Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 41 del 27 giugno 2018

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INTEGRAZIONE PIANO DELLE ALIENAZIONI E DISMISSIONI. AREE DESTINATE A PERTINENZA RESIDENZIALE SITE IN LUNGOMARE DA VINCI

Il SINDACO: io penso che l’utilizzo dei termini, e sto facendo uno sforzo disumano perché ho detto che non rispondo più alle menzogne, alle falsità, alle ipocrisie, alle mistificazioni. Presidente però se non riprende niente nessuno, se qualcuno pensa che qui ci sia qualcuno che fa favori ad altri io non sto in Consiglio comunale come Sartini per difendere le cose proprie, io ci sto per il bene comune, io non faccio favori a nessuno, chiaro? E se anche fosse dal punto di vista terminologico un uso inadeguato bisogna che lei Sartini ci pensa prima di dire le cose perché noi facciamo le cose come sono fatte dalla legge, Martinangeli non è vero che il bene non è alienabile, non saremmo qui, ma di cosa parliamo? Dell’operazione io sono orgoglioso. Sapete perché siamo qui a parlare? Perché c’è stato un assessore dal 2000 che ha preso di punta le aree demaniali pubbliche, guardate un po’, ne ha posto un problema di carattere nazionale perché c’erano le privatizzazioni delle aree, perché il Demanio dava in concessione le aree che servivano a noi e l’ente locale non aveva nessun diritto di prelazione, perché davano in concessione aree a noi e le davano in concessione ai privati, perché c’erano aree pubbliche che erano state privatizzate, abbiamo fatto una battaglia vinta perché il federalismo demaniale è partito da questa città, abbiamo venduto la casa del custode ma qualcuno si è fatto un problema? Vi guardo, avevamo bisogno della casa del custode, del comandante del centro recuperi? L’abbiamo venduta, ce l’hanno trasferita, una modalità abbastanza strana nel trasferimento perché serve per abbattere i mutui pregressi e il 25% lo prende lo Stato, non vendiamo le strade, andate a vedere, lo abbiamo approfondito in Commissione, non mistificate, andiamo a portare a pulizia una situazione che a oggi è ingestibile, lo dico per voi, se ci sono aree occupate da realtà produttive importanti dobbiamo ragionare se è giusto venderle oppure far smantellare tutto oppure far pagare l’ICI su quelle strutture, io ci voglio ragionare se non servono alla comunità. Adesso però ci siete voi, fate un’altra norma e dite le aree demaniali tutte non si possono vendere più e chiudiamo l’Agenzia del demanio, ci siete voi fatelo voi, ci siete, ci direte, io mi adeguo, allora Martinangeli non si dice che quelle aree non possono essere vendute perché invece possono essere vendute, anzi l’agenzia auspica accordi di programma e progetti di valorizzazione per vendere le aree, stiamo parlando del nulla. Rebecchini apprezzo molto perché ha detto come sempre non ho approfondito non ho conoscenza dettagliata, ci potrebbero essere cose e quindi con onestà mi astengo, però glielo garantisco non c’è niente di che, sono tutte situazioni che anzi forse aiutano il pubblico perché noi continuiamo a tenere relitti stradali, continuiamo a tenere pezzi che non servono a niente, continuiamo a tenere beni che non hanno nessun valore, magari abbiamo altre situazioni che non riusciamo a manutenere e con le risorse investiamo su quelle, guardate un po’ quanto sarà terribile. Io voglio capire con voi ristoranti che sono nelle aree del lungomare cosa ci facciamo che non possono investire e sono nella condizione di non poter far nulla, non c’è la concessione, cosa facciamo? Ne voglio parlare col Consiglio comunale se non hanno un valore strategico per il resto. Allora invece di dire siamo stati bravi perché l’abbiamo fatto tutto, io non mi ricordo nemmeno se è stato questo Consiglio comunale quando abbiamo fatto il primo passaggio in Italia delle aree dall’Agenzia del Demanio al Comune, il primo è stato il Comune di Senigallia, Rimini è arrivato dopo di noi, con la mia struttura che diceva no rinviamola perché c’era una serie di tensioni che adesso nessuno coglie più. Sapete quanti sono i campeggi privati nel nostro lungomare? Fate un po’ un giro, pensate un po’ il consenso, andate lì che gli abbiamo detto finita la concessione via tutti perché quelli hanno un valore per noi, non il frustolino di 30 centimetri di 40 centimetri su una strada di un metro, io penso che noi dovremmo ragionare così con un pubblico intelligente e non mistificare, non vendiamo nessuna strada, perché l’hanno perché l’hanno fatto prima che hanno venduto gli altri han fatto il zig zag. Chi fa oggi un progetto di esproprio sulla terza strada dietro il Tucano? Quando lo faremo mai, se mai dovesse servire, mai non servirà mai, dieci generazioni lavoreranno così e forse conviene magari con le risorse investirle per invece risistemare qualche strada che sarebbe una cosa anche intelligente. Io la penso così poi Sartini anche qui mistifichiamo sempre il pubblico privato, chi ci sta, noi non abbiamo le agenzie immobiliari, io vorrei fare un’agenzia immobiliare che vende al prezzo che dice il mercato, diretto magari anche con la percentuale da dare a qualcuno, può essere? Non funziona così, la faccia lei Sartini, quando toccherà a lei che fa sempre il primo che sa tutto perché lavora nel pubblico lo sa come funzionano le cose e noi ci dobbiamo riferire a soggetti pubblici che fanno le perizie e loro ci dicono quello è il valore di quell’area, non lo faccio, non lo posso fare, sa perché? Perché consigliere delegato Wilma Profili perché se facciamo una cosa illegittima, a differenza di quello che dice Sartini, ci vengono a suonare il campanello e apriamo subito un bel contenzioso, anche se si fa il bene pubblico oltre a ogni limite, se un terreno vale 100 guardate un po’ se l’Agenzia del territorio lo valuta per cento io non lo posso vendere a 200, chiaro? Per Sartini sì, l’orto di Sartini sì, il bene del Comune no, perché io non vado dall’agenzia di Sartini che prende la parcella per la valutazione e per l’intermediazione, non funziona così nel pubblico, ma quando uno confonde le cose allora diventa che un bene demaniale non si può vendere, infatti qui facciamo un atto illegittimo, perché come dice giustamente Martinangeli è una questione di opportunità, uno può valutarlo, Rebecchini dice io non ho visto bene se quella è un’opportunità o meno e mi voglio astenere, ma non si può sempre mistificare, non si può, e dico che oltre a queste forse dovremmo ragionare anche su altre situazioni che rimarranno lì per decine e decine di anni perché noi il bene pubblico l’abbiamo veramente difeso recuperando tutto il resto e se possiamo fare la pista ciclabile che arriva fin laggiù è proprio per quello, perché abbiamo recuperato tutte le aree che servono, Bedini, visto che lei ci tiene tanto alla pista ciclabile, si fa perché abbiamo recuperato quelle aree e quindi abbiamo la possibilità di trasferire parcheggi già da quest’anno abbiamo realizzato anche alla meno peggio, anche con qualche ricorso, pensate ci han fatto ricorso pure quelli che avevano la concessione scaduta perché ancora son convinti che loro abbiano un diritto su quelle aree, quindi io lo voto invece convintamente perché sta esattamente dentro quel tema, delle cose che non servono meglio liberarsene perché si gestiscono meglio tutte le altre, quelle che servono per il pubblico e non solo per la bandierina di posizionamento. Poi c’è il nuovo governo, chiude l’agenzia del demanio, dice che il patrimonio demaniale diventa inalienabile tutto e quindi si ritorna indietro, bene, lo passassero tutto ai comuni, vorrei vedere adesso compreso il demanio marittimo, lo passassero a noi e non prendessero più, perché poi la discontinuità si vede su quello, voglio vedere il Governo che fa un atto che dice siccome cari Comuni sistemate voi la spiaggia, pagate voi la spiaggia, la manutenete voi, i canoni io non ve li posso rubare più e quindi Robin Hood incomincia a ridare non solo agli altri ma anche ai Comuni perché questo è quello che succede, i canoni demaniali continuano a prenderli tutti loro, vediamo siccome l’han fatto quelli di prima io spero molto in quelli che di adesso, che al Comune di Senigallia gli ridiano un milione e mezzo di euro annui che noi giriamo come sostituto d’imposta allo Stato.