Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale del 09 giugno 2018

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PROGRAMMAZIONE INERENTE LA GESTIONE DEL BACINO IDROGRAFICO MISA NEVOLA. INTERVENTI ESEGUITI E PREVISTI DA PARTE DEGLI ENTI PREPOSTI

Il SINDACO: grazie Presidente, saluto i colleghi di Giunta, i Sindaci del nostro territorio, i Consiglieri comunali, tutto il pubblico presente qui, le nostre associazioni, le categorie, tutti gli invitati, i relatori che poi si andranno ad alternare, saluto e ringrazio il pubblico da casa che ci vede in diretta tramite lo streaming e tramite ETV. Ringrazio in modo particolare la presenza dell’assessore Angelo Sciapichetti e del presidente del Consorzio di Bonifica Claudio Netti. Penso che per noi sia una giornata importante, ci serve per fare il punto rispetto ai percorsi che abbiamo messo in campo in questi anni e capire quali siano gli interventi che sono stati previsti e che cosa è il progetto attraverso uno studio complessivo che è stato redatto e che è stato presentato ad Italia sicura e rispetto al quale abbiamo intercettato qualche finanziamento. Io ringrazio in modo particolare l’Assessore Angelo Sciapichetti, assessore regionale, perché è la prima volta, lo dico tranne che per il passaggio in Commissione, che il proprietario del fiume, il manutentore del fiume, il pianificatore dell’assetto di bacino, arriva pubblicamente in questa città e questa cosa mi fa molto piacere, mi toglie anche assessore da un po’ di solitudine perché vedete il dibattito per troppo tempo è stato distorto, un dibattito forse nella prima fase, dopo i gli eventi complicati e terribili del 3 di maggio era inevitabile che non ci fosse subito una particolare attenzione sull’unico baluardo della città e che quindi ma ci fosse un posizionamento quasi di parte, e quindi si è accettato tutto, poi invece nel prosieguo di questi anni, chi in maniera intelligente è riuscito a capire chi deve fare che cosa e chi invece ancora si arrocca dietro posizioni, ovviamente mi conoscete questo tipo di atteggiamento non mi interessa, mi interessa quello che è accaduto solo per capire che cosa va fatto perché quella situazione non si ridetermini. Allora assessore c’è necessità, visto che ogni volta che c’è un’allerta meteo la città va in grande fibrillazione, lo dico per tutti a oggi siamo alla trentunesima allerta meteo gialla dall’inizio dell’anno, quella di ieri, capite che a occhio sono una ogni quattro giorni e anche qui lo faccio per rimettere in fila le questioni, le allerte non le emette il Comune, è un provvedimento che nasce ovviamente dietro a studi, viene comunicata normalmente su scala regionale in modo oggi meno omogeneo e devo ringraziare anche per questo sforzo che è stato fatto, oggi almeno abbiamo un linguaggio adeguato, si capisce quant’è l’allerta gialla, quando è arancione e quando è rossa e quindi almeno dal punto di vista della nomenclatura abbiamo un codice, è la trentunesima allerta e dietro l’allerta l’unico direi elemento che spetta al Comune è di attivare tutte le procedure che conseguono. Mi correggo mi dicono che non è la trentunesima, mi sono anche sbagliato, è la trentanovesima e quindi una ogni tre giorni e non una ogni quattro, ma non cambia assolutamente nulla e dico pure che l’allerta in città ovviamente crea tensione perché si confonde l’allerta con il fiume, con l’esondazione, con la rottura degli argini e quindi ci riporta immediatamente indietro e allora Assessore era indispensabile rifare il punto perché in questi anni di grande lavoro la Regione si è impegnata, forse per la prima volta come non mai, per risorse, per interventi e soprattutto per progettazione perché vedete in tutti i dibattiti se non c’è progettazione difficilmente si trovano le risorse e non si fanno sicuramente i lavori, poi nella società della semplificazione, quella che ci piace tanto, vorremmo vedere immediatamente tra le risorse reperite e i lavori eseguiti vorremmo un tempo zero, non è così, e l’avvocato Netti che ringrazio perché è stato delegato dalla Giunta su proposta dell’Assessore Sciapichetti di eseguire ed appaltare gli interventi che erano fermi ormai da qualche periodo, penso che dentro questo percorso ci siano le possibili soluzioni. E allora assessore c’è necessità dicevo di rifare il punto perché la struttura regionale ha elaborato un progetto di massima, l’assetto di progetto presentato ad una struttura nazionale governativa che ritrova dentro Italia Sicura anche lì dopo decenni risorse che consentano di assecondare chi progetta, chi ha pianificato e dentro questo penso che la Regione Marche rispetto al Misa abbia fatto un importante lavoro. I lavori che sono partiti, poi l’avvocato ci aggiornerà, qualche giorno fa nella manutenzione straordinaria degli argini io penso che sia un grande importante primo tassello perché vedete se non ci sono gli argini solidi, se non ci sono interventi di carattere strutturale, non ci sarà mai un piano di emergenza che funziona in modo adeguato, mai, non ci sarà mai perché il piano d’emergenza è pensato in via straordinaria per eventi pianificati, cioè l’esondazione del fiume, ma se cede un argine, esattamente come è accaduto il 3 di maggio del 2014, anzi sono ceduti gli argini in 22 punti, uno quello particolarmente complicato per noi è quello di Borgo Bicchia, se cedono gli argini non ci sarà mai un piano di emergenza applicabile, mai perché il piano di emergenza è pensato per un evento importante ma pianificato. Il paradosso è che potremmo portare, come sarebbe dovuto accadere, le persone nei punti di accumulo esattamente poi dove per l’evento straordinario della rottura di argine sarebbero stati orientati, quindi il primo elemento è il consolidamento degli argini che è stato fatto in via straordinaria in diverse occasioni, questa volta grazie ai 4 milioni di euro che sono stati reperiti, appaltati e sono iniziati i lavori questo è l’intervento principale. Poi assessore non ci può essere nessuna programmazione nemmeno dell’allerta se non realizziamo le vasche di espansione che servono, intanto una, poi il dibattito penso che sia azzerato e vi dico pure che non mi interessa più tanto, fondi FIO 1986, ci sono le risorse, c’è una inerzia? Si c’è stata inerzia senza dubbio da parte della Regione che era doveva realizzare quest’opera ma c’è stato anche tanto dibattito, tanto, tant’è che ancora il dibattito non si è concluso, c’è qualcuno che dice che non serva, qualcuno che dice non servono a nulla, forse non ne serve una ma nell’assetto di progetto ci sono le indicazioni che sono necessarie per intervenire in modo adeguato e spero anche con una velocità diversa da quella che è stata messa in campo dal 1986 fino ad oggi, rispetto al quale, così mi chiarisco con tutti, il Comune di Senigallia non ha ritardato un giorno, almeno il sottoscritto nemmeno uno, ricordo dibattiti, ricordo i ricorsi al Tribunale delle Acque, ricordo i fermi amministrativi che ci sono stati ma non sicuramente attribuibili a chi in quel momento era alla guida della città. L’altro grande tema assessore è quello della manutenzione ordinaria dei nostri corsi d’acqua, compreso quello dell’escavo, non è pensabile, qualcuno si focalizza negli ultimi 100 metri che verrebbero spazzati via come abbiamo avuto modo di verificare al primo aumento di livello del fiume, noi abbiamo bisogno che gli interventi di manutenzione che io ritengo ordinaria dell’escavo del fiume siano inseriti, una volta realizzati gli argini, una volta realizzata la vasca di laminazione, area agricola di compensazione idraulica, la chiamano così per ingentilirla, invece forse è ora di fare le cose che servono e chiamarle per nome e per cognome. L’altro grande intervento è quello dell’escavo in modo da garantire la rimozione di quei sedimenti che in questi anni si sono stratificati, si sono accumulati e che ovviamente diminuiscono la portata del fiume e che con gli argini rafforzati inevitabilmente quel quantitativo di acqua arriverà all’interno della città. Io assessore spero che l’azione che è stata messa in campo e che dopo trent’anni dia risultati concreti per la città, soldi reperiti, i lavori partiti, vasca d’espansione che deve essere realizzata al più presto, pianificazione e reperimento di ulteriori risorse, non ci sono state mai risorse così importanti per il nostro fiume, dobbiamo spenderle bene, dobbiamo investire bene e dobbiamo penso continuare a dar seguito a quella programmazione che Italia Sicura aveva messo in campo. Per la prima volta in Italia non si è pensato solo all’emergenza, si è pensato anche alla programmazione perché poi l’emergenza, come ci capita spesso e siamo anche capaci e bravi, porta a danni porta a rimborsi anche se parziali di risorse che penso che invece possono essere dirottate negli interventi di pianificazione e a proposito di risorse e di rimborsi assessore chiedo un’accelerazione per gli indennizzi alle aziende, la prima parte l’abbiamo gestita noi come comune e devo ringraziare tutta la nostra struttura che si è dedicata anima e corpo per cercare di accelerare, di seguire e di consigliare, prima, durante e dopo, sulle aziende Assessore siamo in ritardo e quindi c’è bisogno che la Regione acceleri e che si strutturi, ovviamente non è che siamo fuori dal mondo, sappiamo quello che è accaduto il 24 di agosto, sappiamo che c’è stato un appesantimento importante dei lavori degli uffici però bisogna dedicare risorse per liquidare e per aiutare le nostre aziende visto che il governo aveva messo a disposizione risorse importanti quindi oggi c’è questo tipo di necessità. Chiudo ringraziando uno strumento che abbiamo attuato, forse siamo stati i primi nella nostra Regione, il contratto di fiume, è un luogo dove c’è la possibilità di apprendere, conoscere, di approfondire e di far transitare i giusti elementi. Nella società del fast, dove tutti parlano senza conoscere, tutti, una volta sono ingegneri, un’altra volta sono botanici, un’altra volta sono medici, io penso che in questa società c’è bisogno di trovare momenti di confronto e allora io penso che nel contratto di fiume ci siano gli strumenti e ringrazio Martini come coordinatore e facilitatore perché il lavoro che stiamo facendo lì dentro con tutte le associazioni, con tutti i comitati che ringrazio anche per il pungolo che viene messo in campo, e oggi lo facciamo con una verità ulteriore che non serve a nessuno ma serve qualche volta per sentirsi meno soli, il fiume è della Regione, la manutenzione spetta alla Regione, gli interventi straordinari spettano alla Regione, il PAI spetta all’Autorità di bacino oggi si chiama dell’Appennino centrale, noi vogliamo fare la nostra parte, noi vogliamo vigilare che i lavori vengano fatti, che le pianificazioni ci siano, che le risorse vengano impegnate in modo attento e nei tempi adeguati, noi vogliamo che i nostri concittadini si sentano più sicuri e consapevoli, consapevoli di un fiume che passa all’interno della nostra città, che è arginato e costretto ad impegnare quello spazio e che ha bisogno di tanti interventi di manutenzione sistematica. Io ritengo Assessore che ci siano le condizioni, vi devo ringraziare uno perché avete alzato la mano e dopo quattro anni mi sento veramente meno solo, due perché avete alzato le mani e rimboccato le maniche perché con le risorse, i lavori e le pianificazioni forse insieme all’attenzione che l’Amministrazione porrà sempre su questo tema, senza urla, senza indici puntati e magari con qualche strascico, ma quelli li gestiremo quando arriverà il momento, ma lo faremo sempre pensando ai nostri cittadini, pensando alla necessità di trasformare la paura in consapevolezza e se il rapporto è questo, se l’azione sarà questa forse con il tempo e con la visione ci potremmo anche riuscire.