temo per la mia città. Questo. Reperto uno e reperto due, atto uno e atto due, questo scrive Mangialardi Sindaco, irresponsabili chi vota contro le vasche di espansione. Poi ovviamente c’erano motivi oggettivi perché c’era la strada che la provincia aveva costruito a ridosso, stasera qualcuno magari dice vasche di espansione no, l’ha anche scritto, ma stasera è un altro momento, ecco dove abbiamo perso tempo noi trentasei giorni dall’86 al 2017, senza responsabilità alcuna. Guardate che non sto raccontando una storia, sto raccontando la storia, poi Paradisi oggi, ovviamente io essendo uomo di memoria, e spero che mi duri per almeno altri 7 - 8 anni, siamo ai giorni d’oggi, eravamo in campagna elettorale insieme quando dicevamo facciamo le vasche di espansione e facciamolo velocemente qualcun altro diceva non servono a nulla, bisogna fare il porto allargato, il porto sotto sopra, non lo so e io ho detto invece noi andiamo avanti e sollecitiamo. Poi quello che è accaduto nell’ultimo periodo ahimè, dopo gli eventi alluvionali rispetto ai quali lo devo dire con la solita onestà che è anche schiettezza, la vasca d’espansione quel giorno non avrebbe risolto nessun tipo di problema per chi deve guardare che sa misurare superficie per altezza 14 milioni di metri cubi alle ore 12 che erano in giro per la città e almeno altrettanti metri cubi che correvano nei nostri argini del fiume dentro il centro storico gli 800.000 metri cubi avrebbero ritardato, a calcoli, il pubblico spende soldi per fare perizie io non sono uno che ha competenze, avrebbero ritardato otto minuti quella messe d’acqua, non di più, però se ci fosse stata certo che avrei dormito molto meglio nelle altre dieci situazioni di emergenza quando abbiamo avuto le dichiarazioni di stati di allerta da parte della Regione almeno altre 22 volte, avrei dormito un po’ più tranquillo, perché sapevo che un po’ di acqua sarebbe finita lì dentro, quando poi l’allerta non era gialla, non era rossa, non era arancione, adesso l’hanno fatta rossa arancione ma penso nemmeno loro sanno perché, ma avrei dormito un po’ di più, ma quel giorno no. Io penso che poi quello che è accaduto consigliere Paradisi contenuto nella sua mozione sta un po’ nella follia di questa nazione perché noi abbiamo spinto amministrativamente perché l’area agricola di compensazione idraulica venisse attivata ma poi c’è la 241 che da compiti diversi alla politica, a chi poi deve attuare, oggi poi ancora di più perché oggi i responsabili del procedimento non rispondono più a nessuno nemmeno a se stessi, oggi le commissioni di gara sono fatte da gente che non capisce perché dobbiamo metterle nei posti che non capiscono, quelli che capiscono dobbiamo metterli da un’altra parte e le competenze passano e rimbalzano da una parte e dall’altra perché magari in quel periodo pensavamo che le province venissero chiuse e quindi le funzioni fondamentali che erano in provincia poi dovevano passare in Regione, passa la funzione dalla provincia alla Regione ma il funzionario no, e poi come il cavolo, la capra e il lupo ritorna indietro la funzione e il funzionario che era responsabile procedimento non c’è più perché intanto è passato alla Regione e quindi queste due cose forse anche scientemente, non lo so, non si incrociano più, non si incrocia più responsabile che è il Presidente della Commissione con la vasca, non si lavano più, uno la vasca in provincia e il dirigente va in Regione e poi la Regione manda la vasca in provincia e oggi abbiamo questo ritardo rispetto al quale facciamo tutti gli ordini del giorno che servono, io penso che abbiamo scritto tanto, qualcuno ha scritto anche in modo improprio perché non ha memoria, pagano i periti per fare le cose ma non hanno la memoria, non si ricordano, non sanno leggere, non si ricordano nemmeno che son stati allagati pensa se si accorgono che cosa scrivono. Io sì però e non avrei nemmeno bisogno di spendere soldi miei per difendermi perché se fosse un Paese normale basterebbe sentire quello che sa chi conosce e non far parlare chi non sa nulla. Consigliere Paradisi lei dice gli diamo sei mesi di tempo, io dico che alle condizioni attuali ancora siamo in fase di gara, di apertura di buste perché lei ha messo una data, primo di aprile del 2015, non era un pesce ma era il giorno dove le competenze passavano dalla provincia alla Regione, oggi cosa succede? Che forse è passato troppo tempo e forse qualcuno farà anche ricorso per quel tempo che è trascorso e se fanno i ricorsi dopo forse c’è qualche blocco che bisogna risolvere e se ci sono i blocchi perdiamo tempo e se perdiamo tempo forse dobbiamo rifare la gara e se dobbiamo fare la gara dobbiamo aspettare e sperare che la capra e il cavolo e il lupo siano tutti dalla parte giusta al momento giusto. Io qualche dubbio consigliere Paradisi ringraziandola perché lei poteva fare un’altra cosa stasera, siccome sa poteva puntare un dito e dire colpevole ritardo, sa che questo Comune, che questo Consiglio comunale ha ritardato 36 giorni dal 1986, il Sindaco Mangialardi non ha ritardato nemmeno un minuto, è per quello che senza indugio, senza leggere, con tanta memoria, tanta responsabilità e forse anche tanto dolore, che voto la sua mozione senza nemmeno leggerla.