Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 50 del 21 marzo 2019

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MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE SENIGALLIA BENE COMUNE AD OGGETTO: “COSTITUZIONE DEL COMUNE DI SENIGALLIA COME PARTE CIVILE NEL FUTURO PROCESSO RELATIVO ALL’ABUSO D’UFFICIO CONTESTATO A DUE DIPENDENTI COMUNALI”

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): è una vicenda che conosco particolarmente bene, conosco l’antecedente di questa vicenda ed è una vicenda che è paragonabile per devo dire accanimento, per vessazione nei confronti di un cittadino, per caparbietà nell’ostacolare un cittadino a quella del famoso tricolore nel terrazzo dell’ex portavoce di Forza Italia Giulio Fibbi, siamo allo stesso livello e per certi versi credo che una persona interessata a questo sia proprio il dirigente che era anche il dirigente protagonista della vicenda di Giulio Fibbi. Ovviamente non stiamo qui a ripercorrere la vicenda, chi ha visto l’ordine del giorno, chi ha potuto approfondire sa di che cosa noi stiamo parlando, parliamo comunque di una questione edilizia, parliamo di un diritto negato in modo pervicace ad un cittadino nonostante abbia avuto delle pronunce giurisdizionali a suo favore. Io credo che da una parte debba in qualche modo subentrare l’elemento politico, la Giunta doveva e deve subentrare in termini di esautorazione proprio delle azioni dei propri dirigenti finanche io credo ci possano essere gli estremi per valutare una rimozione del dirigente in particolare e comunque sia credo che in questo caso abbia ragione il consigliere Sartini, che la costituzione di parte civile, anche per tutelare l’Amministrazione comunale, va fatta perché io credo che in questo caso la scelta effettivamente non sia stata minimamente politica, non credo, lo dico sinceramente che vi sia stata da parte della Giunta una volontà di colpire questo cittadino. Io credo che sia invece una questione nata proprio negli uffici tecnici, proprio in una interpretazione di vessazione ma che riguardi l’apparato dirigenziale tecnico del Comune non l’apparato politico. Io ritengo, come non ho avuto problemi a dire, lo dico oggi pubblicamente, ero presente all’ultima udienza sui fatti dell’alluvione, la tesi che avevo espresso in questo Consiglio comunale che era quella secondo la quale a mio avviso non vi erano i presupposti tecnici e non vi era l’opportunità che l’Amministrazione comunale si costituisse parte civile nei confronti del Sindaco e nei confronti dei dirigenti coinvolti, l’ho ribadita in Tribunale e devo dire che tutto il pool della Procura si è schierato con la mia richiesta, mi ha dato ragione, ha supportato la mia richiesta e ha fatto la stessa domanda al giudice. Con la stessa convinzione con la quale allora ho sostenuto questa tesi, lo ricordo la sostenni non per motivi politici ma per motivi tecnici e per un motivo di ovviamente garanzia per i cittadini perché ho sempre sostenuto che il Comune debba essere in quel processo semmai non parte civile ma il contrario, cioè il Comune deve essere un soggetto chiamato a rispondere eventualmente, il Comune con le proprie assicurazioni, di eventuali reati se questi verranno dimostrati ovviamente. Con la stessa convinzione io oggi dico che il Comune deve costituirsi parte civile contro questi due tecnici in difesa della propria onorabilità, difesa delle proprie ragioni, perché quando si colpisce ingiustamente e iniquamente un cittadino, il Comune deve essere dalla parte del cittadino anche se a farlo sono stati i propri dirigenti e in questo caso io credo che i tecnici, il dirigente e il tecnico che in questa vicenda sono coinvolti, credo che occorra che il Comune vada ancora per un passo più in là, cioè che instauri un procedimento disciplinare interno senza aspettare quello che deciderà la Magistratura, perché guardate io non so se in questo caso c’è un reato, non c’è un reato, c’è un’ipotesi di reato senz’altro, non so se alla fine verrà dimostrata l’esistenza del reato, se il reato verrà dimostrato che è stato perfezionato, senza dubbio una vessazione c’è stata, senza dubbio illegittima, che poi sia un’illegittimità penale o amministrativa lo si vedrà, ma l’illegittimità c’è stata, la vessazione c’è stata, io credo che l’Amministrazione comunale non solo debba costituirsi parte civile ma deve aprire un procedimento interno, disciplinare per verificare come hanno agito, come si sono comportati questi tecnici, ripeto a fronte di sentenze e provvedimenti giurisdizionali che davano ragione al cittadino c’è negli uffici tecnici chi si è opposto continuando a negare i diritti che aveva questo cittadino, aveva ed ha ottenuto per via giurisdizionale, perché questa, sintetizzando al massimo, è la storia di cui noi ci stiamo occupando. Il nostro gruppo voterà senza dubbio a favore di questo ordine del giorno, invito l’amministrazione comunale ad aprire un procedimento disciplinare interno.