Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 60 del 19 dicembre 2019

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APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO ARMONIZZATO 2020/2022 DI CUI ALL'ALLEGATO 9 AL D.LGS N. 118/2011.

Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): lo spirito dell’emendamento l’avevo già ha presentato prima, questo è l’emendamento con cui io e i colleghi Rebecchini e Canestrari, Unione Civica e Forza Italia e poi si è anche aggiunto, e lo ringrazio, il Consigliere Giorgio Sartini di Senigallia Bene Comune, chiediamo che venga portata l’addizionale IRPEF da 0,8 e 0,65. Rappresentavo prima che il minor gettito sarebbe di 619.000 euro e nell’emendamento trovate una lista di spesa, sembra proprio una lista della spesa, sono dei tagli puntuali fatti nelle varie missioni, fondamentalmente sono tagli che vanno ad incidere sulla telefonia, sul contenzioso, c’è anche un piccolo taglio al contributo del carnevale, vuole essere simbolico 4000 euro tagliati al Carnevale, lasciamo qualcosa al Carnevale ma in un periodo in cui le famiglie non hanno i soldi per arrivare a fine mese forse si può mettere a dieta il Carnevale cittadino e in qualche modo spingere perché i privati possano comunque festeggiare magari dandogli un aiuto logistico ma senza investire troppi soldi comunali. Servizi informatici, nel taglio di spesa dei servizi informatici assessore Bomprezzi abbiamo messo esattamente l’importo che viene di solito destinato a quell’obbrobrio che si chiama Open Municipio e che dovrebbe essere smantellato, quindi qui c’è anche questo invito a smantellare di nuovo Open Municipio. Le spese più importanti riguardano alcuni tagli verticali sulle spese legali e sul contenzioso, oltre 100.000 euro; c’è una voce particolare che poi abbiamo rivisto con la dottoressa Filonzi. Io avevo indicato in 30.000 euro sulle spese di giustizia, cosa sono le spese di giustizia? Sono le spese che noi affrontiamo per pagare i dipendenti e l’immobile quindi le utenze del Giudice di Pace. Perché proprio io insieme a Rebecchini e Canestrari chiediamo questo? Non perché vogliamo smantellare il Giudice di Pace, attenzione questa bisogna spiegarla, ma perché da ormai credo quattro anni se non di più il Comune di Senigallia paga integralmente le spese del Giudice di Pace senza presentare il conto o senza comunque che i comuni che fanno parte del distretto che hanno firmato con noi di fronte al Ministero l’accordo per mantenere il Giudice di Pace rimborsino il Comune di Senigallia. Quindi la spesa del Giudice di Pace è una spesa eccessiva, siamo mi pare oltre 140.000 euro, cioè la spesa è corretta non eccessiva, eccessiva nel senso che si sta sobbarcando tutto Senigallia, i Comuni che avevano comunque sottoscritto l’accordo per pagare finora hanno fatto in qualche modo orecchie da mercante e non hanno rimborsato un solo euro, quindi ritengo che qui vada tagliata quella voce di spesa, vadano messi in mora quei Comuni, quelle Amministrazioni comunali, vadano recuperati quei soldi e messi a bilancio in parte come residuo di cassa dell’anno scorso e in altra parte come competenza del 2020. Io credo che questo sia necessario farlo ma anche per un motivo di principio al di là della spesa che andremo a risparmiare, quindi ecco il taglio sulle spese di giustizia si legge solo in questa ottica e non in un’ottica di voler tagliare in qualche modo realmente le spese per il Giudice di Pace, questo ovviamente a scapito di ogni successiva polemica. Abbiamo tolto alcune spese indicate addirittura come spese ricreative o di alcune iniziative culturali non perché non si creda nell’investimento della cultura anzi, però noi crediamo che si possa fare cultura anche ad alto livello spendendo realmente il meno possibile. Vi faccio l’esempio di Cortina d’Ampezzo dove l’Amministrazione comunale credo faccia la più bella manifestazione che venga fatta da un punto di vista intellettuale in tutta Italia, cioè la presentazione di un libro al giorno in due importantissimi alberghi di Cortina con i più grandi intellettuali attualmente tra giornalisti e professori universitari e intellettuali del nostro Paese con una spesa dell’amministrazione Comunale di Cortina che è quasi pari allo zero, cioè fatta soltanto con gli sponsor, io credo che questo è un modello da in qualche modo recepire, quindi si può fare cultura ad altissimo livello senza dover per forza mettere troppo mano al portafoglio. C’è anche un taglio lineare totale sulla rotonda di 30.000 euro perché noi riteniamo che la rotonda debba essere ormai data in gestione a privati fin dal 2020 e non più gestita direttamente dal Comune. Un importante taglio è sullo spazzamento stradale, lo dico all’assessore Monachesi, perché noi paghiamo una cifra a mio avviso enorme di spazzamento stradale con risultati molte volte risultati modesti o qualche volta, non è un fattore cronico devo dire, non è una critica fisiologica al servizio, però paghiamo tanto secondo me, è un prezzo che può essere in qualche modo riconcordato, paghiamo oltre 600.000 euro [si registra un contraddittorio fuori microfono] sì sì certo il contratto d’appalto, oltre 600.000 euro quindi credo che per il 2020 il contratto d’appalto possa comunque essere in qualche modo rivisto ma questa è ovviamente la nostra posizione. Infine un unico taglio alle spese sociali che sono di 47.000 euro in parte però è compensato dall’emendamento successivo che è di 23.000 euro che va sulle famiglie meno abbienti nel settore sport, quindi di fatto ai servizi sociali fondamentalmente vengono tolti poco più di 20.000 euro ma che riguarda la voce sulla inclusione sociale indifferenziata in cui, ne abbiamo parlato nel Consiglio dell’Unione, ci sono delle voci che a nostro avviso possono essere razionalizzate, quindi da una parte un minor gettito di 619.000 euro dall’altra un taglio di spesa di 619.000 euro ovviamente per riportare in parità il bilancio. Questo emendamento è ovviamente un emendamento anche dimostrativo, cioè la dimostrazione che si può in realtà chiedere meno ai cittadini e andare a razionalizzare senza toccare come vi ho appena dimostrato, come potete leggere, nessun servizio essenziale. Io credo che potrebbe essere l’inizio di un nuovo modo di intendere il bilancio.