Senigallia Consiglio

Seduta del Consiglio Comunale num. 33 del 14 dicembre 2017

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ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI MARTINANGELI E PALMA AD OGGETTO: "MISURE PER ATTUARE PARITA' E PARI OPPORTUNITA' TRA UOMINI E DONNE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE"

Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): innanzitutto bisogna rispettare le opinioni di tutti ovviamente su questi temi che diciamo più che politici riguardano proprio la sensibilità delle persone però ecco volevo un attimino riportare la discussione sul tema dell’ordine del giorno perché qui noi non andiamo a fare un ordine del giorno sulla libertà delle persone di esprimersi come vogliono, le persone si esprimono come vogliono sicuramente ma poi come ritengo giustamente anche l’assessore Ramazzotti ha espresso dice piano piano, con l’educazione, con la cultura, con la quotidianità anche il linguaggio si sta trasformando perché è inutile che lo neghiamo non è che si trasformerà, il linguaggio si sta già trasformando. Il problema della nostra mozione non riguarda l’Ingegnere l’Ingegnera, ciascun cittadino è libero di chiamare le persone come vuole, dipende dalla sua sensibilità, dal suo grado di cultura, dal suo modo di porsi nei confronti delle problematiche eccetera, quindi il nostro ordine del giorno non riguarda questo. Il nostro ordine del giorno riguarda delle misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche, quindi è una questione di linguaggio, di esempio diciamo, tanto noi facciamo nelle scuole e lo abbiamo promosso nel passato ma ritengo che l’Assessorato lo stia facendo anche attraverso l’introduzione nei POF di argomenti e problematiche da diffondere proprio nelle scuole tra i ragazzi per questa educazione alla parità di genere, questa educazione all’affettività, noi anche in Parlamento abbiamo avuto Silvia Chimienti, cito anche il nome della nostra parlamentare perché su questo ci sono delle sensibilità diffuse, non è una questione di partito politico, di movimento o altro, la problematica esiste. È vero che con questa mozione noi non vogliamo dire al consigliere Mandolini di chiamare ingegnere o ingegnera le persone che lui conosce, lui può chiamarle come vuole, però riteniamo e quantomeno io come consigliera ritengo che sia proprio italianissimo chiamare una persona che svolge questo ruolo con il ruolo di consigliera, io non sono un Consigliere perché mi si deve definire il Consigliere, io ho un genere, perché si deve appiattire la figura femminile, farla sparire come dice anche l’Assessore Ramazzotti, cioè non esiste, è come l’esempio che ho citato, forse c’era un po’ di chiacchiericcio magari all’inizio non ci si era ancora concentrati sull’argomento che invece è un argomento ritengo su cui bisogna riflettere, più che discutere bisogna riflettere e comunque bisogna parlarne. Avevo fatto un esempio all’inizio se voi digitate su Google Senigallia femminicidio, e quindi sarebbe il termine esatto per identificare violenza di genere, non viene fuori niente, viene fuori invece la grande attività istituzionale, delle associazioni, culturali, delle associazioni di donne eccetera proprio che hanno fatto iniziative nel settore della violenza di genere, quindi tutta una serie di grandissimi eventi e anche iniziative, invece se digitiamo il termine sbagliato, Senigallia omicidio, quindi uomo omicidio invece che femminicidio, vengono fuori tanti purtroppo tanti casi di donne uccise nel nostro territorio perché non possiamo negare che questa cosa a Senigallia non è estranea, a Senigallia come in tutti i territori nazionali, cioè la prima cosa è riconoscere la problematica. Io penso che gli uomini siano più resistenti a riconoscere la problematica ma non tanto perché sono in qualche modo non favorevoli a proteggere il genere femminile da questo genere di fenomeno terrificante, incivile, ma quanto perché magari è una negazione inconscia che hanno della problematica, dire no, qui da noi non può succedere una cosa del genere, magari come diceva anche il consigliere Bedini forse sì, casi importanti a livello nazionale, invece non è così purtroppo i casi ci sono e anche molto vicini a noi e anche i casi estremi di femminicidio, quindi finché non ne prendiamo atto purtroppo non possiamo capire quanto è importante a questo punto ricominciare dai dettagli. Ma perché ricominciamo dai dettagli, dalle questioni culturali? Perché purtroppo abbiamo avuto anche a livello normativo dei grandi progressi perché la Convenzione di Istanbul è stata ratificata in Italia nel 2013 ed ha costituito il primo strumento vincolante a livello internazionale per favorire la creazione di un apparato di norme proprio per la prevenzione e la protezione delle donne contro qualsiasi forma di violenza, quindi il primo passo importante è stato questo. Poi in Italia dopo la ratifica, e siamo stati purtroppo uno tra gli ultimi Paesi ad averlo ratificato, quindi noi ci sentiamo all’avanguardia delle normative eccetera poi magari quando andiamo all’estero ci dicono ma perché non declinate al maschile oppure appiattite i generi nelle professioni o nelle istituzioni, si meravigliano, dopo la Convenzione di Istanbul ecco che da noi immediatamente in Italia interviene il cosiddetto decreto sul femminicidio che indubbiamente ha previsto per reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, atti persecutori, quindi stalking, sicuramente un inasprimento di pene proprio perché eravamo giunti ad un punto di non ritorno se non avessimo fortificato questo apparato di norme, quindi inasprimento di pene e anche inserimento di misure cautelari come arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare, stalking e anche allontanamento del coniuge violento, quindi ci sono stati dei segnali da parte del nostro Parlamento e anche del nostro Governo di proprio cercare di arginare questo fenomeno del femminicidio e della violenza di genere che è innegabile, qui nessuno vuole far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, si vuole solo cercare di ricostituire un rispetto, un’affettività che comunque bisogna ripartire dai dettagli. Perché dico questo? Dico questo perché nonostante questo apparato normativo di cui ci siamo forniti dal 2013 ad oggi, questo potenziamento dell’apparato normativo non abbiamo assolutamente assistito ad una diminuzione del fenomeno del femminicidio e della violenza di genere, anzi a volte abbiamo visto degli incrementi, dei periodi che veramente è insostenibile anche semplicemente accendere la televisione, io penso che la sensibilità maschile e femminile basta esercitarla sia la stessa, sentire continuamente violenza violenza violenza nei confronti del genere femminile è una cosa che sta diventando pesante, questo apparato normativo non è servito a bloccare il fenomeno né tantomeno a diminuirlo quindi a questo punto è necessario che venga data la massima applicazione anche a quanto quella normativa sul femminicidio e la convenzione di Istanbul a maggior ragione, quanto quella normativa prevede in termini di promozione dell’educazione contro la violenza e contro la discriminazione, proprio la legge sul femminicidio ci parla anche di questo, non ci parla solo di inasprimento di pene o di incremento delle misure cautelari nei casi estremi ma ci parla proprio anche di promozione dell’educazione contro la violenza, se noi neghiamo il problema è ovvio che questo è un atto inutile, io non mi sarei mai sognata qualche anno fa di andare a sottolineare la scorrettezza del linguaggio di genere perché non mi interessa, mi hanno sempre chiamato avvocato, se mi chiamano avvocatessa ben venga ma non è quello il punto, innanzitutto non ci deve essere nessuna declinazione forzata di un sostantivo, noi non vogliamo che sia applicato il linguaggio, la lingua italiana in modo sbagliato, però anche l’Accademia della Crusca e qui nel nostro ordine del giorno lo diciamo, la Commissione pari opportunità suggerisce tra l’altro di usare parole che siano inclusive, cioè invece per dire di parlare di uomini parliamo di persone, questo non ce lo impedisce nessuno e sono entrambi i termini esatti solo che uno è un linguaggio di genere sbagliato, perché indicare donne come uomini quando persone è inclusivo di uomini e donne, la parola persona è inclusiva di entrambi chiaramente quindi perché non parlare di diritti alla persona piuttosto che diritti degli uomini, i diritti della persona, non stiamo violentando la lingua italiana e comunque si tratta, lo abbiamo già detto in premessa, di un dettaglio a cui dobbiamo tornare, un dettaglio per non far scomparire come purtroppo alcuni casi, chiamiamoli patologici come volete ma sono tanti, stanno cercando di fare nei confronti della donna che non diventi l’esempio negativo a condizionare la nostra cultura ma che sia il dettaglio anche piccolo positivo ad educare ad un nuovo e diverso modo di approcciarsi tra i generi, il sentire un uomo rispettare il linguaggio di genere è una cosa molto molto gratificante per il genere femminile e immagino anche per il genere maschile perché altrimenti poi non avrebbe neanche più senso perché a questo punto se uno mi chiama il Consigliere Martinangeli allora io posso anche chiamare la consigliera Pierfederici perché allora è la stessa, chiamiamoci con la giusta declinazione, non è un declinare forzatamente perché la lingua italiana prevede la declinazione la consigliera, avvocata nostra è stata la prima definizione della nostra professione, la prima quindi non è vero che non esiste, sindaco se è maschile o sindaca esiste, se c’è un genere neutro semplicemente anteponendo l’articolo femminile o maschile, Presidente si può mettere la Presidente già è un modo di riconoscere comunque la differenza di genere perché è nel riconoscimento della differenza di genere che si può rispettare e riconoscere la parità tra i sessi, questo è importante, quindi è solamente un dettaglio questo ordine del giorno ma proprio perché siamo voluti tornare indietro, penso che molti Consiglieri abbiano colto questa sfumatura anche perché molti consiglieri lavorano in questo modo per portare avanti questo tipo di cultura e molte Consigliere lo hanno dichiarato pubblicamente, quindi io sono fiduciosa più che altro come un segnale e mi piacerebbe moltissimo che Senigallia potesse vantare un altro, perché ce ne sono stati tanti, abbiamo anche citato la mozione presentata nella passata consiliatura dalle consigliere Bucari, Bucci, Angeletti e Ramazzotti per l’adesione alla Carta europea dell’eguaglianza e parità delle donne, buon voto e vi ringrazio comunque. Si dà atto che entra il Consigliere Rebecchini: Presenti con diritto di voto n. 19.